giovedì 27 aprile 2017

Obbligatorie?! Mmh...



Nella battaglia per l'obbligatorietà delle vaccinazioni (quali?) osservo la perdita, ancora una volta, del raziocinio da una parte e molto furore ideologico (l'uguaglianza ugualista imposta coercitivamente dalle castalie neosovietiche ai meschini, inferiori, incapaci di discernimento/non conformi all'ortodossia).
Il fatto che il partito bestemmia cavalchi il problema è un campanello d'allarme che non può passare inosservato e  rivela, ancora una volta, la sua continuità e protervia antipolitica.

Chi non è vaccinato può incorrere solo personalmente in malattie e non può, in alcun modo, inficiare la salute dei vaccinati.
Fine della discussione.

Uno dei rari residui di responsabilità personale. Sarà proprio per questo?!
Ah, ma i costi dei ricoveri nel sistema sanitario pubblico...
Beh, quando la stessa area ideologica è responsabile di miliardi e miliardi di deficit ulteriore per il sostegno allo tsunami migratorio (che sta reintroducendo patologie molto gravi come la tubercolosi), stiamo osservando un'altra caporetto del raziocinio.

mercoledì 26 aprile 2017

Naturamare - 4

(Naturamare - 3)

Prima giornata, traversata detta del "Salto del Cervo". Quest'anno eravamo di meno per rinunce quasi all'ultimo. Il numero ridotto ha avuto il pro che eravamo tutti camminatori discreti o buoni, quindi ci siamo permessi escursioni meno comode, un po' più vivaci.
Rispetto all'anno scorso abbiamo trovato una siccità molto grave: nella zona, il contadino che ci ha ospitato nel suo agriturismo mi diceva che la pompa per estrarre acqua è rimasta a secco, ha dovuto sostituirla con una che preleva  a maggior profondità: ci sono stati meno di 200mm di pioggia (se ricordo bene la soglia  per considerare una zona desertica arida è di 250 mm di pioggia all'anno). Anche la flora della macchia mediterranea, sclerofilla, xerofila, etc. in forte sofferenza, molto appassita, spenta, a volte grigiastra, con numerose piante già seccate. Colori meno brillanti, dalla macchia, quindi, e altrove.

Inizio della traversata, intravvediamo l'aldrobrandesca "Torre Inferiore"


Resti di volte a crocera: c'era comunque una certa sontuosità architetturale.

A Nord-est la torre della Bella Marsilia.

Argentario a sud.

Giglio con berretto bianco.

Focer dell'Ombrone e Punta Ala

In mezzo alla selva, laggù, il mare.

Fine ultima risalita: di là il mare.

Iniziamo l'ultima discesa.


Per quanto resistente alla siccità, il pino marittimo in alto a destra si è in parte seccato.

Eccoci arrivati al Salto del Cervo.

Cala di ciottoli rosa (resti di ofioliti rosse) e resti di posidonia.

Tutti i toni di azzurro, blu, turchese, zaffiro.

Torniamo, sul mare, a sinistra, Monte Cristo.

martedì 25 aprile 2017

Ciuffi bianchi

Eravamo in quattro, questa volta. Quattro "del club", intendo tutti separati o divorziati. Una piccola vacanza, tornando un po' esploratori, ragazzi e anche conviventi, coordinati, compartecipi.
Il contesto era molto allettante: una immersione nella grande bellezza, quel tessuto estetico di natura e arte del giardino di grazia e sensi che è il cuore dell'Italia.
Un poco disincantati, anche cinici sia pur con ironia. Ma calati nel qui e ora. Abbiamo ciuffi bianchi ora ma pure la fortuna e la grazia di vivere nel momento. Quando questo è grande bellezza lo viviamo appieno.
Nel bianco dei ciuffi ci sono proprio tutti i colori.


venerdì 21 aprile 2017

Meglio che non lo scriva

Gabriele Del Grande è un collaborazionista, panmixista, razzista positivista, siglobal, titolare di Fortress Europe, apologeta dell'europicidio in corso per invasione e suo sostenitore o organizzatore, uno squallido speculatore che vive e ha fama, specula sulla guerra migratoria che tutti noi subiamo e che sta conducendo l'Italia e l'Europa alla sirianizzazione.
E' andato a sfrucugliare in Turchia ma essi non non sono autolesionisti.
Evito di scrivero cosa spero  che i turchi facciano con quel criminale.

Rimedio omeopatico - 2

(Rimedio omeopatico)

Qualche intelligenza esiste ancora.

Le trombe

In milonga le nostre anime si incontrano, trovo la loro intimità creatrice e artistica. Così è stato, martedì sera con _ela anima di seta e con _lu, la berlinese ebrea. E' un piacere sublimato, fine,ai piani alti. Ho  amiche nel tango e fuori, alcune care: con due di loro e un amico andremo a giorni di trekking tra Uccellina e Argentario. Ci vogliamo bene a modo nostro, liberamente, c'è affetto, a modo nostro.
Nella notte terminata nella mattina di giovedì ho avuto qualche riflessione: le amiche ci sono, le compagne non le voglio, ciò che mancano sono le trombe. Non ho scritto male, no: dal sostantivo trombamiche ho eliminato "amiche".
Ho una vita felice e abbastanza equilibrata dalla quale manca il sesso, ludico, creativo,eccessivo. E poco tempo. Ecco, spazio e tempo, il lusso. Quelli sono preziosi. Se il tempo lo si mette nella seduzione deve essere tolto ad altro e io non saprei dove recuperarli.
Mi sono osservato un po' in questi anni. Se alla novità e alla tensione erotica iniziali sovrappongo altro, quella fiamma si spegne. La maturità porta anche saggezza che è anche smetterla di raccontarsela, di rifuggire in prospettive irrealistiche, romanticoidi, in luoghi comuni tanto politicamente corretti quanto lisi e ipocriti. Ho passato da qualche anno la vetta, la metà della vita, ora rimane meno tempo.
Nel rapporto col femminile mi manca solo il sesso, anche se non sono coiti meccanici ad attirarmi, quelli mi fanno orrore ed è a ciò cui, spesso, degrada il sesso senza più erotismo di coppie stabili.
Il fare i conti con questi vincoli e queste aritmetica e logica personali elementari porta a una tesi piuttosto semplice: o continua la cast(r)ità o è meglio che inizi a guardare all'eros mercenario. Il sesso amorale mi affascina da sempre ed è una trasgressione ad alcuni miei idealismi ormai anacronistici.

Cricche di primavera

UnaBipede non mangia né aglio né cipolla (che vita triste!): questo significa che, di fatto, sottopone il suo moroso ad una dittatura dell'olfattivamente corretto che significa che UnBipede esclude l'utilizzo dell'aglio il 95% delle volte che ci vediamo e della cipolla il 50% delle volte.
A volte diventa un'occasione di riapprezzare cose semplici e buone, come la spaghettata in bianco di Pasquetta. Più spesso diventa un impoverimento drastico delle possibilità culinarie.
Ieri, però, siamo tornati in regime di semilibertà e, il "piccolo" ha dato il benestare per un bel risotto.
Ortiche e bruscandoli (o asparagina o ligaboschi, i nomi regionali sono vari) ovvero i germogli di luppolo selvatico. Beh, devo dire che nella sua semplicità è un piatto sontuoso!
Prima avevamo sbaffato una buona porzione di insalata tiepida di cappuccio, tarassaco e semi di finocchio (*), con dell'aceto di mele invecchiato in rovere con miele: anche questa cricca di primavera uscita piuttosto bene, devo dire.
Da queste parti si usa l'ortica per la pasta (lasagne o tagliatelle) verdi se le si vuol fare al livello massimo: porta ad un risultato decisamente più saporito rispetto all'uso degli spinaci, come colorante verde. Solo che recuperare l'ortica è molto più laborioso rispetto all'acquisto degli spinaci. La cucina povera è sempre stata "ricca" nel richiedere molto più lavoro e risultati di eccellenza.
Vivere nel paesello ha però anche indubbi lati positivi: lunedì, appunto, avevo fatto una scappata nella stradina di campagna fino al "mio" giacimento di ortiche e luppolo selvatico.
Non tutti sanno che l'ortica è un vegetale con un contenuto proteico molto elevato (intorno al 25%, anche se ho trovato dati discordanti) superiore a quasi tutti i legumi. Insomma, il piccolo mi ha chiesto di darci dentro con le dosi. Poi ho visto che alla fine del primo piattone sbaffato ha accusato un segno di cedimento. Il nutriente tappa!
Eheheh.


martedì 18 aprile 2017

Flussy Opp - 2

(Flussy Opp)

  • Hanno trascorso il resto del viaggio a prendere in giro tutti gli altri passeggeri. Dicevano: visto? Non ci possono fare niente.
    (lastampa.it)

Cosa dicevo? Come già successo in Francia, gli assalti ai treni sarebbe diventata nocenza usuale. Dunque è successo di nuovo in treno, tra Liguria e Torino.
L'altro giorno ho detto a mio figlio che prima o poi mi troverà ridotto a brandelli in uno dei sottopassi della stazione centrale, per l'intervento di un gioioso fratello, dono, pagatore di pensione, risorsa, opportunità, blablablabla.
Ovviamente una persona ragionevole non ha alcuna ragione per non volere una politica del pugno di ferro e, se necessario, d'acciaio (del tutto possibile, vedere gli stati dell'Europa Orientale) contro l'invasione in corso.
Ottomilacinquecento doni nel solo fine settimana. La guerra cresce, la teppa magrebina criminale  importata arriva anche a te.



sabato 15 aprile 2017

Buoni giorni

Non sento questa festa di Pasqua. Direi più nulla che poco se non
fosse che andrò a trovare i veci col bocia.
Anche oggi aspettavo la pioggia, erano previsti tra 30 e 40 mm, avevo
pure rinunciato ad un'uscita in montagna. Non è ancora venuta una
goccia una, solo nuvole.
Forse per questo la stagione è fuori di sé e questo sbalina tutto.
Auguri di buoni giorni.

Demenza generativa

Eravamo rimasti in due, ieri, in ufficio. Così un collega si è avvicinato e dopo un paio di domande sul progetto interessante al quale io con altri stiamo lavorando, si è lasciato andare e si è sfogato constatando che "all'azienda non fotte più un cazzo della qualità, solo tempi e aumento dei margini". C'è reciproca simpatia e questo, col fatto di essere rimasti soli, gli ha permesso di rompere il ghiaccio e lasciarsi andare.
Avevo fatto alcune ore di lavoro in più, gratuitamente, per finire bene quello che stavo facendo, tutti erano già usciti. Devo dire con gradevolezza, per me fare bene le cose è un piacere in sé. Così lo ho ascoltato, in silenzio. Cosa avrei potuto dirgli? Solo poche parole, alla fine, uscendo dal mio cinismo/realismo/presa di  coscienza della realtà: gli ho fatto presente che è un problema generale e che il nostro settore non né è affatto esente. E perché mai dovrebbe esserlo, visto che partecipa attivamente alla liquefazione e lo fa da tempo?

Come scrivevo  l'artificializzazione sempre più spinta sta portando alla demenza settori sempre più ampi della popolazione e l'urbanismo è causa e vettore primo di questa patologia.
Oggi ascoltavo uno dei bollettini dei GR di propaganda Rai altrimenti noti come radiogiornali nei quali un lettore di postverità leggeva che  "l'atteggiamento aggressivo della Corea del Nord...".
Lo Stato Canaglia ha ripreso ad aggredire ovunque, ora andrà ad attaccare la Corea del Nord e questa rotellina del sistema, per portare a casa lo stipendio, rigurgita il premasticato leggendolo alle masse.  "L'aggressività della Corea del Nord"!?!? Forse lo stato Lo stato più autarchico e chiuso in sé stesso che esiste, meno liquefatto, probabilmente proprio per questo il capro da lapidare. Sostanzialmente è un'inversione tra vittima (Corea) e carnefice (SUA). Una sola delle centinaia, migliaia di inversioni propinate, catechizzate come verità.
Qui vicino convegni apologetici  sull'opportunità, delle occasioni di crescita economica, di  "multiculturalismo" (?) di ciò che è una guerra, uno tsunami migratorio e, problema nel problema, dell'islamizzazione che procede esponenzialmente.
Folli vegani che delirano con una sicumera difficile da trovare in invasati di altri oppi.
Due anni di siccità e la mattina ascolto qualche imbecille di 3D Meteo che parla di "bel tempo sereno e gradevole".
La crescita, il diritto a ordinare e fabbricare un bambino, i termovalorizzatori, l'uguaglianza, ...

Quotidianamente leggo, osservo e ascolto cose prive di senso, problemi e peggioramenti, regressioni gravi  da far rizzare in testa i capelli presentti come fantastiche opportunità.
Un generale e spaventoso impazzimento generale che assume il progredire verso il peggio e farlo sempre più velocemente come obiettivo in sé (*).
Vendere problemi, presentarli come incredibili occasioni, stravolgere il senso delle cose.
Demenza degenerativa primaria.
Anche le culture entrano in senescenza.

Dieci, una tessera sola

La settimana scorsa UnBipede ha preso un dieci in una prova scritta di matematica. Quest'anno va bene, questa volta è andato molto bene. A parte qualche riconoscimento morale, un mio apprezzamento sincero e caloroso, non c'è stato nulla. Intendo nulla di monetario, nessun regalo, acquisto o altro di "venale".
La gratificazione morale è la più importante. Se potessi cercherei di abituarlo ad un po' di spartanità che ritengo possa in qualche modo prepararlo ai grami tempi futuri. Paolo Crepet afferma(va) che "Educare è togliere!" e non posso che osservare il nitore di questo pensiero.
Educare alla spartanità non solo non è affatto facile in questa epoca ma è un tabù e quasi impossibile come paradigma educativo se non si vuole creare dei disadattati (vedi Captain Fantastic).
A scuola io andavo meglio di mio figlio, alle superiori: avevo un cinquantesimo delle distrazioni, un quarto degli impegni e studiavo sui libri molto di più. Ciò nonostante non presi mai il massimo dei voti in qualche prova alle superiori, (cosa che successe invece abbastanza frequentemente all'università). Sono felice per lui.

Scrivevo che studiavo sui libri molto di più: la cultura "libresca" non è certamente l'unica. Ci sono conoscenze e competenze, anche complesse, che travalicano la cultura veicolata visivamente. La In un convegno recente, Davide Sparti sottolineava che il tango colma una lacuna, quella della cultura tattile.
Beh, io facevo cose con le mani, mio padre mi precettava nelle riparazioni e in piccoli lavori di fai da te casalingo, il mio bipede non ne ha avuto occasione, io non ho fatto con lui ciò che mio padre fece con me.
Fortunatamente mio figlio è più avanti in altro, nella cultura gastronomica e in quella musicale e cerco di sostenerlo facendogli continuare le lezioni di piano.
Un dieci è solo una tessera di un mosaico, del mosaico.


giovedì 13 aprile 2017

_mlero, fine.

Pochi giorni dopo il patatrac, mi aveva mandato una lista dei suoi oggetti che aveva a casa mia. Così stamattina sono sceso con lo zaino grande. Ore 14 là.
Consegna sotto un sole estivo molesto, fuori luogo per la stagione e anche per il velo di imbarazzo e anche di malinconia. Era asciutta e un poco sfuggente.

Immagino che tu non abbia voglia di parlare.
Esatto.

Le ho detto che se arriverà un tempo in cui le farà piacere, potremmo parlarci o fare qualcosa insieme, che capisco la sua riservatezza e che, in me, non c'è alcunché di negativo.
Così oggi c'è stato questo suggello sulla fine di una storia iniziata lunedì 23 maggio 2016, in una milonga.
Come osserva lo zio Osho, i fiori non hanno tutti la stessa durata.


martedì 11 aprile 2017

Criminogen Plus - 2



(Criminogen plus)

Avevo aperto l'ultima bolletta dell'energia elettrica e... tadaaa... importo più che raddoppiato. Eccheddiamine!?!?
In effetti ci sono 40€ di ... canone Rai.
Mi ero dimenticato di... inviare di nuovo, annualmente, la dichiarazione di non possesso entro fine 2016.
Lo stato ce l'ha fatta a scroccarmi 50€ senza che io possieda alcun televisore.
Faccio notare che, comunque, sarà un obolo annuale di alcuni euro di raccomandata (oltre ai tempi di spedizione, la briga, rotture di coglioni varie, etc. ) per non pagare una tassa non dovuta.
Recupererò in altri modi quanto sottrattomi indebitamente.

domenica 9 aprile 2017

Dis-trarsi

Il cuore scalpita, le zampe sono stanche.
Frase buffa ma rende, in poco, l'idea. Cosa spinge duecentocinquanta persone arrivare da lontano, da mezza Europa,. per celebrare una festa di tango per due giorni? Tangoinomani che rinunciano ad una giornata di drammatico tempo quasi estivo, in una allucinante, infinita sequenza di giornate senza pioggia, di sole desertificante, per questi amori tre minuti?
Una pieno di intimità, sperimentare nuovi canoni estetici, l'abbraccio stretto di due anime, il batticuore di l*i, creare una forma estetica in due...
Anche dis-trarsi.
Togliersi dai problemi del mondo in questa sua rappresentazione ludica.
Lasciare fuori l'ordinario, anche i problemi e, fieri di essere un piccolo gruppo di cavalieri dell'estetica e dell'eleganza, del corpo artistico, vivere il banchetto coreutico.
Il cuore scalpita, l'anima straripa, sento i piedi che hanno toccato la terra sulla quale tutto si appoggia. Donne meravigiose, con grazie a arte in corpo mi hanno dis-tratto, abbiamo creato armonia e molta bellezza.


(via santango)

sabato 8 aprile 2017

A lui piacevano i posti alti

  • Dio del cielo,
    Signore delle Cime,
    un nostro amico
    hai chiesto alla montagna.
    Ma ti preghiamo:
    su nel Paradiso
    lascialo andare
    per le tue montagne.

L'hanno messo lassù, a lui piacevano i posti alti.
Così aveva esclamato ieri, mio cugino, quando la bara di mio zio alpinista. è stata inserita in quel loculo, al livello più alto di quel condominio cimiteriale nelle prealpi lombarde. Molti pensieri ieri, come in ogni occasione in cui sei spiattellato di fronte a sorella Morte. Sebbene quel cimitero fosse in una zona meno urbana, un poco amena, con le pendici boscose intorno, io ho trovato la tumulazione così artificiale, così asettica, fredda.
Nel paesino remoto del Trentino, ancora qualcuno finisce nella terra. Io lo trovo molto più toccante, trovo un senso in quel tornare alla terra. Non c'era scritto "cemento siete e nel cemento tornerete". No!
Il problema del numero, la dimensione alienante della massa in crescita esponenziale, lo è anche nel momento della morte, un momento in cui dovremmo tornare fragili, introspettivi, a meditare sulla dimensione spirituale della vita. Anche tutto questo viene annullato dall'approccio industriale, artificiale dell'iperformicaio globale attuale.
Così lo zio molto caro, amante sincero delle vette, del suo amico Adamello, se n'è tornato lassù.
Pensavo, in queste ore, alla vita, alla morte, al tempo che passa, a questa arte del tango che è un tentativo estetico di fuggire nell'eternità, ai miei veci, ai cugini, agli zii, alcuni cari, che ieri ho rivisto dopo molti anni se non lustri.
Non torna spiga fruttuosa il chicco che non muore nella terra.
Pure i pensieri che mitigano la Grande Paura sono stati violentati, annullati da questa perdita di senso che cresce apparentemente senza limiti.
E io che vorrei diventare una betulla, una quercia... Mi infastidisce, mi irrita la dimensione betonica o di polvere postpirica. Voglio diventare betulla o quercia, diventare pascolo.

(francescosaverio50)

USA stato canaglia - 15

(USA stato canaglia: alleati con ISIS - 14)
  • Il  lupo perde il pelo ma non il vizio.

giovedì 6 aprile 2017

In morte di Giovanni Sartori



Avevo riportato alcune riflessioni di Giovanni Sartori, in queste pagine.
Beh, era un tipo che non avendo messo il cervello all'ammasso veniva detestato da molti. Tra questi, gli ultimi che non lo sopportavano sono stati gli invasati sinistranti, per le posizioni fortemente critiche del pensatore su islamizzazione e sul mescolone orribile ed esplosivo multi(in)culturale.

Ero in montagna quando, con disappunto, non ricordo se nell'agosto del 2014 o del 2015, vidi che non c'era più il suo editoriale di Ferragosto (sul problema demografico). La nuova linea progressista, mondialista, panmixista (da sempre crescitista) del Corriere non potevano più reggere le elementari osservazioni e sul tumore demografico in Africa e in Asia e sul fatto che ora sia usato come arma, come guerra nei confronti dell'Europa.

lunedì 3 aprile 2017

Plumbità

Cosa aggiungere ad una giornata plumbea che ancora una volta, maledetto meteo, non ha lasciato andare una goccia una di acqua?
Che ho camminato per tre ore senza contare anima viva.
Che avevo iniziato a seguire un sentiero finito nel nulla e quindi sono salito sulla versante nord-est di quel monte che è un diedro piramidale perfetto, pendenze al limite e, nonostante le imprecazioni, sono arrivato molto prima del previsto.
Dopo molto tempo sono tornato ad uscire da solo che ha un fascino speciale.
L'Appennino è povero per i terreni orribili, antibiotici (spesso argille del pliocene contaminate da metalli pesanti e altro del degrado di ofioliti che li rendono ostili alla vita (vegetale)) e siccitoso.

Ecco il falso piano sommitale della prima cima. Con l'umidità aveva un che di spettrale.

Fioritura su un masso sospeso sul vuoto.

In quota caspo di primule ancora in prima e piena fioritura.

Stazione mariana in arte povera.

Il santuario sul monte di fronte. il secondo.

Qualche metro  in là....

.. un oratorio romanico.

Di fianco alla sommità del calanco. Il furbofono NON ha cattuirato i toni verdastri-azzurrini...

.. dovuti al degrado di ofioliti in terreni antibiotici.

Al fianco del calanco piante pionere: i ginepri.

Ecco lassù, la chiesa (fig. 5) quasi in cima al secondo monte.

Appennino apparentemente verde (spelacchiato) per la siccità grave.

Ho raccolto una sporta di rifiuti: eccoli al cassonetto prima di differenziarli.


domenica 2 aprile 2017

Sereni e felici

Mio figlio è sparito ieri sera e riapparso oggi alle diciotto. Il fine settimana col buco. Mi ero organizzato per un'uscita milonghera ma per un locale al completo non se n'è fatto nulla. Così ho deciso di... starmene a casa. Un po' di ansia, come se temessi il limbo dell'inattività. Stamani mi sono alzato relativamente presto e, nonostante il tempo plumbeo, me ne sono andato in montagna vicino. Fatica e silenzio. Era molto che non uscivo da solo, sempre meraviglioso per il contatto intimo, silenzioso, colla natura. Beh, il corpo vigoroso esercitato nella natura apre sempre scenari di benessere! Racconterò.
Poi un po' di tempo per me. Capita di rado. Verso le sei è arrivato il bipedinone, un po' di tempo per noi e abbiamo quindi preparato cena insieme. Inizia a cavarsela. Tutto suo papà!! :)
Gli avevo raccolto un po' di primule e violente per un'insalata di fiori. Lo faccio per qualche donna perché non per il figlio amato?
Abbiamo ascoltato alla radio un po' di pedata  Napoli - Juventus e ora ci possiamo addormentare sereni e felici.
Buonanotte

giovedì 30 marzo 2017

Serata no

E' arrivato con venticinque minuti di ritardo sul ritardo programmato di un'ora. Nonostante i tentativi di comunicazione. Che comunicare, se non sei preciso, non serve a nulla, bimbo mio. Era già tardi e io, minuto dopo minuto, non mi capacitavo. Passano i minuti, avanza la lancetta lunga, e diventavo da incredulo a scocciato, arrabbiato, fremente...
Quando è arrivato, col risotto sbobbazzato nonostante il tentativo di posticiparne sempre più la preparazione, l'ho praticamente assalito verbalmente.
Essere uomini significa anche dire cose sensate e rispettare ciò che si è pattuito con il prossimo, con l'interlocutore. L'accompagna sua madre autossicodipendente e arriva con ritardo nel ritardo, se fosse venuto col treno dopo sarebbe arrivato, nel ritardo, dieci minuti prima.
Sotto le sfuriate mi ha detto che sotto la pressione della giornata se l'era presa un po' comoda (già, perché in questa settimana col progetto Buona Scuola è a fare un lavoro assai "interessante, formativo", distribuire volantini in un centro commerciale per una farmacia, ore gettate allo studio di cose importanti, che si i lavori sono di questo rango si potrebbe anche evitare di far soccombere loro lo studio). E poi lo zaino è pesante che mi intenerisce ma è anche un marcantonio più grande e grosso di me, ora.
Tutto non andava, era storto.
Il merito è semplice e sensato. Ma io, sotto la pressione emotiva, ho ciccato completamente le modalità di comunicazione. Il bipede poi mi ha raccontato che si era impegnato per cercare di essere a casa prima. Poi, il bipede, si è fatto silenzioso con gli occhi umidi.
Mi ha detto che ultimamente litiga con UnaBipede, con sua madre, con il suo nuovo marito, ora con me.
Sì, il litigio poi ha portato qualche intimità. Ma era sintomo di limiti suoi e miei. Ieri ci eravamo riappacificati, stamani mi sono scusato. C'è anche che mi manca, che lo vedo sempre meno, non facciamo più un cazzo insieme, sono ridotto ad un papà base appoggio logistico.
Ieri è stata una serata no.

Lievismo - 2

(Lievismo)

Dunque, uno dei due massacratori era stato arrestato con centinaia di dosi per ciascuna delle varie droghe che spacciava e rilasciato il giorno dopo, ovvero all'indomani dell'assassinio che commise poi col branco. Il rilascio era avvenuto perché le sostanze stupefacenti erano per "consumo di gruppo". Certamente. Un gruppo molto grande.
Il GIP lievista ha rilasciato un criminale che poi ha continuato ad agire. Non c'è miglior istigazione al delinquere della certezza dell'impunità.
Perché le carceri scoppiano (di "ricchezze, doni, gioiosi fratelli, multiculturalità, opportunità e pagatori di pensione"). Oppure il GIP era un kompagno con la testa farcita di fanfaluche oppiacee sinistranti. Oppure entrambe le cose.
Avanti con la società a scoppio. Più lievismo per tutti.

(via sem07it)

mercoledì 29 marzo 2017

Nel suo vortice - 3

(Nel suo vortice - 2)

Cosa dicevo? Il vortice. Beh, forse più che vortice...
Accompagnata _civa in stazione ho raggiunto _bio e _zia. Meteo spettacolare, come può essere una giornata di bora, giornata fredda (relativamente), tersa e solatia. Devo dire che avevo spento tutto, non avevo organizzato nulla, sapevo che _bio avrebbe voluto percorrere un anello. Iniziamo a salire col piacere di essere in una piccola valle degli Appennini spopolatasi e inselvatichita. E' sempre molto forte emotivamente camminare in questi deserti umani (nelle nostre tre ore e mezza non abbiamo incontrato anima umana).
Mentre salivamo, arrivati ad una posizione in cui iniziavamo ad avvicinarci alla sommità, abbiamo visto...  lo scuro. Verso sud ovest il blu con qualche batuffolo bianco. Ma, girandoci, ecco un cielo cupo a nord-est. Poi borbottii e poi... tuoni. Tuoni in marzo!? Possibile!? Mi sarò sbagliato... La velocità con cui è arrivato il fonte freddo, con un piccolo principio minacciosa di nuvola a mensola, è stata sconcertante. Abbiamo rinunciato a completare il giro perché avremmo avuto ancora più del ritorno sul percorso dell'andata. Beh, il cielo era pessimo (foto 11) e in ulteriore peggioramento (foto 14). Sapevo che le perturbazioni di bora scura non sono mai così intense. Qualche foto al passo e poi giù veloci, con alcuni passaggi assai insidiosi, sentiero ghiacciato su strapiombo. Non avevo preso né i ramponi né la cerata, zio peto.
Prima rovesci di graupel che sono diventati pioggia battente con lo scendere di quota. Via felpa per tenerla all'asciutto nello zaino, sono sceso in t-shirt a maniche corte e sopra quella a maniche lunghe che si sono via via infradiciate. Ma la quasi corsa per scendere era così intensa (e faticoso per la roccia e le foglie di faggio bagnate e scivolose) che molta acqua è evaporata. Invece le braghe tecniche via via più bagnate sono diventate una mezza tortura. Siamo arrivati all'auto al "rifugio" alla base, mi sono tolto le magliette inzuppate, mi sono messo sopra qualcosa d'asciutto tolto dallo zaino e siamo andati a casa loro, invitato a cena. Non soffro mai il freddo, anzi, ma domenica non mi sono mosso dal caminetto. Poi è seguita una serata di buon cibo e di parole tra amici e complici di questa esperienza che ci ha, almeno per poco, inselvatichito.
Per una volta ero partito con uno zaino sguarnito, troppo leggero. Lascio alle immagini raccontare qualcosa che le mie parole sono già troppe.
Che ridda di esperienza pazzesche, estreme, contrastanti, emozionanti, in meno di quarantatotto ore!!

In principio blu e sole ci aspettavano lassù

Bboni, bboni 'sti cartelli, gnam, slurp.
Anche i faggi hanno bisogno di ferro.

Il faggio predilige terreni rocciosi. Senza dubbio!

_bio e _zia qualche passo più avanti.




Ancora meteo splendido di fronte a noi.

Ecco, 'sto faggio era veramente bitorzoluto.

Cacca di lupo.

Orma di lupo.

Udivo dei tuoni là a nord est. Tuoni in marzo!?!? 

Il passo da poco sotto. Eppure di là è ancora bello...

Passo del Cancellino e Toscana centrale occidentale.

Era inquietante e si stava avvicinando.

Ecco i primi scrosci di graupel.

Quasi arrivati, zuppi noi, con spolverata di neve (graupel) lassù.