martedì 12 novembre 2019

Gas tangalteranti

Domenica dal tardo pomeriggio fino alle ventitre e rotti, ero a Milano, per un evento di tango. Beh, non sono mai stato così male per l'aria cattiva (eufemismo). Un luogo nel quale un paio di centinaia di persone sono state letteralmente sigillate, per ore (quasi certamente con aria marcioviziata già presente e che verrà lasciata a coloro che parteciperanno, sigillati, ad eventi, specie di non tango, successivi). Quando scrivo sigillate significa sigilllate: non uno spiraglio aperto uno, non nella sala, non nei bagni, non nello spogliatoio, non nei disimpegni: assenza di aperture verso l'esterno oppure finestre assolutamente chiuse.
Devo dire una delle tre volte con l'aria peggiore in quasi nove anni. A tratti ho avuto, sia pur assai lontana, una sensazione di cosa significhi soffocare.
Prego notare che nessuno dei miei interlocutori ha sollevato alcuna obiezione sulla faccenda: la cosa mi fa pensare sul livello di qualità media di vita alle quali molte persone sono abituate a (soprav)vivere. All'organizzatrice ho chiesto se fosse possibile avere un ricambio d'aria, per un quarto d'ora c'è stata una qualche areazione, poi tutto è tornato come prima: alcune persone si saranno lamentate che l'anidride carbonica fosse diventata fredda.
Non andrò mai più in quel posto, un altro che si aggiunge alla lista delle milonghe no-aria bandite.
La sofferenza dovuta alla mancanza d'aria ha fatto soccombere tutto il resto.

Brava a crearli

Non so neppure come qualificare queste battute. Ora, la cosiddetta "destra" in realtà  è tutto ciò che non si adegua alla rigida ortodossia globalista, progressista, odio anti, razzista anti. Si tratta di disparate forze politiche che vanno dai conservatori, agli ecologisti (non sinistranti), i liberali tradizionali (non i liberal nell'accezione degli statunitensi), la sinistra sovranista, i radicali non marxisti, gli anarchici libertari, i "vecchi" no-global, i marxisti ortodossi, gli autonomisti, i cattolici tradizionalisti, i laici libertari alla Theo Van Gogh, etc. (in tutto questo la vera destra praticamente non esiste non esistendo più da tempo). E già sul rozzo pressapochismo della "destra" si potrebbe aprirebbe qualche una critica incisiva.

Sulla questione chiave, che ha spinto alla reazione questa miriade di forze di vari genesi e orientamento, ovvero il problema dello tsunami migratorio subito dall'Europa, sorrido sarcasticamente: in effetti la "sinistra" (?) è straordinariamente brava a progettarlo, apologizzarlo, crearlo e imporlo, il problema.
Questi scaltri mestieranti democratici anti (si pensi al kompagno Bersani, che vuole imporre lo ius soli anche se l'80% degli elettori è contrario) del potere si propongono come risolutori dei disastri che realizzano. A furia di avere a che fare con militanti "utili idioti" che hanno plagiato e di una costellazione di funzionari sadici di medio livello, come Cathy La Torre e Alessia Morani, agenti immunodepressivi che combattono duramente tutto ciò che resiste, tutto ciò che viola l'ortodossia unica, infinitamente giusta e superiore, funzionari che si adoperano a mantenere tutti al massimo livello possibile di ottusa e acritica stupidità conforme, sono convinti di avere a che fare con dei cretini che credono alle loro narrazioni assurde.

giovedì 7 novembre 2019

Non ci sono più i cinghiali di una volta



Aahah, immagino che appena metti la bbona salsiccia al cinghialino in padella per cuocerla, questa salta fuori, si mette gli occhiali da sole e si mette a ballare intorno al lampadario.

mercoledì 6 novembre 2019

Taranto, ecoservizi sistemici, problemi, soluzioni

Mi sono giunti clangori relativi alla questione delle acciaierie di Taranto.  Una bella pagina di ecofilosofia sistemica di Jacopo Simonetta, Il Prezzo per la Vita è la Morte. Come Mantenere i Servizi Ecosistemici, ieri, mi ha destato alcuni demoni che da tempo dormono lì sotto.

Fatto 1
La quasi totalità delle persone NON vorrebbe NON vuole vivere come nel neolitico e una quantità staordinaria di oggetti e processi, servizi per il vivere sono fatti anche di acciaio o sono prodotti direttamente o indirettamente con oggetti, macchine, strumentazioni, in acciaio.

Fatto 2
Nessuno di noi vorrebbe avere vicino una filiale del mondo infernale (un buon articolo di partenza per avere un'idea dell'inferno e delle soluzioni all'inferno è questo) nei pressi di casa e vedere decine e centinaia di persone, i propri cari, crepare giovani o precocemente per varie patologie.

Le società complesse vivono, ancora una volta, il conflitto tra ciò che esse richiedono all'ambiente, che impongono all'ambiente e ricevono indietro dall'ambiente e la qualità di vita, le pretese aspettative di vita, di qualità di vita che il tenore di vita di tali società induce nelle persone.
Ancora una volta io martello una prima (co)soluzione razionale a questo apparente paradosso ovvero un pianeta e un'Italia abitati da un sesto, da un settimo, da un ottavo della popolazione attuale, nel quale ci sia spazio per ciò che Simonetta indica come servizi ecosistemici che siano in grado di attutire, smaltire, biodegradare i rifiuti del metabolismo antropico e di ritrasformarli in risorse.
Un'altra cosoluzione consiste(rebbe) in processi siderurgici meno rozzi, meno inquinanti e.g. processi come il Finex della (Siemens - POSCO), il Corex (Siemens) o Meros (Siemens).
Due effetti collaterali all'abbattimento drastico degli inquinanti di questi processi sono la riduzione del consumo energetico e la riduzione del personale impiegato nel processo.
Dunque anche la tecnologia può essere affiancata alla decrescita demografica per trovare una soluzione.
Metà della pianura padana dovrebbe essere bosco, contenere un decimo della popolazione attuale. IN quel di Taranto dovrebbero esserci 30km di boschi tra l'acciaieria a basso impatto, basso consumo, bassa (o minor) intensità lavorativa e le abitazioni di operai, chimici, ingegneri, etc. che lavorano in essa (prego confrontare l'immagine a corredo). La decrescita (meno è meglio) è ancora una volta palese, un processo di diminuzione delle quantità fisiche, anche di progresso tecnologico e di aumento della qualità.

I grandi problemi, i disastri sono sempre il risultato di molteplici errori e possono essere risolti solo lavorando su molteplici fronti.

Petulanza sempre più

Osservo con fastidio la petulanza sempre più asfissiante, martellante, a base di idiozie politicamente corrette.
Jonh Connor ha scritto una delle sue pagine migliori sull'ennesimo polverone per cretini e per incretinire relativa al politicamente corretto in ambito della pedata.

I sentimenti non si possono bandire per legge. Le kommissioni per l'ortodossia politicamente corretta sono la cacca prodotta da una società tanto marcia quanto assolutistica, dispotica.
Osservo che coloro che sono la causa dei problemi sono gli stessi che si scandalizzano per le reazioni.
Non c'è limite alla a questa perversione fondamentalistica.


martedì 5 novembre 2019

Sghignazzavo

In autostrada, sabato mattina, osservavo la maggioranza delle auto che viaggiava in terza o quarta corsia (io viaggiavo più veloce sulla corsia di destra per ampi tratti semplicemente vuota).
Ho solo alcune intuizioni sulle cause di questa cialtroneria automobilistica di massa e sulle ordinarie ed estreme rigidità mentale e ottusità che la sostengono.
Sghignazzavo e mi era venuta 'na provocazione (mi sa mica tanto provocazione): i cretini stanno a sinistra.

lunedì 4 novembre 2019

Mi piace stare sopra

Di un fine settimana lungo di riposo ho già accennato. Da qualche anno penso e sento che tre giorni di fine settimana sarebbero una... cannonata!
  • Il primo per questioni ed incombenze che non si riescono ad affrontare durante la settimana.
  • Il secondo per riposarsi.
  • Il terzo per fare delle cose ... riposati!
Lo splendido meteo autunnale ha conciliato. Ieri, dopo 'na dormita del pomeriggio, me ne sono andato in milonga. Come si balla bene riposati! Tango forte, piano, forte, soave, intenso, ironico, di sfida, allegro, passionale. Alla fine ero... saturo. Il tango è anche relazione emotiva, energetica, fisica, mentale con la donna con cui balli, tutta "roba" che "sazia". Ieri le regine di tango non sono mancate e così le occasioni per saziarsi Anche troppo. Quante volte ho il pensiero degli amori tre minuti? Ne convenivamo anche ieri, le tanghere ed io. C'è questa intesa pazzesca che crea una onda interna che entra in risacca su e giù. Ora racconto cosa è successo.
Con _eram avevo ballato sotto le stelle, probabilmente sotto le stelle, quest''estate. Una bella carbonella, devo dire! Ieri in gran  forma, col suo vestito nero fine, la chioma corvina, gli occhi di carbone scintillanti. C'è il preambolo della mirada, un rito nel rito... Ella mi guarda, sorride, accetta. Andiamo. Noto il suo stile, ha un carattere forte, è guapa! Le dico che mi piace.
Mi dice che...  ha scoperto le danze popolari e le piacciono perché molti uomini gradiscono una donna che "guida" (in quelle).
Continuiamo e l'intesa sale. Nel frattempo penso che quel suo stile deciso incontra la mia parte femminile e la seduce.
Sorride, l'intesa cresce, straripa di gioia. D'improvviso, nello spazio tra due valse mi fissa e dice :- 
Mi piace anche stare sopra.
Poi :- Scusami... Scusami!!  ho bevuto un paio di bicchieri e...   che figura! Si schernisce.

L'alcol è un agevolatore, un lubrificante emotivo, un disinibitore. Metti insieme tutto. Per un attimo ho pensato: ora usciamo, andiamo di là e ... stasera farò una pazzia,.. Ho barcollato. Ho pensato a tutte le volte che qualche donna me presentava un piatto d'argento senza che io lo cogliessi. Quante occasioni andate! Rosa Canina è stata molto chiara: basta che io non lo venga sapere.
Io non ho tempo, non ho energia,  sono incapace di tenere certe cose / mentire.
Infine mi sono detto che ci sono aspetti assai fini, nella relazione, che vengono strapazzati o stravolti.... meglio lasciar perdere, Orsone!

Già prima ci aravamo amati, una maestra di [...]. E amore di un paio di tande con _mquez, la carbonella di origi cilene.
Prima di uscire passo per un saluto veloce. _eram mi guarda e :- Ma come!? Vai già? Così!?
Sì, sì. Buonanotte.
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