domenica 18 ottobre 2026

Acquiescenza al supercazzolame

 Le supercazzole con scappellamento a destra sono da qualche lustro più di moda che mai tra i semicolti (ampie greppie per la semicoltura a sinistra) con moralismo dozzinale "aperto" per ebeti.

"E la partecipazione in un ambiente di dialogo aperto e produttivo aggregatore di esperienze ed energie"

Ehggià.

Nei teatri c'erano le scale, una volta. Senza pretese di inculcare idiozie nella mente dei saliscenditori. Si saliva, si scendeva  si spettegolava di quel tenore o di cosa aveva fatto nella propria delizia il conte De Angelis. Stupidaggini divertenti, senza alcuna pretesa educativa fuori luogo.

_zzz ed io ci siamo fatti delle grasse risate. Anche se non ci sarebbe nulla da ridere.



Uploaded Image

Sette parole

  • Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato.

In sette parole si spiega tutto.

Alla fine si arriverà alla guerra civile a somma zero: o noi o loro.

venerdì 16 ottobre 2026

Tre dì e il centro della M


Ho lavorato furiosamente appassionatamente, mercoledì fino alle cinque, al principio dell'alba. In genere preferisco chiudere certe attività, costi quel che costi, per rimanere sereno.

Ora mi aspettano tre dì di tango, tre dì di opere estetiche inutili. Era un po' che non mi facevo una maratona. In un posto che amo molto dopo quella volta.

La seconda volta è un po' il punto in basso, centrale della M: entusiasmo la 1a volta, attese eccessive la 2a, poi torna in alto. Ho un po' di piacevole tensione, in pancia. Sono tornato a studiare bene e a tangheggiare meglio (le passioni, come il lavoro, il tango, l'eros a quei tempi) si alimentano praticandole.

lunedì 12 ottobre 2026

Pazzi

 Leggevo, con rabbia, del nuovo scempio a Reggio Emilia: bosco Ospizio distrutto.. Non è cambiato nulla da quando ero in Lombardia: questa porcata è di una comunistissima città. Per realizzare un supermercato  in una zona già con vari supermercati. 

Siamo dei pazzi che distruggono ciò  che è brutalmente vitale. Il "diritto" (?) stortissimo, marcio, a edificare. 

domenica 11 ottobre 2026

A km 0

 _pelli è in Argentina, la prossima settimana, l'ultima di tre, sarà a Buenos Aires, per una settimana di tango là. Ne avevamo parlato: questo è il decimo anno che non viaggio in aereo, come mi sono ripromesso, avrei potuto, appunto, ogni dieci anni. Tuttavia... ora non sono così ingrifato da smaniare per andare a visitare una delle due città di nascita del tango, Montevideo e Buenos Aires. Il turismo non mi interessa quasi più, vorrei andare per stare là (e in Cile) qualche mese.

Stamattina ho fatto una sgambata di mantenimento, con _zzz: poco tempo a disposizione (alle 15:20 è arrivata all'aeroporto, Rosa Canina). Siamo saliti fin su in cima al monte, per una semplice camminata, da casa, passo CAI, 600m di dislivello, 90'. Tornati a casa, un semplice e gustoso risotto, poi via a prendere l'amata Rosa Canina.

Ero felice in quel piccolo paradiso a km 0, l'Appennino bello, il silenzio, qualche borghetto lontano, nel panorama, qui e là, la chiesa col campanile settecentesco che ingentilisce il paesaggio. I primi castagne e marroni dentro i ricci caduti, piccoli per la siccità feroce da metà luglio, la luce ottobrina col sole che entrava di sghembo dalle chiome di frassini, roverelle, carpini, castagni. Siamo incappati pure in un paio di caprioli che se ne sono andati "gazzellando" a balzi.

Una meraviglia, senza un minuto di auto, senza code, senza traffico. Cosa cazzo me ne frega di prendere aerei e fare il turista mordi e fuggi quando ho un paradiso così sopra casa!?

Sono felice così.

martedì 6 ottobre 2026

La scomodità del bene

Ebbi il tempo di leggere due pagine (qui, devo ritrovare la seconda) della diariosfera.

Due opinioni su questioni della (in)giustizia nel mondo. Mi viene da sorridere perché  da una parte abbiamo il lavaggio industriale dei cervelli, ciarpame come Walt Disney, "Nessuno tocchi Caino", i sempre troppo numerosi  gruppi settari di anti-questo e anti-quello, le "Non una cretina di meno" e il pletorico caravan serraglio degli obbrobri arcobalenghi, progressisti al peggio.

 Dall'altra parte il mondo, la realtà che hanno la merda, la canaglia, i parassiti, delinquenti, speculatori, riccastri della rendita, i magistrati della ingiustizia cervellotica per sofisti salottieri, i manipolatori della tua mente per i loro scopi, il clan di egiziani accanto al tuo appartamento.

L'ipotesi del mondo giusto è una illusione ideologica che affascina in quanto confortevole, comoda: permette di non vigilare sulla canaglia che esiste, permette di trastullarsi in utopie che divengono distopie. Inoltre permette ai numerosi figli di quelle sempre incinte di essere orgoglionamente parte della realizzazione del male travestito da bene. Una perfetta eterogenesi dei fini che caratterizza i vari sinistranti nella lotta feroce, pedissequa alla realtà, alle sue leggi biologiche, fisiche, alla sociologia  della realtà, alla termodinamica della realtà, alla storia, lotta feroce in primis sui metodi, ostilità alla cura, la lotta alle osservazioni precise e al pensiero razionale e raziocinante che parte da esse, la lotta all'azione coerente che consegue il pensiero, la lotta al vigilare e al misurare i risultati se non soddisfacenti per cambiare strategia, le censurine  belline di ciò che disturba il tuo ozio mentale, quel brutto, cattivo politicamente  scorretto.

L'ipotesi del mondo giusto è quella di quei ProPal che non potrebbero vivere un'ora in ciò che si creerebbe se vincesse Hamas. Questo non impedisce loro di rifugiarsi nella comoda banalità del "bene" colla illusione, degli sciocchi, di essere moralmente superiori. Potrei fare innumerevoli esempi di analogie in vari contesti: la ipotesi della milonga giusta, la ipotesi della montagna giusta, la ipotesi della immigrazione come ricchezza, opportunità etc. per gli invasi, la ipotesi dello sport "non competitivo", la ipotesi della squola inklusiva, la ipotesi il mondo è win-to-win, la ipotesi de... . Se passassimo alla sagra demagogica dei dirittismi per cicale, saremmo alla parodia delle stronzate vendute come cioccolato finissimo.

Il mondo è ingiusto perché la genealogia della morale soccombe sempre alla realtà. Sì, è brutto, cattivo cacca diavolo il mondo ingiusto. Quel mondo orribile, fasciofascista, escludente, competitivo, faticoso, brutale, senza questo o quel diritto (?), coi violentatori, parassiti, patriarcale (?), fascioclericale (?), bla bla blablabla blabla è proprio così. Sei già  fortunato che hai tempo, cibo per poterlo criticare, meglio se ti trasferisci in quei paradisi se qui non ti va.

Puoi illuderti che il meteo sia bello e caldo, uscito  dalla comoda funivia e inoltrarti sul ghiacciaio  in bermuda e birkenstock, a me dispiacerà solo che qualcuno  dovrà rischiare la propria pelle o abbandonare la festa di battesimo del figlio per venirti a salvare, piccola idiota mente scadente che continuerai a fare danni. Già,  la montagna ingiusta...

Inizierei a riflettere, invece, sugli effetti  narcotici  oppiacei che hanno inquinato  il pensiero di milioni di "comodoni" con la banalità  del "bene", il più  fantastico, efficace straordinario realizzatore del male.

Cosa è utile per una persona gravemente denutrita? Cosa è utile per un obeso? La idea di usare lo stesso approccio  può essere comoda per te, è pessima per loro. Lo ugualismo, no!?

Si noti come queste fluttuazioni della realtà e delle sue caratteristiche sbaragliano completamente la comoda dicotomia destra (destra?) e sinistra e il confortevole installarsi settario su una delle due. Dall'altra demolisce con la brutalità  della realtà la narrazione della sinistra ortodossia (la storia dei vincitori è come un violino di cartone) che caratterizza  la Europa dal 1945, dal sessantotto, dagli arcobalenghismi.

Prendere e ribaltare: Nessuno tocchi Abele, no agli uteri in affitto, il dovere è la cosa giusta, hai fatto il tuo dovere?, un eccellente e un mediocre non sono uguali, tratta un minorato come un minorato, hai sempre torto quando la tua volontà  differisce da quella dei padroni della casa di cui sei ospitato, le guardie sono la ecologia contro i ladri, la montagna e la milonga non sono eque né inclusive, non garantiscono alcun diritto, devo attrezzarmi e prepararmi  contro la canaglia che cerca di parassitarmi che si installa morosa, in casa tua e distrugge essa e distrugge e dileggia te, vittima, piccolo borghese fascistoide meschino inferiore, la scuola DEVE essere selettiva perché  ti prepara a vivere nel mondo scomodo e ingiusto, un bagnino che appena diplomato con certificazione è allergico all'acqua e alla salsedine è un grave problema, non un fantastico risultato inklusivo.

Prendi la narrazione comoda e ribaltala alla scomodità  del bene: la storia si ripete perché la etologia è quella, abolisci pure la storia, povero scemo, le droghe (consumismo, cocaina, oppio, MDMA, alcolismo, deficit e debito, ...) sono un problema per te e poi per gli altri che hanno te, drogato, tossicodipendente, in mezzo ai coglioni, i paradisi multiculturali sono solo il tuo macello, Amazon la tua rovina, gli scioperi del venerdì  e lunedì  sono comodi e per ignobili, affronta con molteplici mezzi e azioni,  radicalmente le complessità del "non si può fare gniente", sii esempio con fatti e comportamenti di ciò  che dici, realizza con il comportamento il tuo onore.

Prendi le cose della sinistra: ora sono la banalità, comoda, dello zucchero "bene" per diabetici, sono la tua dose di oppio che ti porta, giocondo, serenone, al male.

sabato 3 ottobre 2026

Farsi in quattro

In quattro oggi, mio fratello, la sua morosa, Rosa Canina ed io, a mano, con un paio di asce, tra cui la mia spaccona...ci siamo fatti in quattro! Nell'immagine a corredo manca la parte di catasta a sinistra. Ho una piaga sul palmo destro, un paio di sbucciature da pezzi di legna separatisi come proiettili durante la spaccatura e avventatisi sui miei stinchi, sono molto stanco.
Tuttavia, lavorare con il legno, nella fattispecie di peccio, abete bianco, pino silvestre è una gratificante esperienza estetica, anche solo il profumo della resina che caratterizza queste essenze.
Anche la stanchezza fisica ha una propria gradevolezza.

Uploaded Image

Caillera





 Come intuivo le devastazioni in Francia sono in parte rilevante animate dai loro caillera (anagramma di racaille, anche qui c'è la moda del mondo al contrario) ovvero dai loro maranza.

'spetta!  mi ero detto, aspetta prima di scrivere. Ecco, la mia intuizione è stata confermata da una manciata di video che ho appena analizzato.
Solo un piccolo anticipo di cosa attende l'Europa: il tumore-feccia che la integrerà.
La narrazione per idioti dei paradisi multiculturali si dimostra quello che è: una colossale dose di narcotici per sedare le coscienze e per inculcare del masochismo ai sostituendi, per dirla alla Renaud Camus.
Non c'è un cazzo di paradiso ma la distopia, l'incubo di un mondo pessimo. A sinistra sono dei campioni ineguagliabili nel realizzare inferni. L'eperienza sovietica, Pol Pot, Ceauseascu, non sono bastati, da un paio di decenni questi traditori, nemici interni, si sono inventati i paradisi multiculturali. Il fatto che esiste un'ampia platea di dementi che crede a queste panzane è indice di una società messa malissimo.
Ecco, io vorrei che Odino e una sana reazione di paesani e cittadini, organizzati a difesa della polis, avessero potere e capacità di eliminare questa feccia, obiettivo politico che dovrebbe essere nella mente di qualsiasi Europeo raziocinante.

Chiedersi sempre: a chi vanno i pro e a chi vanno i contro di tutto questo?

venerdì 2 ottobre 2026

Pace e silenzio

 Ieri ci hanno scaricato alcuni quintali di rottami di lavorazione di pez e avez. Domani li dovremo spaccare e impilare. Abbiamo acceso lo scaldaacqua a legna  per il bagno, poi il forlar, la cucina economica. Rosa Canina ed io abbiamo preparato  una cena "povera" trentina: una buona polenta al paiolo, cotta a lungo, insalata di cavolo cappuccio, fagioli e cipolla. Che delizia 'sta cena povera.

Avevano suonato la messa, sotto, alla chiesina della Madonna della Neve. Siamo di passaggio, raminghi, pellegrini, in questo mondo. Le campane mi portano, tra queste vette e coste erte, a questo mistero, del nascere, crescere, vivere, invecchiare e poi andarcene per lasciare posto agli altri.

In camera è già freddino, ho appena aggiunto  una coperta, Rosa Canina si è preparata una borsa dell'acqua calda presa dalla vaschetta della cucina economica. Il clima, nelle Alpi, è decisamente  più  fresco/freddo.

C'è pace e silenzio in questo paesino . Pace, silenzio, qualche campana che porta via, con sé, la tua anima.

venerdì 25 settembre 2026

La poltrona del riunito

E' molto tempo che non scrivo più del tango. Questa estate avrò tangheggiato non più di un paio di volte, forse tre in tutto, quasi nulla da quel paio di giorni.

Le passioni hanno un loro andamento tipico: si possono mantenere solo alimentandole: dovrei analizzare e disegnare quella curva.
Tuttavia...
Tuttavia c'è il passare del tempo.
Il passare del tempo comporta che mi sia diventato impossibile fare molte cose durante la settimana: si accumula tutto il sabato e la domenica. Così se voglio stare con la mia Rosettina Canina bella, tanto amata, se voglio riposare, o occuparmi di questo e quello, ecco che... non c'è più il tempo per il tango.

Si perde il contatto con l'ambiente, diventa non così gratificante andare in questa o quella milonga, la passione ha qualche vena d'ombra, di frustrazione, anche di dolore per gli smalti perduti, la fine di settimana successiva puoi anche saltare.

Per la prima volta, quest'anno ho dovuto impegnarmi per iscrivermi al corso di studio. Sono tornato ad un grande Maestro portegno, avevo interrotto gli studi con lui a fine anno 2021-2022 a causa dell'anca sbilenca. Ci sono lezioni che sono un grande piacere. Studiare come muovere il corpo in armonia, con grazia e farlo in due. Ahh, ha delle deità tutto questo, me ne rendo conto ancora. Questo cozzo pazzesco tra contemporaneità  ed arcaico, tra quotidianità e archetipi, è sublime anche solo per questo!
Il mio dentista, mi diceva: deve essere un esercizio congnitivo pazzesco, ascoltare, proporre, farlo in due. Non dovrei dirlo ma... quella riflessione mi ha riportato alla realtà: le cose belle, importanti richiedono impegno. Quella riflessione, ascoltata sulla poltrona di quel riunito, ha contribuito alla decisione di ... farmi riprendere a studiare.
Esco dalla lezioni, ora sono tornato a studiare il giovedì, con gioia e soddisfazione, poi arrivano venerdi e sabato e domenica, a volte arrivo cosi affaticato e stanco.
Poi ora, il caldo merdo se n'è andato, torna anche la voglia di fare! 

O, amore mio, voglio tornare a volteggiare tra le tue braccia.

(chiaramascellani)

martedì 22 settembre 2026

Zotici, orrori, demagogia

Semplicemente, gli zotici, si guardano bene di dover essere raggiunti dal progresso verso il peggio. Quindi, ancora una volta, si ripresenta il conflitto tra la campagna e l'urbe.
Semplicemente, gli zotici, sono ancora sani e considerano orrori, disgrazie e cose funeste molto di ciò che succede nelle città "progredite".
Mi fan venire da ridere, i sinistri: il "diritto" di vivere in città, con gli espropri le socializzazioni.
Non c'è un cazzo di diritto a vivere in città se non in quelle menti bacate. Le speculazioni dei fondi di investimento si mandano al diavolo andandosene a vivere altrove. In quei luoghi (Germania) esistono ottime reti di ferrovie suburbane, le Schnellbahn.

Comunque, per tornare a casa nostra: io veramente non capisco questo dell'abolire il bollo auto per le auto piccole. Primo perché è utile che ci siano un'urbanistica e un trasporto pubblico. Secondo perché uno stato con deficit e debito da incubo, ha il dovere primissimo di diminuire deficit e debito che sono strumenti per drogati, ti danno la dose ora e ti immiseriscono dopo domani.
Certo il dilemma è sempre quello: questa maggioranza ha fatto cose decenti e ci ha salvato dalle follie dei sinistranti. Solo che... parte norevole della demagogia è condivisa.

Anche 'sta cosa assurda del limite del 30% per gli invasori di 2a, 3a generazione: e della parte di coloro che supera la soglia? Cosa ne facciamo? Dove stanno?
L'unica cosa possibile, sensata e che va al(la radice del) problema è chiudere da domani i ricongiungimenti familiari, rimpatriare tutti coloro che non hanno (più) il privilegio di rimanere in Italia/Europa ed essere chiari, franchi con i lavoratori ospiti: non puoi fare figli, non puoi islamizzare, mandi i tuoi risparmi a casa, li raggiungi quando il tuo lavoro sarà terminato. Il diritto molto storto dovrà poi uscire dalla demenza dello ugualismo e discriminare tra lavoratori ospiti, considerando il pessimo primato dei nordafricani in termini di attitudine a delinquere.

"Migranti, è allarme in Svizzera: più dell’80% dei magrebini richiedenti asilo è stato indagato"

Non si può pensare che nel 2026 non esistano semplici calcoli e projezioni di demografia base. Il principio sacrosanto di evitare classi nelle quali il settanta percento non capisce il teorema di Pitagora semplicemente perché non capiscono l'italiano con il quale viene spiegato, o lo risolvi alla moda sinistra (la squola inklusiva, eliminiamo il teorema di Pitagora perché (insegnarlo) è fascista, discrimina) oppure ritorni al problema dell'arma demografica usata da talune etnie di invasori a fini egemonici allo scopo di integrare Italia ed Europa nel merdislam.

Questo governo di centro, democristiano, sta ricevendo già alcuni utili stimoli da parte della "fogna" nazionalfuturistica: essa inizia a considerare che esistono dei problemi. Molto bene!

venerdì 18 settembre 2026

Troppo tardi

 Emma Bonino se n'è andata. Le buone cose che fece, in termini di riduzione delle ingerenze dello stato nella vita delle persone hanno avuto un lato oscuro. Fu proprio ella, ai vertici di OSF (il cozzo tra i suoi doveri istituzionali e gli scopi para eversivi della associazione  a delinquere sorosiana sono evidenti) ad usare stato e organizzazioni (quella europea) per una colossale im/de portazione di stranieri, colla stura, col suo compagno di intrallazzi, Renzi, a una colossale invasione che è stato solo un principio  della banlieuizzazione d'Italia (a quella invasione imposta dall'alto sono seguiti i ricongiungimenti e poi la produzione di maranza  in quantità, esattamente come successo  negli inferni francesi, belgi, etc. )

Bene anche se troppo tardi che abbia smesso di sfasciare Italia ed Europa.

domenica 13 settembre 2026

Ariaferma

 Esistono storie che sono interessanti. La pellicola di De Costanzo racconta bene una di queste. Un esempio di ecologia della umanità. Paradossalmente, ancora una volta, l'ecologia demolisce, smonta vezzi, luoghi comuni, ideologie che inquinano anime e spiriti. Ad esempio, qui, la critica che io ho percepito, è a un - come dire? - un buonismo lassista, dell'ozio, ostile a impegno e fatica, così in voga nel progressismo, nei sinistri dirittismi.

Qui il lavoro, la ergo-terapia, quella del cucinare (del distribuire il vitto, Fantaccini) riavvicina gli opposti, smussa gli spigoli, lenisce. Ozio padre dei vizi. Forse non vale l'opposto, il lavoro non è detto che sia padre delle virtù, sicuramente è condizione necessaria ad esse. Lo erg-astolo dovrebbe consistere anche nel lavoro col quale il reo risarcisce la società e si emancipa, migliora.

Paradossalmente, ancora, emergono i danni concettuali, ideologici, morali, spirituali di quella nefandezza, aberrazione del reddito di fancazzanza. Perfino in un penitenziario, luogo di concentramento dei crudeli, cattivi, malvagi, il lavoro lenisce, aiuta, pulisce, migliora prima il cibo (scadente, rifiutato dai detenuti - ciò che no n richiede impegno, fatica, lavoro, è mediocre, vale poco), poi i rapporti umani. Il lavoro in un luogo dove la fancazzanza, l'ozio è e uno dei maggiori problemi e una pena temporale, cronologica in sé e... un diritto (si mangia gratis e quindi male).

Una bella storia, di umanità e di ecologia (peraltro realizzata molto bene per scenografia, colonna sonora, fotografia, ruoli).

domenica 6 settembre 2026

Due cimette

Quel sabato 22 agosto avevo già anticipato pubblicando qualcosa con le vette sopra i 3e5 innevate. Ecco altre foto scattate.
Ancora una volta la regola aurea

"la prima (parte della) prima giornata che segue il maltempo il buontempo ricco di acqua in montagna è un'ottima occasione per alzarsi presto e iniziare a camminare nel fresco, nel blu dipinto di blu"

ha avuto conferma.
Altra nota: in pieno agosto, sù, fino al pomeriggio, non ho incontrato nessuno! In pieno agosto, ho camminato da solo. Ahh, che meraviglia!

Due giorni di buone e ricche piogge avevano reso allegri i ruscelli.
Questo diedro scuro che a me_mi piace sempre tanto. Salito su una via non segnata lungo lo spigolo di destra.
Salendo ho puntato quella seconda cimetta. Mmh, quasi quasi mi faccio pure quella. La lunga cresta deve essere 'na meraviglia. E infatti...

Direi che, a naso, questo è un classico caso di lunga fossa tettonica. Ne ho già viste altre in Alpi e Appennini. Secona cimetta con berretto di nuvole.
Eccoci alla seconda cimetta. Direi minimale. Anche qui, un piccolo larice. Ancora: siamo tra i 2e5 e i 2e6.

Ultimo quarto dell'anello: uno splendida torbiera di alta quota con massi erratici, relitti di quello che un tempo fu il piccolo ghiacciaio che li trasportò fino alla soglia del gradino glaciale.

Larici in sù

Un quotidiano locale in linea ha pubblicato un interessante rapporto meteorologico: l'estate 2026 compete con quella del 2003 per il pessimo primato estate più calda molti decenni a parte quella del 1961.
Temperature assolute più alte, qualche notte tropicale in meno: pari e patta. L'Appennino emiliano centrale si è salvato per qualche robusto temporale che ha mantenuto le precipitazioni nella media (media storicamente bassa).
Ieri ero con Rosa Canina nelle piane romagnole e il giallo, bruno, bruciato erano i brutti segni della siccità. Il problema, ancora più delle alte temperature, sono la mancanza completa di buone precipitazioni per settimane, se non mesi.
Continuo a vedere il consumo più insensato di territorio, edilizia speculativa e di mala economia che si porta via altre decine di migliaia di ettari dei migliori campi, ogni anno.
I campi che rimangono producono poco, via via di meno causa siccità, molti campi vengono distrutti. Bella accoppiata, no!?
Il cuneo salino ha risalito il delta padano fino a quasi 30km: acqua di mare in mezzo ai campi , altra grana.
A qualcuno non viene in mente che la politica di importare il cibo rende molto fragile, la nazione italiana e quelle europea!? Non bisogna essere delle cime per capire che... campi e agricoltura significano cibo e senza di quello... si crepa. Leggevo dei piani dei cinesi che sono molto attenti alla questione, piani di accaparramento delle terre e delle produzioni di cibo. Il cibo è limitato: se essi lo compreranno perché si sono arricchiti, noi che ci stiamo impoverendo rimarremo senza.
Si capisce o bisogna fare un disegnino!?

In compenso vedevo, ieri, un articolo sull'Arcobaleno Atlantico della Sera, centrato  sull' aumento degli abbonamenti per la pedata (calcio) e come affrontare il problema.
Il problema è che i più hanno perso i contatti con la realtà e colle priorità, i più ai quali di rivolge l'infotainmentquellacazzdirobaurendalì  dell'AAdS e che considerano un problema questa cazzata di trastullio per annoiati.
Le risposta sarebbero molto semplici: si riusa la edilizia esistente, la si ricostruisce se necessario, si demolisce e si rinaturalizza quella inutile. Per il secondo problema la risposta è: chi se ne frega se l'abbonamento per la pedata passa a mille euri, tanto io non ve lo compro.
Vabbè solito disadattato sociale.

Allora, segnaliamo nel bruttonotiziario di sfighe sempre più roventi (hot) qualche pro. Paradossalmente, l'aumento delle temperature e delle persistenze altopressorie nel mare di problemi che causano, hanno qualche raro piccolo aspetto positivo.
Nell'anello delle due cimette, ancora vedo l'alzata impetuosa (sì, in quarant'anni, è impetuosa) del limite superiore della quota alla quale arrivano a vegetare i larici. Quando ero piccolo era ca. 1900 msld, ora siamo a ca. 2600 msldm. Alcuni piccoli larici schiattano (per freddo invernale o siccità estiva, vita dura su morene, zio bono!) altri continuano a crescere robusti, con una bella e folta chioma.
Ecco qualche foto scattata sabato 22 agosto (sono in ritardo ma essi, intanto, continuano a crescere, a darci ossigeno e legno, imprigionando biossido di carbonio).
Ogni albero è un alfiere nella lotta per la vita, per una vita migliore!

Qui siamo nei pressi della 1a cimetta, oltre i 2600 msldm. Ecco due laricetti tra i micascisti fessurati della cresta.

Un larice già di una quindicina d'anni e altri piccoli lungo la cresta che conduce alla 2a cimetta.

Qui ho lasciato una risoluzione migliore (è un po' più pesante, portate pazienza). L'intera costa esposta a ponente della 1a cima sullo sfondo ha lariceto stabile in crescita.

Avevo lasciato questo larice qualche anno fa a questo micro passo, è ancora sano. Qui siamo a 2400 e rotti metri. In secondo piano, stessa quota circa, due larici decisamente più maturi.

Sulla strada che conduce dalla malga di sopra a quella di sotto ecco qualche avo. L'architettura arborea dei larici secolari è bella in sé. Questo, a naso, di secoli ne potrebbe avere tre o quattro almeno.

(unuomoincammino)

venerdì 4 settembre 2026

Commenti?

 Da stamani ho problemi: i commenti si bloccano sul "Publishing comment...".

Da furbofono, da piccio, come UUiC, in forma anonima, qui, su awomanaman, cambiare navigatore non risolve.

giovedì 27 agosto 2026

In Siria


Oh!

Render la vita difficile e la permanenza scomoda agli invasori islamici (teste di cazzo, è pleonastico) fino a ché non decidono di propria sponte di tornare a casa loro.

Molto bene!

sabato 22 agosto 2026

Primi frescolini

Ecco la prima neve del "nuovo anno", supposto di chiamare così ciò che segue questa estate.
In alcune zone all'ombra della media valle (impervia) sette gradi stamattina.
Urca che bello!
Ora proseguo la salita che ho due cimette oggi.

Uploaded Image

venerdì 21 agosto 2026

Pioggia e cibi etnici

 Stamattina se n'è andata Rosa Canina che, per un impegno con sua nipote, è scesa un paio di giorni prima. E' arrivato mio figlio. Qui sono due giorni che piove. Rii e torrenti sono tornati allegri, vivaci, i verdi, quello dei prati, più chiaro, come quello dei larici, quello più scuro dei péz e degli avèz, sono tornati brillanti. C'erano dieci gradi, alla piccola stazioncina, stamattina.
La pioggia, il suono, l'odore profumo della pioggia, dopo settimane di caldo e arsura, sono un sollievo anche per la nostra anima. Purtroppo lo stato vegetativo, alla partenza dall'Appennino e poi anche sui fianchi della grande valle che sbocca in pianura, era grave: per il caldo e la siccità molte latifoglie hanno già iniziato una notevole defoliazione, a metà agosto, terribile!!
Mio fratello è di sotto, sta cucinando sulla cucina economica accesa. La casa, col freddo e la pioggia fuori, è ancor più rifugio. Il focolare diventa il centro termico, affettivo, emotivo della casa. Nella lingua romanza (se vista da occidente) o ladina (se vista da oriente) locale il forlar indica la cucina economica, un assai ingegnoso dispositivo diffusosi tra ricchi e aristocratici (un castello, in zona, ricco delle suppellettili originali, esibisce una gloriosa serie di cucine economiche della seconda metà dell'Ottocento, una roba, al tempo, solo per poche persone agiate). Dispositivo talmente ingegnoso che l'aggettivo economica è insufficiente. Non solo per il fatto che la resa termica aumentò strepitosamente ma anche per la salubrità della nuova macchina termica che impediva ai fumi di disperdersi - anche solo in parte - nei locali, alle ceneri di contaminare i cibi.

Non solo a casa, in Appennino, ma anche qui, essa, la cucina economica, esso, il forlar, diventa un formidabile attrattore delle persone, specie quando i profumi di cibi deliziosi si mettono in combutta con il calore e la musica, lievemente percettibile, del fuoco in essa.
Ora sulla padella al centro cuociono i fagiuoli dello zio, per i quali non solo mio figlio ma tutti noi andiamo matti. A volte si arriva ad una sorta di gara sul numero di scatole di borlotti (mio fratello preferisce lavorare con quelli, su quella ricetta, io preferisco, in genere, quelli secchi messi in ammollo)  che i mandibolatori possano arrivare a sbaffare. I fagioli, 'gnoranti, demoniaci dello zio!
Penso che i due si siano già messi d'accordo per una polenta "conciata", tipica di una valle non molto lontana da qui, per domani sera, 'na roba da far venire appetito persino a una anoressica.
Volevo scrivere qualcosa su questo cibo etnico, delle radici ma di sotto chiamano perché è pronto.
Finirò di mettere a posto questa pagina più tardi.

martedì 18 agosto 2026

Riposini

Abbiamo infilato la chiave nella toppa, chiuso l'uscio e ce ne siamo andati, a piedi, lassù. Come ai vecchi tempi. C'è un piacere e una fatica a non usare l'auto. Sono molto fortunato, Rosa Canina è una silenziosa e forte camminatrice. Anche questo mi rende molto felice con lei.
Degli ottosentosessanta metri di dislivello, gran parte si sono svolti nel bosco. Qui i boschi si stanno piano depecizzando, fortunatamente: inizia ad apparire qualche latifoglia: frassini, betulle e faggi.
L'andata e il ritorno passavano su un crinale la cui costa esposta o sud-est era una volta, nei tempi della agricoltura di sussistenza, tenuta a prato. Fieno eroico, direi e questo ha comportato che siano stati abbandonati. Negli anni settanta e ottanta sono stati impianti decine di migliaia di abeti rossi, sugli ex prati impervi, in peccete coetanee discutibili (eufemismo): si  pensi solo alle concentrazioni patologiche, non ha senso impiantare abete rossi su una rete a quadrati di un metro e mezzo/due! Il contrasto col bosco stabile è notevole. Molti di questi abetini sono morti, il bosco troverà, come sempre, un suo equilibrio con i suoi tempi che non sono quelli della fretta umana. Al margine di queste brutte abetine artificiali scorreva il sentiero. Ad un certo punto abbiamo incontrato un vecchio abete rosso, con un diametro di almeno 120 cm: uno splendido monumento arboreo, ancora in ottimo salute. A quella quota significa, stimano un accrescimento medio di ca. 5mm , almeno 240 anni, si ritorna al 1786.
Come faccio sempre con questi grandi amici e protettori, mi sono appoggiato ad esso e l'ho ringraziato per tutto il bene che ha fatto con una piccola preghiera che Dio lo conservi in salute, sano, ancora a lungo. Poi sono arrivatele prime splendide radure di alta quota: erica, mugo, abeti e larici, ginepri, mirtillo blu, mirtillo rosso, rododendro. Uscire dal bosco (fitto) e arrivare a questi slarghi è sempre una splendida sorpresa estetica.
Alla fine siamo arrivati su quella gobba pratosa dove abbiamo deciso di fermarci. Col tempo si inizia ad abbandonare il culto della vetta, ci sono luoghi ameni che meritano tempo.
Quattro, cinque giovenche (qui le chiamano manzette), signorine bovine, placide, beate distese a ruminare e riposare. Beh, niente male come vita!
Abbiamo pensato: perché non imparare da loro? Siamo stati lassù, a poca distanza da loro per una paio d'ore. Era proprio bello.
Riposini in compagnia.

Uploaded Image

lunedì 17 agosto 2026

Difficile a dirsi

 Ieri pomeriggio, lungo il sentiero, poco prima delle 17.
Natrice del collare? natrice elvetica? coronella austriaca? Difficile a dirsi.
Testa poco triangolare e corpo troppo poco tozzo, manca la differenziazione netta della coda per essere una vipera, aspide. Direi troppo lunga, anche. La qualità della foto non permette di analizzare le squame del capo.
Non se ne voleva andare dal sentiero, Rosa Canina ha avuto il tempo per fotografarla. Con calma, poi, ci ha lasciato libero il sentiero.
Devo ringraziare l'anonimo di questo commento, al quale sono tornato, per l'aiuto e le spiegazioni.

(rosacanina)


domenica 16 agosto 2026

Usi e genti - 5


Mi sono tenuto da parte questa immagine, scattata in Occitania, l'esterno di un museo etnografico  visitato mercoledì 5 agosto u.s. . Perché, emotivamente, mi porta proprio al piccolo borghetto e alle sue architetture pietre, fiori, legni scuriti dal sole, che vissi nella mia infanzia, quando passavo buona parte dell'estate dalla nonna materna. Mi strugge quella bellezza povera. Lo struggimento, peraltro, rafforzato dalla contiguità linguistica romanza (ladina) per me sorprendente.
E la contiguità negli usi, strumenti, architetture delle genti Alpine, specificatamente di quelle romanze, neo-latine, colla caratteristica della scatola dell'edificio in muratura, a differenza degli antichi usi germanici nei quali parte rilevante era a tronchi (di conifera) intrecciati.

Oggi, qui nel paesino della nonna e della mamma, schiantati dal caldo, pigrizia, letture, no ascensioni.
Borbotta, qualche nuvola scura, ha fatto qualche goccia. Ancora non un temporale che oltre alla dolce fresca sorella acqua, mi tolga dalla mente, questa persistente, implacabile orribile alta pressione africana e le nefasta siccità  colle conseguenze su campi, boschi, falde, rii, prati.

Uploaded Image

sabato 15 agosto 2026

In direzione

 In direzione ostinata e contraria dico che... i confini, i limiti hanno senso e valore.

Ho sempre detestato l'abolizione dei confini intraeuropei

A me piaceva il leggero, sottile senso di apprensione quando notavo le guardie, i militi, nelle loro garitte, scrutano te e i contenuti  dell'auto, a volte ti fermavano, chiedendo i documenti, oppure sul treno, in corridoio. Percepivo che stavo entrando in casa altrui. Aveva valore simbolico e anche educativo: entro in un luogo in cui sarò ospitato, devo rispettare usi e costumi, leggi differenti. Questo timore, la riverenza, sono fondamentali. Dal punto di vista cognitivo  molto efficace per comprendere la diversità, il valore della  diversità.

Lo ugualismo geopolitico è uno degli ugualismi, quindi merda, col tutto il rispetto per la merda che poi diventa salvia dei prati, selene, burro, quercia, verze, etc. .

Stapperò una buona boccia quando Schengen verrà  abolito. La koinè  europea avrà  solo da rafforzarsi quando le identità  saranno forti. Del turismo di massa, delle gravi paranoie consistenti  nel sopportare l'affronto di dover estrarre la carta di identità non me ne frega una beata mazza (fosse per me il 95% del traffico areo, di aeroporti, di robe mordi e fuggi, semplicemente non esisterebbero).

Qui non posso scrivere come risolverei in poche ore il problema della guerra migratoria a Ceuta e Melilla, posti nei quali non c'era nulla prima dei Portoghesi e quindi degli Spagnoli, prima che arrivasse  il tumore demografico marocchino, più  son barbari, buoni a nulla, più  figliano. Causa del loro male? Non ci deve interessare, affari loro. Sarei perseguibile, censurabile, una pecora nera nel salotto delle idiozie politicamente  corrette, dello zucchero per il problema per il grande valore e nuovo stile di vita Diabete.

Quindi è solo un'ottima cosa che ci sia questo morso al vezzo di Schengen. Invece di strillare istericamente al problema della cartina d'identità, poverini, capirai che disgrazia! si pensi a rafforzare la fortezza Europa che i segni di guerra  la guerra dei ventri, come anticipò Boumedienne, sono da due decenni che si aggravano di settimana in settimana. Qualche anno fa, Sartori, oggi, Ferragosto e Assunzione di Maria, avrebbe pubblicato su ciò  che era un quotidiano  serio e autorevole, prima che divenisse l'Arcobaleno Atlantico della Sera, le sue riflessioni  sulle varie insensatezze compresa quella demografica.

Più la chiamano carciofara, pescivendola, fasciorazzista,  gioggia, etc. più schiattano di travasi di bile, più è evidente che stiamo andando in direzione  di iniziare a risolvere  il problema.

martedì 11 agosto 2026

Usi e genti - 4 : albres

(Usi e genti - 3)

Con grande stupore, abituato alla presenza diffusa del peccio nelle Alpi centro orientali, qui là (scrivo da casa, ora) gli abeti rossi sono sporadici, se non rari.
Gran parte dei versanti anche in quota media vedono la presenza dei larici: qualche costa in sponda destra (rivolta a nord) vede una buona presenza di abeti bianchi; a quote più  elevate cirmoli - dei meravigliosi cirmoleti, che meraviglia! -  larici e betulle. All'ingresso della valle, nelle zone sedimentarie, calcaree, diffuse pinete (silvestre e anche qualche austriaco/nero).
Abeti rossi pochi.
Penso che... non sia casuale: ho visto che in molti lariceti c'era presenza di bovini al pascolo.
Sapevo dalle vallate tirolesi che per sfruttare in modo ottimale i pochi terreni (rispetto alle numerose bocche ;)) venne adottata la combinazione lariceto - prato: i larici, colla chioma rada, permettono al prato di vegetare bene sotto di essi. Una scelta ottimale che permette di avere a disposizione il miglior legno di conifera con il pascolo e la trasformazione di cellulosa in proteine e grassi.
Nel piccolo museo etnografico (capelli e dintorni, vedi puntata 3) ho visto alcune foto della valle a fine Ottocento inizio Novecento: solo campi, boschi e alberi pochissimi. Faceva quasi impressione quel paesaggio agricolo privo di alberi.
L'abete rosso soffre l'aumento delle temperature e aridità e siccità  (pandemia del bostrico): mi chiedo come possano fare i larici, anche a quote relativamente basse (1100 - 1300 msldm) col caldo porcomerdo che c'era, c'è  e ci sarà . Singolare, per me, questa compresenza di larici con latifoglie, grandi e vigorosi frassini, essenza dei terreni asciutti, aridi.

(a dispetto dell'ordine e cronologico e di selezione, zio gugol ha deciso di  inserire le immagini in ordine inverso)








Le comunita' locali hanno imposto, da qualche tempo, che tutti i tetti debbano essere fatti o ri-fatti in lose: qui a sinistra un dei tetti in tegole residui.


sabato 8 agosto 2026

Usi e genti - 3

(Usi e genti - 2: sacro profano umano)

La vita era dura, specie con l'aumento demografico del XIX secolo. Veramente dura. Tant'è che qui si creò una primo protodistretto per la lavorazione e l'esportazione dei... capelli. Eh, la necessità aguzza l'ingegno! 
Eppure c'erano posti ancora più poveri: andavano in Veneto e in Carnia a tagliare i capelli delle donne, talmente povere che per avere una tovaglia, un pezzo di stoffa, si facevano rapare. Avevano perfino sviluppato in linguaggio criptico, i capellatori, per comunicare tra di loro senza che gli astanti, le astanti, capissero.
Anche qui si votavano ai santi.
E lo facevano molto bene, direi.





3k ronzio fruscio

Martedì 4 u.s. ne ho approfittato per una sgambata. Veloce perché il piano iniziale di farmi un anello e due vette è stato annullato dall'arrivo di un veloce temporale che mi ha solo lambito. Una sola vetta, quindi, andata e ritorno secchi, mi sono preso un po' di pioggia, sono arrivato all'auto asciutto, visto che poi, ultimo tratto, era tornato il sole. Nel cuore delle Cozie, bellezza strepitosa, un'intera ascensione nella quale ho camminato da solo. Da solo in agosto! Fantastico!  Era una buona ventina di anni che non mi facevo un 3k e molto tempo che non camminavo da solo. Passo CAI, 400m di dislivello all'ora, per un paio d'ore.
Ecco, il camminare da solo ha una dimensione metafisica, speciale. Silenzio, il tuo respiro, la fatica (non facevo un'uscita da un mese).
Silenzio e solitudine recano seco molti grazie e doni. Durante la discesa, ultimo quinto, ad un certo punto sento un ronzio fruscio: mi giro e un grande rapace (gipeto? aquila reale?) dopo aver fatto una virata a qualche decina di metri da me, scompare tra i vapori cupi. Che meraviglia! Solo quello è valsa l'uscita.


A mezza costa la vetta sparisce tra i vapori densi.

Qui si riapre un po'. Pochi gli istanti di sereno. Agosto è un pessimo mese per l'alpinismo.

Passaggio attrezzato con catene, qualche tratto di 3o grado.
Qui mi son detto: dovrò scendere velocemente, passaggi insidiosi se su roccia bagnata.

Giornata grigia, sopra. Vapori densi via via più cupi. Ecco la croce di vetta.

Ci siamo quasi, uno dei pochi momenti di sereno.

Un bric, come lo chiamano qui gli occitani, colla classica svaporata in depressione in sottovento a valle del crinale.

Cupo alle mie spalle: qui ho preso acqua per una decina di minuti ca. . Non mi sono neppure messo la cerata, era piacevole sentire le gocce diacce sulla pelle.
Questa la zona dove il grande rapace era venuto a salutarmi.

Ecco, il "sotto" era rimasto visibile con un caldo pestilenziale.
Qui la discesa era in un incanto di giardino alpino: mirtilli, larici, cirmoli, dei giovani e floridi ontani di montagna (Alnus Alnobetula), richiedono terreni silicei, una delle poche piante azoto-fissatrici.

martedì 4 agosto 2026

Usi e genti - 2: sacro profano umano

Uploaded Image


Non è che mi abbia entusiasmato arrivare nel borghetto con un concerto in corso di jazz. Sinatra, Anka, Armstrong, etc. . Queste valli occitane hanno la loro musica, non necessitano la patina lucido-plasticata del colonialismo statunitense, anglofono, radical chic. Perché  il gies e non la musica coreana? quella bulgara? La classica indiana col sitar?  Se proprio devi esotizzare, hai mille mila possibilità  che non sia il solito stereotipo. Scrivi canti suoni ascolti gies e fa fico: funziona così ma io non capisco, non mi adatto.
Cerchiamo di evitare il piccolo assembramento, andiamo verso la chiesa. Entro nel cimitero, leggo le vecchie tombe a terra, alcune piegate, leggo i cognomi. In Piemonte un po' come il Veneto e il Meridione, molti cognomi sono al singolare.
L'oblio sconfigge pure la geometria delle lapidi. Pensi sempre a 'sti poveri cristi che ci precedettero, spesso vite grame, di sacrifici.
Avevo notato un tizio in piedi a lato della chiesa, pensavo dovesse smaltire la birra servita nei gonfiabili accanto al concerto gies.
Entro nel tempo, scrigno non minore di secoli, devozione. Eppure i mostriciattoli ancora romanici e la piccola decorazione a stilemi longobardi, di pietà scura precedono nel tempo l'arco gotico a sesto acuto, pure le iscrizioni in gotico.
Qui c'è il silenzio che subisce il bullismo dal gies esterno e la bellezza un po' storta, asimmetrica,  a gobbe, delle pievi montane.
Noto il piccolo atlante colle braccia incrociate, si appoggiano sui quadricipiti, il peso da sorreggere è  tanto.
Esco e il tizio è ancora lì, a farsi 'na sega.
Sacro, profano, umano.

Insonnia da montagna, scrivo da furbofono, metterò in ordine domani.


lunedì 3 agosto 2026

Usi e genti - 1

Incanto.
E stupore.
Trovo affinità incredibili con quanto conosco del Trentino paraladino, romanzo occidentale. Qui la geologia consente la lose, là no, si utilizzavano le s'ciandole.
Anche la lingua d'un bot (di una volta) sono vicine.








Dança

Le pietre, i legni, le lose qui, da generazioni, osservano, nel loro silenzio, passare suoni e danze della Occitania.
In disparte, mentre Rosa Canina partecipa al laboratorio di organetto, sono seduto all'ombra.
Con tempo.
Ecco, ora ho rallentato  tutto, mi con-cedo al tempo.
Per sentire gli organetti, qui sotto a sinistra, qui di fronte le gironde, principalmente su danze.

Uploaded Image