martedì 14 agosto 2018

Raffaele Ariano

Raffaele Ariano, aspirante elitario, fa parte di quella castalia che si nutre di società a scoppio, la crea e ne fomenta il conflitto, fomenta lo scontro sociale tra i migranti alloctoni e i poveri, piccoli ignobili borghesi meschini autoctoni, tra i sostituenti e i sostituiti, i subalterni nostrani, i nuovi inferiori che devono subire ringraziando gli aguzzini esotici e i loro mandanti, sacerdoti moralmente superiori.
Fa parte di quella genia di nuovi sfruttatori damerini, di neo soviet, razzisti anti, i più uguali, ammantata di moralismi per cretini. Sono gli immunodepressori sociali sadici: dovete subire i nuovi paradisi multietnici e farlo in silenzio, indicibili razzisti neofassisti che non siete altro!
Caso evidente in cui la filosofia, l'amore per la conoscenza, non è servito a nulla. Anni di studi sprecati, insulto alle intelligenze. Se questo pseudointellettuale per sciocchi è messo così, chissà quale sarà la consistenza etica e morale degli altri tromboni storti.

lunedì 13 agosto 2018

Più il tango che le donne

  • Cumannari è meggiu ca futtiri.

Sono uscito con _mrato, venerdì sera. Una serata piacevole. A me non piace uscire subito a cena, è troppo intimo o impegnativo, fortunatamente le ore sono volate. Eravamo a parlare prima di cibo, di case, poi di lei, della sua storia, dei suoi genitori dalla salute cagionevole (anche lei, un po', c'ha l'anca sbilenca più di me e altro), di diritti (ella o, più precisamente di conquiste) di come aveva combattuto per sua madre, all'ospedale e di limiti, di sostenibilità della sanità che non sta su per aria (io). Grinta pura, del resto è del cuore della Sicilia, non della Danimarca. Cerano  le stelle cadenti (2 - 1 per lei), la fuori sul balcone sulla città, due sedie e qualche tavolino al di là della strada, ci avevano chiamato per il conto che ci era scappato il tempo e la notte inizia ad essere più morbida dopo la ferocia termica che io la amo sempre di meno 'sta stagione.
Una serata molto piacevole, come con una brillante amica non vista da tempo. Il suo abbraccio e le sue parole seducenti, nel tango, fuori, erano svaniti. Raspa: restiamo ancora e sempre perfetti amici.

Io penso di amare più il tango che le donne. Un po' come il "Comandare è meglio di fottere" calabrese o siciliano. Mi aveva chiesto se fossi un maestro ma a me non me ne fotte un pipo di essere maestro, specie quegli scarsoni autoproclamantisi tali, io vorrei solo ballare bene ed emozionare me, la ballerina, chi ci guarda. In un certo senso cumanni, comandi, come uomo, una finzione in parte perché è solo un fantastico gioco a due. Un po' da alla testa, le ballerine che vogliono ballare con te, che ti chiedono, sfacciate, se voglio iscrivermi  di qui o di là, sorridono come il sole, sfacciate e audaci, sono loro ad avere bisogno di me e non il viceversa, hanno il davanzale fiorito e florido, gli occhi con fiamme di rimmel e, alcune, anche l'arte in corpo.
Il tango è anche caccia simulata: cerco una preda e sono preda per te, il carniere è la nostra tanda fiorita come un mazzo di rose antiche e di ranuncoli, è la creazione inutile, sublime, fantastica. E' il gioco delle seduzione senza tutte le zavorre delle relazione. Inebriante, leggero e profondissimo, una fiaba che finisce, sei felice, poi vai a casa, mi metto in loggetta e in questi giorni di spopolamento dell'Appennino spopolato, mi godo come non mai il silenzio, valle vuota pure dal traffico, la brezza fresca, il profumo di fieno (il secondo taglio), mille milioni di stelle audaci. Sembra quasi un tango.

Maria Filiali, la ved(ev)o di tanto in tanto ballare in una delle mie milonghe preferite, qui in città. Arte in corpo. Come femmina, però non mi muove, lei bellezza anni Quaranta che interpreta nella terza capitale (storica) del tango, una milonga contemporanea.


(ozgûrkarahan mariafilali)

Uno alla volta



Era giovedì 9. L'ho aspettato subito a sud del portocanale. Sua madre mi aveva dato uno zaino che sembrava pieno  di pietre che mi viene ancora da bestemmiare solo a pensarci £$%xx!3@# che la prossima volta gliele compro io quelle bevande invece di spaccarmi la schiena e ... i piedi. Avevo anche sbagliato le calzature, io mi lamento del caldo in collina ma appena sceso nel braciere padano...così i sandali da una parte erano stati utili ma dall'altra mi avevano rovinato i piedi in un paio di punti. Dopo aver risalito dalla stazione metà dei trenta bagni mi ero seduto: vieni tu che in bici lo zaino lo porti meglio.
Così è arrivato pedalando, quasi nel suo abbigliamento nero da  lavoro, sul ponte sopra il canale. Pantaloni neri, scarpe nere, aveva una maglietta nera, la camicia bianca l'aveva lasciata là, lavora col grembiule nero o come diavolo si chiama, sopra la camicia e i pantaloni.
Finalmente, dopo tanti, giorni... Un abbraccio forte, dei nostri.
Un po' dimagrito, con un po' di segni di stanchezza sul volto: mi ha detto che fa una vita abbastanza semplice, casa, lavoro, pausa, lavoro, casa, notte. A volte si prende una mezzora dopo il lavoro, per due parole o con i colleghi o con un paio di amici del suo paese che sono lì. A casa crolla nel letto, dorme come un sasso fino alla sveglia della mattina, alle nove, in genere poco meno di otto ore.
Non mangia granché, un piatto di pasta prima di servire i pranzi, verdura e pietanze prima di cena: non si possono appesantire prima di servire. Arriva a casa e mangia delle robe, quelle robe preconfezionate che non hanno tempo e voglia di cucinare né di fare la spesa. Ha avuto una telefonata con mia madre e le ha detto che... ha voglia di tornare da me, come si mangia da papà io non mangio in giro! Mi ha fatto piacere!
Non ha voglia neppure di tenere la casa in ordine due giovinotti appena diciottenni... Da quanto ho visto è poco  cosa rispetto al lercio e al disordine di case di alcune persone adulte la cui vista orribile ho avuto occasione di subire.
L'ho visto un po' torchiato, ecco.
Si è sfogato un po': il proprietario è una persona rozza. Gli ho detto che le mie amiche tanghere romagnole dicono che i romagnoli sono grezzi e anche _dlini, mio ex collega di Ravenna, colui che tentò (ahimè senza successo) di portarmi al tango quando ero infoiato di afrocubano, una persona fine che scherzando e ridendo prendeva in giro i suoi conterranei così sanguigni. Grezzi e cordiali, ho aggiunto. Mi insulta (ha trovato un insulto per me "'È inutile che vai all'università a perdere tempo!") perché sclera, dopo qualche minuto gli passa e bofonchia un "Bravo, sei andato bene!". Ecco, vedi, sanguigni, nel male, nel bene. Impari anche a stringere i denti, ciccio, come i parà, il nonnismo serve a vedere se sei capace di resistere. Se resisti, se sei forte, poi diventi uno di loro che devono fare la guerra, non lavori da cicisbei.
Sono persone che si sono fatte da sole, spesso dal nulla. E... ed è sempre al telefono, c'ha due batterie che è S E M P R E al telefono si guarda un po' di tipe nude, sempre al telefono, passa quasi tutto sul tempo al telefono, papà.
Forse ci vuole qualche capello bianco per capirli 'ste persone sgobbone o non so cosa, forse anche con le loro manie, non dico di no. Furono e sono il cuore, palpitante, forse anche rozzo, di questa Italia che tira avanti e sgobba.
Mio figlio è abbastanza fine e non le capisce ancora queste cose, nota, per il momenti, alcuni aspetti un po' ruspanti, un po' volgari.
Abbiamo mangiato insieme qualcosa, egli ha divorato un bufalo: due pizze e un mezzo fritto di pesce.
Mi ha raccontato gli errori che hanno fatto i due camerieri, quello dell'ordine e il ragazzo che ci ha aperto quella deliziosa bottiglia di rosato d'Abruzzo. Lavorare in un ristorante prestigioso, di un certo livello  costoso e in decadenza gli ha insegnato qualcosa. Il giorno prima aveva servito uno dei più famosi rapper italiani, mi ha fatto vedere la foto che si è fatto fare con lui, mio figlio è(ra) infoiato di trap. Vedi, papà, ad aprire la bottiglia non devi appoggiarti sul tavolo. E il tizio mi ha servito la pizza da sinistra, invece di farlo posteriormente, dalla mia destra. E il taglio del sigillo della bottiglia lo devi mettere nel secchiello del ghiaccio, il cliente così può verificare che non ci sia "odore di tappo".
Bah, io non le sapevo 'ste cose, lo ascoltavo in silenzio, con un po' di ammirazione per questa etichetta di sala che egli ha appreso.

Mi dice che sta contando i giorni al venti, quando finirà. Uno alla volta.
Ciccio, hai avuto occasione di comprendere (è più profondo, non è il capire della mente, non so se superficiale o non emotivo) cosa è il lavoro, impegnarsi per un reddito, che nulla viene gratis.
Ho capito che è importante studiare, papà!
Bene.
Conta i giorni che mancano. Uno alla volta.
Un abbraccio forte, sono salito sull'ultimo treno regionale, prima delle ventidue e via, ho visto il mio bipede un po' torchiato farmi ciao e tornare verso la bici. Sono crollato, sonno pesante nel caldo pesante e afoso.

giovedì 9 agosto 2018

Scorpacciate e digiuni

Questi quaranta e passa giorni sono serviti tutti. Ieri si è conclusa la parte principale dei lavori, ho la cucina pronta all'ottanta per cento e già utilizzabile. Devo dire che senza questo lungo periodo di ferie non sarei riuscito a fare tutto ciò che è stato fatto. Avere la casa sottosopra e con calcina, attrezzi e mobili e suppellettili spostate etc. è stato pesante ma il risultato è meglio di quanto pensassi. Domani ancora falegname, poi il resto a settembre, durante i fine settimana, visto che sarò tornato al  lavoro.

Ho alcuni numeri nuovi di telefono. Ma devo impegnarmi per attaccare bottone, non sono certo colpi di fulmine. In ogni caso è piacevole anche conoscere delle persone e qualche uscita non mancherà. Nulla di paragonabile a Loredana, tanto per avere un metro.
Ieri sera, seduto in loggetta, stavo cenando tardi (erano le ventidue) avevo qualche pensiero di nostalgia per _civa: con lei stavo bene. Ma è proprio questo il fatto: stare bene, come con amiche, ma non essere innamorato, non al punto di pensare a quella parte di doveri che una relazione di un qualche spessore implica. _fetti, un caro amico con cui giocai a pallacanestro, poi andammo pure a ballare, artigiano brillante e cordiale, proprio emiliano per generosità, civismo e cordialità che, in qualche modo stravede per me (penso che egli veda in me una sorta di zio o di persona che faccia le veci di un padre non so se dire assente o conflittuale) ed è chiaccherone fenomenale (ogni tanto UnBipedinone mi dice che scappa quando egli inizia...) e ha iniziato a propormi questo e quello. Anche se non è una donna o una morosa, ho sentito la mancanza di spazio, il fatto che dopo l'ultimo fine settimana passato insieme, con amici, mi mancasse un po' l'aria quando ha iniziato a proporre subito un programma per il prossimo. Ecco, io ho bisogno di spazi ed è questo che rende complicate le relazioni, momenti intensi, appassionanti e poi spazio, un po' di solitudine. Scorpacciate e digiuni alternati. Mi rendo conto che per altre persone deve essere difficile.
Invece ho saputo che _ele, un mio caro amico italoisraeliano che vive tra Cambridge e qui (ha una figlia in città) che è(ra) strainnamorato pazzo, un sentimento totalizzante, mentale, lussurioso, sentimentale, emotivo, valoriale, gustativo, edonistico (religioso? anch'ella è ebrea, _ele è agnostico, non so quanto conti 'sta cosa) ha deciso di... convolare a nozze.
Da una parte sono felice perché esiste qualcuno che ancora viaggia con le ali nell'occhio del ciclone eros, dall'altra mi chiedo quanto durerà, c'è la mia parte cinica affilata che vuol dire la sua.

Sono sceso dal treno, tra qualche minuto arriverà mio figlio e, dopo qualche passo, sono seduto sul lungomare di questa conurbazione romagnola litoranea e osservo, un po' stranito, tra pubblicità degli impianti di risalita della Val di Sole, il profumo di brodetto, il tunz tunz disco, questa paradossale e costipata realtà.


mercoledì 1 agosto 2018

Casa sottosopra

A metà della terza settimana di lavori inizio a vedere la luce in fondo alla galleria.
Vivere in una casa sottosopra e con la calcina ovunque è pesante. I risultati però iniziano ad arrivare.

("stuccatura di alcune maioliche" unuomoincammino)

lunedì 30 luglio 2018

Sbattere i pugni, insultare le intelligenze

Più ascoltavo Emma  Bonino e più mi rendevo conto della visione faziosa, dei falsi ideologici, dell'antipolitica, del frastuono dei cozzi tra le sue affermazioni sconclusionate, fantasiose e la realtà.


0' 15"
il sangue rosso come tutti noi

(affermazione ugualista con immagini che cercano un'efficacia emotiva).
Essi hanno pure cinque dita per mano e una sola carotide e questo non cambia in alcun modo il loro rapportarsi violento, la volontà di penetrazione nelle comunità invase e di loro sopraffazione. Anche uno stupratore sessuale, come quelli migratori, ha il sangue rosso. E quindi!?

0' 21"
oltre il diniego ci risparmiassimo
Ecco il peggio del sessantotto con il tabù del no, non si può negare, non si può vietare.
Considerate questa sciocchezza al Senato, pronunciata da una politica che essi credono, reputano  intellettuale. Il livello è infimo.

0' 40"
voi sapete come me che non ci sono i taxi del mare
La signora ha sovvertito l'ordinamento democratico, violato le leggi e supportato, politicamente, gli scafisti di stato. Ci hanno fracassato le palle per anni sul fatto che non si potesse fare niente, cambia il governo e zacchete, l'invasione ridotta dell'80%. Questi fuorilegge hanno organizzato per anni il trasporto logistico, con completo disdegno della legge. In effetti non si chiamano taxi, si chiamano barconi, natanti e navi delle ONG scafiste.

0' 43"
come i nostri nonni sfuggono dalla miseria, dalla fame, in ricerca di possibilità di vita migliore
I celebranti delle varie religioni, compresa quella progressista, terzomondista, sostituzionista, sono specialisti in mezze verità. Gli italiani cercavano una vita migliore ma entravano in certi Paesi solo se rispettavano le rigide e giuste regole da questi stabilite e applicate. Chiunque abbia visitato Ellis Island a NYC e, ivi, il museo dell'immigrazione conosce queste condizioni, chiunque ha avuto parenti emigrati in Svizzera, in Belgio, etc. conosce le verità accuratamente omessa dalla signora Bonino (lapsus, avevo scritto Boldrini).

Prego notare che, nell'ottica dei razzisti anti, si omette completamente il drastico peggioramento della qualità di vita di molti autoctoni (io potrei alzare la mano, vi ho raccontato dei treni da guerra civile - altro che incubo! - da Far West che questa castalie mi hanno imposto da alcuni anni). Insomma, gli invasi devono accettare senza replica e senza diritto, neppure quello di menzione, il drastico peggioramento della loro vita.

0' 59"m
non mi raccontate di centri di eccellenza
La signora assume come scontato che ci debbano o possano essere centri di eccellenza per l'immigrazione. Mi fa sorridere. Sarebbe come trombonare ad uno che non ha alcuna intenzione iniziare a sciare, di centri di eccellenza per quella disciplina, o le meraviglie di quel ristorante per i banchetti di nozze a me che ho già dato e non ho alcuna intenzione di risposarmi.
Per le persone contrarie ad essere invase i centri di eccellenza per l'immigrazione di massa sono il peggio possibile. Qui manca la logica elementare.
Centri di eccellenza per l'aumento del problema.
Ma questa, in fine, pensa che siamo cretini?! Sono frasi completamente sconclusionate, a logica invertita.

2" 03'
ne abbiamo bisogno ma non voglio insistere su questo
La signora afferma di non insistere nell'affermazione e poi ... inizia a insistere per altri ventidue secondi.

2' 15"
sono contributori netti all'INPS.
Siamo ai discorsi propagandistici alla Boeri. Per questi razzisti anti, così profondamente razzisti dentro, è ovvio, giusto che dei migranti vengano qui a contribuire disinteressatamente agli interessi della comunità invasa, penetrata. Africa e Asia traboccano di sante persone che vogliono immolarsi per italiani, per europeii. In quale mondo vive, la signora Bonino?! Mah.

2' 27"
non si svuota un oceano con un secchio.
Qui siamo veramente all'apice della stramberia.
Questi massmigrazionisti vorrebbero, eliminando anche le tenui barriere attuali, che nel secchio Italia e nel mare Europa ci stessero i due oceani demografici africano e asiatico. L'Europa è già stipata, in molti suoi stati, come delle compresse scatole di sardine (Paesi Bassi, Italia, Germania, Regno Unito, Svizzera, ...) tutti paesi con abnormi deficit ecologici e sovrappopolati in maniera patologia. La popolazione della costipazione europea attuale è ca. 739M: si pensi che i potenziali migratori afroasiatici, con stime ottimistiche, potrebbero essere di 2G di persone. Capite che si riverserebbe il triplo degli abitanti attuali e si arriverebbe ad una popolazione di quattro volte l'attuale. Follia. Un oceano o un lago in un secchio non ci stanno.
Peccato che, nei fatti, la signora Bonino e gli altri massmigrazionisti, razzisti anti europei, agiscano proprio in modo contrario da tentare di mettere l'oceano nel secchio.
Anche la pazzia, la follia criminale sono fatti oggettivi, qui.

2' 32"
La mobilità è globale e non la fermerete certamente voi.
Qui arriviamo ad uno dei capisaldi del falso ideologico di queste castalie criminali.
E' un fatto che alcuni lustri di governi progressisti/cattolici/liberal/comunisti hanno importato/deportato migranti in Italia per oltre circa il 11% della popolazione (ca. 6M su 54M di italiani). Come ricordavo sopra, non solo fracassando le palle con la menata del "non si può fare niente" ma facendo tutto il possibile perché lo tsunami migratorio si compisse. Cambia, in seguito alle ultime elezioni politiche, il governo e nonostante le camicie di forza multistrato che limita a tutti i livelli l'esecutivo,i flussi di invasione crollano.  Come succedeva in altri stati, è certamente possibile e si fa, di contrastare efficacemente le migrazioni di massa.
Si noti che in Spagna, paese che aveva con un governo di "centro destra" un sessantesimo dei flussi di invasione rispetto a quelli realizzati da Bonino & C., con la scelta scimunita di passare ad un governo socialista, si trova in pochi mesi flussi quadruplicati o peggio.
Questo dimostra, ancora una volta, la banale realtà: le migrazioni di massa si possono favorire e realizzare oppure contrastare efficacemente.
Gli spagnoli, presi da un raptus autodistruttivo, evidentemente, saranno molto contenti quando questi doni, risorse, gioiosi e pacifici fratelli, saranno nelle loro vie, nei loro condomini. La guerra civile,  interetnica, migratoria si manifesta via via più.
Ovvio, decisioni (anti)politiche hanno spuntato le frecce, troncate le spade, sia a livello nazionale spagnolo che al livello sovraordinato europeo, ordito dalle castalie sadiche e razziste anti dei sodali della signora Bonino, ad esempio vietando i respingimenti a caldo (*), imponendo regole di ingaggio ridicole (sì fiori di Bach, no proiettili di gomma, sì rete a norma di sicurezza per migranti, no reti elettrificate, eccetera eccetera).

Questa signora, sovvertitrice di legalità e di democrazia, ostile a tutto un paese, ostile a tutta una cultura, si qualifica per l'abietto livello concettuale, ideologico, etico, insulta le intelligenze e la realtà ed è  moralmente responsabile del disastro perpetrato contro gli italiani e gli europei, dileggiandoli, sfruttandoli e insultandoli e realizzando per loro una nuova shoah.

Turchese, grigio... fiaba!

Saremmo dovuti andare in alto. Ma, causa caldo, siamo stati in basso, vicino all'acqua, nel bosco. Con le acque cristalline, il bosco fresco e rigoglioso, poi quella insenatura che avevamo chiamato Cala Turchese.
Finita la giornata a vedere un palazzo signorile (erano notai) di montagna. Un posto splendido, ben restaurato con fondi europei, e tenuto male, con siepi di bosso non potate, rifiuti qui e là, cose mezze finite. Le frazioni adiacenti non sono tenute bene. Osservo che il cialtronismo è  diffuso.: non costa nulla portare due bottiglie di plastica nella campana lasciate nella foriera dai soliti incivili oppure rimettere a posto due coppi sul tetto oppure finire le cose, manutenerle.
Eravamo affamati e siamo capitati in una sagra... del cervo e del cinghiale. Ah, che squisitezze! Peccato per i piatti di plastica: quel luogo è attrezzato, c'è la un edificio funzionale detto Pro Loco, ci starebbe una bella lavastoviglie... Mangiare cibi così squisiti nella plastica è degradante, umiliante per gli avventori, per i cuochi, per le leccornie preparate. L'USA&getta è semplicemente incompatibile anche con la qualità della vita, non solo con l'ambiente e il buon gusto.
Poi ancora in un castello delle fiabe incantate, avevo indicato la strada lunga. Nel castello delle fiabe incantate era finito un concerto, il silenzio, poche persone rimaste, ci siamo infilati al volo, per una visita, con gli occhi grandi e voraci, di stelle, di archi moreschi, di pareti storte, di ippogrifi, con il firmamento e la Grande Bellezza che ci rapiva.