Con grande stupore, abituato alla presenza diffusa del peccio nelle Alpi centro orientali, qui là (scrivo da casa, ora) gli abeti rossi sono sporadici, se non rari.
Gran parte dei versanti anche in quota media vedono la presenza dei larici: qualche costa in sponda destra (rivolta a nord) vede una buona presenza di abeti bianchi; a quote più elevate cirmoli - dei meravigliosi cirmoleti, che meraviglia! - larici e betulle. All'ingresso della valle, nelle zone sedimentarie, calcaree, diffuse pinete (silvestre e anche qualche austriaco/nero).
Abeti rossi pochi.
Penso che... non sia casuale: ho visto che in molti lariceti c'era presenza di bovini al pascolo.
Sapevo dalle vallate tirolesi che per sfruttare in modo ottimale i pochi terreni (rispetto alle numerose bocche ;)) venne adottata la combinazione lariceto - prato: i larici, colla chioma rada, permettono al prato di vegetare bene sotto di essi. Una scelta ottimale che permette di avere a disposizione il miglior legno di conifera con il pascolo e la trasformazione di cellulosa in proteine e grassi.
Nel piccolo museo etnografico (capelli e dintorni, vedi puntata 3) ho visto alcune foto della valle a fine Ottocento inizio Novecento: solo campi, boschi e alberi pochissimi. Facevaquasi impressione quel paesaggio agricolo privo di alberi.
L'abete rosso soffre l'aumento delle temperature e aridità e siccità (pandemia del bostrico): mi chiedo come possano fare i larici, anche a quote relativamente basse (1100 - 1300 msldm) col caldo porcomerdo che c'era, c'è e ci sarà . Singolare, per me, questa compresenza di larici con latifoglie, grandi e vigorosi frassini, essenza dei terreni asciutti, aridi.
Abeti rossi pochi.
Penso che... non sia casuale: ho visto che in molti lariceti c'era presenza di bovini al pascolo.
Sapevo dalle vallate tirolesi che per sfruttare in modo ottimale i pochi terreni (rispetto alle numerose bocche ;)) venne adottata la combinazione lariceto - prato: i larici, colla chioma rada, permettono al prato di vegetare bene sotto di essi. Una scelta ottimale che permette di avere a disposizione il miglior legno di conifera con il pascolo e la trasformazione di cellulosa in proteine e grassi.
Nel piccolo museo etnografico (capelli e dintorni, vedi puntata 3) ho visto alcune foto della valle a fine Ottocento inizio Novecento: solo campi, boschi e alberi pochissimi. Faceva
L'abete rosso soffre l'aumento delle temperature e aridità e siccità (pandemia del bostrico): mi chiedo come possano fare i larici, anche a quote relativamente basse (1100 - 1300 msldm) col caldo porcomerdo che c'era, c'è e ci sarà . Singolare, per me, questa compresenza di larici con latifoglie, grandi e vigorosi frassini, essenza dei terreni asciutti, aridi.
(a dispetto dell'ordine e cronologico e di selezione, zio gugol ha deciso di inserire le immagini in ordine inverso)
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| Le comunita' locali hanno imposto, da qualche tempo, che tutti i tetti debbano essere fatti o ri-fatti in lose: qui a sinistra un dei tetti in tegole residui. |









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