sabato 24 giugno 2017

Caldo

Sono in casa, con finestre, tende esterne, scuretti chiusi.
Stamni sono andato a ritirare alcuni prodotti risicoli per i GAS: dire che è stato sgradevole è un blando eufemismo.  Vedo sofferenza sul fogliame appassito, seccato, ovunque. Terreni ridotti a croste di terracotta e senza più copertura vegetale ormai: anche se dovesse piovere non penetrerà nulla.
Qui è un traffico di autobotti che riforniscono paesi e frazioni, ma prima o poi finirà anche l'acqua fossile. Già, l'ecologia questa negletta. La crescita... senza acqua. Mi fanno ridere.

Stiamo mandando arrosto il pianeta. Continuiamo a immettere gas a effetto serra come rifiuti del metabolismo. Questo aumenta le temperature e sposta a nord i tropici.
Mi sembra di essere tornato all'incubo 2003.
Il deserto m ha sempre ripulso e ora me lo trovo in casa.
Col caldo non funziono.

Un po' di pazienza

Poco tempo per il diario, ultimamente. Ed esso ne soffre.
Non c'è un solo motivo principale: un po' i carichi di lavoro, un po'  per il tempo impegnato nella vita reale, il caldo, anche qualche tempo dedicato alle cure del mio corpo, dopo l'ultimo episodio di torcicollo
grave.
Caro diario, porta un po' di pazienza.

mercoledì 21 giugno 2017

Intrecci

Rivedi alcune persone incontrate in questi sei anni di studio. Assorbite dalla vita e dalle sue vicissitudini, da amori trovati o falliti, da voglie di tango scemate rapidamente o da saturazioni, dalle bizze della salute.
_via Weltaugen festeggiava ieri il suo compleanno, una Käsekuchen, qualcosa da bere. Essere lì insieme in questo tempo, kairos scalpitante quando sulle sue ali (quelle del tango). Non sono legami forti, come quelli dell'alpinismo, sono comunque meno deboli di quelli dei divertimenti. Anche solo perché lo studio dell'arte relazionale sì protrae nel tempo e non può non creare principi di legami.
_ela la garbata cattolica ha trovato un moroso, sono felice per lei e i suoi figli rimasti senza papà in giovane età. Ecco, ella dimostra una passione sincera e, nonostante le condizioni familiari pesanti, sì è sempre impegnata per almeno una lezione settimanale. La passione sposta le montagne!
Poi _ara mia compagna di studi per un paio d'anni, sparisce, riappare, sparisce di nuovo nella sua inquietudine esistenziale.
_arini compagna di studi di quest'anno si è rivelata una sorpresa: trovare un(a) partner di studi per un livello ormai non più così basso è un'impresa e quest'anno, ella, ha avuto questa progressione fantastica. Ieri ci siamo divertiti ad essere un po' fuochi di artificio.
Poi alcuni amici di tanto studio, anche _zzz apparso improvvisamente da là in fondo, dall'altra parte della provincia. Noi siamo complici, a volte un po' goliardi a volte un po' amici.
Ecco questo gruppo di anime per una ricorrenza di una di esse.
Alcune le ho abbracciate e poi siamo saliti su quelle ali, lì nell'olimpo della creazione estetica inutile camminando nella musica con un abbraccio. Ecco, scopro la gioia, ancora, un piatto che non ha una ricetta, solo alcuni ingredienti che impazziscono spesso, nel bene e nel male, Mi cullo in questi scampoli di fiabe reali.
Lì sorridiamo, scherziamo e ridiamo, con corpimentianimesullamusica, effetti collaterali di questi amori tre minuti.
La vita s'intreccia col tango, lottano, entrambi vorrebbero dominare.



martedì 20 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 2: l'inizio

(XIII milonga solidaria - 1)

Avevo preso il giusto tempo, ero arrivato prima, un'ora e mezza prima. Per godermi la luce di giugno, il formarsi della festa, l'arrivo delle persone. Per godermi il senso del mare infinito e la pregioia, la tensione e l'incredulità per essere lì, in quel cantone liberty meraviglioso della città labronica.
E' così elevata la tensione, all'inizio. L'adrenalina scorre a fiotti.
E quasi a non volermi perdere quella pregioia, ho deciso di aspettare un poco prima di iniziare. Ho scattato qualche foto alla festa che iniziava, col immergersi lento del sole nel mare.
C'erano le grandi navi che salpavano, con le loro trombe salutavano la città e forse quel nucleo vivo di abbracci camminati e danzati.
Solo qualche foto, prima di riporre il furbofono e di iniziare.

_aria era seduta in prima fila, davanti a me. Mi distraeva.

Il sole va giù

Poco più tardi vidi quattro donne intente insieme a indossare le loro calzature.
Un immagine migliore ma avevo già messo via il cosofono.

Un bastimento va...

I primi hanno iniziato...

Altri osservano l'inizio del tanguear con quell'unica miscela di attrazione, tensione, curiosità e, non escluso, timidezza.



Non ancora il tempo



Mentre andavo a lezione di tango, ieri dopo il lavoro, ho provato a chiamare _mlero.
Abbiamo passato una parte della nostra vita insieme e a me dispiace che tutto svanisca nell'oblio.  Un semplice saluto e sapere come sta. Chissà se ora le sarà passata la buriana... mi dicevo.
Non ha risposto. Le ho quindi inviato un messaggio scrivendole che non c'era nulla di urgente, per un saluto e sapere come sta.
Stamani mi ha scritto che sta bene, che non ha interesse a relazionarsi con me, mi ha detto di non cercarla più.
Sono un persona discreta e rispettosa e continuerò il silenzio di questi mesi. Intuisco che ella non abbia ancora digerito la fine della nostra storia. Non è ancora il tempo.
Mi dispiace.

lunedì 19 giugno 2017

Mille in due - 1: bluetto

Devo dire che _aieri è un grano di pepe con bei culo e tette (il lavoro sullo yoga, lo sport e l'alpinismo si vedono). Nella mia quasi atarassia sessuale devo dire che qualche volta l'ho pensata, qualcosa come :- Beh, in gamba la tipa e poi anche carina.
Come mi succede spesso, quando la vidi in gran "tirata" in milonga attirò il mio sguardo; poi, col proseguire queste femmine che diventano persone si deerotizzano ai miei occhi.
Comunque: tornato da Livorno e dormito quattro ore, mi alzo, faccio due cose ed esco, andiamo a farci un giro. La giornata nella savana appenninica riarsa è diventata splendida: vento da nord ed est umidità prossima al nulla e cielo blu. Saliamo con il sole sul viso e l'aria nei capelli per la strada tortuosa, zero traffico.
Così mi racconta che il suo tipo (mi ero dimenticato proprio che aveva accennato a lui) era scocciato, ingelosito che fosse venuta a fare una passeggiata con me.
Mentre mi racconta questo e altro mi raffreddo. Da una parte mi arrabbio con la mia smemoratezza dall'altra rifletto e mi chiedo cosa voglia da lei.
Penso che sto bene con lei perché ci vediamo quando capita, siamo liberi, avvengono sprazzi di conversazione brillante e ci facciamo delle gran risate e poi, fino alla volta successivo, ciascuno orso, libero e selvatico per la vita sua.
Prossimo alla perfezione. E ciò attira. Attira all'eros che poi cambia tutto. E' proprio il paradosso, l'unione che divide, poi.
Così arriva a parlare di qualcosa intimo e sessuale e io, invece di buttare benzina sul fuoco l'ascolto e convengo, anche se mi accorgo, seduti all'ombra di quella quercia al fresco, monti alle spalle e catino padano stipato di fronte, che non siamo proprio ad un convegno di sessuologia clinica. L'erotizzazione, ingrediente importante nel conversare seduttivo, non esiste.
Osservavo la concitazione di vanesse, bombi, api sul lauto banchetto bluetto con musica ronzante, non si pone la questione dell'erotizzazione per loro.










domenica 18 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 1

(XI milonga solidaria)

Non è un avvenimento di tango, è un avvenimento estetico nel quale c'è anche il tango.
Una sorta di festa, di reunione di molte comunità tanghere da varie
parti d'Italia. In un luogo, il lungomare Liberty di Viale Italia, a Livorno, che non può avere conrice migliore.
Ancora, le tande sotto il sole, prime e poi fino al tramonto, sono epicuree, una danza alla gioia. Abbracciati, nella creazione di una forma estetica inutile, come osserva Davide Sparti, al cospetto del
sole, due Re Sole. Tutto questo è molto difficile da esprimere a parole. Si potrebbe provare con una tecnica basata sul mosaico emotivo, piccole tessere che compongano una coreografia della gioia.
Così è stato surreale, negli ultimi settanta chilometri, la seconda metà già col chiaro del giorno, viaggiare in strade vuote, avrò incontrato forse quattro auto. Ciò che più di altro ha reso onirca
l'esperienza è stata proprio la presenza della luce: luce = giorno => traffico ma... non solo non c'era traffico, non c'era proprio movimento di alcun veicolo. Pazzesco, viaggiare di giorno per settanta
chilometri di strade vuote. V U O T E.

C'è stato un momento, in cui si è affogato il disco arancione-fucsia nel Tirreno, con grandi navi traghetti e cargo che partivano per le isole, che non sapevo se fotografare, se fermarmi con la tanghera o se ballare più intensamente per celebrare il Fucsia Immergente. Così mi
sono girato, per qualche metro sono stato io a indiettreggiare: guarda e saluta il sole che se ne va! - le ho detto.
Qualche volta, nelle tande di pausa, son uscito, ad andare ad appoggiarmi alla balaustra e vedere il mare, nel caldo afoso pazzesco, ventilato ma sempre vampate-folate di aria umida e calda erano.
Osservavo il mare e quell'enorme corpo danzate che celebrava un rito. L'anno scorso la vissi con _mlero e non ho traccia emotiva (e neppure in questo diario), mi rendo conto ora che non scrissi di quell'evento). Una pausa di due anni, prima di tornare al rito complessivo della Gioia della
Milonga Solidaria.
Ho in mente ancora quelle quattro donne che insieme, appena preso posto sulle sedie, erano chinate a chiudere le loro décolleté, tacchi alti, eleganti, attorno a piedi curati, involontariamente celebravano,
con una piccola coreografia improvvisata, l'inizio della festa.

giovedì 15 giugno 2017

Sem... água



Ieri sera i GAS della zona hanno organizzato un incontro con un esponente dei Sem Terra. Io sono sempre vicini ai contadini e ritengo che in una società sana la terra debba essere di chi la coltiva, da chi la rende fruttifera a bene suo e di tutto il resto della comunità umana.
Devo dire che ho finito tardi di mangiare con UnBipede. Poi po' di impedenza con persone che spesso trascurano o, più spesso, apologizzano e sostengono la guerra migratoria che stiamo subendo mi ha trattenuto (divisione e guerra sono GIA' tra di noi), la stessa guerra migratoria che ha devastato e distrutto le culture indigene.

Per un periodo di complessivamente un'ora circa, anche se a tratti, ha piovuto, in alcuni momenti forte. Passavo dalla loggetta alla finestra verso la Quercia Grande, felice come un bambino per questa, acne se poca, fresca e dolce acqua, per i profumi di terra, per il suono delle gocce sul tetto, per vedere, finalmente, qualche pozzanghera e i cerchi concentrici, delle gocce, in esse.
Non c'è nulla di più sensuale, che mi dia gioia, della pioggia dopo o in un periodo di terribile siccità.
Mi sono innamorato della pioggia e sono rimasto tutta la sera con lei.

mercoledì 14 giugno 2017

Stelle e aria di vita

Ieri, finalmente, sono tornato a ballare sotto le stelle. A fine stagione on ne potevo più di milonghe con aria marcioviziata. E pensare che venerdì eravamo andati in quel di Firenze (ballare fino a mezzanotte all'aperto) per evitare una milonga chiusa in città e poi... ci siamo ritrovati in quella milonga al chiuso.... naaa! :(

Il forno acceso a manetta ha portato molti appassionati a quel posto in provincia. In un certo senso una scatola di sardine ballanti. Anche questo è un esercizio, si riduce la ricchezza della proposta e ci si concentra sul ritmo, sull'abbraccio, minimali. Più o meno - l'ho giù usata in passato questa metafora - un tango almagro che è come la pasta o il riso in bianco.
Si sono esibiti due poco più che ragazzi portegni (di Buenos Aires), con l'acerbo di un tango giovane ma anche frizzante, scoppiettante, esuberante. Beh, questi hanno respirato, vissuto e mangiato tango fin da bambini: sono su un altro pianeta. Ecco, avrei voluto incontrare il tango a dieci o dodici anni, penso.
Alcuni tangheri hanno fatto i sostenuti, con critiche articolate e, a volte, relativamente pesanti; beh, se fossero anche solo un ottavo di Pablo e Natalia sarebbero dieci volte ciò che sono. Nel tango le critiche tendono a essere, spesso, inspiegabilmente feroci, ingenerose.

Oggi ho una  birra così: ballato bene, fino a tardi (dormito solo cinque ore) ma con grande gioia.
Eh, che meraviglia questa festa che torna e ci porta sulle sue ali. Sotto le stelle, con aria di vita non è affatto un'espressione retorica.
Sabato ci sarà la meraviglia di Livorno....

(pablocalvelli nataliacristofaro)

lunedì 12 giugno 2017

Sole spaccapietre, zampe in acqua

Eravamo in sei ieri. Devo dire che ho molto goduto della frescura: il sole spaccava le pietre (uno degli effetti del caldo torrido) e, siamo rimasti spesso all'ombra per riprenderci dalla sua percussione fototermica ossessiva  sulle nostre povere teste. Nonostante la quota e le... zampe al fresco!

Leggo che la regione ha avviato le procedure per la richiesta di stato di emergenza. E' tutto arso e riarso. I contadini da cui prendo le ciliege mi dicono che gli alberi (e gli orti) sono in stato comatoso: polvere ovunque. Io odio questo clima, lo odio, lo O D I O.
Solo in cima, in crinale, è piovuto un po' quest'anno, c'era un verde pazzesco e ancora un po' di acqua.

_nzo (un nuovo scarpinatore che si è unito ai vari gruppi di recente) e _rio si sono messi a parlare di politica, ad un certo punto. _nzo è un sinistro  ortodosso, acritico su alcune questioni e perfino _rio, anarcomunista ha avuto da discutere con lui rispetto a certe grossolanità politicomoralisticheggianti.
Io non ho detto nulla, quei discorsi mi nauseano, come tutte le ortodossie, ma io ero lì per camminare e per portare persone nella Natura, per conoscerla, apprezzarla, amarla.
Ovviamente, dopo un quarto d'ora di camminata, non c'era più nessuno, il deserto umano: bastano 20' di cammino a piedi ed elimini il 98% dell'umanità. Basta poco per arrivare in paradiso di fatto privato, esclusivo. Meno male: W la pigrizia! W i pigri!

_aieri aveva... un bel décolleté, lo ha notato perfino UnBipede quando gli ho fatto vedere le foto.







domenica 11 giugno 2017

Goliardia, tette, Mercurio traslochi

Vorrei sposare un uomo con le tette e la figa. Con cui fare una gara di rutti e scorregge nel letto.
Mi aveva appena raccontato che nella vacanzina del liceo all'Elba si era trovato bene in camera con alcuni compagni [goliardia] che aveva scelto, quelli che non sono fighetti [poi uno strano termine del loro lessico  tipo "urbanii" che ora  non ricordo].
Gli stavo chiedendo poi come andasse con UnaBipede e si era fatto pensieroso, poi quella frase.
C'è il solito cozzo tra natura e cultura: da una parte egli è attratto da altre femmine (mi aveva detto di una "molto carina" al saggio di musica), del fatto che coi suoi amici maschi si diverte ma non con UnaBipede, (che mi pare bellina ma anche con scarsi interessi da alcune risposte che ella mi ha dato) almeno non in egual misura, dall'altra ha l'ideale dello sposarsi e vivere felici e contenti.
Così esce 'sta frase parecchio goffa però espressiva del suo stato d'animo e delle sue riflessioni.
Osservo che il suo proseguire verso una prima maturità comporta anche la conoscenza (e il disincanto) dei rapporti con l'altra metà del mondo.
Ritengo che sia positivo che abbia due "modelli" da confrontare: sua madre che vive stabilmente e abbastanza serenamente col secondo marito ed io che vivo felicemente indipendente. Certo, la possibilità di scegliere porta seco sempre l'onere del discernimento e non è questo ambito a fare eccezione.
È la seconda sera che ho una tanghera che dorme qui sotto. Venerdì sono stato a Firenze con la mia compagna di studio (di milonga, non quell'altra del tango) e siam tornati alle sei, si è fermata qui.
Ieri sera tardi è arrivata _civa che vuol venire a far torrentismo col gruppetto di sei di oggi.
È arrivata con un bel vestito e tutta civettuola mi ha quali subito chiesto :- Ti piace?
Io ero con la mia maglietta  Mercurio traslochi (che non so neppure come mi sia arrivata) che uso per dormire, le braghe corte da trekking che userò oggi (ero andato da poco a portare urina e organico nel prato in fondo) un abbinamento  orribile  "a cozzo" più della frase di mio figlio.
_civa è una persona gradevole, ricca di interessi e fine che però non mi attizza fisicamente.
Sono ancora fermo alla "bella figa" e con qualche anno in meno, schema piuttosto rigido ma anche liberatorio: la natura ora comanda.
Raspa, rimaniamo ancora e sempre perfetti amici.

venerdì 9 giugno 2017

Le note, commozione e odio

Ieri sera saggio della scuola di musica della valle (alta e media). Non mi piacciono i saggi, non di rado le esibizioni sono patetiche. Esitavo ieri; mio figlio però ci teneva; dato che la frequentazioni si sono rarefatte, considerata la sua maggior autonomia, ho vinto la mia ritrosia.
Sì, alcune esibizioni sono state di piccoli musicisti acerbi, alcuni proprio 'un gliela posso fa', premiamo la volontà. Altre no: ci sono stati ragazzi* che hanno suonato con maestria, flauto traverso, piano, clarinetto, voce, violino, ... in un bel repertorio jazz, popolare, classico, contemporaneo.
Io mi emozionavo, a tratti mi sono commosso. C'era maestria e un primo fiorire di capacità di interpretazione, colorare le suonate con la propria anima, oltre la tecnica andando allo spirito, primo segno di eccellenza.
Anche il fratellastro di UnBipede (non parlerò del mio prodotto qui) ha suonato al piano un pezzo di Bach con arte e interpretazione; poi una clarinettista accompagnata dal suo maestro al piano.
Che meraviglia!
E' stato un lungo bagno nell'acqua fresca e cristallina di un buon mondo che esiste ancora, che c'è e lavora con arte, disciplina, grazia, impegno.
Pensavo a questa somma arte della musica, al bel canto di una giovane ragazza  (un po' schiva mi ha detto, quando mi sono complimentato con lei, che non può studiare canto, mi ha un po' rattristito questo), all'arte che riceviamo dal passato e che abbiamo l'obbligo morale di tramandare.
I figli degli invasori che arrivano al il 40% in alcune classi  (dei quali una buona metà se non i due terzi islamici) non c'erano, non: uno.
Eppure non mancavano i ragazzi di alcune famiglie italiane modeste, certamente avranno fatto fatica a sostenere l'impegno economico. Ecco il segno della Cultura e l'abominio della barbarie, la Grazia che sposta le montagne e l'abrutimento.
La barbarie avanza, il merdame islamico, le masse di bruti obnubilati da quel libro scritto da un poveraccio problematico che avrebbe versato piombo fuso nelle orecchie di chi ascolta musica, la feccia barbara iconoclasta, articida cresce.
Cosa succederà alle nostre arti quando questo tumore avrà reso il nostro Giardino, Italia ed Europa belle, come gli orridi , squallidi inferni dai quali ci invadono? Questo è il destino (francamente la follia permea pure il Regno Unito, il caos, lo sbandamento crescono anche là).
L'odio per i sinistranti che apologizzano, sostengono la sirianizzazone cresce.

mercoledì 7 giugno 2017

Tempi duri per la gola

Ero spompato ieri. La mia brava medica e omeopata mi ha trovato cistifellea a e milza affaticate e, con esse, fegato e intestino (milza e cistifellea sono le direttrici del sistema digestivo, non vanno quelle non va il resto). Prescrizioni dietetiche piuttosto severe: no glutine, no carne di maiale, no alcol, almeno per un po".
In aggiunta alle prescrizioni precedenti significa che io posso rinunciare al convivio, in trattorie, agritur etc., specie in questa regione.
Ieri ci sarebbe stata la cena di fine palestra di cointegro ma, arrivato a casa e in una manciata di minuti, poco prima delle sette, sono crollato a letto, con un sonno ristoratore che è durato fino alle sette di stamani (con una pausa di un'ora e mezza, ho letto alcuni commenti e risposto).
Va bene la compagnia ma mangiare insalata e una bistecca e un bicchiere d'acqua quando gli amici sono alle prese con lasagne, tagliatelle, gnocchi fritto e squisitezze suine, buon lambrusco  scuro (adoro quello reggiano) e sangiovese no!
Miseria ladra galera, 'sta dieta che mi ha islamizzato il desco.

martedì 6 giugno 2017

Il debito cresce

Molto discutere sulla legge elettorale di questi tempi. La macchina del potere (spesso parassitaria e inefficiente a queste latitudini) dedica una parte cospicua di tempo e risorse al proprio funzionamento (non ha certo bisogno di aumentare la propria inefficienza). Passato, ancora una volta, inosservato il pessimo e peggiore che mai, aumento del debito, considerati il costo del denaro tenuto artificiosamente basso e MAI così basso dalla banca centrale, dopaggio  propinato alle genti con il solito miscuglione di parole ronzanti (buzzwords) i soliti triti e ritriti crescita, quontativ ising, no deflescion etc.).
Visco ha affermato che bisogna ridurre il... debito (*); attenzione, il debito, non la turlupinata di ridurre il deficit, cosa che AUMENTA comunque il debito. Dai partiti della demagogia democratica (o democrazia demagogica) si è alzato immediatamente un coro di no: incidere sulla greppia del consenso  "più  zucchero per diabetici" è quanto essi temono di più.
Prego notare, nel frattempo, il grave deficit della bilancia dei pagamenti con la Germania (proprio il segno dell'efficacia della "cura" demagogica che produciamo acquisti sempre più pesanti di beni di consumo (auto) tedeschi), come nel periodo B. e i costi folli, aberranti per sostenere lo tsunami migratorio, la sinistra è oggettivamente peggio anche in questo).
R. e il PD inizialmente dettero qualche importanza alla questione dei conti in ordine, della sostenibilità dei bilanci pubblici (che significa solo una cosa, molti decenni di bilanci con un nero sensibile e, appunto, RIDUZIONE del debito) sono riusciti a superare in peggio B. anche in questo. Il sinistrare il Paese procede meglio che mai.
Il concetto di sostenibilità dei  bilanci pubblici ha la massima importanza politica, etica, ecologica e filosofica.
Rappresenta lo stare nella realtà, usare l'aritmetica per discernere (politicamente e non solo), per scegliere, prendere atto dei limiti.
Mentre osservo queste evidenze mi rendo conto come tutto ciò sia semplicemente incompatibile con inquinamento, follia e ciarpame che permeano la società dalla base fino ai vertici della quale essi sono espressione.


(*)
Dissento su quasi tutte le altre posizioni di Visco.


domenica 4 giugno 2017

Chimica

Oggi ho fatto una (per me) stupidata di passeggiata e ho sputato l'anima. Un po' il sole a picco, e il caldo torrido, ma il resto lo ha fatto la condizione fisica. Penso che sia, da una parte, la riparazione in  corso "del collo", dall'altra i farmaci antiinfiammatori. Giro di cinque ore con _aieri.
Siamo stati molto bene io e lei. Riso,  scherzato, camminato. Nel primo Appennino emiliano, in una giornata di  blu del cielo e giallo delle ginestre.  Avremmo dovuto essere in tre ma, alla fine, il suo amico non è venuto.
Alpinista, yogi, battagliera, auotonoma, indipendente. Osservavo la sua vita fine e il marsupio "sportivo" a incorniciare, sotto la vita  fine, da sopra i suoi glutei muscolosi. Beh, non male! mi sono detto.

Parlato un bel po', molto lei, poco io. Anche delle sue ultime storie, cosa cerca, cosa non cerca. Già, 'sta chimica porno che da sola non è sufficiente come nella sua ultima storia/avventura.

Stavo tornando a casa, nella bellezza fantastica del medio Appennino, distese di prati falciati, di medicai, calanchi, campi di orzo,  frumento e farro che iniziano ad essere biondi, mille valli e monti, vento che muove a onde questi campi, spazi enormi poco  antropizzati che mi ricordano la Sardegna. Ero felice col mondo.
'sta chimica, è 'na cosa che da sola non è sufficiente ma da sola non basta.

E _aieri - mi chiedevo - mi fa chimica?
Non so, un po'...

Arrivo a pochi passi da casa e vedo A-Woman.  Fermo il "ferro", scendo , la saluto. Due parole. La guardo, qualche segno del tempo anche sul suo viso ma ancora bellissima, piena di energia. Sento un rimescolamento chimico.
E' un segno del cielo. Mi fa capire che senza la chimica, per quanto ci sia altro, non funziona.
Prendere atto dei propri limiti.

Esuberante affetto

I gioiosi fratelli dell'islam religione di pace, risorse e pagatori di pensioni,. hanno comunicato, ancora una volta, a Londra, il loro  incontenibile, esuberante, scoppiettante affetto per gli accoglitori coatti.

Stante l'imbecillità degli oppiomani plasticati  progressistoidi/marxisti del politicamente corretto, c'è una qualche  ecologia in questo loro tentativo di ricondurre gli invasati e i  dormienti-sedati, alla realtà del Problema islamico in Europa.

sabato 3 giugno 2017

Il corpo mnemonico

Ieri avevo il collo terrorizzato.

giovedì 1 giugno 2017

Segni dell'angelo?

Tra poco meno di  mezzora ci saremmo dovuti incontrare per la partenza, sosta notturna a Milano, da un amico alpinista e poi via tutti  insieme per la prima tappa di quattro. Invece stanotte il torcicollo, che ha fatto capolino ieri - nulla di speciale, se non un po' di fastidio in qualche momento al lavoro - è diventato un tenaglia feroce di crampi che mi impedivano perfino di dormire. Non siamo certo all'uncino arroventato che si gira nell'osso ma comunque a fitte che toglievano il respiro, bloccandomi quasi tutta la parte destra del busto. Non mi era mai successa una cosa del genere. Stanotte è stato terribile, avevo un palo di ginepro di spine e fibre ritorte e scavate, non un collo. Ancora non va bene, nonostante farmaci e rimedi. Un altro alpinista aveva qualche problema alle ginocchia, uno un po' di congiuntivite.
La betulle della Valle Grande sembrano sfuggire, ancora una volta.
Paiono segni che non si debba proprio fare, questa volta. Forse un angelo custode che ci  vuole bene, rispetto ai possibili fortunali di domenica?


mercoledì 31 maggio 2017

Esso controlla te - 2

(Esso controlla te)

Il suocero di mia sorella è (stata) una persona importante nel calcio italiano ed europeo, prima come calciatore poi in un ruolo tecnico, vincendo scudetti e altri trofei in entrambe le posizioni. Una persona con intelligenza e disciplina vivaci e brillanti: come succede per il mio caro amico  _uda, con le caserme dei Vigili del Fuoco problematiche, chiamavano il suocero di mia sorella per squadre con potenzialità di successo ma, appunto, difficili.
Di una famiglia contadina lombarda è riuscito ad eccellere anche in un mondo così [omissis] proprio per la disciplina e l'acume dovuti anche a quella cultura.
Io che conoscevo l'importanza nel calcio di quella persona, l'ho presentato a mio figlio: osservavo lo stupore negli occhi di UnBipedinone che diventavano fanali quando egli narrava la sua storia sportiva. Poi...
Senza che io me lo aspettassi, ha iniziato a raccontargli alcune cose avvenute nella sua vita. Stile semplice e schietto, una comunicazione empatica ed efficace. Molte cose erano molto simili a ciò che gli detto con molta energia, chiarezza e determinazione, a volte anche duramente, sabato pomeriggio.
Del resto, 'sto suocero, ha avuto a che fare con centinaia di ragazzi giocatori professionisti, molti dei quali con i problemi dovuti al pompare ego e capricci , con montagne di denaro, femmine e gloria volatile, estemporanea riversati su poco più che adolescenti.
Ecco che il suocero di mia sorella inizia a  battere su...
Su omologazione, rimbecillimento e manipolazione e, vedendo mio nipotino cresimato che era assolutamente ipnotizzato dal nuovo furbofono appena regalatogli, come il sistema utilizzi strumenti molto piacevoli (reti sociali, il furbofono, etc.) per renderti manipolabile: per essere meglio manipolabile devi essere instupidito. Poi altra esperienza di vita, insegnamenti tanto di pregio, morali quando politicamente scorretti. Ad esempio, inizia a parlare di dolore e rinuncia. Chi cazzo mai parla, al giorno d'oggi, di resistere al dolore, di rinunciare? Sono diventati tabù.
Insomma, facevo fatica a credere che egli avesse ripetuto, con proprio stile e col fascino di uno sportivo del calcio importante su mio figlio.
Osservavo mio figlio ascoltare con attenzione la storia di vita di quella persona, i suoi insegnamenti singolari, poco allineati, disagevoli. Due volte in poche ore, prima io poi lui.

E' stata una bella giornata con mio figlio. Si è decisamente limitato nello spippolamento, ha vissuto.
Ci vuole tempo e costanza per educare ed essere educati (*).

martedì 30 maggio 2017

Sospetti

Troppo tempo che non dedico una pagina di questo diario alla bellezza femminile.
L'altro giorno, psssando al volo i titoli de Il Corriere della Sera / Il Manifesto non ho potuto ignorare quanto attira sempre la mia attenzione.
Semplicemente meraviglioso, superbo, quando l'occhio cerca e trova solo sospetti.


(izabelgoulart via gettyimages)

Il nipotino cresimato

Domenica ce ne siamo andati in Lombardia, UnBipede ed io, alla cresima/confermazione di un mio nipotino e poi,  a festeggiare a cena insieme, una piccola festa molto gradevole, con un numero ristretto di parenti, buon cibo e atmosfera piacevole.

Cerimonia piuttosto lunga, una cinquantina tra cresimandi e comunicandi. Ho resistito bene, anche se, al termine di due ore scarse, a fatica (stare in piedi due ore al caldo di una giornata eccessivamente estiva, non  facile).  Ampia chiesa moderna (non orribile come altre) molto affollata. Io mi sono dilettato a osservare, a guardare con piacere alcune belle milfe.
Una volta avrei faticato con tutto quel cattolicesimo, in parte anche di facciata; ora ho perso testosterone, sono diventato meno duro anche in quello: in fin dei conti le persone hanno bisogno di credere in qualcosa e trovano sollievo rispetto al Grande Spauracchio.
La confermazione è il residuo, sul piano religioso, simbolico, dell'iniziazione alla vita adulta. Beh, i simboli hanno una loro importanza.
Il vicario del vescovo, capo celebrante,  fu un sacerdote salesiano che animò l'oratorio e l'educazione giovanile con una passione incredibile. Parte della passione per la montagna e la natura la devo anche ad un campo estivo memorabile in Trentino che egli organizzò, ad alcune ascensioni memorabili. Da lui fui sacramentato io ed ora tocca al nipotino. Il tempo passa velocemente. Mia sorella ha insistito che andassimo a salutarlo a fine del rito: io ero un po' recalcitrante ma poi è stato bello riabbracciarci. Si è commosso. Beh, in qualche modo siamo suoi "figli" o "figliocci".


lunedì 29 maggio 2017

Lo storto che avanza



Il figlio del mio maestro di tango dei colli è stato alcuni anni in Australia come ricercatore: lavora sulla fertilità dei suoli. In ambito di ricerca ha conosciuto la sua fidanzata giapponese, anch'ella impegnata ad alti livelli. Insomma, due cervelli brillanti. Ora egli ha avuto un altro progetto importante in un ente di ricerca austriaco: problema, la fidanzata giapponese non può entrare in Austria. Soluzione: si sono sposati, direi finale a lieto fine, del resto come già pensavano di fare.
Non posso non osservare, però, come le leggi dei paesi europei stiano diventando sempre più vessatorie e feroci con la parte sana della società e lassiste, complici e corree di masse sempre più grandi di persone che agiscono in aperta violazione delle leggi di quei paesi. La migrazione di massa è uno di questi contesti nei quali la giustizia è semplicemente invertita: persone in gamba, che porterebbero benifici alla società che le ospita sono escluse perché le leggi diventano sempre più dure con coloro che le rispettano e lasche, permissive con coloro che le violano.
Il futuro di società storte è giusto che sia storto e catastrofico.
Il filtro passamerda, che regola l'accesso ai vertici della piramide, si estende anche al resto.

Ovviamente non c'è molto da scrivere sulla nuova mattanza di europei avvenuta a Manchester grazie ad un gioioso fratello dell'islam religione di pace, una lenticchia libica fagiolata e resa britannica per legge. In Italia non succede ancora nulla perché l'allevamento di serpi bastarde, che mettono insieme il peggio del consumismo, del dirittismo e della liquidità nostrane con il livore atavico, millenario rispetto agli europei e le barbarie di quelle società, stanno ancora crescendo.
Prego notare che questa marmaglia meticcia non può neppure essere espulsa, visto che a non pochi di queste né carne né pesce hanno appiccicato etichette sontuose e pompose per nascondere la frode culturale consistente... proprio nell'etichetta.
Nel frattempo la pulizia etnica a danno dei cristiani (copti) in Egitto, egiziani molto tempo prima degli islamici, continua. Come avvenuto in Kosovo a danno dei serbi o in interi quartieri di città mischione europee gli infedeli verranno prima sottomessi e poi eliminati, il processo continua con coglionesca solerzia al contrario delle genti che verranno macellate. Non ho udito nulla da parte del Vaticancro, come esso continua a tacere sull'epurazione dei cristiani in Siria, difesi da Assad.
La massa islamica continua ad essere il primo problema nel problema dello tsunami migratorio.

sabato 27 maggio 2017

Esso controlla te

Ora devi scegliere: ti organizzi una mezz'ora di tempo nella quale spippolare, se vuoi comunicare coi tuoi amici e poi dormi oppure vai a [...] dalla mamma e spippoli quel che vuoi. Ti misuri, osserva se sei tu che controlli il coso [il furbofono] o se esso controlla te.
Ciao papà.
Ciao

mercoledì 24 maggio 2017

Blu - 3

(Blu - 2)

Anemone Alpino

Primula auricola ("orecchia d'orso"). Molto rara in Appennino.

Alle spalle la prima vetta.

Durante la discesa il mare di selve sotto di noi.

Fioriture di genziane (di Koch)... esagerate. :)

Selva poco oscura.: blu e sole anche sopra il fogliame. Qui un larice e faggi.
I secondi, su alcuni versanti e ad un certo intervallo di quota, hanno perso un 80% del fogliame per le gelate.

Completando l'anello, scendendo verso il punto di partenza,
Un piccolo angolo di paradiso a maggio.

martedì 23 maggio 2017

Campane a distesa

Sabato 15 sono andato a recuperare l'ordine della carne per il GAS e conoscenti/amici. Questa volta è stata fatta la festa ad una porcella bio semibrada. Qualche rinvio, qualche complicazione nella consegna, così, data la splendida giornata, ho deciso di andarla a ritirare io. Un'ora di strada tra colline e montagne in un paesaggio mozzafiato, con la bellezza esplosiva di maggio.
Avete presente la Contea di tolkeniana memoria? Ecco qualcosa del genere, con l'ultimo tratto di stradina bianca con il cuscino di erba verde in mezzo, siepi, prati e campi, casine piccole in pietra cogli scuri verdi sulle piccole finestre, rose rampicanti, pergole, filari di viti, fagiani, caprioli e galline, maggiociondoli, denti di leone, cuculi.
Cerco di aiutare come posso questa coppia giovane in gamba, la loro impresa nella eco-nomia.

_aneri mi diceva che potrebbe dover ridurre i porcelli perché i consumatori (cittadini) si stanno vegetarianizzando e aumentare la produzione di latte e quindi formaggio.
La sera con UnBipede e poi anche sabato questo, con amici, ho preparato cena con la squisita maiala. Coerenti bontà e che felicità!
Le campane hanno suonato a distesa.

lunedì 22 maggio 2017

Blu - 2

(Blu - 1)

Abbiamo deciso di tentare la "temuta" parete nord-est di quel monte. Addirittura due trekkaroli - alpinisti, sabato, hanno rinunciato che non se la sentivano: così siamo rimasti in tre, _zzz, _bio e io. Del resto dobbiamo prepararci per la Val Grande tra un paio di settimane. Ho caricato lo zaino in modo pesante e via, proprio per testare le anche, in modo impegnativo: le anche sono in buona forma oggi, il Ribes Nero pare funzionare bene.
Sono 1010 metri secchi di dislivello senza alcuno stacco. A parte qualche difficoltà nel tratto finale del bosco, a pendenza seria che con la scivolosità del fondo (sabato aveva piovuto e grandinato per un forte temporale) era piuttosto molesto, nessuna difficoltà. Anzi, 2h 10' per 1010m "secchi", compreso il tempo per le foto (non poco, ne ho scattate oltre 110, qui c'è una selezione) ci hanno confermato che siamo abbastanza in forma.
Ogni tanto sorrido per il timori di alcuni sentieri e vie che sono ritenuti molto più difficili di quanto siano: c'è un eccesso di prudenza nei limiti di velocità, alcun veramente assurdi, come 40km/h in svincoli a due corsie con corsia di emergenza e anche sentieri segnalati come EEA che non hanno questo grado di difficoltà. Al lupo al lupo non va bene, neppure in montagna.
Giornata splendida, devo dire. A me piace il freddo e il vento freddo in quota ha contribuito alla poca fatica e alla piacevolezza di un cielo terso. Dopo un'allegra sbaffata in quota, con un pezzo di Salame (con la esse maiuscola) e un buon barbera, ci siamo addormentati come tre ghiri in vetta. Ah, che goduria!



Alla base del versante uno splendido giardino di acque, rocce, muschi, fresco.

Si apre uno squarcio nella copertura arborea, ecco lassù l'obiettivo.

Ultimi 20m nel bosco, vediamo il blu oltre.

Appena usciti dal bosco, verso sud.

Un gruppo di alpinisti ci aveva preceduto.

Rododendro messo malino. Queste arenarie (macigno) sono povere di ferro e ... si vede.

Genziana a foglie corte (Gentiana brachyphylla).
Dicevo che nessun colore, neppure quelli artificiali, neppure questi pixel, riescono a riprodurre anche solo in parte l'intensità di quel blu iridescente.

Ultimi metri prima della vetta.

Blu - 1

Forse queste Genziane (di Koch) col loro blu sotto quello del cielo (si intravede la seconda vetta odierna) riassumono spirito e colori della giornata.
Che giornata!!
Il resto domani. :)
Buonanotte


venerdì 19 maggio 2017

Parte della vita

Che bello aver pene d'amore!
Eh, spapuz?!
Significa che hai una storia che ti appassiona. Arrivano i dolori ma anche le gioie.
No, le pene sono brutte, bruttissime.
Ho il bipede in stato catatonico, ci sono problemi con UnaBipede. Il mio prodotto si è abbottonato, non mi racconta nulla (ritengo sia giusto così, so che si è confidato con _zzzino :).
Gli ho detto che come uomo rispetto e comprendo il suo silenzio.
Anche che ho un piccolo male, come papà, come genitore, nel non poterlo aiutare, l'impotenza è sempre dolorosa. A volte più altre meno. Ma che la filosofia mi aiuta: il pendolo va da una parte poi dall'altra.
Dopo cena si è messo a spippolare, come sempre. Lo prendo in giro e lo chiamo Spipolator ed egli si irrita, s'incazza.
Stare continuamente a rimestare con la (ex?) moros(ett)a non ti fa bene, ti tiene sempre in quelle pastoie. Noi maschi abbiamo bisogno di staccare, di stare nella caverna. C'è una leggenda dei pellerossa...
Ma io non sono come te, non ci sono regole, siamo tutti diversi! ha sbottato.
L'adolescenza porta seco l'irruenza, la hybris che Io cambierò il mondo e quella è roba vecchia che per me non vale.
Ho sorriso: anche questo è parte della vita.

giovedì 18 maggio 2017

Passerella e milonga

Tango? Io non l'ho visto né udito. Anche solo il vestito è incompatibile. Ella rimane bella, italiana, mediterranea, gli occhi gioiscono. Osservavo, poi, la dolce vita della passerella. Una cosa buffa è che noi, noi della ghenga milonghera, questa dolce vita la viviamo settimanalmente come registi, attori, soggettisti, interpreti, spettatori e critici. C'è la bellezza, il culto della bellezza, il piacere di esibirla e di osservarla, di goderla, il nostro teatro estetico.
Certo, in milonga non ci sono le stelle del cinema, ci sono quelle del tango. Ecco, la passerella di un evento come Cannes è uno dei posti che, forse, riesce a superare un poco la concentrazione di bellezza di alcune milonghe.
A differenza di una passerella, la bellezza in milonga è accompagnata da grazia, da arte in corpo, dalla musica che ti porta sulle sue ali, dalle emozione delle letras. Veneri, nel tango che sono anche Apollo, Muse.
Accarezzare l'ego, essere gaudenti di grazia e bellezza. Mi emoziono, anche solo a narrarlo, sale l'onda dentro.
Intanto, in sottofondo, ascolto le milonghe tristi, le milongas camperas, era la musica dei gacho inurbati della metropoli delle buone arie, disillusi dalla vita. E ancora,  le emozioni virano, diventano morbide, crepuscolari, la malinconia mi abbraccia e porta via.

mercoledì 17 maggio 2017

deludenTe

Ieri in milonga ascoltavo un'altra donna delusa: accennava a storie finite male. Poi ha affermato che alcune persone indossano, in milonga, una maschera e nel mondo sono diverse da quanto appaiono abbracciati in un vals o nel chamuyo tra una tanda e l'altra (lessi, già anni fa, che a Montevideo o a Buenos Aires la conversazione in milonga - il chamuyar appunto - fu farcita di palle pazzesche fin dall'inizio: 'sti camalli cercavano in tutti i modi, anche verbali, di ingraziarsi le donne o anche portatrici di vagina, dipende da cosa ebbero in testa).: direi che, passati cento e più anni, poco è cambiato; possiamo ritenere che non è un problema da imputare alla liquidità, anche nell'eros, della società contemporanea.
Il tango è tiranno e sappiamo che fine fanno i tiranni quando cadono in disgrazia del popolo.
Alcune persone lo sovraccaricano di aspettative eccessive. Forse perché permette di rompere il ghiaccio  meglio di altri attaccabottone?
Se si toglie il sovraccarico torna a brillare. Anche io, inizialmente, caddi nell'incantesimo. Ora è da tempo che non carico di alcunché che non sia il piacere artistico di un'uscita in milonga. Ieri anche troppo visto che una tizia "nuova" aveva attaccato bottone mentre mi ero fermato in una tanda di asciugatura (pausa) e dopo un po' di allegra conversazione ho troncato e sono andato via (era tardi, a casa).
Il tango, così,  continua a stregarmi, a entusiasmarmi, senza delusioni in altri ambiti della vita.

Ieri, dopo alcune tande scoppiettanti con alcune brave tanghere, mi sono impegnato anche con una nuova principiate (secondo l'etica milonghera di cercare di far ballare anche le principianti, come fu fatto con me) con tratti somatici spiccatamente indiani/pachistani/bengalesi. Aveva un orribile profumo dolciastro che mi è rimasto appiccicato fino a casa, poi.

lunedì 15 maggio 2017

Non per voi

Apro l'organo dei razzisti sostituzionisti della sinistra al caviale (quelli italici vanno a Capalbio, comune demingrantizzato) e, ora, alle 18:02, non c'è alcuna menzione in prima pagina.
Bisogna cambiare parrocchia: dunque per gli ingombranti dei G7 (quelli che trombonano da mane a sera le fantastiche sorti delle migrazioni di massa) verrà imposto un blocco navale.
Dunque, i vertici, ancora una volta, si esentano dalle "accoglienze".
Prego notare che, come ho sempre affermato, è possibile interrompere l'invasione.
Ciò che non è nei neosoviet mondialisti continuerà ad essere sottoposto alle accoglienze coercitive.
Si può fare ma non per voi.

domenica 14 maggio 2017

Fiabe da morire

Musica come vento in poppa, impetuoso ti porta su creste e sprofondare d'onde, quel parquet velluto nero, sembrava di essere in un campo di maggio per tutti quei colori, non solo i prati ma anche i/le tangher* fioriscono. Quante donne meravigliose ieri. Anche i _rroli e Mora di Rovo, belle da morire.
Alcune si sono complimentate, erano felici che ballassimo bene. Beh, ad essere sinceri, 'sti complimenti non mi fanno né caldo né freddo. E' come se la mia ambizione nel tango fosse del tutto indifferente a questi apprezzamenti. Mah.
Poco prima dell'una è arrivato UnBipede a prendermi. Ridevano, quando lo raccontavo, per questa buffa inversione :- Mio figlio mi verrà a prendere...Era imbronciato, pensieroso, problemi con UnaBIpede, diceva poi in auto.
Interpretare, dirigere, vivere questi film "La dolce vita" dà alla testa. Sì, è come vivere con Anita nella meraviglia barocca dell'Acqua Vergine. 
Così le ami pazzamente per una, due, tre tande e poi arrivederci, fino al prossimo abbraccio.
Le metà del cielo le lasci là, dentro una milonga, fiabe come vino rosso con miele, arancio e cannella, fino a che tornerai a varcare quella porta, a indossare le scarpette, abbracciarle e ad aprire quello spartito.
Il tango tesse e disfa, ti porta, feroce, sulle sue ali suadenti. Esso è il tiranno e noi alla sua Alhambra fiorita.

Il cuculo

Il bipede dorme ancora profondamente. Dalla finestra socchiusa entra il canto di un cuculo assai vicino, forse sulla Quercia Grande qui a fianco o sui grandi pini neri vicini.
Questo angolo di paradiso ha i suoi costi  (anche in termini di rapporti colle donne) ma dà anche felicità.
Ecco ora che ha ripreso il suo canto d'amore.

venerdì 12 maggio 2017

Captain _zzzastic

Yawn! Poi... Poi ci fu un tempo per noi, amici che non ci eravamo trovati da un po' di tempo.
_zzz ha una compagna siciliana passionale, irruenta, ideologicamente e fisicamente, per vari aspetti agli estremi. A letto ne combinano di cotte e di crude, lo conduce a esplorare nuove terre dell'eros. _zzz asseconda questo fortunale che è entrato nella sua vita. Ciò significa anche cambiamento verso il quale ella lo spinge con decisione. E fatica.
A me viene (anche) in mente il problema n° 1 sottolineato da John Gray: le venusiane che vogliono cambiare il proprio marziano.

_zzz, amico mio caro, mi ha detto che mi sto chiudendo e irrigidendo, che non sto con una donna anche perché non voglio cambiare, evolvere. Beh, sì, c'è del vero: è proprio l'idea delle micro negoziazioni che mi allontana dalle donne. Du' palle. Così però non evolvo e quindi involvo. La non vulva che involve....
_zzza, inoltre, per la sua professione nel mondo dello spettacolo e della danza ha carichi minori e in tempi ridotti e diversi (un po' come _mlero), mentre _zzz  è nella morsa del mondo produttivo sempre più stretta. Dunque ella ha tempo ed energie che impiega anche per pensare di cambiare (anche in meglio) _zzz o di progetti insieme nel tempo in cui egli dovrebbe anche ricaricarsi. Non è un problema di genere, succede anche con la moglie (lavora ancora) di _nni, uno dei miei maestri di tango, pensionato (precoce): di tanto in tanto ci sono allontanamenti e qualche scazzo perché egli propone ed ella invece desidera/deve ricaricare le batterie. Per coloro che sono nella morsa, cambiamento, evoluzione e... "vulcanesimo" sono facili.
_zzz è un uomo in gamba che affronta responsabilità pesanti, ha tirato su un figlio con valori, ha un'etica nobile ed ecologica, uno di quelli in gamba di una parte sana sempre più striminzita e caricata di una società ugualista, sadica. vessatoria con onesti, capaci, giusti. Siamo due "polentoni padani" che sgobbano bene e in silenzio, respons-abili. Affascinato da Captain Fantastic (fu egli a segnalarmelo) e, ora, sotto la pressione del "devi evolvere" ogni tanto barcolla.
Allora io gli ho detto che è già in gamba, di essere un po' indulgente con se stesso, se _zzza lo vuole cambiare (troppo) non "ama" lui ma un'idea di lui. Ogni tanto datti una medaglia per tutto quanto fai, qui, in questo mondo frenetico, difficile, senza giocare con esotismi  che sono una fuga, come ricorda un mio istruttore.
Sei in gamba, Captain _zzzastic.
Io pure, amico mio.
Quando troverò una donna che mi sconfinferi, tornerò a evolvere.

mercoledì 10 maggio 2017

Mondo Plastic o

Sono venuto a sapere di persone che hanno impegnato i risparmi per spendere ottocentocinquanta euri per ascoltare la roba del guerrafondaio Obama. Li immagino, coll'aicoso settantunopuntozero, sostenitori dei diritti più tutto per più tutti, fanno i girotondi e passano dal culto del loro tosatore Jobs a quello del loro bombardatore.
Qui, è più evidente che mai la struttura di sfruttamento piramidale ordita e realizzata dai vertici (di fatto dei neo soviet) transnazionali basata sul consenso giulivo di masse di babbeizzati sinistrati e sinistranti.

Il fatto che questo si compia nel contesto della biennale del cibo a Milano (lo stesso dell'organizzare un trattoria sull'anello di sommità del camino di scarico di un torre di raffinazione al petrolchimico di Falconara), la città più artificiale, finta, provinciale, modaiola, inglesana, tecnodevastata e plasticata, non è affatto un caso. Già il cibo innovativo, il tecnocibo...
Sentivo oggi i soliti sproloqui sul diritto (?) al cibo, lo stupirsi scandalizzato sul fatto che in zone (sub)desertiche come il Corno d'Africa ci siano carestie (l'Etiopia è passata da 4 milioni di abitanti del 1900 ai  187.5 previsti per il 2050). Ma come mai  ci sono le carestie brutte cattive?

Il degrado ambientale, culturale, diciamo ecologico nel senso più ampio e migliore, dell'ambiente è il miglior metodo di corruzione dei corpi-anime-menti: questi sono solo alcuni dei risultati.

Parole di plastica, città di plastica, gente di plastica, linguaggio di plastica, vestiti di plastica, menti di plastica, cibo di plastica.

No grazie.


Il destino e il cannoneggiamento

Si vede che... il destino non voleva.
Sono risalito poco fa (erano le dieci e venti) in casa: quando ho girato la chiave ho sentito un gemito, un muggito di vitello debole del motorino  di avviamento, luce affievolita  nel quadro: la batteria è esanime. L'ho messa in ricarica, spero che  possa partire domani e portarla l'auto da un elettrauto/meccanico vicino per poterla sostituire.
In treno, al ritorno, era stata una lotta per non addormentarmi, alle sette e mezzo ero crollato nel letto, svegliato prima delle dieci e poi un travaglio per capire se andare, non andare. Ancora la stanchezza delle otto ore di sonno, tra sabato e lunedì. La seconda lotta, nel letto, poco fa, colla sveglia che martellava, tra il cedere al sonno e l'alzarmi.. Infine, piano, mi ero svegliato, sistemato, messo un goccio di profumo, avevo preso le scarpe per la milonga. Poi la sorpresa finale. Il destino mi ha chiesto di rimanere a casa stasera.

Sabato, dopo l'allegra pizzata (anche troppo, siamo arrivati in milonga meno di mezz'ora prima dell'esibizione) eravamo andati a vedere Murat Erdemsel e Sigrid Van Tilbeurgh, in una milonga che io non amo granché, livello più basso che medio. Però avevo sentito parlare bene di loro. Qui il tango  diventa mondiale, ella svizzera, egli turco che vive negli SUA, ballano  il tango girando per il pianeta. Un tango ricco, evoluto, artistico, direi "cosmopolita" più che rioplatense. Eleganti, musicali, creativi. Però... ecco, ho percepito poco pathos.

Mi hanno riferito che sono bravi nell'insegnamento e simpatici. In effetti li ho visti condividere la pista e ballare, entrambi, con molte altre persone. Haim Burstin, nel suo Il tango ritrovato, giustamente, affermava che se non vedi dei maestri nella pista, puoi iniziare a sospettare. Ho vista lei con molta pazienza, quando nel suo impegno di "umiltà"era stata "manovrata" da un tanghero. Quando balli a livelli così alti deve essere propri uno spaccamento di cabasisi pazzesco essere coinvolti in un dimenamento.Dunque un'altra nota a loro merito. Diciamo che sono stati professionali? alla mano? cordiali? anche in questo.

Infine ancora una nota, questa volta di folklore e politicamente scorretta. Ad un certo punto, era già domenica, saranno state le due, arriva la capa, argentina di una milonga della città. Nelle milonghe c'è non di rado una zona "vip" che, generalmente, è nei pressi della postazione del TJ. Dunque la tipa arriva e si fionda accanto a Murat e Sigrid, alla sinistra di lui, proprio vicino al musicalizador. Ecco, in seguito, ho visto quella donna bombardare con una intensità straordinaria di parole il povero Murat. Una corazzata cannoniera che eruttava parole, discorsi, frasi per minuti, persino rivolta e leggermente inchinata verso di lui. Il poraccio è stato cortese ma dalle espressioni facciali notavo una certa sofferenza. Rischio di diventare misogino, mi fermo qui. Diciamo che per quei due il lavoro, pubbliche relazioni comprese, si è prolungato anche in milonga. Uno dei motivi per cui non farei mai il maestro di tango né vorrei vivere di esso. Ora torno a dormire.


lunedì 8 maggio 2017

Yawn

Anche se abbiamo dormito neppure tre ore nella notte tra sabato e domenica, _zzz, lasciate le altre due donne del gruppetto, ce ne siamo tornati a casa via colli, con tre quarti d'ora di strada.
Raccolto vicino a casa ortiche e strigoli, per un ottimo risotto, e tarassaco per una buona insalata, sposandolo con radicchio rosso, abbiamo acceso il fuoco per "deumidificarci" dalla pioggia di due ore sulle tre camminate, e abbiamo finito il pranzo - merenda alle 16:30.
Proprio 'na goduria.
Il tutto senza crollare. In realtà lo pago adesso, che ho in corso una furibonda lotta coll'abbiocco.
Yawn! Poi...

Tutto freme

Ieri e oggi ha piovuto. Dopo molti mesi ho visto rivoli scorrere in strada e pozzanghere. Quindi il ticchettare vigoroso della pioggia sul tetto. Poi la musica di ruscelli da mesi ridotti a distese di polvere e ciottoli secchi.
E' come se sentissi la fine della sofferenza della flora, sentire la potenza della vita che riparte, dopo essersi abbeverata di chiara, fresca, dolce acqua.
Ero così eccitato che, dopo una notte di tango finita alla cinque, alle sette e quaranta, suonata la sveglia, ero felice di poter camminare in boschi, rocce e sentieri bagnati, mi sono alzato in un batter d'occhio come se  avessi dormito dieci ore.
Ecco, oggi, anche se l'uscita è stata più che dimezzata per la pioggia ormai fattasi insistente, pensavo che ero felice, molto più felice così, di aver camminato per verdi con miliardi di brillanti gocce d'acqua, con  il profumo di fiori che fremono, orchidee, di robinia, di gigli, di timo serpillo, ginestraccio, di margherite e mille altri. Ora tutto freme per la  potenza della prima vita che era disseccata, riarsa, compressa dalla mancanza di acqua.
Se fosse stata una serena giornata di aridità solatia avrei sofferto, invece mi sono ubriacato di mille verdi e di chiara, fresca, dolce acqua.


(unuomoincammino)

sabato 6 maggio 2017

Non ho nessuna voglia di

Non ho nessuna voglia di tornare in città.
Mi aveva mandato un paio di foto di prati prima verdi poi di prati e vette imbiancati. Viene giù [la neve] come noci, mi scriveva.
Dopo un anno e mezzo di lavoro parossistico, con meno di dieci giorni ferie in diciotto mesi e più di sessanta ore di lavoro settimanali, il fratellino è finito... in cassa integrazione. Così ha deciso di passare un paio di settimane nel remoto paesino della mamma, in Trentino. Lunedì tornerà su.
Mi comunicava, spesso, il piacere del silenzio, dell'aria sottile di bosco e vette, di freddo e musica del fuoco scoppiettante nella cucina economica o nella stufa a ole nella stube, di passeggiate in solitaria o di quando cucinava qualche buon piatto per la morosa che lo raggiungeva dalla costipazione lombarda, il fine settimana.
Un po' l'ho invidiato ma ero e sono felice per lui che ha potuto vivere giorni felici.
In quel paesino lontano dal turismo alpino di massa, troviamo gli archetipi, un po' l'illusione del paradiso, ora che la Natura è ancora splendida e severa ma non più feroce, arcigna come un tempo, addolcita da energia e tecnologia.
Ritroviamo il focolare e il profumo del fumo di fuoco di lares e pez (larice e pecci), ricordi di mamme e nonne, matriarche soavi e dure, temprate, al centro, al cuore di famiglie ormai sparse, disperse.
I ritmi disumani ai quali siamo sottoposti, servi del fiscoglebainps di uno stato antidemocratico, diretto da castalie parassitarie mondiali che usano il denaro, il tempo, la vita dei servi contro di loro, catapultando loro addosso il resto del mondo affinché lo scoppio sociale aumenti. Da una parte  hanno conservato il travaglio del vivere, riformulato a livelli meno fisici - non è più la fatica  dei lavori manuali, fisici a incidere, a ferire o spaccare le animecorpi ma la frenesia, la dematerializzazione dei lavori, la tessitura di difficili relazioni, la mancanza di etica e senso -, dall'altra hanno reso ancora più soavi e inebrianti, suadenti come musica d'arpa i ritmi meno frenetici del vivere al cospetto di quei boschi, pascoli, malghe, campanili e chiesine e vette.
Mio fratello, come tutti in famiglia, è laborioso e ha lavorato alla manutenzione di casa antica e bella, di poggioli in legno, di usci tarlati, canne fumarie e spazzacamini, di legna (rimanenze e ritagli fatti arrivare dalla segheria) da impilare nella legnaia.
Per parafrasare Saint Exupery, arrivò un commerciante di tecnologiche pillole lucenti dicendo, al fra' :- Prendine una e poi avrai caldo per sei mesi, risparmiando tempo.
Il mio "piccolo" fratello gli rispose No grazie, mentre la zuppa finisce di cuocere, sul fuoco pigro del forlar, scendo a impilare la legna.
Ma è resinosa, si fa fatica.
La resina è profumata - senti il profumo!? - e, alla fine, mi diverto a farne pallini, strofinando i polpastrelli, e lanciandoli tra i denti di leone del prato qui sotto. Quando sarò stanco andrò a dormire, con un buon sonno.
Non ho nessuna voglia di pillole lucenti.


(fratellodiuuic)