martedì 6 ottobre 2026

La scomodità del bene

Ebbi il tempo di leggere due pagine (qui, devo ritrovare la seconda) della diariosfera.

Due opinioni su questioni della (in)giustizia nel mondo. Mi viene da sorridere perché  da una parte abbiamo il lavaggio industriale dei cervelli, ciarpame come Walt Disney, "Nessuno tocchi Caino", i sempre troppo numerosi  gruppi settari di anti-questo e anti-quello, le "Non una cretina di meno" e il pletorico caravan serraglio degli obbrobri arcobalenghi, progressisti al peggio.

 Dall'altra parte il mondo, la realtà che hanno la merda, la canaglia, i parassiti, delinquenti, speculatori, riccastri della rendita, i magistrati della ingiustizia cervellotica per sofisti salottieri, i manipolatori della tua mente per i loro scopi, il clan di egiziani accanto al tuo appartamento.

L'ipotesi del mondo giusto è una illusione ideologica che affascina in quanto confortevole, comoda: permette di non vigilare sulla canaglia che esiste, permette di trastullarsi in utopie che divengono distopie. Inoltre permette ai numerosi figli di quelle sempre incinte di essere orgoglionamente parte della realizzazione del male travestito da bene. Una perfetta eterogenesi dei fini che caratterizza i vari sinistranti nella lotta feroce, pedissequa alla realtà, alle sue leggi biologiche, fisiche, alla sociologia  della realtà, alla termodinamica della realtà, alla storia, lotta feroce in primis sui metodi, ostilità alla cura, la lotta alle osservazioni precise e al pensiero razionale e raziocinante che parte da esse, la lotta all'azione coerente che consegue il pensiero, la lotta al vigilare e al misurare i risultati se non soddisfacenti per cambiare strategia, le censurine  belline di ciò che disturba il tuo ozio mentale, quel brutto, cattivo politicamente  scorretto.

L'ipotesi del mondo giusto è quella di quei ProPal che non potrebbero vivere un'ora in ciò che si creerebbe se vincesse Hamas. Questo non impedisce loro di rifugiarsi nella comoda banalità del "bene" colla illusione, degli sciocchi, di essere moralmente superiori. Potrei fare innumerevoli esempi di analogie in vari contesti: la ipotesi della milonga giusta, la ipotesi della montagna giusta, la ipotesi della immigrazione come ricchezza, opportunità etc. per gli invasi, la ipotesi dello sport "non competitivo", la ipotesi della squola inklusiva, la ipotesi il mondo è win-to-win, la ipotesi de... . Se passassimo alla sagra demagogica dei dirittismi per cicale, saremmo alla parodia delle stronzate vendute come cioccolato finissimo.

Il mondo è ingiusto perché la genealogia della morale soccombe sempre alla realtà. Sì, è brutto, cattivo cacca diavolo il mondo ingiusto. Quel mondo orribile, fasciofascista, escludente, competitivo, faticoso, brutale, senza questo o quel diritto (?), coi violentatori, parassiti, patriarcale (?), fascioclericale (?), bla bla blablabla blabla è proprio così. Sei già  fortunato che hai tempo, cibo per poterlo criticare, meglio se ti trasferisci in quei paradisi se qui non ti va.

Puoi illuderti che il meteo sia bello e caldo, uscito  dalla comoda funivia e inoltrarti sul ghiacciaio  in bermuda e birkenstock, a me dispiacerà solo che qualcuno  dovrà rischiare la propria pelle o abbandonare la festa di battesimo del figlio per venirti a salvare, piccola idiota mente scadente che continuerai a fare danni. Già,  la montagna ingiusta...

Inizierei a riflettere, invece, sugli effetti  narcotici  oppiacei che hanno inquinato  il pensiero di milioni di "comodoni" con la banalità  del "bene", il più  fantastico, efficace straordinario realizzatore del male.

Cosa è utile per una persona gravemente denutrita? Cosa è utile per un obeso? La idea di usare lo stesso approccio  può essere comoda per te, è pessima per loro. Lo ugualismo, no!?

Si noti come queste fluttuazioni della realtà e delle sue caratteristiche sbaragliano completamente la comoda dicotomia destra (destra?) e sinistra e il confortevole installarsi settario su una delle due. Dall'altra demolisce con la brutalità  della realtà la narrazione della sinistra ortodossia (la storia dei vincitori è come un violino di cartone) che caratterizza  la Europa dal 1945, dal sessantotto, dagli arcobalenghismi.

Prendere e ribaltare: Nessuno tocchi Abele, no agli uteri in affitto, il dovere è la cosa giusta, hai fatto il tuo dovere?, un eccellente e un mediocre non sono uguali, tratta un minorato come un minorato, hai sempre torto quando la tua volontà  differisce da quella dei padroni della casa di cui sei ospitato, le guardie sono la ecologia contro i ladri, la montagna e la milonga non sono eque né inclusive, non garantiscono alcun diritto, devo attrezzarmi e prepararmi  contro la canaglia che cerca di parassitarmi che si installa morosa, in casa tua e distrugge essa e distrugge e dileggia te, vittima, piccolo borghese fascistoide meschino inferiore, la scuola DEVE essere selettiva perché  ti prepara a vivere nel mondo scomodo e ingiusto, un bagnino che appena diplomato con certificazione è allergico all'acqua e alla salsedine è un grave problema, non un fantastico risultato inklusivo.

Prendi la narrazione comoda e ribaltala alla scomodità  del bene: la storia si ripete perché la etologia è quella, abolisci pure la storia, povero scemo, le droghe (consumismo, cocaina, oppio, MDMA, alcolismo, deficit e debito, ...) sono un problema per te e poi per gli altri che hanno te, drogato, tossicodipendente, in mezzo ai coglioni, i paradisi multiculturali sono solo il tuo macello, Amazon la tua rovina, gli scioperi del venerdì  e lunedì  sono comodi e per ignobili, affronta con molteplici mezzi e azioni,  radicalmente le complessità del "non si può fare gniente", sii esempio con fatti e comportamenti di ciò  che dici, realizza con il comportamento il tuo onore.

Prendi le cose della sinistra: ora sono la banalità, comoda, dello zucchero "bene" per diabetici, sono la tua dose di oppio che ti porta, giocondo, serenone, al male.

31 commenti:

  1. Le cose però non appaiono dal nulla, hanno una storia.
    Lo stato dell'arte attuale è il risultato di una evoluzione che comincia nel Medioevo e che, stringi stringi, produce una sorta di "Nuovo Cristianesimo" che vorrebbe premiare gli scemi, proporli come modello, come l'intenzione di Dio all'atto della creazione.
    Non è un caso che Dante, ben dentro nel citato Medioevo, inventa un Odisseo che trova la sua fine come giusta punizione per non essere uno scemo e quindi avere cercato di andare a vedere cosa c'era oltre il confine proibito delle Colonne d'Ercole, il famoso "fatti non foste a viver come bruti ma ad inseguir virtute e canoscenza".
    La contemporaneità afferma l'esatto contrario, fatti fummo a vivere come bruti ed ad inseguire la soddisfazione delle pulsioni come gli infanti o le bestie.
    Per sostenere questo imperativo occorre un meccanismo che censuri tutto quello che esce dalle "media dello scemo", tutto quello che non è conforme alla "Classe Operaia", tutto quello che non risponde ciecamente e automaticamente agli input che calano dall'alto destinati alle masse.
    Dalla Rivoluzione Francese in poi diventa tutta discesa, ne abbiamo già parlato in lungo e in largo.

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    1. Prego notare che i soldi non sono un elemento che porta fuori dalla "Classe", il calciatore che viene dalla bidonville guadagna soldi che poi sperpera in statue pacchiane, gioielli, macchinoni inverosimili, mignotte, eccetera. Che sono le "carote" che vengono messe davanti agli scemi per fargli girare la macina.
      Quello che ti porterebbe fuori dalla "Classe" è la capacità di pensare o meglio la filosofia nel senso proprio del termine. Anche qui, non è un caso che nella vulgata la parola "filosofia" abbia assunto un significato deteriore, quando va bene una attività oziosa, inutile. Ovviamente con l'eccezione dei "filosofi" che propongono varianti della "Religione degli Scemi".

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    2. Sì, Nessuno.
      Riflessioni Interessanti.
      Cristianesimo, quindi illuminismo, poi socialismo, comunismo, arcobalenghismo, le sue derivazioni. Lo universalismo che livella, appiattisce, pialla. Sono espressioni delle parte giudaico-cristiana, appunto, dell'Europa.
      Tuttavia osservo che l'islam, che mi pare non abbia, se non in piccola parte, questa componente misericordiosa, pietistica, è messa decisamente peggio come masse, la "media dello scemo" ha valore più basso e appartenenza più numerosa.

      Il pensiero che ha apologizzato la eccellenza mi pare che sia uscito colle ossa rotte dalla 2a guerra mondiale (in Europa).
      In altre parti del mondo (penso a Cina e Israele) sussiste.
      Difficile anche individuare una componente ideologica comune, sotto.

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  2. A questo proposito, risponderemo alla domanda posta da questo articolo:
    Sbagliato aumentare le pensioni minime.

    La domanda sarebbe: perché una persona dovrebbe lavorare come dipendente, farsi trattenere le imposte e i contributi per tot mila anni, quando la pensione che riceverà sarà di poco superiore alla "pensione minima" che potrebbe ottenere non pagando imposte, non versando contributi e in sostanza vivendo del "nero"?

    La risposta è che ancora una volta si gira attorno alla statua colossale del Sistema Pensionistico continuando a ripetere la fandonia che le pensioni siano pagate con la contribuzione.
    In realtà non esiste nessuna correlazione tra il vitalizio corrisposto e le somme versate, per il semplice fatto che non esiste nessun "fondo" su cui le somme vengono accumulate per essere poi reinvestite e quindi come minimo rivalutare il capitale se non produrre un rendimento. Tutto quello che viene versato allo Stato viene speso e siccome non basta, lo Stato si fa prestare i soldi emettendo obbligazioni su cui poi paga cedole, vedi alla voce Debito.

    Quindi la risposta è che tutto il macchinario è fondamentalmente una truffa messa in opera da demagoghi che volevano raccogliere consenso promettendo un vitalizio come "diritto universale". Cosa che è poi stata ulteriormente estesa aggiungendo alla pensione il famoso "reddito di cittadinanza" che non aspetta nemmeno la scadenza della anzianità, idealmente potrebbe partire alla nascita.

    Il problema di fondo è che lo Stato, seppure aumentando sempre l'imposizione fiscale, incassa meno di quello che spende. Come visto in altro articolo, META' DEGLI ITALIANI chiede una forma di sussidio. Poi ci sono tutti i servizi pubblici, per esempio la Sanità, che ancora è un "diritto universale" e quindi funziona allo stesso modo.

    Soluzione?
    Non c'è, abbiamo descritto un paradosso.

    Ci sono solo due vie d'uscita, una è trovare il modo di produrre molta più ricchezza procapite e mantenere ferme le aspettative. L'altra è progressivo impoverimento quindi abbassamento delle aspettative.

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    1. Il contributivo cerca di porre, in piccola parte, rimedio agli orrori del retributivo Con sindacalisti, ufficiali, piloti e altro che si facevano quadruplicare gli stipendi negli ultimi tre mesi per ottenere una pensione "d'oro".
      Il sistema previdenziale è una degli strumenti della demagogia nei quali i più versano 10 o anche meno e prendono 90 o anche più.
      Milioni di pensioni minime a gente che non ha versato nulla o quasi.
      Risultato: oltre 18.000.000.0000 e oltre di deficit all'anno.
      Eppure abbiamo una parte della destra (?) Salvini, che continua la menata con l'abbassamento e tasse e l'età in cui andare in pensione che è come, in auto, pigiare di più sull'acceleratore e tirare con maggior forza il freno a mano.
      Puoi funzionare per qualche minuto, poi i dischi dei freni si incendiano.

      La via del più deficit e più debito è il migliore e più efficace metodo per il progressivo impoverimento.

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  3. ma allora questo stato è un po' come i nostri giovincelli figli di mortidifame che non arrivano mai a fine mese e vivono con prestiti garantiti dai loro nonni.
    Chissà quanto durerà e chi vivrà vedrà e sempre si lamenterà

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    1. Come scrisse Nessuno, dal dopoguerra i nonni dicevano al pizzicagnolo :- Segna, segna, che poi pagheranno i miei nipoti".
      Direi che deficit e debito sono, in primis, un colossale furto generazionale nei confronti di coloro che seguono e seguiranno.

      Beh, se sono maranza, la cosa ha degli aspetti positivi!

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    2. Lo "stato sociale" ha due componenti.
      Una è connaturata alla democrazia, cioè raccogli consenso con la demagogia, promettendo tutto a tutti. Questa è malafede.
      L'altra componente invece può essere esistita in buona fede e consisteva nella convinzione che una volta dato il via ad un certo tipo di economia, questa avrebbe prodotto la "crescita" per sempre, un concetto che ancora oggi viene ripetuto di continuo a riprova che gli "economisti" fanno solo metafisica. Perché nel mondo fisico tutto è finito, perfino l'Universo e non solo non si crea niente, è anche enormemente più facile passare da uno stato ad un altro con un livello di confusione (o di energia in altre parole) inferiore. Da cui, premesso che alla fine si tratta di spostare risorse da una parte all'altra e quindi se da una parte accumuli dall'altra togli, è anche fisicamente impossibile "crescere" all'infinito.Quello che è successo, in altre parole, è che l'Italia del "boom" era onestamente convinta che si poteva dire e fare qualsiasi cosa che tanto poi in futuro ci sarebbero state le competenze, le tecnologie e le risorse economiche e materiali per disfare e rifare da capo. Si, le pensioni sono uno Schema Ponzi che paga i primi entrati coi soldi versati da quelli che entrano dopo ma all'epoca si pensava che tanto si sarebbe guadagnato sempre di più e quindi si sarebbe avuto sempre di più di tutto e le pensioni o la sanità non sarebbero mai stati un problema.
      Ancora oggi la consapevolezza che le risorse sono finite e quindi tutti noi dobbiamo fare delle scelte in base alle priorità che ci diamo, è di pochi.

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    3. Errata corrige, la confusione è superiore, cioè è più facile rompere un uovo che fare un uovo.

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    4. Mi stupisco a doverlo scrivere. Se pronti via io pago a Mario, che non ha reddito, un vitalizio, devo trovare i soldi. Me li faccio dare da Luigi con la promessa che ad un certo punto gli darò un vitalizio. Quando arriva il momento di pagare Luigi devo ancora pagare Mario, devo trovare il doppio dei soldi, me li faccio dare da Gianni, con la promessa che un giorno gli darò un vitalizio.

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    5. > fare delle scelte in base alle priorità

      è lo spauracchio di bimbi viziati e di bamboccioni il "diritto ad abitare a Madrid", il "diritto ai servizi [come evasore]), il "diritto a emigrare in Europa", il "diritto al reddito di fancazzanza," il "diritto alla sanità gratuita" (così mi faccio il uichend alla Oktoberfest", il "diritto a stare a casa in malattia una settimana perché ho in brufolo sul naso", eccetera eccetera.

      Mai discriminare, mai rinunciare, è tutto un "diritto".
      Ovviamente questa favoletta per scemi non ha alcuna corrispondenza nel mondo reale.

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    6. Come detto altre volte il "diritto" assume due forme.
      Nella fase "cazzo me ne frega" si sostiene col debito pubblico e va avanti nella finzione tragicomica della "crescita infinita" per cui lo Schema Ponzi.
      Quando il meccanismo salta per aria si passa a "tutti nella merda ma tutti uguali", quindi lo stesso pueblo che vive di sussidi a debito viene sobillato perché produca roncole e forconi e si presti al gioco dello "esproprio", che poi in teoria conferisce tutto in una "cassa comune" da cui si attinge per dare ad ognuno un tanto. Infatti vedi bene che la reazione automatica appena si balena l'ipotesi di collasso dei "diritti" diventa "patrimoniale", che è solo un modo dolce e simpatico per dire "esproprio". Inutile cavillare sul come quando e perché, il meccanismo psicologico-sociologico è quello che ho detto.

      D'altra parte, anche qui già detto e ridetto, inutile aspettarsi che un popolo ignorante e amorale possa pensare ed agire diversamente, cosi come inutile immaginare che ad un certo punto non ci siano più demagoghi.

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    7. Per la cronaca, uno che gira col furgone, si rifornisce dal produttore di ravioli e poi li va a vendere ai negozi di alimentari guadagna tre, quattro, cinque volte un operaio che timbra il cartellino. Non è che l'operaio non saprebbe caricare e scaricare il furgone e girare per negozi, è che non vuole rotture di cazzo, si presenta in fabbrica, timbra, lavora il minimo indispensabile eseguendo i gesti che gli è stato detto di fare ne più ne meno e non ha un pensiero al mondo. Poi nel suo mondo tutto è deciso e regolato da altri, i redditi li dichiara l'azienda, le imposte le calcola e le paga l'azienda, qualsiasi servizio indispensabile è "universale" ed erogato dallo Stato eseguendo i gesti che ti viene detto di fare. Ovviamente in tutto questo l'operaio IN PUBBLICO si lagna di quanto sia umiliato e sfruttato mentre in privato si crogiola nella assenza di responsabilità e di preoccupazioni. Mi si dirà "mica possiamo fare tutti il neurochirurgo o il fisico nucleare, ci vogliono anche gli operai". Senz'altro. Epperò da secoli esiste il detto "tutto per la Classe Operaia" ovvero lo "operaismo", che non solo postula come detto le angherie, lo sfruttamento, la violenza a danno dell'operaio ma, qui è la parte tragica, postula che lo operaio sia lo stato ideale dell'essere umano, che idealmente tutti debbano essere, vivere, pensare, agire come operai. Prego riflettere sulle conseguenze.

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    8. > lavora il minimo indispensabile

      È una cosa che non riesco a comprendere. A me piace fare bene i lavori, non importa se fisici, concettuali, per necessità o per diporto, umili o nobili. Un lavoro fatto bene è un bene in sé, gratifica, ha una propria bellezza. Detesto, mi irritano i lavori fatti male, non finiti, scatti.
      Solita disadattamento sociale penso.

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    9. Si, è una lezione che si impara andandoci a sbattere contro. In un gruppo di persone ce ne sono alcune che vedono nel lavoro un modo per esprimere se stessi ma la maggior parte vede il lavoro come "travaglio", cioè una sofferenza imposta, subita, a cui si deve fare buon viso a cattivo gioco, nella maggior parte dei casi con l'inerzia e qualche volta anche con l'antagonismo. Come dicevo a proposito del fatto che nei contesti dove sai che tutti sono li per lo stesso motivo, cioè prendere il più possibile e fare il meno possibile, a volte conviene non fare niente piuttosto di fare danni.

      Oltre questo fenomeno ne esiste un altro, che va di pari passo. In un gruppo di persone ce ne sono alcune che preferiscono avere la responsabilità del proprio lavoro, perché con la responsabilità necessariamente viene l'autonomia. La maggior parte però rifugge la responsabilità il più possibile perché rappresenta una ulteriore "fatica" sopra il "travaglio", quindi sta li aspettando di ricevere ordini, che devono essere il più possibile semplici e univoci, altrimenti alla minima deviazione il "lavoratore" si immobilizza (non è compito mio) oppure fa dei danni (mi hanno detto di fare cosi, io lo faccio, se poi viene giù tutto non è colpa mia). Questa lezione però non l'ho imparata in ambito lavorativo ma a naja, quando ho visto che automaticamente i più anziani ricevevano i "gradi" per poi vedersi assegnata la responsabilità, diretta o indiretta, di un certo numero di scemi, ritenuti cosi incapaci da essere non solo un peso inutile ma financo pericolosi se lasciati a se stessi.

      Torno a dire, facciamo uno sforzo di immaginazione e consideriamo una religione che postula lo stato di idiota come lo stato ideale dell'essere umano e che utilizza l'odio per manipolare i succitati scemi. Quali conseguenze ci possono essere a breve, sul medio termine e sul lungo periodo.

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  4. Non una di meno fa femminismo da social, ma non è vero femminismo

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    1. La versione femminile dell'antagonismo sinistrante.
      Essere bastian contrarie.
      Non un caso che si sdilinquiscano per gli islamici che sono agli antipodi di ciò che le cretine cianciano.

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    2. La faccenda è più complessa di cosi.
      La personcina "di sinistra" non vive senza una "causa" a cui votarsi e la "causa" deve rientrare sempre nello schema di ""Classe di angariati, sfruttati, violentati" contro "Classe di aguzzini, sfruttatori, violentatori".
      Quando non ne trova una attorno casa deve inventarne di esotiche, per esempio vedi il passaggio dal Comunismo allo "ambientalismo" e la conversione dei comunisti in "verdi".
      Le nostre signore amano l'immigrato perché rientra nel loro schemino nella parte del povero angariato, sfruttato, eccetera e quindi alla fine tutto il macchinario deve lavorare per una "rivoluzione", cioè un ribaltamento, in cui gli immigrati diventano i padroni e i loro "sfruttatori" vengono eliminati o ridotti in catene.
      Quando pensa alla "Classe" del genere femminile tutto allo stesso modo, donne vittime angariate, sfruttate, violentate e maschi aguzzini, sfruttatori, violentatori. La soluzione anche li è la "rivoluzione" che metta le donne al posto degli uomini ed elimini gli uomini o li riduca in schiavitù (più sottilmente, li riduca in donne).

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    3. Ah, poi assieme allo schemino della "lotta di classe" c'è lo schemino della "collettivizzazione" per cui qualsiasi sia il problema la causa deve essere collettiva e la conseguenza ancora deve essere collettiva. Ci deve per forza essere una teoria cosmogonica per qualsiasi cosa e qualsiasi problema si risolve con trasformazioni su scala cosmica. Quindi se un immigrato ti ruba la bicicletta non si può guardare il singolo soggetto, il singolo gesto, la singola bicicletta, si deve per forza pensare l'intero fenomeno universale del cambiamento di destinazione d'uso di tutte le biciclette del creato ad opera di tutti gli esseri umani. Per cui alla fine inazione, paralisi, non si può nemmeno dire "mi hanno ciulato la bici", cosa vuoi che sia il micro-evento subatomico rispetto all'universo.

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    4. Il collettivo appiattisce, toglie responsabilità e respons-abilità. È comodo. Nessun colore è troppo lontano dal grigiastro.

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    5. Il collettivo è una menzogna tragica perché siccome non funziona, produce inevitabilmente miseria e morte, tanto concrete che ideali.
      E' sempre il solito discorso della baracca nella tormenta di neve, se dare tutte le riserve a pochi volenterosi che vadano fuori a cercare aiuto o se stare tutti dentro e dividere in parti uguali. Il secondo metodo è quello che certi partiti e movimenti ripetono di continuo nella loro neolingua, "mettere tutto al centro - nessuno lasciato indietro" ma è una scommessa perché si basa sulla speranza che smetta di nevicare prima che si cominci a morire di freddo e di fame. E' un modo di pensare che è contrario alla nostra indole innata, la nostra specie ha sempre praticato il primo metodo e con buoni risultati visto che ci sono persone ovunque nel mondo anche nei luoghi più remoti ed inospitali. Cosa che dovrebbe suggerire che il secondo metodo ci avrebbe portati all'estinzione.

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    6. Nota però che negli Anni Settanta, allo scopo di inculcare il "collettivismo", si è somministrato alle masse il concetto del "teratoma umano", cioè se una cosa funziona troppo bene deve essere sbagliata, quindi meglio una che non funziona ma che, appunto, aumentando miseria e morte, riduca il "teratoma". Perché si sa che il "teratoma umano" sono gli altri, a partire dai "ricchi" e certo non sono io. Farebbe un po' ridere se non fosse vero.

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    7. Io stesso usai il termine terapia per indicare la dinamica della (sovrap)palazzone che è la stessa di quella delle cellule tumorali. Dovrei recuperare un paio di grafici nelle pagine di questo diario che parlano più di mille parole.
      La stessa dinamica per la quale... la trippa per gatti è finita.
      Ora la feccia maranza sfascia tutto col la scusa che manca questo o quello.
      Siamo solo all'inizio.

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  5. dovere: il male travestito da bene :)
    ciaoso dì

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  6. Ieri a pranzo ascoltavo Radio Radicale, cosa che raccomando a tutti. C'era un signore di Sinistra Ecologia e Libertà che ci raccontava della "giustizia climatica" e ad un certo punto ha chiosato con una cosa tipo "non è giusto che solo i benestanti abbiano i condizionatori, serve il DIRITTO ALL'ARIA FRESCA.
    Non scherzo, il "diritto all'aria fresca", testuali parole.

    Non vorrei dare brutte notizie a SEL ma per avere un condizionatore devi avere una casa con un impianto elettrico collegato alla rete di distribuzione, quindi come minimo devi pagare un affitto e la bolletta della corrente e non mi risulta che nessuna delle due cose sia "diritto".
    Per cui magari io comincerei a fare un qualche progetto per controllare i prezzi del mercato immobiliare, che poi non è "rocket science", direbbero gli Ammericani, si tratta di costruire case "popolari" a vario titolo. Si, c'è tutto un capitolo di storia patria su questo argomento.

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    1. Ascolto La Zanzara, uno spaccato di estremismi della società reale. Lustri fa ascoltavo alcune cose su Radio Popolare, mi nauseò al punto di mandarli al diavolo. Radio Radicale è uno spaccato di ciò che avviene in parlamento. Leggendo quanto scrivete, Nessuno, ecco le demenze dei deputato compagno di SEL col dirittismo sinistro. Povero. A me fan pure pena, a volte.

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    2. Io invece cerco di capirli.
      La cosa che non mi spiego non è tanto l'idea generale di aiutare le persone che hanno delle difficoltà a vario titolo quanto il fatto che non abbiano nessuna idea di come fare se non ripetere all'infinito lo schema "povero amato da Dio, ricco all'inferno" che poi diventa "reddito universale, esproprio".
      Se non che anche uno scemo dovrebbe arrivare a capire che l'esproprio è una carta che ti puoi giocare una volta, due, tre, poi esaurisci la riserva a cui attingere e non solo si incarta tutto il meccanismo ma si incarta in maniera tanto drammatica tanto più l'hai costruito sulla premessa di potere espropriare un tot di risorse all'infinito.

      Si può anche vedere in un altro modo.
      Esaminiamo il concetto della "rivoluzione", io sono contadino impiegato con lavoro coatto alla costruzione della piramide del faraone. Con gli altri contadini spodestiamo il monarca e la sua aristocrazia. Un minuto dopo non sappiamo cosa fare. Abbiamo bisogno di qualcuno che faccia i conti, tenga i registri e più in generale decida per tutti. Il regime assembleare non può funzionare per le masse sia per le quantità coinvolte che per il fatto che la massa è incapace di autodeterminarsi. Quindi la "rivoluzione" non sposta niente nei fatti, si limita a rimpiazzare una aristocrazia con un'altra. La seconda poi di solito è più amorale della prima perché punta agli stessi vizi senza memoria di nonni e bisnonni più spartani ma solo con la memoria dell'appetito insaziabile.
      Al signore del "diritto all'aria fresca" io vorrei chiedere "scusi ma lei chi crede di essere?". Perché ci vuole un ego di un certo tipo per ritenersi il messia.

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    3. L'ego dei sobillatori è tanto ipertrofico quanto fragile.
      Togli i sobillati e questi diventano nudi con la loro pochezza.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.