venerdì 31 maggio 2013

Di tutto un po'



Non volevo porre troppa attenzione al caso specifico di _ara, la mia partner di studio tanghero, piuttosto sollevare una questione generale sulla seduzione. Sto leggendo 'sto tomo di biologia evolutiva ed è sconcertante. Anche sulla seduzione. Scriverò.
Un po' in ritardo col diario... il trasloco del mezzo informatico è sempre una discreta rottura di palle e richiede tempo per le sistemazioni varie.
Che serata briosa, frizzante martedì da Flora ! Il bandoneon di Daniel Pacitti, il suo respiro che ci portava sulle sue note. Poi alcune milonga con un tentativo ben riuscito di ritorno alle radici africane, con percussioni "casalinghe" (tagliete, piatto e secchiello per spumante) suonate da un raga africano affiancante Daniel Pacitti. Una delle serate più belle della milonga di Flora. Una tangheressa di una certa stazza dopo un ocho adras ha posizionato il suo peso sul tacco ben posizionato sul collo del mio piede sinistro. @xx£$%!!
Osservo le zuffe all'interno dei gruppi parlamentari e di potere (evito accuratamente il termine politica). I gruppi sono un casino da gestire. I due PD(L) hanno deciso di governare per le riforme (qauli) e non riformeranno quasi nulla o solo di facciata; ad esempio la legge elettorale, una porcata merdosa che Lega  e PD(L) hanno evacuato, votato e sostenuto da sempre perché mai dovrebbe essere cambiata? Solo il minimo per toglierla dalla sua anticostituzionalità. Proporzionale secco e via, dopo alcuni anni sono tornato a questa posizione.
In Italia si fanno le leggi falsipocrite e poi non le si rispetta, a partire da una ovvia legge del 1957 per la quale gli assegnatari di concessioni nazionali non possono essere eletti. Come è ovvio per il rischio di colossali papocchioni di interessi. Cosa è successo con B.? Ignorata tranquillamente la legge e il suo spirito. Poi è colpa dei crucchi brutti cattivi se siamo nel merdone.
A proposito di gruppi: lunedì dopo anni si tornerà a riunire la lista civica. Il gas, invece, ora che si è frammentato in gruppi più piccoli e affini per tendenze, insomma ora che non c'è diversità è assai più tranquillo.

giovedì 30 maggio 2013

Conditio sine qua non

L'avevo scritto lunedì sera, poi causa invrucchiamento del piccio e difficoltà nelle correzioni da furbofono e altro da fare la sera, lo puibblico oggi.

Dopo mesi ho deciso di sospendere la lezione di tango del lunedì. Sono ancora ebbro di ieri e domani ci sarà penso l'ultima uscita alla milonga di Flora che mi piace molto per molte ragioni e continuo a ritenere, dopo averne viste altre ora, la migliore.
Stasera mi godo la casa: ho stirato tre tovaglie, messo a posto un po' la tana, dato il concime ai fiori, fatto un tot di telefonate, raccolto il bucato precedente, steso quello nuovo, messo in congelatore i ceci cotti a vapore stamattina, mi sono fatto una cenetta con i controfiocchi.
Ho telefonato a _ara, la mia compagna di studi per il corso di quest'anno;  l'ho ringraziata per lo studio insieme di questi mesi, il suo spirito, il fatto che c'era eccome, non era svampita e assente come _lla la siciliana. Un piacere condividere una passione per l'apprendimento di questa arte difficile del tango.
Avrebbe miolte proprietà, a partire dalla sua postura di tango che è semplicemente perfetta, nobile, regale, a dispetto del fatto che è ancora acerba su alcuni passi. E' venuta già due volte in montagna, ha cultura, ha una buona testa, indipendente, abbastanza fiera, attenta a natura ed ecologia, ex gasista, è perfino mora di capelli, colta, vispa. Insomma, sarebbe perfetta se non fosse che... non mi ispira come femmina.
Questo del fatto che mi debbano ispirare fisicamente è una conditio sine qua non. Alla fine la biologia conta, conta eccome. Per quanto assurdo questo requisito biologico ha una sua eccessiva importanza; come se fosse in secondo piano e da dietro imponesse il suo niet.
E io non mi innamoro di sola testa. Per fortuna o purtroppo.


("bigfoot", sabrinadacos)

mercoledì 29 maggio 2013

Come un trasloco

Piccì kaputt al lavoro.
Un paio di giorni per ripristino, nuova macchina, sistema questo e quello e i certi casini vari.
Caro diario, ti scrivo dal furbofono, interrompo la web astinenza. Mi limiterò all'essenziale.
Direi come un trasloco.

lunedì 27 maggio 2013

Scuole paritarie? No grazie. Invece sì

A Bologna il referendum pro/contro il finanziamento delle scuole paritarie ha dato il suo responso.
Alcune note a proposito.

  • Finanziare con soldi pubblici le scuole private è un orrendo papocchio di quella miscela orrenda di statalismo a scopi privatistici (solo un'espressione delle molte del lemon capitalism) che a noi italiani piace parecchio (problema inculturale prima che partitico).
  • Sapete che ritengo le migrazioni di massa (oltre un minimo fisiologico) un problema estremamente grave, uno dei grave effetti della crescita demografica; l'unica speranza di integrazione è proprio la scuola pubblica in cui mettere in contatto/mescolare i nostri ragazzi con i figli degli immigrati. Le scuole paritarie diventano enclavi per minori in cui ciò non avviene ed è un ulteriore passo verso la balcanizzazione etnica delle nostre società e del loro stupido e buonista panmixismo utopico, cosa che  porterà a tempi foschi e a scontri etnico-religiosi violenti quando la diminuzione delle risorse si farà più sensibile: non c'è bisogno di favorire ulteriormente questo processo.
  • Ancora una volta nei fatti il Popolo Dei Ladri e il Pidimenoelle si sono ritrovati assolutamente allineati. In realtà qualche voce discordante si è fatta sentire nel secondo ma... sostanzialmente i due partiti sono sempre più simili e le zuffe apparentemente così vivaci sono dovute più al fatto che competono per la stessa area ideologica che per antagonismo del tutto inesistente nei fatti.
  • Il TAR ha bocciato in città il demenziale progetto del People Mover. Ancora una volta un'opera tanto  onerosa quanto inutile fatta per utilità delle cooperative e de Il Partito (in questa parte d'Italia quelli senza la L nella sigla, stesso saccheggio delle casse pubbliche). Il project financing all'italiota (questa volta a confezione pidiossina e non berluschina) continua senza scandalo alcuno a dare il peggio di sé.
    Progetto alternativo basato su investimenti sulla rete ferroviaria a costo di un decimo ignorato. Un'altra  folle opera stile Sì TAV.
    Oltre al problema di questo pessimo tecnoprogressismo il fatto che ingenti risorse del bilancio comunale vengano distratte dal necessario (ad esempio proprio l'istruzione pubblica) per il nefasto-costoso. Il pareggio di bilancio è una manna dal cielo che obbliga a scegliere: se salti i pasti e c'hai le mutande bucate con le croste e ti compri le scarpe in coccodrillo sei un coglione e ti meriti di essere marcio e pezzente come ti meriti questa classe di politicastri saccheggiatori come te del paese.
  • Il sindaco ha già detto che non terrà conto degli esiti. La democrazia rappresentativa all'italiana mostra  le sue eccellenze. Pensate se un major del Regno Unito o un sindaco di un paese dei Grigioni o dell'Obvaldo avesse anche solo affermato una cosa del genere.
  • La scarsa partecipazione ad uno dei pochi strumenti Politici è un segno preoccupante. Paesani e cittadini continuano a delegare a coloro che se ne approfittano abbondantemente saccheggiandoli e spremendoli come limoni.
  • Dopo le scuole cattocattoliche arriveranno quello islamomussulmane, poi quello judoebraiche, quelle induinduiste. Come se di inquinamento per le menti non ne avessimo a sufficienza.

Ubriaco di vita

Sono ubriaco di vita. Amici, montagna, paesaggi di fiori e di corona di vette di candida neve e il blu scuro e i mille verdi e il piacere di vedere persone che riscoprono il piacere di camminare per boschi, forre, prati, e cibo buono a casa e poi via di corsa in milonga. Ognuna di voi, Nives, Francesca, Barbara, Alessandra, Natasha, Natalia, Sara è stato un mondo da scoprire, gioia, batticuote, errori, emozioni e i capogiri di essere lì a un respiro dal tutto, dopo un firulete e sospendersi sul nulla.
Ubriaco di vita sì.

sabato 25 maggio 2013

Opale bianco

E' tardi. Ma che ore sono? Carpisci un "le due e mezza". L'ultima tanda e andiamo.
C'è quella miscela strana tra stanchezza e l'adrenalina del piacere di buon tango con sconosciute. Belle sconosciute anche, ma soprattutto brave sconosciute. E stanchezza e adrenalina cozzano: la prima ti sporca il tango, che cede e non è più accettabile, pulito, fluido, la seconda ti comanda di continuare, ne vuole imperiosamente ancora che a quell'ora sveglio come un grillo avresti ballato ancora per ore.
Che ore sono? Le quattro e venticinque. _zzz, va, andiamo a dormire. Ritrovarci dopo un po' è stato bello, nella dolce vita della milonga.
La piccola brigata tanghera in incursione: quella puntata nel cuore della romagna bizantina è stata quasi... una piccola vacanza. La dimensione del viaggio, del gruppo, la novità, i brividi dell'incognito.
Ho appena finito di imbottigliare del lambrusco Grasparossa biodinamico, piove, il verde straripa, fa fresco. Domattina porterò cinque o sei persone ancora per antri sconosciuti e selvaggi del medio appennino.
E la miscela di stanchezza, di serenità, la postgioia di una notte di passione, di intesa trovata è così piacevole.
Ecco, come un opale bianco.


venerdì 24 maggio 2013

Da soli in cima alla catasta

Chiamo a casa, risponde papà, è solo, scambiamo due parole. Sento che ha qualcosa da dire, esita, lo ascolto. "insomma, adesso sono... è che... ho conosciuto una che... sono via con la testa, sono da lei... non è come con tua mamma, con lei mi intendo... Poi parleremo.".
Alla soglia degli ottanta mio padre si piglia ancora queste infatuazioni / botte di idealizzazioni. Francamente i miei sono così paradossalmente diversi che sul piano intellettuale e soprattutto sulla socialità non è che abbiano granché in comune (per essere eufemistici). Se penso ad una certa lontananza intellettuale con A-Woman... un po' lo capisco. Poi siamo tutti a ripetere 'sti cicli, a tentare di emanciparci da costellazioni e destini kharmici e dharmici. Io mi sono salvato da questo maledetto imprinting, almeno in parte. Così soggetto com'ero a infatuazioni e ad amori stilnovistici, poi incontrai _rio. mio amico carissimo dell'UniMi, mi diceva "OmoCamminante, ricorda: prima trombare poi innamorare". E ora paradossalmente siamo quasi a ruoli invertiti. Già... Milano. Relazioni, mission impossible: leggo anche i commenti e penso che anche qui nella Dotta e Grassa non è che sia molto diverso. Ora sono un paio di anni che passo molto tempo in milonga che è un mondo di molti liberi e solitari. Ma io ho una visione di parte eppure, lo so, UN punto di osservazione. Però anche queste mie conoscenti, tangheresse alcune belle figliole assai anche, realizzate e impegnate e con cultura e con testa... me lo dicono abbastanza chiaramente quando spingo le  conversazioni un po' più in là rispetto al gossipaceo mondano milonghereccio che niente da.. molto che non... . Le relazioni e i sentimenti? Una tabula rasa. A volte forse qualche avventura tenuta lì di nascosto. Che sia tornata, come una volta,  tornata forte la chiusura delle classi in se stesse, anche e soprattutto a partire dalle relazioni?
E' come la complessità e il dover rispondere a requisiti sempre più numerosi e precisi, è un segno di società non dico complesse ma ipertrofiche, ingarbugliate, che si arriva all'aberrazione, alla perdita il senso delle cose. che poi tutto crolla su se stesso per massa strutturale eccessiva. Si rimane da soli, in cima alla catasta delle tue richieste, un po' dio e un po' solo.
Così si perde l'amore e il senso della vita, o forse abbiamo solo la possibilità di scoprire che l'amore è complicato, anzi,, è un chaos terribile.
E non posso non andare al tango, difficile e complesso, solo a volte hai degli sprazzi... rari ma con tutto in essi. Qualche ora ed arrivo, amico mio.


giovedì 23 maggio 2013

Mors tua vita mea

  • Il principio della Regina Rossa vuole che il mondo sia competitivo fino alla morte. Non smette mai di cambiare.
    Matt Ridley

Cazzo c'entra tutto 'sto mescolone?
C'entra, c'entra.

Sono giorni  che leggo e sono un po' in crisi. L'ecologia e la biologia ti dicono che non è come credi o  vorresti che sia. Il mondo non funziona con la morale e neppure col tuo tentativo per una tua morale. Sto un po' male, sono scombussolato. Valori ed ideali miei siete un po' stronzi, e ve lo dico pure con un po' di rancore tanto più osservo e mi accorgo di 'sta utopia e che non funzionate.
La biologia e l'ecologia non permettono di credere ancora.
E io mi chiedo pure come comportarmi, quale esempio dare, cosa debba dire a mio figlio.
E io non capisco neppure perché possa essere così felice e sereno in questi due anni colla mia morale campata per aria che non dovrebbe funzionare. Felice, castrato e sereno.
Tentare la cultura nel conflitto con la natura? O è - del tutto cinicamente - solo mitigazione per evitare che la lotta continua, lo sbranarsi quotidiano?
Figlio mio, il problema è che dovrei dirti di prevaricare, di metterli sotto, che la miglior difesa è l'attacco.


mercoledì 22 maggio 2013

Nelle tue braccia - 2

(Nelle tue braccia - 1)
  • Nelle tue braccia, T, dispotiche, violente, implacabili nelle loro dolcezza, tu sadico e imprevedibile, a trovare rifugio e pena dai dolori della vita, dai suoi buchi, dalla vita che passa attimo per attimo, dall'amore che non c'è e forse ritrovarmi in te, nelle mie braccia.

Carlos Gavito e Marcela Durano lo dicono qui. Lo dicono meglio delle tue, delle mie parole. E' un tango che ha qualche tempo nello stile, ma ciò che ti dicono, ciò che ti evocano, senza parole, è così antico e così nuovo.



martedì 21 maggio 2013

Nelle tue braccia - 1

Ci sono queste licenze dalla milonga; permettono alla tensione, alla voglia di tornare o di rifarsi robuste, prepotenti. Io cerco, come osservava Max, una qualche forma di eccellenza e il potere che l'eccellenza da, nelle mie buone o mediocri molteplici medietà. Forse siamo tutti alla ricerca di potere, di qualche potere e io con te.
Così tu un po' cercata da tutti, mi hai salutato quando sei arrivata. Come altre volte. Non hai ancora molto studio od esperienza, forse qualche passo è acerbo o incerto anche se i risultati arrivano promettenti. Ma sei bella - Bella o brava! si dice no!? - e stai diventando brava. Così siamo rimasti a volte al saluto iniziale, a quel sorriso del mutuo compiacersi del cercarsi. Io seduco te con qualche firulete, con le mie improvvisazioni ancora goffe, tu seduci  me , "sei bravo tu, non so se vorrai farmi ballare stasera" che sono solo un cerino acceso buttato nella paglia del mio ego.

Ti abbraccio e ritrovo quell'unione, ritrovo me in te, senza parole, senza quel parlare di parole, anche se mi parli di te, con me, so cosa mi dici, di respiri acoltati e percepiti o anche fatti per ammorbidirsi, per scacciare l'ansia della prestazion, di movimenti, non è simbiosi ma è percepire ogni tua trepidazione, ogni tuo angolo del corpo che si fa ballo o tentativo di stare con me, nella nostra danza, in due-che-sei-uno, ogni tua esitazione, stimolarti e assecondarti, aspettarti o invitarti. Ritrovare te, così un po' elevata, purificata, idealizzata dalle difficoltà della relazione, dell'eros, dei sentimenti, quelle cose ostiche e così reali delle relazioni reali. E' solo scappare in un mondo di amori subitanei, improvvisi, di parabole altissime e strette, di risate per i nostri errori e per il compiacersi per l'esprimerti, mia cara, di questa goduria che ridi quando lo dico e che hai ballato bene, sei stata fichissima, che è vero ma che poi ti chiedi se non sei pure tu che stai migliorando, piano piano in questo lungo cammino. Puoi diventare subito cinico e forse lo sai che fare i complimenti, a te Consuelo, a te Elena, a te Catia, a te Francesca, Paola, Elettra e Silvia che hai ballato bene e mi hai dato gioia perché ciò è avvenuto, che voi tutte portatrici di vagina e di occhi e di sorrisi e gioie siete state meravigliose e brave è anche un po'  complimentarsi, non so neppure se abbia un senso.
Come se il nostro amore si consumasse, come una pira di paglia, come un fuoco violento e fatuo,  una faglia di due anime in attrito e incastrate che poi si lascia andare a tre minuti di gioie telluriche, infinite e terribilmente estemporanee, a distrarti dall'amore che non c'è.
Nelle tue braccia, T, dispotiche, violente, implacabili nelle loro dolcezza, tu sadico e imprevedibile, a trovare rifugio e pena dai dolori della vita, dai suoi buchi, dalla vita che passa attimo per attimo, dall'amore che non c'è e forse ritrovarmi in te, nelle mie braccia.


Meno tremendo



Sono le diciannove passate da qualche minuto. Fresco - direi freddo per il 20 maggio (cazzofigata!) - salgo in bici e ... dall'altra parte della strada vedo un brutto coso, ma proprio 'na roba urbana urenda.
Infradito (che già c'hai le infra dozzinali, i piedi grassocci e crostosi, ziocane), bermuda e sopra... tadaaaa: giubbotto invernale in pelle tipo aviatore, sopra a polo e maglia.
'nzomma, vorrei vedere qualcosa di meno tremendo, mentre esco stanco dal lavoro, per favore.
Digli di smettere. Grazie.

lunedì 20 maggio 2013

Ficcanaso

Avevo cinque nel gruppo che ho portato a spasso per le bellezze dell'appennino. Un giro preparato un mesetto fa in ca. 3h 30' lo abbiamo spalmato su 8h  di soavità, lentezze, pigreggiamenti, annusamenti ripetuti di rose (è bello ficcare il naso in certe cose), mangiatine, visita ad un oratorio altro romanico (ce lo siamo fatti aprire per l'occasione), voli in paesaggi infiniti, amenità. voluttà, brividi e piaceri vari.
Mi sono divertito ad osservare stupiti, stupefatti, a volte stravolti, eravate non dico scettici ma neppure preparati alle bellezze che vi hanno intrappolati lungo il cammino.
Anche _nna la difficoltatrice di comunicazioni, compagna di studio di tango l'anno scorso. Dopo mesi e mesi ieri ha deciso, è venuta su in treno da sola e ha camminato di brutto. Un po' stanca e felice mi ha messaggiato poi. Le cose cambiano molto.
Arenarie scolpite e cesellate, il blu del cielo, il sole forte a scaldarci da un freddo quasi marzolino, il profumo di rose a tratti quasi eccessivo nella propria sensuale esuberanza, castagni mostruosi e cipressi secolari, fin su all'oratorio di Santa _ina che ci siamo fatti aprire, dopo anni sono riuscito a vedere e a far vedere il ciclo interno di affreschi altomedievali.

Io godo il potere di condurvi per piaceri inusitati, per bellezze antiche e silvestri. Mi compiaccio della vostra destabilizzazione che questo meditare estetico e spirituale in cammino, la bellezza che culla e inquieta, che accarezza e percuote, che stupisce, inebria e rende pensierosi.
Sdraiati su una coperta, sul praticello verdissimo di molte acque e fitto e affollato di fiori, a goderci il sole, al riparo dal libeccio irascibile e freddo, ci siamo sentiti un'anima.













T come

Venerdì sera in milonga è stata una serata loffia. Del resto un po' come martedì, così si era lamentato _nni il mio maestro di tango dei colli al ritorno. Diciamo che la stagione dura ormai da gennaio e... dopo settimane e settimane il piccolo popolo tanghero privato di molte ore di sonno accusa dei cedimenti, le batterie sono  scariche. Un tanghero e anziano e di lunga data (appare anche in Ad occhi chiusi) che fa ballare sempre un sacco di principiantesse (non so come fa a dedicarsi a questo sacrificio altruista), mentre stavamo uscendo alle prime ore di sabato, diceva che Bologna è l'unica città d'italia nella quale non di rado ci sono più uomini che donne (come è stato venerdì sera), ci sono molte universitarie che vengono in milonga, i bolognesi le fanno ballare loro, le tangheresse più stagionate si stufano e poi non vengono più. Mah, sarà vero!?

Durante l'escursione di ieri, parlavamo di fumo prima e poi di tango. Sai... quando sei lì poi non ti controlli, non riesci a venire più via - diceva _lla, ex tanghera - col tango fai fatica a smettere.
Un altro escursionista si era messo a ridere: voi parlate come foste fatti di 'sta roba.

T, come tabacco o tango.Può causare gravi dipendenze.
Dovremmo avere tanti vizi affinché nessuno prevalga.
Pochi vizi, da un po' di tempo in qua. Già.

venerdì 17 maggio 2013

Ho fatto pipì



Ho appena fatto pipì. E l'odore è una delle cose più caratteristiche di quella leccornia. Ecco, ieri, il risotto agli asparagi (bio, arrivati da una collega da un altro gas) ieri sera, nella sua semplicità, è stato superbo. In due ce ne siamo sbaffati per quattro. Il piacere estremo può essere in una perfezione a volte così paradossalmente semplice.

Tornando da lezione, un minuto da casa, 'sto cornuto di un cervo che sta a cazzeggiare dopo la curva in mezzo alla strada che a momenti c'abbiamo un tête-à-tête ravvicinato.
Anche il cervo è un animale molto buono però, direi.

Bye

  • La pareja de tango mantiene un alto valore simbolico e appare quasi come un paradigma; nel più felice dei casi, potrebbe essere addirittura considerata l'utopia stessa della coppia, nel momento che in essa si riesce a comunicare ed interagire strettamente senza neanche ricorrere alla parola. Nel tango poi avviene quello che nei consueti rapporti di coppia  non sempre si verifica e cioè che il desiderio tende continuamente a rigenerarsi e a ripresentarsi intatto: più uno balla e più ballerebbe, nonostante la ripetitività del gesto, del rituale e della musica stessa. Questo contrasta impietosamente con la parabola del rapporto amoroso e l'usura cui esso, col tempo, non di rado è sottoposto; è così che si è tentati di guardare alla coppia del tanto come a una sorta di paradigma.

    Il tango ritrovato
    Haim Burstin

    Donzelli editore
    p. 128


Penultima o ultima lezione, stasera, del corso di milonga: non ci sarà _lla la siciliana, la svampita/assente/svogliata. L'ultima volta, venerdì 3 maggio,  mi messaggiò alle 20 che non sarebbe venuta alle 20:30 a lezione per mal di testa e che ci saremmo visti dopo in milonga (mah).
Anche se il pacco mi aveva infastidito, in milonga poi quando l'ho vista è andata abbastanza serenamente, solo ero un po' freddo all'inizio. Le ho detto che avrei proseguito il corso senza di lei: non c'è da parte tua interesse, piacere, coinvolgimento, presenza, almeno un minimo. Un po' di tatticismo da parte sua: ma nooo, non è per te, non è il tuo livello, sono stanca, periodo difficile, non mi sono ancora ripresa dalla separazione, giornata pesante etc. Poi... UUiC, hai ragione.
Tanti problemi, non funziona, inutile accanirsi. Poi, egoisticamente, le lezioni sono salate e quindi oltre che rompere a te mi ritrovo a sprecarle. Alla fine eravamo sereni entrambi, abbiamo ballato meglio di altre volte.
Non va!? Perché accanirsi? L'usura, il non trovarsi, il mancato investimento avvengono anche nella pareja de tango, anche se non eravamo quella noi due, forse solo un principio.
Non solo nell'eros, anche nel tango.


giovedì 16 maggio 2013

Destra sinistra - 2



(Destra sinistra)

Pensavo alle querelle storica destra vs. sinistra che cerca di interpretare e classificare tutto su un solo asse, in un dualità. Una sciocchezza (spesso speculazione più che sciocchezza), la realtà è complessa e non può essere rappresentata da posizioni su una linea.
Sentivo da Cruciani l'altro giorno e leggo oggi l'eccellente curriculo di Mada Kebobo, il picconatore, e della lunga sequenza ottime azioni per i quali è noto in Italia. I cavillismi garantisti e cattobuonisti della legge Bossi - Fini e alcune assurdità tipicamente italiane (entri clandestinamente, fai richiesta di asili politico, viene rifiutata e non vieni espulso, cazzodilimboè diocane? poi devasti un centro di detenzione poi esci, arrivi fino alle picconate) sono segni di un impianto legislativo tanto moralista quanto inefficace nell'affrontare il problema migratorio. Nessuna legge può garantire alcuna sicurezza ma è certo che un sistema che non solo non contrasta la clandestinità ma la consente e la favorisce e con essa porta qui la precarietà e l'indegnità di vita di persone senza risorse né lavoro, spesso senz'arte né parte, può solo peggiorare lo scenario complessivo.
E' indispensabile una politica sistematica e capillare di contenimento e contrasto delle immigrazioni (nelle stazioni, nei controlli della polstrada, quando ti presenti in un ufficio pubblico, in ospedale e non hai documenti, etc,) di detenzione fino al reimpatrio forzato e veloce dei clandestini (i ricorsi e le trafile giudiziarie devono avvenire tramite ambasciata dai paesi di origine) questa è una posizione classificata tradizionalmente di destra.
Ma io sono anche favorevole all'assoluta uguaglianza tra autoctoni ed alloctoni quando c'è il rispetto dei doveri, delle norme. Patti chiari anche in condizioni severe (perché l'ecologia del pianeta già in gravi condizioni  è in rapido peggioramento e le condizioni diventano più severe di giorno in giorno) sono fondamentali per la correttezza reciproca. La delinquenza inevitabile di senzarteneparte o anche di furbastri, delinquenti, etc. per tentare di campare senza lavoro o di arricchirsi velocemente è il primo diffusore di odio e rancore anche nei confronti degli immigrati che si danno da fare, non di rado sfruttati indegnamente spesso da quei destri che a parole si oppongono alla loro presenza. E l'uguaglianza è di sinistra (finché scrivi nei diritti ti attaccano da destra, appena aggiungi  e nei doveri ecco le mazzate da sinistra).
Poi ancora se penso alla decrescita demografica che deve essere il primo obiettivo, appena scrivi decrescita non capiscono più se sei di destra o di sinistra, continui e scrivi demografica e allora vieni attaccato da destra e da sinistra per ragioni diverse se non opposte.
Direi un buon segno.
Bisogna picconare questa morale falsipocrita problemogena e iniziare a pensare alla realtà e a come affrontare efficacemente i problemi.

mercoledì 15 maggio 2013

A guardia della stalla

Io provo sempre molta simpatia per tutti i tipi di resistenza all'imposizione violenta di interessi di poche minoranze camuffate da stato ai danni delle comunità locali, delle piccole patrie e delle esangui casse pubbliche.
Alfano che ribadisce che lo stato comanda cittadini e paesani. Qualcuno ha notato questa sovversione sociologica, etica, politica? Qualcuno si ricorda delle centinaia di azioni illegali e dei crimini dello stato?
Poi Lupi di Costruzione e Liberazione, un devastatore della nazione... Hanno messo i Lupi a guardia della stalla. Sembra una battuta e invece è la realtà.
Il sistema marcio e parassitario si avventa contro i pochi che resistono, il tumore che combatte i pochi che hanno un modello di paese che non sia rapina, saccheggio, appropriazione.
Ogni reazione a questa espressione del lemon capitalism è ecologica. Bene riaffermare una volta di più questo principio etico, divulgare il principio del non-fare e del restauro ambientale, ecologico e politico.


martedì 14 maggio 2013

Romagna mia








Domenica al TPO ho reincontrato _tia di Cesena. Diciamo una tangheressa di quelle eccellenti: donna gradevole, spirito e... che balla divinamente. Anche troppo che ho ancora poche frecce nella mia faretra, pochi arnesi nella mia cassetta milonghera.
Abbiamo parlato un po' scherzando in principio, su questa febbre. _tia diceva che forse ha ballato ancor più salsa new york style rispetto al tango ma che questo... ancora dopo anni la sbattacchia su e giù per gioie e frustrazioni come un carrello impazzito sulle montagne russe. E poi tutti i balli. In realtà non è così uno stereotipo, un luogo comune quello di una passione per ballo e danze in Romagna. E' una questione che apprendi ancora da piccol*. quando vedi gli altri che ballano; ti diverti, ti emozioni, i primi passi e poi quelli via via più articolati. E si crea il circolo virtuoso della passione che si alimenta e poi rimane l'impronta. Ballava il "valzer romagnolo" anche col papà quando era piccola e gli altri balli del liscio, magari sarà stato  boogie e bachata  o salsa per altri suoi conterranei, visto che popolarmente esistono le mode e nuovi balli  rimpazziano quelli con qualche anno in più fino a che poi dall'oblio tornano di moda. Ma sempre questa presenza del ballo nella loro vita. C'è un attitudine che apprendi da piccol*, una passione autentica e diffusa. Il tango era per gli argentini una forma di espressione artistica assai popolare, forse potremmo paragonarla alla passione per la lirica e la melomania diffusa e così popolare in molte zone d'Italia per buona parte del secolo scorso, prima che diventasse musica colta. O paragonarlo al liscio in Romagna. Così sorrido pensando a questo immaginario molto reale della Romagna danzante.

E ora balli?
Ha sorriso e mi ha abbracciato, delicatamente e decisa, in ascolto, ad occhi chiusi, si è avvolta su di me come fosse un abito in fresco di lana di Attolini. Andiamo.

lunedì 13 maggio 2013

B.ullo

B., lo studio della comunicazione ad effetto con la sua base, l'uso speculativo e fuori luogo delle parole di Tortora. Le accuse di complotto alla magistratura, la prostituzione minorile: è come opporsi all'affermazione che al mulino ci si infarina. In un luogo pubblico di ad alta voce "bunga bunga" ed osserva le battutacce, i frizzi e i lazzi. Il bobbolo tende al pressapochismo  ma può essere anche cinico e salace nelle osservazioni. Non ho nulla in contrario alla libera sessualità anzi, ma non è certo ciò che muove l'azione di B. egli non è certo il Milk nostrano.
Dai tempi di Craxi si muove in spregio a tutte le leggi che, del resto, non solo ipocritamente non ha abolito ma che ha addirittura promulgato. La strategia di manipolazione del bobbolo non è certo una sua invenzione.
Il B.ullo (e il suo Popolo Di Ladri) rappresenta molto bene quella parte caciarona, manigolda, furbesca, arruffona e arraffona dell'Italia "fesso chi onesto" e dell'astio verso ogni regola che normi in qualche modo le difficoltà del convivere (civile).
Io penso non sia neppure destra (non c'è una morale né un'idea di nazione) ma un pessimo coacervo di caratteristiche nazionali antropologiche, sociali, massmediatiche e di gestione del potere costi quel che costi.

Ricordate dei ladri

Via Francigena

In sette ore sul sentiero ho incontrato... una persona. Chi conosce alpinismo ed escursionismo delle Alpi che rimangono e sono fortemente antropizzate, non ha idea di cosa successe in Appennino nel primo dopoguerra. Interi borghi svuotatisi. Ora il selvatico si riprende tutto in quella parte di Toscana. E in mezzo alla selva rimangono incastonati piccoli borghi abitati alcuni ormai fantasma altri forse qualche giorno in agosto, dagli oriundi di ritorno.
Ieri ho incontrato anche tratti di selva quasi integrale. Impossibile da raggiungere con mezzi a motore, il bosco rimane così, senza intervento umano, interi alberi morti in piedi, con funghi xilofagi saprofiti, inghiottitoi, radure con piscine naturali ad uso... cinghialesco, castagni secolari, abeti colossali, aceri vecchi di secoli.
L'anello della via francigena (*) ha combinato così ambienti disparati, da quelli umani residuali a boschi e crinali intatti, mulattiere con fondo lapideo che resistono da secoli, tracce di castelli e pievi. Quei pellegrini di Francesco, di Jacopo e Ilario di Poitiers forse sono stati edonisti ante-litteram.
Ore 7:15 - 14:18 e mi sono sentito in cima a tutto il mondo, un mare di monti e selve ai miei piedi.

(*)
La prima parte sulla via Francigena della Sambuca






Energia

Che giornata pazzesca. Sette ore di duro trek e poi a casa e poi via ancora in milonga. Ho vissuto due domeniche in una. Cazzo se è vita questa! Cosi, una vita esagerata.

sabato 11 maggio 2013

Non riconoscere



C'era una tipa carina che... ma chi cazzo è quella che non mi ricordo!? Eppure... eppure la conosco. La osservavo e mi chiedevo chi diavolo fosse. Sì, salsera, ricordo, ma chi è?! Si è fatta dare il mio indirizzo di mail da un amico comune, al funerale. E mi ha scritto. La (prima) maestra di salsa venezuelana. La prima sera che uscimmo ci aggrovigliammo subito. Ecco, mi chiedo come si possa non riconoscere - sono passati in effetti undici anni - una con cui hai avuto una storia sia pure breve (qualche settimana).

Ho l'impressione che _ren la basca ci stia provando con me. Mi ha chiamato questo pomeriggio, così mezzo sprofondato nel mio tango lag. carinosa... e io ho sbadigliato come un ippopotamo che sentivo le cinque ore di sonno di questa notte mattina. Lei parlava ed io sbadigliavo.

Ed io? Erano quasi l;e quattro stamani. La strada deserta, il fruscio dell'aria sul parabrezza che stavo tornando di gran carriera, la note vuota, la stanchezza post milonga. Ed io!? Sento che c'è un po' di voglia di essere amato. Ma tutto è silenzioso. Direi quasi morto.

Vadio a letto che domani per rinforzare il tango lag mi alzo alle 5,45, giro di otto ore nelle selve tra pistoiese e bolognese sulla via francigena a prepararlo per gli amici e poi a casa poi al TPO, la mia milonga (ora) preferita.

venerdì 10 maggio 2013

Ius soli? (manineicapelli)



Leggo varie polemiche sulla ministra Kienge. Cruciani qualche giorno tentò di punzecchiare  Sandy Cane sindaca di Viggiù leghista e mulatta che si espresse decisamente contro lo ius soli (ella fu in gamba, con due ovaje così e nei tentativi di morsi senza grande successo Cruciani perse non pochi denti).
La necessità n° 1 per cercare di limitare e mitigare i problemi drammatici post-picco petrolio è la decrescita demografica. In Cina si sono accorti da tempo di questa bomba accesa sotto il culo, sono avanti anche su questo, continuano e sono riusciti ad evitare la nascita di altri 385M di homo con la loro saggia ed ecologica politica coercitiva del figlio unico. Decrescita demografica e immigrazioni di massa sono incompatibili.

Passiamo dal mondo mediatico e geo politico a quello reale. La settimana scorsa sono in treno e due africane si siedono accanto a me e si mettono a blaterare rumorosamente maziocaneluridokeduekoglioni!!
Lunedì, finita la lezione di tango, salgo sull'ultimo treno e inizio a fare qualche telefona. Prima che esso partisse sale un pachistano si siede nelle poltroncine un poco indietro e inizia una telefonata urlando. maziocanelurido!! Aspetto un po'. Ancora un po'. Poi mi giro e gli dico "non sei da solo, piano!" solo che non mi sente tanto urla. Sollevo i ciapp e mi sposto in altro scompartimento; il paki mi ha "buttato fuori" metaforicamente e non.
Tempo addietro leggevo cronache  - che ora comprendo e classifico con idiozia politicamente corretta - punzecchianti sul tranquillo e pacata razzismo (?) di danesi o paesibassesi o inglesi infastiditi o incazzuti per scene di gioiose e vitali esuberanze di immigrati (e.g  fastidio per gli esuberanti odori di cucina o per la esuberante musica a palla a tutte le ore  o altre chicche del genere tiipo ottocento decibel di blaterame esuberante a tre metri dalle tue orecchie).

Gioiose e vitali esuberanze semplicemente un par di stracazzi. 

Se io sono stanco e sono seduto sul treno e cerco di telefonare, la tua gioiosa e vitale esuberanza è semplicemente un fottertene di chi ti sta vicino  e a me questo non mi va e mi crea molto fastidio e non rancore che io non ho neppure voglia di sforzarmi di celare buonisticamente.

Allora un problema culturale (la cultura è fatta dall'ambiente e l'ambiente è anche clima e relazione con gli spazi, aperti e chiusi e ci sono caratteristiche di imprinting evidenti, semplicemente non sei abituato a vivere in stretti spazi promiscui, forse la cattiva stagione non esiste neppure nel tuo paese) alimenta tensioni. Io non sono tollerante e non capisco perché dovrei diventarlo (anti)trazzisticamente in base alla provenienza delle persone.

In questo contesto, decrescita demografica imperativo numero uno (e la Kienge che ha 38 fratelli, quattro madri etc. è un chiaro esempio di follia demografica violenta e delle aggressioni che la bomba demografica crea, le migrazioni delle cose e delle persone sono atti violenti e sono nello spazio dei problemi), Italia già superpopolata, sebbene lo ius soli sia eticamente corretto, in pratica diventerebbe l'apertura di falle enormi nel sistema che tenta di arginare la valanga migratoria.
No allo ius soli.
E diocane prendete atto che il viaggio nella terra dei consumismi vi richiede anche di adeguarvi ai costumi della terra dei consumismi. O prendi tutto o non prendi niente.

giovedì 9 maggio 2013

Una lavatrice


  • Oggi è una bella giornata e... ho fatto 'na lavatrice.

Di recente Chicco Testa (ecco una mente brillante che è stata in gran parte fagocitata dalla (il)logica capitalista, come succede sempre) strepitava ancora contro le rinnovabili, affermando che .... il carbone costa di meno.
Già ora in alcune giornate si arriva ad un costo nullo o negativo dell'energia nelle ore in cui essa è più richiesta e quindi preziosa. Questo succede in California, in Sicilia, in Spagna, in Germania. Sono le centinaia di gigawatt che in pochi mesi sono stati installati nel mondo (le corrispondenti centinaia di problemi nucleari senza soluzione avrebbero richiesto decine di anni). Eco-nomia virtuosa, lavoro.
Ma Chiccho Testa non ha piacere che le sue termolettriche lavorino poco e di tutti questi microproduttori concorrenti, porta l'acqua al suo mulino fossile, vecchio, carbonifero: l'energia nera da carbone costerebbe di meno. Alcune considerazioni sono corrette (conti energia fatti per favorire la speculazione capitalistica, un'ecomomia quasi esclusivamente di rapina basata sull'ingordigia, deindusrializzazione/delocalizzazione, incentivi rapinati da fondi di investimenti, ...) la logica del capitalismo è sbagliata e pure la strategia (tutto subito ora e poi? chi se ne fotte)..

Molti imbecilli continuano a credere a queste sciocchezze e non si accorgono dei disastri di questo approccio (men che meno delle iniquità). Supposto che il costo dell'energia da fossili sia inferiore sia un'affermazione, l'energia da fossili si può leggere come miliardi e miliardi di euro (ovvero di risorse) che dissanguano il paese andando a paesi dai quali li importiamo. Se i conto energia fossero stati ben realizzati (possibile in un paese di cialtroni coglioneschi che continuano a votare il Partito Dei Ladri che li rapina e li incula, un paese in cui il problema demagogico n° 1 è l'IMU) o meglio realizzati, il 99% dell'economia che produce ricchezza delle rinnovabili sarebbe stata e rimasta interna al paese. Invece di caricare 220€ di gas e petrolio sul deficit della bilancia dei pagamenti, generi col tuo impianto energia elettrica per 200€, ad esempio.

Però questo capitalismo che è così ingordo e stupido, che pensa che i costi siano solo quelli di una parte della filiera (dimenticandosi delle esternalizzazioni) non arriva neppure a queste considerazioni sistemiche elementari. Questi manager sia pur formati, come osserva Jorgen Anders, hanno fallito, hanno realizzato l'antipolitica dell'ingordigia e del capitalismo parassitario e sono sempre in questa logica per pochi e illogica per tutti i molti altri. Il paese, i paesi, sono governati da questi cleptocrati.

Oggi è una bella giornata e ho deciso di rendere dinamico il carico, fatta la lavatrice in mattina assai assolata, quel mezzo euro spero sarà andato alla signora Amelia Russo che in provincia di Benevento ha installato il suo impianto fotovoltaico sul tetto, a integrazione della sua pensione. Tornando dal lavoro stenderò il bucato.

Avviene ancora

Ieri sono tornato dopo molti giorni in milonga (molti = 4). Ma ero partito col piede sbagliato ho fatto fatica a svegliarmi alle 21:10. Devo aver esagerato coi bucatini all'amatriciana. O il primo caldo che mi lessa?
Per una volta ho passato qualche tempo rilassato a godermi il ballare altrui. Il tango è ballare per te, ballare per la partner, ballare per il pubblico. E così c'è questo rapporto tra ballerini e pubblico che a volte è feroce, come osserva Haim Burstin, ogni tanghero tende ad essere feroce nei giudizi sui consimili.
Godersi il ballare altrui. Quante coppie principanti, alcune terribilmente goffe, sgraziate altre goffe ma belle nel senso che c'è tensione e attenzione nei confronti dell'altro anche se sono primi passi.
Godersi il ballare, pure l'esibizione superba di Marian Ines Bogado e Sebastian Jimenez. Il tango è fisica applicata in forma d'arte. E anche se quella è la loro professione e una delle centinaia di serate in giro per il mondo, Sebastian è riuscito ancora a stupire Maria Ines sulle cui labbra affiorava, di tanto in tanto, un sorriso incontenibile malcelato. La magia avviene ancora anche per coloro che sono ai vertici mondiali che hanno fatto del tango la loro professione.
Caldo e stracchezza a parte qualche tanda è uscita bene.
Poi i due si sono messi a ballare con i milongheri della serata. Per un attimo mi è venuta la tentazione di invitare Maria Ines ma , probabilmente è ancora un po' presto e non era una gran serata per me.


mercoledì 8 maggio 2013

Addio Michela - 2



(Addio Michela)

E' stato difficile resistere sai? Già eravamo tutti morbidi e a quel canto yoruba ella è entrata, nel feretro, in chiesa. Ogni colpo, ogni percussione faceva vibrare le pelli e poi vacillare la tua debole resistenza. Perché abbiamo questo timore di piangere, questo pudore?
Molte le anime sempre felici nelle rumba o nelle enchufla e che ora, in silenzio, sgomente, là al panorama sul grande balcone, affacciati sul mistero.
Qualche ruga in più, le chiome un po' più argentee, le storie di qualche bambino arrivato è la vita che si perpetua. E i volti tesi. Perché la sorella nera viene, prende e se ne va. A 20 anni non te ne accorgi, a 30 prendi atto, a 40 inizi a pensare. Sul grande balcone stai un po' lì ad osservare, in silenzio, a meditare.
Questa mestizia, questo dolore, - assurdo no!? - diventa pure un razzo grosso così nel culo, ti smuovi e torni a contare ogni respiro, ogni battito del cuore. Ecco che il tempo sul grande balcone è tuo amico per vivere.

Dopo c'è stata una grande festa salsera ma io non sono andato, dovevo andare a prendere il mio bipede. E poi un amico  che ci siamo visti lì al funerale dopo un po' di anni e la moglie e il loro bipedino sono venuti su a mangiare. E mi hanno raccontato della grande festa, tutte le anime ballerine, tutte le scuole - che una volta hanno messo via la competizione economica feroce - tutti a far festa e a ricordarla come voleva, ora che ella danza lassù. Ecco, il fare festa per questo addio. Devo molte ore felici a te, Michela e alla tua arte.

(immagine: lucioandreetto)

martedì 7 maggio 2013

Addio Michela

  • un giorno la prenderò
    come fa il vento alla schiena
    luce luce lontana
    che si accende e si spegne

    quale sarà la mano
    che illumina le stelle
    mastica e sputa
    prima che venga neve

    Ho visto nina volare, Fabrizio De André

E' morta la mia maestra di danza afrocubana. Sono già nove anni che non seguo più i suoi corsi e cinque o sei che non la vedo più. Sarà un ritrovo triste questo di noi allievi suoi e del mondo bolognese dei balli caraibici. Fu un'evasora fiscale terribile ma le dobbiamo molto ore felici.
Mi hanno chiesto di essere là con i panni abbastanza riconoscibili dei salseros y rumberos y soneros cubanos. Ma non li ho mai avuti e verrò in bici dal lavoro. Sarò là a salutarla, così come sono.
¡Adios, Miguelita!


lunedì 6 maggio 2013

A. & B.

Andreotti è morto. Era un fervente cattocattolico; allora, caro cattocattolico se hai cultura, consapevolezza dell'aspetto demoniaco del potere, come te_ti dicono ogni tanto i tuoi ministri del culto, e un po' di senso del bene avresti potuto aprire un po' la bocca e rilasciare qualche verità, in punto di morte.
Ma tu eri da tempo non più al centro dei giochi. E il senso del bene non esiste per voi.
Invece ogni mese che B. campa e conduce la sua ghenga allo sfascio culturale, economico, morale del paese, è un mese di rovina. Ecco, a me_mi piacerebbe moltissimo, gioirei molto alla notizia della morte di Berlusconi, anche con sofferenza, se possibile. Non sarà mai troppo presto.


Abbraccio di cerate grondanti

Questa volta c'erano anche tangheracci e tangheresse (il 18 marzo dell'anno scorso, stesso giro, di sette non venne nessuno). La camminata (un po' da nonnetti, a dire il vero, ma essi temevano, i timorati del pedibus calcantibus dovevano un po' misurarsi ed è stato proprio tranquillo e semplice come avevo promesso loro) è stata bagnata e ... fortunata. Perché la prima metà è stata con qualche brontolio, fino a quel prato dove abbiamo saccopranzato perfino con un po' di sole e poi via sotto i brontolii via via più incazzerecci fino ad un rovescio violento.

Sotto una tettoia di una vecchia casina in pietra contadina, c'era la gallina che aveva fatto l'uovo e ce lo cantava e i rimorchi dei trattori, una cassa di piccole mele Rosa Romana e noi un po' bagnati ma anche felici di quel riparo sotto l'ira di giovepluvio numero due.
Quando siamo andati via, a era tornata la semplice pioggia, dalla piccola finestrella ci osservava una vecchia signora, col fazzoletto in testa, blu a fiorellini bianchi sopra i capelli argento, il grembiule a fiorellini e la camicetta da contadina. Allora in quel mare di mille verdi di tutte le intensità e gradazioni, con le guglie in arenaria davanti, il Panaro sotto, i ruscelli un po' obesi che cantavano andandosene a valle, le casi a torre e i piccoli borghi a far capolino qui e là, un mare di verdi colline, pascoli e boschi, pensavo al paradiso a ciò che Byron, Stendhal e Göthe trovarono quando attraversarono l'Italia da nord verso sud. Quel viso di anziana contadina uscito dagli anni quaranta per guardarti un po' ssospettosa di questi forestieri, nei tuoi felici anche di poter capire ancora una volta e respirare e camminare la Bellezza esprimersi nella Natura rigogliosa e nelle gemme degli artefatti umani in essa incastonati. Non certo i tumori edilizi templi abortivi di questa religione modernista che rincoglionisce, abbruttisce degrada (c'è qualche religione che non lo fa?), epoca di sfascio e distruzione del Belpaese. Anche se c'è qualche buona notizia, abbatteranno l'ecomostro alla Scala dei Turchi. Quanti milioni di brutture dovremmo demolire per tornare al Belpaese? Se ci penso c'è ancora  senso di vita e bellezza, forse raro, ma c'è.

Alla fine, _zzz, sono stato felice che i nostri passi sono stati accanto. Sono giorni felici per te e questo è molto bello pure per me, mi rallegro proprio. Quell'abbraccio, forte, noi bagnati, abbraccio di commiato nostro e da quel paradiso, un abbraccio di cerate grondanti che lo porto con me.


(via parks.it)

venerdì 3 maggio 2013

A proposito di - 2

(A proposito di - 1)

A proposito di tango e trance dance. Per anni ho fatto scorpacciate di danze transe: goa, tekno e altre forme elettroniche, popolari (tarantismo, santeria); avevo aperto anche un forum che fu tra i più partecipati per un paio di anni. Così fisico, a volte brutale, liberatorio; comunque sempre eccessivamente fisico nel senso migliore del termine. L'autodivinazione è(ra) dovuta ad iperstimolazione psicofisica. Dopo ore e ore (a volte giorni interrotti da poche ore di riposo (*)) di danza e di entusiasmo arrivi a stati naturalmente modificati di coscienza (non mi sono mai drogato in quei contesti), poi alla spossatezza e con essa a un calo biochimico, una caduta repentina degli stati d'animo. Può usare il termine down se più evocativo.
Ora con la vita di milonga non c'è questo approccio fisico, ovvero è molto limitato. I picchi biochimici di ossitocina, dopamina, adrenalina, serotonina non ci sono, il paesaggio ha le curve morbide di colline sfasciate, basse e larghe, delle sinusoidi nel senese o del volterrese. I paesagi coreutici e biochimici sono come il piacere che ne consegue: molto più fini, c'è arte c'è la relazione (non è un'esperienza solipsistica) e l'abbraccio, la magia stupefacente di (sprazzi di) armonia due in uno, l'emozionante scoperta del suo batticuore e della sua risonanza, del respiro che si allinea (_ith,, tanghera avanzata, al Gardel giovedì scorso, mi disse "Aspetta! Ascolta anche il respiro della ballerina, prima di partire!", nonzo se capite a che livello si può arrivare!)
Domenica sono uscito qualche minuto prima della fine dalla milonga del TPO in bici verso la stazione per l'ultimo treno. Era scuro e tiepido. Sprizzavo godimento e soddisfazione da ogni poro, percepivo accarezzarmi ogni particella d'aria tiepida sulla mia pelle,la città e il traffico intorno alla mia gioia, c'erano i profumi delle mie amate per tre minuti sul palmo della mano o sulla maglia.
Sul treno mi sono accorto che avevo il mignolino del piede sinistro un po' usurato con una piccola sbucciatura che mi bruciava.

(*)
Nell'immagine uno dei luoghi nei quali vissi l'esperienza più bella, altre immagini qui.


giovedì 2 maggio 2013

Lavoro!?

Non ti fanno riflettere i sintomi di questo malessere? E se la vignetta di Staino da Amore Immaginato  strappa una risata amara non inizi a pensare alle cause profonde? Mio fratello che lavorava come un negro nell'edilizia, robe da 12 o 13 ore al giorno, a volte anche il sabato se non qualche ora pure la domenica, guadagnava un sacco, ma veramente un sacco. E io osservavo questa bulimia lavorativa... e osservavo i risultati anche su Gaia, su 3.5 milioni di ettari di terra vitale, eco-nomica, produttiva anno per anno, distrutta dal cemento, dagli outlet, da parcheggi, capannoni, di Expo sul valore del cibo della speculazione edilizia che ha distrutto centinaia di ettari di campi per il cibo, da edilizia orrenda, ciarpame che ha ricoperto il BelPaese di una crosta orribile e mortifera P E R   S E M P R E. Mi chiedevo: e quando tutto sarà costruito e sarà costruito oltre il ragionevole, il sostenibile, il possibile? Poi il fra' ha iniziato a raccontarmi delle (in)sofferenze delle ditte per la quantità sempre più grande di invenduto che rimaneva loro sul groppone. E questo è solo per l'edilizia su terreno verde che è la sciagura economica, lavorativa, ecologica di gran lunga peggiore. Poi ci sono gli altri settori dell'economia del BAU, stessa solfa.
Ora il fra' è a casa. E' uno in gamba che sgobba tanto (troppo) e bene. E non riesce a trovare un cazz di lavoro uno, anche completamente diverso. Egli ora frigge, non sta affatto bene.
Allora uno dice: se devo costruire 100 e faccio 10 all'anno impiego 10 anni, ho lavoro per 10 anni. Bisogna rallentare e spalmare. Come si è sempre fatto, no!? che non erano mica coglioni una volta. Io invece sgobbo stacanovisticamente, mi rendo schiavo di lavoro e faccio 60 il primo anno e poi 40 i primi mesi del secondo. E poi? poi cosa faccio per i rimanenti 8 anni e vari mesi?
Ecco, questo è un sistema folle e suicida che distrugge tutto, lavoro compreso. E non noto nulla che possa distogliere questo mantra acritico, psicotico, recitato insieme da tutti su questa crescita crescita crescita crescita. Le colossali puttanate di Letta e Hollande e pure l'accondiscendenza della Merkel che pure 'sta Germania c'ha i piedi di argilla.
Folli che eleggono folli per esserne governati. Non è così piacevole, carino essere a bordo quando equipaggio e comandanti sono in preda alla demenza che è ciò che governa i destini del mondo intero. Questo solo per la questione di un sistema che come paradigma si basa sulla violazione dei limiti (non succedono cose particolarmente gradevoli durante il collasso ma di questo non parla mai nessuno).
All'interno dei quali mi si deve spiegare perché galeramarciaimpestatadiocane dopo decenni e decenni di tecnologia io devo ancora spendere 40 ore della mia vita alla settimana per 'sto cazzo di lavoro. E perché tu sei a casa senza? Ma che senso ha tutto questo?? Nessun senso.
Continuiamo pure a venderci problemi per tentare di risolvere i risultati della vendite precedenti di problemi. Homo Stupidus Stupidus.
Produci consuma krepa.