mercoledì 7 gennaio 2026

Capolino

 Ieri ha fatto capolino.
Più è rara, più è magica! Ne bastano solo tre dita.

lunedì 5 gennaio 2026

Podere Riosecco, Babbo morto

 Sono molti mesi che Rosa Canina ha passato la vetta che caratterizza la vita biologica di una femmina, di una donna e, scendendo, si è incamminata in ciò che è la menopausa. Questo ha comportato l'annientamento della sua sessualità, del nostro eros. Riusciamo a scherzarci, ridiamo molto quando parliamo dei nostri Podere Rio Secco e Babbo Morto. La nostra ironia, tuttavia, distrae, alleggerisce ma non cambia di una virgola la realtà.
Anche io non sono più un testosteronico assatanato né un giovane, affascinante seduttore.
Da non molto a zero è dura. Il volersi così bene è raro. Questo è il nostro incenso, la nostra mirra. Stasera, Rosa Canina ha appoggiato una mano sulla mia coscia sinistra, mentre guidavo, poi a preso la mia destra nelle sue mani. Amo quando abbiamo questi teneri toccarci. Mi basta questo per essere felice.

Una volta scrivevo che la differenza tra una coppia di amanti ed altre coppie è proprio la dimensione erotica.
Ieri ero in una piccola milonga, molto colorata, assai animata, affollata e con molti giovani tangheri. La prima volta che andavo lì, nonostante i ripetuti inviti di Tecla.
Ho ballato prevalentemente con giovani donne. Il tango è così, per noi uomini è oggettivamente complicato, difficile. Alcuni di noi, i pochi che non lasciano, un po' alla volta migliorano. Così alcune giovani tanghere riescono a divertirsi con... uomini che hanno alcuni lustri in più.
Ecco, una volta che gli occhi si sono incrociati, che c'è stato il cenno ed il sorriso di assenso, inizia la sfida a due. Durata? Una tanda, una dozzina di minuti nei quali bisogna capirsi, avvicinarsi e tentare di combinare un'opera estetica inutile. Molto spesso accade. Cosa? Accade che l'abbraccio del tango e l'impresa insieme porta a questa pazzesca, subitanea intimità. Guancia su guancia, cuore contro cuore, le sue tette sul mio busto, i suoi occhi nei miei.
In questi anni ho sempre ignorato l'aspetto erotico del tango. Per me c'erano solo tentativi di arte in due. Ora sento quei corpi di (belle) giovani donne e, ... dal fondo, arrivano i suoni di risacche, cupi di eros che in fondo al granito, a montagne di roccia, tira dei colpi, sobbalzi tellurici lontani. Non c'è il nostro organico eros vivente col suo rumore di base a oscurare, a coprire altro. Non c'è più.
Io comprendo, ora, come certi uomini possano impazzire per donne giovani, venti, trent'anni più giovani.

Ecco che il tango diventa, ora, un esercizio spirituale nel momento che osservi, ego e scherzi, pulsioni e differenze anagrafiche, queste tenzoni. Basta allontanarsi un po', solo un po' e noti che non è che un altro scherzo dell'ego, uno scherzo intrigante, inebriante. Uno scherzo.
Perché per mille mila motivi è bene e giusto che una giovane donna stia con un giovane uomo e non con uno con venti o trent'anni di più.
Io sono sempre molto "pulito", seguo la tecnica, non strofino, non premo, non tocco. Nelle mie braccia ho una danzatrice. Sento le sue mani, il suo cuore. Sì, è una femmina. Ma è SBAGLIATO. C'è  una giovane donna che danza, che balla con me. Fa sorridere, ma io mi impegno a ballare con loro come se fosse mia figlia. Mi devo impegnare un po', perché non sono mie figlie.
Lisa, Ilaria, Agnese, Beatrice, , ... ecco, la nostra tanda, il nostro amore dodici minuti, è finito. In ciascuna di trovo qualcosa di speciale e le ringrazio, sinceramente, per le loro peculiarità. Esse percepiscono che non ho altri fini, io sento che si rallegrano.

E' un esercizio di osservazione del passare del tempo, di questo cammino che ha un numero di passi finito, un po' di meno, ora.
Balli tango con giovani donne e per comprendere, per renderti conto di invecchiare.
Rosa Canina, anima mia, ti voglio bene ed è giusto così, volersi bene, anche se non c'è più la passione. Perché quel tempo è passato, è passata quella parte della vita. Ci sono milion mila ragioni per essere, così, come è giusto e sano che sia. Andiamo avanti, amore mio, in questo nostro cammino.

giovedì 1 gennaio 2026

Il ghiaccio

 Due giorni, ieri ed oggi, di un poco di freddo. Le minime sono scese un poco, oggi, qui, non è mai andata sopra zero, la temperatura, oggi. Quando ero piccolo, qui, temperature così erano la norma, c'erano molte settimane di giornate così, con minime inferiori a -10, massime sotto lo zero.
A me_mi piace.
Così, camminare nel bosco, sentire, nei tratti all'ombra, il freddo pungente sulle dita, vedere il fiato, la neve croccare, nei brevi tratti all'ombra nei quali resiste quel sottile spessore.
Oggi, osservavo le varie forme del ghiaccio, nelle piccole fonti, nei ruscelli, nelle fontanelle. Ormai è così rara la forma solida dell'acqua, in natura.
Sentivamo la brezza tagliente, verso fine camminata. A me piaceva questo pizzicare, ormai raro, del freddo. Notavo i masi, isolati, con i comignoli dai quali usciva un filo di fumo. C'era un fuoco, una stufa, una cucina economica, il loro calore per i corpi, per i cuori in quelle stanze.
C'era un abbeveratoio, in quel tratto dove trovo spesso una piccola comunità di poiane, coi prati coi larici a monte, la bella sella pratosa dall'altra parte. Osservavo i fini ghiaccioli pendere dal braccio, fini stalattiti di acqua cristallina solida. Dal braccio-rubinetto usciva un filo di acqua, ancora. Anche nel tronco scavato il ghiaccio era spesso.
_zzz ha sollevato un pezzo di ghiaccio rotto, brillante, incorporava anche parti di muschio ingiallito.
Una piccola opera d'arte della natura. Il sole, a pochi minuti dal tramonto, lo attraversava, il ghiaccio era brillante, quasi cristallo al piombo tanto trasparente e brillante.
Basta avere gli occhi per notare la bellezza del ghiaccio, la voglia di camminare e andarle incontro.

mercoledì 31 dicembre 2025

Camminata di San Silvestro

Non si dovrebbe fare ma...
Oggi carico le foto della camminata di oggi, domani aggiungerò il testo e le didascalie.
Ora vado che devo metter su la polenta.

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Aggiungo testo e didascalie a questa pagina, oggi, giovedì 1 gennaio 2026.
Dunque, ieri, con Rosa Canina, un breve tratto del Sentiero Italia (SI) che passa in questa valle relativamente selvaggia e in depopolamento (è uno dei comuni per i quali vale l'iniziativa della provincia per cui vale il noto "100k€" per la residenza per 10 anni).

La politica di sostegno alla residenza si concretizza in molteplici indirizzi. Tra queste la politica di sfruttamento economico dei boschi: questo ha il pessimo effetto della proliferazione di strade forestali, non di rado con PESSIMI impatti come scrissi sul del Trentino artificializzato.
Questa tratto del SI ha un passaggio che attraversa un tratto di bosco non raggiunto, attraversato da strade forestali. Questo significa che non c'è convenienza economica al taglio e il bosco è in SPLENDIDO stato quasi integrale. I diametri medi degli alberi aumentano considerevolmente, il bosco non è "pulito" quindi con tutte le fasi di bio degradazione di quelli morti e la splendida biodiversità che ne consegue, oltre ad essere un eccellente bosco misto lontano dalle malsane e artificiose mono-peccete.

E' una meraviglia, quel bosco, che non riesco a descrivere.

Purtroppo nel tratto prima e dopo abbiamo trovato numerosi fuoristrada di residenti: è veramente orribile, pessimo, sbucare da un sentiero e subire l'impatto estetico e psicologico di quei mezzi. Questo ha esaltato ancor più la bellezza del tratto intermedio e di quello sommitale.
In varie ore di cammino abbiamo incontrato tre persone: anche questa deserta solitudine è bella, difficile descriverla, bisogna viverla.

I resti del maniero di Hochwart.

Vista a ponente dal castello. Una costa a meridione ancora a pascolo, nel bosco: era l'economia agricola, zootecnica di queste montagne. Lo stabile permetteva l'accumulo e, in parte, l'essicazione del fieno in caso di periodi piovosi ni periodi del taglio.

Adoro i castelli. Molto di meno quando ruderi.

La vista non era male, eh!?

Ecco il bosco integrale, tronco di un grande peccio a terra in stato di buona degradazione, qui con un bell'esemplare di poliporo marginato (Fomitopsis Pinicola)

Tronco ancora in piedi di vecchio larice.

Dettaglio del tronco del vecchio larice da vista diversa: i fori dei picchi sono evidenti. Accanto, la parte basale di un peccio, anch'esso in fase di degradazione.

Resti di un capanno a protezione di una fonte ad uso di una malghetta abbandonata. Ombra del... fotografo e Rosa Canina più avanti.

Radure ormai residuali (forte avanzata del bosco rispetto a quando venni qui un molti lustri fa). Il fieno era prodotto localmente, molti più prati, molto meno bosco.

Ecco, era quasi tutto così quando venni da ragazzo. Qui vista a sud, dolomiti di Brenta.
Vista a oriente: in teoria, dietro alla coppia di larici si dovrebbero intravvedere il Catinaccio e il Latemar.

Vista a ponene, Presanella sullo sfondo.

martedì 30 dicembre 2025

L'incubazione

 Da molto tempo ho abolito tutta la gozzoviglia pacchiana, ingorda che lo precede. Il tempo che precede il Natale, l'Avvento, dovrebbe essere un tempo sobrio, di preparazione, di silenzio, dell'oscurità,  di digiuno, di attesa, di incubazione della meraviglia, non la ridda orribile di pizzate, pandorate, ballate, merdose musichette inglesi da diabete, cene, aperitivI, panettonate, ... . Solo i cretini festeggiano la festa prima di essa, mangiano prima del banchetto.

Abitudini talmente assurde che faccio fatica pure a descriverle. Si ritorna ad Epicuro, la cura del piacere, della felicità non può che passare per la sua negazione.

Ormai non ho ritegno e non mi trattengo più  dal manifestare la mia contrarietà ad ogni proposta, offerta, invito pre natalizio, declino tutto. Così la mattina di Natale porta seco la gioia, le piccole felicità di stare colle persone care, il viaggio verso i cari veci, verso i miei fratelli. Pure ho piacere di sentire la voce di Rosa Canina, lontana, pur'ella colla sua mamma, anche se è voce di telefono. Ho la gioia di un semplice e gustoso pasto, quanto son buoni quei bocconi, seduti con loro. Il non fare regali mi permette di fare il regalo di essere lì con la voglia, col tempo per loro, per me, per la festa.

Quando fu il tempo della danza afrocubana, una battuta impertinente, sagace, che girava in quegli ambienti diceva :- "Andare a Cuba colla morosa è come andare al ristorante col panino". Ecco, io non capisco la "intelligenza" di avere il panettone e il pandoro fatti a fine ottobre che a Natale son vecchi, stantii, divorati a josa prima. Non hai più  voglia, sei stressato, stufo, nauseato. Appunto, il panino ingurgitato mente stai andando alla trattoria o a tavola, prima che... . Il culto dell'essere fuori del tempo giusto. Il produci consuma crema lo trovo, sostanzialmente, molto scemo. Uno dei vari aspetti dell'essere disadattato sociale. Cerca, persegui l'incubazione delle piccole gioie, non quella della nausea.

domenica 28 dicembre 2025

Fioco

(unuomoincammino)

Fioco arriva il suono delle campane, dai campanili di questi borghi piccoli, isolati, reciprocamente remoti, suonano il mezzodì, qualcheduno un minuto prima, altri un po' dopo.
Il blu del cielo si incunea tra il verde dei pecci. Ora è tornato il silenzio. E la meraviglia.

sabato 27 dicembre 2025

La strumentanza

 Uno ad uno sto perdendo i miei pochi vizi. Questo minimalismo involontario, devo dire  ha alcuni lati positivi. In questo periodo mi godo silenzio, oscurità, la compagnia di poche persone di valore.

Osservo le sarabande, le orribili luminarie stroboscopiche, i consumismi frenetici, francamente... non riesco a capire che cazzo di gusto ci trovino. Problemi loro.

Passati questi giorni, mi ritrovo col pensiero razionale che tutto ciò che risolve i problemi più gravi, è inviso al mondo progressistico che li ha apologizzati, creati, imposti che si dilania prendendo coscienza che via via più persone iniziano a destarsi e a reagire all'oppio prima rosso ora arcobalengo imposto loro dalle "intellighentzie". Il mio pensiero è: un coglione con uno strumento rimane un coglione. Gran parte di questi hanno la prosopopea della strumentanza che li distrae dalle loro miserie cognitive, spirituali.

Ho visto il consiglieredi AVS della regione Lombardia colla maglietta pro Rami. L'involuzione senescente, il male spacciato come bene, esibito orgoglionamente. I cocomeri sono diventato da tempo una discarica di problematici, dementi, la eterogenesi perfetta dei fini, l'ambientalismo degli inquinamenti. Un imam ha osservato che l'Italia è corrotta, osservazione che segue l'associazione dei politicastri europei ai poveri e squisiti porcelli da parte di Putin, le note del presidente SUA sulla volontà di autodisintegrazione degli europei. Da Israele, qualche tempo fa, alcuni pensieri taglienti notavano che l'Europa salottiera, semplicemente, non ha più alcun raziocinio di cosa significhi essere in guerra.

Quando il sistema immunitario impazzisce, ecco le gravi malattie autoimmuni, che si accaniscono su ciò che dovrebbe essere difeso. Una grave malattia è e rimane tale anche se il politicamente corretto impone che la si chiami meraviglioso nuovo stato di radiosa salute. Ritorniamo alla strumentanza dei coglioni.