Quando ascolto il livore dei massmigrazionisti, il rancore che hanno per il principio di resistenza sociale, culturale, identitaria che si manifesta e il loro saprofitismo pietista, la
speculazione indegna di queste fogne morali, la stessa che usava il bambino siriano spiaggiato, gli inventati gas di Assad, che ometteva le stragi di bambini palestinesi, cristiani, siriani perpetrata dai ribelli "democratici" in Siria, ora passata ai pianti dei bambini vittime dei loro genitori irresponsabili e delle loro compulsioni riproduttive scellerate (a Radio 24, stamani, micro passaggio di una di 'ste madri latinoamericane con sei (!!) figli) penso due cose.
Uno
La società si è femminilizzata, come dice da molto tempo Claudio Risè, ha rinunciato alla metà razionale del mondo, cade in preda isterismi emotivi nei quali il senso di ogni cosa, supposto che ne esistesse ancora una qualche forma, viene sepolto dalla biochimica dell'istantaneo. La cosa buffa è che nulla di ciò che esiste e che queste masse liquefatte, instupidite utilizza ogni giorno esisterebbe se questa emotività ondivaga regolasse il vivere. Immaginate cosa succerebbe a uno di questi razzisti anti, a uno di questi massmigrazionisti se durante l'operazione in corso, il chirurgo iniziasse a sclerare, ad avere svenimenti, a dare fuori di matto per il fatto che deve incidere il derma per arrivare al pancreas. O se un conducente di autobus iniziasse a sterzare brutalmente a destra e sinistra per aver visto un piccione schiacciato.
Nella barbarie progettata e innestata dai vertici alla Toscani, alla Manconi, alla Soros, alla Bergoglio, alla Bonino, alla Boldrini, alla Zuckerberg sulle masse cognitivamente regredite, deculturate, come osserva Renaud Camus, si fanno udire i pianti dei bambini separati dai loro genitori criminali ma si omette ogni corrispondente emotivo delle stragi islamiste in Europa, Ci sono centinaia di casi simili di manipolazione emotiva delle masse. C'è il martellamento sul giudice cattivo che ha fatto togliere il velo ad una invaditrice e si omette l'occupazione della casa da parte di doni e risorse di un poraccio proletario italiano che per problemi di salute aveva dovuto lasciare la propria abitazione in case popolari per recarsi in ospedale. E' la spirale del pensiero venusiano utilizzata per involuzioni, ghirigori che impediscano prima di osservare il problema, secondo di capire, di trovare una soluzione.
La metà marziana del mondo, la protezione del proprio territorio (in italiano si dice patria, da
patrius, di padre, paterno), il valore della norma, della pena, la visione spirituale del tempo, del bene e del male, del limite, la sintesi creativa pensiero - azione -osservazione - correzione nel risolvere i problemi, banditi, demonizzati, resi tabù.
Due
Noi siamo sottoposti ad una guerra migratoria. Le ira scandalizzate degli intellettuali liberal radical shit e il loro petulante far riferimento a leggi per il tempo di pace, ideate per comunità coese e uniformi e ormai anacronistiche e parte attiva del problema, e la spocchia moralisticheggiante di volerle applicare contro chi subisce il fenomeno per i profughi-fuggitivi da guerre inesistenti-gioiosi fratelli dell'islam religione di pace - pagatori di pensioni fanno parte di quella nemesi sociale, di quella volontà sadica, razzista anti di punire e infierire sulle proprie genti, sulla propria cultura. E' una guerra interna nella guerra, un sistema impazzito e autoimmune che vorrebbe divorarsi.
Questi vertici transanazionali sono stati attuatori e apologizzatori di questa guerra interetnica, interreligiosa, interculturale ora sclerano per i tentativi di evitare l'implodere verso gradi di collasso più acuti, estesi, profondi.
La ghenga di scafisti informativi, i Mentana, Saviano, Telese, etc. che utilizzano per i loro fini politici l'applicazione trumpiana di norme
stabilite dai democratici, come ricorda Luttwak ieri a La Zanzara, il tentativo di isolare i bambini dai genitori criminali o anche il proposito salviniano di evitare che i bambini gitani vengano reinnestati nel perpetuarsi criminoso dei sinti contro i gagi dimenticano che, nell'ultimo conflitto tra Israele e Gaza, i miliziani palestinesi piazzavano le loro batterie su edifici scolastici, su ospedali pediatrici, in mezzo ai loro bambini (nel tumore antropico palestinese) ricattando moralmente gli israeliani.
Solo dei cretini possono credere che nella guerra che essi stessi hanno organizzato, nelle quali sono coinvolti o che hanno causato, i bambini possano esserne indenni e negare lo spregevole, stomachevole uso ricattatorio nel quale vengono usati. Invece i criminali, gli ideologici, utilizzano il pietismo di panza delle masse per scardinare le difese, già allentate, labili, colabrodo, delle loro società.
Il ricatto degli scafisti di vari natura e livello (quelli magrebini, quelli giuridici, quelli informativi, cattolici, etc.) si basa proprio sull'uso dei bambini per impedire, per reprimere una qualche reazione.
I razzisti anti dimenticano che gli italiani sono da sempre sottoposti a censimento, che i minori di famiglie criminali o a rischio vengono sottratti alle famiglie dai tribunali dei minori. Ma ciò che deve essere applicato contro gli inferiori italiani, per i razzisti anti, non deve essere applicato ai superiori alloctoni.
La rimozione di Atocha, di Kabobo, di Nizza, del Bataclan, di Innocent Oseghale è continua, l'occulamento di ogni segno che possa emnotivamente destare gli invasi dal destino per essi progettato dagli scafisti alti, il martellamento su questo pietismo scatologico continuo.
Siamo da anni in guerra e gli scafisti morali, i razzisti anti predicano le collane di fiori, le feste di benvenuto, i mediatori incul(tul)atori, si scandalizzano solo per i pianti di alcuni bambini.