Ebbi il tempo di leggere due pagine (qui, devo ritrovare la seconda) della diariosfera.
Due opinioni su questioni della (in)giustizia nel mondo. Mi viene da sorridere perché da una parte abbiamo il lavaggio industriale dei cervelli, ciarpame come Walt Disney, "Nessuno tocchi Caino", i sempre troppo numerosi gruppi settari di anti-questo e anti-quello, le "Non una cretina di meno" e il pletorico caravan serraglio degli obbrobri arcobalenghi, progressisti al peggio.
Dall'altra parte il mondo, la realtà che hanno la merda, la canaglia, i parassiti, delinquenti, speculatori, riccastri della rendita, i magistrati della ingiustizia cervellotica per sofisti salottieri, i manipolatori della tua mente per i loro scopi, il clan di egiziani accanto al tuo appartamento.
L'ipotesi del mondo giusto è una illusione ideologica che affascina in quanto confortevole, comoda: permette di non vigilare sulla canaglia che esiste, permette di trastullarsi in utopie che divengono distopie. Inoltre permette ai numerosi figli di quelle sempre incinte di essere orgoglionamente parte della realizzazione del male travestito da bene. Una perfetta eterogenesi dei fini che caratterizza i vari sinistranti nella lotta feroce, pedissequa alla realtà, alle sue leggi biologiche, fisiche, alla sociologia della realtà, alla termodinamica della realtà, alla storia, lotta feroce in primis sui metodi, ostilità alla cura, la lotta alle osservazioni precise e al pensiero razionale e raziocinante che parte da esse, la lotta all'azione coerente che consegue il pensiero, la lotta al vigilare e al misurare i risultati se non soddisfacenti per cambiare strategia, le censurine belline di ciò che disturba il tuo ozio mentale, quel brutto, cattivo politicamente scorretto.
L'ipotesi del mondo giusto è quella di quei ProPal che non potrebbero vivere un'ora in ciò che si creerebbe se vincesse Hamas. Questo non impedisce loro di rifugiarsi nella comoda banalità del "bene" colla illusione, degli sciocchi, di essere moralmente superiori. Potrei fare innumerevoli esempi di analogie in vari contesti: la ipotesi della milonga giusta, la ipotesi della montagna giusta, la ipotesi della immigrazione come ricchezza, opportunità etc. per gli invasi, la ipotesi dello sport "non competitivo", la ipotesi della squola inklusiva, la ipotesi il mondo è win-to-win, la ipotesi de... . Se passassimo alla sagra demagogica dei dirittismi per cicale, saremmo alla parodia delle stronzate vendute come cioccolato finissimo.
Il mondo è ingiusto perché la genealogia della morale soccombe sempre alla realtà. Sì, è brutto, cattivo cacca diavolo il mondo ingiusto. Quel mondo orribile, fasciofascista, escludente, competitivo, faticoso, brutale, senza questo o quel diritto (?), coi violentatori, parassiti, patriarcale (?), fascioclericale (?), bla bla blablabla blabla è proprio così. Sei già fortunato che hai tempo, cibo per poterlo criticare, meglio se ti trasferisci in quei paradisi se qui non ti va.
Puoi illuderti che il meteo sia bello e caldo, uscito dalla comoda funivia e inoltrarti sul ghiacciaio in bermuda e birkenstock, a me dispiacerà solo che qualcuno dovrà rischiare la propria pelle o abbandonare la festa di battesimo del figlio per venirti a salvare, piccola idiota mente scadente che continuerai a fare danni. Già, la montagna ingiusta...
Inizierei a riflettere, invece, sugli effetti narcotici oppiacei che hanno inquinato il pensiero di milioni di "comodoni" con la banalità del "bene", il più fantastico, efficace straordinario realizzatore del male.
Cosa è utile per una persona gravemente denutrita? Cosa è utile per un obeso? La idea di usare lo stesso approccio può essere comoda per te, è pessima per loro. Lo ugualismo, no!?
Si noti come queste fluttuazioni della realtà e delle sue caratteristiche sbaragliano completamente la comoda dicotomia destra (destra?) e sinistra e il confortevole installarsi settario su una delle due. Dall'altra demolisce con la brutalità della realtà la narrazione della sinistra ortodossia (la storia dei vincitori è come un violino di cartone) che caratterizza la Europa dal 1945, dal sessantotto, dagli arcobalenghismi.
Prendere e ribaltare: Nessuno tocchi Abele, no agli uteri in affitto, il dovere è la cosa giusta, hai fatto il tuo dovere?, un eccellente e un mediocre non sono uguali, tratta un minorato come un minorato, hai sempre torto quando la tua volontà differisce da quella dei padroni della casa di cui sei ospitato, le guardie sono la ecologia contro i ladri, la montagna e la milonga non sono eque né inclusive, non garantiscono alcun diritto, devo attrezzarmi e prepararmi contro la canaglia che cerca di parassitarmi che si installa morosa, in casa tua e distrugge essa e distrugge e dileggia te, vittima, piccolo borghese fascistoide meschino inferiore, la scuola DEVE essere selettiva perché ti prepara a vivere nel mondo scomodo e ingiusto, un bagnino che appena diplomato con certificazione è allergico all'acqua e alla salsedine è un grave problema, non un fantastico risultato inklusivo.
Prendi la narrazione comoda e ribaltala alla scomodità del bene: la storia si ripete perché la etologia è quella, abolisci pure la storia, povero scemo, le droghe (consumismo, cocaina, oppio, MDMA, alcolismo, deficit e debito, ...) sono un problema per te e poi per gli altri che hanno te, drogato, tossicodipendente, in mezzo ai coglioni, i paradisi multiculturali sono solo il tuo macello, Amazon la tua rovina, gli scioperi del venerdì e lunedì sono comodi e per ignobili, affronta con molteplici mezzi e azioni, radicalmente le complessità del "non si può fare gniente", sii esempio con fatti e comportamenti di ciò che dici, realizza con il comportamento il tuo onore.
Prendi le cose della sinistra: ora sono la banalità, comoda, dello zucchero "bene" per diabetici, sono la tua dose di oppio che ti porta, giocondo, serenone, al male.


