giovedì 5 giugno 2014

La medicina amara

Il signor Renzi dunque dovrebbe andare alla riunione dei grandi tromboni e sostenere con forza le ragioni contro l'austerità. Sarei un filino imbarazzato.
Non si smetta di parlare del merdaio dell'Expo che hanno sollevato solo un poco il coperchio del pentolone Mose a Venezia. Ma è lo stesso motore che sostiene altre follie come la Orte - Mestre, il TAV Brennero e Susa, il sistema inceneritori, la malasanità pubblica, il sistema delle concessioni, TEEM, le privatizzazioni all'italiana delle galline dalla uova d'oro (listadioperenenefastelunghecomelafame). Tutta roba bbona nostrana nota e arcinota. Il caso del TAV in Val di Susa è paradigmatico perché là il sistema incontra resistenze contro le quali si accanisce con massima forza.
Lasciamo perdere l'insensatezza delle grandi opere dal punto di vista della distruzione economica ed ecologica. Parliamo del lemon capitalism corruttivo in cui siamo campioni del mondo. Queste opere capital intensive sono proprio utili a... mantenere ed alimentare il sistema.

Perché gli italici di centro, sinistra, sopra, sotto, davanti e dietro sono incazzati neri con austriaci, finlandesi, tedeschi, paesibassesi e nordici in genere che non è che siano sani ma non sono al livello nostro di rogna?
Se si impone il sano e giusto pareggio di bilancio, se da una parte hai evasione, dall'altra hai dissipazione, allora non puoi che tagliare spese utili e necessarie. La torta è quella, no!?
Allora la medicina amara ti obbliga a controllare le filiere parassitarie. La necessità stimola il conflitto virtuoso. Inizia a responsabilizzare il_bobbolo che, come sostengo qui da molto, non è ne peggio né meglio della classe dirigente che esprime. Controllare costa ed è faticoso: in natura non si mangia gratis. Ecco quindi che queibrutticaccadiavolo cattivoni brutti con la loro austerità...
Abbiamo dei sassoni nelle scarpe direi. E' patetico andare in Europa a sbraitare che vogliamo la porta più larga, l'arbitro meno austero, la crescita dei gol, in campo in pendenza verso la porta degli avversari e altre fregnacce del genere.
Quelli ti guardano sbalorditi e ti indicano, in silenzio, i ponfi e le protuberanze nelle tue scarpe.
E gli italici si incazzano.
Renzi in Europa contro la medicina amara.
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahhahahaahahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahhahahahhahahahahahahah
aahahhahhahhhha
ahhahhhahhahahhahahhahhhah

P.S.
Io veramente non capisco il M5S a cui non si può non riconoscere un ruolo dirompente nello scardinare questo sistema corruttivo e il bipolarismo che è la sua chiave di volta. Non capisco assolutamente la sua ostilità al pareggio di bilancio.

(pv)

mercoledì 4 giugno 2014

Betulle - 7

(Betulle - 6)

Quando ieri siamo usciti, a Colloro, una vecchina proprio vecchia vecchina sorrideva stupefatta.
Ma allora... allora venite dalla Valle! C'era ancora in quella voce, quasi stupore e ammirazione, come se fossimo stati prodi, audaci. Ho letto che da quelle parti si dice "Entrare in valle". Se le passi intorno, proveniendo velocemente dalla pianura, vedi solo una cortina di pendenze durissime, di rocce cattive, di cime, croste, creste, una sorta di filo spinato geologico, di barriera. Sai solo, per decine di chilometri, che là dietro, ci deve essere Lei.

Avevamo avevo scelto di ripercorrere la via lunga e meno battuta, quella che passa per la Bocchetta di Vald. Con il tempo giusto, sette ore e mezza sono servite tutte.
Entrare nella Valle.
Devi rallentare i ritmi, entrare in connessione con la Grande Madre, ascoltare il battito del tuo cuore, il tuo respiro nel silenzio, sentire il cuculo, lo scroscio di torrenti, ruscelli e rivoli, le pietre che cadono spostate da un camoscio, il verde che è mille sfumature di verde chiaro, che la primavera è appena agli inizi là. Ogni foglia di betulla, di verde sgargiante, si muove nel vento e ricorda quell'infinitesimo di vita che è parte della Grande Vita.
Entrare nella Valle. E' la realtà fisica che prende il sopravvento.
E' un atto di corteggiamento, di abbandono. Passo dopo passo.
Ad ogni passo nella fatica ti lasci alle spalle l'artificiale.
Entrare lì dove la Natura è regina esplicita: gli homo hanno ceduto, la guerra contro la fatica, contro la vita grama fu persa. Entri in valle e inizia, passo dopo passo, ad immaginare, a respirare, il cuore batte più forte, i muscoli sono vivi, l'olfatto trattiene odori di resina, di acqua, di neve, ogni cosa racconta a te, della vita e della morte che lì non sono mediate.
E lassù,, oltre la vedretta della bocchetta, c'era il cupo. Già le valanghe pazzesche che avevamo dovuto aggirare erano segni premonitori. Come se la Grande Madre ci volesse scoraggiare, far desistere. Guardate che qui non si scherza! Un po'spocchiosa, era come se volesse mettere alla prova quel piccolo gruppo di suoi amanti.
















martedì 3 giugno 2014

Cotto e felice

Quattro giorni di camminate dure.
Li ho tutti nelle gambe con uno zaino impegnativo.
Mi si chiudono gli occhi mentre scrivo.
Ho la Valle Grande nel cuore, negli occhi, nell'anima.
Sono cotto e felice.
Buonanotte

giovedì 29 maggio 2014

Betulle - 6

(Betulle - 5)

Fervono i preparativi. Saremo in cinque o sei a questo giro, uno si è aggiunto ieri, una si è (forse) aggiunta oggi.
C'è la pregioia dell'attesa, un po' di tensione, come staremo in questo gruppo, il fascino del selvatico, per quanto moderato nella quantità di tempo. E un velo quasi impercettibile di ansia.
E' il rischio, la stessa dimensione del vivere, lo stesso trepidare di quelli iniziali degli amanti, dove tutto è incertezza, rischio eppure così terribilmente intrigante, emozionante, tutto è sapore e colori, sale.
Solo qualche giorno in ambienti naturali, meno artificiali(zzati). Lontano da tutti, isolati solo per tre giorni, da sabato a martedì mattina. Eppure già così emoziona.
Le foglie tremule delle betulle già si muovono nell'aria, il loro verde intenso ci saluta, remoto.


Arrivederci migliore

Martedì c'è stata la serata di chiusura da Flora.
A distanza di una settimana non avrebbero potuto esserci due esiti così diversi. Martedì scorso arrivai stanchissimo, ballai malissimo e poco (e questo è forse un bene); non dieci minuti dieci a casa per rilassarmi se non in treno in cui mi si chiusero gli occhi. T. è sempre dispoticamente esigente. Ne parlavo lunedì al corso con _elo, siamo rimasti, al termine del terzo anno di studio, forse neppure un decimo di quelli che iniziarono, ne parlavo ieri con _nni il mio maestro "dei colli", solo un pazzo può alzarsi nella notte, fare decine di chilometri con qualsiasi tempo, con la neve, montare le catene, prendere treni deserti nella notte, per questa sesta arte.
Anche solo andare in compagnia è una piccola festa, non smazzarsi i viaggi da solo (che anche i/le tangher* dei colli e di montagna quasi tutt* hanno abbandonato infrasettimanalmente), dopo essere riuscito a dormire un'oretta. L'altro ieri, al contrario di martedì scorso, sono arrivato fresco e carico.
Flora ha invitato un bravo sassofonista che nelle cortina (l'interludio tra una tanda e la successiva) suona dei bei pezzi. E' stata la sera dell'addio (diciamo arrivederci a settembre) e ha radunato molte persone. E molt* di quest* di buon livello.
E così è stata una progressione, come trovarsi all'interno di un tornado, nell'occhio del ciclone. Trovare anime gemelle per manciate di tre minuti in cui essere projettati negli sprazzi di tango.
_dra, _sca, _ica la mora del profumo,_dra la beneventana, _lde.
Passata una settimana, ancora una volta montagne russe, dalla frustrazione alla gioia.
Ecco, terminare con gioia. Le montagne russe servono: non avrebbe potuto esserci arrivederci migliore per la milonga del mio cuore.


mercoledì 28 maggio 2014

Io sarei qui - 4

(Io sarei qui - 3)

Lascio passare un paio di giorni e ... osservo che ho poco da commentare rispetto agli esiti delle elezioni europee. I punti politici che ritengo importanti erano sparsi in quasi tutte le forze politiche (eccetto Forza Italia, ma quella è la grande merda totale).
Votato Lega (quando ho visto certi nomi come Tosi mi son detto a che punto sono arrivato, già il primo segno della brutale violenza cui ci porta la crescita demografica e le migrazioni di massa. Vabbèuncazz ma vabbèlostess) e il PD al paesello, c'era un solo ecologista candidato, con loro, chissà se qualche riuscirà a mettere qualche granellino nella macchina del Partitodemocristiano della Distruzioneecologica. Col senno di poi ho verificato la mia posizione su 25 questioni.

Tante considerazioni su suffragio elettorale, democrazia demagogica, rozzezza estrema del metodo (votare tutto o niente di menù uguali per l'85%, scegli quello della Trattoria Al Gallo d'Oro, scegli e troffie al pesto e ti portano un brodo di manzo schiarito con pastina, non hai alcun potere, non puoi rimandare indietro il piatto, non puoi mandare a scopare il mare né il cameriere né il cuoco), assenza di contenuti, contenuti vuoti o di distrazione di massa, del fatto che se fossero state elezioni legislative avrei votato diversamente.
Ecologia meno presente che mai.
Nel frattempo leggo due notizie, la stessa violenza, la grande violenza rispetto alla Madre e alle sue manifestazioni.


(via voisietequi)

martedì 27 maggio 2014

Eccessivamente eccessiva

Stavano iniziano a cadere i primi goccioloni. Se accelero, ce la faccio, pedalando di brutto in due o tre minuti ce la farò. Era caldo a lezione di tango, aria appiccicosa fuori e dentro.

Avevo la maglia a maniche lunghe nello zaino. Gocciolava acqua dalla cerata, dai miei pantaloni, dalla t-shirt a maniche corte che avevo appeso al ripiano porta bagagli. Fortuna che mi ero tolto quella a maniche lunghe. C'era un po' di gente, l'ultimo treno è frequentato, forse avranno detto cazzofaquesto quando mi avranno visto a torso nudo, a cambiarmi quella d'acqua con quella asciutta, questo che fa acqua da tutte le parti.

Io non ho mai capito che senso avesse la pioggia così eccessivamente eccessiva nel cinema da essere finta, 'na roba che pare ci siano un tot di idranti a svuotarsi intorno.
Fino a che non ci ho pedalato dentro.