mercoledì 31 luglio 2013

Paracarri



Ho discusso con veemenza almeno un'ora stamane, in ufficio, dopo tre giorni che ho provato a contattarla in tutti i modi. La madre di mio figlio a pochi giorni dall'inizio delle vacanze vuole tagliarmele del 50% da 12 giorni come da tempo pattuito (sarebbero state due settimane ma due o tre giorni in più li abbiamo fatti tra Gran Bal Trad e mare) a 6. Passano gli anni e non riesce a superare i suoi limiti di madre chioccia ed egoica. Il problema è sempre quello: ella interpreta sempre quanto stabilito giudiziariamente (sia pur con conclusioni congiunte) i tempi stabiliti come massimi e non come minimo mio diritto di frequentazione perché questa è la sua psicologia.
Mi informò a dicembre che non avrei fatto le vacanze di Natale e che avrei recuperato questa estate.
Oltre alle due settimane a cavallo di agosto e settembre sulle quali ci eravamo accordati - saranno in Salento - qualche giorno fa, a trattativa in corso, aveva fissato delle sue non meglio precisate vacanze ulteriori a partire dal 15 agosto (che sai non può mica mancare UnBambino!, se io non dovessi fare cose quando sono senza mio figlio non farei semplicemente più nulla). Interessante, no? Stai trattando e insindacabilmente fissi dei paracarri sulla piana prima che il percorso sia stato deciso.
E' una buona settimana che è passato dal primo faticoso e franco confronto. Negli ultimi quattro o cinque giorni sempre irreperibile, avrò sentito UnBambino una volta. Metto insieme le tessere.
Serve anche a me, per esercitarmi nella temperanza, forza, determinazione, costanza.
Io le voglio bene ma una delle sue caratteristiche è sempre stata di essere profondamente disonesta dal punto di vista intellettuale.
Se non molla e non rispetterà gli accordi andrà a schiantarsi contro quei paracarri che ha messo in opera da sola.

martedì 30 luglio 2013

- P + P

  • Gli stati totalitari più feroci hanno sempre il riferimento a popolare o democratico nella denominazione.

L'espressione Pidimenoelle usata dal coideologo/comunicatore genovese del M5S rende molto bene l'idea di una contiguità di metodi e programmatica tra il PD (che per nocività io preferisco indicare con Partito Diossino) e il PDL. Qui a Bologna possiamo chiamarlo - mantenendoci su questo registro goliardico ma anche sarcastiscamente efficace - Pidimenoellepiùelle, visto che oltre al Popolo Dei Ladri si è trovato alleato con la Lega Ladrona per mantenere il finanziamento alle scuole parificate (cattoliche), cosa contro la quale si era espressa recentemente la cittadinanza in un referendum valido per quorum.
Scuola pubblica, volontà espressa chiaramente e in modo specifico dai cittadini? Dettagli irrilevanti  rispetto al pragmatico fare (e relativa scadente ideologia) pidino. Meno scuola pubblica più scuola privata (peggio, religiosa, iin Scuole paritarie? No grazie. Invece sì avevo già spiegato alcuni perché).
E' l'infingimento continuo tra responsabilità morale (?) delle classi dirigenti (?) del paese / centralismo democratico (democratico ?) e, appunto, la democrazia a definizione variabile a seconda degli scopi speculativi perseguiti.
Così, un po' nel nome e una spolverata qui e là, usarla solo quando serve.
Non solo si pone la questione di cosa sia democratico (valgono sempre le osservazioni argute di Massimo Fini) ma anche di cosa possa essere eticamente e anche moralmente democratico visto che la democrazia ha un limite ovvero quello dell'assunzione di responsabilità (puoi decidere e partecipare alla decisione solo quando le conseguenze delle tue decisioni NON ricadano su altri ma su te stesso, altrimenti non hai alcun titolo per decidere).
La pidicrazia dunque ad assetto insindacabilmente variabile che impone con la violenza opere nefaste utili a pochi e che devastano comunità e topos locali, che minano subdolamente i beni comuni come la scuola (che deve essere solamente e semplicemente pubblica). E' espressione di una cultura che, in primis, é priva della morale dell'onore e della respons-abilità e delle responsabilità  Nulla viene per caso.


(lettallassembleadeisocidicmc)

lunedì 29 luglio 2013

Pane? No solo mignon

29/07 07:59
_zzz wrote:
Nuova stazione di Bo AV. Si nota subito 1 cosa. Manco 1 e dico 1 panchina lungo i binari. Anche le attese devono essere ad alta velocita'. Tutti in piedi pronti a scattare. Ma perche dico io le cose + semplici, utili e consolidate non le sappiamo + fare?


Alcuni gasisti sabato mattina mi avevano invitato ad andare con loro ad una manifestazione della resistenza No TAV in Val di Susa. Se non avessi avuto un bel po' di cose da fare (che poi non ne ho fatte così tante causa caldo torrido) sarei andato a dare una mano.
Osservavo che i pessimi governi legaioli di Piemonte e Veneto hanno smantellato buona parte del sistema ferroviario regionale (basta vedere cosa hanno fatto del loro territorio per osservare che sono esattamente come i "teroni" che disprezzano con tutta anima & corpo). Tornando dal Trentino a Bologna, dovetti subire il fatto che da Verona a Bologna, ci sono quasi cinque ore e mezza (dalle 6:59 alle 12:26) senza un collegamento che non sia AV. Il paradosso è che a metà mattina (per chi viene dal nord, Brescia, lago di Garda, Vicenza, Rovereto, Trento, valli Trentine, Bolzano, Merano, Bressanone, Alto Adige tutto, Austria, Germania, nord Europa) c'è un solo collegamento AV via Padova (alle 9:59 che impiega quasi il doppio e costa 42€). Siamo a livello di una piccola nazione che per cinque ore e mezza non ha un treno uno e quello che ha in mezzo è una demenza che fa il giro dell'oca costandoti il 364% in più,  con tempi di percorrenza superiori del 17% e con un cambio in più rispetto al collegamento base VR - BO.
Come dimostrato il sistema TAV ha aumentato i tempi di percorrenza, aumentato il numero di cambi, comportato un aumento dei costi per tutto ciò che non sia sull'asse TO - SA. Infatti.
Il buco nei collegamenti tra Italia peninsulare e il centro del nord Italia via BO - VR è storico. Hanno sempre blaterato che era dovuto a problemi di binario unico tra VR e BO, hanno giustamente speso una paccata di miliardi di euro per raddoppiare la linea e potenziarla, ora hanno semplicemente ulteriormente tolto corse e peggiorato il servizio con dei buchi enormi.
La litania Sì Tav si manifesta anche sull'asse del Brennero, dove la ferrovia attuale è usata solo per una piccola parte della capacità potenziale. Perché in Italia è l'edilizia il fine, non un sistema industriale e ben ingegnerizzato dei trasporti centrato sul sistema ferroviario. Si fanno le linee ferroviarie a costo più alto possibile a prescindere che quelle esistenti siano già semi inutilizzate e poi le si lascia vuote comunque, avendo usato le poche risorse per l'edilizia ferroviaria sottraendole al sistema ferroviario che rimane a secco. Togli treni e corse, il traffico diminuisce (principio di evaporazione del traffico).

Per anni la coimpresa DB -  ÖBB ha dovuto subire tutte le angherie possibili da parte di Trenitalia e Regione Veneto perché ha osato voler coprire l'enorme buco nei servizi gravitanti sull'asse Verona - Brennero a costi intermedi (non sono treni regionali, ma servizi di classe Eurocity).
Insomma abbiamo un panettiere che non vuole più fare il pane e ti impone solo pizzette e mignon. Ti ha mandato e ti manda pure a fanculo quando chiedi ti produca del pane e più gliene chiedi, più ti sfancula.
Allora arriva uno che ha voglia di fare il pane, si mette lì, propone il pane e quello cerca di farlo fuori in tutti i modi possibili.

Il sistema  ferroviario ad alta velocità si sta dimostrando ancora una volta non solo uno dei più straordinari devastatori ambientali ma anche il più efficace demolitore del sistema ferroviario che muore semplicemente per mancanza di risorse, visto che il sistema AV che trasporta  tra l'8 e il 9% dei passeggeri, da molti lustri assorbe oltre l'80% degli investimenti sottrendoli al resto.

No Tav!

P.S.
Io ideologicamente viaggio su linee tradizionali ad alta e media lentezza per sostenerle e per le opportunità edonistiche che mi offrono in termini di eccellenze paesaggistiche residuali. Così viaggiai da TN a BO via linea della Valsugana / PD. A furia di tagliare treni e corse stava seccando, l'ha ripresa in mano la provincia di Trento e ora è in ottima salute. Quel TN - VE era così pieno di pendolari, turisti e ciclisti che molte persone viaggiavano in piedi (principio di induzione del traffico). Arrivai alla stesa ora , spendendo 18€ invece che 49.10€.


domenica 28 luglio 2013

Doppio effetto



Ieri sera c'è stata milonga qui, al Parco Cavaioni / Ca'Shin, uno dei posti tradizionali delle notti bolognesi. E' un posto molto bello, con un progetto interessante. E una milonga bellissima, con una pista ampia, semioscurità e le lucine sulla staccionata che la delimita,sotto le stelle ed una luna obesa, inizialmente arancione quando era sull'orizzonte. In cima ai colli, tutta la città conurbazione sotto, la brezza calda che era meravigliosa, proprio bello! La magia del danzare in natura (o anche nei centri storici) è straordinaria. Insomma, fatto tardi anche sabato notte dopo venerdì notte.

La combinazione caldo + sfasamento da tango è stata piuttosto efficace nell'azzerarmi. Doppio effetto combinato... stikatzi! Oggi mi sono sentito sono stato un'ameba. Ho cazzeggiato tutto il pomeriggio e inizio a riprendermi solo ora, ho aperto casa e ci sono certe folate di vento caldo, ho più di 28 gradi sul termometro, ma almeno è abbastanza secco. Sono anni che non ho buttato via una domenica così insulsamente. Avevo mezza voglia di fare un giro uscendo tra le 16 e le 17: aperto gli scuri e le finestre, ho controllato fuori, c'era un sole terrificante, un caldo terribile.  Sabato mattina (tornato a casa alle quattro e un quarto) ho viaggiato scoperchiato solo un foulard intorno al collo, un caldo pazzesco quando dovrebbero sentirsi quasi i brividi e pure domenica mattina.
Al termine della milonga _ria la tangheressa aveva visto che ero arrivato con l'auto più figherrima :- portami a fare un giro!
Avevo proposto prima a _zia la fiorentina poi a _ria di fare un giro., iniziando a metà pomeriggio.
_zia che mi messaggia spesso che vorebbe essere di nuovo "coccolata", non poteva, Perché non l'hai programmato prima? Perché io sono fatto così, come i colpi di questo vemto caldo, se mi va ora, altrimenti non so quando. _ria si è dispiaciuta ma aveva il babbo che non stava bene ed era impegnata con lui.
Insomma, tra le 16 e le 17 ho aperto la finestra sul forno. Ho chiuso tutto. E sono tornato a cazzeggiare, pigro e abulico come un'ameba anemica, aspettando che le roventi ore passassero.
Io odio questo merdoso, cazzoso, africano caldo di merda diocane!
Devo trasferirmi alle Svalbard d'estate. O vivere di notte, in cima ai colli, abbrcciato ad una tanghera ballando una tanda di Troilo.
L'estate ha effetti pesanti sulla psiche di molte persone. Leggo di questo dramma, il collasso, l'implosione dell'essere mendicanti così miseri fino a portare alla morte ciò da cui dipendi (lei sembra(va) proprio assai carina, in foto), il nuovo compagno, te stesso.
Un'insulsissima domenica di cazzeggio amebico casalingo diventa solo la migliore serenità oziosa e sfaccendata.

Memento mori - 2

(Memento mori)

_nni, il mio maestro di tango "dei colli" se l'è cavata per  miracolo. Dopo una settimana di lancinanti mal di testa e dopo due terapie del tutto sbagliate (sbagliata era ladiagnosi) gli trovaron due aneurismi cerebrali, ricoverato in massima urgenza, intervento salvavita.
Andai a trovarlo due settimane fa in ospedale, ieri a casa.
Povero, è assai giù. Gli ho detto che è sufficiente una banale influenza (in realtà l'influenza è una malattia tutt'altro che banale che stenca alcune migliaia di persone ogni anno, soloin Italia e che fece genocidi quando gli europei con le loro immigrazioni violente andarono a impestare altri popoli decimandoli o annientandoli) per piallarti e renderti un'ameba che ci vogliono due settimane solo per recuperare un po' figuriamoci dopo una batosta del genere che ti hanno scoperchiato e ravanato nella crapa e poi chiuso tutto.
Oltretutto nell'angiografia post-operatoria (che non fu possibile eseguire prima dell'intervento per urgenza e perché essa comporta alcuni rischi) gli han trovato altri due aneurismi e a settembre dovrà essere rioperato. Batosta dopo mazzata, dio bono. Qualche lustro fa_nni sarebbe semplicemente schiattato.
Insegnante di educazione fisica, giocatore appassionato di tennis e pallavolo, _nni era magro, in gran forma, finissima persona nello stile e nel garbo. Vederlo così mi ha fatto proprio pena anche se so che ha i mezzi e la volontà per recuperare bene.
La vita e' molto piu' aleatoria. Da un giorno all'alto da signore a catorcio. E poi per noi maschi la prestanza fisica è benessere e gioia di vita, un po' come la bellezza o la gradevolezza per le femmine, in un certo senso.
Spero di poter tornare presto ad uscire con lui, per i monti o in milonga. C'era una bellissima complicità maschile tra noi, era fine e capace anche di essere goliardico o maschile quando conversavamo nei tragitti verso la milonga. Mi manca un bel po'. In milonga è bello andarci con altri uomini, specie se come lui, molto più che con le tangheresse. Con loro poi c'è tutto il mondo, abbracciati per sequenze di tre minuti di amore. Prima e dopo la separatezza ha un senso speciale.

sabato 27 luglio 2013

Tributo a piedi nudi

Erano le tre e un quarto, mercoledì mattina quando, dopo quasi una mezzora di congetture e messaggi e verifiche del tutto inutili, data l'evidenza, mi ero deciso. Ho suonato la terza volta, ho sentito dei rumori, _bio ha aperto la porta mezzo rinco dal sonno, ha ascoltato, ha ravanato un po' in casa e mi ha consegnato il mazzo di chiavi d'emergenza, quello "quotidiano" lo avevo lasciato in auto, dopo aver chiuso la basculante.
Io odio, io odio stramaledettamente e dover chiedere e dover dipendere da altri.
Penso che sia un certo limite dovuto ad un cattivo approccio mentale. A volte le persone sono molto felici e si rallegrano se possono darti una mano, come lo furono _bio e _aria anche il giorno dopo quando ho consegnato loro il mazzo di chiavi affinché me lo custodiscano ancora. E' meglio che lo scriva anche qui per ripetermelo.

Martedì è stata una serata così, a metà: è un periodo che ballo poco e la ruggine arriva in fretta. Ogni sera di tango dipende da molte cose, da come stai tu, da come stanno loro, dalle combinazioni tue e loro, dalla musica, dalla vibra della serata. Alti e bassi nella stessa serata. In quella milonga all'aperto del martedì la pista è liscia, scivolosa e, dopo tentativi vari, ero tornato a voler riprovare le scarpe da tango. Risultato: due ore di pattinaggio su ghiaccio. Così mi son rotto e ho deciso che ero io, erano le tanghere, era il tango al centro del mondo, non l'etichetta che li dovrebbe coronare. Fanculo le scarpe da tango con la suola in bufalino. Ho calzato di nuovo i sandali di Hugo Boss - questo contrasto tra apparente semplicità e il costo di quel regalo che mi fu fatto - molto gradevole con 'sto caldo e via. I piedi nudi sull'uomo penso che sia quasi una sorta di bestemmia nel mondo milonghero. Ero tornato a ballare, non a dimenarmi in equlibri precari,  non a tentare di stare in piedi, di non crollare addosso alle mie compagne di tanda. Poi un gancho - zacchete! - punito subito, il tacco dieci a stiletto della mia ballerina mi ha asportato un pezzo di pelle sull'alluce destro. Sudori freddi e un male cane, bestemmie mongole in silenzio, ma ho finito la tanda, poi è  passato piano e tutto. Quasi che T abbia voluto restituirmi lo sgarbo fattogli. Vi adoro quando siete sui tacchi, dieci bene, undici è perfezione,dodici eccesso..Pago, come voi, volentieri il mio tributo a piedi nudi.

giovedì 25 luglio 2013

Betulle - 4

(Betulle - 3)

Ci guardava, mentre arrivavamo stanchi dopo ottooreemezzodicammino al bivacco. Avevamo visto il filo di fumo dal comignolo e poi altri due alpinisti fuori e poi è arrivato lì alla pietra piatta con il fuoco sotto e le trote sopra. Ci scrutò un attimo, abbronzato. Poi ci invito a prendere posto. Con un sorriso, silenzioso, deciso e garbato.
E poi catturò ipnoticamente l'attenzione di piccoli e adulti. Con umiltà ci catturò. Come se avessimo incontrato Francesco, non ad Assisi o a Gubbio, ma nel cuore delle Val Grande. Con i piedi nudi per terra, per non calpestare la Madre Terra. Ed erano parole sagge di cuore, di piedi, di anima, non di cattedra o di teorie, c'era il bello, come il verde chiaro smeraldino delle foglie delle betulle a muoversi nella brezza, in quella armonia integra.

Penso che molti di noi siamo rimasti un po' sottosopra non solo per la stanchezza, ma anche per le parole di una serenità così ecologica, così umana, così profondamente arcaica, raccoglitrice delle sorti dell'umanità che noi, molti di noi, sono stati prima disarmati e poi un po' sovvertiti e sono tornati a casa con domande pesanti senza risposte sul senso della vita sua e della vita nostra.
Grazie Gianfranco che uso il nome tuo intero, perché non mi piace Gianfri o Gianfry. Il nome tuo intero come l'importanza di te, del tuo vivere, luminoso in spirito e occhi.