venerdì 28 febbraio 2014

Non in milonga - 3

(Non in milonga - 2)

Continuo questa colonna sulle convenzioni della milonga.

Quando con _nni andiamo da Flora alla Milonga Sì, egli mi racconta vari aneddoti sui maestri del tango che furono anche ospiti suoi e di sua moglie, tra questi Puppy Castello.
Ho esperienza ancora limitata in tempo e spazio: la mia sensazione è che il rituale di mirada e cabeceo si stia ulteriormente estinguendo sostituito dal moderno invito diretto (al quale, le donne, hanno tutto il sacrosanto diritto di dire di no quando non va loro, una delle strane convenzioni è che ... le donne non potessero dire di no, mah!?).
Ho trovato uno dei rari filmati in cui mirada e cabeceo sono eseguiti anche al massimo livello e... in occasione "ufficiale". Qui sotto sono Puppy Castello e Graciela Gonzalez nel 1991.
'sto video ha un che di didattico. Si può notare:
  • 0:11 - 0:14 come le donne siano sedute verso la scena, attive, e con atteggiamento fiero del tipo ...
  • Io sono la piu figa e ganza del reame non puoi che invitare me!, proprio come fa Graciela
  • 0:15 - 0:18 il gioco piuttosto sornione di Puppy che si allontana un po' per guardare e scegliere;
  • 0:18 il vero e proprio cenno del capo (cabeceo) di Puppy alla ballerina (fuori campo);
  • 0:19 esistevano gli errori e che una tanghera si alza pensando che l'invito fosse rivolto a lei (a 0:21 ca, si intravede che passato Puppy ella si risiede);
  • 0:20 - 0:234 Graciela Gonzalez entra come la più strafica ballerina dell'universo "ora vediamo se tu Puppy riesci a farmi ballare un po' come di deve".
Tra le tanghere a cui ho inviato 'sto video ci sono state reazioni molto diverse. _zia la fiorentina, un po' anarchica, ha sottolineato che detesta il gioco di potere tra uomini e donne in milonga. Sebbene ragionevoli, le objezioni di _zia perdono il senso complessivo. Il tango è anche rivivere gli archetipi, anche esasperati, del maschile e del femminile. Volerlo modernizzare è un po' come voler introdurre le panchine di plastica al Giardino de Boboli oppure come voler andare in Sardegna in aereo. Io ci voglio andare in barca a vela, impiegandoci ventiquattro volte tanto, tre giorni. Come le versioni politicamente corrette di Monopoly, Sono una palla micidiale, anche se il capitalismo idiota è uno dei problemi più grandi del mondo.

Politicamente corretto, modernismo? Non in milonga!


giovedì 27 febbraio 2014

E il diamante?



Ho sempre apprezzato l'attenzione del PD per il pareggio di bilancio (penso che l'unico altro partito attento a questa importante politica sia Scelta Civica, ma potrei sbagliarmi).
Il pareggio di bilancio è uno dei criteri di buona politica, massimamente ecologico nel senso più ampio e migliore del termine. La cosa molto preoccupante è che e culturalmente e dal punto di vista delle forze poteritiche,  tanto è amato il "Botte piena e moglie ubriaca", tanto è detestato il pareggio di bilancio.

L'ostilità al pareggio di bilancio è uno dei punti in cui, francamente, il M5S ha lacune molto gravi e in cui esso cede alla demagogia  più becera. Ora si tratta di capire come il Partito Democratico cercherà di diminuire la sua demagogia becera (quella bersaniana del "Rilanciamo i consumi(smi)", quella del "Più grandi opere tanto nefaste quanto inutili e costose per tutti") con il principio sacrosanto del pareggio di bilancio.
Nel frattempo il nuovo governo Renzusconi si presenta, dal punto di vista dell'ecologia, con i peggiori segni.
E nei fatti? Purtroppo solo M5S e Lega hanno votato contro lo scandaloso rifinanziamento del colossale debito accumulato dal comune di Roma. Siamo alle solite, bilanci colabrodo scaricati in maniera parassitaria sul resto del paese, ipotesi di aumentare l'addizionale comunale dallo 0.09% allo 0.12%, (più 33% di tasse locali!!) in un momento di scarsità generale.
E' sempre necessario osservare ciò che fanno, non ciò che dicono.
Marino che è uno dei pochi sani del PD si trova anch'egli nella tenaglia della demagogia democratica o riuscirà a far capire ai romani che ciò che è insostenibile è, appunto, insostenibile?
Riuscirà il PD a emanciparsi? O si tornerà all'ipocrisia di quel partito, teoria e parole una volta adamantini e prassi e azioni pessime? Riuscirà il principio a vincere sull'antipolitica demagogicamente democratica?

Meno sani



Martedì sera ho preparato un risotto bianco ai porri. Pensavo di aver portato su dalla "cantina" del vialone nano semi semi integrale ed era invece integrale (ne avevo acquistato col gas un po' per le zuppe).
I risotti con l'integrale 'un gliela possono fare.
Ho tentato di consolarmi con il fatto che il riso integrale è molto più sano.
Mi piacciono i risotti meno sani.
Ecco, lasciate perdere.

mercoledì 26 febbraio 2014

Phantasmagory please!

24/02 14:04
_zzz scrisse:
[...] nel ballarci solo per avvicinarmi a lei, per sentire il suo seno prorompente su di me, per sentire il suo profumo [...]

26/02 09:16
UUiC scrisse:
Anke ieri squilli di trombe dell'Olimpo in milonga (:=
Ho ballato con una mulatta francese molto brava colle tette grosse "gommose" ke mi spingeva contro e Tu mi avresti invidiato pareckio
Ahah


Ieri sera
Domenica sera.
Avevo pensato come poter esprimere il tripudio, la fantasmagoria, la (vana)gloria, la gaudenzia granda del riuscire a ballare bene, sentendosi a tratti - un po' meno rari ultimamente - con te, donna che sarai amore mio per qualche minuto, dei di noi, sentendo che ridi, il tuo batticuore farsi forte dopo i nostri capricci, i nostri riccioli, il nostro scherzare danzando. Pensavo agli squilli di tromba di quei filmoni storici, quando l'eroe entra con la biga acclamato, con le trombe che squillano fino alla raucedine.
Ma scendendo dai monti domenica pomeriggio, con _bio, ascoltavamo, nella nostra gioia post ascensione, i Muse. E forse quei giri di chitarra in Apocalypse Please ti possono evocare anche solo un po' di fantasmagoria.
Alla fine la TJ ha trasgredito con una tanda di nuovo e un pezzo di tango un po' hippopato, un po' reggaetonato.

Lo vuoi ballare, un po' sporco?
Sì!

C'era spazio e noi. E ci guardavano, quelli seduti intorno, sorridevano. Sentivo il tuo di sorriso e la trepidazione ed era, oltre il tango, la tua e, specie, la mia fantasmagoria.



(muse)

martedì 25 febbraio 2014

Massimamente immondiziate

Nella fascia di città di confine (lì dove finisce Bologna ed iniziano i comuni limitrofi) proliferano le piccole baraccopoli. Fortunatamente dopo un po' c'è un intervento di smantellamento ma gli scenari che rimangono sono orribili, stomachevoli distese  di rifiuti di ogni tipo raccolti (forse più realisticamente ulteriormente sparsi) solo in parte grossolanamente con ruspe o altro.
Smantellare le baraccopoli senza intervenire sulle cause (ogni anno in Italia entrano 350k clandestini, una nuova città come Bologna, una città di balordi, di nullafacenti, di persone che non hanno alcuna prospettiva) è come spostare l'acqua che la scialuppa continua a imbarcare da una parte all'altra. E' così estremamente stupido questo pensare di risolvere il problema spostandolo.
La nostra cultura e morale è assolutamente impreparata alla guerra demografica e migratoria e questo lo sto dibattendo stamani con Gaia; come diceva Marco Pie stiamo vivendo il paradosso Maori.
Le guerre, tradizionalmente, sono periodi nei quali la distruzione ambientale e l'inquinamento raggiungono il livello di intensità massima. Pochi sanno, ad esempio, che durante la fine della seconda guerra mondiale, lungo la Linea Gotica, le truppe statunitensi usarono pesantemente il napalm che non è esattamente acquina di rose (fondamentalmente si tratta di diossine e furani), anche di fronte al monte che vedo dall'altra parte della valle, da casa mia.

Insomma, la sera sul treno, da due anni a questa parte, è sempre più pieno di balordi che viaggiano senza pagare biglietto, i controllori spariscono (probabilmente temono di essere menati) ed io devo controllarmi, altrimenti finirei allo scontro verbale se non fisico ogni volta.
Di giorno, quando torno in treno in città, dal finestrino vedo aree sempre più rilevanti in ampiezza che erano o sono baraccopoli e che sono massimamente immondiziate, discariche diffuse.
Il mio desiderio di forme di contrasto assolute, diciamo pure naziste, aumenta.

lunedì 24 febbraio 2014

Oltre i limiti

Ho un po' di acido lattico stamani, in giro per il corpo. Ieri sono state quasi cinque ore e mezza nette di anello, ascensione prima (impegnativa solo fisicamente) e specie, discensione (impegnativa anche tecnicamente) e non è che fossimo proprio allenati. In due e abbastanza esperti di montagna e così ci siamo permessi un giro difficile.
Stavamo salendo, quasi settecento metri, secchi.
"Mi piace sempre mettermi alla prova, andare oltre i limiti" mi aveva detto _bio. Oltre i limiti è anche per il tango, gli ho risposto, ogni piccolo miglioramento ti offre nuovi limiti, più ardui.
Per quello _bio mi piace, un po' come _zzz, gente con i koglioni che va oltre i limiti, lo avevo visto in Val Grande, quelli sono compagni d'anima, uno stimola l'altro e si balla sui limiti.
A parte in sommità, dove al lago ci si arriva pure quasi in auto, con tante di sacrefamiglie e pure monnezza (che dove arrivano le auto, diocane, arriva democraticamente la massa democratica e sozza e relativo rifiutame vario, che abbiamo raccolto le nostre sporte di rifiuti, io sono ferocemente contrario alla montagna democratica e a tutte queste puttanate politicamente corrette, la montagna te la devi guadagnare altrimenti, tu, massa ben frequentata da sozzi idioti, la montagna che non ti sei guadagnato e non ti sei sudato, la tratti come una baldracca, scaricando su di Lei tutto il miserabile lercio marcio che hai dentro e quindi te ne stai a casa finedellaparentesi).
Così siamo scesi, alla fine, per una falesia, settecento metri di quasi strapiombo (ottava foto, col torrente in fondo, a sinistra la parete dalla quale siamo scesi), un sentiero in effetti pericoloso e così il CAI l'ha chiuso ma che _bio conosceva (secondo me il CAI dovrebbe mettere un bel cartello di sentiero alpinistico EE/EEA, non chiuderlo, chi prosegue lo fa per sua scelta a suo rischio e pericolo, a proposito di libero arbitrio finedellaparentesi).
Misurare quasi ogni passo, passare su microscopiche cenge, tra fonti copiose e precipizi col torrente grosso e rumoroso, a strapiombo sotto, varie deviazioni, per parte del sentiero franato, quelle che impieghi dieci minuti per dieci metri. E' esattamente la montagna di primavere, dei primi di aprile. C'è acqua (e non gelo come dovrebbe essere) da tutte le parti.
Oltre i limiti e ti senti un po' dio, una goduria pazzesca, nella wilderness assoluta, in terre così vicine ed inesplorate.










domenica 23 febbraio 2014

Raspa

Venerdì sera c'era anche _ara la ferrarese. Abbiamo ballato un po', bene e in modo frizzante. In buona forma, l'ho vista con la nuova zazzera non so se dire un po' tamarra o un po' maschiaccia e non so se mi sia piaciuta. Mah. Ha detto che 'sta preparando la 100km di corsa e … i capelli più corti sono più comodi per lavaggi, docce ed altro. Molti meno punti a questo giro, devo dire.

Poi _ara batticuore, abbiamo parlato di Tango Libre. Era piuttosto arrabbiata con la figura di Alice. La compagna romagnola _ara batticuore si e rivelata assai tradizionalista sui rapporti tra donna e uomo. Una donna sta con un solo uomo. Punto. Questa la sua posizione. L'ho presa un po' in giro e abbiamo riso, ma la sua posizione è quella. Quelle sono troie (i romagnoli possono essere molto schietti e ruspanti nel loro parlare). Presi una cotta iniziale di lei (classica cotta da transfer tanghero con un partner fichissimo molto più di te pover* principiante): a quel tempo mi mandò abbastanza a quel paese. Poi si invertirono i ruoli, fu lei a tampinarmi senza successo. Solo che io ho una sorta di fiammata iniziale, poi passa tutto e cado nel RASPA, Restiamo Ancora e Sempre Perfetti Amici.
Già tempo addietro _ara batticuore mi lasciò perplesso :- “Se il mio moroso fosse tanghero,col cazzo che se ne va in milonga da solo!”. Molto “tradizionale” anche su questo. Ecco, una cosa di cui sono certo al 100% è che non voglio gabbie dorate. Grazie, molto gentile, libertà prima di tutto, restiamo ancora e sempre perfetti amici!

_nni, il mio caro maestro dei colli, mi vede con 'ste pupe. Sa che sono senza compagna da un bel po' e così mi chiede, ultimamente con maggior frequenza. Ma e con Tizia? Ti piace? E _ara, come l'hai conosciuta? Perché non ci esci? E quella? E' carina...
Io gli racconto quello che ho scritto qui. Dei caroselli di rincorse, delle fiammate di paglia.
Stamani mi è venuto in mente che ho il numero di _ela, un nuovo numero. Aveva visto che la guardavo, a lezione. Poi una volta un po' di tanda, un sabato, bell'intesa nella conversazione. Le avevo buttato lì un proposta, in due tentativi. Un paio di messaggi qui e là, visto che ha orari di lavoro incasinati. L'ho vista lunedì assai carina, ha aspetto da squaw che mi garba parecchio. Ma poi, in questa settimana, una settimana dopo, mi son assolutamente dimenticato di lei. Del resto, se non ci sono segnali, significa che non ci sono segnali. Certo, solo alcuni momenti in milonga, forse ancora troppo poco.
Non è come _ola, tornata da Madrid, che mi messaggia, mi imeila, da molti segni. Ovviamente, _ola, oltre che come eccellente tanghera, non mi interessa sessualmente e devo trattenermi, altrimenti le alimento inutili aspettative, ieri sera due mail e poi due messaggi diciamo carino-approccianti "sono qui abbello!!".
Fuochi di paglia? meteore? caroselli? Raspa? Cosa scrivo?

sabato 22 febbraio 2014

Dipendenza

Dipendenza
o - Nesso, legame tale per cui una cosa non può sussistere o avere sign. senza un'altra: rapporto di reciproca d.
o - Nella sfera pratica, impossibilità o incapacità di essere autonomi.


Martedì da Flora ho rivisto e riballato (consentitemi, per brevità, di trasformarlo in verbo transitivo) _ana, tanghera sessantenne. Terapeuta olistica, abbastanza nota in città, lavora anche col tango con gli adolescenti con problemi. Era da un po' che non la vedevo alla scuola stabile (quella di città). Balla bene, ma è un po' pesante, a volte ti mette fuori equilibrio. Ora che sono migliorato, ho sistemato un po', almeno il minimo, il mio equilibrio, ora un po' mi accorgo di più di questi dettagli. Ecco, ascolti il corpo e capisci molte cose, lo colleghi a ciò che viene detto, alle parole. E' una persona interessante e brillante, ogni tanto ella, con autoironia, dice che è pesante.

Ieri siamo stati dalle streghe (brujas). Piccola milonga mensile che ha “vibra”, una buna energia, buon livello, una fauna piuttosto bohémien che a me_mi piace molto.
_ana diceva, martedì, che il tango da una vera e propria dipendenza. Assolutamente vero. Picchi biochimici, associazione pavloviane tra dispositivo e piacere, gratificazione, spirale di passione e frequentazione che si autoalimenta, tendenza all'esclusione di altro, considerati orari ed impegno richiesto.
E se è grave, è per sempre: _aria, che ha ripreso a ballare dopo tre anni, ora sta letteralmente friggendo, è sulla graticola perché muore dalla voglia di tornare in milonga, solo che con pupo piccolo e lavoro...

Di ritorno, _nni, mi ha detto che quando ballo bene, ballo con fluidità, elegantemente anche se ho, ancora, un armamentario limitato (due anni e mezzo di studio sono ancora pochi).  Anche se ho sprazzi nei quali sono ancora piuttosto spigoloso, ruvido (non capisce come possa passare da un estremo all'altro: io gli ho spiegato che, con una parola, si chiama stanchezza, il venerdì è dura ballare proprio per la stanchezza di una settimana di lavoro). Mi ha detto che ballo già meglio di vari maestri (e mi dice quali).
Cosa volete che succeda alla mia dipendenza?!
A proposito di parole. Credete che l'ironia sia propria della dimensione verbale? Guardate 'sta milonghina sfiziosa. Ahaha, che bischeri!



venerdì 21 febbraio 2014

Due minuti prima

Stamani il treno è partito due minuti prima di quanto stabilito dall'orario.
Non ci potevo credere mentre stavo arrivando al sottopasso. Ho perfino verificato mandando un messaggio sui servizi (tipo credito disponibile oggi alle ore...) e esso ha confermato l'orario del mio cipollo cellulare.
Trentaminuti di attesa. Ho letto finalmente un po', in sala di attesa.
E io ho fatto proprio fatica stamani ad alzarmi, ho da fare per lavoro in arretrato. E avrei dormito meravigliosamente mezz'ora in più.
E il treno è partito due minuti prima.
Di "Oh porco d'un treno!"
Dillossì

Il caseificio

  • La gente non sa cosa sta accadendo, perché non vuole che accada qualcosa.
    o petrolitico, medo

Poteritica
o - Ciò (persone, istituzioni, organizzazioni) che ha attinenza con la gestione del potere.
o - Coacervo di antipolitiche contraddittorie e demagogiche; azioni di governo e normative assurde, che aggravano i problemi che sono chiamate a risolvere.
o - Dimensione dell'agire umano concernente il raggiungimento, il mantenimento e l'aumento del potere.
Sinonimi: filtro passamerda
Contrari: politica.
(unuomoincammino)


Non ho seguito lo scontro tra Renzi e Grillo, neppure a posteriori. La perversione del personalismo è una delle caratterizzazioni della poteritica. Leggendo qui e ascoltando là ho capito che Grillo ha ripetuto l'ovvio: la visione politica del M5S è profondamente, radicalmente, incompatibilmente, sostanzialmente diversa da quella del PD±L, nei contenuti, nel metodo. Ha ripetuto, in altri termini, quella sua efficace metafora scatologica.
Leggo, in molti elettori PD, una delusione nei confronti di Renzi. Della dimensione messianica avevo già dibattuto in diversamenteintelligente, è una questione veramente antica, che ha spiegazioni psicologiche molto semplici, come riassume medo dibattendo sul tranquillismo oggi più  diffuso e radicato che mai. E' la stessa dimensione messianica che porta al M5S a Grillo elettori delusi dal marcio "degli altri", persone che spesso non hanno nulla a che fare con non poche istanze politiche (che erano) caratteristiche del movimento, persone che sono state spesso dentro nel marcio, semplicemente non hanno più benefici, (persone che) hanno svuotato il barile ora sono al fondo o il sistema le ha gettate via dopo averle usate.

La mia omeopata mi porto alla guarigione dalla sinusite cronica, con grande efficacia, eliminando i latticini (purtroppo! e non solo) dalla mia dieta. Avevo usato una metafora in alcuni commenti che ripropongo qui. Invito, ancora una volta, a volgere lo sguardo e l’attenzione sulla (anti)politica, sulle architetture del potere, non sulle persone.

Le persone cambiano e diventano sempre le stesse nello stesso sistema che le condiziona, sistema che è, una sorta di colossale stampino in cui entrano nuovi poteritici ed escono plasmati da esso.
Se non vuoi più formaggio, devi trasformare il caseificio in una meravigliosa norcineria, o in pasticceria da cui escano profumo di vaniglia e malto, in una bottega di delizie di mare, esibisce mille creature, mille mostri squisiti di mare, scampi, alici, scorfani, orate, mitili, cannolicchi, quasi senti le onde ancora e il profumo di mare, di salsedine. Non puoi limitarti a cambiare le persone che ci lavorano.
Se la salute impone di rinunciare ai latticini, è stupido credere che le cose cambino cambiando le persone che lavorano nel caseificio o riformandolo, sposto l'ingresso qui e vernicio la facciata in giallo emmenthal.


giovedì 20 febbraio 2014

Mmm

Ieri dunque, ritorno alla matematica. UnBipedinone aveva non idilliaci rapporti con la scomposizione di polinomi in polinomi irriducibili (che a me è simpatico 'sto nome, mi fa sorridere). E così ieri sera, via dal lavoro un'ora prima e a casa un'ora prima per un'ora e mezza di matematica.
Allora, scoprire che dopo molti anni 'sta roba mi viene ancora bene e quasi al volo è stata una gran porca soddisfazione. Io adoravo la matematica, ho avuto la fortuna di avere un Professore eccellente (Cesare Scariolo, padre del cognonimo Sergio allenatore di pallacanestro) che era severissimo e divino, una passione straordinaria per la matematica che ha instillato in coloro che sono ... sopravvissuti alla sua severa richiesta di impegno senza frontiere. E poi sono venute le lodi pure all'università.
Mentre scrivo mi viene da pensare che il tango sia matematica danzata.
Ecco, poi sapere che esistono alcune cose che non sono passate in oblio. Io detesto assolutamente con tutto me stesso tutte le cose studiate per le quali ero diventato bravo - sai quando inizia a padroneggiare una materia e ci giochi insieme, ci fai l'amore insieme e tu e lei ridete e vi fate i dispetti e più lo fate e più giocate insieme e vi innamorate sempre più!? - e di cui ora mi ricordo il 3%.  A volte penso che non sarei in grado di superare un esame di terza media inferiore e mi rode molto.

La mattina avevo messo su la pentola del lesso, solo una precotturina di un'oretta che poi c'era da andare a sgobbo. Così mentre giocavamo con i polinomi la pentola di lesso borbottava e ci  profumava l'aria. Presi dalla foga matematica ci siamo accorti di esserci un po' rafreddati e così, via, pure un bel fuoco nel camino, acceso per cena.
Li ho tuffati i tortellini - non quelli fatti dalle sfogline, quelli un po' più grossi, di produzione artigianale su scala più grossa - in quel profumo_di_lesso che ribolliva, con la ciccia bbona del gas. Ero un barbaro  quando stavo in Lombardia, li insultavo con la panna, poi i felsinei mi hanno educato, vi amo come amo ancora Il Professore (dicevano fosse un fascistone terribile - ci faceva alzare e stare in silenzio quando entrava in classe - e invece era solo un innamorato folle della matematica, passione pura, era un tentativo di pandemia). E qui, nel bolognese, le produzioni tortelliniche artigianali sono comunque di livello straordinario.
Insomma, è finita a tortellini e lesso, proprio come in un giorno di festa, come a Pasqua, alle nozze, a Natale, ad affogarci di sapori di questa terra, accanto al fuoco, fine di una sera di gioia con te,  mathématiques mon amour . E pure il bipede ci aveva fatto un po' pace anche se è lì che la guarda ancora un po' col broncio, ogni tanto. Ma qualche sorriso esce, ora.
Qualche ruggine l'ho trovata, eh!? (a^7 - a) l'ho lasciato lì per la prossima volta.

mercoledì 19 febbraio 2014

In nove

Il non inverno continua. Usciti dalla milonga all'una e qualche minuto, stanotte, c'erano quasi dieci gradi e pioveva sabbia. Inverno assente, l'autunno continua e domenica si è trasformato in primavera precoce: UnRagazzo ed io abbiamo pranzato in loggetta, con una semplice felpa, ci saranno stati quasi 20°. Ho messo alcuni vasi di fiori già fuori. Molte persone sono contente di questo caldo quasi tropicale (a Cuba, ad esempio, a febbraio ci sono, in media ca. 25° e queste sono le temperature di questi giorni in Sicilia). Io trovo molto inquietante che sia sparita una stagione e sono preoccupato per l'estate.

Ieri, sul sentiero, scendendo verso la stazione, c'erano nove caprioli, due in più rispetto all'anno scorso. Gli inverni più rigidi sulle alpi sono il motivo per i quali gli ungulati (cervo, capriolo, daino) sono straordinariamente più diffusi in appennino (nella sola provincia di Bologna si stimava una presenza di 70k caprioli). Strano che nessuno di essi sia finito in congelatore prima e poi a far compagnia ad una buona polenta. Così, in nove, sfoggiavano impudentemente i loco culi candidi, brucando l'erba già abbondante del grande campo e delle radure. Devo dire che vedere caprioli e a pochi metri di distanza, paiono quasi addomesticati, non mi emoziona più. Infatti è così ricorrente che non ne parlavo più da molto. C'era pure un branco di cervi, a pochi minuti prima di casa, ieri. Quelli, essendo grossi, fanno ancora una certa impressione.


Una donazione per Effetto Cassandra

Invito ad una donazione a favore di Effetto Cassandra, eccellente luogo di divulgazione scientifica, sistemica, ecologica ovvero di divulgazione Politica. Ugo Bardi e altre persone di scienza ci informano di come salvare il pianeta e quindi la pellaccia.
Io ho bonificato una trentina di pleuri anche se ne meriterebbe dieci volte tanto.
La tua vita e il tuo futuro non hanno prezzo. Non fare lo spilorcio, eh!?

Auguro un lungo cammino all'attività di ricerca e di divulgazione di Ugo Bardi e della squadra di Effetto Cassandra.


martedì 18 febbraio 2014

Parole di ferro



Ho parlato spesso della qualità del muoversi in treno. Anche questa realtà però non è esente da problemi.
Stamani ho incontrato sul marciapiede la moglie di una gasista. Che faccio che non faccio.
Avevo già in mente di leggere, che ho il libro di Randers lì fermo da un po' ma come si fa!? 'nzomma poi abbiamo discorso anche piacevolmente di cose interessanti fino alla stazione Centrale ma  francamente non ne avevo proprio voglia. Ma non posso diventare sempre più orso, no!?

Domenica pomeriggio saliamo, UnRagazzo ed io, sul treno e dopo un po' arriva e non lontano si siede il "tizio dell'altra volta". All'inizio egli non mi ha riconosciuto. Poco prima della stazione dove sarebbe sceso il mio bipede gli sussurro nell'orecchio "Guarda, questa volta non ti saluto con abbracci e altro, poi ti spiegherò".
Scende il bipede poi il_tizio si alza, vuole andare a fumare da qualche parte. Insomma incrociamo gli sguardi, diciamo non proprio amichevolmente, va in un'altra carrozza.
Scenderà alla stazione prima della centrale, passa nei pressi del finestrino, mi fa dei segni.
Ti ho riconosciuto, stai attento che ho visto tuo figlio ... Abbiamo uno scontro verbale violento.
Quel "stai attento che ho visto tuo figlio" detto con forte cadenza napoletana è stata benzina sulla mia ira. Quel pezzo di merda codardo, che non è venuto a dirmelo in carrozza, ha dentro di sè la mentalità cammorrista dell'offesa a terzi. Anche se penso che non succederà alcunché, io trovo che anche solo quel modo di pensare sia profondamente inquinato. Solo un piccolo, microscopico assaggio di antipasto di come è l'atmosfera nelle zone d'Italia in cui questa mentalità criminale è diffusa e modus vivendi et operandi della malavita organizzata.
Poi mi hanno chiamato sia sua madre che UnRagazzo, volevano sapere. Ho accennato a quello che successe, ho dovuto tranquillizzarli anche se non avevo certo la biochimica della pacifica serenità. Al bipede ho detto che è bene stia alla larga da quel tizio, caso mai dovesse incontrarlo (e non penso, visto che il tizio usa il treno in orari molto diversi).

Mi sono dovuto subire anche rimproveri molto accesi da parte della biondissima bavarese "terrona" sul fatto che io intervenni quella volta, che se non paga il biglietto non sono cazzi miei, di farmi i cazzi miei etc. .
Io che sono anarchica...
Non, non è mai stata anarchica, è stata una persona che molto spesso nella vita ha fatto i cazzi suoi comodi. L'anarchia non c'entra nulla, non giustifica in alcun modo il "io faccio quel cazzo che mi piace secondo i miei interessi del momento". Non ci si sono più le bavaresine di una volta.

lunedì 17 febbraio 2014

Tango Libre

Pensandoci qualche ora dopo, il titolo del lavoro di Frédéric Fonteyne dice tutto.
Ma prima di altro vorrei dire che non è una pellicola sul tango, non più di tanto (le scene di tango saranno un decimo dell'opera). Penso che sia sulla vita, spesso una vita di persone che cercano le difficoltà, che ci sono dentro. Le difficoltà di una vita onesta, regolare fino al pedissequo o di quelle che hanno trasgredito i patti della convivenza, la difficoltà, l'impossibilità di vivere una vita onesta, lontano dal crimine.
Poi c'è Anne Paulicevich, protagonista, tanghera anche nella vita, femmina fatale. La Paulivevich non è una donna bellissima, ma è bella ed estremamente erotica, femmina fino alla punta dei capelli. Ella conosce la propria potenza femminile e seduttiva e la vive, entrando nella difficoltà di una vita poliamorosa, anzi attirando a sè in una vita poliamorosa. Ne parlavo al ritorno, ieri. Oggi, grazie a dio, oggi che si sta diversamente di quando si viveva diversamente, alcune donne possono vivere in potenza, anche se questo scompiglia le carte e le convenzioni, peraltro dimostrando grande maturità e saggezza nei due amanti che sono in carcere.
Anche Anne a volte sbanda non poco, si capotta per 'sta potenza che non controlla e perde il limite, in alcuni momenti, il limite del distacco con il figlio, il distacco tra il proprio essere sessuale e quello adolescenziale di colui che è l'unico maschio nella sua vita di poli vedova  bianca.
A riquadro di tutto questo c'è il tango.
Entra nella vita regolare, così regolare al centimetro di segnaletica orizzontale di semaforo rosso. Il Il Tango porta con sé, come dice Mariano Chicho Frumboli, galeotto argentino che diventa untore, maestro che veicola la passione a tutto il carcere, sangue, seduzione, animalità, dolcezza, rabbia, sensi, cuore, batticuori e furia. Fino a sovvertire tutto, la vita di Jean Cristophe, di Dominique, sovverte tutto, libera, fino a portare a cose folli. Ogni riferimento alla vita dei tangheri è del tutto casuale. ;)
La liberazione da una parte, la libertà in potenza di una donna dall'altra.
Tango Libre ricorda anche le origini assai poco borghesi del tango, origini di consessi di machismo esasperato, di balordi, migranti, poco di buono, scaricatori di porto, delinquenti che lo animarono. Il tango rivive la sua nascita in un carcere belga e forse lascia una spiraglio, alla metà maschile del mondo, di trovare uno spazio di realizzazione in un mondo in cui la potenza delle donne è straordinaria e straripante.

La critica si divide, alcuni giudizi molto buoni , altri così così. Ritengo che possa piacere anche a coloro che sono curiosi e del tango e di come esso diventa vita, delle dinamiche che lo caratterizzano e che fagocita quando gli si avvicinano.
Dato il tipo di pellicola, non rimarrà a lungo nelle sale. Qui a Bologna da venerdì scorso fino a mercoledì, solo qualche giorno.


Anfetoccolatina

Ecco, ieri mattina - probabile compensazione indotta da sminchiamento - mi sono sparato un diciamo 60g circa di gianduja alle nocciole.
Spendo poco per drogarmi.
Dal pomeriggio addosso una sorta di agitazione silenziosa, che covava sotto.
Ora zeroventi, occhi aperti così, nulla da fare fino all'una e mezza circa.
Notte interrotta, sveglia ore seiequaranta.
In effetti spendo poco per drogarmi. Bastano le gastrodrug.

sabato 15 febbraio 2014

Staremo a casa

Ora che mio figlio è sotto con orari e carichi di studio i nostri fine settimana sono ... statici, a casa.
Mi sto accorgendo che questo mi porta spesso malinconia e malanimo. Sono andato a vederlo alla partita della pedata e siamo arrivati a casa alle sette, mezzo anzi quasi tutto il pomeriggio per quello, hanno iniziato con quasi un'ora di ritardo. So che ci teneva e l'ho fatto per lui. Mai digerito il calcio passivo, mi pare buttare via del tempo e così infinitamente passivo.
Così non riusciamo più a far uscite in Natura. Sento che mi sminchia questo.
Domani avrà una paccata di compiti, mi ha chiesto una mano sulla divisione dei polinomi. Staremo a casa.

venerdì 14 febbraio 2014

Tic tac

  • Tu vorresti sapere che il traghetto ha una falla grossa e imbarca acqua o preferiresti continuare a non saperlo? Il traghetto sebbene molto grosso ha stazza finita.
    Tic tac
    Tic tac
    Tic tac

Momenti tesi oggi in treno con un regaz che aveva i piedi sul sedile. 'sto tipo di gentaglia si sorprende che ci sia qualcuno che interviene e poi si incazza. Poi mi incazzo pure io quando questi si incazzano. Notavo una sorta di silenzioso compiacimento dei viaggiatori nella carrozza affollata per il mio intervento.

E' una giornata molto bella oggi, il sereno si apprezza ancor più dopo settimane di tempo di pioggia (come leggete non ho scritto brutto tempo perché a me_mi piace un casino la pioggia).

Ugo Bardi e Dmitri Orlov esaminano i segnali molto preoccupanti di avvio del collasso in area mediterranea, il Grande Predatore Apicale sta arrivando alle ultime prede. Dammi retta, se vuoi vivere spensierato, evita di leggerlo, puoi "rimanere in cabina" a controllare FB. Alle 16 poi ci sarà la festa di presentazione del nuovo comandante, evento molto importante.
Godo indegnamente per il crollo dell'edilizia, la grande economia degli straccioni che tutto distrugge e per il ravvedimento, del tutto forzato, acquiescente (se imposto e acquiescente a me non me ne fotte un cazzo, il_bobbolo in genere non intende ragione) di molti magnaccia papponi sfruttatori della Terra.
Tic tac
Tic tac
...

Opportunità o fine? Sarebbe una fantastica notizia sapere che c'è qualcosa di grave perché permetterebbe di fare qualcosa.



Dove si sta bene

Ho lasciato passare qualche giorno prima di iniziare a scrivere. E' un po' come ogni storia, entra se ci sei passato, sei hai qualche vissuto apprezzi e comprendi.
Là dove si sta bene. E male. Oggi è la festa degli innamorati e questo è, sostanzialmente, una storia di amori.
Ale, il primo amore della protagonista l'attrae complementariamente. Egli è radicato nel ben vivere nella propria terra, in un certo senso consapevole e fiero del proprio radicamento "provinciale" lì dove si sta bene, non è stato contaminato dalla coscienza del sapere, dall'inquietudine che essa comporta. Gaia / Stella ha la freschezza, il rigore, l'irresistibile tensione nella comprensione del mondo e di se stessa attraverso l'alterità, l'essere altro, complementare e quindi diverso (Sartre sarebbe un po' più pessimista con il suo L'altro è inferno).
Un cammino iniziatico nei topos della Natura e umani. La socialità, la tensione etica e morale, i conflitti di questa con le contraddizioni e l'irrazionalità del mondo, l'amore e con esso la presa di coscienza dell'ego, le amicizie, la politica sempre più rara e il dilagare dell'antipolitica demagogica.
Ale è per Stella ciò che fu A-Woman per me. L'attrazione irresistibile della semplicità, un tuffarsi nell'acqua limpida e cristallina che attrae e che repelle, perché angusta. Il ruscello della fonte non si pone questioni, è come è, inconsapevolmente semplice, terragno, nello scorrere è limitato, contenuto, per natura, nel proprio alveo prefissato.
Mi è piaciuto lo stile scorrevole; la frammentarietà che si può percepire inizialmente diventa funzionale a immediatezza e al rendere idea della complessità della realtà fatta di molteplici vite parallele e simultanee. La scrittura è scorrevole e i tratti di  (iper)realismo sono interessanti: il vivere non viene censurato da vincoli di una scrittura "per bene" ma rappresentato come è, utilizzando tutti i registri necessari, utili, con risultato tra il pulp e l'esilarante (ad esempio i due sanguigni e boccacceschi  sessantenni in vendemmia) e una efficace rappresentazione delle caratteristiche del vivere provinciale e pure così universale.
Arrivare a "Dove si sta bene" dal blog dell'autrice o in seconda lettura permette di cogliere alcuni giochi riflessivi, ricorsivi, accenni/ritorni al futuro (flashforward ?), una sorta di citazione dei paradossi di Escher in parole.

Tornando in treno dalla Carinzia vidi in Carnia scorci turchesi e bianchi e di acquamarina, là dove si sta bene.
Questo romanzo è anche amore di Gaia Baracetti per la terra natale.

P.S.
In eventuale ristampa consiglierei breve glossario per la traduzione di alcuni termini della lingua furlana in italiano.


Dove si sta bene
Gaia Baracetti
Phasar Edizioni


giovedì 13 febbraio 2014

Sotto, in mezzo e, peggio, sopra

  • Per noi contano sempre e solo le donne e gli uomini che sono costretti nella realtà quotidiana a schivare, sin dove è possibile, le insidie di un sistema politico-economico oppressivo, iniquo e socialmente insostenibile.
    Antonio Cardella
    A - rivista Anarchica, n° 386, p. 13

Pare, dico pare, che stamani ci fosse qualche mini traccia di brina.
'nzomma, dopo settimane, direi dopo almeno un mese, forse due, un timidissimo apparire di messer Inverno con una piccola frazione di grado sotto lo zero.
In treno, _bio, compagno del gas, uno di quelli che hanno fatto una scelta radicale di vita autonoma e libera, anarchica e libertaria (si è comprato un podere mezzo diroccato in montagna e se lo è tirato su in economia (si dice così), stava leggendo un libro sull'orto biodinamico). Mi diceva che il fatto che sia saltato l'inverno sarà problematico: è mancato il freddo che fa fuori un sacco di parassiti. D'altra parte il grande Autunno ha riempito tutta la sua cisterna (oltre 15 metri cubi) di acqua piovana dal tetto che sarà utile per l'estate. Ora è piovuto per mesi le misure e i modelli ci allertano sul fatto che poi ci sia solo sole per mesi.
A proposito di antipolitiche.
Il fatto che ogni casa debba avere una cisterna per l'accumulo dell'acqua piovana dovrebbe essere elementare tanto quanto, - che scrivo ? - la contabilizzazione a consumo delle spese per il riscaldamento ad esempio.
L'arco delle varie correnti del Partito Unico (quelli che danno degli antipolitici agli antipartitici) sono troppo indaffarati nella loro antipolitica per questioni di cosa nostra: prima le leggi ad personam, sempre le disfide tra personalismi, quindi la sostituzione della porcata calderolica con quella renzusconica, ora il democristiano Letta e il democristiano bamboccione fiorentino si stanno prendendo a cartoni per chi sta in plancia al comando, Lupi di Costruzione e Liberazione, quello delle "stesse priorità" viene a Bologna a evacuare ancora la sua cacca pro passante nord, litanie psicopatiche sulla ripresa della crescita e altre stupidate del genere, B. Il Corruttore ora è tornato a intasare i tribunali per le sue compravendite di bestiame parlamentare.
Ecco la peristalsi di 'sto ciarpame di mestieranti del potere produsse in passato una legge (dovrei verifica se regionale o nazionale) per cui le cisterne di accumulo dell'acqua sono... tassate.
Vedete, non c'è alcun limite alla stupidità del sistema e al suo gongolarsi democraticamente democratico, al suo farsi sempre più oppressivo e scemo. E alcune decine di euro sono una mazzata per chi ha redditi così piccoli. E' la stessa violenza dello stato in casa dei valsusini, lo stato parassitario su un piccolo podere recuperato in montagna emiliana.
La politica è autonomia, è libertà, è sostenibilità, è un orto biodinamico, è trattenere l'acqua vita.
Esattamente il contrario di quello che fa la massa, sotto, in mezzo e, peggio, sopra.

Ah, Antonio Cardella è ottimista. Il sistema, in primis, è ecologicamente insostenibile e quindi, insostenibile in toto.

martedì 11 febbraio 2014

n° 2, n° 1 e ... n° 0

Ecco, non posso che osservare con un po' di invidia ciò che succede in Svizzera dove la democrazia è diretta e non rappresentativa. Ma essi sono svizzeri, noi italiani riusciremmo ad essere truffaldini, a usare nel modo peggiore possibile pure la democrazia diretta. la useremo in modo agghiacciante. Ogni popolo c'ha la democrazia che si merita.
Anche se, in tutta sincerità, la corruzione, la putrefazione dell'attuale sistema di potere, partitico, è talmente grave e vasta che le probabilità che la democrazia diretta possa peggiorare sono basse.
Insomma, giustamente, gli elvetici hanno capito che la immigrazione di massa è il PROBLEMA n° 2 (solo uno degli aspetti dell'elefante in crescita nella stanza altrimenti noto come problema n° 1, quello della crescita demografica).

La cosa buffissima (in realtà non c'è un cazzo da ridere, la disonestà intellettuale è il problema n° 0 del mondo, sei sei marcio nella crapa sarai marcio in tutto il resto) è che, ora i leghisti, cosa fanno? Rompono il cazzo agli svizzeri perché questi hanno detto "No grazie, per il momento ne abbiamo abbastanza!" Quindi (giustamente!) no quando abbiamo decidiamo di non essere masochisti pigliandoci milionate di migranti che vogliono entrare nella costipazione italica, ma quando siamo noi ad andare a paccate nella costipazione elvetica a sfrantugnare loro i coglioni, allora, allora sì e voi che dite no siete brutti e cattivi, ci bloccate la libera circolazione. Perché la libera circolazione dei bengalesi sarebbe cacca diavolo mentre la libera circolazione dei cumasc no!?



1932

Veramente eccesso di ben vivere ieri. Ero proprio via con la testa.
Così alle diciannoveetrentadue che non so ancora perché ero convinto di iniziare a muovermi alle diciannoveequarantasette, mi sono reso conto che due minuti prima era iniziata la lezione di tango.
Indosso copripantaloni e mantella e mi precipito in bici, un quarto d'ora sotto il diluvio fino alla scuola stabile di tango. Arrivo accaldato, arrivo intabarrato, inizia la svestizione dell'attrezzatura anti pioggia, faccio tardi sul tardi, arrivo sul parquet male, stanco, non c'ero con la testa. Lezione pessima, gettata alle ortiche.
Poi c'è la questione che se io non vedo mai la mia compagna di studi, è del tutto inutile studiare una sequenza lavorandoci su per settantacinque minuti e poi far passare una settimana senza ripassarla una volta.

Mah, rifacciamo un po' con la vista.



lunedì 10 febbraio 2014

Tanta roba

Oggi soffro un po' di eccesso di ben vivere, di felicità. Chi diceva che la felicità è debilitante? (ora non ricordo, forse Stella in Dove si sta bene). En Joy scriveva che la felicità è depauperante, eheheh. Insomma ci sto poco con la testa, ho la biochimica delle nuvole felici dentro.
Sabato sera ho raggiunto _zzz e abbiamo passato una giornata insieme. Ha organizzato cena per sei, poi in milonga, una milonga divertente e di livello medio-basso, una in cui non sono ancora )poco più che) principiante ma sono già fico. Giocare facile, ogni tanto è una soddisfazione che ci si può permettere, un po' come quella roba abbastanza pessima dello zucchero filato, ti guasta i denti ma ogni tanto... Poi a casa domenica a oziare insieme, a raccontarcela, la visita a Forlì alla collettiva di una mia amica è saltata. Andare a dormire alle quattro e trenta ti lascia in una rintronamento lento di serena stanchezza. Voglio molto bene a _zzz perché è un'anima con cui c'è risonanza, c'è diversità caratteriale ma anche una sensibilità comune. E' la amicizia grande del fare le cose insieme, come scrive Der Pilger (v. L’investimento qui). Sono molto nordico anche su questo.
Noi tangheri siamo pochi, per difficoltà del nostro amante dispotico e possessivo e siamo pochi anche tra i colli e in montagna dove siamo pochi in assoluto. Così io mi trovo spesso ad andare alle mie ecclesia milonghera lontane da solo e ciò è pesante. E vivere questa liturgia di festa in compagnia è una grande gioia. E così è stato sabato.
Tra le tre tanghere a cena _rta è principiante cinquantatreeenne forse qualcosa in più. Io avevo percepito da alcuni particolari di una persona che ha vissuto nell'opulenza (_zzz mi ha confermato poi). Massimo Fini lo chiama sterco del demonio. Insomma, se vivi o hai vissuto tanto nella cacca, porti teco sempre un certo odore lontano, nascosto, a volte neppure troppo. Ci sono una serie di piccoli quasi inosservabili dettagli (io sono un buon osservatore, non mi sfuggono) che è difficile enumerare: toni di voce, cosa ti dicono o non ti dicono, movenze, etc. .
Racconto uno dei dettagli del neoricchismo cafonal che io trovo estremamente misero: _zzz prepara un meraviglioso risotto alla zucca, questa prima osserva un po' scocciata che c'era della cipolla nel risotto (ohddio! ma che cazzo saranno i risotti senza cipolle e sono certo che non sapesse neppure dell'esistenza dello scalogno, come dire le troffie al pesto senza basilico! Per la tua linea sei abituata a due foglie di lattuga scondita?) e poi ne mangia impettita due forchettate. Allora se non ti piace, dici prima: per favore, solo un assaggio, temo che non mi piaccia. No!?
Avevo degli amici, quando vivevo in Lombardia, che lasciavano sempre roba sul piatto. Ma diocaneporco, cazzo è!? Allora io riducevo ogni volta un po' le dosi e il resto rimaneva sempre lì. Allora una volta ho chiesto. Ma perché [cazzo] lasciate sempre cibo nel piatto?
Perché non sta bene finire il piatto.
Ecco, questa è l'idiozia del galateo cafonal di poveri neo ricchi, è out mangiare tutto, non deve mica apparire che hai fame, nooo!?!? Le stronzate rese bon ton grottesco.
Allora ti accorgi che hai persone con forti limiti, hanno vissuto per anni male e si sente, lo percepisci. Di fiuto fine a volte percepisco l'alito di tanghere che non si sono scaricate (credo che si dica stipsi), sono piene di merda sotto, hanno tanta roba.
Rotten inside.
Allora pensi alla acqua limpida, di fonte.
La felicità è uno stato mentale, è un approccio alla vita.


(esteticaneoriccocafonaltantaroba)

Il capitale umano

Quando sono uscito per ultimo dal cinema mi rendevo conto del mio smarrimento. Nessuno degli schemi morali o etici poteva essere usato per trovare un bene e per trovare un male, almeno un po' distinti.
Percepivo il valore del lavoro di Paolo Virzì e il fatto che ti esponga alla complessità della vita, ti spiattella in faccia un'osservazione precisa, cinica, dissacrante del mondo marcio ma anche della morale che vorrebbe opporsi alla corruzione diventandone dispositivo, catalizzatore.
Lungo strada, sentivo il rumore dell'asfalto ruvido che quasi grattugiava un po' i copertoni e qualche risposta alle domande usciva. C'era un'ecologia? Datemi un'ecologia e con quella vi solleverò il mondo.
Vediamo.
Il ritratto preciso, iperrealista del marcio della borghesia è una parte importante dell'opera. Innegabile. Sebbene sia ambientato in Brianza, ciò è relativamente poco importante. E' una critica senza luogo ovvero integrale, globale  è il capitalismo parassitario e speculativo metageografico. I riferimenti ai mercati finanziari londinesi, al sistema elvetico, agli incontri internazionali servono solo a ricordarcelo. Brianza o villa brasiliana o famiglia russa o indiana, magione siciliana o provincia statunitense non importa, non cambierebbe quasi nulla, solo degli scemi potrebbero porsi quesiti o innescare polemiche sulla location del castello che ospita la festa a cui si reca Cenerentola. I riferimenti alla importanza della cattolicità (scuola, Gregorio XIV, etc.) aggiungono altre tessere al mosaico, ricordano ancora una volta quella connivenza.
Trovo superlativo Virzì nel suo smantellare ogni possibilità di lettura moralistica. Il colpevole alla fine è il "poraccio", l'artista post adolescente border-line, toglie ogni possibile confine tra bianco e nero. Certo, un gigante rispetto alla meschinità non solo morale ma pure umana degli altri personaggi. Anche gli intellettuali convocati da  Carla Bernaschi  (Valeria Bruni Tedeschi) appaiono nel loro nichilismo non migliori delle grottesche posizioni dell'assessore leghista.
Uno di loro che ha una parte di ricostruzione dello sfascio morale e culturale si rivela, nel momento della difficoltà rivelatrice altrettanto borghese e nello stesso meccanismo spietato di prevaricazione. Il (mancato) direttore artistico perde ogni umanità e vomita la propria delusione e il rancore che ne deriva accusando di questo, di meschina mediocrità Carla Bernaschi. Questo passaggio riflessivo di Virzì è uno dei migliori. E' spietato non solo nella rappresentazione della caratterizzazione parassitaria e prevaricante della borghesia finanziaria, economica ma anche delle stesse forme, le stesse dinamiche di potere, di quella intellettuale. Ecco, proprio intellettualismo borghese, parrebbe una contraddizione in termini ma Virzì arriva anche ad esso.
Allora io mi chiedevo quale fosse la morale, il senso di speranza.
Il primo senso di speranza è la genuinità del sentire che riesce a fare breccia. Giovanni Anzaldo (Luca Ambrosini) e  Serena Ossola  (Matilde Gioli) non sono ancora corrotti e riescono ad afferrare l'aria pura, la vena di acqua ancora limpida e a portarli nella loro vita riscattandola, tornando a vivere.
Il secondo senso di speranza è il potere terapeutico, anche salvifico, dell'arte e dell'espressione artistica e della cultura liberi, genuini, dal borghesismo intellettuale, dall'opulenza greve, materialistica, in ogni caso liberi dal potere (la liberazione, emancipazione è per Carla Bernaschi una chimera, a differenza di Serena).


sabato 8 febbraio 2014

Valanga

A volte non rimane che contemplarla, la Natura.
E' un atto che ci riporta ai limiti, all'essenza della vita in cui c'è vita e c'è morte, c'è costruzione e c'è distruzione, c'è la sicurezza e l'imprevisto, l'ineluttabile. Il tentativo di eliminare questa dualità, di appiattire la vita ad una tabula rasa, di omogeneizzarla in pappetta sicura e insipida è una delle connotazioni peggiori dell'hybris modernista.
Una valanga assai più distruttiva e nefasta per l'umanità.



venerdì 7 febbraio 2014

Pronto per il tuo funerale? - 2

(Pronto per il tuo funerale?)

Avevo fatto il calcolo dei costi a carico della collettività per la famiglia di riproduttori zootecnici umani cattolici Aurelio Anania e Rita Procopio e la loro produzione di ben sedici capi figli.
La Repubblica pubblica un articolo sul costo a carico delle famiglie di un pargolo: ca. 170k€. Se aggiungessimo ai costi scaricati sulla collettività dai riproduttori calabresi quelli privati, arriveremmo all'importo

 1017008€ + 16 x 171000€ =  3753000€

che è notevolmente superiore al bilancio annuale di molti comuni. Questo solo per dare senso della dimensione del problema. E in maniera del tutto ottimistica, ovvero limitandoci solo agli aspetti finanziari che sono i meno importanti.
L'articolo di Repubblica " Dalla culla alla maturità crescere un figlio costa quanto una Ferrari" si conclude con il ritrito stupidame natalista. In tempi di ristrettezze è del tutto ovvio che sia necessario ridurre il peso del proprio bilancio, non ci vuole un genio per capire che se una barca è già sovraccarica e il mare si fa grosso è del tutto folle caricarla ulteriormente.
Una delle conclusioni è: "Il problema in Italia è lo scarsissimo sostegno pubblico alla crescita dei figli".
Insomma, questi sono quelli del socialismo (?) citronesco, dello statalismo liberista e non si capisce come chi con quali risorse. Poi dicono che i demagoghi pressapochisti cialtroni sono i pentastellati.
Ora cambiamo il lato della medaglia del Partito Unico, dalla corrente democratica bianco rosina a screziature azzurre  a quella azzurrognola con striature biancorosine.
Prendi in mano Libero - quelli del liberismo, no!? stato cacca brutto diavolo privatizziamo anche la zia! - e articolo con le stesse assurdità. Viene dato per ovvio che si debba fav studiave i  vagazzi al college pubblico inglese, stamane li accompagnevà Battista. Si noti la traduzione non so se dovuta a ignoranza o volutamente truffaldina, le public school nel Regno Unito sono scuole tradizionalmente private. Insomma i liberisti si scocciano che lo stato non sostenga la spesa per mandave i lovo vagazzi ad una scuola decente nel Vegno Unito. Logico, coerente no!?

E nel solito forum/quotidiano locale in linea nel contesto di un ipocrita azione di propaganda di un amministrazione pidina locale (una delle peggiori della provincia per distruzione edilizia del territorio), un convegno sulla riduzione... degli sprechi (sigh!), ad alcune mie semplici osservazioni  sulla problema della crescita demografica e sul fatto che siamo già in spaventoso deficit di biocapacità ho letto le risposte più inconsulte e becere. Poracci, mi fanno pure pena a volte. anche i loro rozzi e patetici tentativi di insulto. Mi hanno dato del... comunista. Come se prendere atto dei limiti sia connotato ideologicamente. Storicamente alcuni cattocomunisti nell'ambito gas / lista civica mi dettero direttamente o indirettamente del destroide, quando sollevavo la questione del  problema della crescita demografica.
Prendere insulti da ambo le parti è un segno di eccellenza e mi fa piacere.
La madre degli idioti è sempre incinta. Ma sarà di destra o di sinistra?
Intanto tu preparati prima a Kowloon e poi al tuo funerale.


Harem e taser

Quando iniziai tango, mi rivolsi ad una vicina di casa. Ella mi tampinò a lungo, a me non piaceva caratterialmente e neppure molto fisicamente, anche se ieri, relativamente tirata e sui tacchi era ... più interessante. _aria  ha un carattere mite, dolce e questo tipo di donne... non mi attizzano, anzi... se sono pungenti, spiritose allora sì, ma una donna "dolce" io non mi affascina, anzi, direi che mi stufa, forse mi repelle è troppo. E' come un pasto di cose dolci, non riuscirei mai a fare un pasto di cose dolci.
Comunque quando io stetti con A-Woman, _aria venne fulminata dal tango, studiò per quattro anni, divenne una promessa del tango (così mi disse un tanghero), poi rimase incinta e smise.  Fu ella a indirizzarmi alla scuola "di città". _aria ritornò al tango per qualche tanda quella volta a giugno (suo figlio quando vide mamma sua nelle braccia di un altro si mise a strillare di brutto, ahahah, dovette chiedere a _bio di portarlo a casa, cazzo, veramente protestava di brutto strillando con tutte le sue forze che la mamma_tutta_sua non era più tutta_sua). Di recente mi aveva fatto capire che aveva voglia di riprendere, ora che il pargolo ha due anni e passa, io le avevo detto che ero rimasto senza ballerina al corso "dei colli" il giovedì.
Insomma, ieri è venuta a lezione. Si è trovata bene, atmosfera pure frizzante ieri, più coppie del solito, poi una tanghera aveva fatto le sfrappole-cenci-chiacchere-crostoli-comecazzsidiceinitaliano? fatte in casa, c'era da bere. Serata con una buona energia. Vedremo.

Due note: la prima che si sente che ha studiato (molto) nella migliore scuola di Bologna e con una maestra di livello alto. Insomma, ho fatto fatica a stare al suo livello. Come uomo mi prendo qualche scusante, io studio da due anni e mezzo e noi portatori di bucefalo siamo più lenti nell'apprendimento, anche perché per noi è sensibilmente più complesso, dobbiamo danzare per noi e per loro.
La seconda cosa che ho osservato è stata la reazione - come lo chiamo - della cocca del maestro. Avevo scritto preferita, forse un po' lo è, ma è specialmente _zia a sentirsi la preferita di _nni.
Quando le ho presentato _aria dire che _zia è stata glaciale, siberiana è un blando eufemismo. Più tardi mi ha fatto una domanda a denti stretti tipo "Ma da quanto tempo è che [quella] studia?". Ero seduto accanto a _zia e stavamo guardando _nni ballare una tanda di milonga con _aria. Era come se percepissi un livore trattenuto a stento. Se lo sguardo di _zia avesse potuto materializzarsi penso che si sarebbe concretizzato in un taser.
Le altre tanghere che non sono le cocche, non sono quelle che ballano meglio, e la stessa moglie di _nni, sono state cordiali con _aria. Percepivo che _zia (che peraltro ha un carattere da primadonna, io non mi sono mai trovato bene a ballare con lei, proprio per questo, diventa malmostosa o di malanimo se non la fai ballare al massimo) è entrata in una sorte di stato emotivo di ipercompetitività e di malanimo per la nuova arrivata (peraltro alimentato dal fatto che _nni aevva capito il livello di _aria e si divertiva molto a ballare con lei).
Ho letto qualche volta i racconti e le dinamiche dell'harem, cosa succede alle donne quando arriva la nuova (temporaneamente favorita fino all'arrivo della prossima) ma non ho mai avuto occasione di viverle "metaforicamente". Ecco, ieri ho visto con i miei occhi, le ho vissute come osservatore.
Per quanto eccellente Matt Ridley in Regina Rossa, con la sua descrizione degli schemi competitivi e la psicologia della competizione delle femmine di Homo nei confronti del maschio (alfa), non è riuscito ad evocare nulla di quanto vissuto ieri, sia pur nell'emotivamente relativamente piccolo di un contesto relazionale solo in minima parte erotico.


giovedì 6 febbraio 2014

Popolo D(e)i Ladri e Ricettatori: ((very) local version) - 2



(Popolo D(e)i Ladri e Ricettatori: ((very) local version)


  • Di giorno studenti all'università, di notte delinquenti.
    Quattro universitari ‘beccati ‘ dai Carabinieri con le mani nella marmellata o meglio, all’opera con le tronchesi al furto di bici.
    (Bologna, notizia locale)


Italiani brava gente e pure con un cuore grande, siamo buoni, eh!? Qui, la prossima volta, al poveretto, oltre ad aiutarlo a rialzarsi, gli porteranno pure qualche dolcetto e un bicchier di the caldo - sai, d'inverno! - che magari si è fatto male, poverino.

Italia di balordi senza frontiere, nostrani e importati, sotto e sopra, presenti e futuri.

mercoledì 5 febbraio 2014

Predico male razzolo bene

  • Smettila di farti le canne, walker!
    (commento)

'sta nota di Silvia mi ha fatto tornare a questa pagina che avevo spippolato un po' di tempo fa.
Macché canne. Se c'è un problema grande nella mia vita, ora, è l'assenza grave perché completa di vizi. Vivo una sorta di vita ascetica casa - lavoro - tango (la milonga è la mia ecclesia) - famiglia (col bipede), qualcosa di Natura, gli acquisti ecoequobiolocali, movimento in bici, una vita morigerata.
Sono al paradosso: da una parte apologizzo l'ecologia della molteplicità dei vizi, d'altra parte li ho persi tutti, quelli piacevoli, quelli dei sensi, la lussuria, la pigrizia, la gola, l'ozio. Predico male e razzzolo bene. E' orribile, è tremendo. Meno male che mi rimane almeno un po' di superbia nelle polemiche, un po' di sana vis polemica proprio. Non voglio diventare un padrepio di minchia.

Qualche giorno fa in treno eravamo finiti a parlare di dipendenze, etc. poi anche di perversioni.
Un gasista cattolico (non troppo allineato): Le perversioni sono la deviazione dal canonico (o qualcosa del genere).
UUiC: Le perversioni sono ciò che causa danno.

La solita zuffa morale vs. etica. Io propendo abbondantemente per la seconda (anche se è impossibile vivere senza una qualche dose della prima) e osservo spesso allibito la stupidità estrema a cui arrivano le morali e i moralisti.
Qualche giorno si rinvigorì la polemica sull'abolizione o meno dei reati inerenti la canapa (perché la chiamano tutti cannabis?). Per la nostra stupida morale farsi una canna o venderti un pallino di porra è reato, la stupidità estrema fatta legge, poi bisogna sbolognare gli indulti camuffati da altro (grazie a M5S che vigilano sulla questione) per svuotare le carceri anche stupidamente riempite.
L'alcol è la droga in assoluto più pericolosa (alcuni anni fa lo vidi in testa ad una lista di pericolosità, in un poliambulatorio che funzionava a ore anche come SERT). Altre classifiche lo posizionano tra le droghe più pericolose. Di recente è stato ribadito ciò che è ovvio: la canapa è meno pericolosa dell'alcol che è la droga più pericolosa. Il nostro diritto che è un diritto morale e quindi storto, non etico, ignora l'alcol e proibisce i cannabinoidi. E' stupido. Un po' come la maggior parte delle sciocchezze che ingombrano parlamento e dirigenza del paese invece della Politica.

Tempo fa sottolineai che i reati contro le persone molto più gravi dei reati ambientali. In realtà nella logica antropocentrica i reati ambientali dovrebbero essere molto più gravi dei reati contro la persona perché causano molte vittime a medio-lungo termine. Ma non è così, la stupidità del diritto storto morale ha pene ridicole per i reati ambientali. Insomma il nostro diritto è molto storto.

E io non mi drogo né di alcol né di canne, non più di triangoli o di sesso di gruppo, di pasti immoralmente luculliani. Mi drogo tango ma non tanto come vorrei. Predico male e razzolo bene.
Ohddio, è così terribilmente noioso, sano, virtuoso, tutto ciò.




5+



Ho dormito poco più di cinque ore, stanotte, dueedieci setteeventi. Ho le batterie scariche oggi. Gira tutto più lento. E non ho beneficiato di una carica. Ieri, in milonga, da Flora, c'era un caldo... siderurgico. Nonsipuòasssssolutissssimamente aprire perché i vicini poi etcetcetc.
Ero arrivato già stanco che non mi ero rilassato neppure un tot, per dare una mano via tel al mio bipede che ha problemi con gmail. E poi è stato faticoso, ballare un po' e poi fermarsi, fradici, madidi di sudore. Andare verso l'uscita a tirare una boccata d'aria e poi tornare, aspettando di asciugarsi. Ballato poco quindi, con pause e in un ambiente con caldo eccessivo, solita aria viziata, molto sgradevole.

Al ritorno, abbiamo parlato un po' della serata. _nni, il mio maestro, ha detto che _vid (arrivato dopo) è più avanti di tutti. Il mio ego non ha gradito. _zia ha ribattuto che ha una postura orribile ma... non ha distratto granché il mio ego dall'essere scocciato.
E so che pure che è difficile, sempre alternanza tra alti, bassi e i medi, proprio i medi, quelli che mi danno più fastidio. Ci vuole una dormita come si deve, domani sarà un giorno migliore.

martedì 4 febbraio 2014

Barbaria

  • «Visite con l’autoreggente»
    Gallipoli, il cartello scandalo
    L'Asl furiosa con i ginecologi: «Giuste le proteste
    È stata una dottoressa a scrivere quel messaggio»
    (corriere.it)

Quando ho intravisto il titolo mi sono detto. Beh, mi sembra una cosa che ha una logica. Ti devo visitare la patata, quella zona deve essere accessibile, un po' come "Non parcheggiare davanti all'uscita di sicurezza" Pare che il cartello ruspante abbia scandalizzato molti.
Mah. Hai presenti gli adolescenti e la loro ridolera scema' Dici "Vien giù neve bagnata" e questi si mettono a ridere per venti minuti!? Ecco.

A volte le cose sono così prive di logica che... riescono ancora a stupirmi, nonostante il mio cinismo su Homo Stupidus Stupidus.
Tale giornalista Daria Bignardi fa il suo dovere e smaruga tale Di Battista. Qualche volta i giornalisti fanno domande che non siano all'acqua di rosa, qualche volta sono meno servili con i potenti e ora tra questi con qualche potere ci sono pure i pentastellati.. Se aver avuto un padre, una nonna o un avo fascista fosse colpa, semplicemente quasi la totalità degli italiani dovrebbe stare zitto e cagato, visto che nel ventennio quasi la totalità lo erano. Poi successe che metà di questi di colpo passarono dal nero al rosso, ma questa è un'altra vecchia storia. Vabbè. Dunque in questo menar fendenti verbali, tale Casalino, altro pentastellato, ricambia e ricorda gli ascendenti combattenti comunisti della giornalista.

Una cosa a me
Una cosa a te
Uan tu uan

Apriti o cielo. Pare che ciò abbia scandalizzato molto molti ingombranti del Partito Diforzaitalia, abbia portato tale Letta a parlare di barbaria.
Qualcuno mi può spiegare, pleaze!? Cosa c'è che non va?
Ridolera o scandalismi non interrompibili. Mah.
Io preferisco la calze con la guêpière che in italiano come si dice?


Emilianità - 2

(Emilianità - 1)

  • La necessità aguzza l'ingegno.

L'opulenza ha tolto all'emilianità le sue radici più sane. Ha sradicato dalla terra la maggioranza delle persone e con ciò ha sradicato il senso del vivere. Così il sindaco felsineo, Merola, fa come gli altri imbonitori, Più tutto per tutti! Più People Mover per tutti! Perso il senso dei limiti, e delle cose utili per migliorare il mondo e la vita delle persone che lo animano, non le cose fatte perché sono più costose possibili per aiutare le cooperative. Un modo certo più colto rispetti ad altri istrioni, quello di mediaset, gli sfascia bilancio demagoghi che impazzano in meridione sfasciandolo addosso agli altri, lo stesso spirito profondamente antiecologico, ecocida. Metodi più garbati, con parvenza di cultura, moderatamente poco nocivi.
Eppure, in questa stessa regione, la necessità aveva portato al massimo civismo, agli usi civici, alla gestione migliore dei beni comuni, come questa storia dell'acqua_vita a Villa Minozzo. acqua bene comune e locale in provincia di Reggio Emilia.
La stessa cooperazione ha perso il senso delle cose. Ecco, poi bisogna parlare di questa eccellenza proprio emiliana che ha perso il senso delle cose, del limite e l'etica che la animava.
Lascio la parola, ehm, il canto al(l'ex compagno) Ferretti Giovanni Lindo, sezione Cerreto, Reggio nell'Emilia che gliele canta per bene.


lunedì 3 febbraio 2014

Emilianità - 1



Queste notizie mi fanno sorridere. Da ex lombardo ho sempre amato e finanche idealizzato questa terra. Un po' come gli stranieri che venivano in Gran Tour a innamorarsi del Bel Paese. Quando venni qui a fine '97 prima che diventasse Edilizia Romagna lombardizzandosi, ero stupito dalla bellezza che qui c'era ancora.
Io tendo a questa operazione di ricerca filologica, a cercare di capire le radici e le origini. Il regresso che restaura l'eccellenza perduta. Una cultura dove la necessità spinse alla cooperazione, all'ingegno, al civismo estremi e poi all'eccellenza del bene comune - il mio pensiero va alla famiglia Cervi - esperienza culturale (nel senso migliore del termine) direi ineguagliata in Italia, solo qualche territorio rimasto sotto gli Asburgo è confrontabile. Per questo ho un disprezzo così elevato per il progressismo modernista, tecnoteista massificante, degradante e suscito, con esso, reazioni iraconde.
Di recente ho fatto il guastafeste, in un forum/quotidiano in linea locale. Ad un convivio di commemorazione degli anni 60, un orribile e invadente intrusione di plastica, l'apoteosi dell'USA&getta: acqua marcia a km 400, posate di plastica, bicchieri di plastica, bottiglie di plastica (non a caso svoltasi nei locali del Partito Diforzaitalia).
Ecco, allora io ho ricordato loro che i loro nonni, i loro genitori, erano più poveri. Ed erano degni, le loro tavole erano belle, linde, con oggetti così belli anche per la dignità, per il loro Valore.
Andavano in bici, in giro per le città, non si erano imborghesito-rincoglioniti con il SUV e la Mercedes, non avevano una vita di plastica che poi si respiravano pure via inceneritori. Se inviti loro a chiedere ai loro nonni, ai loro genitori, semplicemente se li inviti a riscoprire come vivevano in eccellenza, si incazzano come talebani. Stai mettendo in crisi la loro credenza nel feticcio del progresso. Cita l'eccellenza dei Cervi e il loro vivere, i loro modi, la cultura, gli usi ed esploderanno di rabbia, Emilia Paranoica.

Ecco, il tortellino, quel capolavoro della cultura, lì a Castelfranco a metà tra Modena e Bologna, in brodo! Può consolare.

Gran Tour

Eravamo a Reggio Emilia, ieri, a Palazzo Magnani, a vedere la mostra sull'opera di Escher.
Io amo i paradossi e l'artista olandese ne ha fatto culmine della propria opera. La soluzione ai grandi problemi sono sempre ad un metalivello, su un livello superiore che mette insieme ciò che appare come inconciliabile. Leggevo le parole di Escher sul contrasto dei sensi come dispositivo cognitivo principe. Già, il contrasto che io amo come esaltatore della vita. Beh, non sono solo in questa comprensione.
Però, ieri, ho prediletto le acqueforti dell'inizio della sua opera. Anch'egli compì il Gran Tour in Italia. Ogni intellettuale, ogni architetto, artista del mondo che voleva respirare e vedere la bellezza si recava in Italia dove incontrava La Bellezza.
Non servono altri aggettivi. La Bellezza.
Quell'unico intreccio di paesaggio, varietà di Natura, arte popolare e colta, fantasmagoria estetica, le arti musicali, coreutiche, gastronomiche, musicali, delle lettere, il selvatico e l'umano abbracciati nei paesaggi. Così ben raffigurate nelle acqueforti sulla Sicilia, sulla Calabria. Per un attimo sono tornato al 1930, quando l'Italia era Il Giardino della Bellezza del Mondo.
Non la orribile crosta cementifica antropizzata attuale.
Ecco, io vorrei salire su una macchine del tempo, tornare al 1930, prima dei guasti irreparabili del modernismo, prima della Grande Distruzione cementizia e automobilistica, plastica, dell'Estetica e godermi il Gran Tour, passare e vedere Pentadattilo, le campagne senesi, la costiera amalfitana.
Fino a stordirmi, stendhalianamente, di Bellezza.
Grazie a _zzz per la proposta.


sabato 1 febbraio 2014

Minimalismi del venerdì

Ecco,  studiare il venerdì sera dopo una settimana di lavoro, è dura. Figurati se poi vai a ballare. Vai al 50% - anzi meno! - delle tue possibilità.
In milonga, ieri, c'era una cinquantacinquenne bellissima. [Attenzione, linguaggio politicamente scorretto qui, se non ti garba, cliccare la crocetta in alto a destra e arrivedergliela alla prossima volta!] . Straordinariamente fresca, con la zazzera sale e pepe a caschetto, sicuramente radical-chic nel suo aspetto nero minimale. Ha dato la pacca a tutte le altre, ad iniziare  quelle di età (anche parecchio) inferiore. Beveva acqua. Vita sana da abitudini sane, eh!? No rughe, corpo ancora perfetto, braccia toniche, non un segno degli anni, solo un filo minino di trucco, mascara e rossetto, fondamentalmente. Mi chiedo come una donna possa arrivare così bene a quell'età.
Principiante, circondata nella sua cricca. Avrei voluto volentieri invitarla, ma si metteva regolarmente in quell'angolo in mezzo ai suoi. Avrei voluto anche essere tra le sue gambe, suo toy boy.
A me piace la mirada, non l'invito diretto.