Non si dovrebbe fare ma...
Oggi carico le foto della camminata di oggi, domani aggiungerò il testo e le didascalie.
Ora vado che devo metter su la polenta.
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Aggiungo testo e didascalie a questa pagina, oggi, giovedì 1 gennaio 2026.
Dunque, ieri, con Rosa Canina, un breve tratto del Sentiero Italia (SI) che passa in questa valle relativamente selvaggia e in depopolamento (è uno dei comuni per i quali vale l'iniziativa della provincia per cui vale il noto "100k€" per la residenza per 10 anni).
La politica di sostegno alla residenza si concretizza in molteplici indirizzi. Tra queste la politica di sfruttamento economico dei boschi: questo ha il pessimo effetto della proliferazione di strade forestali, non di rado con PESSIMI impatti come scrissi sul del Trentino artificializzato.
Questa tratto del SI ha un passaggio che attraversa un tratto di bosco non raggiunto, attraversato da strade forestali. Questo significa che non c'è convenienza economica al taglio e il bosco è in SPLENDIDO stato quasi integrale. I diametri medi degli alberi aumentano considerevolmente, il bosco non è "pulito" quindi con tutte le fasi di bio degradazione di quelli morti e la splendida biodiversità che ne consegue, oltre ad essere un eccellente bosco misto lontano dalle malsane e artificiose mono-peccete.
E' una meraviglia, quel bosco, che non riesco a descrivere.
Purtroppo nel tratto prima e dopo abbiamo trovato numerosi fuoristrada di residenti: è veramente orribile, pessimo, sbucare da un sentiero e subire l'impatto estetico e psicologico di quei mezzi. Questo ha esaltato ancor più la bellezza del tratto intermedio e di quello sommitale.
In varie ore di cammino abbiamo incontrato tre persone: anche questa deserta solitudine è bella, difficile descriverla, bisogna viverla.
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| Vista a ponente dal castello. Una costa a meridione ancora a pascolo, nel bosco: era l'economia agricola, zootecnica di queste montagne. Lo stabile permetteva l'accumulo e, in parte, l'essicazione del fieno in caso di periodi piovosi ni periodi del taglio. |
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| Adoro i castelli. Molto di meno quando ruderi. |
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| La vista non era male, eh!? |
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| Tronco ancora in piedi di vecchio larice. |
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| Dettaglio del tronco del vecchio larice da vista diversa: i fori dei picchi sono evidenti. Accanto, la parte basale di un peccio, anch'esso in fase di degradazione. |
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| Resti di un capanno a protezione di una fonte ad uso di una malghetta abbandonata. Ombra del... fotografo e Rosa Canina più avanti. |
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| Radure ormai residuali (forte avanzata del bosco rispetto a quando venni qui un molti lustri fa). Il fieno era prodotto localmente, molti più prati, molto meno bosco. |
Ecco, era quasi tutto così quando venni da ragazzo. Qui vista a sud, dolomiti di Brenta.
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| Vista a oriente: in teoria, dietro alla coppia di larici si dovrebbero intravvedere il Catinaccio e il Latemar. |
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| Vista a ponene, Presanella sullo sfondo. |
Stupendo
RispondiEliminaBuonasera e buon anno, Marzia.
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