Ho discusso con veemenza almeno un'ora stamane, in ufficio, dopo tre giorni che ho provato a contattarla in tutti i modi. La madre di mio figlio a pochi giorni dall'inizio delle vacanze vuole tagliarmele del 50% da 12 giorni come da tempo pattuito (sarebbero state due settimane ma due o tre giorni in più li abbiamo fatti tra Gran Bal Trad e mare) a 6. Passano gli anni e non riesce a superare i suoi limiti di madre chioccia ed egoica. Il problema è sempre quello: ella interpreta sempre quanto stabilito giudiziariamente (sia pur con conclusioni congiunte) i tempi stabiliti come massimi e non come minimo mio diritto di frequentazione perché questa è la sua psicologia.
Mi informò a dicembre che non avrei fatto le vacanze di Natale e che avrei recuperato questa estate.
Oltre alle due settimane a cavallo di agosto e settembre sulle quali ci eravamo accordati - saranno in Salento - qualche giorno fa, a trattativa in corso, aveva fissato delle sue non meglio precisate vacanze ulteriori a partire dal 15 agosto (che sai non può mica mancare UnBambino!, se io non dovessi fare cose quando sono senza mio figlio non farei semplicemente più nulla). Interessante, no? Stai trattando e insindacabilmente fissi dei paracarri sulla piana prima che il percorso sia stato deciso.
E' una buona settimana che è passato dal primo faticoso e franco confronto. Negli ultimi quattro o cinque giorni sempre irreperibile, avrò sentito UnBambino una volta. Metto insieme le tessere.
Serve anche a me, per esercitarmi nella temperanza, forza, determinazione, costanza.
Io le voglio bene ma una delle sue caratteristiche è sempre stata di essere profondamente disonesta dal punto di vista intellettuale.
Se non molla e non rispetterà gli accordi andrà a schiantarsi contro quei paracarri che ha messo in opera da sola.



