sabato 8 agosto 2026

Usi e genti - 3

(Usi e genti - 2: sacro profano umano)

La vita era dura, specie con l'aumento demografico del XIX secolo. Veramente dura. Tant'è che qui si creò una primo protodistretto per la lavorazione e l'esportazione dei... capelli. Eh, la necessità aguzza l'ingegno! 
Eppure c'erano posti ancora più poveri: andavano in Veneto e in Carnia a tagliare i capelli delle donne, talmente povere che per avere una tovaglia, un pezzo di stoffa, si facevano rapare. Avevano perfino sviluppato in linguaggio criptico, i capellatori, per comunicare tra di loro senza che gli astanti, le astanti, capissero.
Anche qui si votavano ai santi.
E lo facevano molto bene, direi.





3k ronzio fruscio

Martedì 4 u.s. ne ho approfittato per una sgambata. Veloce perché il piano iniziale di farmi un anello e due vette è stato annullato dall'arrivo di un veloce temporale che mi ha solo lambito. Una sola vetta, quindi, andata e ritorno secchi, mi sono preso un po' di pioggia, sono arrivato all'auto asciutto, visto che poi, ultimo tratto, era tornato il sole. Nel cuore delle Cozie, bellezza strepitosa, un'intera ascensione nella quale ho camminato da solo. Da solo in agosto! Fantastico!  Era una buona ventina di anni che non mi facevo un 3k e molto tempo che non camminavo da solo. Passo CAI, 400m di dislivello all'ora, per un paio d'ore.
Ecco, il camminare da solo ha una dimensione metafisica, speciale. Silenzio, il tuo respiro, la fatica (non facevo un'uscita da un mese).
Silenzio e solitudine recano seco molti grazie e doni. Durante la discesa, ultimo quinto, ad un certo punto sento un ronzio fruscio: mi giro e un grande rapace (gipeto? aquila reale?) dopo aver fatto una virata a qualche decina di metri da me, scompare tra i vapori cupi. Che meraviglia! Solo quello è valsa l'uscita.


A mezza costa la vetta sparisce tra i vapori densi.

Qui si riapre un po'. Pochi gli istanti di sereno. Agosto è un pessimo mese per l'alpinismo.

Passaggio attrezzato con catene, qualche tratto di 3o grado.
Qui mi son detto: dovrò scendere velocemente, passaggi insidiosi se su roccia bagnata.

Giornata grigia, sopra. Vapori densi via via più cupi. Ecco la croce di vetta.

Ci siamo quasi, uno dei pochi momenti di sereno.

Un bric, come lo chiamano qui gli occitani, colla classica svaporata in depressione in sottovento a valle del crinale.

Cupo alle mie spalle: qui ho preso acqua per una decina di minuti ca. . Non mi sono neppure messo la cerata, era piacevole sentire le gocce diacce sulla pelle.
Questa la zona dove il grande rapace era venuto a salutarmi.

Ecco, il "sotto" era rimasto visibile con un caldo pestilenziale.
Qui la discesa era in un incanto di giardino alpino: mirtilli, larici, cirmoli, dei giovani e floridi ontani di montagna (Alnus Alnobetula), richiedono terreni silicei, una delle poche piante azoto-fissatrici.

martedì 4 agosto 2026

Usi e genti - 2: sacro profano umano

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Non è che mi abbia entusiasmato arrivare nel borghetto con un concerto in corso di jazz. Sinatra, Anka, Armstrong, etc. . Queste valli occitane hanno la loro musica, non necessitano la patina lucido-plasticata del colonialismo statunitense, anglofono, radical chic. Perché  il gies e non la musica coreana? quella bulgara? La classica indiana col sitar?  Se proprio devi esotizzare, hai mille mila possibilità  che non sia il solito stereotipo. Scrivi canti suoni ascolti gies e fa fico: funziona così ma io non capisco, non mi adatto.
Cerchiamo di evitare il piccolo assembramento, andiamo verso la chiesa. Entro nel cimitero, leggo le vecchie tombe a terra, alcune piegate, leggo i cognomi. In Piemonte un po' come il Veneto e il Meridione, molti cognomi sono al singolare.
L'oblio sconfigge pure la geometria delle lapidi. Pensi sempre a 'sti poveri cristi che ci precedettero, spesso vite grame, di sacrifici.
Avevo notato un tizio in piedi a lato della chiesa, pensavo dovesse smaltire la birra servita nei gonfiabili accanto al concerto gies.
Entro nel tempo, scrigno non minore di secoli, devozione. Eppure i mostriciattoli ancora romanici e la piccola decorazione a stilemi longobardi, di pietà scura precedono nel tempo l'arco gotico a sesto acuto, pure le iscrizioni in gotico.
Qui c'è il silenzio che subisce il bullismo dal gies esterno e la bellezza un po' storta, asimmetrica,  a gobbe, delle pievi montane.
Noto il piccolo atlante colle braccia incrociate, si appoggiano sui quadricipiti, il peso da sorreggere è  tanto.
Esco e il tizio è ancora lì, a farsi 'na sega.
Sacro, profano, umano.

Insonnia da montagna, scrivo da furbofono, metterò in ordine domani.


lunedì 3 agosto 2026

Usi e genti - 1

Incanto.
E stupore.
Trovo affinità incredibili con quanto conosco del Trentino paraladino, romanzo occidentale. Qui la geologia consente la lose, là no, si utilizzavano le s'ciandole.
Anche la lingua d'un bot (di una volta) sono vicine.








Dança

Le pietre, i legni, le lose qui, da generazioni, osservano, nel loro silenzio, passare suoni e danze della Occitania.
In disparte, mentre Rosa Canina partecipa al laboratorio di organetto, sono seduto all'ombra.
Con tempo.
Ecco, ora ho rallentato  tutto, mi con-cedo al tempo.
Per sentire gli organetti, qui sotto a sinistra, qui di fronte le gironde, principalmente su danze.

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domenica 2 agosto 2026

La menata

 Per arrivare in questo angolo della Provincia Granda ho utilizzato, ieri, un tratto di una di queste nuove autostrade senza caselli. Ora, stamani mi accingo a pagare e, a differenza di una autostrada lombarda simile, nella quale ero entrato per errore, questa per il pagamento, un pagamento per un utilizzo del tutto occasionale, richiede una registrazione (?) nella quale deve essere fornito il numero del proprio cellulare (??). Ma questi, sono impazziti!? Cosa cazzo gliene frega del numero del mio cellulare!? Al sito dell'altra avevo fornito numero di targa e avevo pagato con la carta ricaricabile senza alcuna ulteriore menata: pochi secondi, tutto fatto. Vado a leggere le giustificazioni: per ovviare a frodi e tentativi fraudolenti.
No, non mi va bene. Non ho bisogno di alcun supervisore che mi tuteli da frodi e tentativi di frode, voi non avete bisogno e non avrete il mio numero di cellulare.
Già scritto via posta che mi facciano sapere come pagare quando dovuto: ovvio che non voglia e non abbia senso chiamarli ... dal mio cellulare. Mi hanno risposto che mi risponderanno entro... 12 giorni (sui quindici consentiti per il pagamento, di male in peggio!)
Su questa cosa andrò fino in fondo. Bisogna educare questi parassiti di informazioni riservate e la loro ingordigia di dati importanti che non sono dovuti.

Varchi

Venerdì ho ricevuto comunicazione, da un mio caro cugino, intorno alle quindici e trenta che mia zia, la sorella di mio papà, era morta.
Era mesi che era allettata. Consumata, si è proprio spenta. Ancora, il passaggio attraverso il varco, ci riporta a questo mistero insondabile della vita e della morte.
Di qua da esso possono notare che i nostri veci hanno un supporto che ne prolunga all'estremo la vita. Semplicemente, una volta, non avevano integratori, protesi, antibiotici, anestetici, complessi vitaminici, chirurgia. L'avvicinamento al varco, il trapasso erano più brevi. Rosa Canina ed io siamo passati a casa dei miei, trovandoli meglio, sereni. Un semplice convivio colla letizia di un convitto con le persone care.
Mio cugino mi ha confidato, ieri, prima, sul sagrato della chiesa, che all'ultimo, mia zia, gli ha bofonchiato un "Aiutami a morire!".

Era un caldo insopportabile, ieri, in quella città lombarda. Eppure la ecclesia, il gruppo dei fedeli, era folto. Una sorta di martirio, un cilicio termico di accompagnamento alla sorella che se n'è andata. Semplice cerimonia con un cantore, con la semplice chitarra dei nuovi culti popolari cattolici ed una voce straordinaria, con una capacità di interpretazione e di carica emotiva, su timbro e colore che non potevano non com-muovere. Ho sempre avuto problemi con la dimensione ecclesiastica, gregaria, il così fan tutti cattolico.


Nell'infoltirsi di queste occasioni funebri, mi trovo sguarnito. Non so se credere, non credere. Pensavo alla mia educazione cattolica, al tutto il bene che ho visto fare. Ora tutto questo sembra svanire. Una volta la Chiesa era l'unica istituzione che si occupava di sfigati, problematici, minorati, spastici, malati, orfani, dementi, sfortunati. La secolarizzazione ha smantellato gran parte di tutto questo. Questo al di quà dei varchi. Per la parte di là da essi, la fede porta(va) seco la grande lenizione della speranza in ciò che sarà.
Per i miei cugini, devoti e praticanti, è stato un sollievo, gli anni di assistenza incondizionata, affettuosa, sono stati grevi.
Ecco, ieri siamo passati passati per i nostri varchi, ella per il suo, noi per i nostri, ove le certezze vacillano, le fragilità si rinvigoriscono.







(unuomoincammino)