lunedì 27 febbraio 2017

Taxi, medici obiettori

Ho smesso di discutere con i colleghi sul fatto che viaggiare in taxi non è un diritto. Del resto, molti di loro sono autossicodipendenti che usano l'auto anche per i due chilometri del casa - lavoro, pachidermi mentali che non concepiscono altro mezzo di trasporto che non sia l'auto e della quale sono diventati appendici.
Vorrei che persone si impegnassero e lottassero per migliorare  ed  estendere il servizio di trasporto pubblico che sono un segno di civiltà. Il taxi è caro? Prendo il tram, la metro o il bus. Fine.
Invece c'è sotto la demagogia del più tutto per tutti: vacanza alle Maldive, diritto di salire in vetta con l'elicottero a pois, figli da comprare a catalogo e farsi fabbricare da macchine uterino per i diversamenti sessuali, taxi, il diritto ad essere felici giocatori di pallavolo in squadre di femmine...
Le repubbliche delle banane hanno molti taxi e nessun trasporto pubblico. Ci stiamo bananizzando anche su questo, con sostegno ideologico ed economico da parte di multinazionali interessate alla bananizzazione degli europei, delle loro comunità, dei loro luoghi.

La notizia buona, invece, è questo concorso per medici non obiettori. Principio giusto ma metodo  levantino: per i primi sei mesi non potranno obiettare. Nessun problema, basta aspettare sei mesi e un giorno. A me sembra talmente pazzesca questa clausola che stento a pensare che sia vera. Del resto io sono crucco dentro, fermo all'onore del Pacta sunt servanda.
Se hai remore cattoliche cerca posto negli ospedali cattolici, pagato dai cattolici. Purtroppo anche qui c'è una sinergia al peggio tra dirittismo e furbismo disetico  camaleontista. La disetica è quella utilitarista (del Franza o Spagna purché se magna a livello popolare ma, ideologicamente, cos' cara ai marxisti) di tubi digerente furbastroidi, la disetica del disonore per citare Alain De Benoist. E' una cosa dei pizza, ammmooore, mammamia e mandolino ;) che fa impazzire i magnacrauti.
Come diceva _rio mercoledì scorso (avevo scritto la bozza di questa pagina giovedì 23 u.s. ma on ho avuto tempo per dedicarmi ad essa), il diritto all'obiezione di coscienza poteva avere un senso all'entrata in vigore della 194, quando si cambiarono le regole a gioco in corso. Nel 2017 un medico che chiede di essere assunto nelle strutture pubbliche sa tutto e ha la possibilità, in caso di remore morali, di cercare impiego in ospedali cattolici. Già, esisterebbe anche il discernimento, il pagare un prezzo per ciò che si ritiene importante.


sabato 25 febbraio 2017

Avrò voglia?

La osservavo, nel suo bel vestito nero, coi tirabaci d'ebano a scenderle sulle spalle. Poi c'erano stati i nostri occhi che si erano cercati. Poi l'abbraccio, nel tango. Era elegante, nei suoi movimenti, l'avevo vista anche prima. _bana aveva un viso fine e bello ed un corpo femminile, ad anfora. Sì, una bellezza del Sud, direi. Ma una bellezza che si staglia. Le avevo detto che era molto tempo che non l'avevo più vista per milonghe. Incidente (automobilistico con ferite) e altro, mi ha risposto, tempi un po' travagliati.
Mi abbracciava bene. E' un buon tango quello che è un buon abbraccio: non è tutto, come il cuore non è il corpo. Osservavo che stava sempre reclinata col viso. Le ho pure detto, in una pausa tra un tango e l'altro, che era un peccato celare un viso così, la sua bellezza. Devi essere fiera, guapa. Su la testa! Tecnicamente serve anche a conferire tensione sulla parte anteriore del torso, fino agli addominali e al bacino. Aiuta molto a mantenere postura e assi. Macché.
Percepivo un'ombra di remissione, di malinconia, in _bana. Forse quel capo verso il basso era solo un'allegoria di un volersi ritrarre, tagliarsi fuori il mondo, come in un abbraccio consolatorio, quasi materno e lasciarsi abbandonare, trasportare, cullare.

_bana mi attirava. Era bella e femminile.
Oggi ho pensato che io devo capire cosa voglio fare colle donne.Penso che ella abbia avuto una quindicina di anni di meno. Si sta allargando, questo fossato, tra me e loro, anche per le età che non tornano.
In passato vedevo _bana alle calcagne di un tanghero che la cagava poco, sempre a correr dietro ad altre sottane. Inseguimenti e fughe.
Io avrò voglia di stare ancora con una donna? colle sue necessità di tessuti relazionali a trame fitte? di semplici cose fatte insieme?
Mia madre, oggi, sentendo che ho fatto le quattro in milonga, della montagna di oggi, dell'andare a trovare il mio amico a Correggio domattina, poi della milonga a Firenze domani pomeriggio, mi diceva, provocatoriamente, che con una vita così non potrei stare con una donna.
Infatti!
Se invecchiassi senza una compagna? Il fatto che io stia bene in solitudine, ora, potrbbe cambiare in futuro?
Ecco, nel bar di una milonga, mi sono un po' innamorato di _bana, dei suoi tirabaci di carbone. O dell'idea di innamorarmi di _bana. Poi ci sono quindici anni in mezzo.


Che fatica!



Uff, che fatica. Solo seicento metri di dislivello, anche se pendenze medie interessanti, da casa mia su in vetta, ma... avevamo entrambi le gambe di legno. In questo periodo di inverno asciutto, zero neve, ho rimandato di volta in volta le illusioni di uscita con le ciaspole. Due mesi, già, dall'ultima uscita con un qualche impegno fisico. La fatica è soprattutto una fatica mentale, la prima ad essere o non essere allenata alla fatica è la mente.
Eppure, dopo, si sta così bene, con il corpo che ha lavorato, la pelle calda per aria e sole, i polmoni che hanno respirato aria di bosco, sentire bene i muscoli.
Siamo saliti piano, un'ora e cinquanta rispetto all'ora e mezza canonica. Non un'anima viva, sotto il bliu di una giornata splendida di sole, cielo terso e temperature più fresche. I paesaggi sono stupendi: i primi ciuffi verdi nei campi di grano, il rincorrersi di monti e colli all'orizzonte, la valle a esse là sotto, con la vita che corre che da lontano appare più lenta, due poderi di amici contadini ancora pieni di vita, i castagneti abbandonati e morti, le tracce di terreno nero delle carbonaie..
A qualche passo della vetta c'è un bel prato e dopo qualche parola, sempre più lenta, ci siamo addormentati di schianto entrambi. Mia madre si è agitata quando lo ha saputo, "con tutti i lupi che ci sono là in giro", non ci avevamo neppure pensato.
Quasi tre quarti d'ora, al sole.Ho fatto quasi le quattro stamani e alle nove ero già sveglio (per il merdoso cane dei vicini che abbaia come un ossesso) ed è  stata una goduria.
Una cosa semplice, _bio e io, due amici sul grembo erto della montagna, fatica, sole, freddo, silenzio, vento.

mercoledì 22 febbraio 2017

Amico lontano

  • Gli islamici non hanno i nostri valori? Perché, tu e io quali valori condividiamo?

Venerdì sera ci eravamo messi d'accordo per andare insieme al cinema (a vedere questa). Prima un piatto di orecchiette da me. Sulla strada verso il cinema ci siamo messi a discutere animatamente, quasi a litigare. Questioni relative alla questione al problema migratorio, poi sul problema nel problema, gli islamici e i loro "valori".
Voglio bene e stimo _rio, persona nobile, generosa, con pensiero critico, indipendente, spartano, ecologista, uno degli Amici che ho che io non è che mi appassioni così tanto alle persone. Quante cose abbiamo fatto e facciamo ancora per il GAS, insieme.
Così quella frattura, quello jato, sempre più grande, tra lui e me,sinceramente, mi fa male.  La frantumazione sociale dovuta allo tsunami migratorio non è solo stragi, barbarie, crimini, nocenze come una normale notte da incubo su un traghetto tra Cagliari e Napoli, quel nuocere quotidiano sempre più grave, invasivo e pervasivo, per dirla con le parole di Renaud Camus, ma anche lo scricchiolare e il rompersi di rapporti e affetti umani sotto l'impatto brutale di questa guerra in corso.
Mi ha fatto male, perché _rio è un Amico e io mi sento, anche per questa storia, sempre più solo in questo mio progressivo abbandonare questi assurdi fideismi ciechi ad ogni evidenza che vedo negli ex compagni di tanti impegni, iniziative, attività.
Supereremo questa frattura?

domenica 19 febbraio 2017

Velluto nero

Ero arrivato un po' scosso per quell'adrenalina cattiva per quanto accaduto in treno. Mio figlio mi aveva concesso qualche ora, fino a sera.
Flora mi aveva detto che ci sarebbe stato posto: ella sa che le voglio bene, cerco di sostenere, da anni, la sua impresa nell'arte relazionale così mi fa qualche favore. Avevo feso la folla, in centro: la bici ha questa grazia di poteri portare anche per vie pedonalizzate assai popolate. Pasi attraverso quelle persone ignare che tu stai andando alla festa, alla celebrazione delle emozioni abbracciate.
Ho incatenato la bici alla rastrelliera, qualche passo a piedi. C'è ancora quella tensione bella, prima. Solo tre ore, non tutta la serata, così è tutto concentrato. Aperto  l'uscio eravamo ancora in soli cinque, cassiera,  il  musicalizador, tre dell'organizzazione e io, col biglietto numero uno.
Fiinestroni aperti sull'azzurro pomeridiano, aria fresca, le primule raggianti sui piccoli tavolini tondi, le sedie vuote a corona. Sono passati cinque anni e mezzo e la bellezza, la sensualità di quel tempio continuano a turbarmi. Prima il silenzio poi Joe ha suonato qualche brano di nuovo, Narcotango, prima del via.
C'era quel parquet, velluto nero che proietta nello spazio.
La osservavo, milonga bella come una femmina che ti aspetta, fresca, profumata di aria e fiori, con tutta la potenza lì, prima del tutto. Tutto era pronto, tutto fremeva. Volevo sentire, coi piedi, il velluto di legno nero e l'ho fatto. La terra sotto il cielo, piedistallo per i nostri piedi, le nostri.membra.
E' arrivata _ica e abbiamo iniziato noi, duecentometriquadrati di velluto nero, la musica e noi, solo noi e qualcuno seduto attorno, forse timorosi di quel vuoto primigenio. Era solo l'inizio.

Sentivo vibrare la sveglia del cellulare nella tasca sinistra, il tempo era sparito, risucchiato. Qualche saluto prima di fuggire verso la stazione.
In mezzo alle stelle che ti fan @ testa e anima e corpo. Tre ore nel tango, tre ore nel cosmo.

mercoledì 15 febbraio 2017

Valentino e Faustino?!

Mentre stavo andando in palestra, ieri, e poi anche dopo, tornando, ho visto un po' di auto con coppie(tte) a bordo.
Già, era San Valentino. Bah.
I musi lunghi di coppie diversamente armoniose che vedevo in super e ipermercati si saranno accorciati ieri?
Una volta mi sarei fatto dei crucci, non ho qui a fianco una portatrice_di_vagina da coccolare e cipollare. Ora la cosa mi lascia indifferente. Guardo 'sta cosa e mi lascia perplesso. Sarò cinico ma percepisco finzione, convenzione, un rito collettivo gregario.
Oggi San Faustino, festa dei singoli. Bah.
Fare festa "a comando"? Bah
Stasera me né andrò in milonga a trovare la mia passione.
Meno testosterone è molta serenità, molta libertà.

Silence

Sabato 4 andai a vedere Silence, l'ultimo lavoro di Martin Scorsese. Visto il poco tempo taglio sulla trama/sinossi che si trova in rete. Veniamo alle mie considerazioni.

Primo
L'integrazione di stranieri è... "faticosa" (notare le virgolette). Alla fine 'sti krishtan si integrano.
Sono gli autoctoni che si devono integrano e non il viceversa come i neosoviet ci martellano da mane a sera.

Secondo
Nella cinematografia statunitense i giappi sono brutti e cattivi. I cretini amanti del politicamente corretto si saranno sdilinquiti e avranno trovato sostegno, ancora una volta, alle loro convinzioni. Se non comunisti, forse cattolici., forse "di destra" avranno ribadito la superiorità misericordiosa, buona, del cattolicesimo. Sto leggendo un libro su un eretico friulano (carnico) messo al rogo dagli inquisitori nostrani qualche lustro prima etc. Ma i giappi  sono brutti nazicattivi!

Terzo
Alcuni nobili nipponici, guerrieri, dotti, saggi, contrastano la teologia cristiana. Il loro ricondursi alla realtà stride con le affermazioni assurde (metafisiche se preferite un registro neutro) dei due gesuiti. Il termine usato dai dotti giapponesi è "inganni mascherati". Anche nel seguito il contrasto tra i fanatismi (affermazioni prive di ogni riscontro oggettivo se preferite un registro neutro) da invasati dei due padri gesuiti e la filosofia buddista/shintoista è disarmante. Il confronto avviene, ad un punto, sulla misericordia e il nobile giapponese ricorda a coloro che si credono unici detentori di 'sta misericordia (del cazzo se penso a Bergoglio, spacciatore di perdonismi da discount in questa Italia in cui vige la più cialtrona, furbastroide  cultura dell'irresponsabilità) che esiste una via buddista a essa.
Scorsese non è rozzo né così stupido ed è costretto a riconoscere un valore alla raffinata cultura (religione inclusa) nipponica.

Quarto
Prego notare la differenza stridente tra le posizioni etiche dei vertici della nazione nipponica e il comportamento distruttivo, corrotto delle dirigenze nostrane. Impossibile non osservare l'astio, l'insofferenza per la cultura (dotta delle classi dominanti come scriverebbe un "intellettuale" marxista ma poi anche la cultura bassa non va bene se espressa dalle genti rurali, reazionarie, patriarcali blabla blablabla blabla) dei governanti antiitaliani "internazionalisti" e sinistranti nostrani.