domenica 12 luglio 2026

Attriti

 Così  quando vengo qui, a casa di mamma e papà - sono in uno stato di salute decisamente migliore ora - mi rendo conto di come sia difficile, per loro  per _ddova. È una convivenza.

Qui ho un po' di tempo, ascolto _ddova. La sua storia di russa ucraina, la guerra, sedici anni che non torna, le speranze di poter tornare quando il Donbass sarà sotto la "serenità russa". Della sua solitudine già scrissi. Il tempo mi permette di ascoltarla ed ella si confida. Vite molto dure, con uomini con alcolismo, galere, padri fuggiti dai figli, povertà se non miseria. Tempi duri che hanno schiantato molte persone. _ddova ha fatto molti sacrifici.

Forza di volontà. Da sola con due bambini era riuscita a laurearsi in ingegneria elettronica, quando ancora in URSS esistevano le università serali. Chi sopravvive ai tempi duri ha buone probabilità di essere una persona di valore, degna.

Ella non è un elettrodomestico; i miei non possono pensare che possano pigiare un pulsante, girare una manopola e che tutto funzioni senza null'altro. Non che lo pensino a livello oggettivo, seguono quella prospettiva emotivamente.

D'altra parte tra i miei veci e lei ci sono problemi di comunicazione, di comprensione verbale, paraverbale, corporale, tra la cultura russa e quella italiana. Non è facile neppure per me, comprendere, figuratevi per i miei vecchietti. _ddova è molto rispettosa, accomodante. Anche questo, a volte, crea problemi. Un no che sia no o un sì che sia sì potrebbero apparire scorbutici ma sgombrerebbero da molte incomprensioni e conseguenti attriti.

21 commenti:

  1. "La sua storia di russa ucraina, la guerra, sedici anni che non torna, le speranze di poter tornare quando il Donbass sarà sotto la "serenità russa"."

    Allora io gli avrei chiesto perché invece di accudire vecchi in Italia, dove ci lamentiamo sempre che abbiamo le pezze al culo, che tutto va a rotoli, che non si vive per la criminalità e il degrado "cicalonio", non si trova nella IMMENSA "serenità russa" a godere di tutti gli agi, le bellezze, la cultura, insomma tutte le cose che ci raccontano sul Fatto Quotidiano, su La Nove, eccetera.

    C'è qualcosa che non torna.
    Compreso ovviamente il fatto che a Putin sarebbe convenuto immensamente accogliere tutti i "profughi" del Dombass e ospitarli a spese sue nella magnificenza della Terza Roma piuttosto che lanciarsi in una guerra di conquista che sulla TV di Stato dichiarano dovrebbe fermarsi solo sulle coste atlantiche del Portogallo.

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    1. Ah, farei presente che se un giorno la "serenità russa" si affermasse in Ucraina, seguirebbe genocidio e sostituzione etnica incentivata dallo Stato insediando straccioni dai quattro angoli della "serenità" secondo antica prassi per poi dire che è tutto "Russia".

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    2. Io ho ascoltato attentamente, praticamente in silenzio.
      Dovrò tornare, ora non posso continuare.
      Buondì, Nessuno.


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  2. Ci sono vite molto dure, se ci mettiamo ad ascoltarle.
    A volte capita anche a me, in negozio.
    Mi capita spesso di provare tenerezza per il dolore e la fatica provata da altri. La mia stessa mamma ha avuto una vita complicata e quando ci penso ancora piango.

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    1. Sì, se si entra in un rapporto empatico,impossibile rimanere indifferenti.

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    2. Il rapporto empatico è una posa che non costa niente.
      Quello che bisognerebbe fare è ridurre il più possibile le situazioni in cui qualcuno debba fare la "vita dura".
      Ci siamo già detti circa la vigliaccheria con cui si accollano ai parenti i malati di mente e i disabili, poi leggiamo sul giornale dell'omicidio o del suicidio ed ecco l'empatia.
      Prima però ognuno si fa i cazzi suoi.
      L'altro giorno a pranzo con dei bancari dicevo che un paese civile deve assicurare il mangiare e un tetto a tutti, è inammissibile che ci sia gente che dorme per strada e che non mangia. Del resto logicamente non si capisce perché la "salute" dovrebbe essere un diritto costituzionale e invece mangiare bere e dormire no, visto che senza si muore.
      Ebbene, i bancari, gente strapagata che fa finta di lavorare e si lagna pure, insorgevano dicendo che loro non vogliono regalare un cazzo a nessuno. Gente che poi va a messa, si intende.

      Detto questo, non puoi salvare qualcuno che non vuole essere salvato. Lo puoi solo imprigionare e torniamo a quanto sopra.

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    3. Terzomondizzazione e urbanismo: baraccopoli e formicaio di milioni di non-ti-conosco.
      La povertà e i balordi sono sempre esistiti anche nei piccoli paesi rurali. Ora i due fattori, terzomondizzazione e urbanismo ampliano scala e magnitudo.
      I paesi civili, come quelli scandinavi, ora sono farciti di delinquenti esotici che stanno letteralmente distruggendo la convivenza civile.
      Cosa succede se in un motore ci metti della sabbia?

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    4. Il tuo ragionamento è sbagliato.
      Qui non siamo nella condizione della sabbia nel motore, qui siamo in quella per cui una "regia" planetaria gestisce dei "movimenti" sparsi in tutto lo "Occidente" che da una parte smantellano la famosa "identità" ridicolizzando e/o negando qualsiasi punto di riferimento possibile mentre si impone il "relativismo generale" e la "post-verità", dall'altra forzano in tutti i modi la migrazione, di chiunque verso qualsiasi posto. Per esempio, se un domani l'Italia venisse invasa dai Venusiani sarebbe considerato non solo "normale" ma anche "virtuoso" il fare i bagagli e andarsene in un altro posto qualsiasi perché se da una parte "aborriamo la guerra" dall'altra essere "italiani" è solo una questione di comodità e quando sei scomodo, vai dove sei più comodo.

      Veniamo a quanto detto sopra.
      Capisci che proprio il fatto meccanicamente inevitabile che volendo essere "civili" sarebbe necessario garantire il minimo della sopravvivenza a tutti si punta a inondare l'Italia e l'Europa di immigrati in modo da provocare il collasso non solo del famoso "Stato Sociale" ma di qualsiasi convenzione e morale necessarie a vivere.

      Lo scopo evidente è usare gli immigrati come arma per attuare quella che una volta si sarebbe chiamata "rivoluzione" ovvero il ribaltamento dello status quo per cui chi sta sopra finisce sotto e chi sta sotto finisce sopra, oggi si chiama "progresso" perché lo scopo non è girare la frittata quando cucinare un minestrone in cui si faccia la famosa "media" e si produca una specie di "proletariato planetario" con sopra delle elite cosi distanti che loro stesse si reputano semi-divine o volendo non-biologiche (v. tutta la fuffa del transumanesimo e la tecnologia per de-materializzare tutto comprese le persone).

      Se si volesse invertire il ragionamento, cerca di seguirmi, bisognerebbe proprio dire che, posto che l'abbiamo capito il giochino di usare gli immigrati come armi, la ragione per cui non si può pensare che tutti migrino ovunque di continuo è proprio che questo è incompatibile con qualsiasi forma di "specificità locale", non solo che ne so, fare il formaggio di malga, su su fino a pagare le tasse e organizzare i servizi pubblici.

      Il guaio è che questo discorso certo non lo posso fare con la gente che si identifica coi "migranti" ma non lo posso fare nemmeno coi bancari che nella loro ottusità da impiegati sono convinti di potere continuare chiudendosi nella loro "bolla" di piccole certezze, routine, abitudini e infine piccoli privilegi. Non capendo che non saranno ne Cicalone ne Vannacci a impedire che il loro figlio voglia essere chiamato Barbara, che la figlia si faccia ingravidare da un senegalese o che non possano più uscire di casa.

      Alla fine tutto si basa sul "cazzo me ne frega, io penso ai miei interessi e basta".

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    5. L'empatia è una posa perché a parte la solita abitudine alla decadenza neoromantica per cui tramonti sulle rovine e i sepolcri, come ho detto non richiede nessuna azione quindi non ha nessun costo, anzi, può essere "piacevole" per chi confonde il "dolore" col "godere".

      Io non mi vanterei di essere "empatico" verso qualcuno che sta male, ovvero di condividerne il dolore. Piuttosto penserei come scritto sopra come si fa per ridurre il dolore mio, tuo, di tutti. Se tu mi dici "ho il mal di gola" io non ti rispondo "cià, me lo faccio venire anche io", dico "ecco qui una aspirina" e se non basta dico "ecco qui un antibiotico". Non voglio sentire il tuo male, voglio farlo passare a te. Qualsiasi scemo può farsi venire il mal di gola, ci vuole molto di più a produrre l'aspirina.

      Torniamo a sopra.
      Non c'è niente di bello, di divertente, nel osservare che ci sono posti del mondo dove la vita è "dura". Non è una cosa che va celebrata e preservata. Chi fa la "vita dura" non ha nessuna qualità, quello che non ti uccide non ti rafforza, ti storpia. Questo è un altro equivoco tra il neoromantico e l'illuminista, il popolo non ha nessuna qualità in quanto "vicino alla terra", al contrario, tanto peggio vive, tanto peggiori sono le sue abitudini, tanto più è amorale. A meno di non teorizzare che quando il gatto mangia il topo stia attuando un disegno divino quindi sia massimamente morale.

      Lo dico in altri termini, la "vita dura" è una malattia e chi ne soffre deve essere aiutato, curato. Non c'è niente di bello o di morale, è come avere il diabete. Il nostro scopo dovrebbe essere di eradicare il diabete, non di portare i diabetici in processione.

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    6. Il parallelismo con l’aspirina è perfetto per chi confonde la complessità umana con la manutenzione di un ciclomotore.

      Produrre un antibiotico richiede competenze chimiche, certo, ma lanciarlo in faccia a chi sta male senza degnarsi di capire chi sia e da dove arrivi la sua infezione non è pragmatismo: è solo analfabetismo emotivo.

      Liquidare l'empatia e l'ascolto come una ''posa'' vi fa sentire terribilmente lucidi, razionali e superiori. In realtà è il rifugio più comodo per chi ha troppa paura di guardare in faccia il dolore altrui.

      Chi riduce l'esistenza di una persona a un diabete da curare d'ufficio non sta cercando soluzioni concrete: sta solo cercando un paravento burocratico per togliersi il disturbo senza sporcarsi le mani.

      Anonimo2

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    7. > Lo scopo evidente è usare gli immigrati come arma per attuare quella che una volta si sarebbe chiamata "rivoluzione"

      La sabbia nel motore lo rende inutilizzabile, quasi certamente definitivament. Le armi biologiche umane vengono usate per disfare le società civili, quasi Certamente definitivamente.
      Va bene, siamo d'accordo.

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    8. > Io non mi vanterei di essere "empatico" verso qualcuno che sta male

      Per limiti evidenti, di tempo ed altri, qui posso solo scrivere i fatti salienti. Avevo già scritto della solitudine di _ddova non ancora del fatto che ciò comporta che non ci sono persone colle quali ella possa sfogarsi, confidarsi.
      Quindi al "mal di gola" relazionale io porsi la mia "aspirina" ovvero di ascoltarla attentamente.

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    9. > confonde la complessità umana con la manutenzione di un ciclomotore.

      Signor Anonimo2,i grandi (complessi) problemi si risolvono affrontandone i vari aspetti che lo compongono.
      Se una persona sta male per il mal di gola, iniziamo a darle un'aspirina oppure a fornirle una cura antibiotica. Certo, non è detto che quella persona passi dal malessere al benessere
      Forse sarà solo in uno stato leggermente meno peggiore.
      Certamente meglio che essere bloccati dalla complessità e non offrirle alcuna medicina. Non trovate!?

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    10. Unuomoincammino è singolare che proprio lei si appelli all'azione meccanica per liquidare la complessità. Nel suo post scriveva che _ddova ''non è un elettrodomestico'' e che non si può pensare di ''pigiare un pulsante per far funzionare tutto''. Eppure, ora mi risponde che di fronte a un problema basta somministrare un'aspirina o un antibiotico di serie per sentirsi a posto con la coscienza.Nessuno dice di restare paralizzati. Il punto è che per dare la medicina giusta serve una diagnosi, e la diagnosi richiede ascolto. Se somministra un farmaco a caso solo per l'ansia di ''fare qualcosa'', non sta curando il paziente: sta solo curando il proprio fastidio nel vederlo stare male.Ridurre le persone a ingranaggi da riparare con soluzioni standardizzate è l'esatto contrario del cammino empatico che decanta. Se il suo ''passo dopo passo'' si riduce a distribuire pillole d'ufficio per non guardare dentro la complessità delle vite altrui, allora non è un cammino verso l'oltre: è solo una scorciatoia burocratica per restare fermi al sicuro.Non trovate?

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    11. Io sono retrogrado e penso ancora che le parole abbiano un significato preciso.

      "Se una persona sta male per il mal di gola, iniziamo a darle un'aspirina oppure a fornirle una cura antibiotica."
      Poi si procederà con alimentazione adeguata, riposo, attenzione all'esposizione, abbigluamento, etc. .

      Andrea Gianluigi, la complessità interiore è, entro ampi limiti è una questione, appunto, interiore.
      Immaginate se al momento di acquistare un biglietto, la cassiera iniziasse a chiedervi perché volete partecipare a quello spettacolo, quali le motivazioni, i dissidi, se ha litigato col coniuge, perché.
      In quel momento la complessità è "vorrei vedere lo spettacolo", la cassiera cerca di risolvere quel micro problema. Il leggero mal di denti lo risolverà il dentista domattina.

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    12. In quel momento _ddova aveva voglia di parlare e io la ascoltai.

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    13. UnUomoInCamminoleggendo i suoi ultimi commenti vedo che lei si rifugia nella ''precisione delle parole'' per non vedere che ha appena descritto il perfetto protocollo di un burocrate. Dire che prima si dà l'antibiotico e ''poi'' si valuta il resto significa confermare che per lei le persone sono scatole da riempire con soluzioni prestate. Se un medico desse antibiotici a chiunque ha mal di gola senza prima ascoltare i sintomi, perderebbe la licenza. Lei ha ascoltato _ddova non perché l'ascolto fosse una secondaria ''attenzione all'esposizione'', ma perché ha capito che senza quell'ascolto non c'era alcuna aspirina possibile. Continuare a paragonare la sofferenza umana a un guasto meccanico da risolvere in fretta per non fare la fila alla cassa non è essere retrogradi: è solo avere paura di ammettere che l'empatia le ha tolto le certezze.

      Anonimo2

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    14. In varie zone d'Italia c'è un detto che suona più o meno così "Megl' piuttost ca nient".
      Si capisce?

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  3. Bella storia. Vi riconosco alcune mie vicissitudini.

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    1. _ddova ha passato veramente mille difficoltà. Quando sono dai veci la ascolto un po'.
      E cerco di fare un'altra cosa: di pasteggiare con lei. Nella sua solitudine soffre che... a pasto non si siede con i miei che hanno orari spostati di ca. quattro ore rispetto ai soliti, ai normali. Mi siedo ed ella jnizia un po' a raccontare.

      Tutto questo mentre i miei, che hanno perso autonomia, si trovano giocoforza un'estranea in casa. Per nulla facili le convivenze, nessuna esclusa.

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    2. Sì, infatti mi sono espresso in maniera poco chiara: anche mio padre è alle prese con una badante e le incomprensioni sono tante...

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