domenica 19 luglio 2026

Due cacche

"debolezza di fondo che una persona sappia cosa sia meglio per un’altra"

(VaporeSodo, Parole sante)


Stamani, a Radio 24, parlava un'insegnante patavina: la compagna cercava di dimostrare come fosse giusta la censura nei confronti di quegli studenti che avevano osato esporre uno striscione "Italia agli Italiani".

Paradossalmente criticava "slogan", pensieri unici, pensieri escludenti.

Come se la "inklusione senza se e senza ma" (lessico scemo e rozzo della sinistra) non fosse escludente.

La signora pretendeva di avere la verità in corpo e che fosse giusto agire con forza per il "bene assoluto", compreso quello degli studenti blasfemi che, poveri, non capiscono "a priori".

Radical scicchisssima, la giovin signora mi risultava persino patetica, logica e raziocinio mesi all'ammasso. Una un po' scema, obnubilata dal proprio oppio più  o meno woke, una fondamentalista che predicava agli altri.

Intanto hanno trovato la diciassettenne islamica,  una giovane serpe allevata in seno, che preparava un attentato, con appunti e altro per preparare una cintura esplosiva. Più  o meno sono la stessa cacca che vuole imporre il proprio bene agli altri  inconsapevoli.

La prima lavora alacremente per l'avvento della seconda.

domenica 12 luglio 2026

Attriti

 Così  quando vengo qui, a casa di mamma e papà - sono in uno stato di salute decisamente migliore ora - mi rendo conto di come sia difficile, per loro  per _ddova. È una convivenza.

Qui ho un po' di tempo, ascolto _ddova. La sua storia di russa ucraina, la guerra, sedici anni che non torna, le speranze di poter tornare quando il Donbass sarà sotto la "serenità russa". Della sua solitudine già scrissi. Il tempo mi permette di ascoltarla ed ella si confida. Vite molto dure, con uomini con alcolismo, galere, padri fuggiti dai figli, povertà se non miseria. Tempi duri che hanno schiantato molte persone. _ddova ha fatto molti sacrifici.

Forza di volontà. Da sola con due bambini era riuscita a laurearsi in ingegneria elettronica, quando ancora in URSS esistevano le università serali. Chi sopravvive ai tempi duri ha buone probabilità di essere una persona di valore, degna.

Ella non è un elettrodomestico; i miei non possono pensare che possano pigiare un pulsante, girare una manopola e che tutto funzioni senza null'altro. Non che lo pensino a livello oggettivo, seguono quella prospettiva emotivamente.

D'altra parte tra i miei veci e lei ci sono problemi di comunicazione, di comprensione verbale, paraverbale, corporale, tra la cultura russa e quella italiana. Non è facile neppure per me, comprendere, figuratevi per i miei vecchietti. _ddova è molto rispettosa, accomodante. Anche questo, a volte, crea problemi. Un no che sia no o un sì che sia sì potrebbero apparire scorbutici ma sgombrerebbero da molte incomprensioni e conseguenti attriti.

venerdì 3 luglio 2026

Verde smeraldo

Il fresco dopo la calura, la pioggia dopo l'arsura, sono esperienze di piccola grande felicità. Sabato, fuggiti dal forno padano, abbiano passato gli ultimi chilometri prima del paesino natale di mia madre sotto l'acqua a catini di un temporale.
Per me, boreale, un sollievo senza pari.
Questo si è ripetuto un paio di giorni dopo. Abbiamo camminato in parte anche sotto la pioggia (nella prima immagine si vedono ancora i cerchi dei goccioloni che si affogano nell'acqua). Silenzio, il verde smeraldo dell'acqua, i piccoli ruscelli e le fonti che lo alimentavano, le piccole gocce brillanti sugli aghi dei pini silvestri, sulle estremità delle foglie degli aceri, il verde smeraldo delle foglie dei faggi, le chiome ancora tenere, di primavera, dei larici.
Gioia.




martedì 30 giugno 2026

Fine giugno

Sotto questo ciliegio selvatico c'è ombra e silenzio. Sì, in questo angolo di Alpi Retiche, a fine giugno non c'è nessuno. Nessun turista, pochi anche ad agosto, ora nulla, i locali, pendolari, sono al lavoro.
Tutta l'avifauna del bosco, dei prati, e il silenzio che essa fende.
Piccole cose, serenità e felicità, qui colla mia Rosa Canina.

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lunedì 29 giugno 2026

Trentanove

Ieri siamo scesi dal treno alla stazioncina di/in una ex ridente zona di quella che era la verde Lombardia.
Rifiuti ovunque, maranza con calzini e ciabatte da piscina, sul treno controllori assenti (cercano di tornare a casa vivi la sera).

Distese di mais malforme, verde opaco tendente al giallognolo, foglie rattrappite, piccole, cadenti, mais sbrindellato dalla siccità. Ciaoni al raccolto per il trinciato. Uno di quei termometri da farmacia/banca segnava 39 gradi.
Le estati azzorriane (atlantiche) non ci sono più, sono  state rimpiazzate da quelle africane (sahariane). Non ci sono più  i temporali estivi. Quindi le precipitazioni che assicuravano acqua a campi e boschi. I grandi fiumi padani sono rigagnoli, la poca acqua tolta per qualche limitata irrigazione (in quei casi ecco il bel verde del mais florido a cui ero abituato da piccolo, il mais è quasi una pianta ornamentale per quanto bello è  quando sano, rigoglioso).
Queste aree verdi partecipano al clima locale come pompe di calore, come "frigoriferi" de-facto con la evaporazione d'acqua durante il  processo di sintesi clorofilliana. Aria sahariana più calda, più  insolazione, meno precipitazioni, meno verde. Il risultato è l'inferno termico che cresce di anno in anno. Nelle conurbazioni molto peggio.

Non è intelligente, per secoli, pigliare carbonio fossile e metterlo in atmosfera in forma di gas serra. Ora la Europa è una scorreggetta che arriva al 7% del globale  anche perché non ci sono più molte attività  produttive: la distesa di ruderi di vecchi stabilimenti e "nuovi" capannoni già cadenti, ammalorantisi era uno degli orrori intorno.

Rosa Canina ed io ci aggiravamo come trote nel forno via via meno lucidi. Con l'invecchiamento si perde  la "resilienza termica" pure.
Il meccanismo  corporeo di difesa è l'abbassamento della pressione, la debolezza, la stanchezza: il corpo riduce e limita le attività  fisiche il cui calore  metabolico non potrebbe essere dissipato. È un meccanismo efficace di difesa e protezione che "discrimina".
Il corpo è intelligente, non uno scemo inklusivo.

mercoledì 24 giugno 2026

Questi e quelli

 Sono passati più di 8 anni dalle osservazioni di Ignazio De Francisci 

"il condannato sconta la pena con i benefici tutti italiani e ricomincia a delinquere."

La situazione si è ulteriormente aggravata e la pena, in molti casi, non c'è più: il criminale, sostenuto dalla certezza della impunità, riprende subito a delinquere.
Il signor Cicalone riporta un caso ancora più grave di quello di Ramy (che Odino lo strafulmini con la sua genia), con tre morti.
Tutto questo è voluto: dagli sfascisti sinistranti e pure da un governo e parlamento democristiano, indulgente, garantista che, per difendere quelli grossi lascia, obbligato dal sinistro  ugualismo normativo, lascia intonsi anche quelli diffusi.

Nuove regole di ingaggio: se non ti fermi ad un posto di blocco devi avere la quasi certezza di finire molto, molto male, il peggio possibile: speronato, incastrato nei rottami della tua auto carambolata, oppure ferito o anche ucciso dai colpi di arma da fuoco degli agenti. Tutto è possibile quando non ti fermi ad un posto di blocco, tutto deve essere e possibile e fatto affinché tu ti fermi. L'infausta sorte dei violatori diventa efficace esempio didattico, educativo. Criminali violatori vengono eliminati il ché è utile in sé, prevenzione di altri disastri.

Questa scelta di mettere le camicie di forza, di rendere inefficaci regolamenti e regole di ingaggio con fini e cervellotici cavilli, di agire processualmente sulle FdO, persino l'impianto "nessuno tocchi Caino" "lasciate che Caino continui a fare ciò che deve fare" sono, palesemente, una scelta politica. Inibire, reprimere il sistema immunitario può comportare solo un aggravamento repentino delle patologie. E' certo e politicamente voluto.
Quando esiste una sola forza politica, rejetta, la feccia, che osa riportare restituire riportare il tabù, i tabù alla politica, essa non può che attirare l'ostilità da parte delle altre partecipi, apologetiche dello sfascio sociale, del lievismo, della ordinaria guerra civile quotidiana. "Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia" diventa rappresentazione verbale della frattura che isola la "feccia" dal resto, la rottura, la separazione che rende evidente questi e quelli. Il contrasto, la sola esistenza, rendono evidente la complicità degli eletti, la (ir)responsabilità della crème nella implementazione del collasso del vivere civile.
Moltiplicare per mille mila tessere del mosaico.

domenica 14 giugno 2026

P s d t f

Pietra, secoli di tempo, fiori.
Dopo molto tempo, tango.
Non solo tango.
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