mercoledì 16 gennaio 2019

Spari

Un collega è partito con una critica alla democrazia diretta, oggi :- Vedi che in RU sono in stallo colla Brexit?! Dovrebbero eleggere dei rappresentanti competenti che decidano, non 'sti referendum...
Al caro collega super pidino ho risposto che non è affatto questione di competenza visto che i rappresentanti "competenti" (alla Bonino) mi hanno portato la guerra civile delle risorse esotiche sui treni della sera. E tutta il resto della barbarie.
Tanto non li puoi fermare a meno che tu spari loro.
Infatti, visto che essi sparano a noi, che la guerra è già qui, io sparerei loro.
Ha avuto una crisi di nervi, ha interrotto il dialogo.
Evidentemente l'idea di difendersi, di reagire, sconvolge queste anime gentili politicamente corrette.

Fantastico

Fantastico. Anche la vecchina con la sua calma serafica è fantastica.
Questo di una casa nella foresta, sepolta dalla neve, fu ed è uno dei mie sogni da sempre.


domenica 13 gennaio 2019

Capri revolution

Non possiamo vivere incompleti
  • senza la tradizione che è la forza delle radici, dell'esperienza,
  • senza la tecnica e la concretezza della conoscenza, l'utilizzo proficuo della scienza,
  • senza l'espressione artistica, la parte degli istinti, ancestrale del rapporto con la natura e l'irrazionale.
Un riconoscimento della realtà, un omaggio eccellente, quello di Mario Martone, all'uomo vitruviano.
La protagonista, Lucia, ha la saggezza di comprendere che nessuno dei tre è sufficiente, completo, esaustivo, avendo radici nella tradizione arcaica, essendosi emancipata da essa con l'abbracciare riti apollinei che erano pure nella tradizione ellenistica di quelle terre e la conoscenza ottenuta con la conquista della lettura, primo dispositivo di progresso.


martedì 8 gennaio 2019

Buon cammino!

UnBipedinone è ben avviato nella sua vita. Lo vedo un po' di meno, ora: nei fine settimana ha i suoi impegni, le vacanze inizia a farle da solo. Abbiamo passato qualche giorno a casa mia e dai miei, a cavallo di Natale. Facciamo cose semplici ormai, come cucinare, mangiare insieme, si confida un po', mi chiede cosa ne penso dei pezzi che scopre, come questo, tamarrate merikane e non solo (io gli dico così) ma anche altri  brani. E' da tempo che non andiamo più in montagna, da quel giorno dell'agosto 2016 nel quale iniziammo questo stesso giro interrotto poco dopo la malga, aveva un muso lungo così che gli strisciava il mento per terra. Camminare è un atto meditativo e ci vorrà del tempo prima che egli ritorni ad esso, ora è troppo introspettivo per un adolescente proiettato nella vita.
Giovedì 20 dicembre ha dato il suo primo esame di ingegneria, massimo dei voti, con lode. Scherzava, all'inizio: non riuscirò ad essere come te, papà (anch'io presi quel voto in quell'esame) ma è stato in gamba, meglio di me, lo ha dato alla sessione di dicembre, io lo detti a quella di febbraio. Un professore fantastico, Marino Palleschi, che ti portava con lui sulle ali delle strutture algebriche e della bellezza lucente della matematica. Anche UnBipedinone è arrivato a giocare con gli spazi vettoriali, con i teoremi, con gli autovettori (io mi ricordo più nulla che poco). All'inizio storceva la bocca, mugugnava, poi ha scoperto un metodo di studio, ha iniziato a camminare, poi a correre, a scoprire il piacere e la bellezza della conoscenza universale, a giocarci insieme, appunto.
Ha superato l'esame di teoria della patente, ora ci facciamo, quando possibile delle pratiche. La prima mi ha spaventato, m sono preso un vero e proprio spaghetto, vedevo già il mio ferro a tamponare l'auto del vicino, ora va molto meglio.
E' stato qualche giorno a Barcellona. Deve scoprire il mondo per capire il valore della terra nella quale ha le radici. Si confida con me ancora sulle questioni sessuali, sa che lo ascolto e si confida.Mi ha raccontato del groviglio xx-xy a San Silvestro con una compagna di vacanza, un guizzo durato una notte, poi nulla più.  Sta studiando il greco (moderno) perché quest'estate vuole andare a fare il barman allo Skorpios di Mykonos. Gli ho ricordato che ingegneria oltre ad essere un filino più importante è pure impegnativa. Già, il pelo di fica che tira più di una pariglia di buoi...
Penso alla sua vita, alle sue aspirazioni, come scrive Pablo Neruda, essi hanno già tutto scritto, tutto fatto, dovremmo lasciare spazio perché possano vivere, non preparare loro tutto pensato, tutto fatto.
Penso che è l'unico mio figlio. Questo ci rende fragili, mi rende fragile. Cosa succerebbe alla mia vita se egli morisse? Quale dolore insopportabile, sarebbe? Una volta la prole numerosa era un tentativo egoistico di migliorare la propria vita avendo braccia da lavoro che poi si sarebbero dovute dividere poderi già striminziti e anche un'assicurazione emotiva, un paracadute che nel caso di morte di un figlio. Non abbiamo tutto ciò, noi genitori di figli unici, siamo fragili rispetto alla Nera Sorella.
Buon cammino, figlio mio!

lunedì 7 gennaio 2019

Ultner

Al centro visite Lahnersäge (segheria slavina) nell'unica giornata con un poco d'inverno, avevamo visitato la mostra sui larici. Avevamo parlato con un biologo, Roland, proprietario pure di un maso sopra Valburga. Di poche parole, come spesso i montanari, ci aveva raccontato del suo maso risalente al Quattordicesimo secolo, del suo tentativo di recupero della Bianca d'Ultimo (come la "sorella" Nera Rendena) una razza bovina quasi scomparsa, piccola e quindi adatta alle terribili pendenze di quella valle nel cuore delle Alpi Retiche. Col suo italiano lento. Però ci eravamo capiti, egli dietro il bancone e Rosa Canina ed io come bambini ad ascoltare la sua fiaba, eravamo entrati in silenziosa simpatia quando ho raccontato di alcune cose simili dei miei amici contadini di queste parti.
Le civiltà contadine, rurali, le piccole patrie che sono il cuore pulsante di questa Europa vera, con le radici nella terra e la  saggezza di secoli e la storia tormentata di secoli.
Così questo documentario girato durante le copiose nevicate dell'inverno 2013/2014, un documentario ben fatto su uno straordinario spaccato di cultura contadina nordica nel cuore delle Alpi, sulle asprezze del vivere in quei luoghi e sul sacrificio, il fare-sacro che le sublima, mi ha commosso, come la musicalità del loro dialetto del gruppo tirolese-baiuvaro. Buffi i commenti di alcuni tedeschi che non lo capiscono, un po' come succede con me per i dialetti campani che mi risultano quasi incomprensibili.
Lasciatevi cullare dalla musicalità di quel dialetto, dalle immagini, dal profumo di ginepro e di speck affumicato, dalla magia della neve.

(marcopolo, thomasvonmetz)

Mi è passato sopra un TIR

Così, dopo molto anni, mi sono ammalato. Penso si tratti di influenza, con i suoi sintomi sgradevoli, qualche linea di febbre. Da sabato che sono in fase catatonica-ronfosoporifera.
Non mi ricordo neppure più quali siano le trafile burocratiche.
Io poi mi rompo i coglioni a stare a casa in malattia. Meglio stare bene e andare al lavoro.

domenica 6 gennaio 2019

Vecchia tradizione - 2

(Vecchia tradizione)

Il pregio di andare a letto presto a San Silvestro è che ti puoi alzare presto a Capodanno. E così è stato per Rosa Canina e me. Sei ore di ascensione più mezzora in vetta, a vedere quasi tutto il Trentino Alto Adige occidentale e parte di quello orientale, iniziate la mattina presto in una strana giornata, con venti diventati tesi da nord-est da mezzogiorno in poi e, sotto, tutto intorno, in clima mite (fino a 8°) dovuti al favonio.

Aggiornamento delle 19:30: ho aggiunto alcune immagini che erano sfuggite al caricamento.

Là sotto il passo automobilistico in galleria.
Finalmente un piccolo e timido assaggio di inverno, in tutta 'sta mitezza favonica.
In quell'angolo all'ombra avevamo lasciato l'auto a -7°.

Gruppo delle Dolomiti di Brenta a nord

In questo avallamento c'è un minuscolo acquitrino.
Salendo avevamo visto che si apriva uno scorcio sulla valle dell'Adige.
Foschia nella valle laterale (a destra, sullo sfondo nella foto), vera e propria nebbia in quella dell'Adige (a sinistra sullo sfondo).
Lassù un omino di pietre, a segnare la via.
Sui versanti a meridione il peccio sale notevolmente di quota. Qui siamo sui 2100 msldm circa.

Dolomiti a est-sud-est.
Ecco la destinazione , la vetta, un tacco porfirico isolato.

Un vero e proprio meraviglioso giardino botanico d'alta quota, come spesso in questa alta via con:
Ginepro
Mirtillo
(pini) Mughi
Peccio
Rododendro
La cresta innevata sommitale. L'unico punto con un qualche rischio (50-60cm di larghezza e, a tratti, decine di metri di  scoscendimento a destra e a sinistra, ostico per le raffiche violente improvvise).
Siamo stati pigri e non abbiamo calzato i ramponi neppure qui.
La vetta, dalla cresta, con Dolomiti a nord-est.
Gruppo di Brenta, Carè Alto, Presanella, Punta San Matteo (?) e altri Alpi Retiche.
Rosa Canina sta già scendendo.


Qui ho voluto immortalare questo giovane lariceto (piante fino ad una ventina di anni). L'aumento delle temperature medie, pascolo ridotto e rarefazione e diminuzione in modulo degli episodi valanghivi hanno sospinto molto in alto (direi un duecento metri, in questa zona) il limite dei larici, conifere pioniere. Similanun e Ötztaler Alpen a nord.

Rosa Canina sta scendendo su questo terreno ostico: neve ghiacciata con crosta di ghiaccio, dovuta ad un gelicidio di metà dicembre.

La giornata stava volgendo al termine, ancora le Dolomiti a oriente  con un timido principio di enrosadira.


Ancora due immagini degli splendidi giochi di luce sul ghiaccio e neve ghiacciata.
Silenzio, luce, sole.

Giornata ventose e secche: le pigne sui rami dei larici si aprono e i semi vengono dispersi dal vento dal quale vengono depositati in cavità della neve nelle quali si accumulano.

Materiali naturali, la presenza umana è discreta come gli edifici rurali (una malga) e si abbracciano bene con l'ambiente.

Già tramontato il sole qui. La montagna torna velocemente aspra.
Capodanno più desolato che mai: fantastico!

Il vecchio furbofono non è riuscito granché nell'intento di catturare una kitschissima e incredibile sequenza di azzurri e rosa acceso del tramonto di un'altra splendida e terribile giornata di alta pressione.
Sei ore di cammino, stanchezza e felicità.