Renaud Camus la indica con il termine di
Grande Sostituzione: a volte penso che sia un termine eufemistico rispetto alla gravità di ciò che è stato pianificato e che stato fatto succedere, persino ottimistico in quanto evidenzia il rimpiazzo fisico, quello più diretto, degli autoctoni da parte degli alloctoni ma non considera tutti gli altri.
Il meccanico delle biciclette e il piccolo negozietto nei pressi della stazione sono in crisi: un bravo artigiano di una certa età, equo nei prezzi e competente nel lavoro, è stato messo in crisi dal proliferare dell'apertura di negozi di riparatori invasori più o meno improvvisati. Uno dei molti casi di lavori che gli italiani facevano e vogliono fare.
Sabato un giovane criminale pachistano ha rubato la bici alla madre di mio figlio: era tra i teppisti che iniziai a correggere,
quella volta in treno. La madre di mio figlio mi dice che oltre che drogato ha iniziato anche a spacciare. E' di questa merda che ci riempiamo che mi viene da bestemmiare!! Lo hanno ripreso con le videocamere e la madre della risorsa è stata messa alle strette ha recuperato la bici nella piazza della ricettazione di questa città (bravi acquirenti universitari italiani, eh!?) e l'ha restituita anche se danneggiata.
L'antipolitica della sinistra e dei cattolici ha stabilito di rimpiazzare le classi più deboli, indifese di italiani con milioni di stranieri. Quale meccanismo più feroce, nei guanti bianchi di un disgustoso terzomondismo ipocrita d'accatto, quale meccanismo più razzista (anti italiano) può essere concepito e inculcato alle vittime? Come potrebbe “riqualificarsi” un piccolo artigiano così, a quella età? E' la condanna ad una vita di inedie, di miseria facendogli terra economica bruciata intorno.
Per quello io reputo altamente etico e morale resistere a questa sostituzione immorale, illecita, criminale in
ogni modo.
Il governo ha iniziato a mettere mano a lustri di politiche razziste anti, criminali, inquinanti.
C'è tutto da rifare, tutto da disfare ad iniziare dal livello europeo.
Una delle litanie più ricorrenti da parte dei sinistranti radical liberal chic è che l'Italia sarebbe isolata in Europa. Ciò è evidentemente falso: è vero, finalmente ci sono frizioni col governo Macron, un personaggio al quale non affiderei mio figlio e braccio operativo di George Soros, i socialisti in Spagna hanno iniziato a recitare il loro ruolo antidemocratico contro gli spagnoli, finché dureranno. Ma Austria, Cechia, Polonia, Ungheria, Slovacchia, la Baviera, la parte viva e vivace della Francia ora l'Italia e il cuore democratico di molti paesi e regioni hanno una visione comune sulla guerra migratoria in corso, sono il nucleo di una nuova Europa leale, filoeuropea, democratica. Ci saranno nuove alleanze. Ancora una volta la catechesi progressista sparge il suo pattume, le sue falsità, Italia isolata in Europa. Questi credono di parlare a dei cretini, pensano che siano tutti come i militanti che hanno formato, plagiato.
Voglio solo evidenziare alcuni punti fondamentali per affrontare prima e ridurre il problema poi, un intervento legislativo ad ampia scala che demolisca l'insieme di leggi razziali anti (
qui dagli scafisti giuridici ne trovate un buon campionario).
A livello europeo è necessario sostituire la direttiva che favorisce i ricongiungimenti con una norma che li vieti e ad adottare un lessico adeguato per gli immigrati, indicandoli come
lavoratori ospiti. Il linguaggio è sempre importante e non è la guerra migratoria a fare eccezione.
Stabilire il divieto di professione pubblica dell'islam, un piano di chiusura e demolizione delle moschee e il divieto di nomi islamici nelle anagrafi e che non siano quelli della lingua del rispettivo paese: quindi niente Mohammed e neppure Maometto, il divieto del velo, il divieto di aprire o continuare l'esercizio di macellerie halal, il divieto di modifica dei menù scolastici in senso islamicamente corretto , la chiusura delle scuole coraniche, etc. L'obiettivo è quello di rimarcare in ogni modo che i paesi europei rimarranno laici e che gli islamici saranno lavoratori ospiti a tempo determinato, in un patto etico di relazione economica lavorativa: sei qui come ospite per lavorare temporaneamente, questa terra, come islamico, ti sarà sempre scomoda e sgradevole. I tuoi risparmi li mandi in patria a migliorare là le condizioni del tuo paese di origine, se vorrai. Un capitolo non potrà non riguardare la magistratura rossa e collaborazionista che non può continuare ad agire in modo sovversivo, agire antidemocraticamente contro le proprie genti.
Infine, attuare una politica di
rimpatri sistematici: questo è il punto di gran lunga più importante. Gli invasori devono avere la certezza che, appena acciuffati, verranno rimpatriati. Il tam tam delle comunità farà il resto: non gettate via denari – dovranno telefonare in patria – perché appena vi prenderanno sarete rimessi su un aereo, o una nave, verso l'Africa o l'Asia.
Funzionerà, eccome!
Qui l'Europa può trovare nuove forze e sinergie con provvedimenti comuni contro i paesi che non accettano il rimpatrio dei propri connazionali, in un crescendo delle misure fino a che non iniziano a collaborare. Misure anche costruttive come collaborazioni solo con i paesi che realizzano politiche di contraccezione, anche la politica del figlio unico, ad esempio, accettando come lavoratori ospiti solo figli unici, ad esempio (
*).
L'esplosione demografica dei paesi islamici porterà, inevitabilmente, a ciò che alcuni ecologisti, ecosistemisti, studiosi, osservatori, nei forum relativi, indicano come le
nuove guerre puniche. Non c'è nulla di strano, il
bubbone giovanile, come ha osservato Gunnar Heinsohn, è la più fantastica fonte di guerre.
Avere intere basi nemiche incistate (banlieue, periferie, paesi islamici come quello vicino a casa mia, come Sassuolo, etc.) è di quanto peggio può avvenire.
Ci sarà comunque un macello, un gioco a somma zero e io ritengo doveroso che i politici europei, il cui mandato etico è di rappresentare gli interessi della popolazione europea e non di agire contro di essa, agiscano in direzione di difendere la popolazione locale contro i nemici stranieri ed islamici.
L'innesto forzato da parte degli Ottomani dell'islam nei Balcani ha portato a violenze che, noi agiati e pacifici, abbiamo dimenticato,
ferite ancora aperte. Sarà comunque un bagno di sangue, pulizia etnica contro gli europei (come già dimostrato con le migliaia di morti nelle stragi islamiche) o contro gli invasori islamici. Ignorare la storia è un altro segno dell'arroganza e della hybris più tronfia e becera di questo mondialismo razzista antieuropeo.
La Politica dovrà iniziare a rimuovere le basi islamiche internamente e, ai bordi, a sistemi di difesa contro i paesi da sempre ostili, i paesi del Nord Africa, la Turchia. Una visione a medio termine dovrà pensare ad un rafforzamento della marina, dell'aviazione e alla ricollocazione di truppe o la creazione di nuove truppe verso le coste e il sud del paese, a presidiare isole e coste del Mediterraneo.
E' tutto da rifare, ci sono centinaia e centinaia di norme, risultato di lustri di razzismo anti, a livello sovranazionale e nazionale, che devono essere smantellate e sostituite con normative e governo opposti, anche da tempo di guerra.
Il sistema attuale di gestione del potere ha limiti evidenti.
Finché non si riesce a produrne uno migliore (critica facile, arte difficile) ce lo teniamo così.
Astensione è come il digiuno, non si può protrarre a lungo pena la morte (politica).
In fin dei conti è una di quelle forme che in PNL prende il nome di metastrategia “via da”, una delle migliori e più efficaci scelte per problemi, fallimenti, disastri.
In questa gara al peggio compete con l’antagonismo i vari anti che, fondamentalmente sono anti loro stessi, agitati e divorati nella lotta contro il demone interiore (e.g. antifascisti più violenti dei fasci [non un problema morale, per me, ma di ipocrisia e falso]).
C’è, ancora una volta, il problema di scala: l’unica democrazia possibile è quella su territori limitati, circoscritti nella quale le proprie scelte abbiano effetti (positivi o negativi) su coloro che le hanno compiute.
Infine, tutte le nazioni nelle quali meticciamento e islamizzazione sono più avanti nel compimento progettato e imposto hanno dato un segno di contrarietà.
Non è affatto un caso che Bardella venga da una banlieue, ovvero da una delle distopie, degli incubi quotidiani che il multiculturalismo ha martellato, incistato a forza in Europa. È uno dei sogni dei vari antifa al caviale, gli antagonisti per eccellenza (v. casi Salis, Rackete, Padoa-Schioppa e mariantoniette del genere).
Se li conosci fai di tutto per evitarli. Alcune persone non si sono dimenticate di Atocha, Bataclan, Kabobo, machete sui treni, Van Gogh, Molenbeek etc. .
Altri sì. Un po’ come alcuni colleghi e conoscenti progressisti che cianciano di questo progresso al peggio, di accoglienze e inclusioni, e non prenderebbero il 20, la linea verde la sera o il regionale a Brignole neppure sotto tortura.