Eravamo appena sbucati dalla gallerie e il segnale gracchiante del giornale radio era sparito. Avevamo sentito del
gran rifiuto.
_civa (C) - Uscire dall'euro è una pazzia.
UUiC [pensa un po'] Mmh...
U - Io non sono un fanatico dell'euro né un fanatico del no euro...
C - Ma cosa è successo?
U - M5S e Lega volevano Savona ministro dell'economia. Mattarella ha posto il veto.
C - Perché?
U - Savona è molto critico sull'euro.
C - Uscire dall'euro è una pazzia.
U - Mmh. Ma questa è una decisione politica, non spetta al PdR ma agli elettori.
C - Ma la gente non capisce un cazzo, non è capace di intendere.
In poche battute, attraversando le selve dell'Appennino, il nostro simposio di sociologia, di politica.
Io ero algido sulle democrazie demagogiche del più trippa per tutti del M5S e pure sull'apologia del deficit, crescitista della Lega. Quello che pensavo e che penso dell'euro l'ho
scritto qui e, passati quasi tre anni e mezzo è tutto ancora crudemente vero col peggio ulteriore di un ulteriore, drammatico aumento del debito a furia di deficit degli sfasciapaese del PD, SEL e altra gentaglia del genere.
L'austerità è ciò che serve a questo paese come l'insulina per i diabetici.
Io penso con orrore e ribrezzo alla cicalesca illusione di mettersi a stampare rettangoli di carta, a far ripartire il più becero consumismo, a far precipitare ulteriormente il baratro della bilancia dei pagamenti nei confronti della Germania che sarebbe e il rimanere nell'euro e il pompare deficit e debito ulteriormente, il peggiore degli scenari possibili (dopo quello della guerra civile, interetnica, interreligiosa, interculturale che la sinistra sirianizzante, meticciante prepara da lustri) a far ripartire la crescita, la devastazione del paese col tumore di edilizia ciarpame.
Le masse vengono allettate dalla demagogia rivestita di democrazia.
Io non sono un democratico, un ugualista.
Ma se una cosa è certa, come il fatto che esiste una categoria che riesce ad essere peggio dei comunisti che è quella dei cattocomunisti, altrettanto certo è che i vertici mondiali, ultracapitalisti transnazionali, le (per usare il termine di Hermann Hesse che mi piace molto) castalie parassitarie di fanatici invasati sono peggio.
Senza il rigore della realtà, del principio di sostenibilità anche delle finanze, se non si piccona l'inquinamento dirittista e del campo degli ori zecchini stampati e dello specchietto per cretini del "Più tutto per tutti" (e, ancora, la sinistra è riuscita a fare peggio perfino in questo, trasformandolo in "Più tutto per
più tutti") non si esce da questa follia.
Mattarella, cattocomunista, eletto da un parlamento di irregolari semiclandestini, nominati in seguito a legge elettorale incostituzionale, ha preso una decisione politica, si è imposto su decisioni, comprese le loro criticità, prese da due forze politiche.
Qui entra in gioco, ancora una volta, la finzione democratica che è ancora quella nefasta dell'ipocrisia sinistra: se il popolo conferma quanto deciso dai soviet in "centalità
democratica" è giusto, degno, democratico, se il_bobbolo non si conforma a quanto deciso dai vertici, è 'inorante, rozzo, populista, antidemocratico. Ci pensiamo noi a correggerlo.
Si può sempre passare dalla padella alla brace.
Senza ripianamento del debito potrà andare solo peggio.
Sta a paesani e cittadini responsabilizzati sulle conseguenze delle loro scelte decidere se euro sì o euro no, non ad una escrescenza della congrega mondialista, sì global.
Nota: spero di aver corretto errori e refusi.