martedì 23 maggio 2017

Campane a distesa

Sabato 15 sono andato a recuperare l'ordine della carne per il GAS e conoscenti/amici. Questa volta è stata fatta la festa ad una porcella bio semibrada. Qualche rinvio, qualche complicazione nella consegna, così, data la splendida giornata, ho deciso di andarla a ritirare io. Un'ora di strada tra colline e montagne in un paesaggio mozzafiato, con la bellezza esplosiva di maggio.
Avete presente la Contea di tolkeniana memoria? Ecco qualcosa del genere, con l'ultimo tratto di stradina bianca con il cuscino di erba verde in mezzo, siepi, prati e campi, casine piccole in pietra cogli scuri verdi sulle piccole finestre, rose rampicanti, pergole, filari di viti, fagiani, caprioli e galline, maggiociondoli, denti di leone, cuculi.
Cerco di aiutare come posso questa coppia giovane in gamba, la loro impresa nella eco-nomia.

_aneri mi diceva che potrebbe dover ridurre i porcelli perché i consumatori (cittadini) si stanno vegetarianizzando e aumentare la produzione di latte e quindi formaggio.
La sera con UnBipede e poi anche sabato questo, con amici, ho preparato cena con la squisita maiala. Coerenti bontà e che felicità!
Le campane hanno suonato a distesa.

lunedì 22 maggio 2017

Blu - 2

(Blu - 1)

Abbiamo deciso di tentare la "temuta" parete nord-est di quel monte. Addirittura due trekkaroli - alpinisti, sabato, hanno rinunciato che non se la sentivano: così siamo rimasti in tre, _zzz, _bio e io. Del resto dobbiamo prepararci per la Val Grande tra un paio di settimane. Ho caricato lo zaino in modo pesante e via, proprio per testare le anche, in modo impegnativo: le anche sono in buona forma oggi, il Ribes Nero pare funzionare bene.
Sono 1010 metri secchi di dislivello senza alcuno stacco. A parte qualche difficoltà nel tratto finale del bosco, a pendenza seria che con la scivolosità del fondo (sabato aveva piovuto e grandinato per un forte temporale) era piuttosto molesto, nessuna difficoltà. Anzi, 2h 10' per 1010m "secchi", compreso il tempo per le foto (non poco, ne ho scattate oltre 110, qui c'è una selezione) ci hanno confermato che siamo abbastanza in forma.
Ogni tanto sorrido per il timori di alcuni sentieri e vie che sono ritenuti molto più difficili di quanto siano: c'è un eccesso di prudenza nei limiti di velocità, alcun veramente assurdi, come 40km/h in svincoli a due corsie con corsia di emergenza e anche sentieri segnalati come EEA che non hanno questo grado di difficoltà. Al lupo al lupo non va bene, neppure in montagna.
Giornata splendida, devo dire. A me piace il freddo e il vento freddo in quota ha contribuito alla poca fatica e alla piacevolezza di un cielo terso. Dopo un'allegra sbaffata in quota, con un pezzo di Salame (con la esse maiuscola) e un buon barbera, ci siamo addormentati come tre ghiri in vetta. Ah, che goduria!



Alla base del versante uno splendido giardino di acque, rocce, muschi, fresco.

Si apre uno squarcio nella copertura arborea, ecco lassù l'obiettivo.

Ultimi 20m nel bosco, vediamo il blu oltre.

Appena usciti dal bosco, verso sud.

Un gruppo di alpinisti ci aveva preceduto.

Rododendro messo malino. Queste arenarie (macigno) sono povere di ferro e ... si vede.

Genziana a foglie corte (Gentiana brachyphylla).
Dicevo che nessun colore, neppure quelli artificiali, neppure questi pixel, riescono a riprodurre anche solo in parte l'intensità di quel blu iridescente.

Ultimi metri prima della vetta.

Blu - 1

Forse queste Genziane (di Koch) col loro blu sotto quello del cielo (si intravede la seconda vetta odierna) riassumono spirito e colori della giornata.
Che giornata!!
Il resto domani. :)
Buonanotte


venerdì 19 maggio 2017

Parte della vita

Che bello aver pene d'amore!
Eh, spapuz?!
Significa che hai una storia che ti appassiona. Arrivano i dolori ma anche le gioie.
No, le pene sono brutte, bruttissime.
Ho il bipede in stato catatonico, ci sono problemi con UnaBipede. Il mio prodotto si è abbottonato, non mi racconta nulla (ritengo sia giusto così, so che si è confidato con _zzzino :).
Gli ho detto che come uomo rispetto e comprendo il suo silenzio.
Anche che ho un piccolo male, come papà, come genitore, nel non poterlo aiutare, l'impotenza è sempre dolorosa. A volte più altre meno. Ma che la filosofia mi aiuta: il pendolo va da una parte poi dall'altra.
Dopo cena si è messo a spippolare, come sempre. Lo prendo in giro e lo chiamo Spipolator ed egli si irrita, s'incazza.
Stare continuamente a rimestare con la (ex?) moros(ett)a non ti fa bene, ti tiene sempre in quelle pastoie. Noi maschi abbiamo bisogno di staccare, di stare nella caverna. C'è una leggenda dei pellerossa...
Ma io non sono come te, non ci sono regole, siamo tutti diversi! ha sbottato.
L'adolescenza porta seco l'irruenza, la hybris che Io cambierò il mondo e quella è roba vecchia che per me non vale.
Ho sorriso: anche questo è parte della vita.

giovedì 18 maggio 2017

Passerella e milonga

Tango? Io non l'ho visto né udito. Anche solo il vestito è incompatibile. Ella rimane bella, italiana, mediterranea, gli occhi gioiscono. Osservavo, poi, la dolce vita della passerella. Una cosa buffa è che noi, noi della ghenga milonghera, questa dolce vita la viviamo settimanalmente come registi, attori, soggettisti, interpreti, spettatori e critici. C'è la bellezza, il culto della bellezza, il piacere di esibirla e di osservarla, di goderla, il nostro teatro estetico.
Certo, in milonga non ci sono le stelle del cinema, ci sono quelle del tango. Ecco, la passerella di un evento come Cannes è uno dei posti che, forse, riesce a superare un poco la concentrazione di bellezza di alcune milonghe.
A differenza di una passerella, la bellezza in milonga è accompagnata da grazia, da arte in corpo, dalla musica che ti porta sulle sue ali, dalle emozione delle letras. Veneri, nel tango che sono anche Apollo, Muse.
Accarezzare l'ego, essere gaudenti di grazia e bellezza. Mi emoziono, anche solo a narrarlo, sale l'onda dentro.
Intanto, in sottofondo, ascolto le milonghe tristi, le milongas camperas, era la musica dei gacho inurbati della metropoli delle buone arie, disillusi dalla vita. E ancora,  le emozioni virano, diventano morbide, crepuscolari, la malinconia mi abbraccia e porta via.

mercoledì 17 maggio 2017

deludenTe

Ieri in milonga ascoltavo un'altra donna delusa: accennava a storie finite male. Poi ha affermato che alcune persone indossano, in milonga, una maschera e nel mondo sono diverse da quanto appaiono abbracciati in un vals o nel chamuyo tra una tanda e l'altra (lessi, già anni fa, che a Montevideo o a Buenos Aires la conversazione in milonga - il chamuyar appunto - fu farcita di palle pazzesche fin dall'inizio: 'sti camalli cercavano in tutti i modi, anche verbali, di ingraziarsi le donne o anche portatrici di vagina, dipende da cosa ebbero in testa).: direi che, passati cento e più anni, poco è cambiato; possiamo ritenere che non è un problema da imputare alla liquidità, anche nell'eros, della società contemporanea.
Il tango è tiranno e sappiamo che fine fanno i tiranni quando cadono in disgrazia del popolo.
Alcune persone lo sovraccaricano di aspettative eccessive. Forse perché permette di rompere il ghiaccio  meglio di altri attaccabottone?
Se si toglie il sovraccarico torna a brillare. Anche io, inizialmente, caddi nell'incantesimo. Ora è da tempo che non carico di alcunché che non sia il piacere artistico di un'uscita in milonga. Ieri anche troppo visto che una tizia "nuova" aveva attaccato bottone mentre mi ero fermato in una tanda di asciugatura (pausa) e dopo un po' di allegra conversazione ho troncato e sono andato via (era tardi, a casa).
Il tango, così,  continua a stregarmi, a entusiasmarmi, senza delusioni in altri ambiti della vita.

Ieri, dopo alcune tande scoppiettanti con alcune brave tanghere, mi sono impegnato anche con una nuova principiate (secondo l'etica milonghera di cercare di far ballare anche le principianti, come fu fatto con me) con tratti somatici spiccatamente indiani/pachistani/bengalesi. Aveva un orribile profumo dolciastro che mi è rimasto appiccicato fino a casa, poi.

lunedì 15 maggio 2017

Non per voi

Apro l'organo dei razzisti sostituzionisti della sinistra al caviale (quelli italici vanno a Capalbio, comune demingrantizzato) e, ora, alle 18:02, non c'è alcuna menzione in prima pagina.
Bisogna cambiare parrocchia: dunque per gli ingombranti dei G7 (quelli che trombonano da mane a sera le fantastiche sorti delle migrazioni di massa) verrà imposto un blocco navale.
Dunque, i vertici, ancora una volta, si esentano dalle "accoglienze".
Prego notare che, come ho sempre affermato, è possibile interrompere l'invasione.
Ciò che non è nei neosoviet mondialisti continuerà ad essere sottoposto alle accoglienze coercitive.
Si può fare ma non per voi.