mercoledì 21 giugno 2017

Intrecci

Rivedi alcune persone incontrate in questi sei anni di studio. Assorbite dalla vita e dalle sue vicissitudini, da amori trovati o falliti, da voglie di tango scemate rapidamente o da saturazioni, dalle bizze della salute.
_via Weltaugen festeggiava ieri il suo compleanno, una Käsekuchen, qualcosa da bere. Essere lì insieme in questo tempo, kairos scalpitante quando sulle sue ali (quelle del tango). Non sono legami forti, come quelli dell'alpinismo, sono comunque meno deboli di quelli dei divertimenti. Anche solo perché lo studio dell'arte relazionale sì protrae nel tempo e non può non creare principi di legami.
_ela la garbata cattolica ha trovato un moroso, sono felice per lei e i suoi figli rimasti senza papà in giovane età. Ecco, ella dimostra una passione sincera e, nonostante le condizioni familiari pesanti, sì è sempre impegnata per almeno una lezione settimanale. La passione sposta le montagne!
Poi _ara mia compagna di studi per un paio d'anni, sparisce, riappare, sparisce di nuovo nella sua inquietudine esistenziale.
_arini compagna di studi di quest'anno si è rivelata una sorpresa: trovare un(a) partner di studi per un livello ormai non più così basso è un'impresa e quest'anno, ella, ha avuto questa progressione fantastica. Ieri ci siamo divertiti ad essere un po' fuochi di artificio.
Poi alcuni amici di tanto studio, anche _zzz apparso improvvisamente da là in fondo, dall'altra parte della provincia. Noi siamo complici, a volte un po' goliardi a volte un po' amici.
Ecco questo gruppo di anime per una ricorrenza di una di esse.
Alcune le ho abbracciate e poi siamo saliti su quelle ali, lì nell'olimpo della creazione estetica inutile camminando nella musica con un abbraccio. Ecco, scopro la gioia, ancora, un piatto che non ha una ricetta, solo alcuni ingredienti che impazziscono spesso, nel bene e nel male, Mi cullo in questi scampoli di fiabe reali.
Lì sorridiamo, scherziamo e ridiamo, con corpimentianimesullamusica, effetti collaterali di questi amori tre minuti.
La vita s'intreccia col tango, lottano, entrambi vorrebbero dominare.



martedì 20 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 2: l'inizio

(XIII milonga solidaria - 1)

Avevo preso il giusto tempo, ero arrivato prima, un'ora e mezza prima. Per godermi la luce di giugno, il formarsi della festa, l'arrivo delle persone. Per godermi il senso del mare infinito e la pregioia, la tensione e l'incredulità per essere lì, in quel cantone liberty meraviglioso della città labronica.
E' così elevata la tensione, all'inizio. L'adrenalina scorre a fiotti.
E quasi a non volermi perdere quella pregioia, ho deciso di aspettare un poco prima di iniziare. Ho scattato qualche foto alla festa che iniziava, col immergersi lento del sole nel mare.
C'erano le grandi navi che salpavano, con le loro trombe salutavano la città e forse quel nucleo vivo di abbracci camminati e danzati.
Solo qualche foto, prima di riporre il furbofono e di iniziare.

_aria era seduta in prima fila, davanti a me. Mi distraeva.

Il sole va giù

Poco più tardi vidi quattro donne intente insieme a indossare le loro calzature.
Un immagine migliore ma avevo già messo via il cosofono.

Un bastimento va...

I primi hanno iniziato...

Altri osservano l'inizio del tanguear con quell'unica miscela di attrazione, tensione, curiosità e, non escluso, timidezza.



Non ancora il tempo



Mentre andavo a lezione di tango, ieri dopo il lavoro, ho provato a chiamare _mlero.
Abbiamo passato una parte della nostra vita insieme e a me dispiace che tutto svanisca nell'oblio.  Un semplice saluto e sapere come sta. Chissà se ora le sarà passata la buriana... mi dicevo.
Non ha risposto. Le ho quindi inviato un messaggio scrivendole che non c'era nulla di urgente, per un saluto e sapere come sta.
Stamani mi ha scritto che sta bene, che non ha interesse a relazionarsi con me, mi ha detto di non cercarla più.
Sono un persona discreta e rispettosa e continuerò il silenzio di questi mesi. Intuisco che ella non abbia ancora digerito la fine della nostra storia. Non è ancora il tempo.
Mi dispiace.

lunedì 19 giugno 2017

Mille in due - 1: bluetto

Devo dire che _aieri è un grano di pepe con bei culo e tette (il lavoro sullo yoga, lo sport e l'alpinismo si vedono). Nella mia quasi atarassia sessuale devo dire che qualche volta l'ho pensata, qualcosa come :- Beh, in gamba la tipa e poi anche carina.
Come mi succede spesso, quando la vidi in gran "tirata" in milonga attirò il mio sguardo; poi, col proseguire queste femmine che diventano persone si deerotizzano ai miei occhi.
Comunque: tornato da Livorno e dormito quattro ore, mi alzo, faccio due cose ed esco, andiamo a farci un giro. La giornata nella savana appenninica riarsa è diventata splendida: vento da nord ed est umidità prossima al nulla e cielo blu. Saliamo con il sole sul viso e l'aria nei capelli per la strada tortuosa, zero traffico.
Così mi racconta che il suo tipo (mi ero dimenticato proprio che aveva accennato a lui) era scocciato, ingelosito che fosse venuta a fare una passeggiata con me.
Mentre mi racconta questo e altro mi raffreddo. Da una parte mi arrabbio con la mia smemoratezza dall'altra rifletto e mi chiedo cosa voglia da lei.
Penso che sto bene con lei perché ci vediamo quando capita, siamo liberi, avvengono sprazzi di conversazione brillante e ci facciamo delle gran risate e poi, fino alla volta successivo, ciascuno orso, libero e selvatico per la vita sua.
Prossimo alla perfezione. E ciò attira. Attira all'eros che poi cambia tutto. E' proprio il paradosso, l'unione che divide, poi.
Così arriva a parlare di qualcosa intimo e sessuale e io, invece di buttare benzina sul fuoco l'ascolto e convengo, anche se mi accorgo, seduti all'ombra di quella quercia al fresco, monti alle spalle e catino padano stipato di fronte, che non siamo proprio ad un convegno di sessuologia clinica. L'erotizzazione, ingrediente importante nel conversare seduttivo, non esiste.
Osservavo la concitazione di vanesse, bombi, api sul lauto banchetto bluetto con musica ronzante, non si pone la questione dell'erotizzazione per loro.










domenica 18 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 1

(XI milonga solidaria)

Non è un avvenimento di tango, è un avvenimento estetico nel quale c'è anche il tango.
Una sorta di festa, di reunione di molte comunità tanghere da varie
parti d'Italia. In un luogo, il lungomare Liberty di Viale Italia, a Livorno, che non può avere conrice migliore.
Ancora, le tande sotto il sole, prime e poi fino al tramonto, sono epicuree, una danza alla gioia. Abbracciati, nella creazione di una forma estetica inutile, come osserva Davide Sparti, al cospetto del
sole, due Re Sole. Tutto questo è molto difficile da esprimere a parole. Si potrebbe provare con una tecnica basata sul mosaico emotivo, piccole tessere che compongano una coreografia della gioia.
Così è stato surreale, negli ultimi settanta chilometri, la seconda metà già col chiaro del giorno, viaggiare in strade vuote, avrò incontrato forse quattro auto. Ciò che più di altro ha reso onirca
l'esperienza è stata proprio la presenza della luce: luce = giorno => traffico ma... non solo non c'era traffico, non c'era proprio movimento di alcun veicolo. Pazzesco, viaggiare di giorno per settanta
chilometri di strade vuote. V U O T E.

C'è stato un momento, in cui si è affogato il disco arancione-fucsia nel Tirreno, con grandi navi traghetti e cargo che partivano per le isole, che non sapevo se fotografare, se fermarmi con la tanghera o se ballare più intensamente per celebrare il Fucsia Immergente. Così mi
sono girato, per qualche metro sono stato io a indiettreggiare: guarda e saluta il sole che se ne va! - le ho detto.
Qualche volta, nelle tande di pausa, son uscito, ad andare ad appoggiarmi alla balaustra e vedere il mare, nel caldo afoso pazzesco, ventilato ma sempre vampate-folate di aria umida e calda erano.
Osservavo il mare e quell'enorme corpo danzate che celebrava un rito. L'anno scorso la vissi con _mlero e non ho traccia emotiva (e neppure in questo diario), mi rendo conto ora che non scrissi di quell'evento). Una pausa di due anni, prima di tornare al rito complessivo della Gioia della
Milonga Solidaria.
Ho in mente ancora quelle quattro donne che insieme, appena preso posto sulle sedie, erano chinate a chiudere le loro décolleté, tacchi alti, eleganti, attorno a piedi curati, involontariamente celebravano,
con una piccola coreografia improvvisata, l'inizio della festa.

giovedì 15 giugno 2017

Sem... água



Ieri sera i GAS della zona hanno organizzato un incontro con un esponente dei Sem Terra. Io sono sempre vicini ai contadini e ritengo che in una società sana la terra debba essere di chi la coltiva, da chi la rende fruttifera a bene suo e di tutto il resto della comunità umana.
Devo dire che ho finito tardi di mangiare con UnBipede. Poi po' di impedenza con persone che spesso trascurano o, più spesso, apologizzano e sostengono la guerra migratoria che stiamo subendo mi ha trattenuto (divisione e guerra sono GIA' tra di noi), la stessa guerra migratoria che ha devastato e distrutto le culture indigene.

Per un periodo di complessivamente un'ora circa, anche se a tratti, ha piovuto, in alcuni momenti forte. Passavo dalla loggetta alla finestra verso la Quercia Grande, felice come un bambino per questa, acne se poca, fresca e dolce acqua, per i profumi di terra, per il suono delle gocce sul tetto, per vedere, finalmente, qualche pozzanghera e i cerchi concentrici, delle gocce, in esse.
Non c'è nulla di più sensuale, che mi dia gioia, della pioggia dopo o in un periodo di terribile siccità.
Mi sono innamorato della pioggia e sono rimasto tutta la sera con lei.

mercoledì 14 giugno 2017

Stelle e aria di vita

Ieri, finalmente, sono tornato a ballare sotto le stelle. A fine stagione on ne potevo più di milonghe con aria marcioviziata. E pensare che venerdì eravamo andati in quel di Firenze (ballare fino a mezzanotte all'aperto) per evitare una milonga chiusa in città e poi... ci siamo ritrovati in quella milonga al chiuso.... naaa! :(

Il forno acceso a manetta ha portato molti appassionati a quel posto in provincia. In un certo senso una scatola di sardine ballanti. Anche questo è un esercizio, si riduce la ricchezza della proposta e ci si concentra sul ritmo, sull'abbraccio, minimali. Più o meno - l'ho giù usata in passato questa metafora - un tango almagro che è come la pasta o il riso in bianco.
Si sono esibiti due poco più che ragazzi portegni (di Buenos Aires), con l'acerbo di un tango giovane ma anche frizzante, scoppiettante, esuberante. Beh, questi hanno respirato, vissuto e mangiato tango fin da bambini: sono su un altro pianeta. Ecco, avrei voluto incontrare il tango a dieci o dodici anni, penso.
Alcuni tangheri hanno fatto i sostenuti, con critiche articolate e, a volte, relativamente pesanti; beh, se fossero anche solo un ottavo di Pablo e Natalia sarebbero dieci volte ciò che sono. Nel tango le critiche tendono a essere, spesso, inspiegabilmente feroci, ingenerose.

Oggi ho una  birra così: ballato bene, fino a tardi (dormito solo cinque ore) ma con grande gioia.
Eh, che meraviglia questa festa che torna e ci porta sulle sue ali. Sotto le stelle, con aria di vita non è affatto un'espressione retorica.
Sabato ci sarà la meraviglia di Livorno....

(pablocalvelli nataliacristofaro)