mercoledì 28 ottobre 2026

Spagna o Franza

  •  Spagna o Franza purché se danza.
Ero interessato a partecipare ad una maratona che si terrà a febbraio in un luogo che mi piace molto.
Al momento della iscrizione vedo che, nel modulo per la richiesta di partecipazione, in rete, per proseguire, è necessario spuntare una casella di accettazione dello statuto dell'associazione pincopalla.
Mmh, io non sottoscrivo una cippa senza aver letto. Men che meno in questi periodi di rete giungla con piraña ovunque.
Chiedo lo statuto e lo ottengo. Leggo e arrivo ad un articolo in cui gli scopi (anti)politici sono evidenti: "uguaglianza" e "valori della cultura multietnica".
Rispondo che non mi aspettavo di iscrivermi ad un'associazione politica  che promuove i "valori" della cultura multietnica. Aggiungo che subisco 'sta roba sui mezzi pubblici ogni giorno, alcune città, ultimamente, sono devastate dalla "cultura multietnica", non posso spuntare quella casella.
L'organizzatore mi risponde colla solita supercazzola sinistra e che l'associazione ha proprio finalità politiche, che non mi ammetteranno come socio considerato quanto scritto loro, non potrò partecipare.
Volontà reciproca e concorde.
Mi dispiace perché è un luogo che mi piace molto.
Rinuncio: lo "Spagna o Franza purché se danza" non mi appartiene.

martedì 27 ottobre 2026

Tre generazioni

Quest'anno Rosa Canina ha tentato di raddoppiare l'unica famiglia che l'era rimasta. E' un passaggio  di zootecnia apistica impegnativo. Aveva notato alcune celle reali, temeva una sciamatura, aveva spostato circa metà dei telaietti / della famiglia in una nuova arnia. Purtroppo la nuova regina non arrivò. Secondo intervento, supplettivo, con l'acquisto di una nuova regina.
Sempre rigorosa nei controlli contro la varroa, blocco di covata, nutrimento integrativo, acido ossalico. Ehssì, perche da metà luglio a metà ottobre, qui, non è piovuto: steppa, zero fioriture, vita magra anche per le api, no polline (proteine indispensabili per la deposizione delle uova).
Nulla da fare: seconda famiglia morta.
Non solo: presenza di calabroni nelle varie trappole piene. La predazione è facile su famiglie deboli.
Così domenica, al controllo periodico, ha constatato che anche l'unica famiglia rimasta se n'è andata.

La corruzione del tempo, della morte, è cruda, dura, anche quando interessa le api: telaietti disfatti, le camole in stadio di bruchi, anche un alveare decade velocemente. Ero uscito a raccogliere ghiande di roverella da portare a semina in Trentino, ero passato da loro, c'è una giovane  possente roverella vicino alle arnie. Che brutta scena!
Stava lavorando con mio figlio, hanno portato a casa le due arnie. Faremo manutenzione, con la terza.

C'e' un detto “Per fare un contadino servono tre generazioni”.
Penso che questo valga anche per gli apicoltori. Rosa Canina non ha una persona vicina (un padre, una zia, un fratello) da cui apprendere l'arte: le riunioni degli apicoltori sono importanti ma... il passaggio di esperienza diretto, ad arnie aperte, è altra cosa.
La tecnica  dello sdoppiamento per divisione è “redditizia”, difficile per le molte variabili non controllabili, rischiosa.

domenica 18 ottobre 2026

Acquiescenza al supercazzolame

 Le supercazzole con scappellamento a destra sono da qualche lustro più di moda che mai tra i semicolti (ampie greppie per la semicoltura a sinistra) con moralismo dozzinale "aperto" per ebeti.

"E la partecipazione in un ambiente di dialogo aperto e produttivo aggregatore di esperienze ed energie"

Ehggià.

Nei teatri c'erano le scale, una volta. Senza pretese di inculcare idiozie nella mente dei saliscenditori. Si saliva, si scendeva  si spettegolava di quel tenore o di cosa aveva fatto nella propria delizia il conte De Angelis. Stupidaggini divertenti, senza alcuna pretesa educativa fuori luogo.

_zzz ed io ci siamo fatti delle grasse risate. Anche se non ci sarebbe nulla da ridere.



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Sette parole

  • Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato.

In sette parole si spiega tutto.

Alla fine si arriverà alla guerra civile a somma zero: o noi o loro.

venerdì 16 ottobre 2026

Tre dì e il centro della M


Ho lavorato furiosamente appassionatamente, mercoledì fino alle cinque, al principio dell'alba. In genere preferisco chiudere certe attività, costi quel che costi, per rimanere sereno.

Ora mi aspettano tre dì di tango, tre dì di opere estetiche inutili. Era un po' che non mi facevo una maratona. In un posto che amo molto dopo quella volta.

La seconda volta è un po' il punto in basso, centrale della M: entusiasmo la 1a volta, attese eccessive la 2a, poi torna in alto. Ho un po' di piacevole tensione, in pancia. Sono tornato a studiare bene e a tangheggiare meglio (le passioni, come il lavoro, il tango, l'eros a quei tempi) si alimentano praticandole.

lunedì 12 ottobre 2026

Pazzi

 Leggevo, con rabbia, del nuovo scempio a Reggio Emilia: bosco Ospizio distrutto.. Non è cambiato nulla da quando ero in Lombardia: questa porcata è di una comunistissima città. Per realizzare un supermercato  in una zona già con vari supermercati. 

Siamo dei pazzi che distruggono ciò  che è brutalmente vitale. Il "diritto" (?) stortissimo, marcio, a edificare. 

domenica 11 ottobre 2026

A km 0

 _pelli è in Argentina, la prossima settimana, l'ultima di tre, sarà a Buenos Aires, per una settimana di tango là. Ne avevamo parlato: questo è il decimo anno che non viaggio in aereo, come mi sono ripromesso, avrei potuto, appunto, ogni dieci anni. Tuttavia... ora non sono così ingrifato da smaniare per andare a visitare una delle due città di nascita del tango, Montevideo e Buenos Aires. Il turismo non mi interessa quasi più, vorrei andare per stare là (e in Cile) qualche mese.

Stamattina ho fatto una sgambata di mantenimento, con _zzz: poco tempo a disposizione (alle 15:20 è arrivata all'aeroporto, Rosa Canina). Siamo saliti fin su in cima al monte, per una semplice camminata, da casa, passo CAI, 600m di dislivello, 90'. Tornati a casa, un semplice e gustoso risotto, poi via a prendere l'amata Rosa Canina.

Ero felice in quel piccolo paradiso a km 0, l'Appennino bello, il silenzio, qualche borghetto lontano, nel panorama, qui e là, la chiesa col campanile settecentesco che ingentilisce il paesaggio. I primi castagne e marroni dentro i ricci caduti, piccoli per la siccità feroce da metà luglio, la luce ottobrina col sole che entrava di sghembo dalle chiome di frassini, roverelle, carpini, castagni. Siamo incappati pure in un paio di caprioli che se ne sono andati "gazzellando" a balzi.

Una meraviglia, senza un minuto di auto, senza code, senza traffico. Cosa cazzo me ne frega di prendere aerei e fare il turista mordi e fuggi quando ho un paradiso così sopra casa!?

Sono felice così.