sabato 19 agosto 2017

De-composizione

Ascoltavo,  Radio24, la frenesia nel riportare le notizie, giovedì sera.
"Su Twitter centinaia di foto di gattini hanno sostituito le iniziali immagini, troppo crude, scattate sulla Rambla. Per rispetto."
I gattini.
Società in avanzato stato di de-composizione.
La decomposizione è anche intellettuale, cognitiva, identitaria. Qualcuno chiederà di pubblicare, per rispetto, la Pimpa e milioni di semperconnessi pubblicheranno la Pimpa.

C'è la guerra civile nelle strade.
Avanti popolo, alla riscossa
siano pimpe, sian gattini
Tutti li accoglierem nelle contrade
Bandiera rossa bandiera rossa
Twittate solidali, mandate cuoricini.

Uno osserva: questi sono impazziti, no!? Osserva le tragicomiche manifestazioni di demenza anti, di insania. Masse sterminate di cretini, imbecilli che si rallegrano di accogliere serpi in seno. Non trovo altre parole che idiozia collettiva di masse enormi di orgoglioni. Molti sono a loro volta immigrati e quindi intellettualmente parte del problema: semplicemente non possono riconoscere il problema delle migrazioni di massa.
Una patologia di demenza degenerativa sociale primaria.Parti sempre più grandi del sistema de-componente si rallegrano di ospitare più estranei e più aggressivi agenti de-componenti.
Un sistema immunitario impazzito che porta a patologie autoimmuni. Odia te stesso e rimuovi la realtà.
Una società decomposta ad ammassi organici di parti corrotte, incompatibili, mutualmente conflittuali, regredenti, molte delle quali autoimmuni, autodistruttive per far spazio a organi incompatibili innestati a forza.
Lenticchie fagiolate, bulloni dadizzati, magrebini spagnolizzati, inglesizzati, svedesizzati, belgizzati, finlandizzandi per legge.
Mohamed Hychami, Omar Hychami, Said Aallaa, Moussa Oukabir e Hussein Abouyaaqoub etc. etc. .
Guerra civile è nelle strade, è sui treni, però noi pubblichiamo i gattini.
De-composizione.
Già.

mercoledì 16 agosto 2017

Lecci gialli



Sono passato dalla verde estate trentina al torrido autunno emiliano. A causa della siccità i boschi sono già in avanzata fase di defoliazione autunnale, grigio-gialli-brunastri in questo autunno torrido anticipato. Anche i lecci sempreverdi sono giallognoli. Direi forse più grave del 2003. La siccità qui è certamente più grave di quell' Annus Horribilis. Intorno a casa un tot di piante sono morte stecchite seccate. Ero arrivato ieri notte, quando mi sono affacciato alle finestre, stamani, vedere è stato orribile. Qui, mi dicono vicini ed amici, di fatto nonèpiovutouncazz.
Però essi si rallegrano del +0,4% (di crescita del tumore) trimestrale sul PIL.
Laveranno i pavimenti dei piani delle società del terziario con l'acqua in bottigliette da 0,5l. Così crescerà il PIL. Sì sì.

In punta di piedi



Ieri sono tornato dall'ameno paesello. Strade ordinarie e, nella parte finale, minori. Adoro i viaggi lenti che mi permettono di scoprire angoli e residui di Belpaese. Sono passato dalla città di _civa. arrivato un po' cotto dal sole. Mi ha fatto salire in casa dove c'era _civina. Non so cosa pensare: forse è inutile che continui a girare col freno a mano tirato. Pensava, _civa, di cenare insieme in tre ma io ho preferito uscire per due passi, dopo ore di auto, in quella splendida città e ci siamo goduti una semplice e buona cena, con buoni momento per noi. Non mi pareva corretto né opportuno piombare nella loro abitazione e iniziare a stropicciarla, men che meno fermarmi a dormire. Entrare in punta di piedi nella vita delle persone. Per il momento sto bene con lei. Ci siamo iscritti, con _zzz e la sua nuova fiamma, ad un evento di tango. A differenza di _mlero non ho alcuna contrarietà né resistenza da vincere; osservo questo mio sentire.

martedì 15 agosto 2017

Mondo di matti

Fine delle vacanze. Si ritorna nella savana subdesertica emiliana multiculturalizzata.
Mi ero portato del lavoro da studiare e... non ho speso neppure un secondo in quel compito.
A volte mi chiedo se i benefici di interrompere il lavoro per le ferie siano maggiori del costo del riprendere ritmi pesanti e sempre più stressanti.
Gli schiavidelfiscoglebainps servono.Per i diritti. Degli altri.
Ah, su Effetto Cassandra ancora pagina interessante su come gli italiani sia stiano impoverendo per dei luccicanti attrezzi poco utili prodotti all'estero.
A me sembra di vivere in un mondo di matti. E così faccio fatica  a ritornarci.
Oggi sarebbe stato il giorno dell'editoriale (di buon senso e quindi, spesso, decrescitista) di Giovanni Sartori su ciò che era e fu il quotidiano più  autorevole d'Italia, ora diventato manifesto del pensiero unico ortodosso progressista mondialista.
Già, un mondo di matti.
Buon Ferragosto.

domenica 13 agosto 2017

L'aquila reale

Gli altri non avevano voglia di camminare. Così dopo un pranzo leggero me ne sono andato via da solo. In quella parte selvaggia, impervia, esposta a nord - nord est e negletta. Fino a quella malga abbandonata o, meglio, convertita in alloggio ben fatto per amici dei proprietari o per cacciatori.
Poi sul costone selvaggio, impervio. Mi sono rovinato le gambe a salire tra lamponi e rododendri, su per il costone, linea di massima pendenza. Che Dio maledica la gramigna. E' più scivolosa della neve. E quel costone è stato gramigna con lamponi e rododendro e pendenza sorella del verticale, fatica erta..
E' raro, sulle Alpi, trovare qualche angolo selvaggio, deserto, abbandonato come l'Appennino.
Poche uscite e ho faticato molto, oggi, per i 1100 m di dislivello.
Sentivo l'odore dei camosci e sono arrivato su quella gobba, che da sotto sembra una cima, esausto.
Fatica, silenzio, il suono dei torrenti là in fondo, il fiato e il battito del cuore.
Appollaiato su quella pseudo vetta ho visto un aquila reale volteggiare. Non mi capacitavo, cosa poteva essere quel rapace dall'apertura alare mostruosa, diciamo, a naso, un 30% in più rispetto alla poiana.
La mia uscita è stata faticosa, nel silenzio, nel deserto umano. Contemplavo la natura, il ciclo vita - morte che è ovunque.
Un po' in malinconia, col binocolo, seduto, 800m là sul costone di fronte, ho visto l'aquila reale, ho contemplato la sua maestosità, il vita-morte che tutto permea di questa Natura.

giovedì 10 agosto 2017

L'esperienza monsonica

Mio figlio non ne vuol sapere di trekking. Tento di portarlo in autentici paradisi alpini e ottengo ostilità, musi lunghi. Egli recalcitra ed è zavorrato, mentalmente zavorrato, mi trascina nella sua palude inerte, d'accidia. Mi crea una sottile sofferenza vedere che non riesco (più) ad appassionarlo alla bellezza fantasmagorica della montagna. Ogni tanto mi propone "cose a pagamento"/comode /tecnologiche  come rafting, salite in funivia, visite guidate, giri in auto / a città. E' artificializzato / tecnomane e, un po', in questo modello del tempo libero businessizzato.

Io cerco di comprendere l'età testosteronica e ho molto rallentato, allentato, diluito.
Cerco di metterla anche sull'allenamento aerobico - Vedila come un allenamento! - e così oggi abbiamo fatto una piccola uscita, salendo rapidamente su una cimetta da un'ora e mezza e scendendo quasi di corsa, andata e ritorno in un ora e un quarto. Muso lungo come il traforo del SanGottardo.
Siamo rientrati  poco prima delle quattordici, abbiamo preso qualche goccia, pioggia schivata per un soffio, arrivati in tempo all'auto sotto.

Il bosco era umido dopo la pioggia abbondante di ieri. Ha piovuto tutto il pomeriggio oggi, Verso le diciotto il cielo si è fatto più scuro. Abbiamo deciso di andarci a fare un giro in auto.
Dopo mesi e mesi, cinque stagioni di aridità, abbiamo vissuto questa esperienza entusiasmante, fantastica, unica delle torrenziali piogge monsoniche trentine.
Ci fermavamo, scendevamo dall'auto ed entravamo in un muro di pioggia, quella finta, eccessiva, esagerata di molti film così eccessiva  che sembra finta. Ecco, proprio quella, finta ma vera. Ai passaggi sopra forre, torrenti, gole con cascate, scendevamo e andavamo a curiosare. Mi chiedeva foto, lui eroe nel tempo da kani, culto della personalità, marketing personale attraverso la sua galleria Instagram e l'ho accontentato.
Su un ponte altissimo sopra un lago siamo scesi dal'auto e abbiamo vissuto l'esperienza del monsone.
Vento, secchiate, fulmini, saette, rii, rivoli, ruscelli, in pochi secondi ci siamo infradiciati anche se ben attrezzati e con ombrelli. Sospesi a un centinaio di metri sul lago, vento e saette, le auto che fendevano il torrente su asfalto, ruscelli e torrentelli dal cielo su di noi, su boschi e monti e dal viadotto e dalle pareti rocciose, verso il lago smeraldino, tutto precipitava acqua. Che figata!!
Abbiamo proseguito il giro per passi e piccole stradine, solcando torrenti su asfalto e mille migliaia di torrenti, cascatelle e ruscelli formatisi e rinati, ad ogni depressione a lato della strada.
Ecco, in questa rain experience ci siamo ritrovati, felici di vivere questa piccola avventura nella natura estrema, quella dei tropici italiani, trentini.

Faccetta bianca

  • Se tu dall'altipiano guardi il mare,
    Bianchetta che sei borghese e schiava,
    Vedrai in sogno i barconi arrivare
    Neri fratelli arrivaron e le liberava.

    Faccetta bianca, bell’europea
    Aspetta e spera che già l’ora si avvicina!
    fratello nero vicin e nuovo re,
    noi te daremo un’altra legge e un altro te.


I piani di industrializzazione, di ingegnerizzazione sociale in grande sono dunque palesi.
Le farneticazioni sono del predicatore invasato Eugenio Scalfari. Le possiamo riassumere in due parole: "Faccetta bianca". Essi sono dei razzisti fenomenali. Un manifesto basato sull'apologia, celebrazione e implementazione della razza unica.

Questi ugualisti fondamentalisti predicano  accoppiamenti, incroci, esperimenti di zootecnia umana e culturale. Manca solo l'apprezzamento dell'eccezionale prolificità delle fattrici africane e asiatiche e l'apologia esplicita della stupro di massa di quelle meschine, inferiori, schifose europee piccole borghesi ignobili da parte dei meravigliosi, muscolosi, funky fratelli migranti, vivi, vivaci e apportatori di sangue superiore e nuova bellezza rispetto a voi Untermenschen europei di razza bianca.
Uno solo dei pastori importanti di masse e come tale ragiona ovvero pecore come mezzo di produzione e oggetto di miglioramento genetico, di aumento quantitativo, di incroci, di nuove selezioni  e razze (*).
Pol Pot, Stalin erano dilettanti e non erano travisati, avevano l'uniforme militare, erano senza stola sacerdotale.
Pazzi criminali con la hybris moralisticheggiante. i razzisti anti sono i più pericolosi, sono i razzisti estremi.

domenica 6 agosto 2017

Il teatrino

  • O noi o loro.

La manipolazione dell'opinione pubblica è evidente. La campagna mediatica martellante,asfissiante, salmodiante a favore dell'immigrazione di massa è quotidiana, pervasiva, ortodossa. Ogni tanto osservo divertito le prime pagine demenziali, quasi patetiche del Corriere della Sera, quotidiano progressista-internazionalista de il-pensiero-unico. Sorrido e mi chiedo se esisteranno persone che credono a perle talmente grossolane da risultare persino ridicole, patetiche. Dunque Giampaolo Rossi riporta i risultati di una ricerca rigorosa condotta in Germania sui mezzi di manipolazione di massa che misurano questa realtà. La fabbricazione industriale del falso.
Come convincere centinaia di milioni di persone a diventare animali da macello a inoltrarsi con gaudio e convinzione nel labirintico percorso recintato che li conduce al mattatoio culturale, cognitivo, psicologico, identitario e, come già sperimentato, anche fisico.

Leggo del teatrino patetico del governo sostituzionista con le ONG scafiste. Non si può neppure pronunciare lotta all'invasione o difesa dei confini, degli interessi degli elettori, gli interessi nazionali. I media portavoce si baloccano con espressioni camomillesche come "favoreggiamento all'immigrazione clandestina" come se i 5 milioni di invasori ormai insediatisi in Italia più centinaia e centinaia di migliaia di spariti, non registrati, clandestini, fuggiti, scomparsi, volatilizzati fossero umidità sparita nel torrido di questi giorni. Viene riportata come notizia incredibile la pratica di restituire ai colleghi scafisti nordafricani i natanti, come se questa non fosse stata implementata e ordinata proprio dagli scafisti governativi, anche quello del Gentiloni orgoglione che rifiuta sprezzante la proposta di collaborazione sulla difesa dei confini comunitari e nazionali da parte dei governi di Cechia, Ungheria, Polonia e Slovacchia.

Mi ricorda le osservazioni sarcastiche, ciniche di_mlero, sull'ipocrisia che vige nel mondo del teatro, applaudo anche se hai fatto schifo perché così domani tutto si può ripetere.
Il sistema già elefantiaco, ipertrofico, in metastasi per la complessità e le dimensioni insostenibili, in crescita esponenziale, sta avvitandosi su se stesso in una dissociazione culturale, alimentata ad arte, quella per cui il pericolo massimo viene sofisticato in nutrimento, in fine e ragion d'essere, da un processo apologetico decisamente fine, sofisticato che non potrà che condurre che a una nuova Shoah europea, ad una sirianizzazione multietnica nella quale la crisi prima e poi il collasso ecologico, economico farà da detonatore alla polveriera implementata in decenni. Proprio come in Siria in cui fu una grave crisi causata dalla siccità a far implodere l'enorme castello di carte di una popolazione multietnica spropositata, numericamente impazzita.


Cistite da viaggio di nozze

Sono stati giorni molto intensi. Questo eremo di vita semplice è stata una culla per il nostro eros. Camminare, cucinare, dormire, fare l'amore, parlare. Fare l'amore fino allo sfinimento. Un paio di giorni siamo rimasti in casa, nelle ore centrali della giornata, per il sole percussivo, il caldo martellante. Abbandonati ai nostri ritmi lenti, tantrici. Poi, improvvisamente, ci alziamo, colazione e via, ieri la prima vetta, nei giorni prima passeggiate tra prati e boschi. Abbiamo trovato pure un porcisno fresco e sodissimo, sembrava di marmo bianco e bruno, lo abbiamo celebrato in carpaccio la sera, poi. Dai gemiti e prenderci per sfinimento ad uscire, tardi, per due passi per queste frazioncine antiche, odore di fieno, profumo di stalle, in un vecchio maso, ieri, sotto le volte secolari sono apparsi dei tenei musoni di mucca, ieri sera, porte aperte per l'areazione, sentivamo salire a noi  il caldo uico, odore di mucca, di fieno, di letame, di fiori secchi e di rododendro amaro quasi. Passi nella notte, abbracciati, qualche parola, osservare le molte case vuote, anche se siamo nella furia turistica, qui arriva molto meno e rimane tutto silenzioso, discreto, alpino, rurale.
_civa è una donna fine, discreta, con un buon senso dell'ironia. A volte gaia, con qualche scoppio cristallino di risate, poi ridiamo insieme. Ha un corpo che mi piace follemente,che io godo a toccare, vedere, impastare, tormentare, accarezzare, baciare, leccare per quarti d'ora. Un corpo bellissimo, in cui io adoro affogarmi. E una mente vispa, ardita, a volte mi stupisce.
Giovedì sera ce ne siamo andati a Merano, a ballare alla Wandelhalle, un capolavoro del liberty meranese. Così, nell'abbracciarsi del bandoneon con il glicine voluttuoso, sotto il volto del busto di Franz Tappeiner, ascoltavo il suono increscioso del Passirio, i ghiacciai residui che muoiono squagliandosi in questo caldo orribile, patologico, marcio. Tango e ghiacciai che muoiono, folate di vento caldo, quasi torrido alle due, alle tre di notte.
Ho una vena recondita di malinconia, qualche ombra per il lavoro che non mi abbandonano.
Cistite da viaggio di nozze. Mi ha fatto ridere la sua espressione. Abbiamo usurato le nostre pelvi.


mercoledì 2 agosto 2017

Un giro infornale

Abbiamo fatto fatica a fare un giro, quello che potrebbero fare pure le zie.
Ci siamo consumati nel letto, la sera e poi un'ora e mezzo la mattina. Lussuriosi tiraratardi fannulloni, non si parte per la montagna così tardi. Quella salita, solo duecento metri, su una stradina accanto ad abeti e ai prati, mi e ci ha letteralmente arrostito. Beh, per uscire di casa a mezzogiorno con le gambe di stracchino e mettersi a salire così bisogna essere.... proprio dei pirla. Il giro della zia è diventato un giro infornale. Queste anomalie termiche possono rovinarti la giornata anche in montagna.
Siamo finiti nel paesino tirolese a quasi 1500 metri di quota. Almeno lì si stava bene e ci siamo messi, poi, su un praticello all'ombra del campanile della bella chiesina gotica.
Poi, tornando giù, nel paesino trentino, ho sentito letteralmente il caldo africano iniziare a muoverci di nuovo, a masticarci ad ogni tornante nella stradina forestale esposta a sud ovest. Sono stato tutta la sera rintronato.
Clima malato questo, direi.
Niente grovigli, ieri sera e stamani.: distrutti dai nostri vizi, dalle velleità escursionistiche e dal caldo.
Oggi non ci ha fregato e ora siamo in casa, all'ombra.

Sbalzi di pressione con sorpresa

Venerdì avrei dovuto raggiungere i veci nel paesello del Trentino. Così è stato infatti ma... sono qui e i veci non ci sono. Mi ero preso questo periodo di ferie anche per stare loro vicino: mi avevano chiesto di sostenerli, di aiutarli. Nel senso che sono senza auto ormai da cinque lustri ma ora, con l'età e la salute non più così salda si sarebbero sentiti più tranquilli se io fossi stato con loro. In caso di necessità, per fare la spesa, per andare a prendere quel pezzo di ricambio, un medicinale... La logistica in un piccolo paesino è molto diversa da quella del vivere nel centro della loro città lombarda.
Invece mia madre ha avuto uno sbalzo di pressione piuttosto grave, di origine psicosomatica: ella è ansiosa: e si preoccupa delle incombenze, del mini trasloco, si agita, le sale la pressione e quindi si agita perché le è salita la pressione. Insomma, giovedì, alla vigilia della loro partenza, è saltato tutto. La mamma è l'anima della questa casa, senza di lei è tutto in sordina. Mi aveva detto :- Stai su con [sua sorella] e ti riposi, stai lontano dal forno che avrete laggiù. Ecco, oggi anche mia zia ha avuto problemi di pressione ed è voluta scendere da suo fratello, una frazione duecento metri più in basso.
Io amo la solitudine ma.... non avevo intenzione di stare qui da solo per tutto questo tempo. In genere, nel periodo di ferie, di vacanza è anche bello/utile/sano cambiare stili di vita e per me questo consiste nella dimensione della convivenza, non in quella della vita da singolo libero al quale sono anche fin troppo abituato e legato.
Mia mamma è gelosa della sua (bella e antica) casa (al limite del patologico ma questa è la sua casa e ho smesso da tempo di tentare di convincerla, solo una volta, quando stava male e temeva di andarsene diede il benestare acché venissero gli _zzz)  ma ha acconsentito addirittura subito quasi... cordialmente, accondiscendendo con energia :- Sì, _civa venga su pure su se ti fa piacere! dopo qualche domanda di massima su chi fosse 'sta _civa. Non mi aspettavo minimamente una reazione del genere.
Ho molto sorpreso _civa con la proposta. Dopo qualche attimo di smarrimento, nel quale ha fatto mente locale dei suoi impegni.... mi avrebbe detto di sì. Ora cercherà di disdire un impegno di tango che avrebbe avuto a partire da venerdì prossimo. Beh, potremmo andare, un paio di volte, da queste parti, cercando di mantenere comunque montagna e natura al primo posto. Il tango lo avremo tutto il resto dell'anno. L'idea che venga su e che possiamo avere qualche giorno per noi mi fa piacere.

domenica 30 luglio 2017

A trenta centimetri dall'acqua

Ieri ho fatto un viaggio ad alta lentezza. Ho attraversato la pianura padana orientale con strade che, nella zona centrata  sul Po, mi hanno fatto rivivere scorci di Italia anni Cinquanta, perfino con vecchi trattori con conducenti a cappelli a larga tesa., su argini asfaltati mezzi dissestati, con l'erba tra le fessure dell'asfalto, con aironi nei campi accanto. Poi mi sono infilato nelle colline del Soave, scollinato varie valli di un angolo d'Italia che ignoravo completamente, sfiorando le enclavi culturali cimbra e mochena.
Un'Italia minore che passa da bruttezze indicibili, di una totale e caotica assenza di una qualsiasi urbanistica ad angoli residuali di una bellezza eccessiva. Otto ore di viaggio, con piccole tappe, spesso ai 40 o ai 50 ma anche 30 all'ora, spesso nel deserto umano ricolmo di vita, di natura, alberi, campi,  bellezza, fiori, casali, casine, coppi, mattoni, querce e pioppi.
... - San Felice sul Panaro - Massa Finalese - Sermide - Castelmassa - Torretta - Aselogna - Roverchiara - Isola Rizza -Oppeano - Albaro - Belfiore - Monteforte Alpone - San Giovanni Alpone- Chiampo - Altissimo - Castelvecchio - Zovo - Schio - Arsiero - Val d'Astico - Vigolo Vattaro - ...
Quattro regioni, otto province, non so quanti comuni, valli, comunità, passi.
Devo dire che la bassa, depressa Emilia e quell'angolo di Oltrepo mantovano mi hanno affascinato più di tutto, per la loro straordinaria, inusuale, deserta, enorme ed infinita bellezza. Quelle stradine arginali a trenta centimetri dall'acqua, fatte ai trenta perché di più non si poteva che non c'era un metro che non fosse di gobbe e di sabbie più mobili che fisse con un asfalto impazzito sopra sono state un banchetto.
Avevo visto la A1 e poi la A4 con tre corsie ferme. Io me la ridevo, non ho fatto un secondo di coda. Bollini neri e rossi: cosa sono?


Catatonia con pollo e patate al forno



Giovedì sera è venuta all'ameno paesello. Ci eravamo incontrati in stazione. Io ero in stato catatonico, come mi succede spesso dopo una giornata di lavoro pesante. Io devo uscire dal lavoro e mi serve del tempo. Così l'incontro prima in stazione e poi sul treno è iniziato con una serie di sbadigli e di miei sguardi persi nel vuoto.
Le ho cucinato un quarto del pollo bioruspante comprato mercoledì sera dal cattocontadino cocomeriano del GAS. Fatto al forno, con le patate, una semplice e fresca insalata, il radicchio che ella aveva portato con i pomidoro e il cetriolo del GAS. Poi quel buon barbera del "mio" vignaiolo...Cena appetitosa... anche troppo, ci siamo abbuffati. Andati a letto dopo un po' di conversazione e... mi sono addormentato di schianto. Dormito male, un po' per la cena abbondante un po' per il caldo.
L'indomani sveglia sua alle 5:40, doveva andare in Svizzera per un impegno. E' stata, per me, una giornata tremenda, al lavoro, a causa della stanchezza.
Venerdì mi ha scritto e, tra le altre cose ho notato un qualche disappunto: lamentava mancanza di confidenza e qualche atteggiamento un po' rigido.
Io soffro la quotidianità, però non ho avuto intenzione di nasconderla.
Le avevo risposto che non c'è stato tempo, energia per romanticismo, per coccole, per libido. per qualcosa di erotico e che io soffro la quotidianità nei rapporti (anche se ritengo che cucinare, ad esempio, sia un segno di attenzione, ma non è erotico o almeno non lo è in modo diretto, esplicito). Poi, fatto così... ero proprio cotto, sbadigliavo. Tornare al lavoro dopo qualche giorno di relax, quando il cortisolo è diminuito è... molto dura.
Io non mi lascio molto andare, tengo il freno a mano un po' tirato. Non vorrei alimentare fuochi di paglia. Intendiamoci: vorrei un fuoco, ma non di paglia. Ecco, _civa si è accorta di questo, ha usato un'espressione proprio come "col freno tirato".

La cosa buffa (e molto femminile) è che mi ha a sua volta risposto chiedendomi perché mi lamentavo.
Già, la crapa delle femmine e le sue spirali.

giovedì 27 luglio 2017

Il grande crimine

Oggi mi sono visto per intero Il grande crimine, di Paolo Barnard, segnalato da Lorenzo.
Molto bene che i faretti di Barnard vengano puntati sulle numerose antipolitiche orribili, sfasciste, razziste anti, europicide, attuate dalla ghenga dei post/para/comunisti, con la prima responsabilità del PCI / PdS / PD, il partito primo apologeta della finanziarizzazione, della globalizzazione, dell'omologazione e della distruzione culturale, identitaria. I neo soviet post marxisti che hanno allevato masse e quadri di utili idioti funzionali alla concentrazione del potere e delle risorse e allo sfruttamento bieco delle società.

Barnard ha il merito di andare ad uno dei pilastri del problema che è quello della perdita della sovranità anche monetaria degli stati. Eliminare gli stati per eliminare la democrazia. Trascura l'altra metà della verità che sono le cause del debito e il debito in sé.
Infine, l'ideologizzazione marxista di Barnard lo porta a ripetere, in salsa colta, il ritornello dello stato sociale che risolve ogni problema, lo stato della felicità diffusa e imperitura Il paese dei balocchi e il campo degli ori zecchini, miti profusi in modo un po' più appariscente, in salsa intellettuale.
Come ecologista osservo, contrariato, la totale mancanza di riferimento ai fondamenti della realtà, alle leggi che la governano, ai limiti della realtà, all'ecologia della sostenibilità, anche dei bilanci, anche del sistema dei servizi. In Natura NON si mangia gratis.
Già il debito pubblico è una bufala e il debito è una ricchezza. Già.
Come marxista nessuna menzione alla grande sostituzione e allo tsunami migratorio anzi la solita menata del riferirsi ai socialisti non marxisti definiti, da Barnard, come tutti i marxistoidi, impropriamente come destra.

A Barnard va riuconosciuto il merito di aver evidenziato il rincoglionimento consumista ottundente delle masse, lo svuotamento  antidemocratico delle sovranità, la finanziarizzazione ultracapitalistica, l'aver prima creato una moneta globale per lo sfruttamento globale e poi aver conferito il potere di emissione a dei privati, punti rilevanti dello sfascio che si sta compiendo in Europa.

mercoledì 26 luglio 2017

Per sorpresa

Questa notte c'è stata una cosa preziosa, rara. Voluttà o lussuria (la seconda è una definizione morale, con accezione negativa, tradizionalmente, a meno di inversioni). Osservavo il corpo bello di _civa e il suo abbandonarsi. Godevo nell'impastarne i glutei, le fossette che facevano capolino a irretirmi. Poi i suoi gemiti. La vista della sua vita fine, da vespa era come risacca tempestosa tra la mia mente e le mie pelvi. Assecondano il mio feticismo, quelle curve.
Ci incontravamo sessualmente, giocando col limite e il non abbandonarsi per abbandonarsi. La via della valle è la via del parossismo ottenuto negandolo.
E tutto questo, ancora una volta, per sorpresa.
Un po' come il suo piacere :- "Con te riesco a godere perché non ti aspetti, non pretendi il mio orgasmo".
Ella non sarebbe dovuta venire a casa mia, dopo la milonga.

Ombre serali

Avevo ombre e malinconia ieri sera.
Lasciar loro andare e finire i giorni di goliardia, fratellanza e scoperta mi ha segnato.
Ero mesto in milonga forse come i tangheri primigeni.

domenica, prima del tramonto, sotto Torre delle Civette

lunedì 24 luglio 2017

Fluttuare

E' cambiata l'onda rispetto al meriggio. Ora arrivano grosse a treni. Strano fenomeno, come quello del traffico a fisarmonica.
Eravamo da soli all'inizio. Un angolo di paradiso per noi quattro. UnBipedinone e _zzzino possono pompare felici la loro trap. C'è una giovane coppia all'altro estremo della cala. Ella è mora e molto carina. Il mio prodotto, con il testosterone a fiotti mi ha detto che la sfonderebbe.
Mora e bella procura anche a me pensieri lascivi. Ma non sono così forti.
Sento il suono delle onde, vedo lo Scoglio dello Sparviero. Una sorta di serenità che viene agitata meno dalle femmine.
Mi lascio fluttuare in questo tempo della vita.

venerdì 21 luglio 2017

TAx-icidio sociale

  • Cazzo vuoi tu? Polizia di merda vaffanculo, tanto se vado in carcere esco subito, io non ho paura!
    Un dono

I francesi, dunque, stanno ripensando la faccenda della nuova Lione - Torino. In sostanza: non ci sono denari, la mobilità necessita di altro. Quando non ci sono denari la prima cosa sensata è non gettarne al vento.

La TAx non serve ad un cazzo se non a loro. A rinforzare le loro pulsioni tecnoprogressiste, ai meccanismi corruttivi e di finanziamento partitico (ovviamente affinatosi, ora molto più indiretto, si affidano commesse colossali agli amici poi, più avanti, chi ha ricevuto dovrà dare), a ristabilire il concetto di stato vessatorio e di paesani e cittadini sottomessi, succubi. Sono anni che lo scrivo.
Supponiamo pure che si voglia continuare nella dissipazione di risorse per dopare il ronzino crescita moribondo da crescita e debito a deficit.
Volete spendere 24G euro?

La criminalità diffusa sta esplodendo, quella che i catto, i comunisti e i cattocomunisti, nel loro pensiero fanatico e menzognero, la definiscno lieve.
Uno dei luoghi nei quali la nocenza, la violenza criminale sta crescendo senza sosta è l'ambito dei servizi di trasporto pubblico e di quelli ferroviari. La progressione verso gli scontri interetnici impressionante.

Milioni di alloctoni balordi, delinquenti, fanatici, senz'arte ne parte, sempre più virulenti, innestati a forza nei territori a spese delle vittime, le genti europee agiscono quotidianamente. Gli invasori stanno attaccando via via più la parte sana del paese che si sta ritirando, rattrappendo, appesantita dalle vessazioni, dal razzismo anti, dalla nocenza quotidiana, dallo schiavismo fiscale, dal giogo normativo imposti loro. La certezza dell'impunità è il più fantastico criminogeno: ai problemi nostrani vengono aggiunti quelli xeno.
C'è un ruolo ideologico e psicologico fondamentale che apologizza, organizza e sostiene tutto questo: le pulsioni sadiche di queste castalie che infieriscono con la loro morale da strapazzo sui parassitati sono funzionali ad una ingegnerizzazione in grande delle società. La criminalità che si diffonde sempre più ampiamente, in profondità e in modulo crescente è certamente voluta da questi neo soviet.
Dal punto di vista ideologico il sadismo moralizzatore e razzista anti semplicemente non prevede che ci possa essere una repressione per i criminali che essi traghettano in massa. C'è un'usura, un fiaccare, un immunodeprimere la società per frantumarla e indebolirla fino ad ottenere il controllo completo utile allo sfruttamento globale (per questi neo soviet esiste una tradizione efficace e consolidata dalla quale attingere). La propria hybris fanatica, feroce, moralisticheggiante alla Open Society è utile alla realizzazione di una nuova distopia, una nuova Babele.

Vuoi dissanguare le esanime finanze dello stato con 24G euro? Invece della TAx Val di Susa dovresti rimpatriare i delinquenti stranieri dei quali quali scoppiano le galere esistenti, difendere i confini, rimpatriare gli invasori. Vuoi sostenere l'edilizia? Fai costruire nuove carceri.
Ristabilire la certezza e la progressione della pena (la prima volta lavori tot per la comunità che hai danneggiato, la seconda volta finisci in galera con una pena che inizia ad essere dura, la terza volta finisci all'ergastolo o viene condannato a morte, non puoi più nuocere, fine del problema).
Questo, però,andrebbe nella direzione di un propugnare, sostenere e realizzare una società civile, sana, meritocratica, coesa, equa, pacifica, robusta e con identità, spirito critico, responsabilità e quindi libertà spiccate. Che è esattamente il contrario di quanto si prefiggono i neosoviet.

Un po' frenato

L'avevo scritto domenica sera. Poi il tempo è fuggito.
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Sono stato bene con lei.
Sul suo viso ved(ev)o qualche segno della nostra età. Il tempo che fugge solleva emozioni umbratili, qualche vena di malinconia.
Mi fa un po' strano scrivere "Abbiamo fatto l'amore"; mi manca il corrispondente meno affettuoso ma comunque intimo e sensuale e con qualche tenerezza, scopare indica qualcosa più meccanico. A lungo venerdì sera e poi sabato mattina.
Con i capelli sale e pepe non ci sono più gli innamoramenti a fiotti di testosterone.
Non voglio creare troppo carico emotivo, fuochi di paglia. Così  viaggio col freno a mano un po' tirato, nel comunicare con lei.

martedì 18 luglio 2017

Due categorie

  • Ci sono due categorie di fascisti: i fascisti e gli antifascisti.

I secondi, come sempre, sono peggio dei primi.
Come il cretino invasato di Fiano, sono liberticidi riempendosi la bocca di democrazia e libertà. Un pericolo dissimulato è oggettivamente peggio.
La signora Boldrini afferma che edifici e monumenti del periodo fascista sono "disturbanti". Ancora un passo e si arriva alla distruzione talebana dei Budda, a quella ISIS del Terapilo di Palmira.
Li trovo quasi patetici per quanto è grossolana, rozza, stupida la loro fanatica ipocrisia, il loro moralismo per piccole menti scadenti.
Il nostro Paese è governato da questi oppiomani fanatici e invasati.

Sul tango - 2

(Sul tango - 1: Metis)

Quando Flora mi presentò l'iniziativa mi disse :- Nel libro di Davide c'è scritto proprio il mio pensiero su ciò che è il tango.
L'iniziativa fu, un sabato una conferenza di Davide Sparti parallela alla milonga che si teneva pochi metri a lato. Lo avevo visto alle prese con l'arte relazionale, come dice Flora, con successo.
Non ho letto molti libri sul tango ma, la mia impressione e non solo, è che molti di essi vertano più sugli aspetti o tecnici, o emotivi personali (come alcune pagine del tango in questo diario) o sociali.
"Sul tango" è invece un pensiero articolato di conoscenza sul tango. In altre parole è la filosofia che investiga questo fenomeno che, dall'estuario del Rio de la Plata si è diffuso, in tutto il mondo anche se, per difficoltà, a gruppi ristretti di amanti.
I cinque capitoli affrontano le origini (nulla può essere compreso se non si conosce l'identità e quindi le radici), le fasi iniziatiche,  dell'apprendimento, quelle nelle quali si forma un habitus del tango, poi il capitolo centrale, quello su tango come improvvisazione, del rapporto tra vincoli e canoni estetici, ambientali (e.g. l'interazione con altri nello spazio-palco della cittadella milonga) coreutici e musicali, non di rado vincoli severi (ad esempio quelli coreutici definiti dalla fisica) e l'improvvisazione che da essi sublima.

Sotto questo profilo il tango non è un'arte sperimentale, non inventa l'idea, poniamo, di spargere ritagli di giornale nella sala da ballo e scivolare su di essi cambiando dose di energia ogni volta che, scivolando, si entra in collisione con un altro corpo. Né invita, se fuori piove, a improvvisare "a partire dalla pioggia". Nel tango chi balla improvvisa sullo sfondo inaggirabile  della musica. [...] un'improvvisazione contiene un certo tasso di riflessività e molto lavoro sperimentato. [...] il tango può essere pensato come un'esplorazione  dell'interfaccia tra noto e ignoto.
p. 108 - 109.

Le analogie col jazz sono lampanti e, infatti, esaminate in più punti.
Al terzo capitolo, il più corposo, segue una disamina su trasformazioni temporali affini, distorsive del tango, rispetto allo spazio emotivo e a quello del kairos, il tempo percepito; in breve e con sintesi splendida Davide Sparti lo indica con "minuscoli secondi di eternità".
Sono passati un paio di mesi da quando ho finito di leggerlo e rileggerlo. Recensire un'opera di spessore in qualche riga e poco tempo è un azzardo. "Sul tango" merita e può sopportare anche le poche attenzioni che ho dedicate ad esso.

Sul tango
Davide Sparti
Il Mulino


mercoledì 12 luglio 2017

Non pensare ai ...

Sono tornato nelle braccia del tango, ieri. Quasi tre settimane, senza, a parte qualche tentativo al Gran Bal Trad di Vialfrè, ma le ballerine erano quasi tutte (meno che) principianti.
Uh che bello! Dopo tanto tempo è come se ti volessi godere, se ti impegnassi anima e corpo su ogni giro, su ogni (fuori)asse, ascoltando ogni battito di cuore della ballerina.
Ieri c'era _nna che veniva da Reggio Emilia. Avevo osservato che nessuno la invitava. Pensavo fosse una portegna, dati i tratti somatici. Beh, io ho sempre un debole per le more (credo che nel mondo ispanofono le indichino come morenas). Prima mirada fallita per dei trichechi che le si mettono davanti, poi ritento e balliamo e poi... mi dice :- mia madre  è colombiana. Complimenti alla mamma! le ho risposto, abbiamo riso.

_civa è arrivata un po' dopo di me, ieri. Sono stato bene. Ha una presenza discreta, è autonoma, anche in milonga. Ci siamo seduti, un po' ma non molto, a conversare.
_mlero esercitava una sorte di pressione implicita, silenziosa che mi dava un leggero senso di tampinamento. Non molto, qualcosa di accennato che però percepivo. Ad esempio desiderava andare in milonga insieme. Se io vengo tallonato tendo ad allontanarmi.
E' - credo che un termine straniero che renda l'idea possa essere dandy - sempre vestita molto bene, con cura, con uno spiccato gusto personale (unico è pleonastico). Non naviga nell'oro ma con ingegno trova delle chicche, recupera abiti unici di grandi stilisti di seconda mano in certi negozietti... I risultati sono un'aspetto molto gradevole su un corpo molto bello. A parte qualche segno dell'età anche il viso è bello.
Ad un certo punto, stavo mangiando un po' di gelato, le ho dato un piccolo bacio allo yogurt, proprio con .. un po' di yogurt dentro.  Lieve, accennato e... forte.
Sono tornato a casa, con _nni, il mio maestro di tango dei colli e un altro tanghero "ruspante" e pensavo che... inizia a piacermi.
Mi trattengo dal comunicare con lei, spesso: non posso non pensare ai fuochi di paglia.
Ma con _mlero è stato un fuoco di paglia? o un prolungare con accanimento qualcosa che non poteva essere che breve?


martedì 11 luglio 2017

Il contrario di pensato

Non ci siamo detti quasi nulla di personale attinente la sfera relazionale, la nostra, quella vissuta o desiderata.. Per me è bello così.
E' stato
o - leggero,
o - immediato,
o - spontaneo,
o - imprevisto.
Il contrario di programmato, pensato, preparato.

lunedì 10 luglio 2017

SRI

  • La Sinistra ridistribuisce. Ridistribuisce ciò che il capitalismo saccheggia alla natura, al resto dell’umanità e alle generazioni future. Ayn Rand e gli appassionati dello sbucaltamento universale, hanno scritto critiche brillanti alla natura parassitaria della Sinistra.
    Miguel Martinez

Fantastico!

Aggiungo un paio di considerazioni.
Solito malinteso: esiste una sinistra socialista post/neo/para fascista e una sinistra socialista marxista post/neo/para comunista.

In realtà la seconda, quella che si erge a unica sinistra (ignorare la storia e farne scempio è una delle forme di oscurantismo dei sinistranti marxisti) ha sempre la lancia in resta del "più deficit" per garantire e implementare il dirittismo (più consumismo e più servizi per più tutti, in questa orribile demagogia cialtrona sono riusciti a battere alla stragrande anche B., la borghesia, la sinistra marxista/comunista riesce sempre a ottenere il peggio, a vincere nel peggio).

I sinistranti ugualisti, (terzo)mondialisti, sostituzionisti, marxisti/comunisti prima No Global alla Casarin e ora Sì Global alla Soros/Del Grande/NoBorders, ribaltone di 180° come se nulla fosse, quindi sono in prima linea anche sulla rapina intergenerazionale: i diritti (?) delle pensioni e gli accordi di rapina (tutti in pensione con 15 anni sei mesi e un giorno, versi 10 di contributi e prendi 60 di pensione) sono solo uno dei casi.

La mistica fanfaluchesca per citrulli dei migranti come ricchezza e risorse (v. anche qui la sinergia con i sporchi capitalisti cacca diavolo e brutti cattivi brutti brutti del FMI) è un altro lavaggio di cervello impartito ai militanti e alle masse strumento utile nell'affossamento dei bilanci pubblici e quindi a far crescere senza misura deficit e debito, a cui si aggiunge il dissanguamento con le rimesse da parte degli alloctoni invasori e che contribuisce  alla rapina intergenerazionale.

La Sinistra Rapina Intergenerazionale.
Già.


domenica 9 luglio 2017

Il riposo

UnBipedinone ha raggiunto in treno gli _zzz, sono andati al fiume (con quale acqua? mi racconteranno) nell'Appennino delle loro parti. Non me la sentivo: questo caldo martellante (prima sono uscito in loggetta e il caldo orribile è ancora lì) mi toglie energia e voglia di fare, mi rende inappetente e abulico. Inoltre, fino oltre metà agosto non sarò più a casa un solo fine  settimana. Sono o non sono un cancro amante delle casa dolce casa?
Stamani ho dormito ancora, dopo colazione. E ora tornerò a stendermi.
Le notti inquiete, di pensieri foschi e correnti, di queste ultime settimane mi hanno messo in defcit di riposo. Oggi ho un poco di serenità, di calma,  in parte penso che abbia anche contribuito _civa.
Ora torno a dormicchiare un po' e poi li raggiungerò per la sera.


sabato 8 luglio 2017

Dolceamido

E' arrivata verso le sette e mezza. Avevo appena finito di scrivere ed ero in un misto emotivo che m'inquieta questi miei giorni. Il tempo di farmi una doccia e siamo usciti. Ecco, non è un periodo che io abbia in mente le femmine. Il cazzo non vuole pensieri.
Ella ha portato però serenità e svago e mi ha tirato fuori da quello stato d'animo. Siamo saliti in quella frazione lassù, angolo di Appennino, in quella pizzeria sotto gli ippocastani, vicino al prato grande e alla chiesa. L'adoro quel posto. In un'ora, sulla provinciale che lambia ippocastani e noi sotto, saranno passae dieci auto in tutto. C'era serenità e lasciarci andare per qualche ora.
Il chiaro di luna ci ha inviato poi a qualche passo in quell'altra frazione più a monte, tepore secco di notte piena, con un mare di valli e emonti e lucine oltre quella balaustra vecchia di paracarri, chissà se degli anni cinquanta o ancora una delle cose belle e ben fatte lasciate dal fascismo.
Avevamo posteggiato accanto ad un panificio, alla sua piccola bottega accanto, con i panni antichi di cotone e lino, ricamati appesi. E quella nota di farine e burro e dolceamido in lievitazione è stata una pennellata di gioia emotiva che si spargeva tumultuosa, entrata in noi dalle nostre narici. Ci siamo messi a parlare col maestro fornaio, per qualche tempo, appena arrivato per l'inizio del suo lavoro notturno. Egli lavora ancora con la pasta madre. Gente in gamba! A me dà gioia trovarla, sapere che esiste.
Piano siamo riscesi verso valle; aveva appoggiato la testa col foulard sulla mia spalla destra, per osservare le stelle, sopra di noi. Le notti di questa orribile, riarsa estate torrida, di un clima malato, hanno il fascino tiepido della mitezza, specie dopo la violenza rovente delle ore diurne.
A casa era salita nel letto di sopra, decisa.
Non volevo opporre resistenza.
Pensavo ad un abbraccio, a qualche momento di tenerezza, nulla di più. Non sono periodi lieti, di energia ed entusiasmo che possa dedicare alle donne.
Non so cosa scrivere, perché "fare l'amore" è un temine importante e "scopare" un diminutivo tendente al meccanico che non rende quel profumo di dolceamido, di vaniglia e burro.
Osservavo stamani il suo corpo strepitoso e ancora era bella, ai miei occhi di anima inquieta.
E tutto è avvenuto senza che me ne accorgessi, distratto dalle inquietudini e ansie profesisonali.
E' avvenuto senza che me ne accorgessi. Ho perso il controllo. Me ne ero accorto quando, l'avevo abbracciata con garbo e timidamente e il mio cazzo dritto aveva vissuto di vita propria, come a volere abbandonare me e le miei inquietudini, i miei freni.
Doceamido. E' avvenuto così, senza che me ne accorgessi.



venerdì 7 luglio 2017

Sono cretina e ho sposato un musulmano

Non so come, ero incappato in 'sta cosa assurda. Ormai sarà passato un mese,poco tempo per il diario e altri pensieri. Ecco, ora gugglo e un po'. ... e l'ho trovata.

In passato, in qualche commento, accennai ad un'amica (di Stoccarda) della madre di mio figlio che in una città lombarda si era messa insieme con un kompagno iracheno.
Finché  le giostre giravano con i carillon e lo zucchero filato nessun problema.  Poi, quando essi passarono dall'innamoramento a regime, alla vita ordinaria, l'emancipazione della kompagna tedesca divenne via via un problema. Nelle discussioni poi diventate via via più accese fino alle liti, il kompagno iracheno (un più o meno artistoide che campava, di fatto, senza lavorare bello appattellato alla kompagna tedesca e al reddito di questa) iniziò via via più a mostrare, in termini di atteggiamenti e abitudini, la sua kultura di origine.
Era l'ultimo lustro degli anni novanta e mi chiedevo, quella cretina, cosa aspettasse a mollarlo prima che succedesse qualcosa di più grave. Alla fine il ciò avvenne anche se non posso aggiungere altro perché non ebbi più alcuna notizia di lei, in quanto
  • mi ero trasferito in Emilia,
  • non era mia amica,
  • detesto i cretini,
  • mi ero separato dalla madre di mio figlio. 
La cronaca è talmente ricca di casi di matrimoni di cretine che poi si sono viste asportare i figli (che nel diritto islamico sono di proprietà del marito, come la moglie del resto) che soo pigro e non c'ho neppure voglia (gugglate voi).

I cretini sono quelli che, scesi dalla funivia, si avventurano su un ghiacciaio con le infradito perché tanto ora ci sono venti gradi a tremilaecinque.
I cretini sono quelli che fanno rifornimento fumando tanto non mi è mai successo nulla, vedi!?
I cretini sono quelli che si metotno a risolvere i propri debiti aumentando il tenore di vita, facendo più spese.
Le cretine sono quelle che sposano un musulmano ignorando tutto ciò che è meglio non sapere.
  • L'islam afferma che gli uomini sono superiori alle donne (Sura 2:228).
  • L'islam stabilisce che le donne hanno la metà dei diritti degli uomini: nelle testimonianze pubbliche (Sura 2:282) e nell'eredità (Sura 4:11).
  • L'Islam considera la moglie come un possesso: "Fu reso adorno agli occhi degli uomini l'amor dei piaceri, come le donne, i figli, e le misure ben piene d'oro e d'argento, e i cavalli…" (Sura 3:14).
  • Maometto affermava che le donne sono mancanti in intelligenza e religione: "Io non ho mai visto qualcuno più deficiente in intelligenza e religione delle donne." (Al Bukhari vol. 2:541), anch'egli attirava ciò che si meritava.
  • L'islam stabilisce che un uomo può divorziare da sua moglie per mezzo di una dichiarazione pubblica, mentre la moglie non possiede tale diritto: "Il ripudio v'è concesso due volte." (Sura 2:229).
  • L'islam stabilisce che una moglie puo essere punita da parte del marito, picchiandola o astenendosi dall'avere rapporti sessuali: "Quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele…" (Sura 4:34).
  • La moglie è proprio un oggetto sessuale di proprietà, come un campo: "Le vostre donne sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere." (Sura 2:223).
  • I bambini possono essere solo islamici ("i bambini seguiranno la migliore tra le due religioni dei genitori", "La religione presso Dio è l’Islam.", Sura 3:19). La prole non può avere tutori che non lo siano "O voi che credete! Non preferite prender per patroni gli infedeli piuttosto che i credenti." (Sura 4:144).
Eccetera eccetera.

Gli islamici considerano tutte le leggi  subordinate a quella islamica. Quando il vostro cicciobello porterà  i figli di sua proprietà nel paese islamico di origine, le legislazioni di quei paesi lo considereranno, generalmente, un atto lecito.
Ognuna ha ciò che si merita.
Buona fortuna.

giovedì 6 luglio 2017

Da sette a quattro

Mi aveva chiesto qualche suggerimento su come chiudere la storia, gli avevo risposto di mantenere sempre sincerità e di evitare di illudere solo per differire la fine. La verità è sempre la via giusta, retta, ecologica.
Sua madre, le volte che era con me, gli ha fatto alcune telefonate prolisse così con una sorta di interrogatorio di terzo grado; noi maschi siamo più semplici e sintetici su queste cose.
Mi ha detto che è stato teso tutta la settimana. Così, la settimana scorsa UnRagazzo ha chiuso la sua storia con UnaBipede.
Anche _zzz ha chiuso la storia con la sua morosa, con stati di animo e relazionali che ricordano la storia a polveri via via più umide tra me e _mlero, qualche analogia c'è, una storia tira e molla, cose interessanti con la partner ma anche poco attrazione per lei, (_zzz mi dice che gli veniva da guardare le altre, direi che è un indicatore abbastanza preciso). _zzzino aveva chiuso da tempo la storia con la sua ragazza.
A Vialfrè ci siamo ritrovati in quattro maschi, quindi, da sette che avremmo dovuto essere. Siamo stati molto bene in quattro, nonostante io abbia vissuto l'evento con ombre e inquietudini di questo periodo.
I due regaz si sono appassionati delle danze più energetiche, come le pizziche e le tarantelle, le tammurriate.
I tenores della Barbagia e su ballu tundu, la danza nazionale sarda, sono un diapason emotivo, scrivevo, con i due bracci, passizada e allirgada.,balletto base e quello più vivace rispettivamente L'ultimo terzo del concerto si è "modernizzato" con l'uso (più marcato) di strumenti che non c'azzeccano nulla con la tradizione, come chitarra e cajon. Mi ero seduto e messo ad osservare. La tradizione ha sublimato, in secoli, la tradizione: e nonostante la musica più rockizzata, più sincopata, il concerto aveva perso notevole energia. Alla fine, hanno concesso un solo bis, un ballu tundu e, per questo ritorno della bomba tradizionale, c'è stata una vera e propria  ovazione e poi una sorta di apoteosi, canto del ciglio finale, con quel corpo unico ad anelli concentrici, vortice metamorfosante di energia coreutica, corale.

A proposito, ho scattato una sola foto a Vialfrè, qualche minuto prima dell'inizio del concerto, dalle 2 alle 3:30 circa di domenica mattina (3 luglio), dei Ballade Ballade Bois di danze sarde.



mercoledì 5 luglio 2017

Effetto placebo



Avevo trovato che funzionava.
Ad alcune persone avevo detto che è una cannonata. Persino - dicevo - non ha l'effetto sgradevole dello Xanax che, quando ti risvegli (di botto) hai già i morsi dell'ansia.
Poi avevo trovato pure delle spiegazioni: beh, il "pax" del nome è chiaro e poi anche il resto, sarà derivato da nuit o qualcosa del genere. Il marketing-commercialese se ne inventa di nuovi ogni giorno. Nuspax da nu + pax. Giusto! Poi il dolce... Il dolce è funzionale ai ricordi atavici, fino al dolce del latte sulla morbida e tiepida poppa materna prima dell'addormentarsi.
Funziona proprio! A volte, in queste notti a scossoni, a tappe, quando mi svegliavo tra le tre e le quattro ne prendevo un'altra pastiglia, la piazzavo sotto la lingua, iniziavo a rasserenarmi e mi riaddormentavo per altre due o tre ore.
All'uscita dell'ufficio, ieri, ne ho acquistato una nuova scatola euri ottoeventi.
Arrivato a casa gugglo un po' - magari trovo altri info e suggerimenti - e leggo, allibito (e un po'  deluso) "medicinale omeopatico per sinusiti fronto-mascellari (e altro)".

domenica 2 luglio 2017

Gioia di arcaico e attuale

Un preludio in sordina.
Poi le cose sono tornate a fluire .
Tornato il corpo vivace e la mente danzante. Ci vuole tempo. Anche qui.
Arrivano gli.occhi che si incontrano e tutto inizia di nuovo.
E ciò che mi ha dato  gioia, oggi, sono state le danze più antiche, iquelle delle radici, il frutto di secoli che hanno tolto tutto e lasciata sola l'anima a danzare con le emozioni.
I tenores  della Barbagia e su balli tondu sono un diapason emotivo.
Arcaico e attuale perché così sono anima, spirito e corpo.

sabato 1 luglio 2017

Sguazzo poco

Sono al Gran Bal(lo) Trad(izionale) a Vialfrè (TO).
Sono molti anni lontano dalle danze popolari. Ho perso dimestichezza, ci sguazzavo ora sono fuor d'acqua.
Poi le ombre che corrono.
Così le polveri non prendono fuoco.
Il Piemonte, il Canavese, qui intorno, è di una bellezza inusitata. Come i molti balli di queste mille Italia nelle mille Europa. Ho seguito il corso di balletti sardi: tutto parla e danza di una comunità nazione che si fa un solo corpo armonico, individuo che sublima fondendosi  nel choreus.
Sento cornamuse e tammorre lontane, qui in tenda, lontano. Mi si chiudono gli occhi.

venerdì 30 giugno 2017

Dobbiamo arrivare prima a Roma

o - L'Italia è sempre stata sovrappolata e quindi povera e tornerà povera.
_imo, gasista.

Metis.
Già.
Forse mi manca professionalmente?
In realtà trovo conferme frequenti di difficoltà oggettive. Anche con colleghi stimati: strumenti che bisticciano, non funzionano, gratuiti ma approssimati. Come chirurgo fareste operazioni complesse con bisturi o fresa che funzionano il 70% delle volte oppure quando va una non funziona l'altro?
Così anche l'ultimo progetto, lo prendo in consegna da uno in gamba che se ne va, mi dicono :- più o meno una settimana uomo.
Solo che la macchineria... non va. Era progetto stabile da tempo e critico per l'azienda ma, nel frattempo, gli strumenti sono cambiati.
E' una settimana che lottiamo con essi: aggiunti qui e poi si rompe un'altra linea di produzione.
Avere competenze e professionalità e Metis. Non così facile né comune. Anche per questo quasi tutti iniziano come tecnici (non di rado scarsi/cialtroni) e poi cercano in tutti i modi di fare i menegger, fanno carriera lì.
A me piace un sacco questa tecnica e l'ingegneria che è l'eco-nomia del processo e del prodotto al di là della punta del naso, sempre stato appassionato di un lavoro che può essere creativo e rigoroso, un lavoro completo, leonardiano.
Ma non va bene.
Il nuovo imperativo è fretta e "bene" nel senso che appaia.
Non è un problema di quest'azienda: quando c'erano molti denari perché tanto ci sono molti denari per delle sòle (ricordate la bolla delle new tech degli anni 90? aziende con non prodotti/fuffa  e soldi a palate?).
Ora non ci sono soldi e le cose continuano a non andare. Così su una settimana di passaggio consegne una settimana è andata per la strumentazione che non va ovvero ieri si è rivelata  incompatibile tra progetti (in produzione) paralleli. Io sono stato professionale e la mia esperienza mi ha sussurrato  :- Ehi, uomo, va a controllare  "un attimino" se è successo  qualcosa di là?!
Contento e gasato perché avevo ripristinato la situazione per un'altra linea produttiva e, al termine di una giornata tesangosciante  agli ultimi venti minuti di un'ora già in straordinario gratuito perché non vado se questa verifica non..., scopro che è la nuova linea di produzione che si è rotta dopo aver ripristinato la prima.
Una volta c'era la ricerca e sviluppo che NON era direttamemte produttiva non in vincoli di efficienza produttivi usuali. La produzione, viceversa, era improntata ad una certa stabilità e un qualche conservatorismo fisiologico, sano.
Ora la hybris delle smart decnologis dà alla testa, pochi denari, mercato immiserito  (il furbofono aveva distorto in immigrato) e facciamo ricerca in produzione e produzione in ricerca.
Ore tre e quaranta e non dormo, risistemata la prima linea per la seconda, quella per il progetto da prendere in carica, si è "rotta".
Il collega che se ne va si era pagato di tasca propria l'ambiente di produzione professionale per i limiti/instabilità  evidenti di quello gratuito, "open" (ora, il più esperto, appunto, va).
Mi dice oggi: su un problema simile lavorai 8h 7gg senza trovare una soluzione, spostai quella linea di produzione su altra macchina, altro ambiente. Metis richiede tempo e risorse.
Però tutto in una settimana pronto, nozze coi fichi e senza tempo neppure per il rito in chiesa.
Un'auto che non sterza a sinistra  però dobbiamo arrivare prima a Roma.
Anche Metis ha dei limiti.

mercoledì 28 giugno 2017

Sul tango - 1: Metis

Il nome proprio Metis  rimanda ad una divinità femminile. [...]. L"individuo dotato di Metis (uomo o dio) si contraddistingue per l'attenzione vigile , il senso dell'opportunità [...] la capacità di trarsi d'impaccio, tutte caratteristiche che rinviano a una realtà ambigua, una realtà che sfugge al calcolo esatto e alla presa. [...] Metis presuppone non solo una lunga esperienza per essere acquisita; appare l'unico tipo di intelligenza in grado di affrontare sia le insidie dell'imprevisto sia anche, più in generale, le regioni sconosciute, dove i sentieri non sono tracciati e prestabiliti. [...] In quanto conoscenza versatile, legata alla contingenza delle circostanze, metis si oppone al sapere epistemico  basato sul calcolo e sulla misura, e viene pertanto ignorata se non condannata dalla filosofia. Ingoiando Metis, Zeus la integra nella propria sovranità, tanto per mitigare i rischi dell'imprevedibilità degli eventi (e dunque di minaccia all'ordine stabilito) quanto del potere necessario per convivervi [...] Zeus cerca di razionalizzare il kairos nel tentativo di elaborare un modo di padroneggiare l'occasione.
p 174 - 175.

martedì 27 giugno 2017

Da mille a zero

Dopo quella bella giornata, nella quale _aieri nei primi venti minuti mi aveva raccontato del suo amico con cui c'è intesa chimica forte, e il bel giro, è sparita.
Devo dire che quella domenica, dopo quell'esordio, io rimasi proprio sul rimaniamo cari amici.
Da mail, messaggi e altro a zero.
Ecco uno dei casi nei quali io non capisco.

Grande inquietudine

Il grande capo quello in cima sopra gli altri capi, mi ha convocato, la settimana scorsa: mi ha detto che... ho tempi troppo lunghi, che  voglio il controllo sulle cose, mi affideranno carichi più impegnativi in tempi minori.
Lo ascoltavo allibito.
Ultimamente ho dato una certo taglio, ho cercato, quando possibile, di usare la roncola o l'ascia invece che cesello, calibro e compasso.  Insomma, nel progetto eravamo andati abbastanza bene.
Mi avevano passato parti che non andavano realizzate da terzi e le avevo sistemate. I terzi sono colleghi ma anche aziende ed organizzazioni esterne. Sono manufatti che vanno bene in un insieme semplice e ridotto di casi e non vanno un cazzo, giri a destra e questi svoltano a sinistra o vanno dritto, nel resto.
Beh, mi ero ingegnato e avevo trovato, anche in tempi veloci, delle soluzioni. A volte tampone, visto che fare le nozze coi fichi non ti lascia molte possibilità.
Poi questo fulmine a ciel sereno.
Ora non ho più grandi margini, già per mio interesse e passione ho fatto, settimanalmente, due o tre ore di straordinario gratuito, per  finire quelle cose che nei tempi compressi non sarei riuscito a finire, per mettere a posto strumenti e officina, etc. .
Mi sento dissociato da questo mondo liquido, incapace di adeguarmi alla frenesia sempre più vorticosa dell'apparenza delle cose. Noi tecnici, fare i bambini in cinque mesi. Come sto, io, in questo teatro della frenesia? Ciò che mi ha insegnato mio papà e poi che ho studiato? Nulla di tutto ciò vale più?
Sono giorni di grande inquietudine, pensieri pesanti, dormo male, il pomeriggio la stanchezza accumulata diventa mordace, l'ansia diventa rabbiosa, scaccia il sonno ristoratore.

sabato 24 giugno 2017

Caldo

Sono in casa, con finestre, tende esterne, scuretti chiusi.
Stamni sono andato a ritirare alcuni prodotti risicoli per i GAS: dire che è stato sgradevole è un blando eufemismo.  Vedo sofferenza sul fogliame appassito, seccato, ovunque. Terreni ridotti a croste di terracotta e senza più copertura vegetale ormai: anche se dovesse piovere non penetrerà nulla.
Qui è un traffico di autobotti che riforniscono paesi e frazioni, ma prima o poi finirà anche l'acqua fossile. Già, l'ecologia questa negletta. La crescita... senza acqua. Mi fanno ridere.

Stiamo mandando arrosto il pianeta. Continuiamo a immettere gas a effetto serra come rifiuti del metabolismo. Questo aumenta le temperature e sposta a nord i tropici.
Mi sembra di essere tornato all'incubo 2003.
Il deserto m ha sempre ripulso e ora me lo trovo in casa.
Col caldo non funziono.

Un po' di pazienza

Poco tempo per il diario, ultimamente. Ed esso ne soffre.
Non c'è un solo motivo principale: un po' i carichi di lavoro, un po'  per il tempo impegnato nella vita reale, il caldo, anche qualche tempo dedicato alle cure del mio corpo, dopo l'ultimo episodio di torcicollo
grave.
Caro diario, porta un po' di pazienza.

mercoledì 21 giugno 2017

Intrecci

Rivedi alcune persone incontrate in questi sei anni di studio. Assorbite dalla vita e dalle sue vicissitudini, da amori trovati o falliti, da voglie di tango scemate rapidamente o da saturazioni, dalle bizze della salute.
_via Weltaugen festeggiava ieri il suo compleanno, una Käsekuchen, qualcosa da bere. Essere lì insieme in questo tempo, kairos scalpitante quando sulle sue ali (quelle del tango). Non sono legami forti, come quelli dell'alpinismo, sono comunque meno deboli di quelli dei divertimenti. Anche solo perché lo studio dell'arte relazionale sì protrae nel tempo e non può non creare principi di legami.
_ela la garbata cattolica ha trovato un moroso, sono felice per lei e i suoi figli rimasti senza papà in giovane età. Ecco, ella dimostra una passione sincera e, nonostante le condizioni familiari pesanti, sì è sempre impegnata per almeno una lezione settimanale. La passione sposta le montagne!
Poi _ara mia compagna di studi per un paio d'anni, sparisce, riappare, sparisce di nuovo nella sua inquietudine esistenziale.
_arini compagna di studi di quest'anno si è rivelata una sorpresa: trovare un(a) partner di studi per un livello ormai non più così basso è un'impresa e quest'anno, ella, ha avuto questa progressione fantastica. Ieri ci siamo divertiti ad essere un po' fuochi di artificio.
Poi alcuni amici di tanto studio, anche _zzz apparso improvvisamente da là in fondo, dall'altra parte della provincia. Noi siamo complici, a volte un po' goliardi a volte un po' amici.
Ecco questo gruppo di anime per una ricorrenza di una di esse.
Alcune le ho abbracciate e poi siamo saliti su quelle ali, lì nell'olimpo della creazione estetica inutile camminando nella musica con un abbraccio. Ecco, scopro la gioia, ancora, un piatto che non ha una ricetta, solo alcuni ingredienti che impazziscono spesso, nel bene e nel male, Mi cullo in questi scampoli di fiabe reali.
Lì sorridiamo, scherziamo e ridiamo, con corpimentianimesullamusica, effetti collaterali di questi amori tre minuti.
La vita s'intreccia col tango, lottano, entrambi vorrebbero dominare.



martedì 20 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 2: l'inizio

(XIII milonga solidaria - 1)

Avevo preso il giusto tempo, ero arrivato prima, un'ora e mezza prima. Per godermi la luce di giugno, il formarsi della festa, l'arrivo delle persone. Per godermi il senso del mare infinito e la pregioia, la tensione e l'incredulità per essere lì, in quel cantone liberty meraviglioso della città labronica.
E' così elevata la tensione, all'inizio. L'adrenalina scorre a fiotti.
E quasi a non volermi perdere quella pregioia, ho deciso di aspettare un poco prima di iniziare. Ho scattato qualche foto alla festa che iniziava, col immergersi lento del sole nel mare.
C'erano le grandi navi che salpavano, con le loro trombe salutavano la città e forse quel nucleo vivo di abbracci camminati e danzati.
Solo qualche foto, prima di riporre il furbofono e di iniziare.

_aria era seduta in prima fila, davanti a me. Mi distraeva.

Il sole va giù

Poco più tardi vidi quattro donne intente insieme a indossare le loro calzature.
Un immagine migliore ma avevo già messo via il cosofono.

Un bastimento va...

I primi hanno iniziato...

Altri osservano l'inizio del tanguear con quell'unica miscela di attrazione, tensione, curiosità e, non escluso, timidezza.



Non ancora il tempo



Mentre andavo a lezione di tango, ieri dopo il lavoro, ho provato a chiamare _mlero.
Abbiamo passato una parte della nostra vita insieme e a me dispiace che tutto svanisca nell'oblio.  Un semplice saluto e sapere come sta. Chissà se ora le sarà passata la buriana... mi dicevo.
Non ha risposto. Le ho quindi inviato un messaggio scrivendole che non c'era nulla di urgente, per un saluto e sapere come sta.
Stamani mi ha scritto che sta bene, che non ha interesse a relazionarsi con me, mi ha detto di non cercarla più.
Sono un persona discreta e rispettosa e continuerò il silenzio di questi mesi. Intuisco che ella non abbia ancora digerito la fine della nostra storia. Non è ancora il tempo.
Mi dispiace.

lunedì 19 giugno 2017

Mille in due - 1: bluetto

Devo dire che _aieri è un grano di pepe con bei culo e tette (il lavoro sullo yoga, lo sport e l'alpinismo si vedono). Nella mia quasi atarassia sessuale devo dire che qualche volta l'ho pensata, qualcosa come :- Beh, in gamba la tipa e poi anche carina.
Come mi succede spesso, quando la vidi in gran "tirata" in milonga attirò il mio sguardo; poi, col proseguire queste femmine che diventano persone si deerotizzano ai miei occhi.
Comunque: tornato da Livorno e dormito quattro ore, mi alzo, faccio due cose ed esco, andiamo a farci un giro. La giornata nella savana appenninica riarsa è diventata splendida: vento da nord ed est umidità prossima al nulla e cielo blu. Saliamo con il sole sul viso e l'aria nei capelli per la strada tortuosa, zero traffico.
Così mi racconta che il suo tipo (mi ero dimenticato proprio che aveva accennato a lui) era scocciato, ingelosito che fosse venuta a fare una passeggiata con me.
Mentre mi racconta questo e altro mi raffreddo. Da una parte mi arrabbio con la mia smemoratezza dall'altra rifletto e mi chiedo cosa voglia da lei.
Penso che sto bene con lei perché ci vediamo quando capita, siamo liberi, avvengono sprazzi di conversazione brillante e ci facciamo delle gran risate e poi, fino alla volta successivo, ciascuno orso, libero e selvatico per la vita sua.
Prossimo alla perfezione. E ciò attira. Attira all'eros che poi cambia tutto. E' proprio il paradosso, l'unione che divide, poi.
Così arriva a parlare di qualcosa intimo e sessuale e io, invece di buttare benzina sul fuoco l'ascolto e convengo, anche se mi accorgo, seduti all'ombra di quella quercia al fresco, monti alle spalle e catino padano stipato di fronte, che non siamo proprio ad un convegno di sessuologia clinica. L'erotizzazione, ingrediente importante nel conversare seduttivo, non esiste.
Osservavo la concitazione di vanesse, bombi, api sul lauto banchetto bluetto con musica ronzante, non si pone la questione dell'erotizzazione per loro.










domenica 18 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 1

(XI milonga solidaria)

Non è un avvenimento di tango, è un avvenimento estetico nel quale c'è anche il tango.
Una sorta di festa, di reunione di molte comunità tanghere da varie
parti d'Italia. In un luogo, il lungomare Liberty di Viale Italia, a Livorno, che non può avere conrice migliore.
Ancora, le tande sotto il sole, prime e poi fino al tramonto, sono epicuree, una danza alla gioia. Abbracciati, nella creazione di una forma estetica inutile, come osserva Davide Sparti, al cospetto del
sole, due Re Sole. Tutto questo è molto difficile da esprimere a parole. Si potrebbe provare con una tecnica basata sul mosaico emotivo, piccole tessere che compongano una coreografia della gioia.
Così è stato surreale, negli ultimi settanta chilometri, la seconda metà già col chiaro del giorno, viaggiare in strade vuote, avrò incontrato forse quattro auto. Ciò che più di altro ha reso onirca
l'esperienza è stata proprio la presenza della luce: luce = giorno => traffico ma... non solo non c'era traffico, non c'era proprio movimento di alcun veicolo. Pazzesco, viaggiare di giorno per settanta
chilometri di strade vuote. V U O T E.

C'è stato un momento, in cui si è affogato il disco arancione-fucsia nel Tirreno, con grandi navi traghetti e cargo che partivano per le isole, che non sapevo se fotografare, se fermarmi con la tanghera o se ballare più intensamente per celebrare il Fucsia Immergente. Così mi
sono girato, per qualche metro sono stato io a indiettreggiare: guarda e saluta il sole che se ne va! - le ho detto.
Qualche volta, nelle tande di pausa, son uscito, ad andare ad appoggiarmi alla balaustra e vedere il mare, nel caldo afoso pazzesco, ventilato ma sempre vampate-folate di aria umida e calda erano.
Osservavo il mare e quell'enorme corpo danzate che celebrava un rito. L'anno scorso la vissi con _mlero e non ho traccia emotiva (e neppure in questo diario), mi rendo conto ora che non scrissi di quell'evento). Una pausa di due anni, prima di tornare al rito complessivo della Gioia della
Milonga Solidaria.
Ho in mente ancora quelle quattro donne che insieme, appena preso posto sulle sedie, erano chinate a chiudere le loro décolleté, tacchi alti, eleganti, attorno a piedi curati, involontariamente celebravano,
con una piccola coreografia improvvisata, l'inizio della festa.

giovedì 15 giugno 2017

Sem... água



Ieri sera i GAS della zona hanno organizzato un incontro con un esponente dei Sem Terra. Io sono sempre vicini ai contadini e ritengo che in una società sana la terra debba essere di chi la coltiva, da chi la rende fruttifera a bene suo e di tutto il resto della comunità umana.
Devo dire che ho finito tardi di mangiare con UnBipede. Poi po' di impedenza con persone che spesso trascurano o, più spesso, apologizzano e sostengono la guerra migratoria che stiamo subendo mi ha trattenuto (divisione e guerra sono GIA' tra di noi), la stessa guerra migratoria che ha devastato e distrutto le culture indigene.

Per un periodo di complessivamente un'ora circa, anche se a tratti, ha piovuto, in alcuni momenti forte. Passavo dalla loggetta alla finestra verso la Quercia Grande, felice come un bambino per questa, acne se poca, fresca e dolce acqua, per i profumi di terra, per il suono delle gocce sul tetto, per vedere, finalmente, qualche pozzanghera e i cerchi concentrici, delle gocce, in esse.
Non c'è nulla di più sensuale, che mi dia gioia, della pioggia dopo o in un periodo di terribile siccità.
Mi sono innamorato della pioggia e sono rimasto tutta la sera con lei.

mercoledì 14 giugno 2017

Stelle e aria di vita

Ieri, finalmente, sono tornato a ballare sotto le stelle. A fine stagione on ne potevo più di milonghe con aria marcioviziata. E pensare che venerdì eravamo andati in quel di Firenze (ballare fino a mezzanotte all'aperto) per evitare una milonga chiusa in città e poi... ci siamo ritrovati in quella milonga al chiuso.... naaa! :(

Il forno acceso a manetta ha portato molti appassionati a quel posto in provincia. In un certo senso una scatola di sardine ballanti. Anche questo è un esercizio, si riduce la ricchezza della proposta e ci si concentra sul ritmo, sull'abbraccio, minimali. Più o meno - l'ho giù usata in passato questa metafora - un tango almagro che è come la pasta o il riso in bianco.
Si sono esibiti due poco più che ragazzi portegni (di Buenos Aires), con l'acerbo di un tango giovane ma anche frizzante, scoppiettante, esuberante. Beh, questi hanno respirato, vissuto e mangiato tango fin da bambini: sono su un altro pianeta. Ecco, avrei voluto incontrare il tango a dieci o dodici anni, penso.
Alcuni tangheri hanno fatto i sostenuti, con critiche articolate e, a volte, relativamente pesanti; beh, se fossero anche solo un ottavo di Pablo e Natalia sarebbero dieci volte ciò che sono. Nel tango le critiche tendono a essere, spesso, inspiegabilmente feroci, ingenerose.

Oggi ho una  birra così: ballato bene, fino a tardi (dormito solo cinque ore) ma con grande gioia.
Eh, che meraviglia questa festa che torna e ci porta sulle sue ali. Sotto le stelle, con aria di vita non è affatto un'espressione retorica.
Sabato ci sarà la meraviglia di Livorno....

(pablocalvelli nataliacristofaro)

lunedì 12 giugno 2017

Sole spaccapietre, zampe in acqua

Eravamo in sei ieri. Devo dire che ho molto goduto della frescura: il sole spaccava le pietre (uno degli effetti del caldo torrido) e, siamo rimasti spesso all'ombra per riprenderci dalla sua percussione fototermica ossessiva  sulle nostre povere teste. Nonostante la quota e le... zampe al fresco!

Leggo che la regione ha avviato le procedure per la richiesta di stato di emergenza. E' tutto arso e riarso. I contadini da cui prendo le ciliege mi dicono che gli alberi (e gli orti) sono in stato comatoso: polvere ovunque. Io odio questo clima, lo odio, lo O D I O.
Solo in cima, in crinale, è piovuto un po' quest'anno, c'era un verde pazzesco e ancora un po' di acqua.

_nzo (un nuovo scarpinatore che si è unito ai vari gruppi di recente) e _rio si sono messi a parlare di politica, ad un certo punto. _nzo è un sinistro  ortodosso, acritico su alcune questioni e perfino _rio, anarcomunista ha avuto da discutere con lui rispetto a certe grossolanità politicomoralisticheggianti.
Io non ho detto nulla, quei discorsi mi nauseano, come tutte le ortodossie, ma io ero lì per camminare e per portare persone nella Natura, per conoscerla, apprezzarla, amarla.
Ovviamente, dopo un quarto d'ora di camminata, non c'era più nessuno, il deserto umano: bastano 20' di cammino a piedi ed elimini il 98% dell'umanità. Basta poco per arrivare in paradiso di fatto privato, esclusivo. Meno male: W la pigrizia! W i pigri!

_aieri aveva... un bel décolleté, lo ha notato perfino UnBipede quando gli ho fatto vedere le foto.