domenica 29 marzo 2026

No sovranità

 Alla fine, come temevano vari compagni costituenti, Nenni e altri, la questione irrisolta è quella della sovranità. Della sovranità popolare. Evitare che una castalia autoreferenziale agisca genuinamente contro la politica ovvero agisca anti-democraticamente.

Un cavallo di battaglia della sinistra, per molto tempo. Però  il gusto del no, specie del no alla sinistra al contrario, la democristiana Meloni e la sua compagine, ha prevalso.

È sempre bello e giocoso fare i bastian contrari.

Del resto sono proprio i poveretti talmente ossessionati dal fantasma fascismo che li ossessiona che si sdilinquiscono per ciò  che nel loro linguaggio scemo e rozzo si direbbero "fascioislamici".

19 commenti:

  1. che peccatooo, che lo abbiano fatto apposta per mantenere intatto lo status quo????
    D'altrinde anche quel bravo ragazzo fece lo stesso nel 2016 mettendoci dentro tutto tanto che gli acculturati dissero no e oggi ce aritrovamo ancora er cnelle, le province, er sennato e la legge elettorale che consente lo scambio ogni 5 anni conservando le poltrone agli ultra novantenni

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    1. C'è una sostanziale diffferenza: se paesani e cittadini decidono che il politicastro Tizio Caio non piace più loro, né votano un altro, quello va a casa. Tizio Caio è responsabile.
      Questo non accade nella magistratura che è una oligarchia autoreferenziale, quella democratica genuinamente antidemocratica.
      La responsabilità ogni cinque anni è meglio della ir-responsabilità.

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    2. i cittadini lavorano, non hanno tempo per investigare su tizio caio, vedono che per loro va sempre peggio e smettono di votare tanto mi pare che non esistono più le preferenze, perché altrimenti in certi posti don Ciccio veniva ufficializzato al comando

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    3. Sì, la politica, come ogni cosa importante, necessita di tempo. La società della efficienza economica che tende ad avere persone il più possibilmente impegnate su attività redditizie, di fatto, esclude che ci sia tempo per altro.

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    4. Infatti, ma vuoi mettere gasarsi sui social per aver salvato la Costituzione!

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    5. Quando leggo "lavorano - non hanno tempo per" prima mi viene da ridere e poi mi viene da piangere.

      La verità è un'altra, non è che la gente non abbia tempo per, è che il tempo viene speso in funzione delle priorità a cui la gente è condizionata.

      Quindi l'impiegato che cazzeggia in ufficio coi colleghi non discuterà di argomenti che nel suo mondo sono oziosi e quindi, appunto, "perdita di tempo", discuterà di fica, di calcio, di vacanze, di automobili, che sono le uniche cose che contano nella vita.

      E' il famoso cane che si morde la coda perché l'abitudine a pensare e parlare solo in termini di fica, calcio, eccetera, disabitua a usare il cervello per qualsiasi altra cosa, disabitua a pensare, a parlare, ad argomentare, ad approfondire. Non c'è niente da approfondire sull'argomento della fica o del calcio, è solo ripetizione meccanica di luoghi comuni.

      Per cui arriviamo al punto che l'impiegato che cazzeggia in ufficio non solo è convinto che pensare a qualsiasi cosa oltre il solito sia perdita di tempo ma se anche ci provasse, non ne sarebbe capace. Perché non sa niente e perché non ha gli strumenti.

      I "social" sono uno strumento che consente agli scemi di trovare altri scemi.

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    6. x Sara:
      C'è un approccio religioso alla costituzione (anzi, alle sole parti di essa che garbano).
      La costituzione è solo un artefatto umano, con limiti, pro, contro, sottoposto al (degrado del) passare del tempo.
      Gasarsi per aver "salvato" ciò che viene considerato un feticcio? A me pare un po' scemo.

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    7. Sono un troglodita disadattato rispetto alle "reti sociali".
      Mi sembra che esse facciano più danni che altro.
      Inoltre richiedono molto tempo.
      Non vado al bar, perché dovrei stare ore a spippolare su quelle?

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    8. Sono stato al banchetto del PD prima del referendum dove c'era un mio compagno di scuola che volantinava, essendo lui e tutta la famiglia "impegnati in politica".

      Ho evitato di aprire discussioni che tanto sarebbero state sopra il livello comprensibile e gestibile dai presenti, mi sono limitato a chiedere il significato dei punti evidenziati sul volantino.

      Alla fine il mio compagno di scuola, che mi conosce, ha ammesso "ma si, alla fine si tratta solo di dare una botta alla Meloni e a questo Governo".

      Quindi si "gasano" per la Costituzione per finta, in realtà si gasano perché quella che per loro era una sorta di chiamata alle armi gli ha permesso appunto di "dare una botta alla Meloni" e infatti oggi, l'idolo dei tempi passati di Sara, ovvero il signor Renzi, facendo il paragone colla sua uscita "se non passa il referendum lascio la politica", dichiarava che Meloni si dovrebbe dimettere.

      Niente a che fare col quesito referendario, puramente accidentale e quindi strumentale.

      Poi finisco facendo notare che i nostri compagni, inclusa tanta parte di Magistratura, si bullano di avere sottomesso la Costituzione italiana al "diritto internazionale" (in primis ovviamente al "diritto comunitario"). Quindi presumo che chi volesse riformare la Costituzione dovrebbe passare dal Parlamento Europeo o anche semplicemente dalla giurisprudenza europea. Non credo che esistano nemmeno gli strumenti per rigettare tali cambiamenti.

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    9. > alla fine si tratta solo di dare una botta alla Meloni e a questo Governo

      Potrei mettere i collegamenti a varie pagine di diari di sinistranti della "intellighentzia" che scrissero chiaramente che avrebbero votato no proprio per essere contro questo esecutivo.
      Più volte, in questo diario, ho sottolineato che l'antagonismo, che manda in brodo di giuggiole molti compagni antiquesto e antiquello, è una delle peggiori strategie di vita.

      In quanto alla magistratura compagnesca essa fa il giochino di commutare senza ritegno tra ordinamento nazionale ed europeo, per imporre i propri disegni politici ed ideologici.

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  2. Chi ha qualche conoscenza scolastica dovrebbe sapere che la "democrazia" era una idea fallata fino da principio, per una ragione che apparve palese già nella antichità: il popolo non è capace di decidere per se stesso.

    Non è capace perché non ha le informazioni, non conosce metodi per elaborare le informazioni, ritiene che l'esistenza consista nel provvedere alle necessità e dopo ottenere il superfluo, fondamentalmente è amorale.

    Per questa ragione anche la nostra Repubblica è sempre stata una finzione, un imbroglio, perché in teoria il Suffragio Universale significa che ogni singolo cittadino esprime il suo voto e elegge dei rappresentanti che (a parte l'altra contraddizione del vincolo di mandato) approvino le Leggi e/o amministrino lo Stato ma, in pratica, dato che non sa niente e non capisce niente, il cittadino si affilia ad una organizzazione, il Partito, che ha la funzione opposta di istruire il cittadino su quello che deve pensare e deve fare, quindi il voto è solo la dimostrazione e conseguenza meccanica di questa affiliazione e i rappresentanti sono funzionari incaricati dal Partito.

    Il noto problema della "astensione" non è conseguenza del "disinteresse per la Politica" ma la ammissione/affermazione da parte del cittadino che non sa niente, non capisce niente e non ha intenzione o capacità di cambiare questo stato di cose, quindi la "partecipazione" è un rito privo di senso. Il cittadino pensa alla "cosa pubblica" come un operaio pensa alla azienda per cui lavora, lui si presenta, fa quello che gli viene detto di fare e l'azienda gli versa lo stipendio, poi quello che succede negli uffici dei dirigenti o nelle assemblee dei soci non lo riguarda.

    Dato che il meccanismo non è rimediabile per varie ragioni, il problema della Nazione non è la "democrazia" che tanto è finzione, quanto la qualità della "Classe Dirigente" o meglio della parte di popolazione che non è "Popolo". Torniamo infatti alla stessa soluzione degli Antichi, ovvero la Oligarchia. Questa è la verità scomoda, la Nazione sarà sempre governata da una Oligarchia, che poi vada bene o male dipende da quale Oligarchia e l'idea di non averla, l'Oligarchia, è una balla.

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    1. Esordisce con un noto frizzo provocatorio: se votare fosse importante non sarebbe concesso.

      L'oligarchia di magistratura democratica (md, il minuscolo nella sigla e non solo è voluto) è un caso lampante dei pro e contro delle oligarchie. Gli appartenenti a md si ritengono superiori intellettualmente (le sinistre "intellighentzie") e moralmente (i buoni, giusti, inclusivi, garanti dei diritti, antiquesto, antiquello bla bla bla bla bla).
      In realtà hanno il problema della maggior parte delle oligarchie: sono parassitarie, immorali, corrotte e corruttrici, intellettualmente disoneste, dissociate dalla realtà e, per usare le vostre parole, quando osservate, non si capisce se siano più stupide o malvage.

      insomma, se il loro cugino padre Alex Zanotelli è andato nei (semi)inferni delle baraccopoli keniane, la Breggia, la Albano vanno alla spa lussuosa per il convegno organizzato da OSF, colle tartine al caviale, probabilmente con la scorta e, quindi, in auto blu. Queste oligarchie parassitarie evitano come la peste i mondi che apologizzano e applicano alle vite degli inferiori "meno uguali".

      Come formare una classe dirigente valida?
      Temo che il problema siano decenni di agio e opulenza che hanno portato a gravi e diffuse regressioni morali, cognitive diffuse. Buoni tempi producono cattive persone.

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    2. L'Italia contemporanea non ha potuto sviluppare una "Classe Dirigente" adeguata per le note conseguenze del Novecento.

      Il "popolo" dicevamo si compone di Idioti Assistiti e di Mai Cresciuti che si affidano ad un "Partito" dove si collocano... gli psicopatici.

      Normalmente ci sarebbe una selezione ma siccome l'Italia doveva essere colonia di potenze continentali come gli USA e l'URSS, i Partiti dovevano essere tipicamente coloniali, quindi da una parte facilitare l'amministrazione altrui e dall'altra eseguire le direttive.

      In parole povere, i dirigenti della "pseudo-destra" andavano a prendere istruzioni negli USA col cappello in mano che sennò scoppiavano bombe di qui e di la e i dirigenti della "sinistra" andavano a prendere istruzioni in URSS colle chiappe strette che un incidente può sempre capitare, come oggi che la gente cade dalle finestre o beve per sbaglio il Polonio.

      Non so se è chiaro, già la "Democrazia" da sempre è fallata perché il Popolo non è capace di decidere per se stesso ed è amorale, la nostra "Democrazia" poi è quella che si può avere in una colonia, quindi doppia finzione di "auto-determinazione", doppia impossibilità.

      Le oligarchie in origine si forgiavano in guerra, perché la "Classe Dirigente" era la Aristocrazia che si creava quando i guerrieri di una tribù sterminavano i guerrieri di un'altra tribù e si impossessavano della terra, i perdenti superstiti venivano asserviti.

      Che è quello che è successo a noi, per inciso.

      Non solo nel Novecento, che è stata solo l'ultima iterazione. Il meccanismo è cominciato nel Cinquecento quando quelli che all'epoca non erano Nazioni ma Regni, vennero in una Italia frammentata in tante città-stato, non solo ad appoggiare una città contro l'altra ma anche ad appoggiare un gruppo di famiglie di una città contro le famiglie rivali. Fenomeno che come dicevo dovrebbe essere memoria scolastica della lettura di Dante Alighieri, nella Firenze dilaniata dai Guelfi e Ghibellini che già all'epoca non si sapeva che significato e senso avessero i due termini.

      Da allora il famoso detto "Franza o Spagna basta che se magna".

      Lo stesso Risorgimento, le Guerre di Indipendenza, sarebbero finiti prima di cominciare se i Savoia non si fossero procurati l'appoggio della Francia. Di cui per altro i moti degli indipendentisti erano figli e non a caso il nostro tricolore è copiato da quello francese.

      In questi giorni assistiamo ad una crisi epocale perché noi continuiamo ad essere impostati come colonia ma l'Impero di cui siamo vassalli sta collassando. Collassa per le conseguenze delle premesse che l'hanno creato, ovvero che lo scopo dell'esistenza sia lavorare per guadagnare e guadagnare per consumare.

      L'unica Oligarchia che possiamo avere adesso è quella dei soldi, con la conseguenza che è una Oligarchia massonica e apolide. Una contraddizione in termini che però rende conto della famosa Globalizzazione.

      Ah una cosa: la menzogna della "Democrazia" per come la intendiamo oggi viene dalla Rivoluzione Francese, ovvero dalla invenzione della idea di "Cittadino" che è stata la prima istanza de "uno vale uno". In precedenza "uno" era funzione della condizione sociale del clan familiare in cui si nasceva, chi nasceva aristocratico era al vertice, chi nasceva borghese stava in mezzo, chi nasceva popolano era sul fondo e contava meno di tutti. La menzogna della Rivoluzione è stata di andare dai popolani a dirgli che la "piramide sociale" sarebbe stata ribaltata e chi stava sotto sarebbe stato sopra. Quando in realtà erano i Borghesi a ricostituire una nuova Aristocrazia. Perché non si scappa dal fatto che un analfabeta non sa niente e non capisce niente, ergo da una parte non può auto-determinarsi e dall'altra ha bisogno di essere tutelato e inevitabilmente manipolato, usato.

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    3. I "sovranisti" non fanno che ripetere la menzogna dei "rivoluzionari", dicono "padroni a casa nostra" ma se tu sei un troglodita analfabeta di cosa sei "padrone"? Di chiudere la porta di casa e menare moglie e figli o di lavare la automobilona inutile pagata a rate. Altro non sai fare e di conseguenza altro non puoi fare.

      Tra l'altro prego notare il termine "sovrano", l'etimologia risale a "quello che sta sopra" ed esiste il contrario, "sottano", quello che sta sotto.

      Quindi, torno al solito discorso, se uno è analfabeta non si rende conto che non può essere "sovrano" se non mettendosi sopra qualcun altro, il termine non indica indipendenza, auto-determinazione, indica sopra-ffazione, dominazione.

      Da cui sei "padrone in casa tua" ma poi quando esci sei "sottano", non sei "sovrano".

      Se poi questa cosa la trasferiamo agli aggregati, mi sfugge come l'Italia potrebbe essere "sovrana", non solo per il solito discorso del Novecento ma perché allo stato attuale vediamo realizzarsi il mondo di "1984".

      l'Italia può essere "relativamente sovrana" nel senso che potrebbe mettere sotto l'Albania. Nel farlo, sarebbe "sovrana" con l'Albania e "sottana" con, che ne so, gli USA o la "Federazione Russa".

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    4. Iniziamo col commento "5 aprile 2026 alle ore 07:58".
      Analisi lucida.
      Tuttavia, il fatto di essere colonia degli SUA non spiega il fatto che in questi ultimi, l'impero che ci ha invaso, la senescenza e regressioni da agio siano, in ampie parti, peggio che in Italia.

      La democrazia, per citare un noto statista britannico, è solo il meno peggio a disposizione.

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    5. > lavare la automobilona inutile pagata a rate

      Il consumismo è un problema generale: nella rossa (ora arcobalenga) Emilia, vige il "produci consuma crepa" cantato da Ferretti già lustri fa.
      I compagni sono da sempre sottanisti (prima dell'URSS ora della UE -quando fa comodo) ideologicamente eppure sono consumisti tali e quali.
      Coll'aggravante che a dispetto dei nazionalpopolari, predicano austerità, uguaglianze coi poveri, ambientalismi, pauperismi e altre menate.

      Peraltro vedo che anche in nazioni come la Russia, vari stati petroliferi, la ricchezza di alcuni è pacchiana, esageratamente esibita, iper consumistica. Direi che son stati più sovrani nei quali il consumismo dilaga forse più che da noi.
      Non cito il caso di quell'oligarca ucraino colle tazze del cesso in oro, visto chel'Ucraina sta combattendo per la propria sovranità per diventare sottana rispetto a NATO quindi SUA.

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    6. Il fatto è che anche quando si forma una nuova Aristocrazia, facciamo il caso della "migrazione di popoli" che è poi quella che noi "romanamente" chiamiamo "invasioni barbariche", i nuovi dominatori sono, appunto, barbari e pisciano sulle opere d'arte, stuprano e ammazzano e fanno bivacchi di manipoli nel Senato.

      Ci vuole qualche generazione, sottoposta a precettori schiavi, per cui Graecia capta, ferum victorem cepit, tradotto per il lettore della "buona scuola", la Grecia catturata, catturò il feroce conquistatore, riferendosi ai Romani che, dopo avere conquistato la Grecia, col tempo assunsero, almeno nelle loro elite dominanti, le abitudini, la lingua e perfino il famoso "vizio greco", vedi Cesare Gaio Giulio che appunto parlava greco e a quanto pare era anche gaio.

      Oppure in tempi più recenti, i guerrieri delle tribù scandinave e germaniche che si stanziarono nell'Europa romanizzata e col tempo diventarono cristiani e perfino "gentili" e "cortesi" ma solo dopo avere piallato un bel po' di cose.

      Il fatto che un baluba si metta il cesso d'oro in casa non è strano, è normalissimo, se andassimo a vedere le case dei nostri mafiosi o degli "imprenditori" che intrallazzano ma anche dei calciatori che vengono da qualche favela o bidonville, credo che troveremmo altri cessi d'oro con una certa frequenza.

      Come sopra, ci vogliono un po' di generazioni perché cambino le aspettative e i gusti. A quel punto però cambiano anche le attitudini e i metodi e ci si prepara per un altro giro di giostra.

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    7. Nessuno
      Siete ancora brillante e preciso.
      Alcune vostre espressioni mi fan ridere fino alle lacrime. :)

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    8. Una volta, con la "longobarda" friulana, finii per un paio di pernottamenti in un agriturismo in Francia corta (era quella roba delle passerelle flottante sul Sebino, ci sono un paio d'indagine in questo diario.
      Proprietari con molti quattrini era evidente.
      Mentre la parte per gli ospitati era improntata ad uno stile neo-rurale, tutto sommato accettabile, sia pur lezioso, troppo "neo-leccato", la loro abitazione (entrammo per un paio di minuti, documenti e altro) era una cosa pesantissima, pacchiana, stile alla Versace, inguardabile, pavimenti a quadrettoni bianchi e neri, leoni in simili oro, etc. .

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