“Il velo integrale non è prescritto dal Corano”. Così l’imam smonta la narrazione islamica. Ma in Austria si temono scontri
Nel Paese germanofono il velo integrale è stato vietato nelle scuole le comunità islamiche hanno già annunciato che non lo rispetteranno: “Un padre ha annunciato che tornerà in Siria”
Oh!
Render la vita difficile e la permanenza scomoda agli invasori islamici (teste di cazzo, è pleonastico) fino a ché non decidono di propria sponte di tornare a casa loro.
Molto bene!
Tempo fa raccolsi le lamentele di un tizio che accusava l'Italia e il suo popolo di ingiustizie e disservizi. Gli dissi senza polemizzare che nessuno lo aveva obbligato a venirci a vivere, fui tacciato di razzismo, ma a me pareva raziocinio.
RispondiEliminaQuando l'interlocutore inizia a dare do matto usando termini come fasista, rasista, sesista, patriarcalnasista ecc. chiudete la discussione: avete a che fate con un coglione, inutile perdere tempo.
Eliminaora che anche il bobbolo thajano si è reso conto di cosa sia il caldo africano, dovrebbe pure capire il perché del velo e del divieto di mangiare maiale imposto dai caporioni per il bene dei loro sudditi che magari avrebbero rifiutato donne colorate o abbuffandosi di salami e sarcicce rischiare lo scoppio del fegato.
RispondiEliminaAnche la nostra di religione comandava il velo per entrare in chiesa e le mortidifame erano felici, lo indossavano sempre quando uscivano di casa, perché non avevano i soldi per il parrucchiere settimanale. Tutto ciò durò fino alla generazione di mia madre, poi partì il secolo del gran consumismo concessoci dai nostri caporioni ed ormai vicino alla fine e le mortedifame torneranno a coprirsi il capo
Esso scappano dal loro mondo di merda e poi lo vogliono ricreare qui.
EliminaFosse per me sarebbero già tornati, invasori riottosi, fondamentalisti, egemonici, ecc. nei loro paesi di origine. Li farei felici di poter vivere come vogliono, no!?
"Nei giorni scorsi la Bild ha raccontato la storia incredibile di un clan siriano formato dal patriarca, le tre mogli (sposate secondo la legge islamica), i 32 figli e i 25 nipoti. Per i figli l’uomo riceve dallo Stato tedesco «100mila euro l’anno in assegni famigliari». ”
RispondiEliminaCornuti e mazziati.
Con giubilo orgoglione per venir sostituiti.
Il progresso buono e giusto.
Sì, verso il collasso.
No grazie!
Siamo molto oltre questo punto.
RispondiEliminaInsisto, se scrivi questo post significa che non hai la percezione corretta dello stato delle cose, cioè quali sono le quantità in gioco.
Qui dalle mie parti le poche famiglie europee (non scrivo italiane di proposito) cercano disperatamente di iscrivere i figli in scuole dove non si trovino in due o tre in mezzo a tutti gli altri musulmani, di cui ovviamente la componente nord-africana è prevalente (la Siria ovviamente non è in Africa). La ragione non è che i bimbi musulmani siano antipatici, è che trovandosi tra di loro parlano arabo e vivono con le loro consuetudini e, data la ampia prevalenza numerica, forzano tutti, compresa la scuola, ad adeguarsi.
Certo, questa considerazione quantitativa si somma ad una considerazione qualitativa per cui gli Europei negano la propria identità culturale per esaltare la "diversità" del multi-culturale, per cui non solo le consuetudini straniere sono tollerate, sono valutate migliori, hanno la priorità, diventano un modello a cui conformarsi.
Infine, faccio presente che è impossibile essere "patrioti" da analfabeti, non a caso i "movimenti" sono sempre faccenda delle elite economiche e quindi culturali.
Cito:
"Nel mondo sono 739 milioni i giovani e gli adulti privi delle competenze alfabetiche di base, ovvero che non sanno leggere e scrivere e hanno difficoltà a far di conto. In Italia il dato assume contorni precisi (e seriamente preoccupanti): secondo l'OCSE (Education at a Glance 2025), il 37% degli adulti tra i 25 e i 64 anni si colloca sotto il livello minimo di competenza alfabetica, contro una media OCSE del 27%."
Non è un caso che chi cerca consenso lo trovi tra "il popolo" e quindi si vanti di rappresentare la feccia, sottointeso che questa feccia abbia qualche qualità positiva e che meriti di essere rappresentata e soddisfatta, invece di essere ridotta al minimo con le buone o le cattive.
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