martedì 27 ottobre 2026

Tre generazioni

Quest'anno Rosa Canina ha tentato di raddoppiare l'unica famiglia che l'era rimasta. E' un passaggio  di zootecnia apistica impegnativo. Aveva notato alcune celle reali, temeva una sciamatura, aveva spostato circa metà dei telaietti / della famiglia in una nuova arnia. Purtroppo la nuova regina non arrivò. Secondo intervento, supplettivo, con l'acquisto di una nuova regina.
Sempre rigorosa nei controlli contro la varroa, blocco di covata, nutrimento integrativo, acido ossalico. Ehssì, perche da metà luglio a metà ottobre, qui, non è piovuto: steppa, zero fioriture, vita magra anche per le api, no polline (proteine indispensabili per la deposizione delle uova).
Nulla da fare: seconda famiglia morta.
Non solo: presenza di calabroni nelle varie trappole piene. La predazione è facile su famiglie deboli.
Così domenica, al controllo periodico, ha constatato che anche l'unica famiglia rimasta se n'è andata.

La corruzione del tempo, della morte, è cruda, dura, anche quando interessa le api: telaietti disfatti, le camole in stadio di bruchi, anche un alveare decade velocemente. Ero uscito a raccogliere ghiande di roverella da portare a semina in Trentino, ero passato da loro, c'è una giovane  possente roverella vicino alle arnie. Che brutta scena!
Stava lavorando con mio figlio, hanno portato a casa le due arnie. Faremo manutenzione, con la terza.

C'e' un detto “Per fare un contadino servono tre generazioni”.
Penso che questo valga anche per gli apicoltori. Rosa Canina non ha una persona vicina (un padre, una zia, un fratello) da cui apprendere l'arte: le riunioni degli apicoltori sono importanti ma... il passaggio di esperienza diretto, ad arnie aperte, è altra cosa.
La tecnica  dello sdoppiamento per divisione è “redditizia”, difficile per le molte variabili non controllabili, rischiosa.

domenica 18 ottobre 2026

Acquiescenza al supercazzolame

 Le supercazzole con scappellamento a destra sono da qualche lustro più di moda che mai tra i semicolti (ampie greppie per la semicoltura a sinistra) con moralismo dozzinale "aperto" per ebeti.

"E la partecipazione in un ambiente di dialogo aperto e produttivo aggregatore di esperienze ed energie"

Ehggià.

Nei teatri c'erano le scale, una volta. Senza pretese di inculcare idiozie nella mente dei saliscenditori. Si saliva, si scendeva  si spettegolava di quel tenore o di cosa aveva fatto nella propria delizia il conte De Angelis. Stupidaggini divertenti, senza alcuna pretesa educativa fuori luogo.

_zzz ed io ci siamo fatti delle grasse risate. Anche se non ci sarebbe nulla da ridere.



Uploaded Image

Sette parole

  • Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato.

In sette parole si spiega tutto.

Alla fine si arriverà alla guerra civile a somma zero: o noi o loro.

venerdì 16 ottobre 2026

Tre dì e il centro della M


Ho lavorato furiosamente appassionatamente, mercoledì fino alle cinque, al principio dell'alba. In genere preferisco chiudere certe attività, costi quel che costi, per rimanere sereno.

Ora mi aspettano tre dì di tango, tre dì di opere estetiche inutili. Era un po' che non mi facevo una maratona. In un posto che amo molto dopo quella volta.

La seconda volta è un po' il punto in basso, centrale della M: entusiasmo la 1a volta, attese eccessive la 2a, poi torna in alto. Ho un po' di piacevole tensione, in pancia. Sono tornato a studiare bene e a tangheggiare meglio (le passioni, come il lavoro, il tango, l'eros a quei tempi) si alimentano praticandole.

lunedì 12 ottobre 2026

Pazzi

 Leggevo, con rabbia, del nuovo scempio a Reggio Emilia: bosco Ospizio distrutto.. Non è cambiato nulla da quando ero in Lombardia: questa porcata è di una comunistissima città. Per realizzare un supermercato  in una zona già con vari supermercati. 

Siamo dei pazzi che distruggono ciò  che è brutalmente vitale. Il "diritto" (?) stortissimo, marcio, a edificare. 

domenica 11 ottobre 2026

A km 0

 _pelli è in Argentina, la prossima settimana, l'ultima di tre, sarà a Buenos Aires, per una settimana di tango là. Ne avevamo parlato: questo è il decimo anno che non viaggio in aereo, come mi sono ripromesso, avrei potuto, appunto, ogni dieci anni. Tuttavia... ora non sono così ingrifato da smaniare per andare a visitare una delle due città di nascita del tango, Montevideo e Buenos Aires. Il turismo non mi interessa quasi più, vorrei andare per stare là (e in Cile) qualche mese.

Stamattina ho fatto una sgambata di mantenimento, con _zzz: poco tempo a disposizione (alle 15:20 è arrivata all'aeroporto, Rosa Canina). Siamo saliti fin su in cima al monte, per una semplice camminata, da casa, passo CAI, 600m di dislivello, 90'. Tornati a casa, un semplice e gustoso risotto, poi via a prendere l'amata Rosa Canina.

Ero felice in quel piccolo paradiso a km 0, l'Appennino bello, il silenzio, qualche borghetto lontano, nel panorama, qui e là, la chiesa col campanile settecentesco che ingentilisce il paesaggio. I primi castagne e marroni dentro i ricci caduti, piccoli per la siccità feroce da metà luglio, la luce ottobrina col sole che entrava di sghembo dalle chiome di frassini, roverelle, carpini, castagni. Siamo incappati pure in un paio di caprioli che se ne sono andati "gazzellando" a balzi.

Una meraviglia, senza un minuto di auto, senza code, senza traffico. Cosa cazzo me ne frega di prendere aerei e fare il turista mordi e fuggi quando ho un paradiso così sopra casa!?

Sono felice così.

martedì 6 ottobre 2026

La scomodità del bene

Ebbi il tempo di leggere due pagine (qui, devo ritrovare la seconda) della diariosfera.

Due opinioni su questioni della (in)giustizia nel mondo. Mi viene da sorridere perché  da una parte abbiamo il lavaggio industriale dei cervelli, ciarpame come Walt Disney, "Nessuno tocchi Caino", i sempre troppo numerosi  gruppi settari di anti-questo e anti-quello, le "Non una cretina di meno" e il pletorico caravan serraglio degli obbrobri arcobalenghi, progressisti al peggio.

 Dall'altra parte il mondo, la realtà che hanno la merda, la canaglia, i parassiti, delinquenti, speculatori, riccastri della rendita, i magistrati della ingiustizia cervellotica per sofisti salottieri, i manipolatori della tua mente per i loro scopi, il clan di egiziani accanto al tuo appartamento.

L'ipotesi del mondo giusto è una illusione ideologica che affascina in quanto confortevole, comoda: permette di non vigilare sulla canaglia che esiste, permette di trastullarsi in utopie che divengono distopie. Inoltre permette ai numerosi figli di quelle sempre incinte di essere orgoglionamente parte della realizzazione del male travestito da bene. Una perfetta eterogenesi dei fini che caratterizza i vari sinistranti nella lotta feroce, pedissequa alla realtà, alle sue leggi biologiche, fisiche, alla sociologia  della realtà, alla termodinamica della realtà, alla storia, lotta feroce in primis sui metodi, ostilità alla cura, la lotta alle osservazioni precise e al pensiero razionale e raziocinante che parte da esse, la lotta all'azione coerente che consegue il pensiero, la lotta al vigilare e al misurare i risultati se non soddisfacenti per cambiare strategia, le censurine  belline di ciò che disturba il tuo ozio mentale, quel brutto, cattivo politicamente  scorretto.

L'ipotesi del mondo giusto è quella di quei ProPal che non potrebbero vivere un'ora in ciò che si creerebbe se vincesse Hamas. Questo non impedisce loro di rifugiarsi nella comoda banalità del "bene" colla illusione, degli sciocchi, di essere moralmente superiori. Potrei fare innumerevoli esempi di analogie in vari contesti: la ipotesi della milonga giusta, la ipotesi della montagna giusta, la ipotesi della immigrazione come ricchezza, opportunità etc. per gli invasi, la ipotesi dello sport "non competitivo", la ipotesi della squola inklusiva, la ipotesi il mondo è win-to-win, la ipotesi de... . Se passassimo alla sagra demagogica dei dirittismi per cicale, saremmo alla parodia delle stronzate vendute come cioccolato finissimo.

Il mondo è ingiusto perché la genealogia della morale soccombe sempre alla realtà. Sì, è brutto, cattivo cacca diavolo il mondo ingiusto. Quel mondo orribile, fasciofascista, escludente, competitivo, faticoso, brutale, senza questo o quel diritto (?), coi violentatori, parassiti, patriarcale (?), fascioclericale (?), bla bla blablabla blabla è proprio così. Sei già  fortunato che hai tempo, cibo per poterlo criticare, meglio se ti trasferisci in quei paradisi se qui non ti va.

Puoi illuderti che il meteo sia bello e caldo, uscito  dalla comoda funivia e inoltrarti sul ghiacciaio  in bermuda e birkenstock, a me dispiacerà solo che qualcuno  dovrà rischiare la propria pelle o abbandonare la festa di battesimo del figlio per venirti a salvare, piccola idiota mente scadente che continuerai a fare danni. Già,  la montagna ingiusta...

Inizierei a riflettere, invece, sugli effetti  narcotici  oppiacei che hanno inquinato  il pensiero di milioni di "comodoni" con la banalità  del "bene", il più  fantastico, efficace straordinario realizzatore del male.

Cosa è utile per una persona gravemente denutrita? Cosa è utile per un obeso? La idea di usare lo stesso approccio  può essere comoda per te, è pessima per loro. Lo ugualismo, no!?

Si noti come queste fluttuazioni della realtà e delle sue caratteristiche sbaragliano completamente la comoda dicotomia destra (destra?) e sinistra e il confortevole installarsi settario su una delle due. Dall'altra demolisce con la brutalità  della realtà la narrazione della sinistra ortodossia (la storia dei vincitori è come un violino di cartone) che caratterizza  la Europa dal 1945, dal sessantotto, dagli arcobalenghismi.

Prendere e ribaltare: Nessuno tocchi Abele, no agli uteri in affitto, il dovere è la cosa giusta, hai fatto il tuo dovere?, un eccellente e un mediocre non sono uguali, tratta un minorato come un minorato, hai sempre torto quando la tua volontà  differisce da quella dei padroni della casa di cui sei ospitato, le guardie sono la ecologia contro i ladri, la montagna e la milonga non sono eque né inclusive, non garantiscono alcun diritto, devo attrezzarmi e prepararmi  contro la canaglia che cerca di parassitarmi che si installa morosa, in casa tua e distrugge essa e distrugge e dileggia te, vittima, piccolo borghese fascistoide meschino inferiore, la scuola DEVE essere selettiva perché  ti prepara a vivere nel mondo scomodo e ingiusto, un bagnino che appena diplomato con certificazione è allergico all'acqua e alla salsedine è un grave problema, non un fantastico risultato inklusivo.

Prendi la narrazione comoda e ribaltala alla scomodità  del bene: la storia si ripete perché la etologia è quella, abolisci pure la storia, povero scemo, le droghe (consumismo, cocaina, oppio, MDMA, alcolismo, deficit e debito, ...) sono un problema per te e poi per gli altri che hanno te, drogato, tossicodipendente, in mezzo ai coglioni, i paradisi multiculturali sono solo il tuo macello, Amazon la tua rovina, gli scioperi del venerdì  e lunedì  sono comodi e per ignobili, affronta con molteplici mezzi e azioni,  radicalmente le complessità del "non si può fare gniente", sii esempio con fatti e comportamenti di ciò  che dici, realizza con il comportamento il tuo onore.

Prendi le cose della sinistra: ora sono la banalità, comoda, dello zucchero "bene" per diabetici, sono la tua dose di oppio che ti porta, giocondo, serenone, al male.