domenica 31 marzo 2019

Non ci siamo proprio

Mi ha fatto una splendida sorpresa, ieri, Rosa Canina, venendo su. Abbiamo cucinato, fatto l'amore, dormito, cucinato ancora la nostra splendida e squisita cucina (italiana), mangiato, riso, ieri.
Oggi ero così, quei fine settimana spezzatino a disposizione di mio figlio. Stato in casa, riposato, cucinato un po'.
Finché ci sarà questa merdosa siccità ho deciso che non uscirò in natura, non mi va di camminare nella polvere, accanto a campi spelacchiati, o su sentieri nel bosco di polvere.
Ho provato una micro uscita in bici ma non ci siamo, la coxartrite è peggiorata e sul rampichino proprio non ci siamo, l'anca sinistra litiga con la postura a torso basso. Ora si tratta di capire quanto tirare avanti e quando decidersi a cambiare il pezzo meccanico. Questa perdita della capacità di movimento inizia ad essere pesante.
Ero un po' malinconico.
Sono passato a far due parole col contadino delle patate e delle mele e delle noci.
Poi al piccolo cimitero della frazione.
Leggo e vedo volti e poche parole per ciascuna vita. Leggo i cognomi locali, Mingarelli, Lenzi, Ventura, Gandolfi, Costa, ...  così diversi da quelli del camposanto della nonna tra i monti retici.
Sì, un po' malinconico oggi.

L'uomo che piantava gli alberi - 2

(L'uomo che piantava gli alberi)

Questo è interessante anche per la ricerca agronomica sul micro o nanoclima e sulla fertilità dei suoli condotta da Anand Dhawai Negi.
Considerato che ampie zone del pianeta tendono alla desertificazione o sono già (sub)desertiche (qui intorno a me ormai c'è polvere anche nel sottobosco, i prati sono spelacchiati a causa dell'aridità) a causa della distruzione di boschi e foreste è un contributo assai di pregio a migliorare 'sto mondo.


mercoledì 27 marzo 2019

Separazione di generi


  • Non c'è cosa migliore per desiderare il cibo che un digiuno.

Sentito lo strepitare per un tizio, tale Sergio Vessicchio che si era arrabbiato per la presenza di una donna nella terna arbitrale di una partita della pedata.
Quando sento le isterie del politicamente corretto inizio subito a pensare che la ragione sarà, quasi certamente, dalla parte opposta del diametro.
Io penso che sia non solo del tutto legittimo ma anche ragionevole che ci siano luoghi nei quali v'è una separazione dei generi. Se uno vuole la pedata solo al maschile, un luogo maschile, virile, senza femmine in mezzo alle balle, ha tutto il diritto di desiderarlo e di esprimerlo.
Le ugualizzazioni sono uno dei segni di questo tempo che progredisce al peggio, il tenere distinti, il mantenere separati un nuovo tabù.

Un po' in colpa

Domenica scorsa, tre dei mie quattro compagni di viaggio, dovettero rinunciare alla milonga perché indisposti. Non ebbi avuto tempo per organizzare alternative. Ecco, mi sono sentito un po' in colpa per essere andato e tornato da solo in auto, 200km avant'indrè.
Ho disdetto l'impegno a Milano di domenica prossima: per rientrare in tempo utile per non essere in "coma" al lavoro lunedì avrei dovuto viaggiare di nuovo con la mia auto.
Devo dire che l'esempio della rinuncia che ricevo da alcune persone che conosco in questo diario e altri mi ha aiutato.
Il fatto che io sia abbastanza spartano durante la settimana non è che cambi granché l'impatto ecologico di certe scelte.
A volte è bene rinunciare.

martedì 26 marzo 2019

Sei terra



Mi ricordo la sua 128 blu scura e i sedili rossi. Ero piccolo e lo zio mi faceva sedere tra le sue gambe e tenere il grande, enorme volante. Io ero felice.
Osservavo i bei cipressi, piegati dalla bora, era tagliente e freddo oggi. Una parte del cimitero vecchio, alle pendici del monte Subasio, ancora con la terra, i cipressi, le tombe con le lapidi, l'erba tra di esse.
Finalmente è tornata la terra e la sua bara è scesa per un paio di metri, in basso, nel profondo. E' molto toccante, rispetto alle tumulazioni condominiali in alto che io non sopporto, non riesco a concepire se non come una delle ennesime alienazioni dei formicai umani di massa. Nel basso c'è un distacco, una separazione toccanti, commoventi. Trovo questo esercizio spirituale ciò che è proprio perché forte, brusco, sparisce, va, non ci sarà più perché nella terra.
Ho preso un pugno di terra e l'ho lanciato sulla sua bara, una piccola parte, una sepoltura simbolica. Quadrato, tenace, poche parole, misurate. Duro, spesso, nei confronti della zia. Non so se un dire un uomo degli altri tempi o semplicemente il risultato della tempratura che lo stare in coppia per cinquant'anni ha prodotto.
Eppure, quel suo tornare terra nella terra, oltre al commuovermi, mi ha dato un'inesprimibile sensazione di profonda liberazione, quasi un tornare a fluttuare nei cicli. Quei cipressi furono Chiara, Antonietta, Carlo, Francesco che furono e ora sono cipressi e rosai.
Sei terra e terra sei tornato, Carmelo.

lunedì 25 marzo 2019

Stregoni

E' stato un fine settimana di tango, sabato e domenica.
Oggi sento quella biochimica che fatico a definire, una sorta di grande benessere, di tonicità fisica, di gagliardia, euforico, di euforia.
Dà alla testa questa dolce vita.
Ieri, alla Instabile, Mauro Berardi ha suonato delle cose pazzesche.
Ecco, un profano potrebbe pensare :- beh, che cambia? Metti su dei vals, dei tango e non cambia granché.
La capacità di questi stregoni di elevare o affossare una serata, di renderla noiosa, frizzante, monotona o vivace, emozionante o insulsa è nota a noi tangheri. Ma non solo nel tango. Anche in altri luoghi del ballo si sa che certe orchestre o certi DJ sono alcuni livelli sopra.
Sono aspetti così fini che non esiste un algoritmo, una procedura. Come si fa a istruire una persona o un programma a condurre una serata e a farlo in modo eccellente? Eppure la differenza si nota. Fa parte di quelle cose che esistono ma non sono  descrivibili né il risultato di una qualsivoglia procedura
Un po' come la maestria in cucina, in una qualsiasi discliplina, un po' come l'innamoramento.


(gianlucasacco)

Riposati e con un po' di tempo

Venerdì ci siamo schiantati nel letto molto presto, passate le ventuno, schiantati dalla stanchezza di una settimana assai impegnativa. Alle quattro eravamo entrambi svegli. E freschi.
Ne abbiamo combinate, Rosa Canina ed io, di tutti i colori!
Ella le ha molto gradite.
Oscenità e lussuria sono fantastiche, specie quando non vissute da tempo.
L'eros richiede energia e tempo: così una volta riposati, nel fine settimana, o dopo una buona dormita, esso rinasce, riemerge dal limbo.
Poi altro sonno, dalle sei alle nove e mezza. Le trombate fanno bene a molte cose, alla coppia, all'umore e al sonno. Ci siamo svegliati come nuovi, sabato mattina.
Basta essere riposati e con un po' di tempo.