lunedì 16 ottobre 2017

I sani raptus



Sono in un raptus lavorativo/creativo.
Venerdì sono andato direttamente a lezione di milonga, dopo quasi dodici ore di lavoro. Mi è venuta a prendere lì. Ero cotto, abbiamo mangiato qualcosa e poi via verso casa.
In auto prende la mano, scosta la sua gonna e me la poggia sul reggicalze. Ride.
Sabato ho lavorato più di undici ore a casa. Si è riposata ma di tanto in tanto mi chiedeva fai? vieni? andiamo? Io l'avevo avvisata che sarebbe stato meglio se fosse venuta domenica...
Ad un certo punto scende dal lettone, si siede sul mobile alle mie spalle, in guepiere e reggicalze, ancora, e mi massaggia la schiena con i piedi.
Beh, io ho continuato a lavorare come un treno.
Proprio come in uno di quei siparietti con lei suspersexy e lui che la sposta che vuole continuare a giocare alla pleistescion o vedere la partita.
Il testosterone che diminuisce fa perdere i sani raptus sessuali. Devo dire che non avrei mai pensato di arrivare a questo.

Ius soli, sopra e sotto

I vertici sostituzionisti coi loro patetici tentativi moralisticheggianti hanno digiunando a cronometro (questi sono proprio grotteschi) per imporre ai meno uguali lo ius soli degli invasori di generazione 1 + n. Peraltro, non si sono più avuto notizie da quando avevo steso la bozza di questa pagina.
Nuovi "italiani" esemplari come questo bravo ragazzo "di Ferrara", questi nuovi cittadini viaggiatori esemplari, questi qui, ancora di ottima famiglia.
Piano, tuttologo, come il compagno Veronesi, dalle sue Schönbrunn ha deciso che s'ha fare.

Lo scollamento tra la società e questi fondamentalisti invasati aumenta di settimana in settimana.
Devo dire che lunedì 2 _ela la garbata, cattocattolica a mille, a lezione di tango era tutta infervorata e ripetente "Accoglienza accoglienza!" dopo le istruzioni del pontefice minimo impartite a pecoroni e pecorelle. Le pulsioni masochistiche, evidentemente, sono connaturate al genere. In quella occasione le dissi alcune cose in modo franco ed ella, poverina, disturbata, scossa dal pensiero non conforme passò imbarazzata al "Pace, pace!" tentando di abbracciarmi.
Mah.
Ma se quelli sopra sembrano pazzi (si ripete il motivo ricorrente di castalie tanto moralizzanti quanto parassitarie, che disegnano e implementano una società a scoppio, in realtà lo sono anche, pazzi, i vertici di una società implodente come la Siria mi pare non abbiano un.bilancio positivo) questi sotto sono proprio pazzi.


martedì 10 ottobre 2017

La ciccetta

Così sabato mattina ho avviato le pratiche per rendere storica la mia piccola e vecchia (ed amata) spider che ha quasi ventidue anni. La comprai, riluttante, nel 2004, da un collega che si era riprodotto e che necessitava di un'auto che avesse gli usuali cinque posti, nei quali appoggiare seggiolino per il pargoletto.  Con relativi pochi denari feci uno degli acquisti migliori della mia vita. Viaggiare nell'ambiente, con aria, odori, venti, vista, suoni, colori, davanti, a sinistra, dietro, a destra, sopra, un'esperienza emisferica. Più che spider sportiva trovo azzeccata la definizione di auto da passeggio. Ad ogni stagione calda (ho omesso il bella visto che quest'anno è stata infernale, orribile e ancora la siccità continua aggravandosi di settimana in settimana) c'è la gioia di tornare ad usarla. In effetti, con la formula assicurativa usuale, tengo sospeso il contratto, in genera da fine settembre a maggio e quindi la primavera è carica anche di voglia di usare l'amato ferro.
Ho letto che inizia ad avere un qualche valore ma del valore non me ne frega nulla. E' un po' come nel tango, del riconoscimento, della fama, non m'importa 'na cippa. Quell'auto ha un valore d'uso elevato, un design di pregio, un motore che romba e  canta i suoi cavalli, quando fatta cantare  ed è l'unica cosa che conta per me.
Io, fieramente piccolo borghese, non navigo nell'oro e quindi la manutenzione attenta  precisa e anche i costi fissi, come la tassa di possesso che, dato il motore potente è relativamente  robusta, non sono trascurabili per il mio reddito. Ma le cose importanti hanno un valore, dei costi ed è così anche questa volta.
Ora la mia vecchietta verrà certificata come tale. A parte il riconoscimento morale (forse proseguirò più avanti con il percorso ASI Targa Oro, ma ora la ciccetta ha qualche imperfezione da sistemare, in paraurti e nella cappotta, (dire che la seconda manutenzione, straordinaria, è programmata per l'anno prossimo, avrei trovato un bravo  tappezziere automobilistico che si occupa di restauri di auto storiche in una provincia vicina) avrò il beneficio del poter passare dalla tassa di possesso al bollo di circolazione (a circa un decimo del costo).
Quest'anno termicamente infernale ha avuto un riscontro anche nel numero di mesi nei quali l'ho tenuta attiva, quasi il doppio degli anni passati. Ancora fino al fine settimana prossimo, per un ultimo giro con _civa nell'Appennino bello da morire e poi a riposo, fino alla prossima stagione calda. Ripartirà l'altra benna, ora sospesa per il riposo estivo.

L'Alfa Romeo Duetto "Osso di Seppia" (che io chiamo Saponetta) è un'altro ferro che io adoro. Chissà se un giorno...




lunedì 9 ottobre 2017

Fine settimana spezzatino



Giovedì mi dice che sabato non sarebbe venuto a pranzo, avendo partita della pedata in primissimo pomeriggio. Sarebbe arrivato a casa solo dalle diciotto in poi. Venerdì sera mi dice che sarebbe uscito a cena con una. Penso agli orari dei treni, sarebbe stata un'ora e mezzo. Mi chiede di venirlo a prendere in tal posto e in tal ora. Sabato pomeriggio cambia il posto, da lì in città. Poi ancora ora.
Tutto un giorno per un'ora e mezzo... mmh: gli propongo di passare a casa di sua madre, UnBipede acconsente, decido allori di andare da _civa.

Domenica ci siamo riposati a casa, le trottole pendolari si fermano e godono attimi di stasi. Il piacere  di semplici cose, mangiare insieme, vederlo studiare, ascoltarlo un po'.
Io li chiamo fine settimana spezzatino. Da alcuni anni non riesco più a farmi un'uscita in montagna o in natura ha i suoi impegni ed è giusto che sia così. I papà servono anche ad aiutarli ad uscire dal nido e a prendere il volo.

Ora sono un motore che gira a vuoto, trovo difficile organizzare alcunché. Io ho certamente una fragilità che è quella di volere tenere bene l controllo. Sembra che ora mio figlio involontariamente mi metta alla prova proprio su questo. Da una parte sono felice di esserci come padre, egli sa che può contare su di me, il fatto di compiere il mio dovere - ho scelto io di metterlo al mondo - mi rasserena.
Ma il lunedì, non di rado, ho un ché di inquietudine, proprio il senso di essere stato un motore che ha girato a vuoto.
Forse anche l'energia ritrovata in un fine settimana con almeno un po' di stasi nel quale le batterie sono tornate cariche e che scalpita per potersi manifestare e realizzare.

domenica 8 ottobre 2017

Il kompagno evasore

Il kompagno combattente Cesare Battisti, dunque, avrebbe problemi con lo stato brasiliano per questioni di evasione fiscale.
Più o meno come quei commercianti "piccolo borghesi, squallidi evasori" che il kompagno con i kompagni proletari armati per il comunismo decisero di eliminare.
Sarebbe persino ridicolo, farsesco, se non fosse tutto vero.
Già, l'oppio marxista.

Del sabato anti uffi uffa uffi

Nell'ultimo scazzo/distonia, con _civa le avevo scritto che le donne vogliono parlare dei problemi, gli uomini vogliono risolverli. Insomma, dopo incombenze varie di sabato mattina, dopo il pranzo e un breve pisolino (che nella notte tra venerdì e sabato ero andato in milonga, un posto di bel tango artistico, di gentaccia giovane con una bella passione col tango, che studia e con risultati che si vedono, un posto che ha l'unica grave pecca dell'aria marcio-viziata - blando eufemismo) ho preso su baracca e burattini e sono andato a trovarla. Aveva organizzato, il gruppo tanghero del quale ella fa parte, una passeggiata per le vie di quella splendida e - affollatissima, ho constatato ieri - città (qualcosa come questo, ma con più coppie contemporaneamente). Io ero andato in abiti civili (non tangheri). Sotto il duomo avevo visto quella decina di coppie che avevano attirato attenzione e applausi e interessi e affascinato gli astanti. E' incredibile il fascino che il tango esercita sulle persone (anche quello un po' goffo e sgraziato di alcune coppie, ma la passione fa passare in sordina tutto il resto). All'inizio del tango subivo anche io il fascino dell'esibirmi nei luoghi – spesso tecnicamente assurdi, con fondi storti e impossibili – delle milonghe clandestine o illegali. Invece ora, non me ne frega un pipo. Il piacere del tango, come venerdì sera o ancor più nelle occasioni stratosferiche, certe pomeridiane o eventi festiva o maratone, in giro per l'Italia (l'Europa arriverà quando arriverà) è tale da minimizzare quello esibizionistico, della fascinazione.
Insomma, la signora _civa voleva un segno di attenzione e io le ho dato un segno di attenzione, che sono orso sì ma con una parte tenera sotto. Io uso il sabato anche per ricaricarmi e dunque non ne avevo proprio voglia. Poi la bella giornata e l'idea di fare due passi in quella bella città sono stati buoni stimoli. Del resto bisogna investire in una relazione, metterci anche un po' di impegno, altrimenti si affloscia subito e io non è che ne abbia proprio bisogni di afflosciamenti rapidi.
Insomma, dopo il pippone “voglio vita di coppia [ma tu no]” e un'incomprensione, mi trovo a seguirla anche nella milonga serale che avevano organizzato. Ho ridacchiato e le ho detto che ero andato lì per stare con lei ma che avrei, - ahah - fatto il sacrificio di adeguarmi ai suoi voleri e che ho un credito, ora (una giornata in coppia sì ma nella società, come piace a me, che non ho voglia di isolarmi e sulla quale ella uffi uffa uffi c'ho voglia di vita di coppia).
L'ho punzecchiata ed ella rideva sotto i baffi. Insomma la mia voglia di vita sociale è più verde e più giusta della tua.
Ma va bene così.
Ah, dimenticavo...
Beh, ieri, ho visto un paio di tizie con le quali mi sarei aggrovigliato volentieri, Devo dire che il testosterone non è completamente sparito. Con una, danzatrice di danza contemporanea e pure tanghera, con le terga che sono belle come il Cupolone di San Pietro, ho ballato una tanda di milonga di scintille, io con le scarpe da ginnastica e jeans e t-shirt che non volevo ballare quella sera.
Io so io ho la netta sensazione che io le piaccio e io so che ella sa che lei mi piace.
Il tango è bello anche per questo, sublimi, arrivi ad un certo punto e poi, lasci perdere, rinunci allo svelare il mistero che è nemesi in sé.


(via santango)

Qui e ora un piacere



Sto scrivendo in loggetta. Il mio bipede è qui accanto a me, a sgobbare sulla fisica Ci godiamo il mite sole autunnale e un po' di rinverdimento della valle dopo qualche pioggia, il primo settembre e il temporale di un quarto d'ora di venerdì sera. Ero già a letto, per il riposo prima della notte di tango e godevo come un riccio, prima con i nuvoloni nerastri della bora scura, poi per gli scrosci, anche se brevi. Basta poco e i lecci, sui costoni rocciosi di fronte, sono tornati, quasi completamente, al loro bel verde scuro, dall'arancione orribile, di defogliazione, di almeno metà dell'estate.
Sento il tepore degli ultimi raggi, già l'odore dei primi fuochi di legna, i suoni del traffico della strada laggiù. Ho molte voglie di diario arretrate, insoddisfatte. Dovrei scrivere un paio di dozzine di pagine, oggi, per recuperare.
Ora, alle 18:15 è tramontato il sole. Diveneterà fresco.
Beh, qui e ora è stato un piacere.