_pelli è in Argentina, la prossima settimana, l'ultima di tre, sarà a Buenos Aires, per una settimana di tango là. Ne avevamo parlato: questo è il decimo anno che non viaggio in aereo, come mi sono ripromesso, avrei potuto, appunto, ogni dieci anni. Tuttavia... ora non sono così ingrifato da smaniare per andare a visitare una delle due città di nascita del tango, Montevideo e Buenos Aires. Il turismo non mi interessa quasi più, vorrei andare per stare là (e in Cile) qualche mese.
Stamattina ho fatto una sgambata di mantenimento, con _zzz: poco tempo a disposizione (alle 15:20 è arrivata all'aeroporto, Rosa Canina). Siamo saliti fin su in cima al monte, per una semplice camminata, da casa, passo CAI, 600m di dislivello, 90'. Tornati a casa, un semplice e gustoso risotto, poi via a prendere l'amata Rosa Canina.
Ero felice in quel piccolo paradiso a km 0, l'Appennino bello, il silenzio, qualche borghetto lontano, nel panorama, qui e là, la chiesa col campanile settecentesco che ingentilisce il paesaggio. I primi castagne e marroni dentro i ricci caduti, piccoli per la siccità feroce da metà luglio, la luce ottobrina col sole che entrava di sghembo dalle chiome di frassini, roverelle, carpini, castagni. Siamo incappati pure in un paio di caprioli che se ne sono andati "gazzellando" a balzi.
Una meraviglia, senza un minuto di auto, senza code, senza traffico. Cosa cazzo me ne frega di prendere aerei e fare il turista mordi e fuggi quando ho un paradiso così sopra casa!?
Sono felice così.
Condivido la chiusa, oltre tutto il resto, riuscire a scovare sempre nuovi angoli di paradiso appena dietro casa, usando solo i propri muscoli e’ una gran soddisfazione
RispondiEliminamassimolegnani
Signor Legnani, leggo degli angoli di paradiso, ne raccontat3 nel Vs. diario. Vicini e splendidi! :)
Eliminala felicità è fatta di poche cose: la salute ed un par de scarpe nove, ai caporioni dovrebbero bastare i 70.000 a cranio
RispondiEliminaDa sempre sostengo che il consumismo è (indicativo, non è una ipotesi) incompatibile con felicità, con lo stesso piacere.
EliminaScarpe? Dipende: avere il 22esimo paio di scarpe nuove da bici mi pare che tolga tempo ad altro => rottura di balle, dis-piacere, problema.
La "felicità" è un concetto molto vago, ambiguo e necessariamente di significato diverso a seconda della persona. C'è gente che è "felice" sdraiato in un prato fiorito e c'è gente che è "felice" facendo a pezzi qualcuno con una mannaia.
EliminaIl "consumismo" è un comportamento condizionato, viene inculcato dalla nascita partendo dall'egocentrismo illimitato dei bambini piccoli. Io da bambino sono stato malissimo perché magiai tutti i bomboloni che aveva preparato mia mamma e che aveva lasciati incustoditi. Come farebbe un cane quando non c'è nessuno in giro. Partendo da questo istinto infantile di mettersi in bocca quanta più crema e cioccolato possibile, si martella per tutto il resto della vita con l'idea che, boh, cosa sarà la "felicità" non si sa, però "tutti dicono che" comprare le cose renda felici. Meglio, che comprare le cose e sbatterle in faccia ai vicini o ai parenti renda felici.
Ero un giovinastro quando, ad una festa di San Silvestro, presi una orribile ubricatura, la peggiore possibile, mischiando casualmente robaccia alcolica in sequenza casuale. Stetti così male che mi bastò per il resto della vita. Entrare nell'età adulta significa anche fare tesoro, imparare da quanto vissuto.
EliminaQuesto, spesso, non succede: molte persone sono inchiodate a schemi ripetitivi pessimi che causano problemi via via più gravi.
Il dolore, che dovrebbe essere un efficace strumento di prevenzione, fallisce e il coso-dipendente - per dirla alla vostra maniera, Nessuno :) - reitera e sta male di nuovo.
Non è un caso che le aree cerebrali che elaborano piacere e dolore siamo contigue.