Incanto.
E stupore.
Trovo affinità incredibili con quanto conosco del Trentino paraladino, romanzo occidentale. Qui la geologia consente la lose, là no, si utilizzavano le s'ciandole.
Anche la lingua d'un bot (di una volta) sono vicine.
Non servono miglia e porti lontani. Gli odori forti di spezie, di vita sono qui, dietro di te. In cammino verso l'oltre, terre così vicine e inesplorate. Passo dopo passo.
Belle foto!
RispondiEliminaChe cosa è quella specie di pendaglio fatto di legnetti incrociati sovrapposti fra loro (penultima foto)?
Penso che si tratti di un vezzo orientaleggiante.
EliminaUna parte di uno di quei borghetti era parecchio radical-chic: direi qualcuno che e' stato in Asia (montana) e al ritorno ha copiato gli usi di quei monti remoti.
Ah, ok... pensavo avesse uno scopo furbo che non capivo...
EliminaNo, non un qualche vecchio strumento del luogo, contadino.
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