mercoledì 1 aprile 2026

Piccoli passi per pochi gatti


Dopo molto tempo - molto! - son tornato, ieri a riunioni gasistiche. L'intento era di sostenere una coppia di relativamente giovani allevatori della montagna dai quali compriamo la ciccia bio, "paccati", da un relativamente grosso cliente che, all'ultimo, ha disdetto il proprio relativamente grosso ordine. Il solidale sta anche nel sostenere i piccoli produttori anche nelle difficoltà (*).

Ieri ho incontrato dei giovani gasisti che... ci provano.
A grandi progetti che sono anche buona politica in sé. Fondamentalmente mi trovo bene quando alcune istanze sono eco-reazionarie. La natura è reazionaria!
Le tendenze folli degli OGM, della grande distr(ib)zione organizzata, la distruzione della piccola economia, il cibo finto, plasticato, nocivo, la predazione del rurale. Queste tendenze sono tanto sceme, autodistruttive quanto di moda.
Ciò che guardo storto è parte di ideologia sconclusionante, assurda, contraddittoria in obiettivi incompatibili. Ciò che guardo con scetticismo, ormai, è la grandezza di certi progetti rispetto alle forze. I GAS di collina e montagna sono piccoli, pochi gatti. Ciò che guardo con stupore è il fatto che essi considerano di minor importanza ciò che è il nucleo genetico, fondativo, fondamentale dei GAS che è la politica dei piccoli passi per sostenere una economia virtuosa, ecologica, locale.
Pochi gatti, ma non molliamo, continuiamo a camminare. Si può arrivare lontano  con i piccoli passi.

Ecco, sopra, la bella montagna dell'Appennino bello, in una camminata di qualche mese fa.

8 commenti:

  1. Il passaparola ha funzionato e un gas vicino, di collina, e un gas di un capoluogo della provincia accanto sono subentrati nell'ordine. _aneri e _eani potranno macellare il vitellone e continuare (a vivere de) il loro lavoro su in montagna.
    È una piccola soddisfazione, mi fa molto piacere questa attivazione solidale.

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  2. macellare il vitelloneeeee?
    e mo' si lo viè a sapè, la grande animala???

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    1. Nel mondo della plastica politicamente corretto, urbanizzato, artificializzato, la macellazione è tabù.

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  3. La tua "filosofia" purtroppo non si applica al "mondo reale" che si sta manifestando in questi giorni. Un mondo popolato da gente che è ignorante e sofferente, dato che è condizionata a pensare che lo scopo dell'esistenza sia lavorare per guadagnare e guadagnare per consumare. Consumare solo in termini di quantità perché anche un ignorante riesce a valutare la quantità di una merce o un servizio mentre per valutare la qualità devi essere educato.

    Un esempio lapalissiano, ennesima guerra difficilmente comprensibile, si ferma la catena che porta il combustibile dai pozzi di petrolio al serbatoio dei macchinoni inutili posteggiati uno sopra l'altro nelle vie delle nostre città, notiziona: manca il "jet fuel" per i "voli low cost" con cui la gente brulica senza sapere perché in giro per il mondo. Quale altro segno dell'avvicinarsi dell'Apocalisse.

    Nel frattempo Coso, incurante del dramma del "jet fuel", gira per l'Appennino a cercare la robina buona da mettere in tavola.

    Tra l'altro leggevo su quel manuale di psichiatria che è il Fatto Quotidiano che ci stanno "vendendo" per imporci "il fossile" contro "le rinnovabili". Qui bisognerebbe fare il solito discorso che nell'universo non esiste niente di "rinnovabile" per le leggi della Termodinamica e che si tratta di scegliere un certo macchinario invece di un altro perché conviene dal punto di vista economico, non perché è benedetto dal Signore. Per le stesse ragioni economiche bisognerebbe anche decidere cosa e quanto consumare e chiudiamo il cerchio rispetto all'incipit.

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    1. > manca il "jet fuel" per i "voli low cost"

      Sono solo contento di questo.
      Indubbiamente un ottimo effetto di questa guerra.
      Il turismo di massa è una jattura.

      Cerco di sostenere quella coppia di giovani contadini non solo comprando la loro carne.
      Cosa ci sarebbe di strano o sbagliato nel sostenere un'attività economica comprandone i prodotti?

      Questa nota a parte: alcuni miei colleghi che a Pasqua han girato come trottole si meravigliavano del fatto che avessi risposto loro che a Pasqua sarei.... rimasto a casa.

      Beh.

      In effetti non a casa mia, sono andato per un giorno a casa dei miei veci in Lombardia.
      Comunque nulla a che fare con turismo in luoghi remoti in aereo o col suvone.

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    2. Non c'è niente di strano o sbagliato in quello che fai.

      Il problema è che mentre tu fai cosi, tutto il resto del mondo fa cosa, tu sei nello zig quando tutti gli altri sono nello zag.

      Quindi, se ce lo raccontiamo come qualcosa che può continuare ad esistere su un piano completamente separato dal "mondo reale", cioè da quello che pensano e fanno tutti gli altri, allora niente, va bene.

      Se invece vorrebbe essere una sorta di esempio, un pensiero e un comportamento che dovrebbe essere adottato da altri, ebbè, direi che richiederebbe la famosa "inversione ad U".

      Posto che comunque bisogna anche essere pratici e probabilmente non si può mettere in tavola di tutti i prodotti a "chilometro zero", se non in casi particolari.

      Infatti la Coop mi informava tempo fa che la maggior parte degli alimentari che vendono nei loro negozi sono importati.

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    3. L'Italia importa, praticamente, ca. il 75% di tutto, cibo compreso.
      Nella logica "mercatista" va bene, pessimo per tutto il resto.
      La pasta col pomodoro colla pummarola chimica ciaina? No grazie!

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    4. Ora la nuova "moda" è coprire i campi con pannelli fotovoltaici.
      Con quella energia elettrica
      cucineremo il silicio dei vecchi pannelli smantellati.

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