mercoledì 13 dicembre 2017

La clessidra

Ho studiato bene con  _civa, lunedì. Abbiamo due maestri in gamba che ci seguono bene. Continuiamo a lavorare sulla tecnica, sul solfeggio dei nostri corpi. Fernando Sanchez ricordava che il tango è fatto di movimenti innaturali che diventano naturali solo con la ripetizione, lo studio. Beh, non diverso da dieci dita agili e fini che scorrono freneticamente, con grazia, sui tasti bianchi e neri di un pianoforte, o di un organo. Sono movimenti naturali, quelli? Lo sono perché il nostro corpo - mente li racchiude, come quel blocco di marmo racchiudeva, celava la Pietà di Michelangelo Buonarroti. Non lo sono perché senza disciplina, impegno, non si riesce ad essere majeuti di quei contenuti.

Dopo due settimane di assenza, sono tornato in milonga, ieri. Non c'è il pathos, i fiotti di emozione dei primi dimenamenti. Nell'inoltrarsi nell'arte, nella clessidra del tango, la curiosità, le emozioni, il trasporto dovuti alla curiosità che sono nella parte superiore, scendono e si trasformano in attenzione, in cura, in ascolto, in tecnica passando alla parte inferiore. Le milonghe ordinarie diventano meno attraenti, iniziano a soffrire di inferiorità rispetto ad eventi extra-ordinari, maratone, lunghe, festival, più o meno sporadici o periodici che si tengono qui e là (come quelli che ci saranno sabato e domenica, qui e in Toscana). Il destino diventa quello di far più chilometri, talvolta molti chilometri, per incontrate altri corpi-menti-anime con le quali trovare un'unione creativa, emozionante, danzata, con la quale creare, abbracciati, inutili artefatti estetici, radiosi e intriganti proprio per la loro creatività inutile, gratuita.
E, come nella vita, bisogna fermarsi, talvolta, e riaprire gli occhi, tornare ad ascoltare, a percepire il batticuore della ballerina che hai tra le braccia e ritornare a vedere i panorami fantasmagorici che sono lì, sono sempre lì, basta vederli, non assuefarsi.
Penso, che a differenza di quanto avvenuto con le donne, col  tango sto riuscendo nella metamorfosi, quella del passaggio dall'innamoramento all'amore.


lunedì 11 dicembre 2017

Liberi e uguali

  • Liberi e Uguali
Che ipocriti per scemi.
Sì sì.
Liberi e noi (soviet) più uguali di tutti voi altri.

Tanti ugualizzati, liberi come può esserlo una pedina anonima, stampata a milioni, in una casella, manovrata dall'esterno, sostituibili con altri ugualizzati, all'occorrenza, in caso di disallineamento agli uguali voleri dell'alto.
L'ugualismo per cretini emerge sempre di più.

domenica 10 dicembre 2017

Rallentamenti e focolai

Qualche giorno di rallentamento ha... effetti molto gradevoli. Sono tornato a dedicare un po' di tempo alla diariosfera e al diario.
Sono (ero, ora sto cercando di pubblicare dal treno) qui dai miei veci. E proprio godendomi qualche attimo di lentezza, non sono neppure uscito in città, se non due passi ieri con il mio fratellinoone a cui voglio un sacco di bene.
Ero tornato a leggere John Barish e del suo fugace incontro (di ritorno) con Venere. Mi appassionai molto alle loro esplorazioni, audaci, superlative. Nel diario della ex-coppia, io usai la metafora "un diamante è per sempre"; vedo che, in qualche modo il loro legame d'anime conferma questo mio sentire.

_civa è andata qualche giorno a Genova, per un evento di tango. Mi aveva scritto che aveva ballato con un mio alter ego. La notte l'ho sognata che scopava voluttuosamente con lui davanti a me. Poi io mi univo e la onoravamo in due. Le ho scritto tutto e mi ha dato del birbone. In qualche modo cova ancora qualcosa, in quella direzione, sotto. Abbiamo scherzato un po' con qualche messaggio su 'sta roba.

Sono quasi due settimane che non vado in milonga. Ho un po' di nostalgia pure per il tango.Forse con Esso riuscirò a passare dall'innamoramento all'amore. Sarei dovuto andare al ritorno, oggi, a Reggio Emilia, con un'incognita, ma il "ferro", ha avuto un problema, venerdì mattina, sono arrivato qui in Lombardia in treno e al ritorno, andrò direttamente a casa. Il fine settimane prossimo, saranno scintille. Mi godo l'attesa,

Capricci e mestizia

Mamma sta meglio e ha fatto già alcuni primi passi.
Vedo mio fratello (vive in casa coi miei) che affronta le bizze di mio papà che a volte ha proprio dei capricci, dell'impuntarsi su cose assurde. Ecco, capricci è abbastanza preciso, come termine.
Gli ho accennato allo scazzo avuto con mamma; gli dicevo, parlando dei capricci - a volte pesanti - di papà, che sono persone che sono state abituate, sono cresciute e sopravvissute, in tempo di guerra quando erano bimbi, ad asprezze per noi impensabili.
Sono stati temprati.
Sono di granito, non di sbobba mollacciona, come succede ora nella liquidità.
Questo ha pro ma anche contro; anche i capricci diventano... di granito.
Ho le polveri bagnate con mia madre. Sono gentile e cerco di essere caro ma non ho trasporto.
Sì, col granito si sono fatte cattedrali e ponti millenari.
Però, ritrovarsi, un giorno, un guanciale in granito sul letto...
Anche mestizia, ora, è preciso.


giovedì 7 dicembre 2017

Lupi senza pelo

  • La cosa più incredibile è dichiarare guerra alle idee.
    Marco Minniti

Ohh, in Italia cova il rancore.
Ohh, che strano...
Come è possibile che quelli siano in ballo di queste disdicevoli emozioni!?!?

I soviet al caviale, una volta informati di cosa avviene fuori dalla castalia, nel mondo, sono stati colti dallo stupore. Anche come teatranti, sono squallidi. Il teatrino ipocrita trombonato da mane a sera esce male anche in questa occasione.
Già, il rancore.
Dopo aver progettato, supportato, apologizzato e realizzato la distruzione, il caos e la più brutale competizione  nella società a scoppio, per dirla alla Terzani, mediante innesto forzato di milioni di alloctoni, in parte rilevante ostili e nemici plurimillenari, col disegno sinergico del lievismo, la nocenza quotidiana, per dirla alla Renaud Camus, ora scoprono l'acqua calda.

Ma il teatrino per scemi non è finito.
Il signor Minniti, lupo col vizio e senza pelo degli interni, trombona la sua incredulità per "la guerra alle idee".
Già, detto da quella parte politica che ha fatto del falso ideologico sistematico, dello squadrismo ideologico, della censura fondamentalista di tutto ciò che non fosse marxista, progressista, ugualista, blablabla più brutale, della deculturazione sistematica e del plagio gramsciano delle nuove generazioni, rincoglionite e inebetite dalla monocultura del politicamente corretto progressistoide (omologati per essere sfruttati e, all'occorrenza, in caso di disallineamento ai piani neosovietici, sostituiti) ci riconduce a questo squallido  e triviale teatrino rossastro della mediocrità.
Voi non potete dichiare e fare guerra alle idee. Quella è roba nostra.

Io non ho in gran simpatia i nazionalismi (ascolto, anche a La Zanzara, le rozzezze di Cruciani che in modo stupido e arrogante monta una tempesta in un bicchie d'acqua alla centralinista altoatesina che risponde "Ospedale Bolzano Krankenhaus", apostrofandola che deve rispondere prima in italiano). Ecco i nazionalismi beceri ai quali l'intossicazione dell'antinazionalismo suicida, masosadico, ugualista, sìglobal, razzista anti ci sta portando rapidamente.
_rio, amico anarchico, diceva "la repressione delle idee, delle parole crea violenza".
Più tenteranno di reprimere le reazioni del corpo offeso, umiliato, violentato, innestato, più la reazione sarà violenta.
Certo è che questo orribile sfascio del compagnesimo mi fa osservare con qualche simpatia  le reazioni immunitarie, di neoresistenza, dell'altra parte, i socialisti non marxisti, nazionalisti, più  o meno neofascisti.
Rispetto alla merda con cianuro anche un piatto di  riso sbollito diventa una leccornia.

Intanto, mio figlio, ha assistito, in treno, al ferimento, da parte di un'italiana senza biglietto a danno del controllore, con scene patetiche di carabinieri camomilleschi e le loro reprimende predicose e garbate alla delinquente. Poi i teatranti furbastri e i loro militanti cretini si chiedono perché a molti tornino simpatici i manganelli.


mercoledì 6 dicembre 2017

Risacca nel mio porto

Non è bello prendere della randellate (anche quando il randello è operato con i guanti) dalla mamma ovvero da una persona che non ti aspetti così dura, quasi feroce.
In questi giorni c'è stato un po' di dolore dolore, profondo e silenzioso. Posso convincermi, sul piano oggettivo, di quanti frutti e cose preziose hanno portato quelle durezze, convincermi di essere comprensivo, che bisogna andare oltre le intemperanze, specie quando sono di persone care. Ma il piano emotivo non segue i ragionamenti, i tentativi e gli esercizi di convinzione di magnanimità, l'osservare il mio ego e pure il suo e le dinamiche che determinano. Stavo per scrivere bizze ma sarebbe  moralisticheggiante, l'ego è così e ce lo teniamo, così come è ed è naturale che sia.
Così ho decisamente rarefatto i contatti per la poca voglia. Cosa andare, oltre il “come stai?”, “cosa hai mangiato?”, delle sue domande sul mio colesterolo?
In queste condizioni è facile creare dei sospesi, degli jati che si ampliano e si alimentano della propria ampiezza.
Stavo pensando, prima in bici e poi entrando al lavoro, stamani, che dopo giorni, anche ieri e pure stamattina non l'ho chiamata.

In tardo pomeriggio mio fratello e mia sorella mi hanno informato che mamma è caduta e si è fratturata la testa del femore. A quell'età è un incidente grave,  non di rado l'inizio della fine.
Così c'è una risacca nel mio porto di altre onde che si sommano a quelle inquiete, dolenti, di prima.

Inverno mon amour!

Blu, bianco brillanti, intensi e gelidi. I bavaresi affermano che le losanghe bianche e blu del loro stemma sono proprio il bianco e il blu dell'inverno. Beh, li capisco, sono così pazzescamente belli, fantastici... Sole, milion miliardi di cristalli, pizzi, merletti del vento che ha lavorato, minuziosamente, l'acqua solida, sole, freddo, aria tersa adamantina.
Domenica, con le ciaspole annoiate dalla polvere di oltre un anno e mezzo, siamo tornati lassù. Ah, che meraviglia, un piccolo assaggio di inverno.

C'è stato un tratto, in crinale, che nonostante la mia attitudine al freddo, per il vento rabbioso, ho dovuto cambiare i guanti leggeri, in pile, con quelli più pesanti, da “-20°”. Relativamente poca neve (due quinti dell'escursione, senza ciaspole) ma perfetta, asciutta, candida, croccante.
Al ritorno alle auto, alle sedici circa, cinquecento metri più sotto, il termometro segnava -7. Sugli alberi, c'era ancora tutti i merletti candidi che spiccavano contro il blu.
Inverno mon amour!






(_zzz)

giovedì 30 novembre 2017

Centottanta gradi

Non so come ci sia finito dentro (forse da ambiti gasistico) da alcuni anni ero iscritto ad una lista di distribuzione di anarchici - non saprei come definire - diciamo di impostazione marxista (la galassia dell'anarchismo ha anche anime di tutt'altro pensiero, ad esempio queste). Insomma, qualche giorno fa mi arriva una mail in cui si proclama l'ennesima giornata "antifa" con la solita tiritera sui poveri migranti, sulle politiche  neoliberiste che impoveriscono blablablabla e alimentano "i fascismi", le xenofobie, blablablabla. Insomma, la solita pila di scelleratezze che più sono cazzate e lontane dalla realtà e più questi si ripetono acriticamente, pedissequamente.
Ho risposto all'autore riportando alcuni semplici fatti:
  • Le risorse e i servizi sono in quantità e qualità finite e limitate e l'afflusso di milioni di persone dall'esterno che competono con i locali, non può che sottrarli a questi ultimi (li impoverisce).
  • Gli anti sono il duale di ciò che proclamano di combattere, semplicemente non possono esistere senza di esso e ne assumono quasi tutte le caratteristiche; gli antifascisti sono il duale dei fascisti e peggio di questi perché dissimulati.
  • Karl Marx è riuscito a riempire la testa di molte persone di ciò che egli chiamava oppio dei popoli, insieme di credenze tanto più lontane dalla realtà tanto più martellate.
Il kapò mi ha buttato fuori dalla lista.

Intanto vedo che qualche accenno di resistenza alla distruzione sociale implementata con la guerra migratoria, inizia a manifestarsi. I resistenti sono andati proprio da quella parte della società - fanatici con pulsioni masosadiche e criminali dissimulate dalla bassa tensione -  che lavora alla frantumazione, alla sirianizzazione, alla balcanizzazione, all'immiserimento, all'imbarbarimento di questo povero paese.
La cosa grottesca, paradossale, che i ruoli si sono proprio invertiti: la sinistra si sta rivelando sempre più ostile a ciò che essa chiama classi subalterne, è guerrafondaia, sta implementando un colossale accumulo di violenza, perché più gli innesti di elementi ostili nell'organismo si protrarranno più la reazione immunitaria, per la sopravvivenza sarà violenta.
Un gruppo di neofascisti diventa un nucleo di  resistenza a questa invasione decisamente apologizzata, propagandata e implementata dalle oligarchie e realizzata dagli squadristi, dai fanatici rossastri, utili idioti abilmente manipolati. E' sorprendente come anche l'iconografia, l'estetica, si sia invertita (si veda la foto a corredo). Tutto indica, urla, manifesta - tutto è! - una chiara inversione.

Le parole del capo del PD rimbombano nella loro demenzialità, sembra di assistere ad un grottesco teatrino kafkiano in cui, artatamente, si invertono i ruoli causa - effetto, si deprecano violenze inesistenti, i "senza se e senza ma" della stupidità acritica e dogmatica tornano a essere trombonati, si ignorano violenze e coercizioni reali, si scambiano vittime e carnefici. I rossi si sono sostituiti ai neri, prossimi alle elite più antidemocratiche e lontane, sono diventati complici di sfruttamenti sempre più intensi, fini, diffusi, organizzati, industrializzati e ingegnerizzati, a violenze e criminalità sempre più intense e sistematiche, diffuse socialmente, i neofascisti stanno iniziando una qualche resistenza a questo abominio,a questa catastrofe dolosa.

Io sono alquanto pessimista, arriveremo alla guerra civile e più in là e peggio, più violenta e cruenta essa sarà: o schiattano gli europei oppure schiattano gli invasori e i violenti, criminali, collaborazionisti e squadristi sinistranti che li stanno usando contro le genti europee.
La ruota della storia procede e continua a ruotare, siamo vicini ai centoottanta gradi.


In salmì prima, dolce poi - 2

(In salmì prima, dolce poi)

Sono arrivati in ritardo ma meglio così che pure io ero indietro col lavoro ai fornelli.
Bel convivio. Anche le donne stavano bene: lungo il tragitto per arrivare a casa mia mi avevano chiesto di fare caldo e così... Vai con un fuoco gagliardo e... perfino col riscaldamento acceso. Beh, io dopo un po' ho iniziato a sudare, non sono abituato a quelle temperature, esse stavano bene, ad un certo punto la più freddolosa si è messa pure in maglietta.
Dopo il pranzo _civa si è arrampicata di nuoo nel mio letto. Ci appisoliamo abbracciati, con qualche carezza.
Poi via, alla Instabile. Ah, quel posto di Grande Bellezza non finisce di stupirmi. E' un luogo epicurea, di arte, grazia, con la gloria dei secoli.
Musica che sprizzava energia (quella del TJ – tango DJ- è un'arte sfuggente, osservi i risultati, camomilleschi, bromurici o caffeinici, elettrizzanti ma non riesci a trovare un algoritmo ! - conoscenza ma non scienza). Donne belle da far girare la testa, labbra rosse, curve, vite da vespe, arte in corpo, dicevo che sono intellettuali coreutiche, col corpo danzante. Vola il tempo, arriva la fine, sorrisi, abbracci e i commiati, un velo di stanchezza e malinconia per la fine della gioia, della bellezza, della dolce vita.
La notte è buia e tersa, fredda di stelle azzurrine ci fagocita. Gli altri tre dormono già, io sono ipnotizzato dal lampeggiare quasi psichedelico dei tratti di bianco della segnaletica orizzontale sul nero pece del catrame. Sento i cavalli fremere nel motore, esso canta e accompagna la danza di bianchi e nero. Sono sempre incantato da quella autostrada meravigliosa e ora quasi vuota.
Poi usciamo e via, su per stradine di boschi e selve. Vado piano, il traffico lì è di cinghiali, tassi e cervi.
Mio figlio e _zzzino sono a casa, ci salutiamo con abbracci forti, maschi gli altri quattro vanno.
Mi siedo accanto al fuoco.

Ah, dolce vita, tango, tu ci rapisci, ci rendi folli di te, nel turbine di bandoneon, di giri di piano e di corpi, abbracciate labbra rosse e voliamo, poi arriviamo a casa, ci si chiudono gli occhi, felici.

domenica 26 novembre 2017

In salmì prima, dolce poi



Giornata di riposo ieri, di piccoli lavori casalinghi. Come adoro questi rallentamenti nella mia amata tana...
In tardi pomeriggio sono uscito per un minimo di spesa e sono passato a prendere un bio coniglio da un gasista che è diventato allevatore (ha capre, conigli, galline, per il momento) ridando vita ad un vecchio podere, alla stalla, al fienile. Egli, leggendo  e studiando (qui, se ricordo bene), per i conigli ha utilizzato un metodo di pascolo controllato: ha realizzato una specie di copertura a capanna con rete che sposta regolarmente sui prati intorno a casa, sotto la quale mette alcuni conigli a brucare l'erba: quando quei buoni animali hanno sbaffato per bene un certo posto, li sposta da altra parte. il nomadismo cunicolare è veloce, diurno direi: i conigli non fanno tempo a scavare cunicoli, la sera tornano nei gabbioni.
Insomma, ho acquistato un bel conigliaccio da 1.8kg che è in salmì di barbera da ieri sera, tra un paio di ore inizierò a cucinarlo. Ieri ho preparato già i crauti, e oggi arriverò una buona polenta bio di Marano, tirata in paiolo di rame per almeno un'ora e mezza e una tartara di carciofi, altro piatto quasi rudimentale e fantastico. Polenta: mi diverto sempre a vedere i fanali di coloro che, giustamente prevenuti per le polentine schifide precotte industriali di mais cazzari, quando assaggiano 'sta polenta fatta come Dio comanda e i sapori di mora, mandorla, affumicato che si trovano in bocca. Ahaha, fanno di quelle facce poi iniziano a mandibolare di brutto. :)
Il mais Marano è una delle meraviglie dell'agricoltura italiana e io lo prendo bio dal contadino della bassa (un'azienda gioiello che mi dà felicità a vedere ingegno e passione e amore per la Terra Madre) del quale sono referente per i GAS locali.
Saremo in sei a pranzo, il mio bipede mi darà una mano (dobbiamo anche tagliare un po' di legna e imbottigliare un po' di vino).
Vedremo qualche fiocco mentre mangeremo accanto al fuoco?
Ah, che meraviglia!
Ad una certa ora, in quattro (il bipede rimarrà qui a casa con _zzzino) e ce ne andremo in quel di Firenze, in una meravigliosa milonga, che si svolge in una pieve romanica recuperata, in cima ad una collina di prato e ulivi. Donne splendide, tango di ottimo livello, musica bella, il fascino di andare al di là delle selve appenniniche, dolce vita arriviamo!
Sono felice.

sabato 25 novembre 2017

Demagogie del venerdi (per ebeti)

Insomma, ieri a metà pomeriggio, assemblea sindacale in azienda, quella per cui lavoro, una del gruppo. Con eletta sindacale aziendale e sindacalista CGIL. Io sono curioso e penso che la partecipazione sia sempre importante. Mi siedo e ascolto.
Sento la solita sfilza di belinate, di dirittismi e di demagogia per cretini. Ad un certo punto non ce la faccio più, mi bolliva il sangue in vena per la serie ciclopica di mezze verità, intervengo.
  • La lotta al capitalismo globale di Merdamazon si fa acquistando da commercianti e aziende locali, evitando che miliardi di dollari si spostino dalla tua economia locale ai conti di Jeff Bezos e altri ultracapialisti sìglobal. Troppo difficile e grave il sacrificio per la gente ieri eccitata (persino code sul GRA a Roma, a Milano, ascoltavo alle info traffico della radio, ieri) da questa nuova cacca importata dagli SUA, cretini consumisti del diritto al tutto e al contrario di tutto, difendiamoilavoratoriaPiacenza 'spettachefiniscodiacquistarelamammadaamazoncheèinoffertaoggi. Le lotte si fanno col consumo critico etico. Di kompagni rivoluzionari apparsi al GAS e poi spariti dopo due volte ne ho visti a pacchi.
  • Il sistema pensionistico se non è sostenibile non è sostenibile (una cosa che non si sostiene, casca, crolla).
  • Aumenti? (sempre molto appetiti dai colleghi che poi si svuotano il portafoglio in consumismi per ebeti e non sopportano l'assorbimento, deciso dall'azienda, degli aumenti del contratto nazionale nei superminimi assorbili, già, la moderazione salariale, quella è per gli scemi tedeschi dai quali poi acquistiamo i prodotti, no!?). Lavoriamo in un mercato che si sta impoverendo da tempo, se saremo ancora aperti tra dieci anni sarà già un risultato.
  • Dove era il sindacato quando garantiva ai lavoratori che non lavorano poi più le pensioni a 15 anni sei mesi e un giorno? Dove è il sindacato quando inserisce i macchinisti (e i loro blandi turni, inframezzati da pause notevoli) nei lavori usuranti!?!?

Sento alcuni colleghi e discorsi di dirittismi fuori dal mondo. Le persone hanno perso la capacità di andare oltre la punta del proprio naso, non hanno alcun raziocinio, alcun collegamento tra idee, pensieri, parole e azioni. L'aritmetica rimane fuori dalla propria mente e dal proprio orticello angusto in cui baloccarsi.

Comunque ieri l'ho detto, chiaro e tondo, che io NON sono di sinistra.  Un collega lo ha riportato poi in ufficio, qualche battutina al rientro Allora non sei comunista!? Io non sono comunista consumista e tanto meno marxista. Io non sono niente, sono un libero pensatore.

A me sembra di vivere in un mondo di de-menti.
Il venerdì è e rimane proprio un giorno di festa per koglioni completi.

P.S. Ho riso fino alle lacrime per l'intervento di Diego Fusaro a La Zanzara, ieri sera. Io non riesco a capire come una persona brillante e colta come lui possa essere un marxista. Comunque egli ha sottolineato la follia del venerdì consumista. Quel pagliaccio, indegno, meschino di Parenzo, un cicisbeo della sinistra al caviale, quello del cachemire e i diritti dei lavoratori, ha fatto una figura peggiore del solito.

venerdì 24 novembre 2017

Culto sconfitto

Il mio bipede è in fase adolescenziale nonmangioaglioecipollaperl'alito, mimettoprofumodeodoranteprofumante, mifaccioladocciaseivoltealgiorno. Un po' iperbolico ma rende l'idea. Così non vuole più che accenda il fuoco in caminetto perché poi c'è qualche sentore di fumo (sui vestiti). Però ieri sera, dopo cena, ho combinato il fattaccio e ho acceso il fuoco.
Beh, dopo un po' il bipede ha ceduto e si è avvicinato al caminetto a goderselo. Per una volta il piacere antico del caldo, delle fiamme colorate e allegre ha sconfitto il culto dell'apparire. Sorrido.

Continuo a non usare il riscaldamento d'inverno e ci sto bene, anche perché in collina è, nel male (estivo) e nel bene (invernale) assai più asciutto che nel catino padano o anche nel fondovalle là sotto.
Stamani osservavo l'immagine qui sotto. Beh, ecco, è ciò che io desidero da sempre, fin da bambino (anche se, idealmente montanaro, io immaginavo qualcosa del genere sulle erte pendici delle alpi scandinave). Stare col fuoco dentro, fuori il bianco candido, fantastico, ovattato, arrotondato. E' venerdì e mi lascio andare. Le previsioni meteo, ieri, già cambiate oggi, mi avevano illuso per un apparire della bianca signora domenica. Non sarà così.

martedì 21 novembre 2017

Maometto pedofilo - 3

(Maometto pedofilo - 2)

Bimba di nove anni ricoverata per emorragia (v. qui, qui, etc.).
Sul quotidiano della socio meticcizzazione razzista anti, La Repubblica, non una menzione del fatto.
Del resto multietnico, multiculturale, arcobaleno etc. è bello a priori, a prescindere, senza se e senza ma. Dei gioiosi fratelli dell'islam religione di pace si può parlare solo bene.
Dunque parola a
  • spaghetti alle vongole perfetti
  • su duello Bersani - Orlando
  • di una madre che fa arrestare  il figlio latitante e gli scrive  una lettera: "Odiami pure, ma ti ho tradito per salvarti la vita
  • "Veleno", la strage dei gatti neri, quinta puntata
  • Pagati con pizza, birra e lezioni di sci al posto dello stipendio: la protesta dei giovani medici - Le testimonianze nel gruppo social creato per dire no allo sfruttamento
  • Integrazione - Mameli in tutte le lingue: i 'nuovi italiani' cantano l'inno
  • L'amore che abbatte anche i muri: nozze al confine tra Usa e Messico
  • Moschee femministe e matrimoni gay: il volto nascosto dell'Islam
  • Imola, muore a 17 anni per meningite
  • Pirozzi e l'elogio di CasaPound: "Ne parlerò sempre bene, vennero ad aiutarci dopo sisma
  • blabla
  • blabla
  • blabla
Non una parola per questo atto di barbarie.
L'integrazione è solo quella lucida e a metà: le lenticchie fagiolate per legge che cantano l'inno di Mameli in berbero o urdo, il centodueenne sopravvissuto all'olocausto, le moschee coi matrimoni gay, quanto sono cattivi i poliziotti che sgomberano i poveri migranti.
Il bambino siriano sulla spiaggia martellato per mesi, la bambina di nove anni e gli orchi islamici a Padova semplicemente sparita.
Già, i falsi e le bufale in rete. E le omissioni.



Cinici, disillusi, realisti

Ieri sera si è fermata a casa mia.
E stamattina abbiamo scopato.
Siamo cinici e disillusi, viviamo il momento. Io trovo che rispetto ai tatticismi e alle finzioni degli enti o degli enta, sia meglio così.
Penso, però che, come ricordava Pornoromantica (Carolina Cutolo) i cinici siano anche grandi realisti (ella usava il termine di romantici). Anche solo per il fatto di eliminare tutte le convezioni, le edulcorazioni e lasciare solo la realtà.
E' venuta lei, poi sono venuto io. Poi colazione e via, ciascuno per la sua strada.
Così, leggero e improvviso, inaspettato, a me non piace, non posso dire di no.

domenica 19 novembre 2017

Come amici meglio

Sono stato bene con _zzz, con _mtura, con _ara, ex compagna di studi di tango, con _rio, tesoriere del GAS, l'alter ego anarchista di sinistra di Lorenzo. E con _civa. Dopo la milonga, stanotte, è salita anche lei, con _zzz, per la passeggiata odierna.
Così ci siamo addormentati abbracciati, con qualche carezza, con qualche bacio, nel letto. Per un certo momento, prima di crollare, e anche stamani, ho avuto anche un po' di desiderio fisico. Anche stamani. Stroncato dalla stanchezza ieri, dal preparare colazione, per noi tre, stamani.
Non posso non osservare come il mio eros si trovi nell'incudine  di un paradosso: ti desidero solo se sono libero. Non è una novità, per me, il potere erotizzante dell'assenza di legami, di vincoli.
In fondo, penso, che sia meglio che rimanga un'amica, cara e, a volte, sexy.
Una scopata non vale tutti i viscosi pantani che ciò comporta.
Come amici è più libero, più bello. Non sono capace di sostenere un legame erotico, meglio lasciar perdere.

C'erano gli odori buoni



Ieri abbiamo fatto tardi (ma non troppo) in milonga.
Abbiamo camminato, nelle ore centrali, da mezzogiorno fino alle quattro, lassù. Sulla stradina di crinale, di un mammellone sfasciato di argille plioceniche così comuni nell'Appennino “di due terzi” la parte più a monte di quello centrale. Che piacere, dopo mesi e mesi di polvere, secco, aridità, osservare quei fili, quei rivoli di acqua di scioglimento della neve.
Una terra fragile (frane da tutte le parti) e povera, arida d'estate e pantano nella stagione “invernale”. Beh, cielo blu, le foglie giallo-brune-arancioni delle farnie e sole, ce la siamo goduta proprio. Considerato che abbiamo fatto relativamente tardi (siamo arrivati a casa, dopo la milonga, alle due e mezza, questa notte) ce la siamo presa comoda, più una passeggiata che un'escursione, con panorama mozzafiato.
C'era ancora qualche chiazza di neve e qualche resto dei cumuli creati dagli spazzaneve.
L'Appennino sta diventando un deserto umano, pieno di vita animale, ma senza più umani. Case di tutti i tipi, categorie, fatture, vuote, che vanno in malora.
Come gli animali ci siamo imbevuti del basso sole novembrino,
Ho ricordato le parole di Gianfranco Bonaldi (Gianfri), quando in Val Grande, ci raccontava come tutti gli animali (caprioli, camosci, cervi, etc.) si mettessero, in inverno, sui versanti al sole, i prati tra faggi, larici e betulle, a prendere quanta più luce, calore possibile, del sole.
Ora che sono a casa, ho un'immagine con me, il sorriso sdentato di un contadino, ormai di una certa età, che era apparso, per poco, uscendo dagli edifici di quella fattoria. C'erano le galline, le capre e poi tre pingui scrofe, i loro simpatici grugniti, che ci osservavano curiose, poco sopra la strada. C'erano gli odori buoni di terra, animali, vita.
Andando non abbiamo visto nessuno, tornando mi sono portato a casa quel sorriso di quell'apparizione fugace.
Penso che sarei dovuto andare lì, stringergli la mano e dirgli :- Lei forse non lo sa, ma è un eroe di retroguardia, uno di coloro che conoscono la terra, la sanno lavorare, producono, creano ricchezza, anno dopo anno,  e la forniscono, in forma di prodotti buoni, di legna, di grani, a tutta la comunità. Mi permetta di stringerle la mano.

venerdì 17 novembre 2017

Simil contadinesco

Così si apre questa pagliacciata. Fabbrica contadina è un ossimoro. I contadini dell'eccellenza, alcuni dei quali li frequento per il GAS, sono ostili a questo teatrino disneyano, a questo parco dei divertimenti. Rendere tutto uno spettacolino con brillantini, artificiale, divertimentificio.
Ciò distrae dalla cultura contadina, dalle difficoltà che le piccole e medie aziende contadine affrontano, con una normativa vessatoria fatta per aziende enormi, da ciò che conta che è ricostruire una qualche relazione, un qualche rapporto empatico tra mondo contadino e consumatori inurbati. Vi dicevo (!?) del contadino cattococomeriano del GAS che non può più prodursi i pulcini in proprio?! Deve andare a prenderseli col proprio pick-up in una certa azienda. Questa sarebbe una norma contro l'aviaria. Come mandare i bambini a prendere la merendina confezionata al distributore del tubercolosario per proteggerli dalla salmonella. Siamo alla follia. Avrei una bella sfilza di norme vessatorie da raccontare, che, zeloti burocrati in regione o a Bruxelles, si inventano nel loro zelo progressista “come possiamo rendere la produzione più igienica/standard/sicura/migliore/industriale/a norma/... ?”

Così si inventa questo format (il termine del lessico della scatola inquina-menti mi fa cagare ed è quindi appropriato) per cittadini in cerca di emozioni leggere pseudo contadinesche da consumare dopo l'ape o il cross-fit. Invece di andare al cinema, a spippolare sul faccialibro o al buling, si va al teatrino simil rurale. Corso di un'ora per imparare a fare il formaggio o qualcosa del genere. A me sembra talmente cretino per cretini da farmi quasi sorridere.
Dopo il Merdpo meneghino 'sto divertimentificio bolognese.

giovedì 16 novembre 2017

Asprezze materne

Lunedì sera ho tentato di parlare con mia madre. Le ho chiesto se sarebbe possibile, durante le vacanze natalizie, andare qualche giorno nella sua casa di montagna con gli _zzz. E' sempre un momento critico: mia madre ha un rapporto morboso con la sua casa, così ha sclerato anche lunedì sera.
Basta una semplice domanda “Potrebbero venire gli _zzz?” ed è iniziata una filippica via più lunga e dura ad ogni mmh del mio essere basito, ammutolito. Peraltro _zzz e _zzzino sono persone garbate, fini, ospiti encomiabili. Emerge il potere e ciò che esso porta con sé, tra cui, non ultima, la volontà di far male, anche di umiliare. Mia madre non è diversa da altri esseri umani e gli anelli del potere, per dirla tolkenianamente, stravolgono anche lei.
Inutile tentare anche solo un blando tentativo di convincimento sul fatto che la casa rimanga disabitata 48 o 49 settimane all'anno nuoce ad essa stessa. Io la considero una completa insensatezza e non sono andato al di là di questa parola, pronunciata un paio di volte. “No la casa è mia e tu con gli amici e le morose non ci vai!” è stata la risposta ripetuta ossessivamente (a questo giro è stato aggiunto “le morose”, rispetto agli scazzi precedenti). Qui non c'è raziocinio che tenga, è la psicologia a comandare, una “cosa” che condiziona mia madre invece di essere gestita da lei.
Dopo le intemperie in risposta alla mia domanda è passata oltre, quella casa rimarrà a mio fratello che mi darà la metà in contanti. Io alzo le spallucce, le eredità sono delle rovinafamiglie e, in genere, non me ne frega un pipo. Però a me piace quel luogo e il paesello remoto, poco turistico, a quella casa sono affezionato, non per il valore venale, ma per quello affettivo.
Io mi sto allontanando da tempo dal paesello, considerato che ci vado sempre meno. Anche il passaggio generazionale, a mio figlio, non si compie. UnBipedinone si rompe le palle di venire su da solo e  comprendo questa sua ritrosia.
Mia madre sa che ci tengo a quella casa e ad andarci qualche giorno all'anno. Possibilmente non da solo, visto che vivo già la gradita  solitudine per buona parte del tempo.
Non ha esitato minimamente a girare il coltello nella ferita, ribadendo, con una certa soddisfazione, che quella casa andrà a mio fratello. Ripeto: io non voglio dire una sola parola sull'eredità, l'ho sempre detto  e pensato che è giusto che ella decida autonomamente, è giusto sia così. Ciò nonostante mi ha fatto male: sono anni che spero di poterci andare con qualche caro amico alpinista.
Io sono riuscito a rimanere calmo. La, casa è sua e io devo rispetto ai miei genitori. Tuttavia i genitori non sono essere perfetti e, come scrissi in passato, l'educazione è, quasi sempre, un rapporto dialogico. Cosa posso fare? Nulla. Anche solo una garbata domanda l'ha mandata in crisi (“sclero” e “sclerare” sono neologismi ma rendono bene l'idea).
L'impotenza è  dolorosa e lo è stata anche questa volta. Io sono ben allenato alla rinuncia ma non è questa parte del mio carattere che devo ulteriormente rafforzare. A me piace una certa durezza asburgica e questa volta essa presenta i suoi aspetti meno gradevoli.
Così mi allontano.
E dalle radici trentine e pure da lei.
Sono amareggiato, addolorato.

mercoledì 15 novembre 2017

Mille miliardi

Vado a ballare un po' di meno. Un po' che proseguendo con lo studio del tango miglioro il mio livello e certe milonghe da ciniali (come dicono al di là dell'Appennino) e dimenamenti non mi attirano più, un po' per il fatto che partecipare ad alcuni eventi speciali, straordinari, come lunghe o maratone o festival rende le milonghe ordinarie, appunto, ordinarie.
Però voglio sempre bene a Flora e ai suoi due  covi milongheri, originali, creativi. Quello di San Vitale, la Milonga Sì, periodica, rimane la milonga del cuore, quella alla quale sono più legato emotivamente, con un bel tango creativo, salon, ricco, fluido, elegante. Durante la settimana frequento il Mikasa, un piccolo antro un po' oscuro, assai originale nello stile. L'atmosfera è quella di una milonga di amici, comunque con un livello alto, direi tra le due o tre  migliori della città, tra quelle ordinarie. Il posto del martedì ha una piccola e singolare clientela cosmopolita: vicina al centro, attira visitatori da tutta Italia (ieri dei visitatori di Roma), europei e anche extra continentali. Svetana, bulgara di Varna, Eli, turca, etc. . Il tango nacque ambiente cosmopolita e tuttora rimane tale. Ma la sublimazione (come la pressione elevata necessaria per la generazione dei diamanti dal carbonio) avvenne in ambienti nei quali gli immigrati erano forzati ad integrarsi, a rispettare le regole della comunità nella quale entravano, tutt'altro rispetto all'inversione grottesca attuale, razzista anti, secondo la quale sono gli ospitanti a doversi adeguare alle regole degli immigrati.
Venerdì, in un'altra milonga di bel tango salon, osservavo un bouquet di tanghere, un gruppetto di donne belle, curate, eleganti, su tacchi, vicine all'ingresso alla sala, in attesa di essere “mirate”. Curve sinuose, gambe lunghe, la grazia in corpo, sederi a mandolino. Esse sono intellettuali del corpo, possiedono una cultura coreutica “alta” e questo le rende ancora più belle. Sì, ti viene voglia di amarle tutte.

Ieri ho ballato anche con Eli, di Adana, ballerina di danza classica, principiante col tango. Certo, asprezze e imprecisioni e bisticci col ritmo. Però, nell'abbraccio, superate le distanze iniziali ed entrati un poco in confidenza, in comunanza in questo breve progetto a due, sentivo il suo cuore battere forte. Il batticuore di coloro che si affacciano a vette e precipizi del tango.
Sono passati sei anni e questo è ancora mi emoziona, mi stupisce, mi meraviglia, un piccolo cuore che batte forte sulle note di D'Arienzo o De Mare, abbandonato in un abbraccio.
Mille miliardi di euro di valore.

Nuovismo e manutenzione

Da queste parti è piovuto e pure nevicato: sulla sella della mia bici, uscito dall'ufficio, prima che la rimuovessi, c'erano cinque centimetri di neve bagnata. eravamo quasi tutti felici ed eccitati, in ufficio.

Ho bazzicato mattina e sera due stazioni della città. Le pensiline erano in uno stato pietoso, scrosci di acqua ovunque. Non parlo di grandi cose, ma di pensiline che dovrebbero proteggere i viaggiatori e non tentare di imporre loro delle docce violente e delle gimkane grottesche. Bisogna segnalarle 'ste robe (un po' come segnalare al mugnaio che c'è della farina in giro o ad uno sportivo nuotatore che l'acqua è bagnata, già). Anche nel vialetto che conduce alla mensa che bazzico spesso in pausa pranzo, una pensilina colabrodo. Pluviali e grondaie intasati, mai puliti, bucati dalla ruggine. Sono bastati alcuni centimetri di neve e una quota rilevante dei treni locali sono stati soppressi.

Il ritorno di ieri è stato, parzialmente, in auto. Buche, strade da terzo mondo, canaline piene, fossi  di scolo colmi di rifiuti (la discarica diffusa lineare, alimentata dai doni e risorse e da non pochi italiani, purtroppo, ha anche questi effetti) che traboccavano, intasati , di acqua. Intere frazioni con interruzioni della fornitura della corrente elettrica. Semplicemente le linee in collina e in montagna non hanno più la manutenzione, che consiste anche nel tagliare gli alberi o i loro rami troppo vicini alle linee aeree.

Osservo le opere in CA delle autostrade e i ferri scoperti, ossidati, mangiati dalla corrosione: evidentemente le pingui società regine del citrocapitalismo (se vi dà a noia leggete citrosocialismo, sono uno il duale dell'altro) che hanno rubato le galline dalle uova d'oro allo stato e a paesani e cittadini che le hanno pagate con le loro tasse, sono troppo impegnate a contare i miliardi di euro di utili per occuparsi della manutenzione. Non parliamo del baraccone pubblico peggiore, più nefasto, che è l'ANAS. Poi succedono brutte cose e tutti si mettono a piangere.

Il sottopasso tutto lucido di figaggine per la clientela TAV ha un tot di punti in cui lo stilicidio strideva con tutto il resto. Il lucido fuori con la merda dentro. Il sottopaso lucido o... la carta d'identità  tech uau meravigliao, lucida e kafkiana, ecco il nuovismo luccicoso...

Non parlo di tecnologie difficili, di frontiera, con problemi avanguardistici.
Parlo di cose banali come pensiline che non siano colabrodo, di pulizia delle grondaie, di gente che non getta rifiuti ovunque, di non finire in crisi per tre e o quattro centimetri di neve.
Io mi chiedo 'sto progresso trombonato da mane a sera in cosa consista.
Io non apprezzo una persona con vestiti griffati che non si lava il culo o con un dito di nero di lerciume sul collo.
Così non posso che detestare questa ostilità per la manutenzione doverosa, semplice, delle strutture e il nuovismo tecnofilo del “più nuovo, patinato e con più brillantini, fiocchetti e campanelle è più fico” che la sostiene.


Quelli sì, questi no

Ieri a Radio 24 hanno martellato, la sera, con il naufragio della nave dei bambini.
Nessuna menzione della strage del Bataclan.
Sono di fretta in questo periodo e ho sbirciato senza approfondire alcuni quotidiani in linea: ancora, molti articoli di vario genere di apologia del multi(in)culturalismo, di quanto sono brutti e cattivi libici con i migranti (il 14 dicembre p.v. scadrà l'accordo con i libici, necessario “preparare” le masse), del brutto cattivo ragazzo che fa il saluto romano in una partita della pedata emiliana, poco o nulla sul Bataclan.
La propaganda semplicemente rimuove quanto scomodoe propone quanto utile ai suoi fini.
Le centinaia di vittime francesi sono un cazzo, il GIP che NON concede l'archiviazione per il naufragio di bambini di invasori, invece, quello deve esserti martellato dalla radio confndustriale decine di volte. I bambini invasori sì, i ragazzi francesi no.
Il razzismo anti è veramente sconcertante, la propaganda in questa dittatura soft sempre più grezza e  soffocante.

venerdì 10 novembre 2017

Fortune e ipocrisie



Da lontano mi giungono i clangori del politicamente corretto sessuale. Il ciarpame, quello infimo, proprio infimo, viene sempre dagli SUA; anche questa volta. Mi ricordo ancora la campagna bacchettona del quotidiano cattocomunista, La Repubblica, mesi contro B. per le sue esuberanze sessuali. Le questioni genitali innalzate a politica, già. Non per nulla, anche in quel periodo, i ravanelli nostrani scimmiottavano i "democratici" statunitensi e il loro fondamentalismo politicamente corretto per cretini. Del resto B. che  avrebbe potuto rompere questa ipocrisia perbenista non lo fece per non scandalizzare parte dei cattolici dei quali prendeva i voti.

Ora ci sono molte donne che hanno approfittato della fortuna sulla quale sono sedute per fare carriera. Un Do ut des, ti dico bocca, fica e/o culo, tu mi fai fare carriera. Beh, non particolarmente favorevole al merito ma, tutto sommato, equo. E naturale. Da sempre è così: bellezza delle femmine e potere dei maschi. Ora che tutte 'ste attrici che, a distanza di lustri, a carriera consolidata o consumata, vengono a propinare i loro piagnistei lacrimococcodrillosi, mi dà noia.
Se non vuoi Do ut des rinunci al potere, non sei obbligata a certi scambi. Nessuno è obbligato ad alcunché non siano le proprie esigenze vitali. Men che meno sei obbligata a far carriera nel cinema, non te lo ha ordinato il medico, eh!? Mi fan sorridere pure gli eccessi opposti, quelli di Valentina Nappi, che adotta un approccio basato, ideologicamente, su un ugualismo tra generi: avvocare che le femmine la smollino, specie con i loffi, diseredati, brutti, sfigati, etc. per togliere il potere sessuale ai potenti è una controcazzata colossale.

Che questo filth, come direbbero gli anglofoni, venga proprio da quel mondo patinato, progressistoide, della sinistra al caviale, dei kompagni marxisti milionari ollivudiani, non è affatto un caso. Essi sono i più falsi, i più ipocriti e lo sono in modo dissimulato. Il peggio va sempre a braccetto e 'sta roba non farà certo eccezione.
Ora qui arriva il merdame islamico che, essendo massimamente moralista, in fatto di ipocrisie e corruzione, metterà sotto i rossastri, anche da questo punto di vista.
Del resto oggi c'è uno sciopero del venerdì. Ipocrisie... già.

martedì 7 novembre 2017

Mi ha buttato fuori

Wind mi manda, qualche giorno fa, un messaggio informandomi che una tale offerta Big Info Pillo Pallo (o qualcosa del genere) a 21.xy euro al mese, di rispondere con NO BIG  al 4033 nel caso non fossi interessato.
Che diavolo sarà 'sta  BIG Pillo Pallo? A ventun euri al mese? ma sono pazzi!? Chi ha mai chiesto nulla del genere!? A me va bene il mio contratto da dieci euri e otto centesimi al mese, 400, 400, 1G. Alzo le spallucce... ma che messaggi mandano...
Ieri scadeva il mio periodo mensile. Mi arriva un messaggio, stamani :- Come da sua richiesta l'offerta  Pillo Pallo non è stata rinnovata.
Rinnovata!? Mai acceso qualcosa del genere. Bah.
Stamani faccio una telefonata cazzabubola a meccanico e mi arriva un "Costo della chiamata: 0,47 euro".
Eh!?!?

Mi hanno buttato fuori dal contratto lasciandomi a piedi in mezzo alla pianura. Calcolando il costo della telefonata di stamattina con la tariffa precedente, è come se essa fosse passata a 270 o 300 euro al mese.
Ora devo perdere tempo per cercare altre offerte, altri contratti, etc. .
Che modi sono!?
La cosa buffa è che in questi periodi di offerte tipo '900, 900, 2G, oppure 1000, 1000, 5G etc. io NON ho cambiato contratto. A me non interessa di spremere i miei interlocutori come dei limoni, ritengo che le tariffe eque debbano essere premiate. Questo nonostante da qualche mese la copertura sulla linea ferroviaria fosse diventata, per il 60% del percorso, un vero e proprio gruviera.
Già.


Acqua... gioia!

E' una cosa istintiva, che viene su dal profondo. Sento la musica della pioggia sul tetto e torno ai tempi di infanzia, adolescenza e giovinezza nei quali il tempo era.. variabile.
Non c'erano queste fasi mostruosamente stabili, monotone di tempo fisso per mesi e mesi: sempre solatio (e siccità, come qui dalla primavera del 2016)  ma anche sempre piovoso, come nell'estate 2014 (l'estate senza sole, piovve tutti i giorni, sempre effetto del cambiamento climatico, il blocco anticiclonico era a oriente, le pianure russe e slave bruciavano dalla siccità).
Io detesto la mancanza di acqua e quindi mi ricordo i prati verdi, quando nei boschi e in montagna trovavo rii, fonti e ruscelli, il colore era il verde d'estate e il bianco d'inverno.
Piove copiosamente, ora. La mia casetta diventa il ventre, fuori l'acqua amniotica. Sarei stato a casa volentieri, accendermi il fuoco e sentire la musica dei due elementi, fuoco accanto e acqua intorno a farmi compagnia, a scaldarmi e a dissetare la mia sete, acre di sale e polvere, sete di acqua, sete di pioggia.
Domenica 29 avevo fatto una sgambata con amici nel medio appennino. Una cosa estremamente sgradevole, tutto giallo, terreno talmente secco da essere diventato crosta oppure, nel bosco, talmente secco che era diventato polvere, nessuna coerenza più.
Quasi due ore di pioggia domenica. Pensavo che nelle mie annotazioni, ormai così rare sul calendario, dovrei passare dalle generiche indicazioni "Pioggia" (sta(va) per "giornata di pioggia") a segnare il numero di quarti d'ora di pioggia: un paio nell'unico temporale di ottobre, 6 quarti d'ora il primo settembre, etc. . Come nel deserto, di fatto. Che orribile cosa! Che sciagura!

Dopo lo strombazzamento giornalistico (il sensazionalismo imperversa anche sui siti metereologici, anche quelli di una qualche serietà che campano di numero di contatti e di pubblicità) ero malmostoso dopo le due ore scarse di domenica. Zio lurido, vuoi vedere che anche questa volta... poco più di una spruzzata... dopo un anno e mezzo...
Ieri a tratti ma è continuato tutta la giornata. Mi alzavo, in ufficio, per andare alla finestra e osservare quella pioggia benedetta. Ahhh, che goduria!!
Da ieri sera, piove copiosamente.
Stamani ho visto che è tornata acqua nel fiume. C'è acqua nel fiume Mbeh, che notizia sarebbe!? Infatti... Il fiume... non più il rigagnolo marcio di reflui fognari.
Basta poco e sono felice.
Acqua... gioia!

lunedì 6 novembre 2017

_civa: fine

Quando ci eravamo visti martedì, mi ero accorto che non andava (il non l'ho aggiunto oggi, mar 7). Ero andata a prenderla alla stazione ed era arrivata completamente avvolta di lana. Sembrava vecchia. Il raffreddore  e la condizione fisica così così non è che abbiano aiutato.
Avevamo fatto una serata di cointegro insieme, aveva bisogno di alcune dritte da parte del mio istruttore. Era uscita dalla doccia (spogliatoio femminile) e indossava una puzza un profumo di caramella alla ciliegia dozzinale, dolciastro. Orribile. Quando una persona non ti piace più, leggevo, iniziano a darti fastidio i suoi odori.
Sabato 28 era arrivata a casa mia. Avevo lavorato. E me la sentivo un po' in mezzo ai piedi. Mie insofferenze. Semplicemente avrei preferito non fosse lì. Non avevo e non ho più trasporto per lei. Domenica 29 aveva tentato di spompinarmi, ma io non avevo voglia. Ci è rimasta un po' male. era venuta a casa mia mezza catorcia: ma se un* non sta bene, perché va dallo/a amante? (*). Io avevo organizzato un giro con amici la domenica mattina: ella è rimasta, io sono andato. Alla sera, era rimasto _zzz, io ero impegnato ai fornelli, ad un certo punto è andata via precipitevolmente. Non mi sentivo a mio agio - mi scrisse. Capisco.
Così l'altro ieri (sabato 4) sono andato da lei, alla sua città e le ho detto che la storia non va, non sono innamorato, non mi va di essere freddo con lei. E' stato un commiato con garbo. _civa si era accorta e non aveva una gran birra pure lei. Abbiamo così ufficializzato la relazione di buoni amici nei quali eravamo finiti.
Stasera avremo lezione di tango insieme. Io voglio bene alle mie amiche. Con loro è più semplice che con le amanti, per me.
Devo dire che ho percezione di un qualche potenziale con le femmine, in milonga. Le milonghe sono luoghi che... danno alla testa. Beh, perché resistere?
Martedì 31 ho rivisto una tanghera riminese molto carina. Ero con _civa e guardavo l'altra. Mentre ballavamo, la riminese, mi mise, leggermente, una mano sul collo, solo qualche istante, un tocco tanto garbato, molto intimo, quanto erotizzante, erotico. Ci guardavamo da una parte all'altra di quel piccolo e creativo locale.
Mi alletta molto l'idea della caccia, del mistero nemesi in sé: quando lo sveli svanisce. Sono stato un bravo, irreprensibile,  ragazzo, giovane, marito per tanto di quel tempo che... non ne ho più voglia.

La settimana enigmistica

Dunque sono alcune settimane che sono (anche troppo) piacevolmente, appassionatamente travolto dal lavoro. Anche a casa, questo fine settimana mi sono divertito a usare algebra e ingegneria per modellare una parte di sistema. che è gestita, senza voler essere cattivi, un po' alla buona, con ciascuno che si reinventa tutto da zero ogni volta.
Uno scienziato col quale lavorai e dal quale imparai molte cose, ai tempi nei quali ero ai vertici mondiali (azienda precedente) osservava questa modalità un po' naif. Per spiegare la povertà concettuale di alcuni strumenti usava una metafora efficace: è come voler scrivere un romanzo avendo a disposizione un vocabolario con venti o trenta lemmi.

Nessuno penserebbe di costruire, oggi, un edificio complesso (pensate ad un nuovo edificio civile o industriale, o commerciale) presentandosi con
  • carriola
  • badile
  • acqua
  • betoniera
  • cemento e mattoni
  • doppino di rame
  • tondini
  • interruttori per la luce
  • prese elettriche
  • tubi di varia natura
  • assi di legno.
Anche oggi sono qui a risolvere un problema, in un sistema che funziona bene ma è privo di componenti ben definite e con un livello concettuale riconoscibile. Insomma, come entrare in una centrale elettrica e cercare di capirla avendo a disposizione un libro basato solo su termini come contatore, rame, accumulatore, condensatore, ... . Si diventa matti a capire cosa faccia una certa parte. Immaginate la manutenzione. E la qualità complessiva di un grande sistema realizzato così.

Sono letteralmente sparito, da sabato pomeriggio, in un appassionante vortice di algebra e ingegneria, appunto, che ho cavalcato e domato ieri verso le 17. Poi alcune cose un po' più ordinarie, ho sistemato piccole mancanze in mio lavoro precedente.
Alle persone perplesse di come si possa avere piacere in un lavoro così cercavo di spiegare che l'ho fatto per diletto, per pura passione. Ecco, come se mi fossi passato i due giorni di fine settimana a giocare con la settimana enigmistica, travolto dalla settimana enigmistica. Sì, una sorta di settimana enigmistica matematica, ingegneristica.
Mi dà molta soddisfazione lavorare per trovare soluzioni brillanti. Ecco, io non so se questo lavoro verrà apprezzato, in azienda.
Non mi interessa neppure.


domenica 29 ottobre 2017

Oip

Questa siccità è sempre più grave.
E praticamente nessuno ha qualche percezione della gravità.
Come sto io, amante del clima atlantico, delle piogge e del verde, di rii e ruscelli che scendono dai monti? Ormai è un anno e mezzo che non piove. Settembre andato, ottobre è stato il più siccitoso dal ... .
Orribile, infausto, pessimo.

Tredici e ventisei

Penso che questa sia la pausa più lunga per questo diario. Tredici giorni...
Sono in un periodo di lavoro matto e appasionatissimo. Non sono uscito, ho saltato delle lezioni dio tango, solo lavoro, a casa e in ufficio. Lavoro in treno, a letto, in bagno, camminando.
Era un anno e mezzo che ballonzolavo intorno alla soluzione. Piano mi sono realizzato degli strumenti. Un paio di settimana fa la prima intuizione su come arrivare alla seconda versione. Poi, entrato nella nuova architettura, la seconda realizzazione che funziona ma mi lascia insoddisfatto e ora, la terza. Ventisei ore di lavoro tra ieri e oggi (quattordici ieri e dodici oggi) e finalmente ho una soluzione incapsulata, stabile, aperta alle evoluzioni future, che rimuove i tre quarti della chincaglieria esistente. Mi piace e ora sono sereno. Ora da affiancare a quella in produzione e poi, una volta stabile e corretta, la sostituirà. L'ingegneria mi piace molto.
Ho lavorato fino ad essere workaholico, a far fatica a venir via dall'ufficio o a spengere il piccio.
Mia madre mi fa :- In azienda saranno contenti...
No, perché dell'ingegnerizzazione e delle qualità non frega una cippa a nessuno. Mi hanno detto che se avessi voluto fare certe cose le avrei dovute fare a casa. E così ho fatto.
L'ho fatto solo per mia soddisfazione personale.


lunedì 16 ottobre 2017

I sani raptus



Sono in un raptus lavorativo/creativo.
Venerdì sono andato direttamente a lezione di milonga, dopo quasi dodici ore di lavoro. Mi è venuta a prendere lì. Ero cotto, abbiamo mangiato qualcosa e poi via verso casa.
In auto prende la mano, scosta la sua gonna e me la poggia sul reggicalze. Ride.
Sabato ho lavorato più di undici ore a casa. Si è riposata ma di tanto in tanto mi chiedeva fai? vieni? andiamo? Io l'avevo avvisata che sarebbe stato meglio se fosse venuta domenica...
Ad un certo punto scende dal lettone, si siede sul mobile alle mie spalle, in guepiere e reggicalze, ancora, e mi massaggia la schiena con i piedi.
Beh, io ho continuato a lavorare come un treno.
Proprio come in uno di quei siparietti con lei suspersexy e lui che la sposta che vuole continuare a giocare alla pleistescion o vedere la partita.
Il testosterone che diminuisce fa perdere i sani raptus sessuali. Devo dire che non avrei mai pensato di arrivare a questo.

Ius soli, sopra e sotto

I vertici sostituzionisti coi loro patetici tentativi moralisticheggianti hanno digiunando a cronometro (questi sono proprio grotteschi) per imporre ai meno uguali lo ius soli degli invasori di generazione 1 + n. Peraltro, non si sono più avuto notizie da quando avevo steso la bozza di questa pagina.
Nuovi "italiani" esemplari come questo bravo ragazzo "di Ferrara", questi nuovi cittadini viaggiatori esemplari, questi qui, ancora di ottima famiglia.
Piano, tuttologo, come il compagno Veronesi, dalle sue Schönbrunn ha deciso che s'ha fare.

Lo scollamento tra la società e questi fondamentalisti invasati aumenta di settimana in settimana.
Devo dire che lunedì 2 _ela la garbata, cattocattolica a mille, a lezione di tango era tutta infervorata e ripetente "Accoglienza accoglienza!" dopo le istruzioni del pontefice minimo impartite a pecoroni e pecorelle. Le pulsioni masochistiche, evidentemente, sono connaturate al genere. In quella occasione le dissi alcune cose in modo franco ed ella, poverina, disturbata, scossa dal pensiero non conforme passò imbarazzata al "Pace, pace!" tentando di abbracciarmi.
Mah.
Ma se quelli sopra sembrano pazzi (si ripete il motivo ricorrente di castalie tanto moralizzanti quanto parassitarie, che disegnano e implementano una società a scoppio, in realtà lo sono anche, pazzi, i vertici di una società implodente come la Siria mi pare non abbiano un.bilancio positivo) questi sotto sono proprio pazzi.


martedì 10 ottobre 2017

La ciccetta

Così sabato mattina ho avviato le pratiche per rendere storica la mia piccola e vecchia (ed amata) spider che ha quasi ventidue anni. La comprai, riluttante, nel 2004, da un collega che si era riprodotto e che necessitava di un'auto che avesse gli usuali cinque posti, nei quali appoggiare seggiolino per il pargoletto.  Con relativi pochi denari feci uno degli acquisti migliori della mia vita. Viaggiare nell'ambiente, con aria, odori, venti, vista, suoni, colori, davanti, a sinistra, dietro, a destra, sopra, un'esperienza emisferica. Più che spider sportiva trovo azzeccata la definizione di auto da passeggio. Ad ogni stagione calda (ho omesso il bella visto che quest'anno è stata infernale, orribile e ancora la siccità continua aggravandosi di settimana in settimana) c'è la gioia di tornare ad usarla. In effetti, con la formula assicurativa usuale, tengo sospeso il contratto, in genera da fine settembre a maggio e quindi la primavera è carica anche di voglia di usare l'amato ferro.
Ho letto che inizia ad avere un qualche valore ma del valore non me ne frega nulla. E' un po' come nel tango, del riconoscimento, della fama, non m'importa 'na cippa. Quell'auto ha un valore d'uso elevato, un design di pregio, un motore che romba e  canta i suoi cavalli, quando fatta cantare  ed è l'unica cosa che conta per me.
Io, fieramente piccolo borghese, non navigo nell'oro e quindi la manutenzione attenta  precisa e anche i costi fissi, come la tassa di possesso che, dato il motore potente è relativamente  robusta, non sono trascurabili per il mio reddito. Ma le cose importanti hanno un valore, dei costi ed è così anche questa volta.
Ora la mia vecchietta verrà certificata come tale. A parte il riconoscimento morale (forse proseguirò più avanti con il percorso ASI Targa Oro, ma ora la ciccetta ha qualche imperfezione da sistemare, in paraurti e nella cappotta, (dire che la seconda manutenzione, straordinaria, è programmata per l'anno prossimo, avrei trovato un bravo  tappezziere automobilistico che si occupa di restauri di auto storiche in una provincia vicina) avrò il beneficio del poter passare dalla tassa di possesso al bollo di circolazione (a circa un decimo del costo).
Quest'anno termicamente infernale ha avuto un riscontro anche nel numero di mesi nei quali l'ho tenuta attiva, quasi il doppio degli anni passati. Ancora fino al fine settimana prossimo, per un ultimo giro con _civa nell'Appennino bello da morire e poi a riposo, fino alla prossima stagione calda. Ripartirà l'altra benna, ora sospesa per il riposo estivo.

L'Alfa Romeo Duetto "Osso di Seppia" (che io chiamo Saponetta) è un'altro ferro che io adoro. Chissà se un giorno...




lunedì 9 ottobre 2017

Fine settimana spezzatino



Giovedì mi dice che sabato non sarebbe venuto a pranzo, avendo partita della pedata in primissimo pomeriggio. Sarebbe arrivato a casa solo dalle diciotto in poi. Venerdì sera mi dice che sarebbe uscito a cena con una. Penso agli orari dei treni, sarebbe stata un'ora e mezzo. Mi chiede di venirlo a prendere in tal posto e in tal ora. Sabato pomeriggio cambia il posto, da lì in città. Poi ancora ora.
Tutto un giorno per un'ora e mezzo... mmh: gli propongo di passare a casa di sua madre, UnBipede acconsente, decido allori di andare da _civa.

Domenica ci siamo riposati a casa, le trottole pendolari si fermano e godono attimi di stasi. Il piacere  di semplici cose, mangiare insieme, vederlo studiare, ascoltarlo un po'.
Io li chiamo fine settimana spezzatino. Da alcuni anni non riesco più a farmi un'uscita in montagna o in natura ha i suoi impegni ed è giusto che sia così. I papà servono anche ad aiutarli ad uscire dal nido e a prendere il volo.

Ora sono un motore che gira a vuoto, trovo difficile organizzare alcunché. Io ho certamente una fragilità che è quella di volere tenere bene l controllo. Sembra che ora mio figlio involontariamente mi metta alla prova proprio su questo. Da una parte sono felice di esserci come padre, egli sa che può contare su di me, il fatto di compiere il mio dovere - ho scelto io di metterlo al mondo - mi rasserena.
Ma il lunedì, non di rado, ho un ché di inquietudine, proprio il senso di essere stato un motore che ha girato a vuoto.
Forse anche l'energia ritrovata in un fine settimana con almeno un po' di stasi nel quale le batterie sono tornate cariche e che scalpita per potersi manifestare e realizzare.

domenica 8 ottobre 2017

Il kompagno evasore

Il kompagno combattente Cesare Battisti, dunque, avrebbe problemi con lo stato brasiliano per questioni di evasione fiscale.
Più o meno come quei commercianti "piccolo borghesi, squallidi evasori" che il kompagno con i kompagni proletari armati per il comunismo decisero di eliminare.
Sarebbe persino ridicolo, farsesco, se non fosse tutto vero.
Già, l'oppio marxista.

Del sabato anti uffi uffa uffi

Nell'ultimo scazzo/distonia, con _civa le avevo scritto che le donne vogliono parlare dei problemi, gli uomini vogliono risolverli. Insomma, dopo incombenze varie di sabato mattina, dopo il pranzo e un breve pisolino (che nella notte tra venerdì e sabato ero andato in milonga, un posto di bel tango artistico, di gentaccia giovane con una bella passione col tango, che studia e con risultati che si vedono, un posto che ha l'unica grave pecca dell'aria marcio-viziata - blando eufemismo) ho preso su baracca e burattini e sono andato a trovarla. Aveva organizzato, il gruppo tanghero del quale ella fa parte, una passeggiata per le vie di quella splendida e - affollatissima, ho constatato ieri - città (qualcosa come questo, ma con più coppie contemporaneamente). Io ero andato in abiti civili (non tangheri). Sotto il duomo avevo visto quella decina di coppie che avevano attirato attenzione e applausi e interessi e affascinato gli astanti. E' incredibile il fascino che il tango esercita sulle persone (anche quello un po' goffo e sgraziato di alcune coppie, ma la passione fa passare in sordina tutto il resto). All'inizio del tango subivo anche io il fascino dell'esibirmi nei luoghi – spesso tecnicamente assurdi, con fondi storti e impossibili – delle milonghe clandestine o illegali. Invece ora, non me ne frega un pipo. Il piacere del tango, come venerdì sera o ancor più nelle occasioni stratosferiche, certe pomeridiane o eventi festiva o maratone, in giro per l'Italia (l'Europa arriverà quando arriverà) è tale da minimizzare quello esibizionistico, della fascinazione.
Insomma, la signora _civa voleva un segno di attenzione e io le ho dato un segno di attenzione, che sono orso sì ma con una parte tenera sotto. Io uso il sabato anche per ricaricarmi e dunque non ne avevo proprio voglia. Poi la bella giornata e l'idea di fare due passi in quella bella città sono stati buoni stimoli. Del resto bisogna investire in una relazione, metterci anche un po' di impegno, altrimenti si affloscia subito e io non è che ne abbia proprio bisogni di afflosciamenti rapidi.
Insomma, dopo il pippone “voglio vita di coppia [ma tu no]” e un'incomprensione, mi trovo a seguirla anche nella milonga serale che avevano organizzato. Ho ridacchiato e le ho detto che ero andato lì per stare con lei ma che avrei, - ahah - fatto il sacrificio di adeguarmi ai suoi voleri e che ho un credito, ora (una giornata in coppia sì ma nella società, come piace a me, che non ho voglia di isolarmi e sulla quale ella uffi uffa uffi c'ho voglia di vita di coppia).
L'ho punzecchiata ed ella rideva sotto i baffi. Insomma la mia voglia di vita sociale è più verde e più giusta della tua.
Ma va bene così.
Ah, dimenticavo...
Beh, ieri, ho visto un paio di tizie con le quali mi sarei aggrovigliato volentieri, Devo dire che il testosterone non è completamente sparito. Con una, danzatrice di danza contemporanea e pure tanghera, con le terga che sono belle come il Cupolone di San Pietro, ho ballato una tanda di milonga di scintille, io con le scarpe da ginnastica e jeans e t-shirt che non volevo ballare quella sera.
Io so io ho la netta sensazione che io le piaccio e io so che ella sa che lei mi piace.
Il tango è bello anche per questo, sublimi, arrivi ad un certo punto e poi, lasci perdere, rinunci allo svelare il mistero che è nemesi in sé.


(via santango)

Qui e ora un piacere



Sto scrivendo in loggetta. Il mio bipede è qui accanto a me, a sgobbare sulla fisica Ci godiamo il mite sole autunnale e un po' di rinverdimento della valle dopo qualche pioggia, il primo settembre e il temporale di un quarto d'ora di venerdì sera. Ero già a letto, per il riposo prima della notte di tango e godevo come un riccio, prima con i nuvoloni nerastri della bora scura, poi per gli scrosci, anche se brevi. Basta poco e i lecci, sui costoni rocciosi di fronte, sono tornati, quasi completamente, al loro bel verde scuro, dall'arancione orribile, di defogliazione, di almeno metà dell'estate.
Sento il tepore degli ultimi raggi, già l'odore dei primi fuochi di legna, i suoni del traffico della strada laggiù. Ho molte voglie di diario arretrate, insoddisfatte. Dovrei scrivere un paio di dozzine di pagine, oggi, per recuperare.
Ora, alle 18:15 è tramontato il sole. Diveneterà fresco.
Beh, qui e ora è stato un piacere.

venerdì 6 ottobre 2017

La caccia

Come va con _civa? mi chiede _zzz.
Con lei sto bene ma non sono innamorato.
_zzz è perplesso.
La mia amica _crini, coreografa, danzatrice e scarpinatrice, quando le dissi che con _mlero non ero innamorato, replicò :- Uomo, alla tua età non puoi essere innamorato come a vent'anni.
Questa frase mi girò a lungo e mi gira in testa ancora. Essa è saggia e scomoda, nella sua dimensione temporale e quindi spirituale. Così, ora, penso che stare bene con una donna sia un ottimo risultato. _zzz mi raccontò, domenica, di uno scrittore, Ungaretti, che si innamorò perdutamente, passati i settanta, di una giovane donna di cinquat'anni più giovane.
Beh, può succedere. Quello è uno stato supremo, di grazia, sei fuori di te, sopra tutto, sei in vetta, blu cobalto bianco sole freddo caldo, tiutto espanso, massimo. E ci rimani qualche stagione. Può accadere qualche volta nella vita. Io sono stato fortunato a viverlo due volte, con la madre di mio figlio e con A-Woman, altre persone non hanno MAI avuto questa grazia.
_civa mi chiede fine settimana di coppia, solo lei e me. Mi ha scritto che vuole una vita di coppia, che vuole parlare. Le ho detto che la storia precedente finì anche per questo. Io vivo la mia amata solitudine in settimana e non ho intenzione di isolarmi, sia pur in coppia, il fine settimana. Ieri le avevo prospettato due fine settimana nei quali stavamo un po' da soli un po' in compagnia. Mi sembra una buona soluzione.
Le donne vogliono parlare dei problemi, gli uomini vogliono risolvere i problemi.

Ma perché non sono innamorato? Oltre l'età c'è altro. Domenica mi ha chiamato _rroli, la Regina, la bella tanghera milanese che conobbi a Firenze. Beh, come con _tra ella mi prese in sacco.
Mi ha destato, distratto dalla saggia serenità quella chiamata. Poi l'ho messa in ripostiglio ma da quella porta socchiusa escono dei raggi colorati, come quelli rossi e verde dei laser.
Con _tra e _rroli mi ero preso delle sbandate. Poi potrebbe succedere anche che io mi possa calmare anche con loro. Non escluso. Probabile?
A _zzz raccontai, domenica, di un fantastico narratore, prosatore della Divina Commedia che, mi racconta _nni, mio maestro di tango, sedusse centinaia di belle donne. Dopo un po' si stufava e le lasciava.
C'è il piacere della caccia, della seduzione, la cattura della preda ambita, lo svelare il mistero che è nemesi in sé.

("A Huntsman and Dogs", winslowhomer)

mercoledì 4 ottobre 2017

La legna e il tumore

Domenica _zzzino e UnBipedinone stavano raccattando (scarti di) legna a terra su nel bosco dietro casa (_zzz e io stavamo segando quella secca precedente a casa) quando è passato il contadino del podere in là rimbrottandoli. Per farla breve: da un anno/anno e mezzo ha acquistato dai proprietari precedenti (mi risultava uno speculatore immobiliare o la società di speculazione immobiliare di cui faceva parte con altri due) quelle terre e "ora non si brucia più gratis".

La casa di A-Woman non ha più esposto il cartello Vendesi, avrà venduto? Sono dozzine gli appartamenti in vendita o nuovi invenduti. Gli anni della grande catastrofe, fino al 2009, videro la più bieca e becera devastazione edilizia in quella valle e in Italia, un vero e proprio tumore che ha distrutto per sempre 8,5 milioni di ettari della migliore (e scarsa) superficie agricola.
La crisi - evviva! - ha fermato lo scempio, la distruzione economica, urbanistica, paesaggistica perpretata dall'edilizia speculativa.
Per me ora fine dell'autoproduzione per spigolatura di legna da ardere. Era una cosa che mi piaceva, un archetipico piacere residuale, un piccolo scampolo di autonomia.
Almeno a questa mia piccola rinuncia corrisponde che il tumore si è, almeno per ora, fermato. Rimangono scempi e danni ma almeno non procedono ulteriormente. Terra ai contadini, non ai palazzinari!

lunedì 2 ottobre 2017

In-dipendenza

Ho ascoltato da alcune stazioni radio (Radio24., Rai1, avrei ascoltato volentieri il canale marxista/mondialista Rai3 ma non c'è stato tempo) le notizie sul referendum catalano e la repressione effettuata dal governo centrale spagnolo.
Gli stati centralisti non mi piacciono, sia quelli dei socialisti fascisti che quelli dei socialisti marxisti. Da una parte, ci sarebbe l'ideale di una coesione che dia forza (nella storia si sa che le città stato soccombono agli stati nazione, imperiali), dall'altra sfruttamento e prevaricazione in varie forme. Io guardo ad un'Europa confederazione (forma più leggera della federazione) delle piccole patrie.
C'è un etica che possa aiutare? Se delle persone di un gruppi intendono uscirne non c'è alcun motivo per cui non debbano farlo. Separazione e divorzio sono conquiste civili che hanno consentito a milioni di persone di porre fine a relazioni a volte (diventate) prive di senso a volte degli incubi che arrivavano a violenze di vario tipo.
Perché alcune persone o gruppi non vogliono che altre se ne vadano?
Da una parte per ragioni economiche ovvero perché non intendono perdere il tornaconto dovuto allo sfruttamento di quelle persone, dall'altra (i marxisti sbagliano a ridurre tutto solo all'economia) per ragioni militari, strategiche, per questioni ideali (unità delle nazioni, della famiglia), storiche, come marcatura del territorio (qui comando io) e altro ancora.
Pensando alla nota menata statunitense del "non ti concedo il divorzio" butto lì un'altra questione: se per stipulare un patto c'è necessità della volontà delle due parti (spesso ciò NON avviene nelle nazioni nelle quali una parte conquista militarmente un'altra e l'annette) c'è necessità della volontà di entrambe le parti anche per romperlo? La simmetria è un criterio strutturale, anche ecologico, estetico importante.
Aggiungo che l'indipendenza statuale diventa ridicola se non c'è una quasi autarchia. Si arriva ai paradossi grotteschi di una parte che fa i soldi vendendo beni e servizi ad un'altra e avendo poi a recriminare su debiti e cicalismo/cicalità di questa (in economia avviene spesso tra aree economicamente forti e quelle deboli, vedi, ad esempio il fenomeno/ciclo di Frenkel / Minsky). Ma anche questo teatrino ha il suo duale: aree che si indebitano, sperperano, e si danno a consumismo e servizismo insostenibili tanto... passate le feste gabbato lo santo.
Anche se da quanto leggo da Max (a partire da questo commento) i catalani sono sulla via dell'impazzimento autodistruttivo, che essi si autodeterminino. Se i "castigliani" e le altre regioni spagnole mal sopportano l'irredentismo catalano, come prima cosa smettano di acquistarne beni e servizi. Ma ciò può essere scomodo e impegnativo. La in-dipendenza è preziosa, un valore assoluto e quindi costa, Molto.



(afp via repubblica.it)

sabato 30 settembre 2017

In poche ore due

Dopo lezione, ieri sera, sono andato all'inaugurazione di una milonga. E' un posto che non amo particolarmente ma che ha il pregio di essere arioso, c'è una  buona aria. Avevo appena finito una tanda di milonga con un'amica, uscita bene ed ero in piedi, nei pressi dell'uscita, ad osservare la pista devo dire, a volte, piuttosto sgraziata. E' passata una donna che stava andando a casa e mi ha fatto un tot di complimenti su come avevo ballato. Ero abbastanza imbarazzato, non sapevo cosa rispondere. Mi ha fatto piacere.

Tempi stretti oggi, per il bipede, visto che aveva ritrovo per la partita della pedata alle quindici e trenta. Così sono andato a prenderlo a scuola, altrimenti, l'attesa di quasi un'ora del treno, in stazione, non ci avrebbe lasciato tempo per pranzare.
Ho fatto la via dei colli, vista la belle giornata, volevo anche evitare possibili ingorghi per chiusure dovuti all'arrivo del bergoglionaccio. Mi godevo l'aria, il sole, il paesaggio e il rombo del motore, Viaggiare scoperchiati è una pacchia, ora che le temperature sono più miti. La strada è di saliscendi, curve, piccoli dossi. Così, per una volta, ho fatto cantare il motore e i suoi cavalli. Verso la città iniziano le ville, c'è qualche strettoia. Così dall'andare vivace, un po' matto, mi trovavo a frenare con decisione, per passare i punti pericolosi a velocità moderata. Beh, devo dire che questo contrasto, come tutti i contrasti, mi piace molto.
Arrivato sui viali, volto a sinistra e sento una che parla. In effetti era quella che mi era stata dietro con una Citroen per un po'. Mbeh, sta parlando... con me!? non può essere.
In effetti stava parlando con me, qualche metro più avanti, la donna colpidisolimbiondita col rossetto rosso. Affianca e mi dice :- Ho visto gente pazza su quelle vie, pericolosa. Invece lei ha guidato bene [parole che non capisco, c'è del rumore]. Sì, proprio bene, dovrebbe dare lezioni di guida [sportiva o qualcosa del genere]. Secondo imbarazzo, in poche ore. Sorrido, non so cosa rispondere. alzo una mano per un saluto ella sorride e mi fa il pollice alzato.


Allegra, scoppiettante, picaresca

Ieri sera abbiamo ripreso lo studio della milonga. Questo è il terzo anno che seguiamo il corso insieme. _ica ha avuto e ha problemi con un piede, quest'estate, una fastidiosa tallonite che non le è ancora passata. Così è stato incerto l'inizio.
Eppure abbiamo trovato un piacere immenso a provare, a sperimentare, ad affinare, venerdì sera. Non c'è nulla di erotico ma ci siamo abbracciati spesso, con qualche bacetto suo, di tanto in tanto. Perché ci sono questi sprazzi di gioia nel trovare un'intesa, un'armonia di due corpi danzanti che diventano uno, talvolta non possono non trovare una via di esprimersi fisicamente.
C'è un'intesa che diventa via via più fine, su movimenti, ascolto e risposta sottili. Questo può succedere solo con un partner affiatato, con il quale c'è intesa e sintonia. Non posso non pensare alla sfera erotica, a parallelismi e divergenze. La curiosità del nuovo e l'intesa del noto. La cosa incredibile che io non ho alcuna attrazione per lei, le voglio bene come una cara amica, una partner scintillante, un'artista de-facto con cui c'è intesa.
Devo dire che con _civa io non ci troviamo proprio bene. Intendo, nel tango. Devo capire se è perchè ci dobbiamo scoprire oppure perché il nostro profilo di tessere di puzzle è simile ma non coicide. Invece con _ica, ecc, lì, sulle piastrelle, sul marmo o sul parquet di una milona, si vola!
Penso che il tango abbia anche questa dimensione affascinante del conciliare promiscuità e fedeltà. Nei codigos, l'etichetta dei comportamenti in milonga, è considerato non opportuno e anche offensivo entrare in milonga con un(a) partner e ballare solo con quello/a. La milonga è un corpo sociale ballante e incastonarsi in esso senza fondersi  lascia un corpo estraneo che non produce empatia, buone reazioni e relazioni, anzi...
_ica è stata ferma molte settimane e aveva accumulato voglia ed energia. Così anche per me, che quest'estate ho ballato quasi nulla.
Ecco che ripartiamo, con un altro anno di lezioni. C'è grande intesa con i maestri, ormai. Essi ci trattano bene e osservano, penso, anche i nostri progressi. Uno dei motti di questo  maestro è che siamo sempre principianti, anche se a livelli diversi.
La milonga è l'anima allegra, scoppiettante, picaresca, frivola, spensierata del tango.
Aoniken Quiroga sconfigge ogni legge della fisica, quando balla la milonga con Alejandra Martiñan a riprova dell'anima pazza,  dionisiaca della milonga.


mercoledì 27 settembre 2017

USA stato canaglia: Corea del Nord - 16

(USA stato canaglia - 15)

La mia lista dei massimi problemi del pianeta ha al punto zero l'esplosione demografica (africana e asiatica). Al punto 0.5 il corollario di questa, lo tsunami migratorio (e l'oppio ugualista/sìglobal/marxista/sociorazzista anti che lo sostiene). Al punto 1 ci sono gli SUA.
Lo stato ai vertici del potere è l'impero e da che mondo è mondo l'impero si fa sottomettendo i meno canaglia. La destabilizzazione di Libia e Siria è contro i sottomessi europei, la destabilizzazione ucraina contro la Russia, scomoda in quanto stato e non sottomesso e che realizza un modello sociale ancora legato alle tradizioni, meno alienato e artificializzato. Poi c'è l'Asia. Il Giappone è stato utilizzato come cavia per la sperimentazione sul campo di due bombe atomiche ed è stato sottomesso, come è l'Italia invasa e sotto il tacco di varie basi dell'invadente impero. In Asia lo Stato Canaglia rimesta contro la Cina alle sue porte di casa. Rimesta contro la Corea del Nord, ai confini di questa.
Io non ho simpatie ideologiche per uno stato più o meno comunista/marxista totalitario. Meno ancora, però, per lo Stato Canaglia, che, semplicemente, impone le sue volontà in casa o nel giardino di casa altrui.
Il lavaggio del cervello martella, martella da mane a sera e dipinge pateticamente come pazza ogni persona che non si allinea al pensiero principale, ripete che ci sono i brutti cattivi pazzi cacca diavolo: Assad, i vietnamiti, Putin, Orban, i nazi, i musi gialli giappi, Gheddafi, i malefici selvaggi (i nativi americani sul genocidio dei quali è sorto lo Stato Canaglia,  il buon giorno si vede dal mattino), gli iraniani, Hussein ...
Il lavaggio del cervello viene effettuato coi media, coi film, colla retorica trombonata moralisticheggiante. Il dittatore nordcoreano però non è stupido: gli SUA adottano il Dividi et impera globale, la Corea del Nord il Si vis pacem para bellum.
Il cagnetto è piccolo e aggressivo, ma anche questo è nell'ordine delle cose. Il cagnone rabbioso è però lì alla cuccia del primo. Ci sono ottomila pezzi di artiglieria pesante puntati su Seul che possono fare milioni di morti in pochi quarti d'ora. Conoscendo l'impero la probabilità che gli SUA decidano di usare i sottomessi sudcoreani sacrificandoli per far fuori i disadeguanti nordcoreani (e piazzare, poi, un congruo numero di basi militare in funzione strategica anti cinese e anti russa alle porte di questi) è alta.
Non posso che razionalmente sperare che la Corea arrivi a possedere un buon armamentario nucleare che possa colpire, in caso di necessità, gli SUA in Pacifico o sulle coste orientali.
Il bullo sta cagato solo quando sa che il rischio di prenderle di santa ragione è elevato e uscire pesto anche se vincente è una prospettiva che calma ogni energumeno.