venerdì 31 gennaio 2014

Pioggia hai rotto il k_ forse no

Il fiume era in piena terribile ieri sera tardi. Una piena così violenta che lo sentivo tuonare, rombare da casa, a finestre chiuse anche se è lontano, giù in fondo alla valle. La pioggia continuava violenta, temevo che avrebbero potuto esserci conseguenze.
Sono andato dal dentista, l'ultima via prima di San Lazzaro, e poi tornato, fino alla stazione. Sempre in bici, come il solito. Ma nonostante la mantellina sono arrivato inzuppato.
Imprecavo. Ecco, sorella Pioggia, lo sai che tu mi piaci, sono sempre innamorato con te. Ma come ogni amore a volte ci si  rompe, si litiga, mi stai sul cazzo quando sei così insistente.
Mentre pedalavo porcando qui e moccolando là mi dicevo che non era altro che una mezz'oretta di sport (40' al ritorno, fino alla stazione) sotto l'acqua. devi avere le palle per fare sport anche sotto la pioggia battente, veniva giù come un temporale estivo, diocane. Però lo sport fa bene. Temprarsi alle intemperie fa bene. Vincere le difficoltà fa bene. Pedala, taci, se vuoi impreca pure ma pedala.
E mentre ero con le palle piene così di acqua e umidità, stavo incatenando la bici alla rastrelliera nella fossa accanto al ponte, lassù sentivo ancora una volta il traffico impazzito e cattivo, un coro di decine e decime di clacson e trombe di auto che si incazzavano, si insultavano l'un l'altra sclerando.
Allora ho capito, che per quanto  sgradevole fosse stato, ero scampato dalla bolgia del traffico.
Alla fine, insomma, tiri un sospiro e ti rassereni, c'è sempre di peggio. Non sei poi così male, amora mia. Basta viverti bene.

giovedì 30 gennaio 2014

Ottusangoli ipocriti infastiditi

I pentastellati stanno rompendo il cazzo loro. Ci sono alcune cose che mi fanno storcere il naso, ma io osservo una voglia di politica, di lotta, finalmente un senso di res pubblica, a volte eccessive esuberanze, ma fa solo bene in quella distesa di sepolcri imbiancati moderati e moderatamente intelligenti.
Poi ci sarebbe il nuovo peggio elettorale evacuato dal vuoto fiorentino col bamboccione attorno: dimmi con chi la fai (la feccia delinquenziale d'Italia, capobanda ad Arcore), quello che doveva rottamare i geriatri che si accorda con il geriatra n°1, il Vecchio Boss, ti dirò che vaccata elettorale caccerai.
Ho sottoscritto l'appello lanciato da Il Manifesto.
Il sistema del potere è un filtro passamerda e questa disegno di legge elettorale lo celebra adeguatamente: un paese di masse mediamente medie e giulivamente ripiegate sulle proprie mediocri se non peggiori caratteristiche e relative espressioni dirigenziali, quelle che stanno affossando il paese, non ha certo bisogno di escludere diversità e intelligenze tanto minoritarie quanto eccellenti.
Localmente osservo la orribile marmaglia pidiossina, la mediocrità un po' scemotta e assai popdemocratica, gli ottusangoli che sono poi gli stessi ottusangoli ipocriti con la giubba di altri colori in altre regioni e io mi ricordo l'ottusità quadratica media in Lombardia, forse quella friulana che leggo, quella trentina che conosco, non erano, non sono meglio. Giulivi e beoti, tutt'insieme democraticamente si scandalizzano delle intelligenze, le trovano petulanti, infastidenti. Non destateci, per favore!
In un paese così profondamente assopito in un torpore stolto, solo qualche azione rude, può sortire qualche effetto. Strattoni il_bobbolo dalle sue credenze gregarie e questo si scandalizza, si infastidisce,  ti prende a male parole.
E' positivo. Si stanno muovendo bene i pentastellati. Con tutti i limiti contingenti.

Tutta colpa di Freud

Devo dire che sabato scorso quando abbiamo consultato la lista della programmazione dei cinema a Bologna e provincia, _rio ed io eravamo piuttosto scocciati. Quasi tutta l'offerta era relativa alla cinematografia in lingua inglese. Ma luridamiserialadra, possibile che con tutte le meravigliose opere cinematografiche del mondo dobbiamo subirci solo della roba americana (sì, perché poi l'80% della cinematografia in lingua inglese è poi roba americana, non di rado ciarpame)!? Un po' come per la musica, il 95% della programmazione del 95% dei canali radio trasmette lo 0.1‰ della produzione. Che squallore! Sarebbero questi i vantaggi "del mercato"? Un cinema che scimmiotta l'altro a programmare le stessa pellicole negli stessi orari. Mah. C'erano solo tre o quattro titoli "non anglofoni" su una ventina? trentina? di programmazioni: abbiamo deciso per... una cosa leggera, per una volta.
Molto piacevole 'sto intreccio di storie di un padre amorevolississimo e delle tre (tutt'altro che) scarrafone sue. Ben recitato, si lavora sui siparietti  ma anche su quattro modi di vivere le relazioni, per quattro età diverse o anche solo per quattro persone diverse (figlie e padre).
L'intreccio delle storie è su vari piani e conduce a situazioni spassose. Buone le recitazioni, ma la qualità è nello spirito delle situazioni e dei contraddittori. Una pellicola deliziosa, italiana. Non c'è alcun bisogno di importare della roba sempre da Hollywood. Proprio non capisco questo appiattimento commerciale su opere della cinematografia in lingua inglese (ovvero quasi solo statunitense).

Alcune note estetiche.
Un po' patinato-modaioli alcuni interni.
Trovo veramente orribili queste barbe e zazzere di cinquantenni (Marco Giallini, il papà, Alessando Gassman, l'amante suo coetaneo della figlia) artificiosamente e orribilmente tinte di nero. Volti e rughe ed età in contrasto con le tinture di barba e capelli da ventenni, non un filo grigio. Il travisarsi del monto delle spettacolo è spesso di una bruttezza indicibile.
Vittoria Puccini, la figlia libraia, è, nella storia, una bellissima donna, con uno stile piuttosto fresco, leggermente alternativo, un po' radical-chic. Ecco, così fresca e informale è mille mila volte più bella di quando è tirata "elegantemente". Avevo già osservato (The freak the chic) del fatto che molte donne si orribilizzano in una sorta di matrone pseudoeleganti in occasioni "importanti".




mercoledì 29 gennaio 2014

Martedì sera i torni contano - 2

(Martedì sera i torni contano)

C'ho i fiotti di biochimica di innamoramento e mi sento un po' dio. Un po' come En Joy, il caos della gioia dentro, anche se per altre ragioni, visto che io amo T. L'ho amato cinque giorni sugli ultimi sette, alcuni giorni ripetutamente.
Ieri ho fatto lezione extra da Flora, con _ica la mora del profumo. Avevo buttato lì di smangiucchiare qualcosa prima ma non ha colto l'invito. Mi ha segnalato questo. come se volesse... invitarmi. Penso che se dovesse mai succedere qualcosa sarebbe il corteggiamento con la rincorsa più lunga della storia. Uhchegoduria la serata con lei.
Così cinque giorni su sette di amore. E ieri ho ballato bene. Penso che questo amore sia dovuto al fatto che c'è un crescendo, il piacere voluttuoso della progressione e quel po' po' di ebbrezza che è iniziare a cavarsela bene, iniziare ad essere voluto da alcune brave (e belle) tanghere.
Io non ho mai smesso di lumare _ara. da Flora o altrove, anche quando era presente come Tj (muzicalizadora) l'ho sempre omaggiata con qualche sguardo, penso che non possa non aver capito il mio piacere per la sua bellezza mediterranea straripante, ad iniziare da quei morbidi boccoli neri tirbaci li stra mortacci sua!. Solo che avevo un conto in sospeso con lei, da quello sgarbo, domenica 13 maggio dell'anno tanghero 2012.
Insomma, sono vicino a lei, nei pressi dell'angolo bar, la guardo, "La signora _ita balla un tango?" (_ita è il suo nome d'arte come TJ). Accetta. Balla così così ma punta solo ai tangheri più bravi. Lo so, vedo quando balla, come e con chi.

Son carina così bella
per me sol ballerini fichi
per la tanda più bella.

Alcune di quelle belle e/o importanti (diciamo con un qualche ruolo nel mondo) se la tirano così. Ora balla un po' meglio lei (non troppo) e ballo molto meglio io.
Poi le ho pure detto che avevo uno sgarbo in sospeso e che la puntavo, l'avrei ripresa quando avrei raggiunto un certo livello. Sorrideva.
Le ho chiesto da dove venisse? Da Taranto.
Ah, che meravigliosa cozza tarantina! Ehnnò, questo no! mi ha detto e poi si è messa a ridere.
Avevo una collega una volta che mi decantava le meraviglie delle cozze tarantine. Direi che posso confermare. Ride di nuovo.

Ecco, T. da proprio alla testa.
_ica  e poi _ara. Una più bella dell'altra. Entro pensando ad una, esco con in testa pure l'altra.
Ho abbracciato, in questi due anni, molte donne che non sono modelle solo per caso.
Alla fine ho chiuso con _nna, regista, figlia di nota famiglia imprenditrice trentina. Ecco, lei è veramente creativa, c'è una sorta di giocare sperimentando. Non è così bella, ma ha il fascino e l'attrazione di una amazzone della sesta arte, il profumo di mille toni di colore di un tango giocato e irriso e celebrato come parole per uno che improvvisa sonetti.
Martedì sera i torni contano. Anche troppo bene, a volte.
Firmato: Io che oggi mi sento un po' dio.


(juanantoniogomez)

Parmigiana di melanzane

La questione dell'Electrolux e della riduzione drastica dei salari che la multinazionale impone ai lavoratori italiani è paradigmatica. Una delle grandi inculate (io che adoro il sesso anale mi trovo sempre in difficoltà ad utilizzare questo termine che per me e le mie amore fu delizia e gaudio magno, ma mi adeguo per convenzione linguistica) di questo sistema. Gli  italiani continuano a pagare a prezzi italiani prodotti il cui costo, a produzione delocalizzata, è alcune volte inferiore.

Aggiungiamo questo dettag.lio : l'aggravamento continuo della disparità nella distribuzione delle risorse, a partire dal reddito.

Ora, vediamo di spiegare alla zia Emma di novantadue anni e al tuo nipotino Adriano ottenne le cose in modo che possano capire le puttanate e le stronzate che non solo regolano e danno vita a questo sistema, ma che sono assunte dai più come fondamenti intoccabili di questo sistema.

Il capitalismo è diventato una religione: sviluppatosi in altri contesti completamente diversi, dal punto di vista geobiofisico e politico, ora è cresciuto al punto tale da essersi divorato le risorse da cui dipende. Il sistema è cotto e bollito semplicemente perché non ha più risorse.
Rimando all'analisi interessante di Mauro Bonaiuti, sui sussulti forsennati del capitalismo (accrescitivo) ora che il  barile vuoto e si raschia il fondo (l'accrescitivo lo attribuisce ma è questione (in)culturale più che economica) e del pensiero di due economisti, Larry Summers e Paul Krugman.
Gli economisti, fondamentalmente non capiscono un cazzo, in quanto pensano che l'economia sia un mondo a sé, completamente slegato dalle risorse. Sono appunto degli idioti. Un po' come se tu Emma, o tu Adriano iniziaste a pensare ad un rilancio del ristorante, o ad una cena con gli amici, ecco... con una bella celebrazione a base di parmigiana di melanzane che vi piace tanto.
Dunque ne preparariamo … Quante? Dai, cinquanta porzioni! Congetture, studio e finanziamento della ricerca sulle migliori ricette, convegni, battage, disegni di legge, intervengono tutti i tromboni che più dicono stupidate più sono importanti etc. etc.
C'è solo un trascurabile dettaglio: oggi abbiamo due melanzane e domani una sola, dopo che una ce la siamo mangiati oggi a pranzo.
Dopo mille salti mortali, riusciamo ad organizzarci, mandiamo Ermes a rapinare altrove i 30 kg di melanzane (ad esempio da altri paesi che magari bombardiamo di democrazia) e...
Altra geniale idea.
Attenzione, Emma e Adriano. Dei cinquanta vostri amici che saranno commensali,  uno solo arraffa 29kg dei 30 kg di melanzane e vuole solo per sé la parmigianona buonona di melanzane, con 29 kg di melanzane. Solo per sé.

Prego.
Ora Emma e Adriano, preparate pure il pasto.
Buona soluzione del problema.


P.S.
Ah, dimenticavo.
Nel frattempo continuate pure a dire agli amici di portare altri amici, ad invitare altre persone e fate entrare nella sala più gente possibile.


Diario di blog

Troppe cose da scrivere per poco tempo. Ecco, magari oggi riuso alcuni commenti lasciati in giro, eh!?

lunedì 27 gennaio 2014

Neorazzista filosuino

Prendo spunto da un commento a casa di Mia Euridice.
Anche se non lo sono, poiché io avvoco veramente l'uguaglianza di fronte all'etica, alla biologia, alla legge di tutti, senza preclusioni o FAVORITISMI religiosi di sorta, l'uguaglianza in diritti E DOVERI, avvoco una società pubblicamente atea senza un dio sopra gli altri, io mi definisco provocatoriamente neorazzista. Qualcuno direbbe differenzialista ma sono classificazioni utili principalmente alla polemica  (proprio prima di morire di torture, potrei cedere e lasciarmi appellare come ecologista esteta edonista, se proprio vogliamo).

Ad esempio poiché è del tutto etico, biologico, naturale, opporsi alle invasioni del proprio territorio da parte delle immigrazioni di massa (tabù n° 1) dovute alla patologica, ecocida crescita demografica (tabù n° 2), allora appena poni in questione questi due PROBLEMI chiarendo che non c'è alcun diritto ad emigrare in posti ultrapopolati e stipati né un obbligo a subirlo masochisticamente e che le migrazioni di massa sono violenza e problema (e come problema devono essere contrastare fino a trovare un rimedio efficace) allora lo stupido di turno usa subito la parola "razzista". Un po' come si dava del fascista a qualsiasi atteggiamento di potere prevaricante (peraltro come quello delle guerre demografiche). Allora, io son contento di definirmi, provocatoriamente "neorazzista".

Ah, a proposito, le vittime sono vittime uguali per tutte, non ci sono dolori di serie A e dolori di serie B. Allora perché non ci sono i giorni della memoria del popolo cambogiano? o quelli del genocidio dei popoli amerindi? Cosa sta succedendo ai palestinesi che subiscono l'immigrazione violenta di molti ebrei e del sionismo? (peraltro palestinesi con una politica demografica altrettanto becera e violenta)? il genocidio armeno valeuncazz?+

Io ho goduto come... un porco quando alcuni ortodossi ebrei decisero che i resti di ogni kamikaze suicida palestinese sarebbero stato riesumati per esser strofinati con resti di porco, in quanto questo sarebbe stato lo spregio massimo, l'impossibilità di arrivare ai paradisi di vergini, latte e miele  e di altre stronzate islamiche del genere. Erano stati intelligenti (direi una cosa molto rara per degli zeloti religiosi) e avevano combattuto l'idiozia del suicidio religioso con le armi della religione. Geniale!
Allora sono arrivate tre teste di porco come spregio alla Shoah. Mi rincresce per tutta la comunità ebraica che fu vittima di una persecuzione religiosa, per quanto pagana, a milioni su per i camini nel freddo, sempre quello, sei giusto o sbagliato per la tua religione o perché non hai la mia religione.

Però non fatemi cascare le balle con 'sta puttanata del porco come animale impuro e tante menate del coro unico.
Altrimenti ritorniamo sul piano religioso del "La mia religione è meglio della tua e noi vinceremo, ti vinceremo! Noi siamo eletti, voi no, siete dei poracci! Il nostro dolore è di serie A, quello degli altri non così tanto, etc.
Questa è la mentalità religiosa (anti)razzista che è quella che causa tutte le violenze. A iniziare da quella più efferata che è la guerra demografica.
Andrò con un carissimo amico ebreo chiantigiano da Falorni che mi fece conoscere a farmi scorpacciate di animale impuro, qualcuno che non mette il cervello all'ammasso esiste ancora.




Brava o linda

Questa settimana il tango mi ha posseduto
  • lunedì a lezione
  • martedì in milonga da Flora
  • mercoledì al La Capital
  • venerdì alla Milonga Bruja
  • ieri "la tarde" al TPO.
Preoccupazioni da stallo spazzate via dal ballare (anche se ballare e praticare rimangono due cose diverse) e di nuovo la biochimica a fiotti dell'innamoramento.
Ieri era bello, c'era anche _zzz al TPO e _rta (venne in montagna con noi). _zzz ora studia di più e si sta appassionando e ciò significa anche ballare di più. Mi diceva che sta vincendo i timori iniziali. Le milonga, dice Leone Incovich, è il luogo più democratico dell'Argentina: non conta censo, cultura, finezza degli abiti, aspetto: se sai ballare ballare balli altrimenti no. In realtà direi quindi egalitario, più che democratico. La difficoltà e la complessità semplice del tango è feroce e fa un sacco di vittime e rende l'ambiente francamente non così tenero duro per i principianti (il suggerimento è di andare, all'inizio, con i propri compagni di corso, proprio per evitare la frustrazione dell'inaccessibilità iniziale). Complessità semplice e feroce induce una sorta di segmentazione per livelli all'interno della comunità danzante. Quando balli bene o inizi a ballare meglio non è spocchiosità preconcetta, non c'è un complotto di esclusione, ma semplicemente hai voglia di ballare e piacere con chi sa ballare.
Ieri osservavo il visto triste, silenzioso, di una ex compagna di corso, _ena. Seduta a lungo, aveva ballato poco, era planchada. Questa è una delle cose feroci della del tutto apparente e finta armonia della milonga.
A questo punto interviene anche la biologia: a Montevideo o a Buenos Aires dicono: ¡Brava o linda! Brava o bella. Le donne belle hanno più possibilità di rompere questa condanna del non ballare. Nel senso che, almeno all'inizio, hanno notevoli possibilità in più di essere invitate e quindi di iniziare a migliorare, ad apprendere, dopo lo studio.
Non che vivano sugli allori. Ad un certo livello puoi essere la topa più bella del mondo che se non sai ballare, non balli. Il tango è anche esibizione: così ci sono, tra le tanghere di alto livello, quelle che fanno del tango la professione se non la vita, e quindi pure esibizione, una quantità pazzesca di donne bellissime. Erano quelle che furono invitate perché lindas, probabilmente.
_ena non ha la fortuna di essere una bella donna, mi ha fatto tenerezza.  Se non fosse che è una di quelle che mi ha tampinato perché le piacevo, l'avrei invitata. Ieri c'era anche _zia, la fiorentina, con cui ho ballato due tande. Percepivo, nel suo abbraccio tenero e stretto, una sorta di rimpianto per il fatto che non abbiamo avuto una storia. E' un po' come i messaggi o i pensieri o le attenzioni. Se c'è uno squilibrio nel coinvolgimento  non puoi per non alimentare aspettative senza prospettiva. Così è anche per il ballare, un po'.
Così l'ultima tanda l'ho fatta con una principiante (l'ho visto dalle scarpe), una barese piacevole e moretta. Infatti era, carina.  Con strani ragionamenti... principiante e tendeva a parlare durante, ohpersanpancrazio!
Ho una sorta di mandato morale, di far ballare per una tanda almeno,una principiante. Così mi fu raccomandato da una tanghera esperta che mi fece ballare quando ero più principiante.



Parigi brucia!

Mi aveva chiamato A-Woman, all'una e ventitre. Guarda che lì da te ci sono i pompieri, non vedo bene. Ci sono fiamme sul tetto vostro?
Insomma, è andato a fuoco e distrutto un quarto del tetto della casa vicina. Partito dalla canna fumaria, non l'avranno pulita. La pulizia sistematica e approfondita delle canne fumarie è una di quelle conoscenze della cultura rurale che si sta perdendo oppure non c'è mai stata in coloro che arrivano dalla città. Ormai la quasi totalità degli incendi in ambito extraurbano sono dovuti all'incendio delle canne fumarie e dal fatto che i nuovi tetti "ventilati" favoriscono il propagarsi veloce delle fiamme.
Terribili il rumore, il crepitare delle fiamme, il rumore della motosega, l'odore di bitume (carta bitumata) in fiamme che colava dalle gronde, una scena infernale da battaglia medioevale, la vista della pira vorace, l'acqua che scorreva sulla facciata, poi nera. Poi la luce in quella camera che entrava da sopra, quella parte di tetto ormai squarciato, dai proiettori dei Vigili del Fuoco.
E' lo spettacolo affascinante e terribile del fuoco distruttore.
Poracci i vicini, che danni! Cercherò di capire se hanno bisogno di una mano ma ho perso il loro numero di telefono, devo recuperarlo.
Dall'una alle tre. Ho fatto fatica a riaddormentarmi poi.
Ho ancora odore di bruciato sulla giacca a vento.
E un po' di stanchezza, sono bruciate anche tre ore di sonno.

domenica 26 gennaio 2014

Qui, subito!

Non di rado dilemma tra il vivere la vita o il raccontare, scrivere la vita.
Oggi sarei dovuto andare in crinale a ciaspolare ma è saltata per problemi ad _rio. Già ieri pomeriggio ero uscito in medio appennino, giornata spettacolare. Pago con il tempo pendolare il vivere qui ma ciò è straordinariamente ripagato dal Qui, subito!
Se il tempo chiama in pochi minuti posso essere in posti selvaggi, rurali, di arte minore di bellezza stupefacente. Questo pomeriggio ho vagato un po' nel bosco sulla collina dietro casa, con la roncola, a far fuori vitalba ed edera.
Ora sto andando in milonga, scrivo dal treno. C'è una ritualità, una sorta di preludio prima che celebrano ancor più questa danza degli abbracci, dei batticuori uno a uno.
Dal selvatico, di muschio, foglie, primule e blu sole e panorama grande all'urbano colto, raffinato, dolcevita e glamour.
Che meraviglia. Mi fa felice!

venerdì 24 gennaio 2014

Ribollizioni



Avevo preparato la minestra di pane mercoledì sera che ho ribollito ieri. Non è uscita affatto male, direi: quando è arrivato il bipede ce ne siamo sbaffati due piattoni così! Per finire, poi, un'altra cosaccia toscana: pane sciapo, burro e acciughe. Due godurie sono meglio di una!
Qualche minuto prima che il figliolo arrivasse mi aveva chiamato _nni, il marito di sua madre: al calcio era necessario firmare il cartellino affinché UnRagazzo potesse giocare la partita di campionato sabato. _nni mi chiedeva se ci tenevo a firmare io oppure se lo autorizzavo a firmare in vece mia. Tempi stretti, so che il bipede ci tiene alla partita di pedata, stasera ho il dentista dopo lavoro, non riuscirò a passare, "Firma tu!" gli ho detto.
Penso che sia stata una cosa positiva. E' una sorta di famiglia allargata che ha a cuore i suoi componenti, se c'è ecologia si può andare oltre alle formalità.
_nni, in genere, prepara la ribollita in una versione modificata. Così il UnBipede può godersi pure le due versioni, la sua e la mia più rigorosa.

giovedì 23 gennaio 2014

Primo stallo - 1

Sono arrivato ad uno stallo nello studio del tango. La mia partner di studi del corso "dei colli" è da un po' (beh, un po' un par di caxxi visto che da settembre sarà venuta due o tre volte) che non viene, lavora più no che sì, ha molto tempo visto che è (sempre più) spesso in cassa integrazione ma anche meno soldi e quindi meno soldi per i corsi di tango e quindi non viene più a lezione. Il mio maestro ha attivato delle altre tanghere ma o sono di livello inferiore o sono del tutto estemporanee, fai quella lezione e poi non ti vedi più. La mia partner di studi del corso "di città" un po' sta diminuendo le uscite tanghere per diminuzione/assestamento della passione anche perché ha iniziato un corso di danza afro e qualche uscita in milonga salta.
Cosa significa?
Significa che non ho più una compagna con cui studiare in collina e che la compagna con cui studio in città non ci vediamo quasi più in milonga.
_ica la mora del profumo avrebbe passione ma non può uscire quasi mai avendo due bipedi a carico e, oltre ad abitare lei in città io in provincia (che non puoi mica prendere al volo una lezione privata o scendere in città  solo per quella), ha orari di lavoro spostati a fine giornata che precludono finestre in comune.
Insomma, lo studio senza provare è sterile e mi accorgo che mi sono fermato (nell'apprendimento).
Una delle convenzioni, delle regole di buon galateo in milonga è che - eccezioni a parte, ad esempio con persone con cui sei in confidenza, come i partner di studio - non si prova. E' abbastanza ovvio e naturale, vuoi fare buona figura, mettere lei ad agio, non mettere entrambi in sequenze tanto goffe quanto necessarie di prove, errori, cambiare e riprovare. 
Non provo da alcuni mesi nulla di quello che studio (tento di) a lezione. Senza ripetere mi dimentico ciò che imparo, non miglioro, le proposte si fossilizzano sul noto. Questo blocco non mi piace, è come se mettesse un velo spesso di opacità su tutto.
Anche nel tango promiscuità e monogamia (scrivo monogamia? fedeltà? stabilità?) e mancanza di promiscuità e mancanza di fedeltà hanno pro e contro.
A certi livelli - lo sapevo, avendo letto e sentito da persone più avanti nello studio - è importante avere un buon partner di studi.
Aggiungo, inoltre, che per noi uomini i tempi di apprendimenti sono sensibilmente più lunghi, diciamo, il doppio e che molte donne arrivate ad un certo livello, si siedono credendo, del tutto impropriamente, che "tanto fa l'uomo" (la "moria" per gli uomini che screma arriva molto prima, data la difficoltà). Questo significa che trovare una compagna di studi a livelli più alti diventa più difficile.
Queste le motivazioni sul piano oggettivo.


mercoledì 22 gennaio 2014

Barbarico

Nemmeno due ore di auto e da un mondo ai margini, residuale "io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione è il mio amore, vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d'altare, dai borghi abbandonati sugli Appennini..." di memoria pasoliniana, vengo incorporato nella rete ferroviaria destinazione Roma.
Nelle stazioni di provincia si evidenzia, con una forza che solo la quantità possiede, il mutare del panorama umano. Il mescolio di popoli e razze è debordato dagli schermi, è in marcia e dove non arrivano le rotaie bastano i pullman purché vi sia stazione: battigia in cui ogni onda umana si frange. [...] Ne risalta la difficoltà di controllo, l'incapacità di gestione. Fallite le ideologie del recente passato, vistosamente in crisi il comando di scienza e finanza, non più così ovvio e lineare il progressivo benessere di chi basta a sé resta il fatto, incontrovertibile, che questo è il nostro tempo, il nostro mondo.
Se il primo colpo d'occhio si perde tra la varietà di razza e tipologie umane, comunque uno sguardo complesso che coglie molta bellezza, tanta problematicità ed un generico degrado, il secondo sta tra il perplesso ed il desolato. La quasi totalità degli esseri umani manipola una protesi connettiva che dispensa barlumi di vitalità.

Barbarico
Giovanni Lindo Ferretti
Mondadori
p. 130 - 131


Ecco il terzo lavoro letterario assolo di Giovanni Lindo Ferretti. Poeta cantore musicista, cattolico e allevatore. Io mi cullo di ricordi di musiche e liriche che mi hanno sempre carezzato l'anima. E così sono goloso.
Trovo sazietà nel divorare una critica antimodernista precisa e disincantata, nella reazione rurale religiosa naturale alla reazione punkfilosovietica, già tecnocritica e dissacratoria. Ferretti testimonia l'Amore per il Creato che celebra nei gesti di stalla, di campagna, di monti quotidianamente a Cerreto. Ma anch'egli è una persona di questo mondo, del nostro tempo, nulla rinnega, solo osserva con distacco, dall'alto.
Era Moroccolo che diceva che Giovanni Lindo è sempre stato religioso? Fedele alla linea e anche in questo su saggio traspare il trasporto, il ritorno devoto al cattolicità e alla chiesa. Forse si può intuire che è solo un pezzo del suo cammino, mai si era distaccato.
Godo dell'antimodernismo, della poetare critico e acuminato sui nulla dei grandi feticci, la critica al potere, al potere del nulla, al potere dei grandi feticci. Non ci sono migliore parole per descrivere le grandi regressioni di massa di queste barbariche, di cavaliere, di pastore. E poi il contributo di Ferretti a cercare di migliorare questo mondo, a fermarne il degrado, con ciò che gli è congeniale, l'arte, fattasi teatro equestre col quale provare a stimolare l'amore per la "carne e sangue" della Natura, dei cavalli, delle cose vive vere che vivono, stimolo alle nuove generazioni che tendono ad essere appendici delle loro protesi connettive e delle tentazioni a vivere vite virtuali di pixel.
Stucchevole l'incensare della cattolicità, papalina e romana d'urbe, del finale.

Egli si ritrova ad essere barbarico. Lo ammiro e lo invidio un po'.


martedì 21 gennaio 2014

Calcestruzzodistruzione

  • Frana sulla ferrovia ad Andora: indagato il progettista del terrazzo
    (lastampa.it)

Da sempre osservo che l'edilizia, economia degli straccioni, e le patologiche rendite parassitarie immobiliari che la pompano da decenni, oltre ad aver distrutto l'economia - specie i settori primario e secondario - è stata il più efficace fattore di antipolitica dei trasporti e, in particolare, dello sfascio del sistema ferroviario. Nota a lato: TAV Brennero e TAV Susa (61G€ e 24G€) non sono altro che edilizia di infrastrutture che, per sottrazione di risorse, sfasceranno ancor una volta di più le ferrovie italiche (in questi casi lo sfascio edil-cementizio del paese si vernicia di verdognolo ferroviario, la distruzione più efficace è quella subdola).

La Liguria è una delle regioni in cui la distruzione edilizia (a base di seconde case di lombardi e piemontesi) del paese si è meglio abbattuta sul territorio. Con la connivenza di politicastri locali 'gnoranti e corrotti, di avide popolazioni di piastrellisti, impresari, idraulici, ex contadini papponi della Terra, ingegneri, geometri, architetti, notai, cavatori, muratori. E' il_bobbolo di locuste intento orgoglionamente a La Distruzione.
Ad Andora l'edilizia è letteralmente franata sulla ferrovia, distruggendola direttamente.
Così si fa pure prima.



lunedì 20 gennaio 2014

Ecoradicaleintellettuale

Venerdì, in pausa pranzo (dalle 12:40 alle 13:18) alla stazione centrale ho toccato abbracciato conosciuto intervistato accompagnato complimentato scrutato provocato Gaia Baracetti, che era sulla (ferro)via a media velocità (o lentezza) verso una presentazione a Firenze.
A volte un po' incredulo che la mia eroina ecoradicaleintellettuale cosmopolita avesse un corpo e non fosse solo parole. E' una frute assai frizzante e vispa (e bella!) e la trovo quasi unica per onestà e brillantezza intellettuali, per questi spirito e mente mitteleuropei che mi sembra pure lei, a volte, un pesce fuor di acque italiche.
Mi aveva portato una copia di due suoi libri che ho acquistato: quando posso sostengo sempre in maniera diretta l'opera di intellettuali e artisti, perché limitare al kilometro zero solo cibi bevande detersivi? Che male c'è (che avevo scelto io) e Dove si sta bene, (che ha scelto lei) a prezzo pieno, che voleva farmi lo sconto ma bisogna pure sostenere le attività di intelletto di quei pochi con valore, no!?
Ecco, la rete offre questa possibilità di incontro tra anime che hanno suoni e vibrazioni simili e le condanna alla distanza ettochilometrica che impedisce frequentazioni di corpi ed anime o, per dirla alla Giovanni Lindo Ferretti, frequentazioni di carni e sangue.


domenica 19 gennaio 2014

Opaco e disilluso - 2

(Opaco e disilluso)

Avremmo dovuto essere in sei o forse sette (invece che in cinque): avrebbe dovuto esserci pure A-Woman e forse AWKid.
Insomma le dico che avrei fatto il gulasch e la ghiottona si ingrifa subito un po'.

Vado a recuperare il bipede.
Devo venire a prenderti o vieni su in treno?
Maaa miii mooo vieni a prendermi papà.
Lo vado ad acchiappare il bipedone e un po' mi girano. Ti immaginavo sepolto di roba e invece solo lo zainetto ed una borsina? La prossima volta, pleaze, vieni in treno, che invece sì che io sono sepolto di cose da fare a casa e tra una cosa e l'altra mi va un'ora per venire a pigliarti.

Al ritorno ci fermiamo a casa A-Woman: il mio vuole parlare con AWKid, io le rinnovo l'invito.
[...]
Ma, non so se potrò venire perché devo accompagnare AWKid allo stadio.

Eh!?!?
Il signorino è munito di abbonamento dei treni, c'è l'autobus, arriva prima coi mezzi pubblici che...
Quindi esce 'sta cosa che sono cazzone ed egoista anche solo a pensare che UnRagazzo possa venire a casa in treno.
Qualche battuta ma avevo già una notevole rabbia placata dentro. Era di nuovo lì, lei come appendice della sua auto e del suo modo di non pensare completamente dipendente, in balia dell'auto.Come se questi anni fossero svaniti, come se avessimo litigato un'altra volta, ieri. Lui, lei, l'auto.
Ho chiuso con un “Io sono un egoista intelligente, tu sei ancora un'appendice della tua auto.”

Ero andato lì con buoni ricordi e voglia di averla a pranzo. Ed è bastata un solo scambio di battute per riportarmi con la testa per terra.
Vi siete beccati un po tu e A-Woman! Mi fa il bipede usciti da casa loro.
Se ci siamo lasciati qualche motivo si sarà ben stato.

E' come se del sale mi fosse stato messo su una ferita aperta giù fino al nervo.
La cosa che mi preoccupa è che io potrei pure trovare una che non è appendice lobotomizzata della sua auto, che non è “porto al mio figlio bamboccione pure l'acqua con le orecchie in ginocchio” ma poi avrà altre pare e considererà pare altre cose mie.
Due o tre stilettate a vicenda, un ottimo e velocissimo rimedio anti nostalgie per tornare, giustamente, opaco e disilluso, assai brillante e convinto della libertà scevra da queste logoranti lotte di coppia. Io non ho voglia di battaglie contro la stupidità e gli (idioti) usi comuni, men che meno con una (mia (ex)) donna.


Bianco legno argento e grandine



Due giorni di pioggia come dio la manda. Beh, dovrebbe essere neve di 'sti tempi, invece è pioggia. Io sono crepuscolare, forse un po' scandinavo o norvegese. Mi piace il verde, l'acqua, la pioggia.
Era un po' di tempo che la moglie del mio maestro di tango dei colli la buttava lì :- Quand'è che ci rifai il gulasch? Daaai! 'spetta, _mia, 'spetta che arrivi il tempo giusto...
Insomma ieri me la sono goduta a casa e pure oggi. Il mio bipede mi ha dato una mani prima a tagliare e spaccare un po' di legna e poi a preparare la tavola. E' uscita bene, oggi in stile bianco legno argento.
E così sono arrivati a pranzo e abbiamo goduto fin quasi le quattro.
  • Una polenta con farina di marano bio del gas intehrale e macinata a pietra e quasi un terzo di quella di Storo, (sempre Zi' Marano il colpevole) tirata al paiolo unoraequaranta.
  • Crauti fatti alla moda della ex-suocera bavarese.
  • Insalata tiepida di cappuccio fresco con comino dei monti e un aceto di mele invecchiato in barile e miele, austriaco, che costa l'ira di dio ma lavora bene.
  • Infine, Sua Squisitezza il Duca Gulasch alla Zirmerhof.

Scoppiettava il fuoco, trituravano le mandibole, godevano le papille, mugulavano le ugole. Ecco, non_so_se_vi_rendete_conto.
Fuori un tempo da cani, pioggia forte. E poi alla fine, per celebrare questa  viziosa adunata di cinque buongustai, Giove Pluvio si è divertito un po' e ha irato giù fulmii, saette e tuoni e poi perfino una grandinata intensa. Ecco, come fosse primavera (se qualcuno ha visto l'inverno mi informi! grazie).
Potresti fare il gaudente di gusti e squisitezze, di fuochi allegri, di parole dell'anima senza l'ausilio fondamentale di 'sto meraviglioso tempo da cani?

sabato 18 gennaio 2014

Ci ho un buco

Ci ho un buco nel diario, ieri.
Anche un buco in un calzettone, quello lo riparerò dopo.
Stanotte ho veramente lottato contro il sonno e relativi colpi, tornando a casa dalla milonga, nonostante fosse sensibilmente prima del solito. Seduti a spettegolare un po' (è uno delle attività più tipiche della vita in milonga)_ara batticuore ed io avevamo parlato dei colpi di sonno che è una delle malattie gravi di noi tangheri girovaghi. Si parlava  del diavolo, ecco spuntare le corna.
Sono tornato alla ferocia delle quaranta ore settimanali, visto che l'anno scorso ho consumato tutti i permessi e parte delle vacanze per uscire prima, per poter dormire un'oretta a casa, prima di tornare a lezioni oppure a ballare. Già chiedevo che cazzomerda sia servita tutta questa tecnologia se, passati decenni, continuiamo a sgobbare così tanto se non di più (alcuni, altri senza lavoro, poi qualcuno dica che non demente questo sistema).
Insomma, da dicembre ho dovuto non godere più di questa riduzione dell'orario di lavoro ovvero ampiamento del mio orario per vivere. Sento che arrivare alle lezioni o in milonga decisamente meno fresco/assai più stanco impatta non poco su apprendimento e su resa.
Giovedì a lezione non andava, ieri sera a lezioni di milonga pure decisamente non brillante, poi questa notte la lotta feroce con i colpi di sonno, la paura, la lotta interiore tra il desiderio di fermarsi e la voglia di arrivare a casa, nel letto (ne ho avuto abbastanza quella volta, il 31 agosto 2012).
Comunque ci ho un buco nella mia vita, un buco anche nella mia vita tanghera.

Stamani ho consumato un'ora della mia vita in coda in posta per un pagamento. Ci ho un buco nella vita. Penso che non ci sia tempo peggiore sprecare la vita, consumandola. Io odio le code, odio questa cultura sadica della crescita demografica perpetua e la liturgia delle code che ne è conseguenza e celebrazione.


giovedì 16 gennaio 2014

Dell'arte

  • Una testa un voto è l'esatto opposto dell'arte, ne è contraltare e bilancia.
    L'arte non si insegna, non si impara se non se ne è posseduti. E' una benedizione che sconta molte molte maledizioni e quando si manifesta si può solo contemplare.
    Giovanni Lindo Ferretti

Scorrevano la campagna e i boschi e l'acqua nei sassi del fiume, indietro, strisce mangiate velocemente dall'incedere del treno.
Volevo condividere questo pensiero, tirare pure io un colpo di mazza ad uno dei feticci nel tempio nuovo, dissacrare l'apologia del mediocre orizzontale, infettare col blasfemo politicamente scorretto, i miei amici artisti, i miei maestri d'arte, i miei affetti che si cimentano con le arti delle parole, dei colori, dei movimenti, dei suoni.
Mi riportavano alle parole di _ias, mio maestro e mi distraevo dai monti, dal verde, dalla vita che lascio lassù ogni mattina. Ed ero vicino a tutti loro.
Oggi sono felice.

Aggiornamento di lunedì 8 agosto 2016: aggiungo il termine "arte verticale" utile per le ricerche.


mercoledì 15 gennaio 2014

W 5€/l !

  • Benzina, i consumi crollano del 5,6%: da inizio anno il Fisco perde 770 milioni
    Ancora un calo nel mese di agosto rispetto a un anno fa nelle vendite di prodotti petroliferi. Da gennaio 2013, il decremento è del 7,1%. Soltanto con le accise ci sono state minori entrate per 330 milioni.
    (repubblica.it)


La pressione fiscale sui carburanti sta portando ad una diminuzione degli introiti per lo stato. Dinamica nota e prevista negli scenari degli studi sulla decrescita e sulla transizione. Del resto è elementare, aritmetico, non servono grandi studi per queste ovvietà.
Ma questa notizia è positiva? o negativa?
A leggere quotidiano del Pdmenoelle, ecco La Jattura. Per consumisti, progressisti, accrescivisti ogni riduzione è il peggiore dei demoni, intacca la loro fede, li desta dal loro tranquillismo.
Basta cambiare solo un po' punto di vista. E osservare bene.

Niente affatto male perché:
  • obbliga un numero crescente di persone a dover rinunciare al trasporto privato su gomma e a optare per i trasporti pubblici e a considerarne l'importanza via via maggiore anche in prospettiva; 
  • diminuisce il consumo di carburanti fossili non rinnovabili. Ottima notizia: diminuisce il traffico (-34% nel 2012) diminuisce l'inquinamento, quello chimico, quello visivo, quello acustico;
  • intacca la fede della crescita della rete stradale ed autostradale e relativa liturgia di distruzione biotica;
  • diminuisce il deficit nella bilancia dei pagamenti; non abbiamo certo necessità, in questo impoverimento straordinario dovuto a deindustrializzazione e gravissima ripresa della crescita demografica da immigrazione di mandare centinaia di miliardi di euro a gasieri e petrolieri russi, sauditi, inglesi o di altra risma;
  • obbliga più persone a viaggiare insieme, rompendo l'isolamento asociale, frammentante, alienante in cui si trovano, intacca il sodalizio nuclearizzante televisore & auto;
  • porta le persone sensate a rivedere le proprie spese cercando di tagliare sprechi e consumismi, la necessità aguzza l'ingegno e la sensibilità;
  • inizia a ridurre le risorse per uno stato caratterizzato sempre più dalle peggiori spese, da assistenzialismo, dalle grandi distruzioni nefaste, da clientele, da familismo, dal deficit di bilancio reso modus operandi et vivendi;
  • intacca la demagogia del più tutto per tutti, forse il peggiore degli inquinamenti mentali;
  • rompe la sclerosi mentale dell'autossicodipendenza, fermi il corpo, fermi la mente;
  • inizia a destare parte della massa dall'assopimento rincoglionente da agio e inizia a sensibilizzarla su iniquità, sprechi e antipolitiche.


Dalle mie parti solo la crisi e la diminuzione di liquidità è riuscita ad arrestare il tumore edilizio che stava distruggendo ogni cosa, ogni economia, il paesaggio, campi, panorama, tutto stava per essere divorato dalla peggiore crosta cementizia di orribile edilizia speculativa dozzinale. Dunque benvengano tutti i molti aspetti positivi della crisi.
Anche da questo punto anche l'IMU ha un valore terapeutico, distrae risorse dai cosumismi a ciò che dovrebbe essere importante, l'essenziale e importante a livello comunale (in origine avrebbe dovuto essere un commento ad una nota di Francesco).

L'austerità indotta dalla pressione fiscale ha innumerevoli pregi.
Quello che non va bene è che la pressione fiscale aumenterà per cercare di alimentare ed ampliare la macchina di Goldberg statale e non verranno intaccati sprechi, assistenzialismi, ladrocini dello stato, demagogie. Quasi certamente è necessario che la crisi aumenti di energia per una maggiore responsabilizzazione delle masse e una moralizzazione (rispondere di persona delle proprie scelte) della società.
Come i verdi teutonici negli anni 80 invocavano la benzina a 5DM (Deutsche Mark), io spero che benzina e gasolio arrivino quanto prima a 5€/l.
Quando inizierò a vedere  per le vie della città le bici passare dall'1% all'80% del traffico, i treni pieni a tutte le ore, le strade vuote di auto e TIR, qualche treno merci in più, tirerò un respiro di sollievo.
Prima di krepare forse qualcuno inizierà a consumare di meno.

martedì 14 gennaio 2014

Fuori avanza

  • Fuori avanza lo stuolo dei zelanti dei diritti che volendo rifare il mondo più giusto e più che bello che mai [...] gravano l'esistente di una progressione infinita di codici e regolamentazioni, tutti a fin d'immenso bene, il cui unico risultato è una servitù tendente alla paralisi, alla rovina. [...] Diciamo con semplicità: cosa serve al leone e all'agnello per pascere insieme se non una corretta legislazione e una rete di servizi a sostegno?

    Barbarico
    Giovanni Lindo Ferretti
    Mondadori
    p. 57 - 58


Troppe cose da scrivere rispetto al tempo a disposizione.

  • Dialogo con _via sul suo nuovo "moroso" e su atteggiamenti (adolescenziali) di coppia amati o aborriti
  • La propaganda che ignora l'ultraviolenza dello stato in Val di Susa per porre l'enfasi su minacce incendiare ai delinquenti speculatori (Esposito etc.) che fanno i froci col culo dei valsusini. Se qualcuno li facesse fuori, quei delinquenti di stato, io sarei solo felice di un qualche principio di ecologia ritrovata.
  • Il mio premolare ricostruito su vite che si è spezzato e sul quale si appoggiava il ponte mobile (ora sono quattro i denti che mancano sotto a destra). essere sdentati è ... un problema. Mangiare diventa un problema. Ore diciotto di nuovo dal dentista. Oltre ai molti soldi anche... molto tempo.
  • Il M5S e la democrazia diretta (di partito) ha approvato il progetto di abolizione del reato di clandestinità. Se il M5S non avrà qualche accenno di lotta alla crescita demografica, a partire da un progetto di un contrasto più articolato, radicale, sistematico al problema della violenza delle (im)migrazioni di massa, quasi certamente non lo voterò più. La non decrescita demografica è il problema ecologico e quindi politico numero uno.
  • Per il krav maga dovrei iniziare con due giornate di allenamento, da 1.5h ciascuna: le probabilità che io abbia/riesca a recuperarmi questo tempo sono praticamente nulle.
  • Il sesso, come ogni arte, più lo pratichi, più ti appassiona, meno lo pratichi, più sbiadisce nell'oblio.
  • Mio figlio mi ha messaggiato ora che un vecchio ex contadino, di una famiglia di mezzadri, è morto. Erano persone semplici, di grande saggezza, cuore grande, fulgidamente oneste, proprio l'esempio di saggezza, magnanimità e lungimiranza dell' Anima Contadina. Mi avevano accolto e trattato come un figlio quando ero nei casini dei primi mesi di separazione dalla madre di mio figlio, _igi è morto. Ogni volta che muore una persona così questo paese sprofonda nella regressione peggiore delle masse sradicate, alienate, barbare, urbanizzate, omologate, emotivamente e culturalmente sterili se non parassitarie. Peraltro egli si è spento, letteralmente spento, da quando circa due mesi fa, aveva subito lo svaligiamento del loro piccolo e povero appartamento; non ha superato lo shock emotivo. Un'altra manifestazione di microcriminalità e degli effetti che essa ha sulle fasce più deboli.
  • Qualcuno mi sa spiegare come cazzo vivono le orde di immigrati senz'arte ne parte, senza professione, moltitudini di balordi nullafacenti, senza lavoro (magari lo creiamo distruttivo, eh!?), senza nulla che non sia le loro rivendicazioni di esigenze?


Una cavolata



Ieri sera sono arrivato a casa alle undici circa. Avevo un certo appetito. Allora mi sono dedicato ad una leccornia assai rudimentale e quindi veloce. Cavolfiore cotto a vapore in qualche minuto con la pentola a pressione; poi un olio extra vergine (un biancolilla che viene dalle parti di Sciacca, parenti di _zzz) come dio comanda ed un po' di aceto balsamico (nulla di speciale, questo, ma neppure da buttare via).
Ecco, io non riesco a capire come 'na cavolata così, 'na roba così grezza, così rudimentale possa essere una goduria tale.
Ho quindi trasgredito alla dieta no-latticini. Sempre trasgredire con intelligenza. Perché dai monti ho recato giù un toccone di formaggio "nostrano" stagionato (cioè un cacio loro, non nostro, 'nzomma, cosa si dice, lorano?), una riscoperta di una lavorazione preesistente alla tabula rasa creata, in quel posto, dal Trentingrana, una sorta di restauro gastronomico; quindi un bicchiere di Barbera di queste parti, il lavoro interessante di un bravo vignaiolo dei colli bolognesi.
Avrei mangiato due carriole di quelle robe, mi sono limitato ad una.
Ehm... questa notte, poi, non ho dormito ... benissimo.

Però non posso neppure continuare ad essere così in forma. Chissà se anche il tanguero di sostanza deve essere di panza. Se così fosse sono ridotto male, dovrei darmi da fare a tavola subito.

lunedì 13 gennaio 2014

'na lotta pure quella

_ica la mora del profumo mi ha proposto di fare un corso di tango insieme.
Ho sempre un debole per lei. Considerato che balla molto poco, una o due volte alla settimana, ha passione e capacità di apprendimento. Con lei ballo come se... la amassi in piedi, in quei giri di tre minuti l'uno. C'è una sorta di gioia e piacere reciproci nello scoprire che nuove cose ci riescono o alcune riescono meglio.  Per me è un ballare molto più attento. E poi è una bella donna, carbona come me_mi piace_a_me, fine. Tutto questo me la rende sexy. Compensato da altre non dico abissali ma notevoli differenze che sono poi quelle che mi trattengono. Penso che proprio lì ci sia il confine tra il corpo & cuore e la mente. I primi due (e il tango è i primi due) colgono l'essenziale, scremano il resto, la terza fa la ragioniera.
Ieri ho fatto pieno di ego alla milonga del TPO, uh che soddisfazione massima, incontenibile osservare i progressi, il fatto di ballare meglio e iniziare qualche forma di interpretazione.
E ieri ho visto pure _zzz muoversi con piacere in milonga, forse anch'egli inizia ad essere contaminato dal circolo virtuoso miglioro-traggopiùsoddisfazione-miimpegnodipiù-ballodipiù.
Ad un certo punto eravamo in tre, _bio, _zzz ed io là, in piedi, ad abbracciarci e salutarci. Tutti e tre a quel tempo in Val Grande e ora in luoghi ubani dove è l'arte relazionale (la definizione è di Flora) a porre le sue sfide.

Poi dovrei trovare un buco per riprendere con le arti marziali (considerato lo scarso tempo a disposizione opterei per la pragmatica efficacia di krav maga, un approccio meno "spirituale" ma efficace). È un po' di tempo che trascuro l'arte della lotta e questi sono tempi nei quali essa sarà sempre più necessaria, in tutti i sensi, solo ultimo quello del combattimento fisico.
Ecco, cercare di infilare queste due cose nella mia agenda costipata da singolo tangofilo è al limite dell'impossibile, 'na lotta pure quella.


sabato 11 gennaio 2014

Ti raddrizzo un po'

Li guardavo già sospettoso. Se non fossimo stati in quattro per quattro sedili avrebbero sicuramente messo i piedi sulle poltrone, erano lì che ci provavano ma, appunto, con i sedili occupati non ci sono riusciti.
Prima che arrivasse il controllore le due tipe chiedevano al tipo come avrebbero fatto: senza biglietto, ci dobbiamo inventare qualcosa.
Strane conversazioni tipo “sai quanti camionette di sbirri abbiamo sgamato oggi? Venti!”
Arriva il controllore e la tipa con i capelli rossi inventa la palla: la macchinetta non funzionava, non ci ha fatto il biglietto blablabla
Il controllore in modo pacato rammenta loro che avrebbero dovuto andare ad avvisarlo.
Il tizio, infastidito, riprende a giocare col furbofono e ignora il controllore che glielo fa presente.
Il tizio allora si scoccia.
Minchia, non ci ho visto più.
Era seduto proprio alla mia sinistra, mi sono girato e a muso duro gli ho detto :- “Stai cagato che non hai pagato il biglietto!” Duro, ma senza urlare.
Non se lo aspettava. Ha subito reagito alzando il tono sfanculandomi, qualcosa del tipo
“Tu che ti impicci...” (con cadenza meridionale).
L'ho preso per il bavero e...
Gli avrei tirato un cartone in faccia, ero proprio cattivo, penso che ci saremmo pestati bene, come ho tentato di più volte ma si sono cacciati in tre, forse quattro a separarci.
Questi stronzi non si aspettano che qualcuno stia dalla parte del controllore. E io mi diverto molto a sorprenderli.
Il treno è uno dei beni comuni più importanti per la valle, l'unico mezzo di trasporto sostenibile e che ha un futuro. Io semplicemente non concepisco che ci siano queste piccole menti scadenti che cercano di viaggiare a sbafo. Fanculo a te e ai tuo capi griffati e al tuo furbofono tu non viaggi a sul treno di tutti e quindi anche mio.
I soldi per quelli che li hai? Ce li hai anche per il treno. Altrimenti è bene fartelo capire, è bene raddrizzarti un po' che il mondo è già storto a sufficienza. Chissà se ci penserà su un po' la prossima volta prima di fare il parassita ferroviario. Inizia a diventare costoso fare il parassita.

Penso che in situazioni belliche o di conflitto o di guerra civile io diventerei spietato.  
Proprio mi sale un odio giustizialista che mi potrebbe spingere ad ogni cosa.

venerdì 10 gennaio 2014

Capra e cavoli

Nelle pagine precedenti, in cui ho documentato la bellezza dell'Inverno ('nzomma, quest'anno
abbiamo un autunno lungo e ora un po' più fresco) alcune portatrici_di_vagina lettrici insomma si sono lamentate di 'sta stagionaccia. A ragione visto che la mancanza di luce ha forte potere depressivo su non poche persone. Poi c'è poi dovrebbe esserci il freddo etc., insomma, gennaio (mi pare la decade centrale, ci sono vari studi a proposito) è il mese in cui la popolazione dell'emisfero boreale sta meno bene, è spesso giù di corda. Io mi accorgo, di 'sti giorni, che ho una gran voglia di pomodoro. A ragione, direi.

Questo fine settimana di mettere insieme la signora capra coi signori cavoli: un po' di tango e ciò che non è tango. Ad esempio un'uscita in montagna. A prendere fatica, sole e aria (le previsioni in crinale per domenica non sono malaccio). C'è da imporselo, per una buona condizione generale. Poi se sei più fit, anche il tango va meglio. Insomma, sabato, ancora, a nanna presto e domenica sveglia presto e via!

La vita tanghera è insalubre: sbalzi pazzeschi di orari, vita notturna, poco sonno, si suda come dei pinguini in Ciad, in milonga è caldissimo per le donne mezze ignude e l'aria marcia che sia mai che si apra uno spiraglio di finestra :- Lasciami morire soffocata, asfissiata ma calda! - locali piccoli, intimi e affollati diventano pure bacilloteche e virusteche ben fornite del meglio presente in zona.
Immagino come dovrebbe essere stata prima della legge Sirchia (è l'unica cosa decente eccellente, fatta da quella sciagura che furono i malgoverni B.), quando in milonga si fumava. 'na roba da tubercolosi, da uscirne grigi come ratti tristi.
Vi ricordate quando si andava a ballare e si fumava?
Uscivi con i capelli lerci, i vestiti fetenti, ti soffiavi il naso e potevi asfaltare mezza A1.
Ecco, almeno quello lo abbiamo risolto.
Rimane il deficit di sole, fatica, aria bbbona  e Natura.
Col buon cavolo naturale la capra aumenta il potenziale!


A nanna!

L'ultima lezione di tango è stata più di tre settimane fa. Ho ballato solo una volta, durante la semplificazione rural-alpina (incontrando, a Caldaro, Mora di Rovo. sempre deliziosa!). Null'altro. Insomma sono in un periodo di digiuno milonghero.
Ho saputo ieri che la mia compagna di studi del corso "dei colli" non verrà più. E' a casa disoccupata/cassintegrata o qualcosa del genere: no soldi, no lezioni.
Uff!
Era brava (e bruttina) e potevamo ripetere in milonga, che studiare non basta. Mi ha detto che verrà in milonga ma non potremmo ripetere visto che ella non seguirà più le lezioni.
Dopo il gas, ieri sono arrivato a lezione già molto stanco (diocane, 63' di ritardo e 12' sul ritorno, ieri, queste ferrovie a cui è stata tagliata la manutenzione per l'abolizione dell'IMU e per il TAV si stanno sfasciando e non è che prima se la cavassero proprio bene), non c'erano donne. Mi sono seduto, ho osservato un po' e... mi sono addormentato. Proprio così, mi sono addormentato almeno un paio di volte.
Mi sto demarcizzando (che voi umani non avete visto i catarri verdi terribili balenare alle porte di Nashauser, i colpi di tosse alfa scuotere...) e me ne sono andato dopo poco. Il corpo diceva: a nanna!
Recupererò ore insonni stasera.
Il tango è difficile per molte cose. Anche per trovare e mantenere, nel tempo, una certa costanza e qualità nello studio.

giovedì 9 gennaio 2014

QSHDP ILIQSHDP

  • Il fra' che lavorava come capocantiere nell'edilizia è passato da 60 ore alla settimana a 0, è disoccupato da mesi. Tutto il lavoro possibile è stato divorato prima possibile. Hanno costruito pure nel vaso di gerani della zia Emma e ora sono fermi.

Lasciate spazio a chi arriva, diceva Neruda!
Questo sistema ha dei problemi. Il lavoro, in questo sistema, ha dei problemi. Avevo scritto che avrei parlato di lavoro.
Sono alcuni anni che mi sto gravemente disinnamorando del mio lavoro. Stamani ho partecipato ad un intervento di assistenza su un problema da parte di una società che ci fornisce uno strumento che utilizziamo. Ho visto, con i miei occhi, di nuovo l'arte del fare, cogli occhi così, di bambino curioso. E' il fare insieme che crea relazioni, amicizie.
Nei processi economici c'è un antica questione, Buy or make! Essa si limita al puro tornaconto di breve - medio termine, ignora il resto e il tutto nel tempo.
Prima in un azienda competitrice mondiale in cui era il Make! a vincere. La mia parte ingegneristica e creativa trovava massimo godimento e passione e ulteriore propulsione. Non sono mancate nottate tirate fino all'alba e oltre nella passione. Lavoravo un 30-40% di più, con il 700& della passione attuale. Da tempo lavoro in un'azienda in cui è il Buy! oppure il Assemble it! che dominano. La delocalizzazione, il comprare invece che fare è un pattern piuttosto invasivo.
Perdi conoscenze, perdi autonomia, perdi saperi. Ad esempio. Io ho perso passione. La mia forma mentis è quella della conoscenza profonda che richiede tempo (Fretta e bene non vanno insieme!) e semplicemente detesto, disprezzo le soluzioni di getto, superficiali, spannometriche che creano più problemi di quanti ne risolvano.
Dopo alcuni lustri in cui ho visto  Yet Another New Smart Technology! che tenta di risolvere i problemi introdotti e dalle tecnologie precedenti e dal fatto che sono usate male e sempre peggio per i tempi di obsolescenza sempre più rapidi io sono cinico, Yet Another New Shoddy Technology for Geeks Nerds!
Non ho più voglia di studiare a casa, in treno, per la nuova Super Smart Tech che tra alcuni mesi avrà mostrato tutti i suoi limiti, roba vecchia da buttare. Applico la legge di Pareto: utilizzare il 20% degli sforzi per poterne usare l'80%. Ovviamente questa legge ti mantiene... nella mediocrità a minimo sforzo ed è una cosa che detesto. E il processo vizioso si acuisce.

Dopo ventitquattroanni di lavoro mi sono rotto i koglioni di lavorare 40 ore alla settimana. Che cazzomerda è servita tutta questa tecnologia se, da cinquanta? sessanta? anni lavoriamo sempre quaranta ore alla settimana? Servitaauncazz.
Questo sistema ha dei problemi. Il lavoro, in questo sistema, ha dei problemi.

Poi ci sarebbe la questione di cosa a cui si lavora. E' utile? E' sensato? Risolve dei problemi? Migliora il mondo? In una parola: é ecologico?
Avevo scritto del vendere problemi. Forse sarò pessimista ma ritengo che gran parte dei lavori e del lavoro siano sostanzialmente non inutili ma nocivi. In particolare, la redditività del lavoro è, spesso, sempre più spesso, proporzionale alla dannosità. La questione tanto allucinante della filiera del packaging, del TAV Val Susa  o del Brennero, dei calciatori, dei venture capitalist, dell'edilizia, dei dirigenti (manager) sfascia economie, dell'IT che produce cazzate che rincoglioniscono le masse, del marketing, del... sono chiama dimostrazione dell'alta nocività di lavori e professioni ad alto profitto.

Parlavo con il fra', è preparato, ottimi curriculum, laborioso ed ingegnoso: ma è "vecchio". Trentacinqueanni e sei vecchi*, capito?! Anche peggio di quell'articolo sul corriere che stimava in quarantacinque l'età passata la quali sei obsoleto, da gettare, in questo mondo.
L'USA&getta nelle professionalità. Utilizzi per 10/15 anni e poi butti via tutto. Il tutto sono persone e anni di competenze.
Questo sistema ha dei problemi. Il lavoro, in questo sistema, ha dei problemi.

Ora, in testa ai miei desideri ho di riappassionarmi al mio lavoro. E' irrealistico. Osservo la realtà, ho qualche strumento e un minimo di filosofia. Ma a che cazzo stiamo lavorando? come stiamo lavorando? Beato te che non capisci un cazzo! Ci faceva sbellicare _rea quando, in escursione, goliardicamente, ci apostrofava così. Spegnere la testa e raccontarsela? rimanere 'gnoranti?


mercoledì 8 gennaio 2014

Ti semplifica - 4

(Ti semplifica - 3)

Ecco le immagini per l'ultima ciaspolata, Epifania mattina, prima di partire. Erano gli ultimi giorni, in otto (dai due iniziali) e quindi assai più movimentati; lo scarso tempo e la stanchezza mal si conciliavano con le lentezza estreme della non-connessione lassù e con la tastiera virtuale di merda che odio del furbofono, così non avevo scritto nulla. Ecco solo le immagini: la semplificazione ha avuto qualche successo.

P.S.
Si noti (V foto) come è ridotto l'ingresso (falda nord) della parte di malga che ospita stalla e caseificio. :)







Mezza influ

Ultimi paio giorni in montagna con una sorta di raffreddoraccio cattivo? influenza? che continua a rompere. Si è trasformato in faringite, mal di gola, etc. Vagola da una parte all'altra e rompe.
Non è escluso che... l'untore sia stato _zzz, arrivato su anch'egli un po' catorcio, un paio di giorni dopo c'era moi fratello così così e un giorno dopo ancora avevo un principio di squaraus così leggero che l'ho controllato per tutta l'uscita in ciaspole (è ciò che mi fa propendere per un'influ).
Il bicchiere mezzo vuoto è che mi sento stanco, rintronato e con le batterie scariche.
Il bicchiere mezzo pieno è che nel caso si tratti di influenza (in forma frusta) me la sto cavando benino senza essere kaputt a casa.

martedì 7 gennaio 2014

Ancora qualche sera



Tornare alla vita artificial-complicata dopo la semplificazione alpino-rurale è... faticoso. Uff! Devo dire che mi attrae anche, dopo un po' di lontananza da essa. Devo ritrovarla, andare a recuperarla, sepolta com'è(ra) dalla semplificazione niveo-alpin-rurale.

La madre di mio figlio si fermerà ancora qualche giorno in Baviera. Così mi godo, a scapito del tango, ancora qualche sera-notte-mattina con il mio bipedinone. Dopo qualche giorno insieme il nostro rapporto si rinsalda, diventiamo assai più confidenti, affiatati. Non solo qualità nelle ore di vita come genitori separati con i propri figli, anche la quantità è importante. Sono molto felice per questo e ciò ha dissipato la malinconia del rientro "solingo". Pensavo, ieri sera, che per_zzz non è stato così, _zzzino è tornato dalla madre, forse la malinconia lo avrà influenzato, pacifica come la nebbia intorno ad un'isola, sul Sebino o sul Lario, d'autunno. Così stasera niente milonga e semplicità di stare con mio figlio, cibo buono, fuoco e ancora a letto presto.
Siamo otto in questi giorni (un paio di giorni fa ci ha raggiunti la fidanzata di mio fratello), gli _zzz sempre compagni d'anima di avventure e giorni di scoperte. Queste famiglie allargate libere dalla greve possessività esclusiva dell'eros hanno una marcia in più. Un po' come il tango, il suo fascino è anche l'ariosa e spensierata intensa lievità del non possesso, della non esclusività, del poter scegliere con arbitrio la tra la più briosa e superficiale promiscuità e la profondità inebriante, appagante, lenta, fagocitante delle essere uno in due.

Ti semplifica - 3

(Ti semplifica - 2)

Ecco le foto per la semplificazione di San Silvestro. Ero con il fra' e il mio bipedinone, appaiono nella prima, io sono nella seconda.











Profumo di peccio - 2

(Profumo di peccio - 1)

Apro la finestra e vedo cosa mi aspetta. E' il momento giusto per salire.
La prima apoteosi dalla finestra della camera fino al panorama finale, a discesa già in corso, in t.-shirt sotto la doccia della neve sui rami che si squagliava. Da solo col profumo di peccio e la bellezza dell'Inverno (mah, inverno così mite...). Il giorno prima ci fu una nevicata importante anche nella valle vicina.













sabato 4 gennaio 2014

Tutto e subito


  • Fretta e bene non vanno insieme.


Alcuni pensieri di En Joy mi hanno hanno fatto riflettere.
Per innamorarsi penso che una buona stategia sia quella dei tempi lunghi? buoni? Divento cinico: di un "qualche tempo" almeno di corteggiamento almeno! Senza trombare. Questa è una delle mezze verità care ai preti, sarebbe pure sacrosanta ma è a metà. Permette di sviluppare le affinità e di alimentare l'intesa e la tensione erotica.
Sebbene così sia successo almeno due volte nella mia vita, due Amori Grandi, totali, anima e corpo, temo che la liquidità abbia contagiato anche me. Tutto e subito. Questa (anti)strategia (post)modernista eccellente per arrivare a della robaccia scadente - buona parte delle produzioni industriali di massa griffate o meno - abbia contagiato anche il mondo delle relazioni erotiche (nel senso più ampio, migliore) tra i bipedi.
Perché non si vuole più investire tenpo, attenzioni, cure, nel "creare" una relazione d'amore? È così?
Forse perché investire è rischio e rischio è cuore e cuore è il centro dell'amore e non vogliamo più alcun rischio?

venerdì 3 gennaio 2014

Ti semplifica - 2

(Ti semplifica - 1)

Combriccola allegra di sette e con tre ragazzi(ni). Stiamo bene insieme, abbiamo legato subito tutti, questo è anche l'effetto del ciaspolare "avventuroso" oggi sotto una magica nevicata, ha un che di incantato quella.
Cibo buono insieme, giochi, goliardate; solo una gonna, _rta la tanghera amica di _zzz e... sei braghe (la morosa di mio fratello ha l'influenza non è salita).
I tre bipedi sono in gamba e si divertono da matti (solo qualche bofonchiamento i due primi quarti d'ora della prima ciaspolata).
_rta è agile, allegra, si butta, carina e socievole.
Ore felici di affinità elettive.
Mio fratello adorabile  sta lavorando molto per tutti, non riesco che a far poco io. Fa ridere la combriccola e i ragazzi lo hanno subito eletto Lo Zio "simpa", li fa ridere caricando un sacco alcune espressioni in dialetto lombardo (gutturale) orientale. _zzz è sempre carissimo e discreto, ci basta anche un'occhiata per capirci, come con il 'fra, noi uomini rudimentali siamo fatti così.
Ecco, in tutto questo bendidio che  semplifica all'essenza della famiglia allargata, di affinità elettive, mi sento semplificato pure l'eros.
Non c'è nulla di meno erotico ed erotizzante di questa vita famigliare. E non è certo, il mio, un periodo di vivace lussuria questo che necessiti di semplificazione.
Desidero una Ada (Holly Hunter) di cui George (Harvey Keitel) si possa innamorare fino alla contemplazione erotica di un buco nelle calze spesse sotto la lunga sottana.

mercoledì 1 gennaio 2014

Ti semplifica - 1

Due giorni di ciaspolate abbastanza impegnative, dormito poco tra il 30 e  il 31, la buona cena,  combattuto fino alle dieci e mezza ca., ogni posto in cui mi fermavo mi addormentavo... sono andato a dormire. E' da una dozzina di anni che ho completamente perso il "feeling" con 'sto sansilvestro del divertimento obbligatorio di cui non me ne fotte un cazzo. Mi diverto cinquanta settimane all'anno, 'ste baldorie comandate in posti spesso assurdi, sgradevoli, pericolosi, magari con gente mezza 'mbriaga e molesta (il peggio è la gazzarra per vie e piazze non di rado tra petardi e bottiglie rotte) le ho lasciate da tempo con molto piacere.
La vita rurale, montanara ti... semplifica. La stanchezza fisica è una delle cose più belle della vita. Ieri ho "portato" bipede e fratello lassù, su un altipiano di una bellezza straordinaria, scoperto nella ciaspolata in solitaria del 30. Al monte _ori avevamo la vista su due terzi del Trentino Alto Adige. Alpi Aurine, Dolomiti, monti mocheni e cimbri, Paganella, Dolomiti di Brenta, Presanella, Maddalene.
Cielo blu scuro, freddo pungente, sole caldo, tutte le forme della neve, dei cristalli di ghiaccio, gli abeti rossi di Natale ancora imbaccuccati e con mille ghiaccioli pendenti brillanti al sole. E con profumo di peccio! Al ritorno, nuova parte nell'anello, abbiamo scoperto un'ampia torbiera protetta in alta quota silvestre. Dieci ettari di bianco assoluto, circondata da pecci ("colonnari" per la quota) silenzio completo. Solo una traccia di lepre artica che attraversava questa distesa di miliardmila cristalli candidi specchi di sole. -10°, sole, 130cm di neve fresca, letteralmente una taiga artico-alpina canadese o siberiana, esperienza di sensi estrema.
Alla sera, dopo la scorpacciata di Natura, bellezza, cibo locale semplice e squisito, dopo la fatica dello sport e del lavoro (spaccata un po' di legna e portate su un po' di casse, scaldare a legna è un lavoro!) che ti hanno "sempliflicato" la vita, alla sera c'è poco da fare i "ganzi della baldoria".
Certe espressioni artistiche o di "divertimento" non possono che avere un'origine urbana, lì dove la vita ti lascia energia da dissipare la sera, la notte.
Stasera arriveranno in quattro, _zzz, _zzzino e una tanghera con suo figlio e si fermeranno fino all'Epifania, li porterò a "semplificarsi" di bellezza e fatica nella fantasmagoria bianca e blu.