martedì 22 settembre 2026

Zotici, orrori, demagogia

Semplicemente, gli zotici, si guardano bene di dover essere raggiunti dal progresso verso il peggio. Quindi, ancora una volta, si ripresenta il conflitto tra la campagna e l'urbe.
Semplicemente, gli zotici, sono ancora sani e considerano orrori, disgrazie e cose funeste molto di ciò che succede nelle città "progredite".
Mi fan venire da ridere, i sinistri: il "diritto" di vivere in città, con gli espropri le socializzazioni.
Non c'è un cazzo di diritto a vivere in città se non in quelle menti bacate. Le speculazioni dei fondi di investimento si mandano al diavolo andandosene a vivere altrove. In quei luoghi (Germania) esistono ottime reti di ferrovie suburbane, le Schnellbahn.

Comunque, per tornare a casa nostra: io veramente non capisco questo dell'abolire il bollo auto per le auto piccole. Primo perché è utile che ci siano un'urbanistica e un trasporto pubblico. Secondo perché uno stato con deficit e debito da incubo, ha il dovere primissimo di diminuire deficit e debito che sono strumenti per drogati, ti danno la dose ora e ti immiseriscono dopo domani.
Certo il dilemma è sempre quello: questa maggioranza ha fatto cose decenti e ci ha salvato dalle follie dei sinistranti. Solo che... parte norevole della demagogia è condivisa.

Anche 'sta cosa assurda del limite del 30% per gli invasori di 2a, 3a generazione: e della parte di coloro che supera la soglia? Cosa ne facciamo? Dove stanno?
L'unica cosa possibile, sensata e che va al(la radice del) problema è chiudere da domani i ricongiungimenti familiari, rimpatriare tutti coloro che non hanno (più) il privilegio di rimanere in Italia/Europa ed essere chiari, franchi con i lavoratori ospiti: non puoi fare figli, non puoi islamizzare, mandi i tuoi risparmi a casa, li raggiungi quando il tuo lavoro sarà terminato. Il diritto molto storto dovrà poi uscire dalla demenza dello ugualismo e discriminare tra lavoratori ospiti, considerando il pessimo primato dei nordafricani in termini di attitudine a delinquere.

"Migranti, è allarme in Svizzera: più dell’80% dei magrebini richiedenti asilo è stato indagato"

Non si può pensare che nel 2026 non esistano semplici calcoli e projezioni di demografia base. Il principio sacrosanto di evitare classi nelle quali il settanta percento non capisce il teorema di Pitagora semplicemente perché non capiscono l'italiano con il quale viene spiegato, o lo risolvi alla moda sinistra (la squola inklusiva, eliminiamo il teorema di Pitagora perché (insegnarlo) è fascista, discrimina) oppure ritorni al problema dell'arma demografica usata da talune etnie di invasori a fini egemonici allo scopo di integrare Italia ed Europa nel merdislam.

Questo governo di centro, democristiano, sta ricevendo già alcuni utili stimoli da parte della "fogna" nazionalfuturistica: essa inizia a considerare che esistono dei problemi. Molto bene!

14 commenti:

  1. Se posso fare un parallelo non richiesto, è incredibile vedere come i poli opposti si tocchino. In questi giorni sul blog di Andrea Sacchini (sinistra dura e pura) si parla dello stesso caso della prof, e il metodo è identico al tuo: chiusura totale a chi non la pensa nello stesso modo, sberleffi e zero dialogo. Lì se non ti allinei sei un ''allocco'', qui hai la ''mente bacata''.La verità è che sia a destra che a sinistra ci si comporta nello stesso modo, come se il lettore medio non avesse un briciolo di raziocinio individuale e andasse imboccato con la verita preconfezionata di turno. Va benissimo essere fermi sulle proprie idee, ma si perde di vista il pensiero critico di chi legge, trattando le persone come tifosi da arruolare anziché come adulti capaci di valutare i fatti da soli.

    Forse forse si dovrebbe ritornare più a una diariosfera più che politicosfera che dite?

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    1. Gentile anonimo o anonima.
      Molto tempo il signor Sacchini fece capolino qui con un paio di commenti. Andai a leggere il suo diario e lasciai pure io un paio di commenti. Iniziarono immediatamente le censure (v., ad esempio, qui in Mi spiace!).
      Smisi subito di frequentare quel luogo: non mi interessa perdere del tempo per commenti in merito che cerco di preparabe bene, argomentare, etc. - che vengono censurati brutalmente.
      Diciamo che stante le fragilita' delle ideologie strampalate o assurde di moda e a sinistra e in quel luogo non mi meraviglio: e' impossibire aromentare e sostenere un confronto quando si e' adepti di una setta con una fede cieca e relatriva religione. Come resistenre ad argomentazioni che possono essere anche semplici fatti? Quando un'idea e' cosi' fragile, basta anche una domanda per smontarla.
      Aggiungiamo pure la credenza quasi sempre immotivata di essere parte della "superiore intellighentzia" : difficile un robusto e franco confronto dialettico, no!?

      Come vedete qui potete commentare liberamente ed e' mia cura leggere attentamente e, quando possibile, considerando il poco tempo che ho , rispondere nel merito, corroborando o smentendo con argomenti e fatti questo o quello.

      In questi anni di diarosfera io ho imparato molto da commenti e polemiche, non di rado dure. In particolare da un caro lettore anonimo che indico con Nessuno.
      Anzi e' proprio da quei commenti e critiche e argomentazioni che io ho potuto migliorare alcune mie posizioni poco solide o smontare alcune credenze. Sono dinamiche fastidiose e, non di rado pesanti, faticose, e lunghe solo per persone con onesta' intellettuale, un'autostima robusta che permetta di lavorare anche sul proprio ego.

      Quando studiai il tantra, una delle posizioni chiare di Van Lysebeth era che (nel tantra) tutto e' politica.
      Se un lettore vuole esporre le sue tesi, in pubblico, deve anche essere preparato o preparata per una discussione su di esse.
      Altrimenti diventano salamelecchi, oh quanto siamo belli e buoni, noi che qui ci raccontiamo tutte le cosine belle e giuste e ci lucidiamo l'ego di complimenti l'un l'altro, una comoda vetrina-salotto per narrazioni ortodosse.
      Dopo un po' cosa succede con tutto 'sto zucchero diariosferico?

      Cosa posso dirvi? Grazie per il commento.

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    2. Oltre essermi accorto di vari refusi, vorrei aggiungere un paio di considerazioni.
      Ci sono ambiti nei quali gravita' dei problemi e urgenze che ne conseguono non permettono piu' di trastullarsi con pseudo soluzioni o con rimedi che sono peggio del male e loro causa.
      Questi problemi comportano che le persone che ne subiscono le conseguenze non amano che terzi si mettano a congetturare sofisticamente o, pure peggio, ad apologizzarli come obiettivi e soluzioni.
      In comunita' o societa' ricche, spaziose, opulente, la pressione emotiva e' scarsa, la pacatezza e' la norma.
      Cambiate contesto, ad esempio, in un treno rimasto bloccato, ad agosto, in linea, per qualche ora, nel primo [pomeriggio, sippomniamo 7 agosto, 2026, finestre non apribili, temperature sempre piu' alte.
      Cosa succede?
      La pressione ambientale annulla lo spazio anche per le speculazioni concettuali (o mentaloidi).

      Nei contesti nei quali il gioco e' a somma zero il raziocinio non puo' che portare alla consapevolezza che... c'e' la somma zero.

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    3. La ringrazio per l'esempio del treno bloccato ad agosto, che fotografa benissimo la differenza tra la reazione emotiva e la metodologia politica. Ma è proprio qui che la "politicosfera" va in cortocircuito.Se il contesto è un'emergenza a somma zero dove la pressione ambientale annulla lo spazio per il confronto, allora l'obiettivo del blogger non è più stimolare il raziocinio, ma guidare la reazione della pancia. Usare espressioni come "allocco" da una parte o "mente bacata" dall'altra serve proprio a questo: a creare un clima da treno edulcorato dalla paura, dove i passeggeri non devono pensare, ma solo arruolarsi in una fazione contro l'altra.

      Il punto del mio parallelo iniziale è proprio questo. Ai lettori liberi importa poco quanto un autore si professi democratico o coerente a parole, se poi davanti all'urgenza del problema si usano le stesse identiche armi della chiusura totale e dello sberleffo. Se si dà per scontato che il pubblico sia una massa incapace di raziocinio individuale solo perché la situazione è difficile, si finisce per trattare le persone come tifosi da arruolare anziché come adulti capaci di valutare i fatti da soli.Ed è per questo che, forse, ritornare alla dimensione di una diariosfera autentica farebbe bene a tutti: per ritrovare la lucidità di analizzare i problemi senza trasformare lo spazio di discussione in una trincea.

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    4. Vi faccio presente che se una persona dorme di sonno pesante e la casa brucia, oppure una persona alla guida del bus e si appisola, è necessaria un po' di energia per destarla ed evitare che faccia una brutta fine o, peggio, che ci faccia fare una brutta fine.

      Più le credenze son forti più smontarle richiede energia.

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    5. "tutto e' politica".
      Assolutamente no.
      La "politica" è la amministrazione della polis, è la assemblea condominiale in cerchi via via allargati.
      Già nella antichità, torniamo alla oligarchia, si era capito che c'erano due tipi di persone.
      Quelli che potevano o volevano avere una vita pubblica, quindi partecipare alla "politica" esercitando i diritti e i doveri della cittadinanza e gli "idioti", cioè quelli che non potevano o non volevano e di conseguenza si limitavano a farsi solo i fatti propri.

      C'è il passaggio citato altrove in cui le elite spingono o tirano il popolo per i propri fini. Una delle conseguenze è che nel mentre si intorta il popolo con la fanfaluca che possa essere arbitro del proprio destino, protagonista della storia, quando in realtà è una marionetta.

      Il discorso di "tutto è politica" fa parte di questo intortamento del popolo, vedi tutti gli "ismi" della Storia.

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    6. Ho evitato di proposito di descrivere come la demagogia opera in questi giorni, chi sta intortando il popolo con quali menzogne e paradossi e per spingerlo e tirarlo verso quali finalità. Ci sono cose di questi giorni che sono cosi enormi e quindi ovvie che se le devo indicare a qualcuno, questi è incapace di pensiero, è ridotto a burattino, ergo il mio sarebbe un gesto inutile o controproducente.

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  2. La faccenda del bollo auto è una cosa abbastanza irrilevante dato che quando si parla di imposte e di introiti derivanti, se diminuiscono una tassa si crea una diminuzione di entrate che deve essere compensata e idealmente superata con un aumento da un'altra parte. Poi avendo tanti rubinetti puoi giocare aprendone tanto uno e chiudendone pochino tutti gli altri e si percepisce di può la grande variazione del singolo rubinetto aperto e molto meno la piccola variazione di tutti gli altri rubinetti chiusi un infinitesimo.

    In linea generale si potrebbe immaginare di incentivare l'acquisto di auto "piccole" (che in realtà dovrebbero essere leggere e lente) e disincentivare l'acquisto di auto "grandi" (pesanti e veloci) per migliorare il rendimento energetico generale.

    Devi anche tenere presente che allo stato attuale alla gente viene inculcato che certi beni sono indispensabili, che non si vive senza. L'automobile è uno di questi e non basta, da sempre il settore degli autoveicoli è in pratica gestito dallo Stato in maniera diretta o indiretta, proprio perché viene considerato indispensabile.

    Invece il 30% non hai capito la logica. Si tratta solo di distribuire i bimbi "nuovi italiani" in tutte le scuole in modo che in tutte le classi ci sia il 30% di loro. Questo va ad intralciare il fenomeno per cui da una parte ci sono le scuole delle periferie dove vivo io, dove gli Italiani sono netta minoranza e quindi le scuole sono piene di "nuovi italiani" e dall'altra i genitori fanno i salti mortali per collocare i figli nelle altre scuole proprio per non obbligarli alla convivenza scolastica con i "nuovi italiani". Col 30% obbligherai i "nuovi italiani" ad andare in scuole lontane da casa e allo stesso tempo obbligherai gli Italiani a trovare sempre (fino a) 30% di "nuovi italiani" in qualsiasi scuola.

    Chiaramente è una cosa temporanea, nel momento in cui i "nuovi italiani" diventeranno abbastanza la quota del 30% dovrà essere comunque alzata.

    Poi ci saranno eccezioni, ovvero posti dove non si potrà scendere sotto il 30% e posti dove non si arriverà a quella cifra. Ma la regola non si fa con le eccezioni.

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    1. Come sempre, dietro quello che i "media" somministrano al pueblo ci sono cose che non si vogliono nominare. Nel caso della scuola il problema non è tanto che ci siano il 17% o il 54% di "nuovi italiani" ma quanto si vuole che la scuola si adatti alla loro presenza contro quanto si vuole che loro si adattino alla scuola italiana. Questo problema viene dal fatto che si vuole che la scuola sia obbligatoria ma nello stesso tempo c'è l'elefante nella cristalleria della "loro cultura" che non solo si vorrebbe "rispettare" ma che implicitamente o esplicitamente si considera "migliore" per via dei soliti xenofilia e masochismo anni Settanta. Ironicamente il fenomeno è più ampio della pur immane sostituzione etnica. Infatti la Scuola esiste in un mondo dove prima della recente epifania in stile "1984" si martellava ogni momento con l'abolizione di Nazioni e confini, con l'idea che tutti fossimo "cittadini del mondo" quindi dovessimo assumere una cultura "fusion" (parlare fusion, vestire fusion, mangiare fusion) e abbandonare obsoleti localismi.

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    2. > diminuzione di entrate che deve essere compensata e idealmente superata con un aumento da un'altra parte.

      Il meccanismo pare non funzionare "benissimo" visti i colossali deficit annui.
      La pseudo destra diminuisce le entrate ("meno tasse") , la sinistra aumenta le uscite ("più diritti"). La gara alle demagogie.

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    3. > 30% non hai capito la logica

      Non c'è nessuna logica quando hai interi quartieri nei quali esistono masse di invasori di 2a o 3a generazione e pochi autoctoni.
      È un problema di aritmetica, a meno che no si voglia considerare fascista anche quella.
      Il problema è che esistono troppi bambini stranieri rispetto a quelli italiani causato dal problema di lustri di catastrofici ricongiungimenti. Si capisce la logica?

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    4. La logica è la stessa per cui tutti i Governi di questi anni chiedevano ai Prefetti di distribuire "profughi" e "rifugiati" in tutti i Comuni italiani, grandi, medi, piccoli, piccolissimi, usando gli autobus che giravano di notte per non farsi notare. Cosi poi vai in culo al mondo e sotto all'inevitabile monumento ai caduti ci trovi due o tre "nuovi italiani" che bighellonano.

      La logica è quella di spalmare per quanto possibile il problema e quindi ridurre il famoso "allarme sociale", anche se ovviamente siamo molto oltre quel punto. D'altra parte Meloni una volta faceva i soliti discorsi che fa chi non ha responsabilità e guadagna nel fare casino, tipo il blocco navale e i respingimenti. Tutte cose che poi non ha fatto, sia perché si sarebbe trovata contro la Magistratura, sia perché gli tocca frequentare i salotti buoni di tutto il mondo e li il progetto dello Uomo Unico è una religione.

      Sul fatto di "troppi bambini stranieri", te lo ripeto, non solo siamo oltre quel punto, siamo già stati sostituti e ci manca solo di accorgerci, come il dinosauro dopo il meteorite ma la cosa è irreversibile, mettiamoci il cuore in pace. E' irreversibile non tanto per il complotto massonico dello Uomo Unico ma per prepararlo hanno prima cambiato noi. Siamo questi, non possiamo essere altro. Essendo questi, siamo sostituiti.

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    5. Ah, la riprova che siamo oltre e che siamo noi ad essere sbagliati è che se tu parli con la gente capisci quanto è "ingranato" il concetto che non esistono confini, barriere, che "nessuno è straniero". Ironicamente, la ragione è che tutti gli Italiani che hanno un figlio sono convinti di doverlo mandare all'estero, che debba essere poliglotta e di cultura "fusion". Che il succitato figlio sia tatuato, che abbia il piercing, che sia analfabeta, che assuma droghe, che ne so, tutto secondario rispetto alla necessità primaria di pirlare per il mondo. Di conseguenza, se noi pirliamo per il mondo è normale che tutti pirlino per il mondo, se noi non siamo "stranieri" nessuno è straniero. Non c'è la percezione di perdere qualcosa o di cancellare qualcosa in maniera irreparabile, come per il SUV, non si vive senza e quindi qualsiasi costo.

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    6. Riguardo le imposte e il bilancio, perché dici che non funziona?
      In un collegamento che ho messo in un altro commento c'è un articolo del Corriere che ci dice che metà degli Italiani chiede un sussidio allo Stato. Funziona benissimo, devi solo entrare nella logica del "caxxo me ne frega".

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