domenica 16 agosto 2026
Usi e genti - 5
sabato 15 agosto 2026
In direzione
In direzione ostinata e contraria dico che... i confini, i limiti hanno senso e valore.
Ho sempre detestato l'abolizione dei confini intraeuropei
A me piaceva il leggero, sottile senso di apprensione quando notavo le guardie, i militi, nelle loro garitte, scrutano te e i contenuti dell'auto, a volte ti fermavano, chiedendo i documenti, oppure sul treno, in corridoio. Percepivo che stavo entrando in casa altrui. Aveva valore simbolico e anche educativo: entro in un luogo in cui sarò ospitato, devo rispettare usi e costumi, leggi differenti. Questo timore, la riverenza, sono fondamentali. Dal punto di vista cognitivo molto efficace per comprendere la diversità, il valore della diversità.
Lo ugualismo geopolitico è uno degli ugualismi, quindi merda, col tutto il rispetto per la merda che poi diventa salvia dei prati, selene, burro, quercia, verze, etc. .
Stapperò una buona boccia quando Schengen verrà abolito. La koinè europea avrà solo da rafforzarsi quando le identità saranno forti. Del turismo di massa, delle gravi paranoie consistenti nel sopportare l'affronto di dover estrarre la carta di identità non me ne frega una beata mazza (fosse per me il 95% del traffico areo, di aeroporti, di robe mordi e fuggi, semplicemente non esisterebbero).
Qui non posso scrivere come risolverei in poche ore il problema della guerra migratoria a Ceuta e Melilla, posti nei quali non c'era nulla prima dei Portoghesi e quindi degli Spagnoli, prima che arrivasse il tumore demografico marocchino, più son barbari, buoni a nulla, più figliano. Causa del loro male? Non ci deve interessare, affari loro. Sarei perseguibile, censurabile, una pecora nera nel salotto delle idiozie politicamente corrette, dello zucchero per il problema per il grande valore e nuovo stile di vita Diabete.
Quindi è solo un'ottima cosa che ci sia questo morso al vezzo di Schengen. Invece di strillare istericamente al problema della cartina d'identità, poverini, capirai che disgrazia! si pensi a rafforzare la fortezza Europa che i segni di guerra la guerra dei ventri, come anticipò Boumedienne, sono da due decenni che si aggravano di settimana in settimana. Qualche anno fa, Sartori, oggi, Ferragosto e Assunzione di Maria, avrebbe pubblicato su ciò che era un quotidiano serio e autorevole, prima che divenisse l'Arcobaleno Atlantico della Sera, le sue riflessioni sulle varie insensatezze compresa quella demografica.
Più la chiamano carciofara, pescivendola, fasciorazzista, gioggia, etc. più schiattano di travasi di bile, più è evidente che stiamo andando in direzione di iniziare a risolvere il problema.
martedì 11 agosto 2026
Usi e genti - 4 : albres
Abeti rossi pochi.
Penso che... non sia casuale: ho visto che in molti lariceti c'era presenza di bovini al pascolo.
Sapevo dalle vallate tirolesi che per sfruttare in modo ottimale i pochi terreni (rispetto alle numerose bocche ;)) venne adottata la combinazione lariceto - prato: i larici, colla chioma rada, permettono al prato di vegetare bene sotto di essi. Una scelta ottimale che permette di avere a disposizione il miglior legno di conifera con il pascolo e la trasformazione di cellulosa in proteine e grassi.
Nel piccolo museo etnografico (capelli e dintorni, vedi puntata 3) ho visto alcune foto della valle a fine Ottocento inizio Novecento: solo campi, boschi e alberi pochissimi. Faceva
L'abete rosso soffre l'aumento delle temperature e aridità e siccità (pandemia del bostrico): mi chiedo come possano fare i larici, anche a quote relativamente basse (1100 - 1300 msldm) col caldo porcomerdo che c'era, c'è e ci sarà . Singolare, per me, questa compresenza di larici con latifoglie, grandi e vigorosi frassini, essenza dei terreni asciutti, aridi.
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| Le comunita' locali hanno imposto, da qualche tempo, che tutti i tetti debbano essere fatti o ri-fatti in lose: qui a sinistra un dei tetti in tegole residui. |
sabato 8 agosto 2026
Usi e genti - 3
Eppure c'erano posti ancora più poveri: andavano in Veneto e in Carnia a tagliare i capelli delle donne, talmente povere che per avere una tovaglia, un pezzo di stoffa, si facevano rapare. Avevano perfino sviluppato in linguaggio criptico, i capellatori, per comunicare tra di loro senza che gli astanti, le astanti, capissero.
E lo facevano molto bene, direi.
3k ronzio fruscio
Martedì 4 u.s. ne ho approfittato per una sgambata. Veloce perché il piano iniziale di farmi un anello e due vette è stato annullato dall'arrivo di un veloce temporale che mi ha solo lambito. Una sola vetta, quindi, andata e ritorno secchi, mi sono preso un po' di pioggia, sono arrivato all'auto asciutto, visto che poi, ultimo tratto, era tornato il sole. Nel cuore delle Cozie, bellezza strepitosa, un'intera ascensione nella quale ho camminato da solo. Da solo in agosto! Fantastico! Era una buona ventina di anni che non mi facevo un 3k e molto tempo che non camminavo da solo. Passo CAI, 400m di dislivello all'ora, per un paio d'ore.
Ecco, il camminare da solo ha una dimensione metafisica, speciale. Silenzio, il tuo respiro, la fatica (non facevo un'uscita da un mese).
Silenzio e solitudine recano seco molti grazie e doni. Durante la discesa, ultimo quinto, ad un certo punto sento un ronzio fruscio: mi giro e un grande rapace (gipeto? aquila reale?) dopo aver fatto una virata a qualche decina di metri da me, scompare tra i vapori cupi. Che meraviglia! Solo quello è valsa l'uscita.
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| A mezza costa la vetta sparisce tra i vapori densi. |
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| Qui si riapre un po'. Pochi gli istanti di sereno. Agosto è un pessimo mese per l'alpinismo. |
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| Passaggio attrezzato con catene, qualche tratto di 3o grado. Qui mi son detto: dovrò scendere velocemente, passaggi insidiosi se su roccia bagnata. |
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| Giornata grigia, sopra. Vapori densi via via più cupi. Ecco la croce di vetta. |
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| Ci siamo quasi, uno dei pochi momenti di sereno. |
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| Un bric, come lo chiamano qui gli occitani, colla classica svaporata in depressione in sottovento a valle del crinale. |





























