lunedì 31 dicembre 2018

Duecentosessanta anime

In questo comune "isolato" altoatesino sono... in duecentosessanta anime.
Una sorta di retroguardia rurale, di frammenti di antica cultura contadina proiettati nella dissennatezza della liquidità contemporanea.
Lontani dal turismo, ieri, abbiamo camminato, Rosa Canina ed io, alcune ore, nel silenzio, nella musica del vento, nel vuoto d'umani così pieno di vita, di natura.
Buon 2019!

peccio plurisecolare



(devozione verticale con s'ciandole)



Galline e galli ai vertici del loro stormo? branco? sul davanzale a prendere il sole


giovedì 27 dicembre 2018

Riconoscimento di barbarie



Peccato che, in questo progresso al peggio, nessuno caghi neppure di striscio il fatto che un bambino, a meno di lutti e tragedie, deve avere un padre E una madre.
Già, le povere lesbichineprogressisteunacippafritta.
Fosse per me, questo genere di scellerate egoiche, appena entrassero in Italia o appena partorito, avrebbero il figlio requisito e dato ad una coppia eterosessuale in attesa di adozione e schiaffate in galera insieme con i funzionari complici del crimine.
Questa merda di barbarie disumanizzante spacciata per progresso cesserebbe in due giorni.

mercoledì 26 dicembre 2018

Illusioni di amori tre minuti

Il tango sottopone ad accelerazioni pazzesche. Dopo quindici giorni sono tornato nelle sue braccia: sabato alla Milonga Sì, domenica alla Instabile.
Abbracciare una donna e, con lei, scoprire una complicità che dura una tanda o due, in un crescendo al passare di ogni brano, crea intesa, armonia, attrazione, empatia. Sono tutti buoni ingredienti per la seduzione e l'eros.
A volte finisce lì, a volte l'empatia attiva meccanismi, energie e dinamiche seduttivi, forse anche inconsci, non voluti. Lo so che non vuole dire un cazzo ballare bene insieme. Ma sentire un profumo, i ferretti di un reggiseno a balconcino, vedere il suo sorriso, sentire che ti stringe e quella intesa pazzesca che diventa essere un essere solo, che volteggia, nei sorrisi, in un vals, un essere solo.
Era l'unica con le calze a rete, forse una delle icone più forti del tango.
Scappi via, nella notte, lasci lì i sogni, i giochi, lei, gli amori tre minuti, la dolce vita e la dolce illusione e torni nella vita vera, l'odore di piscio, camminando sotto i portici, con i colpi di clacson lontani, l'autobus che passa.
Un'altra sera delle meraviglie è andata.
Centrifuga di emozioni, di attrazioni, di illusioni di amori tre minuti.






lunedì 24 dicembre 2018

Da Bergen a Oslo

Venerdì sera ero stanco, sono rimasto a casa, nessuna uscita, né con vecchi amici salseri, né per il tango. Mi sono seduto e per un paio di ore mi sono lasciato cullare da questa magia, il fascino del treno, il mio mezzo preferito, che attraversa, in inverno, le Alpi Scandinave, da Bergen verso Oslo, da Voss ad Ål, nel candore, nel silenzio, nel vuoto pieno di natura.
Sono andato a leggermi la storia della linea Bergen - Oslo. Ho visto quanto belle siano queste stazioncine in quota, alcuni villaggi raggiungibili dal resto del mondo sono con la ferrovia! La latitudine le rende omologhe di luoghi delle nostre Alpi 1500 metri più in alto, sul livello del mare.

(hinducowgirl)

Noi siamo razzisti

Durante la settimana stavo leggendo questo: un bambino espulso da una scuola steineriana perché figlio di un politico di AfD .
Sono gli anti, che, ovviamente, si comportano come i fantasmi che cercano di combattere. C'è un cambio del nemico, gli identitari sovranisti al posto degli ebrei, la discriminazione è politica invece che etnico-religiosa. Se osservate modalità sono le stesse, cambiano i filtri, i criteri di discriminazione ma essa rimane. Lo stesso CdS, uno dei mezzi di propaganda e del pensiero unico ortodosso dei fascisti anti, dei razzisti anti e della turboglobalizzazione mondialista, entra in un non so quanto consapevole cortocircuito logico: Wir sind Rassisten! (Noi siamo razzisti!). Appunto.
Questa robaccia è decisamente peggio di ciò che essa afferma di combattere, una sozzura ideologica, etica, logica e un travisamento che la rende molto più pericolosa. Si comportano esattamente come ciò che essi affermano di combattere (qui vengono presi di mira i figli, i bambini), tutto condito con  il solito pippone chilometrico di menate: le inclusioni e la democrazia e il multicolor, l'integrazione  etc.,  trombonanti l'esatto contrario delle azioni, dei fatti..
Una parte nella contesa per il potere che si comporta peggio delle altre affermando, invece, con spocchiosa e cretina supponenza, di essere moralmente superiore (le ripetizioni psicotiche, un po' come con le litanie sulle uguaglianze, un dogma così assurdo che deve essere martellato in continuazione per non crollare ad ogni istante di realtà).
Nel frattempo sono venuto a sapere della strage della cartiera di Mignagola,   uno solo dei crimini orribili, efferati (torture, massacri, razzie, stupri, stragi, eccidi) commessi dai partigiani comunisti (brigata Garibaldi).

Furono proprio essi, i razzisti anti italiani che andarono alla stazione Centrale di Bologna a eliminare il latte destinato a soccorrere i bimbi lattanti dei profughi italiani, a sputare addosso, a inveire ai profughi (veri, non le finzioni attuali), genti giuliane espulse dalla Venezia Giulia annessa alla Yugoslavia, nel treno della mestizia, del dolore, di disperati, partito da Ancora, fermo a Bologna.
Sono i razzisti anti dell'ANPI che continuano, oggi, nel loro livore razzista anti italiano, a farcirci di delinquenti e barbarie esotica e a trombonare, sepolcri imbiancati, di valori e altre ipocrisie dai quali furono straordinari controesempi.
L'elenco della nefandezze sarebbe lungo, in rete si trova tutto ciò che è stato accuratamente omesso dalla storia da parte  di coloro che l'hanno scritta e che, ancora, si guarda bene dal mettere nei libri delle scuole, si omette di insegnare. Appena cerchi trovi uno, cento mille coperchi di vasi di Pandora, apri e puoi dare un occhiata sull'inferno. Colore rosso. Non metto neppure i collegamenti, se vuoi con poco si trova in rete. Bisogna avere, pero', stomaci forti.
Io non sapevo nulla di tutta questa barbarie.
Nulla mi hanno insegnato alle scuole, solo il lugubre, ossessivo canto dixan del Bella Ciao.
Ho iniziato ad osservare. A cercare. A scoprire.
La storia dei vincitori, già.


domenica 23 dicembre 2018

Casa dei lanzi

Eravamo in quattro, domenica scorsa. Una sgambata leggera per riprendere contatto con le gambe, con la terra (beh, dovrei scrivere neve), con la fatica. La mente tende velocemente al pigro, bisogna imporle una disciplina.
Un angolo negletto di alto Appennino; negletto perché lontano qualche chilometro dal crinale dove finisce la quasi totalità di alpinisti, camminatori, turisti. Lì non trovi nessuno - rispetto alle Alpi già l'Appennino è landa deserta, spopolata, anche turisticamente. Silenzio, ginepri, faggi, abeti bianchi, orme di lupo, affioramenti ofiolitici, tracce di cervi e cinghiali, pini neri.
Siamo arrivati a ciò che resta di un insediamento che fu abitato fino agli Sessanta del secolo scorso. Ca' Lenzi. Mi affascina sapere che il toponimo si originò dal fatto che l'insediamento primo fu dovuto ad alcuni lanzi/lenzi, lanzichenecchi che nelle loro scorribande, probabilmente nella loro calata su Roma, con Carlo V, nella prima metà del XVI secolo, decisero di fermarsi. In una cinquantina d'anni se ne è andato tutto a ramengo. Osservavo le cose fatte con materiali poveri locali (macigno, legno di castagno, qualche ferro battuto), ma con cura, come le feritoie lungo la stalla, per dare aria alle mucche, senza che si perdesse troppo calore (non ho scattato una foto). Tutto in malora. Impressionante e inquietante.
Territori così aspri per clima, pendenze, terreni forse risultarono miti o meno duri per genti germaniche.
Nella 4a immagine si osserva l'effetto stau, in crinale e la perturbazione in arrivo: dopo qualche ora, già tornati a casa, avrebbe iniziato a nevicare, una dozzina di centimetri di candore, di manto delle meraviglie, in una giornata vissuta due volte.







venerdì 14 dicembre 2018

Ancora meglio così

Oggi trasferta nelle Marche per una riunione con i colleghi di un'altra sede italiana.
Decisamente stanco dopo questa settimana frenetica.
Così serntivo il freddo, in questa giornata di splendido tempo piovoso, invernale, grigio, che adoro. All'andata ho visto alcune colline della Romagna imbiancate.
Il ristoro e il riposo del fine settimana saranno ancora meglio, così. Il sabato del villaggio...
Mi rallegro di godermi le dolcezze, i silenzi, il fuoco di casa con Rosa Canina, di essere insieme laboriosi nel nostro piacere comune per l'economia domestica, per l'ordine, per il sesso, per la buona cucina, per le spese dai piccoli contadini.
Riusciremo a ciaspolare? E io, a concedermi, una solta volta, questa settimana, tango domenica sera?
Buon ore oscure!

Dal dentista in bici

Ieri sono andato a trovare il mio dentista. Con la nuova sede di lavoro sono oltre 12 km: ho impiegato 33 minuti all'andata e 36 al ritorno.
Per fare un raffronto, Google stimava, per l'auto
  • 55' di tempo per lo stesso itinerario (il più breve, passando per il centro)
  • da 16' a 35' di tempo, via tangenziale (18 km e rotti). 
I tempi di Google sono sottostimati, perché esso ignora che... nel posto d'arrivo, in quella via e nelle vicinanze, non ci sono mai parcheggi.

La bici si rivela vincente anche su distanze medie. E non è certo il clima un ostacolo: nei paesi nordici, dal clima molto più rigido, essa è molto più utilizzata.
Certo, bisogna vincere la resistenza della mente pigra che anche per me punta i piedi (ieri, oltre tutto, piovigginava), la stessa mente pigra che si oppone al movimento fisico in genere. Si può usare la mente meglio e ancorarla, emotivamente, alla sensazione di grande benessere, di energia e tonicità, persino di buona stanchezza fisica, che il movimento fisico dà.
Certamente c'è una questione sicurezza: molti automobilisti sono persone cialtrone e lo sono anche nel traffico e il fatto che non usino la bici li rende ignoranti  su alcune regole e buone pratiche. Tutto ciò comporta un certo rischio se non si usa la mente preventiva (io intuisco quando alcuni di questi tipi girano a destra senza segnalarlo, ad esempio, quella del mancato uso degli indicatori di direzione è un orribile malcostume italiota non sono a conoscenza di tasse sull'uso delle "frecce" - *).

Del tutto inutile dirlo alle moltitudini di pigri, fanatici, statici, autossicodipendenti sprofondati, da soli, nelle loro auto, in lunghe file se semiimmobili.


giovedì 13 dicembre 2018

Nel mio amore

Non voglio scrivere nulla.
Solo ascoltare Malena, chiudere gli occhi e perdermi nel mio amore per il tango.

lunedì 10 dicembre 2018

Brutto brutto

Ieri abbiamo pranzato in loggetta, vestiti leggeri (il mio amico in camicia, io con una felpa leggera, UnBipede con una felpa un po' più pesante, è freddoloso). Pappa bbbona assai (avevo voglia di cucinare per mio figlio, per me, e per un amico). :)
Il caldo è stato percepito ancora di più per la secchezza dell'aria dovuta al garbino (il vento di ricaduta, il corrispondente versanti nord/est dell'Appennino, del favonio "alpino").
Potrei consolarmi col fatto che non ho consumato legna ma, sta cosa, non solo non mi piace ma mi inquieta. Nella passeggiata dopo, con _fetti, margherite e tarassaco in fiore. Orribile.
_civa mi chiedeva, sabato, se (un po' più) su ci sia neve. Manineicapelli. Ma che neve e neve!!
Già, gli invasati crescitisti ce l'hanno su con la decrescita quando ci vorrebbe pure quella delle temperature che, come tutte le decrescite si può ottenere con una robusta decrescita demografica delle locuste carbonificatrici, a partire dai tumori Africa e, in buona parte, Asia.

Nel frattempo mi propinano il Global Compact, le decisioni massmigrazioniste applicate da oligarchie autoreferenziali contro le genti europee che prima parassitano e poi distruggono.
Pura merda.
Le migrazioni di massa non si governano, si combattono come si combatte ogni guerra, ogni tumore.
Io voglio la mia terra sicura, ordinata e regolare non 'ste cazzo di tsunami migratori  che hanno gia' portato qui  la barbarie a moltitudini intere a rendere la vita insicura, caotica, violenta, incivile, peggiore.

Due lati della stessa merdaglia, l'esplosione demografica.

sabato 8 dicembre 2018

Fuoco fuochino



Così la nuova cucina economica ha una sorta di effetto televisore, su di me.
Il fuoco mi ipnotizza e mi tiene accanto a sé. Faccio fatica ad andare via.
Dopo anni e anni di vita spartana, con caminetto acceso solo quando c'era una femmina/morosa o mio figlio, ora non riesco a non godere del tepore della cucina a legna. Il fatto che gran parte della legna sia di mia produzione (spigolata lungo la strade che sale al monto, ora che dietro-sopra casa non è più possibile) mi rende ancora più piacevole la compagnia del fuoco.
Con Rosa Canina ci siamo fatti delle risate: UnBipedinone mi disse, qualche giorno fa, che lesse da qualche parte (qui?)che tra le attività fisiche, quella di fare legna è di gran lunga quella che produce più testosterone, molto più che una partita di calcio, ad esempio.
Sarà per quello che Rosa Canina mi accompagna e sgobba assai duramente, con me, al far legna?Conta che, oltre al fuoco nella cucina economica e nel caminetto, ci sia anche quello nel letto?

giovedì 6 dicembre 2018

Sono soccombuto



Dopo anni e annni, ieri ho ceduto.
E' la terza milonga che richiede, per iscrizioni e altro, che i partecipanti abbiano un profilo Facebook.
Interessato ad una periodica in quel di Milano, ho dovuto cedere: il ristretto giro di "ammessi|" funziona via FB, appunto.
A parte data di nascita (che ora modificherò un poco) e città di riferimento, non ho specificato alcunché.
Speriamo che non si mettano a questionare sui contenuti.

martedì 4 dicembre 2018

Younger

Non c'è nulla di più mutevole delle emozioni per la musica. Variano con il genere, con la persona che ascolta, varia pure per te, che un brano non ti dice nulla, quel giorno e poi...

Non riesco a smettere di ascoltarlo oggi.
Mi ricorda mio figlio quando suona il piano.
E così mi commuovo e fatico a trattenere le lacrime e non capisco neppure perché, oggi, tutto questo.



lunedì 3 dicembre 2018

Lieto di lei

Rosa Canina è rimasta a casa mia sa venerdì sera fino a stamattina presto (a partre qualche ora sabato che è tornata a pranzo, per suo figlio, in città).
Siamo stati molto bene, nella semplicità, nelle dolcezze e nelle attività domestiche e non solo (domenica mattina siamo andati a far legna). Mille cose e, insieme a queste, anche le nostre porcellate che non so come chiamarle, lussurie è esagerato, eros un po' freddo, sesso o chiavate senza empatia. Voleva del sesso più forte (e vedere un porno insieme), ieri sera, ed eravamo entrambi stanchi dopo mille cose fatte. Le ho fatto un bidet (poi ella a me) in maniera così cretina che abbiamo riso fino alle lacrime.
Mentre preparavamo la cena, domenica sera, e ce la siamo goduta, vicino al caminetto acceso, ho sentito che, dopo anni, per la prima volta ero lieto che una donna si fosse fermata per tre giorni a casa mia, che non mi avrebbe dispiaciuto se si fosse fermata altro tempo.

sabato 1 dicembre 2018

Sala di fumo



Ieri mattina, verso le otto e mezza, sono venuto alle mani con uno che alla stazioncina del paesello è entrato nella sala di aspetto fumando e dopo le mie rimostranze mi aveva detto che se non mi fosse andato il fumo sarei potuto uscire. Quando gli ho gettato a terra la sigaretta mi ha dato un malrovescio. Ha avuto il vantaggio del primo colpo. Così è iniziata.
Questa volta le ho più prese che date. Mi ha messo sotto poi mi sono ripreso. Con le anche sbilenche i calci vengono stitici.
Poi ci hanno separati. Mi dicevano che è uno che crea un sacco di problemi, in affidamento ai servizi sociali. Sì, vedevo che c'era qualcosa che non andava in lui.
Ora leggo questo. Mi è andata bene, direi.
La cosa strana è che oggi mi fa quasi pena.

giovedì 29 novembre 2018

Velleità

Martedì ero sceso in città con l'auto con la velleità di andare in palestra di cointegro la sera. Macché: uscito dall'ufficio alle 19:40 ero distrutto. Così me ne sono andato a casa di Rosa Canina e lì sono rimasto, a godermi qualche mollezza. Non avevo alcuna voglia di avere orari stretti e frenetici, venti minuti per cenare, poi partire, palestra, tornare, andare a dormire velocemente.
La sera dell'indomani, mercoledì, ho lasciato l'auto in periferia, sono tornato in treno e dal treno, l'ultimo verso la città, scrivo, ora sto andando in milonga e la troverò laggiù. Così ho evitato di muovere l'auto per alcune decine di km e potrò tornare a casa, verso la una. Qualche anno in più anche io mi sto rammollendo: ora che ho la cucina economica, qualche sera la accendo per godermi un po' di caldo, anche io consumo un po' di più. A volte mi rincresce che mi prenda questo agio. Ma poi... fanculo tutto e tutti.
Leggevo di ottomila (8000) chilometri quadrati di foresta amazzonica distrutti solo l'anno scorso e un coglione di demagogo del cazzo nuovo presidente brasiliano che vuole aumentarne la distruzione.
Leggo le insistenti, nevrotiche, psicopatologiche litanie sulla crescita, sul rilanciare i consumi.
Da agobit leggo, ancora una volta – come se fosse una novità – della mostruosa, terrificante, tumorale esplosione demografica africana. Ho lasciato un mio commento a proposito.
Io cerco di limitare l'uso dell'auto, di non prendere l'aereo, mi viene da ridere...
Vicino alla stazione esiste una casa con una scarpata scoscesa, hanno segato a zero le tre belle e robuste conifere che la abbellivano e che ne sostenevano la scarpata. Ora, una volta che marciranno le radici, lì, verrà giù tutto, come successo di fronte alla casa di A-Woman.
Una legge obbliga i frontisti alla manutenzione delle scarpate lato strada e i frontisti, per non avere grane, segano e rimuovono tutto. Alle scuole elementari insegnavano che gli alberi sostengono il terreno e sono i primi rimedi, per efficacia, per evitare il dissesto. Già, la mia legge arborea... siamo agli antipodi.
Siamo in un mondo di cellule impazzite che cercano in tutti i modi di distruggere ciò che li ospita, ciò che li nutre, dà loro da respirare, acqua da bere, fresco, che sostiene il cielo e la terra.
E ora ci farciscono di milioni di invasori ancora peggio, più barbari, la feccia del mondo imposta all'Europa, con realtà di trentotto rapine subite e i ributtanti cicisbei radical chic del politicamente cvoretto che trombonano contro 'sto povero cristo che si è difeso accoppando - Deo Gratias! - 'sto delinquente o di condomini diventati formicai di barbarie, come ho sentito a La Zanzara, come se i nostri problemi non fossero abbastanza.
Sogno di massacri biblici, di epidemie che eliminino il grosso di questa umanità gretta, prolifica, di locuste divoratrici adoranti celebranti blec fraidei, questo tumore ecocida.
La controllatrice rimane in testa al treno per paura di essere massacrata da una delle nuove risorse che ci pagheranno la pensione. Già, ma che belli 'sti ultim treni come li li hanno resi belli, belli come la foresta che non c'è più.

lunedì 26 novembre 2018

Ambarabàtrerespirisulcomò

Sabato ho passato sei ore e passa di tango nell'aria viziata (blando eufemismo). Penso che se si trattasse di un controllo veterinario ad una stalla, sarebbe stata chiusa, anche le bestie devono respirare, no!? Penso che non tornerò più all'Ambarabà, stante queste condizioni.
Ho degli attacchi di fame, bramo il tango e, talvolta, subisco queste sevizie. Quanti sacrifici e difficoltà e patimenti per questo amore grande!
Respirare è il primo atto e l'ultimo di ogni essere umano.
Pare che presi dal raptus tanghero, molti degli appassionati se lo scordino. Capiscono che "non c'è energia" che "si fatica" ma non fanno nulla... anzi, io ho cercato di aprire delle porte per uno spiraglio di'aria ma appena mi assentavo per ballare venivano richiuse.
Moriremo asfissiate ma al caldo.
E' il pensiero delle femmine tanghere.

Il progresso

Se voglio avere qualche speranza di tornare a scrivere su questo diario devo "striminzire" le pagine nei venticinque minuti di treno che ho a disposizione, rispetto ai quaranta di prima. Gran parte dei quali con buchi di copertura sulla copertura cellulare.
Questo dei buchi (ormai metà del mio percorso è senza copertura) è uno dei numerosi progressi al peggio. Fino a due anni fa avevo copertura su tutto il percorso, a parte alcune gallerie. Avreste pensato, qualche anno fa, al fatto che intere zone di città italiane, i mezzi pubblici la sera, sarebbero diventati territorio da guerra civile, inferni multietnici dove rischiare la pelle e osservare la barbarie, le multicriminalità esotiche?
Già, il progresso e i progressisti.

martedì 20 novembre 2018

Danni irreparabili

Quando leggo le notizie del marcio, della corruzione pazzesca, degli inferni multietnici che sono stati creati dalla "sinistra", io mi rendo conto dei danni irreparabili che essa ed essi hanno portato al paese, all'Europa.
E' un vaso di Pandora che ogni volta che si apre per guardarci dentro esce il peggio ogni oltre immaginazione.
La realta' che supera i peggiori incubi.

Unicum speciale

Poi, domenica pomeriggio, siamo scesi in citta'. Ella e' tornata a casa, io me ne sono tornato alla Milonga Si', dalla quale mancavo da mesi.
Passano i mesi, passano gli anni e quel luogo mi fa battere sempre il cuore, mi emoziona, produce fiotti di adrenalina. E' quell'unicum speciale di bellezza antica in citta', di parquet velluto nero che ti proietta nello spazio, di tango di buion livello, di donne belle e con la grazia in corpo.
Anche quella milonga ha attraversato non poche peripezie, bisogna ringraziare Flora per la sua tenacia, per tutta la gioia, la bellezza che continua ad offrirci periodicamente.
C'era anche _civa, alla quale ho portato del grana di montagna che mi aveva ordinato: sta meglio. Per la prima volta, forse, abbiamo ballato bene e teneramente.
Sono contento che stia meglio, abbia risolto alcune cose che non la lasciavano serena.
Il tango e  la coppia non c'entra un cazzo uno con l'altra: anzi, si', c'entrano, si' che c'entrano, per pestarsi i piedi e rovinare la leggerezza spensierata dell'arte relazionale.
Questa Milonga Si' rimane la milonga del mio cuore.

Fuoco e fiamme

Col fatto che Rosa Canina passa un po' di tempo da me, i fine settimana alterni, e io con lei, un giorno durante la settimana, il tempo per il diario si e' ridotto molto.
Si sommano le cose che avrebbero dovuto essere scritte, gia' passate nell'oblio.
Questo fine settimana siamo stati molto bene. Cibo buono, fare la spesa dai piccoli contadini, prepararlo insieme, mangiarlo insieme. Poi ci siamo nutriti di noi, abbiamo fatto molte vole l'amore, vivacemente, appassionatamente, anche con dei piccoli raptus. Scherziamo, ridiamo.
Domenica mattina siamo andati a spigolare legna, lungo la strada che sale al monte e scende nell'altra valle: due carichio con la sua auto "da battaglia", col portapacchi. Anche accendere la nuova cucina economica e' stato un piacere per entrambi appassionati di fuoco, fiamme.
Siamo stati molto bene.
Si', e' stato il nostro focolare.
Poi...

domenica 11 novembre 2018

Medioevo? Sì, della ragione

Da quando ho cambiato azienda colla quale lavoro, ho cambiato anche la logistica: un po' meno di treno e un po' più bici, da sette/otto minuti a quindici/sedici. Una sana sgambata ogni mattina, ogni sera, in parte lungo ciclabile, in parte per vie e strade.
Vedo file interminabili di auto ferme con dentro una persona. uno degli ennesimi esempi, in questo paese di autossicodipendenti, di pigra e statica stupidità collettiva. Tempo fa un'agenzia incaricata di prendere delle misure sulla questione traffico misurò che il 30% del traffico fa meno di 2km, se si arrivava a 6km era il 60%. Se muovessero le loro flaccide chiappe si toglierebbe il 60% del traffico. Il 60%, vi rendete conto!? La caporetto del raziocinio direi. Oltre che della mente sana nel corpo sano.
Dalle terrazze (in realtà i tetti coperti di marmo di Candoglia) del Duomo di Milano, giovedì vedevo il nuovo profilo noioso della Milano internescional, la stessa roba orribile di Dubai, Francoforte, Chicago o Kuala Lumpur, la guida, peraltro molto ben preparata, vantava, per la città meneghina, il Bosco Verticale, in una distesa infinita di grigio e traffico e orribile tecnomodernista internazionalizzato.
In città, qui, c'è l'ennesima mossa di ultraspeculazione immobiliare ordita dal PD (più o meno sempre in combutta con FI) per abbattere un bosco urbano detto "dei Prati di Caprara" e farci su... un centro commerciale, in un'area in cui ce ne sono altri enne (qui varie info su questo momumento al cretinismo crescitista). Già, il Bosco Verticale... Ricordate il Bosco di Gioia (qui, qui)? Ecco, passano gli anni e questi furbastri ripropongono ancora gli stessi pattern insensati, folli, utili ai pochi per fare soldi a palate, utili all'ideologia crescitista, il vantarsi di un tumore e farlo orgoglionamente,socializzare costi e disastri.
Un vero e proprio cretinismo esibito in modo tronfio.

Leggo, ancora, le sette donnine radical chic di Torino che tornano su quella insensatezza della TAx in Val di Susa. Vorrei sapere quante di loro e quanti di quei 40k prendono il treno per andare a Parigi, a Cuneo, da Torino a Urbino? Quanti sono andati alla manifestazione in bici o con i mezzi pubblici?
Da solo, lo scalo di Dinazzano, striminzito e senza investimenti, via cintura merci del nodo bolognese senza investimenti, muove più merci della linea della Val di Susa. Abbiamo ponti chiusi per rischio crolli sul Po, altri già crollati, abbiamo linee fondamentali striminzite, realtà sulla Faenza - Firenze di spostamento gommacatrame -> ferrovia sulla Faenza - Firenze (qui e qui) stroncate per eccesso di successo dal PD e dalle sue cooperative, una distruzione sistematica degli scali merci aziendali e questi cretini si baloccano con i 24G€ da gettare alle ortiche con la TAx della Val di Susa.
Le madamin radical chic che ci baloccano con ipotetici treni AltaNonSiCheCosa, con slogan "senza se e senza ma", la stessa caporetto del discernimento dei sinistranti massmigrazionisti, masosadici sostituzionisti che permea, peraltro, gli utili idioti anarcomunistoidi NoTav.
Essere collegati... il tunnel di base del Brennero servirà a devastare ulteriormente l'economia italiana incrementando il disavanzo della bilancia dei pagamenti, la distruzione dell'industria e delle competenze nazionali, la somministrazione di berline di lusso tedesche agli autossicodipendenti italioti. Ah, più infrastrutture per essere più collegati... Sì sì, sciocco!
Come per le meraviglie delle'immigrazioni di massa, ecco, siano applicate agli altri. Coi soldi degli altri. Fare i froci coi culi degli altri è un po' greve ma rende sempre bene l'idea.

Allego il video del Corriere come summa di slogan e stupidaggini aprioristiche.
Già, il medioevo.
L'antologia delle demenze.

venerdì 9 novembre 2018

Dubbio, paura, arcobaleni.

  • Per i buddisti l'arcobaleno è la scala lungo la quale Egli ridiscende dal cielo.

Mi chiedono: con Rosa Canina come va? Io rispondo: bene! Potrei anche scrivere ... molto bene!
Con lei ho scherzato sul tema eros vs. tango, come ho fatto qui: non ho più testosterone a sufficienza, fremo più per una dolce vita di tango che per un groviglio xx-xy.
_zzz mi scrive che  tra lui e la sua morosa transalpina si sono infilate il dubbio, la paura. L'innamoramento, dopo nove mesi, sbiadisce. E' la difficile metamorfosi all'amore, quella che io non ho mai superato nove volte su dieci o anche diciassette su diciannove o, forse, sotto sotto, mai. All'inizio persino la quotidianità è scoperta, è novità, attrae, affascina. Poi si ipomorfosa alla sua realtà, alla sua natura, supposto che tornare alla realtà sia scendere. Beh... sì, come cascare dalla nuvole, quando si è innamorati si è anche pirla, direi.
Nel suo caso, poi, ci sarebbero piani impegnativi, che stravolgerebbero la vita. Naturale che ci siano paura, dubbio.

Sì, alla fine è solo una questione di minor testosterone.
Anche un po' di saggezza in più, vivere, disincantati, la realtà dello Hic et nunc!

Io rifletto anche su 'sto nuovismo erotico del quale sono imbevuto. La caccia, la seduzione, la conquista, lo scoprire, incerti, con insuccessi, con i flop, sono molto più attraenti della sicurezza, della certezza erotiche. Ecco, la seduzione meglio dell'eros consolidato.
Anche per questo amo il tango e la sua profondità eccelsa e superficiale, la sua immediatezza leggera, gli amori tre minuti. Vorresti amarle tutte. Non è possibile? Le ami alcune per una tanda no due.
Va bene con Rosa Canina, ma io penso che domenica 17, a quell'ora del pomeriggio, me ne andrò alla Milonga Sì ad abbracciare gli arcobaleni, quei tre minuti che durano.


Tredici anni fa

Tredici anni fa fremevo per il nostro debutto (scrivo oggi perché sabato non potrò), ad una festa Halloween, cone scambisti, all'Arena a Milano.
Oggi, in questo hotel vicino alla Malpensa, prima di questa riunione di lavoro, guardo gli scatti di tango, fremo per una maratona, per un eventi, per quella dolce vita.


martedì 6 novembre 2018

Non c'è altra via? - 2: come bambini

(Non c'è altra via?)

Abbiamo passato bene tre giorni in un angolo sperduto di Appennino. Abbiamo affittato una casa e siamo tornati in quel posto da sogno trovato l'anno scorso.
Splendido meteo autunnale, pioggia, nuvole basse, i fuochi che scoppiettavano allegri nella stufa e nella cucina economica. Eravamo in dieci, a cena, sabato, in dodici, arrivato _bio, caro amico alpinista-camminatore, colla morosa, in parte amici di Rosa Canica, in parte miei. In quelle permanenze "a lungo" ci si mette a nudo anche senza farlo. Così si osservano peculiarità (termine neutro, pregi e difetti) delle persone.
Sono riuscito a portar su _aceri, il mio amico ex tanghero che ebbe un ictus dal quale si è salvato, per un pelo sebbene uscendone malconcio (ha il braccio sinistro praticamente morto e anche la gamba sinistra messa malino): mi diceva che da quella disgrazia, gli amici, i conoscenti sono spariti. Non posso fare granché per lui e così ne ho approfittato. E' stato, spesso, il beniamino della combriccola e tutti lo hanno, in qualche modo coccolato. Ha passato il miglior fine settimana da mesi, fuori di casa, mi ha detto. Beh, sono felice per lui. Sono riuscito a camminare per lui, lentamente, a fargli fare una minuscola, lenta passeggiata nel bosco, tra i castagni, anche. Ci tenevo!

Dopo tre giorni io sono stato felice di tornare a casa. Per quanto allegra e piacevole la compagnia, io non riesco a convivere con le persone e con le loro "peculiarità". A volte mi sembrava di avere a che fare con dei bambini: alcuni entravano in cucina, facevano delle cose, lasciavano lì in mezzo (al già scarso spazio) attrezzi, bottiglie, oggetti, pane aperto, un piatto, colini, etc. tutto lasciato lì in mezzo. Ma chi te li dovrebbe mettere via zio cantante?!?! Salivano in camera, tornavano, lasciando scie di luci accese. Necessitano di un servitore al seguito, evidentemente, che spenga loro le luci.
Quando scattavano gli appetiti, ecco che alcuni si lanciano sul cibo: _rio aveva portato un salame dal piacentino, io non so se tutti ne hanno assaggiato una fetta, visto che chi c'era c'era e ha sbaffato e il pregiato cilindro di divin porcello è sparito velocemente. E chi non c'era? Beh, caxxi suoi.
Insomma, una incapacità di controllarsi, di capire che in una comunità le regole hanno un senso, l'autodisciplina diventa un rispetto dovuto per gli altri. Mah, io ero e sono abituato alla disciplina che si mangia insieme, a tavola, con un rito che ha anche un senso di rispetto, altrimenti arriviamo a "il primo che arriva arraffa gli astri s'arrangino". Il mangiare insieme, per me, non solo è edonistico e rispettoso, ma ha anche un valore simbolico. E poi se ti sbaffi tre cofanate di "antipasti" un'ora prima di cena è ovvio che poi a cena mangi poco o un tubo. Infatti...
Tizia inizia a cucinare, poi lascia lì sul fuoco, torna a giocare. Usa degli attrezzi, lascia tutto in mezzo. E chi ci pensa? Fai una cosa, arriva in fondo, zio peto!

Avevo chiesto di girare con calzature da casa (ciabatte, pantofole, ...) ma il primo giorno non è avvenuto. E' una casa antica, pavimenti di legno antichi, e poi fuori c'era acqua. fango... Ho visto un'amica freddolosa di Rosa Canica con degli anfibi leggeri , in sala, vicino al fuoco, su un cuscino antico ricamato. Certo, con una certa attenzione ma... si sa, muovi le zampe ti stiracchi etc. etc. e gli anfibi erano arrivati al tessuto. Cazzo, se bagoli dal freddo, mettiti su un paio di calze di lana e lascia 'sti anfibi all'entrata, no!?

Rosa Canina è teutonica, come me, e osservava stupita questo approccio talvolta anarcoide, da gazzarra. Io capisco perché le comuni diventavano luoghi di tortura, le caserme sudicie, etc. .Dio me ne scampi! Non c'è altra via a questo disordine anarcoide, a questa scaiatteria, a questo scarso non eccessivo rispetto, a queste incontinenze?
Comunque, bilancio positivo. Io spero sempre di avvicinare alcune persone, alla meraviglia della natura, del silenzio, dei boschi e che questo faccia bene.

Con queste splendide Muscaria non ci siamo fatti il risotto, direi.

Alla fotografessa Rosa Canina l'orsone fa un gestaccio mentre passeggia con _aceri.
(unuomoincammino, rosacanina)



E' quel che è

Ho ripreso ieri sera a studiare con _nni, il mio maestro "primi passi" dei colli. Una sorta di ripasso, di pratica guidata.
Il livello degli "apprendenti apprendisti tangheri" è quello che è, ho ballato con una vecchia signora "brava" perché nel regno dei ciechi anche il monocolo è re.
Eppure _nni ha una didattica eccellente formatasi in decenni di insegnamento di educazione fisica, basata su fondamentali e ripetizione.
Efficace.
Mentre pazientavo per la vecchia signora che andava "in automatico" e con il fiato da stipsi pensavo a quanto fosse fruttifera  questa piccola umiltá.

mercoledì 31 ottobre 2018

Amarcord - 2: il vals

(Amarcord)

Scorci di tango: così li chiamavo. Ora sono meno rari? Non so. Il livello è cresciuto ma, con esso, anche le aspettative.
Domenica ero arrivato lì prima delle diciassette. Entri, con l'adrenalina che inizia a vorticare. A freddo. Bisogna lasciarsi un po' andare, entrare e poi accordarsi in questo organismo danzante corale, coreutico, che è una milonga. E con la ballerina.
Il TJ, Ilias Selmazalidis, che dà la sa impronta "trasgressiva" con proposte non ortodosse (qui, qui, ad esempio) stava realizzando il suo intrigo.
Non era il Second Waltz di Shostakovich (?) come l'anno scorso, agli Imboscati, ma qualcos'altro così straordinariamente struggente, emozionante.
Oddio, datemi una ballerina, vi prego, prima che tutto ciò svanisca.
Trovo due occhi, un attimo due anime che stabiliscono una complicità.Qualche passo, entriamo in ronda, troviamo uno spazio per il nostro piccolo olimpo.
Qualche passo, entriamo in ronda, troviamo li spazio, il nostro olimpo.
La abbraccio, mi abbraccia.
Iniziamo a fluttuare in quel tango vals, in quel liquido tiepido, primordiale.
Sento il suo batticuore, probabilmente ella il mio. Anche il batticuore inizia a lasciarsi andare orchestrato dall'un-due-tre, dal mio busto sul suo, il suo sul mio.
Quel valz rallenta, non so quale strumento fosse quello che ci gocciolava i suoi attimi di infinito, che scivolavano, velenosi, briciole di ambrosia, tra il suo batticuore e il mio.
In quel momento d'infinito sono stato ripagato di ogni sacrificio.



domenica 28 ottobre 2018

Amarcord

Dodici ore venerdì, quindici ore ieri, sabato, dodici ore oggi.C'è da togliersi la voglia direi.
Durante una maratona di tango succedono cose strane.C'è una dinamica completamente diversa rispetto ad una milonga. Si crea una sorta di comunità danzante temporanea con le vite parallalele delle persone che la compongono. C'è chi balla, chi chiacchera, chi smangiucchia, chi si appisola, chi va a dormire, chi danza, chi guarda  chi torna dopo una doccia o una dormita o - come escluderlo? - dopo una trombat, chi fa dei siparietti, chi scherza, chi litiga (qui qualche tessera di questo mosaico).
La cosa che probabilmente attira, di questi eventi, è la possibilità di ballare, ad un buon livello, con persone nuove. Il tango, per la sua difficoltà oggettiva, è un ambiente di poche persone e questo significa anche "chiuso". Sembra un paradosso ma questo abbraccio ballato, ballo diffusosi in tutto il pianeta, è animato da micro comunità... chiuse.
Ho ballato con Marina, napoletana, Dalia, italiana che vive a Ginevra, con Katharina slovacca ora a Milano, con Hei (?) taiwanese, Gloria, Mariangela, milanesi, Gabriella milanese che vive a Marbella, con Margarete che vive sullo Chiemsee: anche io mi sono proposto di lasciar perdere con il luogo confortevole del ballare con le amiche note e di abbracciare lo sconosciuto.

Io questa la sto vivendo da "residente", come si dice in gergo, ovvero da persona del posto che si appoggia a casa per le questioni logistiche (pasti, dormire, etc.) e questo comporta una qualche rottura rispetto a stare dentro l'evento.
Ieri, nella pausa cena, sono tornato a casa, ho mangiato qualcosa, ho dormito, mi sono fatto una doccia e poi sono tornato alla Amarcord.
Ora sento che c'è vento e saltuari scrosci violenti di pioggia che durano qualche minuto e poi smettono. Sento la Quercia Grande, i pini neri che, come strumenti, vengono suonati dal vento a raffiche attraverso le loro chiome.
Sono tre giorni rubati alla vita per questo sogno, questa dolce vita danzata, che ubriaca, avvelena, esalta, ti culla e vizia in questo mondo onirico di abbracci, di creazioni estetiche inutili e poi ti molla lì, alla fine, a ritornare al lavoro.
Un po' sento questo strappo alla vita; ho la casa sottosopra e un qualche pensiero di arrivare stravolto al lavoro, domani. Ma come si fa a mollare lì tutto, questo vin dolce di spezie, arancia, cannella e smettere?
Tra un'ora sarà qui Rosa Canina: cucineremo qualcosa insieme, pranzo, poi io dovrò dormire (stamani ho fatto le cinque e mezza legali) poi andremo in città, ella a casa, io di nuovo giù,in questo vortice.



giovedì 25 ottobre 2018

Una certa confusione




Sono venuto a sapere che _ara batticuore, la mia amica tanghera con la quale feci le prime uscite (ci furono dei giorni nei quali mi venne una strana voglia di corteggiarla), è incinta.
L'avevo invitata ad un evento il fine settimana scorso, mi aveva risposto comunicandomi che era gravida. Mi ero scusato per il ritardo con il quale le stavo rispondendo, dovuto ai carichi di lavoro,  con un frizzo sulla novità che mi aveva comunicata.
Insomma, aspetti un _araino o qualcosa del genere.
Cosa mi ha risposto?

Siiiii, un maschione! :) Finalmente avro' il mio ballerino personale. [...] Un abbraccio.


Non so quanto ella ne sia conscia ma... non mi sembra una risposta particolarmente sana. C'è una certa confusione tra figlio e compagno.

mercoledì 24 ottobre 2018

Deficit deficit deficit - 2

(Deficit deficit deficit)

Rispetto al giornalismo pseudo intellettualesco di La Repubblica ma verrebbe pettegolaceo o spazzatura (*), per contrasto  osservo un certo rigore ne Il Primato Nazionale che
  1. non nasconde la propria posizione e la rende chiara
  2. cerca di documentare il piu' possibile quanto scritto.
Il quotidiano della pseduo intellighenzia progressista messo così male. Vabbè, cosa aspettarsi da coloro che sono passati da Lenin a Steve Jobs, dai lavoratori ai transgender lesbo-vegan, dallo "utero è mio e me lo gestisco io" al diritto (?) di usare delle subumane fattrici per farsi fabbricare dei pargoli ordinati su catalogo.
In un articolo de Il Primato Nazionale leggevo alcuni commenti acrimoniosi dei “camerati” contro il primo ministro austriaco che ricordava l'importanza del bilancio e che nel condominio  Europa non ci si può mettere a fare le cicale e debiti su debiti (**). Insomma, ecco alcuni sovranisti italiani incazzati come vipere pestate che davano del comunista, del lecchino della troika a... al “camerata” austriaco. Robe da matti.
Io detesto questa orribile farsa cicalesca italiota e le connotazioni assurde, indegne che essa assume.

Ancora una volta mi accorgo che l'unica vera dimensione della politica è quella dell'ecologia.
Così come in natura le comunità (i branchi) difendono il proprio territorio, ciò che non è sostenibile sparisce.

Questa robaccia orribile, questa metastasi del culto del deficit è trasversale, attraversa tutte le forze politiche.
Ecco le percentuale di deficit sul PIL dei governi a guida PD

2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
4,2
2,5
3,9
2,9
3
2,7
2,4

(indebitamento netto / PIL, %, neo governi PD, fonte: Huffington Post).

e relativa ghenga antidemocratica e antinazionale, ottenuta con un baratto che ha ridotto l'Italia a fogna a vasca di carico di milioni di invasori, criminali ipertestosteronici.
Ora la demagogia è quella della sinistra populista pentastellata (in parte rilevante pidini e sinistranti delusi). Quella sovranista? Deve pagare uno scotto per arginare l'invasione.

Non possono stare e nell'euro e fare debito. Devono abbandonarlo se vogliono passare all'abominio di stampare la ricchezza.

domenica 14 ottobre 2018

Com'è profonda la domenica

Mi sono alzato passate da poco le otto.
Io amo queste domenica laboriose.
E' arrivato il falegname, un po' dei lavori che devono essere finiti e che vanno avanti a singhiozzo.
Poi i piatti.
Poi sono arrivati tot quintali di legna dal contadino e li abbiamo, UnBipedinone ed io, sistemati in autorimessa, impilati in catasta. Messo a caricare la batteria dell'auto non estiva, che da martedì si tornerà ad usarla.
Spaccato qualche pezzo un po' grosso e pure l'ascia. Aaah, che forza irresistibile l'orsone! Ahaha.
Poi a pulire le canaline, a vuotare l'urina, portato giù il bucato. Preparato risotto alla zucca, una bella insalata e un po' di cicoria saltata, il bipede ha preso bis di tutto, eheheh.
Un po' di riposo e poi via di nuovo, lavato stoviglie di pranzo. Alle tre e mezza ho iniziato a fare i pasticcere. Finalmente ho il forno e mi sfogo, dopo anni di attesa! Biscotti (un tentativo a metà strada tra ovis molis e milanesini, mi mancavano un paio di ingredienti da una parte e dall'altra) e una ciambella alle noci, al grano saraceno.
Lavato tutto, pulito forno e fornelli. Steso il bucato.
Erano arrivate  quasi le diciotto ed ero un po' stanco: ora mi siedo e mi prendo qualche minuto per il diario, un po' trascurato, mio figlio a studiare analisi.
Ho fatto il pieno di casa, io cancro casalingo fino al midollo che adoro il mio nido, il focolare, il profumo di burro e zucchero, il tepore profumato di casa, il lavoro fisico, con le mani, legna, farina, bucato, tagliare e passare, strofinare e spaccare, spalmare e stendere.
Lucio Dalla mi ha accompagnato, in questa ultima ora.
Ora vado a preparare cena.

Torno a studiare - 2

(Torno a studiare)

Venerdì ho gioito molto. Dopo mesi e mesi ecco di nuovo a provare, riprovare. Quando apprendi, impari, torni veramente principiante. Devo dire che il corso è di medio livello e quindi, almeno per ora, non ci ha portato ai limiti, lì dove devi veramente metterti alla prova con cose nuove e difficili.
_ica (a casa sua, in quel borghetto sperduto dell'Appennino toscano, conobbi la sua amica Rosa Canina a) è una eccellente compagna di studi. E la nostra intesa, nel tango, è grande.
Dopo ci siamo fermati, visto che in quel brutto postaccio era prevista una milonga. Serata assai carica, con gente di ogni dove, un TJ che non amo granché che però ha movimentato la serata fino a farla spumeggiare, locale riempitosi incredibilmente.
Quel posto è incredibile, più è brutto e disadorno, al limite dello squallido e più attira gente.
Le ricette del successo o dell'insuccesso di alcuni locali seguono vie contorte che sfuggono le vie della ragione. Quella milonga fu animata da _cia, una donna portegna, che macinava successi su successi, ogni mercoledì. Ella,sulla base di quel successo, tentò di dare vita ad una nuova proposta, in un nuovo locale, con uno splendido parquet in legno bianco e un locale gradevole, in tutt'altra zona della città. Fiasco completo. Mah.
Che meraviglia, poi, quelle tande.
Ogni ballerina un mondo a sé, da scoprire, da navigare, con le sue onde, con il vento che tira di quì, pacifico agitato, a onde corte o lunghe o medie.
Quante ore in quegli abbracci, a togliere quel velo di ruggine e scoprire qualche angolo ancora lucido.
Ho ballata _mquez. L'avevo vista carbona,con gli occhi neri di fuoco e le labbra rosse. Durante il chamuyo buttai lì "Sembri quasi latina". Beh, nacque a Santiago del Cile, poi venne qui a due o tre anni di età, con i suoi. Incontro di sangue castigliano, andaluso e qualche sembianza indio. Credo che in spagnolo dell'America Latina le indichino con morena. Ballava abbastanza bene. Ed era la bellezza del tango di laggiù, un po' guapa, altera, silenziosa, scura, nera e rossa come il tango, la notte.
Così l'ho amata per qualche manciata di tre minuti. Poi via, a casa, nella notte, con la fame di cinque ore di tango divorante, felice per questo amore che è grande e rinasce. Prossima domenica alla In.Stabile, il fine settimana ven 26 - dom 28 all'Amarcord, la prima maratona di quest'anno. Scrivo e spunta l'adrenalina.
Ora devo risolvere il problema del corso semiprivato del lunedì che è saltato.
Riprendere a studiare il tango, oltre la milonga. Un po'più in là con il livello non è così facile trovare un corso e soddisfacente e con la logistica, i tempi giusti.

venerdì 12 ottobre 2018

Torno a studiare

Poco tempo, per il diario, il lavoro, i lavori a casa, la morosa, tutto lotta con 'sto tempo.
Avrò ballato quattro o cinque volte negli ultimi tte mesi. Sgrunt!
Così mi rallegro un sacco di tornare a studiare stasera. Aaahh, finalmente!
Come con ogni altra disciplina, si perde velocemente anche il tango se non lo si pratica né lo si studia.
Da tempo non curo le relazioni milonghere e così sono un po' fuori dal giro degli eventi "in". Oltre che arruginito. Un po' mi dispiace che io stia perdendo questo capitale relazionale e personale. Del resto tutto non si può fare.
Ho solo visto alcune esibizioni sul voitubo, non tutte eccelse. Col passare del tempo si capisce cosa piaccia, cosa sia extra-ordinario e cosa non lo è.
Il tango è meraviglioso anche perché leggero: potrò sedurre alcune donne (forse belle) per un'avventura artistica, inutile, emozionante. Poi via a casa, senza il rischio che rimangano incinte o che mi chiedano di vedermi e parlare dopo una giornata di lavoro. o questionare perché non mi sono fatto sentire.
Ah: c'è una collega della sede "madre" bavarese che incontrai per caso nella mia prima trasferta là che ogni giorno mi ciatta i Guten Morgen, come va?, happy.week-end, la tua foto non rende, etc .
Rispondo per cortesia, anche in ritardo di ore (son tre giorni che lavoro a quattro o sei mani, mica mi metto a spippolare sul ciatdotto aziendale con lei) ma ella non demorde. Ma non si stuferà?!
Qualche minuto e sarò arrivato alla stazione dell'ameno paesello.

martedì 9 ottobre 2018

Il mare

Eravamo arrivati dopo qualche ora di viaggio, senza code, sotto un sole mite. Ci eravamo chiesti a quale strana scelta era dovuto il tunz tunz orribile di quella trattoria nella piazzetta di Talamone: non solo la musika era a volume elevato ma non c'entrava un'emerita cippa con tutto quanto intorno. Il cibo era buono e semplice.
Quando ci sono posti meravigliosi è chiaro che molte persone che non li apprezzano li rovinano.
Fatto qualche passo avevamo deciso: quello era il nostro posto. Io lo avevo già curiosato in rete ma ci avevamo lasciato la libertà di decidere sul posto. Scelta saggia ma, a posteriori, inutile.
Avete una camera? Sì, ancora una.

C'era il suono del mare, pochi metri sotto. Il blu che si muoveva placido, sotto, andando a baciare gli scogli. Il silenzio della bassa stagione, il verso di qualche gabbiano. L'Argentario, Porto Santo Stefano, l'Argentarola, il Giglio, Montecristo e l'Elba, l'Uccellina.
Silenzio della musica del mare, il blu.
Ci siamo distesi e abbiamo dormicchiato, abbiamo fatto l'amore. Poi siamo stati lì, in quella camera infernale che ci attirava nella sua suadente sensualità. La bellezza del mare ci rapì ad altro.
Qualche ora, così, i nostri corpi, le nostre anime e il Mare.
Com'è profondo il mare.


martedì 2 ottobre 2018

Deficit deficit deficit

La protervia con la quale le forze politiche di ogni ideologia/schieramento perseguono l'incultura del deficit/debito è ributtante. Peggio ancora sono coloro che li eleggono per questo motivo e qui torna il problema del Meridione e di una mentalità assistenzialista ancora diffusa che vede nello stato la mamma del posto di stipendio garantito e deresponsabilizzato, la manna per cialtroni e disonesti.
Dopo i lustri senza peggio del PD che è riuscito ad accumulare nuove centinaia di miliardi di debito con l'aggravante estrema di costo del denaro più basso che mai, ora arriva la demagogia del reddito di cittadinanza.
In natura non si mangia gratis!!

Anche in questo gli sfasciapaese sinistranti (PD e galassia liberal chic) riuscirebbero sicuramente a fare peggio estendolo, cone scafisti, ai loro amati clienti migranti ovvero invasori anti italiani.
In peggio questi sono riusciti a battere B., batterebbero anche il governo attuale.
Il deficit che diventa debito è il miglior modo per immiserirsi, derubare le generazioni a venire, per inquinare le menti e corrompere il corpo della nazione.

sabato 29 settembre 2018

Oktoberfest

L'Oktoberfest , non è proprio il mio genere di evento.
Pensavo peggio, mi aspettavo molti ubriachi, vomito, barcollanti molesti.
Invece c'erano certamente molte persone decisamente abbirrazzate,  se non alticce ma non ubriache. Comunque pacifiche, sorridenti, allegre.
Colleghi bavaresi piu' che cordiali, l'azienda e' stata generosa e ci ha viziati, offrendoci tutto.
A me sembra un euforificio, un allegrificio industrializzato di massa.
Bere, magnare, fare i goliardi, mostrare le zizze nei Dirndl (veramente difficile non essere attirati da alcuni deliziosi, splendidi davanzali fioriti e in genere da quella fine, accennata lascivia), darsi delle gran pacche maschie, urlare brindando con i famosi boccali colmi di birra eccellente, stipati come sardine in scatola.
Un fracasso da sgolarsi e cartavetrarsi l'ugola e farsi venire una capa così.
Non il mio genere, no.
C'è gente che viene da ogni continente per 'sta roba.
Bah.


venerdì 28 settembre 2018

Globalizzaten? Nein danke!

  • Due to acute shortage of staff, our restaurant will be closed next saturday, September 29th, as of 11:00 am.
    Annuncio sul sito del motel da cui scrivo (con personale almeno per metà extracomunitario).

Per la prima volta in quasi trent'anni di lavoro ho fatto una trasferta di lavoro
  • oltre un giorno (tre di lavoro, una, di ritorno, sabato)
  • all'estero.
Scrivo da una gradevole a anonima stanza di un albergo (un motel) della periferia di Monaco di Baviera a un paio di dozzine di chilometri della sede "madre" della societa' per cui lavoro.
Io sono sempre stato germanofilo, ora osservo questa realtà con un po' più di distacco.
I colleghi bavaresi invitano sempre i colleghi italiani anche in occasione di questa... fantomatica Oktoberfest ottenendo, in realtà, poco successo (su una ventina di persone siamo venuti in quattro, come neoassunto non ho potuto declinare l'invito, mi hanno fatto capire).
Quando frequentai la Baviera con la madre di mio figlio, in dieci anni, assiduamente, anche per visite di più giorni, io non andai che una volta a questa "festa industrializzata". Sono talmente privo di aspettative (sminchiato forse sarebbe eccessivo ma rende la direzione da percorrere per trovare il mio  stato d'animo) che rischio che qualcosa di gradevole possa saltare fuori.
Vedevo giapponesi, filippini, statunitensi  e benestanti di ogni parte del globo, bianchi, neri, gialli, girare per la citta', spesso con andature alcoliche incerte, al ritorno, nei lodo Lederhosen e Dirndl... Mah, non c'azzeccano proprio una mazza! Il contrasto estetico, nella gran parte dei casi, è per lo meno stridente, imbarazzante. Come quella negra che serviva, in birreria, non so se grassa o obesa e dirndl-ata, una roba inguardabile.
Sono i mischioni orribili di questa globalizzazione.

Per i bavaresi è rimasta una festa vagamente identitaria. Forse almeno per la parte storica. Del resto tutta la Germania Occidentale è stata culturalmente massacrata e colpevolizzata dai vincitori (lo stato canaglia - gli SUA - in testa e dai vari sinistri progressisti mondialisti), del secondo conflitto mondiale. Vista l'accusa che, sotto sotto, cova sempre (tutt'ora i fondamentallisti della cretinologia progressista globalizzante meticciante senza se e senza ma non perdono occasione per accusare istericamente i magnacrauti di presunti neonazismi per le loro timide reazioni all'innesto di milioni di islamici ostili e quotidianamente violenti, nocenti) capisco che a qualche radice culturale non possono rimanere non ancorati, lo sradicamento completo non è riuscito.
Mercoledì sera, nei pressi di Stachus, una manifestazione pacata dei resistenti di Pegida, con dei sinistranti locali altrettanto pacati che innalzavano dei cartelli arcobaleno con messaggi tipo "München ist Kunst" (Monaco è arte),  dei cretini totali che ignorano che la feccia islamica radicale non ha alcun competitore in fatto di distruzione  sistematica, ideologica, proclamata e feroce della cultura, sia essa musicale, archeo/architettonica, templare o di altro tipo.

Del resto la dimensione di questa festa è ormai terribilmente industriale: tra festa e indotto, ci raccontava  l'amministratore delegato di questa azienda, girano più di... un miliardo di euro.
Io preferisco la Baviera più intima: fortuna che sono con vecchissimi colleghi-amici (con i quali feci, negli anni passati, giorni di montagna, anche impegnativa) così, ieri sera, ce ne siamo andati a mangiare in provincia dove il paesaggio è di dolci colline, di prati e boschi, spazi, campanili a cipolla e architetture tipiche.

Uscendo dalla città sono rimasto strabilitato: non c'era un rifiuto uno in giro.
Ormai le strade italiche sono diventate una sorta di discarica diffusa lineare. Nei casi meno peggiori, quando i rifiuti sono un po' meno, le frese che tagliano la vegetazione a lato, fanno un orribile tritato di paglia, arbusti e plastica e metallo di lattine.
Ecco, ieri, fuori dalla trattoria a Meiling, (con una cameriera fine e mora in costume tipico talmente bella da sembra austriaca più che bavarese, mi ha destabilizzato non poco la sua presenza) nel parcheggio, non un rifiuto uno: non fazzoletti, no mozziconi, no plasticame, no lattine. Nulla di nulla.
Qui  noto il cuore, ancora vivo e palpitante, dello straordinario civismo tedesco.
Purtroppo, il resto della Germania urbanizzata, artificiale, globalizzata, tende a essere omologata al resto del mediocre, brutto miscuglionato globale. Velate nei loro orribili palandrini o nelle cose fescion assolutamente incongrue e passeggini e passeggini anche qui, l'orrore che avanza. Ci mancano solo i... Minareten.
L'identità, come tutte le cose importanti, richiede impegno, scelte ed è incompatibile con una crescita senza fine basata su un'economia sìglobal fondamentalista .

Insomma, oggi mi... tocca andare a 'sta Oktoberfest.
Stasera mi rifarò andando a una milonga in città. Anche questa la prima volta all'estero.



giovedì 20 settembre 2018

Dieci rintocchi

La casa di Rosa Canina è bella, un'abitazione in un bel palazzo elegante di una signorile via del centro storico, in una delle zone più belle della città. Direi, che nel Monopoly, sarebbero i terreni gialli (as esempio viale Traiano o Piazza Giulio Cesare) o verdi (Largo Augusto, Corso Impero, etc.), tanto per intenderci. Le stanze leggermente sghembe, non rettangolari le trovo stupende, sono bellissime.

Ora sono qui, però, dopo, nel silenzio di questo cantone di questa frazione, con un vicinato che si è ridotto, ultimamente (la vicina tentata suicida, _ama la vicina tanghera che si è trasferita a valle, verso la città, dopo aver avuto il secondo figlio, la coppia di vicini che da alcuni anni si fanno vedere sì e no qualche volta all'anno, il vicino gaio che sta spesso dal moroso in città).
Qui rimane un silenzio meraviglioso. E' decisamente aumentato il silenzio, negli ultimi mesi.
La via anche se non troppo trafficata, comunque animata di autobus, passanti, auto dove abita Rosa Canina, è assai rumorosa, in confronto. Il caldo abnorme di questi giorni con la necessità di dormire a finestre aperte, è stato pesante anche per il rumore.

Così ora ho appena sentito i dieci rintocchi che vengono dalla chiesa. Dalla finestra socchiusa entra un refolo di buona aria fresca, silenzio e il duello, bramito dopo bramito, di due cervi, uno più vicino l'altro remoto, dall'altra parte della valle, forse.
Io sono felice con poco che è tantissimo.



domenica 16 settembre 2018

Sternbergia vuol dire 'Di Montestella'

Stamattina ho dato una mano a pulire/decespugliare un pezzo del sentiero CAI  xyx alle porte della città. Eravamo in sei Un paesano, io, con la roncola e cinque cittadini con buffi attrezzi tipo forbici da casa, o lame a seghetto dei coltellini tipo quelli svizzeri. Sorridevo.
Che caldata, zio cane boia! Montecaldofanculo altro che Montestella! Il "bosco" non mi piace ora, or, perché è parecchio patito per la siccità: perché in medio Appennino è ormai un mese che non piove una goccia e fa caldo e caldo. Tutto secco e con fessuroni così nelle argille, nelle crete, alcuni alberi in evidente stato di sofferenza. Insomma, ormai non c'è anno che non ci sia un periodo di secco o di siccità. Orribile.
Ho visto, in un punto, ai piedi di un edificio rurale, una fioritura circoscritta di zafferanastro (Sternbergia Lutea): prati aridi e sassosi (a pochi metri da un affioramento cospicuo di selenite ovvero gessi). Poi intere colonizzazioni di rosa canina, biancospino, cornioli, prugnoli, ginestracci, frassini e roverelle (e ahimè, ailanto, quello, in fatto di colonizzazione virulenta è peggio degli islamìci, li ho tagliati - non so con se servirà - tutti) che popolano prati magri e ex calanchi in via di rimboschimento copertura vegetale.
Ecco, oggi ciclamini e quella macchia gialla splendida di zafferanastro.
Niente pranzo al ristorante insieme: sono tornato a casa perché devo finire alcune cose (invasettare i ragù che è buono ma non squisito, troppo magro a questo giro), ho preparato una torta, la _zzzbella, concimato i fiori e altro.
Dovrei andare in milonga ma... un po' il caldo e il fatto che non mi va di cacciarmi in una ressa in un locale al chiuso. Un po' che io sono poco a casa e così mi viene voglia di fare mille cose.
Sono... troppo casalingo. E felice di esserlo. Però devo mantenere un po' di costanza anche nel tango, diamine!


venerdì 14 settembre 2018

Felicità con ombra

Qualche volta ci siamo incontrati per un semplice giro in bici, fino all'imbocco della valle, nel verde. Qualche sera mi sono fermato a casa sua.
Facciamo l'amore. Rosa Canina è multiorgasmica, viene anche tre o quattro volte. Egoisticamente la adoro quando viene, per un momento il mio ego crede di essere l'artefice del suo piacere. Vabbè, fanculo all'ego.
Sono belli anche dei momenti semplici. Non facciamo l'amore, passeggiamo o pedaliamo, qualche bacio, prepariamo un pasto insieme. Cose semplici. Le chiamiamo "decompressione", dai ritmi del lavoro: ci vuole tempo per uscirne e ci serve per tornare a noi due.
In questi giorni di ansia ella ha avuto una capacità di rasserenarmi, con lei dormivo bene, la notte. Al limite ci svegliavamo, facevamo l'amore e poi ci riaddormentavamo. Intrecciati, abbracciati e aggambati per ore.

E' una felicità con un'ombra.
Perché io so che non sono mai riuscito, da A-Woman in poi, a passare il tempo non dico dell'innamoramento ma anche solo dell'attrazione erotica.
E l'illusione di ignorare la libido, di pensare che il trasporto non sia importante, che si possano ignorare le spinte centrifughe, l'attrazione di Diana, sapere sotto sotto che la novità è un incanto velenoso e intrigante che svanisce presto, è lì in agguato, un fantasma o una realtà che mi fanno paura.
Posso anche pensare che non scrivendo nulla di questa storia sul diario, possa cambiare qualcosa, possa rallentare un po' il tempo.


("umbrella", arkadiuszbranicki)

martedì 11 settembre 2018

Integrare i francesi

In Argentina, i migranti italiani, imparavano il castigliano, definivano il tango, si facevano spagnolizzare nomi e cognomi, pur di integrarsi più in fretta e meglio possibile nella città portegna e nel resto dell'Argentina, dell'Uruguay.
I magrebini dei califfati francesi, del Belgistan, etc. alla terza generazione si chiamano Abdul Jussef,  Kadija, Ismail e vedono i tg in arabo, vanno alle moschee salafite, nuocciono il più possibile agli infedeli e alle loro troie, li fanno fuori in grande stragi organizzate.

Così, Macron, il funzionario capo maneggiato dalle varie Open Gangstitution sorosiane,si accorge che essi non si integrano. Beh, non male, meglio tardi che mai. Geniale la soluzione:, basta integrare i francesi nel nuovo Magrebrance. Semplice, no!?

Prego notare il rozzo, sconcertante e orribile paradosso, anche solo nella presentazione dei massmigrazionisti del CdS.
Questi cialtroni, razzisti anti francesi insultano le intelligenze.



lunedì 10 settembre 2018

Attonito - 2

(Attonito - 1)

Le ferie più lunghe hanno coinciso con l'estate con il minor numero di giorni di riposo (se tolgo i sabato e le domenica dei fine settimana sono cinque, in tutto).
Sento un po' il peso del mancato riposo, del tempo dedicato ai lavori di casa, così bella finalmente.

Avevamo visto un portafogli a terra nei pressi di un'auto e lo abbiamo portato alla signora seduta, tra le candele, i rosai e gli agrumi nel giardino a pochi metri. Ella era stupita del nostro atto e ci ha invitato nella sua magione, la vecchia canonica, ora di sua proprietà, elegantissima e restaurata finemente. Ci ha raccontato di lei. Tutto in quel cantone cantava la bellezza ed ella lo aveva recuperato, salvato.

C'è qualcosa che trascende, un Disegno di asprezza e soavità, di natura e cultura, di fare sacro e bellezza pagana che travalica le mie resistenze agnostiche, alimentano la mia brama di restaurazione.
E tutto questo nel silenzio, lassù, alla pieve del Praecursori Christi, di lande desolate, spopolate, castelli e pievi, del confine tra Esarcato Ravennate e feudi e ducati longobardi.
Questi secoli di bellezza salmodiano parole indicibili, richiamano solitudini ascetiche, mi lasciano attonito.

Attonito - 1

Io amo sempre più questo verde e romito Appennino. Ieri a metà pomeriggio, dopo una giornata di sensi, eros e cibo, siamo usciti per un piccolo giro di cinque ore.

Forre, ponti a gobba d'asino, pievi, rosai, torri, borghetti, campi, querce, pavoni, profumi di fieno, cappelle, bramiti, stradine, silenzio, stelle, selve, torrenti, case canoniche, panorami, vette, nuvole cupe di temporali, lontane, boschi, vigne cariche, ulivi, falchi, civette, cerve, tassi, daini, prati, querce grandi, affreschi, logge rinascimentali, cipressi e castagni millenari, mulini, case deserte, piccole monofore illuminate.

Lungo il torrente anche molti cornioli, carichi di frutti maturi: non granché, francamente.
Eravamo seduti laggiù, su una pietra del greto del torrente, il fruscio dell'acqua placida sulle pareti di macigno, a sinistra e più in avanti, scrosci di un principio di rapide, l'arco del tempo a incombere su di noi. Selve e ponti antichi per superare asprezze feroci, al tempo del disgelo.
Mille toni di verdi e il profumo di fiume, i suoi suoni ci distraevano dal resto.


Crema rossa

Il fine settimana ho dormito alla grande. La presenza di Rosa Canina mi rasserena: riusciamo a dormire abbracciati e aggambati quasi tutta la notte: molto meglio di un qualsiasi ansiolitico!
Sabato ci siamo persi nelle nostre ore di sensi. A tardo pomeriggio siamo usciti e siamo andati a recuperare trenta chili di pomidoro bio che avevo prenotati. Li abbiamo lavorati fin oltre le due della notte.
Erano due anni che non ripetevo questo rito di fine estate.
C'era questa collaborazione silenziosa, di mani che si muovevano, invasettavano, lavavano, tagliavano, mescolavano, spostavano. E che profumo di pomodoro per tutta la casa!!
Solo pomidoro, sale e tutto integrale. Una meraviglia. E quanti assaggi di quella squisita crema rossa!