Quel sabato 22 agosto avevo già anticipato pubblicando qualcosa con le vette sopra i 3e5 innevate. Ecco altre foto scattate.
Ancora una volta la regola aurea
"la prima (parte della) prima giornata che segue il maltempo il buontempo ricco di acqua in montagna è un'ottima occasione per alzarsi presto e iniziare a camminare nel fresco, nel blu dipinto di blu"
ha avuto conferma.
Altra nota: in pieno agosto, sù, fino al pomeriggio, non ho incontrato nessuno! In pieno agosto, ho camminato da solo. Ahh, che meraviglia!
 |
Due giorni di buone e ricche piogge avevano reso allegri i ruscelli.
|
 |
| Questo diedro scuro che a me_mi piace sempre tanto. Salito su una via non segnata lungo lo spigolo di destra. |
 |
| Salendo ho puntato quella seconda cimetta. Mmh, quasi quasi mi faccio pure quella. La lunga cresta deve essere 'na meraviglia. E infatti... |
 |
| Direi che, a naso, questo è un classico caso di lunga fossa tettonica. Ne ho già viste altre in Alpi e Appennini. Secona cimetta con berretto di nuvole. |
 |
| Eccoci alla seconda cimetta. Direi minimale. Anche qui, un piccolo larice. Ancora: siamo tra i 2e5 e i 2e6. |
 |
Ultimo quarto dell'anello: uno splendida torbiera di alta quota con massi erratici, relitti di quello che un tempo fu il piccolo ghiacciaio che li trasportò fino alla soglia del gradino glaciale.
|
Che belle le tue foto. E che bella l'assenza di gente...
RispondiEliminaQuella e' un piccolo cantone del Trentino con ancora scarso turismo. Aggiungiamo che i piu' arrivano alle malghe dove... si arriva in auto o con qualsia mezzo di trasporto (e.g. impianti a fune).. Ecco che il 90% delle pesone si esclusde dalla montagna.
EliminaCamminare in silenzio, da soli, e' sempre un'attivita' che rasenta il mistico, una sorta di metidazione corporale.
Foto scattate col mio vecchio furbofono (tenuto in parte insieme con il nastro adesivo :).
Alcune volte i colori sono poco saturi.
Non è che siamo antisociali (uso il noi per condivisione), ma trovare un percorso solitario in montagna è di massima soddisfazione.
RispondiEliminamassimolegnani
Una persona sana sta bene, in parte del tempi, in compagnia, in parte del tempo in solitudine.
EliminaSempre da soli o sempre in compagnia = problemi sotto
Bisogna anche dire che c'è solitudine e solitudine, un conto è chiudersi in bagno un altro è essere su una zattera in mezzo al Pacifico. C'è compagnia e compagnia, qui le cose si complicano, perché siamo tutti diversi e nello stesso tempo siamo intersezioni di un certo numero di insiemi, per esempio io e Mario potremmo non avere niente in comune tranne la frequentazione del club degli scacchi epperò quando siamo li giocoforza ci facciamo compagnia.
EliminaFarei anche presente, sempre sul tema dei pazzi, che un malato di mente spesso e volentieri non solo è convinto di stare benissimo ma che siano tutti gli altri a stare male e magari che complottino contro di lui, contro il mondo, contro Dio, che ne so. Quindi addiveniamo alla relatività del concetto di "stare bene" o di "sano". Il fatto che come si diceva altrove oggigiorno si rifiuti di riconoscere che esistono tanti, tantissimi, con problemi psicologici-psichiatrici di varia natura porta automaticamente a dire che non esiste nessuno "sano" e che siamo tutti "malati", da cui l'unico criterio diventa lo scostamento da una data media statistica ma non risolviamo niente perché se gli estremi sono relativamente facili da catalogare, scostamenti ridotti diventano a loro volta "media".
> un malato di mente spesso e volentieri non solo è convinto di stare benissimo ma che siano tutti gli altri a stare male e magari che complottino contro di lui
EliminaMio papà che di tanto in tanto ha le rotelle che si inceppato causa demenza senile, quando è demente, fa così.
È molto labile il confine tra fisiologia e patologia. A volte un eterodosso viene preso per strano, svitato, disadattato anche un po' matto.
No non è labile il confine. Il confine è dato dal fatto che una persona deve essere capace di "funzionare" tanto nell'ambito individuale che in quello sociale. Se una persona non riesce a vivere è meccanicamente determinato il fatto che abbia una qualche disfunzione mentale. Poi capire la catena causa-effetto di questa disfunzione e capire cosa si può fare per mitigare o risolvere il problema, è un altro paio di maniche, però se neghi che esista un problema di sicuro se va bene rimane cosi altrimenti peggiora.
EliminaIn questi giorni ci troviamo esattamente in questa condizione ovvero in prima battuta si fa ogni sforzo per negare che esista un problema mentale in una quota consistente della popolazione. Poi davanti al "dato di fatto" che una parte di questa quota causa "incidenti" che è impossibile ignorare, invece di risalire alla causa vera si preferisce svicolare in qualsiasi ramo collaterale piuttosto che rimanere su quello principale, in particolare attribuendo gli "incidenti" a fattori "di classe" ovvero "sociali". Il caso del "femminicidio" è lapalissiano, invece di andare a vedere ogni singolo malato di mente si preferisce attribuire gli "incidenti" alle conseguenze di un fattore generale come "il patriarcato" che in sostanza imporrebbe dei comportamenti condizionati in tutti i maschi che non siano rieducati allo "amore". Come dicevo, tutti pazzi, nessuno pazzo, nessuno pazzo, tutti pazzi, risultato non si fa niente se non una tragicommedia.
Con conseguenze nefaste perché è ovvio che mettere un limite di velocità con tanto di cartello serve come "freno" per chi è di suo portato a rispettare le regole mentre viene semplicemente ignorato se non violato di proposito con soddisfazione da chi pensa e vive in maniera asociale. In altre parole mettendo una aggravante ad un reato non si dissuade il pazzo che non è per definizione incapace di intendere e volere, si vorrebbe dissuadere gente che si teorizza "patriarcale" e quindi violenta come comportamento condizionato ma capace di valutare il dare-avere.
Come ho già detto e ridetto, nei Paesi dove le leggi sono draconiane, le galere scoppiano e il trattamento è crudele, dove vige la pena di morte, non cala affatto il crimine, anzi, aumenta di tot volte. Perché, torno a dire, chi vive di reati e a maggior ragione reati efferati violenze omicidi, non è per nulla scoraggiato dalla possibilità di essere punito di conseguenza. La pena di morte non riduce gli omicidi.
EliminaTempo fa ascoltavo l'intervista ad un mafioso americano il quale diceva che per molti criminali si tratta di un lavoro dove potenzialmente si guadagna di più di un lavoro "convenzionale" e nessuno di loro ovviamente è neurochirurgo.
Epperò una quota di questi criminali si trova li perché è il modo con cui può dare sfogo alle proprie "passioni" o "talenti". Quel tipo di criminale fa paura agli altri criminali perché, appunto, non ragiona in termini "economici", è fondamentalmente irrazionale quindi imprevedibile e ingestibile. Quel tipo di gente di solito finisce a fare lo "esecutore", cioè fa i lavori che gli altri criminali non vogliono fare, lavori che sono fondamentalmente contrari alla "natura umana". D'altra parte è la logica per cui per le "truppe d'assalto" di solito si svuotano le galere.
> "dato di fatto" che una parte di questa quota causa "incidenti" che è impossibile ignorare, invece di risalire alla causa vera si preferisce svicolare in qualsiasi ramo collaterale
EliminaPerche' un approccio ideologico. Ovvero, quelli del "chiudiamo i manicomi, inclusione senza se e senza ma, rimettiamoli nella vita" non possono accettare che questo sia scellerato.
Prima di tutto i malati mentali sono malati mentali: esistono, da sempre, non e' che possiamo incenerirli. Pero' bisogna gestirli. Quelli che hanno pulsioni criminali e che letteralmente maciullano il prossimo, NON sono uguali a coloro che non maciullano e tanto meno ai maciullati.
Ah, lo ugualismo... sui arriva sempre a quella che e' una delle maggiori tare se non la tara massima di quell'oppio.
Del resto nel mondo al contrario non vige il "Nessuno tocchi Abele" ma e' di moda il "Nessuno tocchi Caino" che, come osservato piu' volte significa "Lasciamo continuare Caino a fare quel che fa".
> dove vige la pena di morte, non cala affatto il crimine, anzi, aumenta di tot volte.
EliminaPrimo e' del tutto discutibile che la galera a vita (esiste in Italia?) sia meglio o peggio della pena di morte.
Poi qui siamo al paradosso che causa galere strapiene di risorse e pagatori di pensione, il lievismo renziano ha depenalizzato un sacco di reati diffuci (lievi un bel par di cazzi!) non solo non ci sono piu' le pene ma c'e' una certezza della impunita' per ampie categorie di reati.
Resta il fatto che esistono statistiche dissacranti questo approccio buonistico sulla reiterazioni per certi tipi di reati.
Quindi ogni misura che permette a questi criminali di tornare a delinquere su quei reati e', di fatto, una azione di sostegno a Caino.
Ne parlammo sulla castrazione: pure quella chimica, quando cessa il contenimento chimico, appunto, delle pulsioni, porta un tot di questi di nuovo a stuprare.
Qundi pena di morte o castrazione fisica etc. hanno lo indubbio effetto che mettono al riparo la societa' dalla reiterazione del crimine.
La pena NON ha solo lo scopo rieducativo (a volte del tutto impossibile) ma anche quello di mettere al riparo la societa' dai crimini.
Ma cosa stiamo a parlare in un mondo al contrario dove e' di moda il "Nessuno tocchi Caino!" ovvero "Lasciamo Caino continuare a fare quel che fa" ?
Pensare che c'è gente che per un selfie col furbofono e un krapfen da 4 euro in mano, è salita sino a 2.300 metri di quota, sotto. Pensavo fosse una fake news.
RispondiEliminaBombolone da 4 euri!?!?
EliminaFatto con farina macinata da more vergini durante la 1a luna piena d'autunno!
Io sono un disadattato anche in termini di autoscatto dei quali non me ne frega assolutamente nulla.
Diciamo che se per scattare delle foto le persone camminano, beh, qualche effetto positivo 'sta mania c'è l'ha.
Ciccio guarda che ci sono posti dove con 4 euro non ti danno nemmeno una bottiglietta d'acqua.
EliminaSì, direi proprio di sì. Ci sono posti dove un caffè può costare 5? 10? volte tanto caffè normale.
EliminaVale per i più svariati beni e servizi.
Allora, quando vado in montagna spesso mi fermo a mangiare in un rifugio e pago volentieri perché il rifugio mantiene il presidio sul territorio. Ma io vado in posti che non sono di moda, non c'è la fila di turisti che spippolano lo scemofono e che cercano il famoso "effetto wow", da cui solito discorso della mega-funivia e dell'albergo in cima col mega-belvedere da cui poi servizio e prezzi da nanabbi.
EliminaConosco un mucchio di gente che la domenica va in montagna. Invidio il tempo che hanno per andare in giro.
RispondiEliminaIo conosco gente che la domenica passa il tempo che potrebbe passare in montagna dentro un centro commerciale, oppure sul divano davanti alla TV.
EliminaA parte che dipende molto da dove uno abita, se vivi sul mare vorrà dire che farai la passeggiata sulla spiaggia, magari fare ore di macchina per andare in montagna non ha molto senso.
Da casa mia ci vuole un'oretta, un'oretta e mezza, col motorino per andare in montagna.