lunedì 31 marzo 2014

Tempo-lavoro

L'orologio è una metafora della Modernità. Le sue lancette scandiscono i ritmi del nostro tempo e ce ne espropriano invece di rendercene padroni.
o Massimo Fini


Questo è un periodo in cui avrei molte più cose da buttar giù in 'sto diario di quanto non riesca a fare.
'sta roba del tempo un po' ti fotte, eh!? Tempo e lavoro, come osservava Gaia che le ho buttato lì alcune provocazioni.
Orologi? Sotto un esempio dell'unica tipo di clessidre che mi piacciono.


Senza è faticoso

Ieri ho sgobbato forsennatamente da mattina a sera. Ho fatto il casalingo, il massaio, il lavapiatti, il cambusiere, il cuoco, il colfo, lo stiratore, poi l'insegnante di matematica e geometria, ancora il cuoco e poi il cantiniere che sono riuscito perfino ad imbottigliare altri dieci litri di vino prima di crollare. Non sono riuscito ad andare a raccogliere tarassaco, per farci una bella insalatina come si deve, la sera.
Avevo un po' di malinconia a sera, forse anche un po' di down.
I carichi di studio del liceo di UnBipedinone ci segregano, di fatto, in casa, tutte le domeniche che siamo insieme. Il sabato egli ha la pedata, 'na sorta di rito che l'altro ieri è iniziato alle 15:15 e finito alle 18:30, non è che poi puoi fare molto altro. Così compiti, ripassi e ripetizioni mie a 'sto bipede rimangono la domenica.
Ero stanco e sereno ieri. Perché avevo lavorato con amore, direi. Amore per 'sto figlio con cui mi sono riprodotto e pure per me. Però, ... però non ero riuscito ad uscire una mezz'ora, quando eravamo sul punto, abbiamo iniziato geometria, almeno ci siamo messi in loggetta al sole, prima che tramontasse. Forse la malinconia ha avuto anche origine dal rendersi conto del tempo che passa, non ho spaccato, come l'altra volta, sui polinomi. Una dimostrazione l'ho svolta anche in maniera algebrica, ma il mio bipede non c'ha capito granché e, ritengo, non fosse la strada giusta, quella, visto che intuisco si potesse dimostrare in modo solo e completamente geometrico. Ho vissuto, per la prima volta, un senso di impotenza, non poter aiutare il mio prodotto. Per quanto piccola, questa disavventura, permette di comprendere come l'impotenza sia una delle cose più dolorose al mondo.

Ho scritto a _ela che io non ho la sua fede che da un senso in più al sacrificio. Quella della fede è un dono e pure un pacco, perché poi ti lessa e spinge a mettere il tuo ben-vivere nelle mani di terzi. Solo che a volte senza è faticoso.
Eppure con UnRagazzo, mi rendo conto, è sempre più bello. In quei due giorni scarsi torniamo in grande comunione, e sintonia. Sono papà ma anche amico caro, lo zio preferito, un respiro di libertà e trasgressione rispetto alla chioccia madre. Ieri _zzz mi ha scritto che _zzzino con quattro amici parlano di sesso che noi a quell'età pure non ci immaginavamo (e che _zzzino si è fatto la barba la prima volta).
Ci siamo rasserenati un po' vedendo un pezzo di Ratatouille prima di addormentarci. In fin dei conti, 'sta felicita, che solletica e rinfranca i nostri Ego, sono anche queste piccole cose, il sacrificio di diventare genitore matto e disperatissimo a tempo pieno H24, anche solo per due giorni. Forse non sono abituato a questo e così ne soffro e ne godo.


sabato 29 marzo 2014

Pasqua gaia

  • Attento a non sublimare troppo.
    _rio, amico caro anarcomunista, tesoriere del gas.

Tecnicamente non sarebbe difficile. Economicamente lo è.
Ho mangiato pappa assai bbona, ho bevuto del barbera migliore. Sono felice come una pasqua gaia.
Ieri sfracelli in milonga, con Eva di Genova, incontrata lì, mai nulla prima, ci siamo divertiti e rideva lei e poi ridevo io. _ela mi ha mandato un altro pensiero di Gilbran.
Con _era, abbiamo danzato Shakira e Bosé e, alla fine, avevamo gli occhi umidi, abbiamo faticato a resistere all'emozione. Qui dentro c'è già una pagina che li cita, non l'ho trovata e così ce ne sarà un'altra . Non è che danzi una pagina del passato, danzi qui, ora, un'altra volta.
Hanno messo su un son cubano, ieri, in cortina. E con _rta è stato uno sprazzo di gioia, libertà e abbandono, un ciliegia rossa di Cuba tra le atmosfere intime, di verdi pastello, di acquemarine e di blu cobalto del tango.
A _ela le ho risposto un po' con queste cose.
Ieri mi hanno ripetutamente chiesto di ballare. Questa., in milonga, è una certa trasgressione.
Ecco, la cosa difficile, è che quando sprizzi gioia e gaudenzia da tutti i pori, quando sei felice come una pasqua gaia, per quale cazzo di motivo dovresti cambiare radicalmente la tua vita? Legarti ad una sola portatrice di vagina, solo lei?  Perché rompere questo sogno, questa danza, questo tango interrotti dalla vita?
Non chiavo nessuna di loro ma amo loro tutte  e me stesso.


venerdì 28 marzo 2014

T. strapazza



Ieri recupero di lezione con alla scuola della città, un corso di un livello superiore. Sufficiente lavorare su cambi di peso e alcune cose nuove per farmi abbassare la cresta da ganzetto della milonga per tornare coi piedi alla terra di poco più che principiante. Ripetere e incepparsi su un movimento. La mente inizia a sclerare e blocca tutto. Grrrr >:/
La mente gioca un ruolo se non mefistofelico certamente birbone nel tango. Sai fare delle cose, inconsapevolmente: poi vai con un approccio analitico, le scomponi, provi a fare quelle cose e tutto si inceppa. Inviti una, ci balli da dio insieme, poi ella ti dice che è una maestra, la tanda successiva fa cagare.
Tra le altre cose ieri a _aria ho detto che non funziono bene con lei, quasi una piccola stella del tango felsineo, sono troppo principiante per lei (due anni e mezzo di studio rispetto ai suoi quattro che, considerando il genere, è come se fossero due anni e mezzo rispetto a otto).

T. strapazza. Pure la cresta.
Lo adoro anche per questo.

giovedì 27 marzo 2014

Chissà

Sabato, dopo il convegno dopo l'incontro con gli spippolatori, sono uscito in città con _ela.
E' stato molto piacevole, tanto piacevole che... alla fine, assorbiti dal nostro parlare esagerato, non siamo finiti neppure a cena. Ci siamo infilati in varie zone belle bellissime del centro storico.
Ella è un'esteta, è fine, ama le arti. Mi vien da ridere perché è la quarta pittrice con cui ho contatti più o meno seduttivi, nel mondo del tango. _zzz una volta acchiappava solo psicologhe, ora io sono in 'sta fase delle pittrici, strane "coincidenze".
Diciamo che è una cosa lieve, in progressione. Non c'è passione direi. Non è sul quel piano che è stato improntato questo principio di inizio.
L'altra sera mi ha scritto due cose, una sulla sobrietà, una sulla bellezza, citando un passo di Khalil Gilbran. Pensieri belli, profondi. Però...
Però ci sono due cose che mi fan riflettere.
La prima è che, per quanto intelligente e vispa, è una persona religiosa. E io so che questo è un problema non da poco.
La seconda è che... ho la sensazione... è così garbata, così di eccellente educazione, così fine e finemente educata, ma poi? La vita è anche merda e sangue, è anche eccessi.
Insomma, ai pensieri sulla bellezza di Gilbran ho risposto prima con alcune riflessioni sullo stesso piano. Ma, in fine, ho chiuso con un "Avevi un bel culo, domenica, in milonga". Non ha risposto. Chissà come sarà mentalmente. Ci sarà un po' di dinamica, di elasticità mentale?
Ora mi sento libero. Martedì avevo chiesto ad una tanghera, _ola la "madrilena" con cui facciamo delle ... ballate stupende, se aveva voglia di venire da Flora. Ha molta passione, _ola, buona energia, ma anche lei non mi entusiasma fisicamente.
Minchia, è difficile, la lista dei requisiti è lunga, io sono sazio. Mi consolo con la bellezza, degnamente incorniciata.



Molto più meglio

Tango? Sì, lo lovo con tutto me stesso.
Difficile, semplice, intimità, dolcezza, passione, batticuore, leggerezza, profondità, promiscuità e fedeltà, batticuori, tradizione, creatività, codici e trasgressione. 
Essere così infinitesimante vicini, due in uno e sempre così due di due.
Bello, impossibile, glamour, libero e libera e incatena, anima e spirito, radici e cielo.
Può bastare?
Sei novia e sposa novella, ogni volta, tra le mie braccia.

Ma che dici? L'amore è sopra ogni cosa.
Eh!?
Il Tango è meglio, molto meglio dell'amore. Certamente lo è, specie un po' più in là, passati i primi mesi.
Se l'amore fosse come il Tango.


mercoledì 26 marzo 2014

Ggpms

Lunedì, alla scuola stabile di tango, nei brani che chiudono una lezione e aprono quella successiva, hanno suonato un... valzer di Strauss. Sì, un valzer viennese vero e proprio, non un tango vals.
E allora, abbiamo danzato tango vals il valzer viennese.
S T R E P I T O S O. Una bomba atomica!
Uno dei crucci è che da quando ballo il tango vals non riesco più a ballare il valzer.
Però tutto sommato... E come se uno si corrucciasse perché non riesce più ad aprire il pacchetto di cracker quando basta aprire la porta, e sulla tavola di porcellane di calle e ranuncoli bianchi, e con le posate d'argento, già fremono perché il banchetto artusiano è pronto e da servire. Basta aprire la porta.

Lunedì a _ara, la mia compagna di studio a Bologna e a me, ci hanno detto in milonga al TPO siamo stati notati, domenica, abbiamo (separatamente) ballato bene e ci hanno riportato questi gradevoli pettegolezzi di terzi. Grande, Grandissima, Porca Maialissima Soddisfazione.

Ieri sono andato da Flora. Mi ero dimenticato di metter su la sveglia e così, ho dormito quasi due ore, invece che alle 21:30 mi sono svegliato alle 22. Beh, uscire un po' più riposati dà una marcia in più. Ad una certo punto, come cortina Claudio Coppola, il TJ ospite, ha messo su un pezzo di Carosone (v. sotto). Così ci siamo messi a ballare quel pezzo buffo, un po' popolare un po' jazzato a mo' di milonga, scherzavamo danzando. Divertimento puro, strepitoso pure quello.

Alla fine, ho ballato con una principiante. Mi sono riproposto di tornare sistematicamente a questo impegno etico. E ben tre tanda di seguito. E' stupefacente come si possa, col tempo, acquisire un affiatamento del tutto inesistente in principio. Ballare con le principianti è molto impegnativo: obbliga a movimenti chiari, puliti, un po' più enfatizzati e ad un ascolto attento, al recupero dagli errori, una volta di più a mettere lei al centro dell'attenzione, a farla stare bene.
E' impegnativo anche per me che sono solo un poco meno principiante. Ma offre scenari di piacere insoliti. Insomma, _ria in tre tanda ha avuto quasi una trasformazione. Dall'incertezza, dalla tensione (aveva il braccio destro proprio teso e rigido) ad una certa fluidità, ad un certo ritmo sulla musica. E il piacere era evidente, per me che conducevo, per lei che imparava a lasciarsi andare.
Era carina, aveva delle bellissime zizze di gomma forti e piuttosto voluminose che premeva contro di me. Anche il suo sorriso, poi, brillava sempre più verso di me. Altra grande, grandissima, porca maialissima soddisfazione.
Pensava fossi io a farla divertire, a passarle il morbo, e invece era solo T. che iniziava a possederla.



Emilianità - 3

(Emilianità - 2)

Sorridevano. Aveva fatto loro sinceramente piacere, si capiva. Io li ascoltavo parlare, da dietro, altra fila di poltrone. Io non ho il vissuto (spesso volgare) che ho per altri dialetti, lombardi, triveneti, baiuvari, non li ho per il dialetto emiliano, in questo caso bolognese. Quei suoni solari, aperti, mi portavano via e mi lasciavo andare. Capivo forse la metà, forse anche perché capivo solo la metà. Mi portavano a spasso, per colline di orzi e frumenti dorati, di ginestre, di sapori intensi, di sole e vento, di cotechini e lambruschi di Grasparossa e botticelle di balsamico antico, di onde di verdi sui pascoli che diventano la forma (*), di piccoli borghi di pietre e rosai e pietre comacine, di papaveri rossi, aperto di spazi e vento e di musica vocale.
Ecco, il dialetto emiliano, per me, è proprio così. E' come la primavera, il maggese.
Cultura, radici, piacere.
E prima di scendere li ho interrotti e di dire loro che è bello e raro è sentire una conversazione in dialetto emiliano.
Dicevano che sta sparendo e sorridevano, un po' disillusi, un po' contenti.

(*)
La forma: in bolognese, il parmigiano-reggiano.


martedì 25 marzo 2014

Senza portafoglio.

Avevo lasciato il portafoglio nel piumino fighino che avevo usato domenica per andare in milonga in treno&bici e quando me ne sono accorto era già tardi. Una giornata senza documenti, senza portafoglio, senza uno spicciolo.
Gli acquisti organizzati e pianificati col gas, il fatto che non vado al bar, non vado a pigliare aperitivi, non gioco all'enalotto, non devo fare pieni di carburante (se non saltuariamente, diciamo una volta al mese, direi che ho dimezzato i consumi dall'anno scorso con mia grandissima porca soddisfazione), vado in bici, non prendo autobus né taxi. Insomma, a volte faccio pure cinque o sei giorni con cinque/dieci euri nel portafoglio. Ieri, semplicemente, non avevo il portafoglio.
Prendo l'ultimo treno, tornando da lezione di tango e non passa mai un  cazzo di controllore uno (secondo me temono per l'incolumità fisica, considerando la merdaglia umana di balordi vari che viaggia a scrocco,  li insudicia se non li vandalizza) ero tranquillo e serafico, non mi sono preso la briga di avvisare il capotreno/controllore. Che ovviamente è passato.
Una volta sarei quasi morto dall'ansia e invece ero tranquillo e sereno: mi scusi, ma ho lasciato il portafoglio a casa. E' abbonato? Sì. Buonasera.


Senza portafoglio.
Piccola ebrezza di essere liberi, indipendenti. Sì, un po' un vaneggiamento, stato e soddisfazione alquanto estemporanei. Però, piacevole. Diciamo che verrei quasi sicuramente insultato se qualcuno tentasse il borseggio o la rapina. L'autonomia dà molta felicità.
Bisognerebbe dimenticarselo a casa ogni tanto, come il cipollo (in questo mese non ho quasi usato il furbofono, sono rimasto col mio nokia da ventinove pleuri che mi dura cinque giorni di carica e in treno leggo invece di vagolare tra web e mail).



UB e commenti vari


Sabato è stata una giornata intensa: la mattina l'incontro con altri spippolatori di tastiera e... pure il pomeriggio, visto che sono andato ad un interessantissimo convegno di Ugo Bardi che seguo con Effetto Cassandra, in effetti altro luogo della diariosfera, questa volta uno dei posti di divulgazione scientifica migliore, egli lavora molto anche con il Club di Roma. Insomma, la cosa buffa è che parte non rilevante del pubblico è uscita... demoralizzata se non inquieta.
Gli scienziati stanno gridando in ogni modo possibile che Homo Stupidus Stupidus sta mettendo a repentaglio ciò da cui dipende la propria sopravvivenza, lo sta smantellando, inquinando, annichilendo.

In punti:

  1. La sostenibilità energetica è molto importante e il tasso di resa delle fonti energetiche sta diminuendo repentinamente: ci possiamo scordare l'EROEI del petrolio leggero del secolo scorso.
  2. Il sistema attuale mette degli incompetenti ai vertici (filtro passamerda).
  3. La visione a breve termine è uno dei problemi più gravi e questo è concausa ed alimenta l'antipolitica attuale. Una volta la politica era mediazione tra la filosofia da una parte e gli interessi dall'altra, ora ci sono solo interessi.
  4. Il sistema è l'impero: rastrella risorse dalle periferie, le accentra e le trasforma in rifiuti. Da sempre funziona così a prescindere dalla sostenibilità. L'impero romano era sostenibile, ma funzionava da impero.
  5. Tutti i sistemi, anche quelli antropici, culturali, hanno cicli di crescita, stabilità e regressione (molto più veloce, spesso collasso, v. dirupo di Seneca). E' nella natura delle cose. Pensare che non ci siano la fase "calante" del ciclo è del tutto antistorico, antiscientifico.
  6. I rifiuti (CO2) in cui vengono trasformate le risorse (combustibili fossili) producono cambiamenti climatici. I cambiamenti climatici (siccità alternate a regimi alluvionali) stanno portando a problemi agricoli enormi: le (agri)culture derivano dalla Mesopotamia e dalla zona dell'Indo ovvero da zone che diventeranno biologicamente invivibili. Spostare le culture verso i poli di molte centinaia di chilometri funzionerà? Gli studi forniscono dati chiari: non funzionerà. La biologia e neppure gli homo sono fatti per vivere in zone in cui ci sono sei mesi di luce e sei mesi di buio. Il mondo sarà sostanzialmente invivibile nelle fasce tropicali e subtropicali, gli homo costipati in fasce conurbate molto spostate verso i poli.
  7. Le periferie hanno interessi che, col tempo, diventano opposti a quelli del centro. Finché l'impero ha il potere militare riesce a controllarle, poi queste se ne vanno.
  8. La teoria dei sistemi (v. ad esempio Jay Wrigth Forrester) studia da alcune decine di anni quali sono le leve con le quali indirizzarli, considerato che i nostri sistemi hanno inerzia estremamente elevata. Di fatto stiamo usando le leve al contrario ovvero crediamo di applicare delle "politiche" che ne peggiorano lo stato.
  9. Il nostro problema è che siamo cresciuti troppo e che cresciamo troppo. Capite quale possa essere il giudizio su Renzi che va dalla Merkel a sfanfaronare di più crescita.
  10. L'impero aveva inglobato ciò che lo ostacolava (blocco sinorusso) e ora tornerà a frazionarsi in almeno due o tre parti: gli occidentali non avranno presto più nulla da vendere a Cina e India (tecnologia) e neppure risorse (anzi, ne sono importatori). Russi e cinesi con interessi comuni: europei (periferia) degli Stati Uniti con interessi diversi da questi.
    Non è futuro, è ciò che sta accadendo già ora in quella zona tra Europa e Russia.
  11. Non hanno trovato gas e petroli di scisto nella parte della fascia di Lublino in Polonia; come studioso anche del(la geologia del) petrolio Bardi afferma che credono più a sud-est nella parte Ucraina ma non lo troveranno. Ma i sistemi (militari) prima ti prendono a mazzate e poi verificano, che quando sei moribondo o già schiattato, avevi solo cinque euro nel portafoglio.
  12. La crescita demografica è Il Problema e si risolverà con un drammatico calo della popolazione imposto dai limiti; sarà poco piacevole.
  13. Cina ha molte possibilità: è un sistema democratico ovvero più democratico di altri, in cui il PCC e la base comunicano molto tra loro e hanno una visione (storicamente di autosufficienza e di autonomia). Sono e saranno il paese tecnologicamente egemone e con capacità di imporre le migliori Politiche al proprio interno.
  14. Le piccole iniziative di vari piccoli gruppi visionari è improbabile che modifichino la direzione del sistema.
  15. Rispetto ai cupi scenari futuri, cercare di vivere la vita con serenità non facendo danni. I suoi studenti sono contrariati perché immaginano scenari di regressione brutale su orizzonti di alcune centinaia di anni. Invece la dimensione temporale è di alcune (poche) decine di anni.
  16. Scienza e conoscenza e filosofia: Ugo Bardi ha affermato che in quel convegno stavamo facendo filosofia, il massimo della politica. Ma il mondo non funziona affatto così.

Il commenti di Francesco mi facevano e mi fanno sorridere. Io li lascio nella loro ambiguità, visto che non ho mai capito se si trattasse di un perculeggiamento alle mie tirate o se contengano una sua percezione della gravità della situazione. Però mi fanno sorridere.
Non ci sarebbe un cazzo di nulla da sorridere, vista la  follia nichilista e necrofora degli homo.
Comunque mi fanno sorridere.

lunedì 24 marzo 2014

Piccola riunione di diaristi

Sono uscito con _ela sabato sera, poi racconterò. Ieri ho rivisto _ica, la mora del profumo.
Mi piace sempre e ora sta ballando molto meglio, il suo migliorare è sexy e pure bella assai, sempre così carbona. Però non sono mai riuscito con lei ad andar oltre al chamuyo, la piccola conversazione. Io non so di che parlare, oltre al tango con lei. Anche nei messaggi rimane così semplice, al limite del rudimentale a volte. Penso a quelle parole di Voltaire...  (una volta finito di fare l'amore, una volta che torni nella vita, che fai?).

Era buffo sabato.  Perché molte parole hanno avuto un volto, sorrisi, abbracci e strette di mano.
Era buffo.
Per me sono state poco più di quattro volte, precipitate, aspirate in un baleno dall'aspiratore folle del tempo.
Era buffo perché, in queste quattro ore, ci siamo ritrovati là in mezzo alla strada, nella tensione di parlarci, di condividere, di ascoltare di anime e di pensieri, un po' goliardi, un po' pettegoli o anche filosofi o semplicemente curiosi. Era così intensa la nostra comunione di menti e di emozioni che ci fermavamo, in strada, rapiti al tempo, a noi stessi, ad ascoltare ingolfati e felici, pensieri parole opere.

o - Baol
o - Boh
o - BriCciole
o - Diamanta
o - Ele
o - En Joy
o - Gio
o - Olivia
o - Un uomo in cammino

A coloro che ci sono stati e a quelli che sono mancati.
Datemi parole, idee, emozioni e vi solleverò il mondo, una volta finito di leggerti, inizia tutto il resto.


Debole un po' dio

Avevo incatenato la bici e mi tremavano le gambe. Adrenalina su debolezza non è che sia il massimo in termini fisici. Non ero stato bene la mattina, diarrea, devo aver preso freddo sabato sera.
Mi fai ballare un po', uomo?! No, ora no, scusa ma devo riprendermi. Succedono strane cose. Penso che alcune tanghere si siano chieste come mai stessi, a tratti, fermo ieri. Più tardi, più tardi e alcune... sono rimaste senza firulete, ieri.
Cazzo è che rispondi di no, uomo!? Ciccio, rispetta i tuoi limiti. I piccoli sudori freddi si sono asciugati, ora posso riprendere. Vieni!?
Sono arrivati i tuoi occhi di carbone accesi ho preso la tua mano destra nella mia sinistra, il.mio braccio dietro di te. Sentivo il tuo respiro e poi, uno, due, tre, quattro, via.
Sentivo che sorridevi e poi ridevi.
Ecco, ancora qui, il Tango.
La debolezza svanisce, siamo nelle sue braccia, sento che ti diverti e divento, di nuovo, un po' dio.

Appena arrivato in milonga, _elo mi fa: vedi quella? Balla benino e... ha un  seno pazzesco.
In effetti era una cosa tipo Sabrina qui sotto, nulla di meno, anzi.. Con _zzz ridiamo, ogni tanto. Ci sono certe distrazioni per il conducente.
Mah, in effetti non me ne fotte assolutamente nulla se una tanghera ha le zizze di gomma, the world's finest projection equipment, che spingono premono contro di me, mentre ballo. Balla bene si o no!? Il resto non conta.
Devo iniziare a preoccuparmi? Debole un po' dio e indifferente alle zizze in milonga?


venerdì 21 marzo 2014

L'espediente



Tra i diari che indico come interessanti ho aggiunto L'espediente di Michele Brunati che seguivo da tempo.

E' importante che un pensiero di sostenibilità e di ecologia, anche economica, sociale, di rigore e di onestà intellettuale, inizi a diffondersi anche a destra. Le teorie idiote che dilagano vengono smontate in maniera precisa, acuminata, dissacratoria.
Nell'ultima pagina la panzana del debito pubblico "inesistente" è veramente massacrata, peraltro in maniera esilarante, nella sua pochezza (altre pagine sono altrettanto precise e feroci nel demolire le cazzate demagogiche, politicamente corrette che vanno tanto per la maggiore, a partire dallo stupidame pro crescita). Mi chiedo come sia possibile che ancora, molti ingombranti, direi tutti gli ingombranti, continuino a trombonare queste cazzate suicide e a renderle (anti)politica e perché la_gente non li prenda a pedate e li tolga da quei posti dove fanno danni uno peggio dell'altro. Ma il_bobbolo è parimenti responsabile, è il primo che elegge i peggiori demagoghi. Il_bobbolo diabetico non vuole altro che "medici" che gli prescrivano sempre più zucchero.
Insomma, cambiano gli attori ma la farsa rimane la stessa e R., come osservavo, farà pure peggio di B., perché lo farà in modo pidino, ovvero subdolo e falso, con parole che indicano una direzione e con i fatti che vanno direttamente in direzione opposta.
Quello dell'ostilità al pareggio di bilancio è uno dei motivi per cui non so se voterò il M5S alle europee. Io lovo l'angelica Inchiavabile Culona e il fatto che solo i crucchi, se non si romperanno prima, potranno stimolarci ad uscire dalla nostra politica spensierata, cicalesca, dissipatoria.

giovedì 20 marzo 2014

USA stato canaglia - 9

  • Questo è il primo pezzo importante della nuova ideologia russa: è la legge che conta e nessuno può esserne al di sopra – neanche gli Stati Uniti. […] Gli Stati Uniti non sono né sovrani né una democrazia; sono il corpo incancrenito di una democrazia alimentato dai più grassi avvoltoi del pianeta.

    Dmitri Orlov, via EffettoCassandra/Risorse

E' necessario andare in Effetto Cassandra/Risorse, per leggere delle cose sensate, razionali.

Due provocazioni.
La prima è un invito ad andare a vedere Educazione Siberiana per capire un po' l'anima delle Russie.
La seconda è una frase provocatoria della madre di mio figlio :- Gli psico sono quelle persone che hanno problemi con la loro testa e quindi si sono messi a studiare come essa (non) funziona.

Sempre considerando che i russi hanno i loro interessi geopolitici e non sono pie persone servizievoli nei confronti delle Russie, diciamo che nella dialettica con gli USA, per dirla alla Alain De Benoist, rappresentano, incarnano quella morale dell'onore (sostanzialmente una fedeltà alla norma che ci si è dati) che è il non plus ultra antagonista dell'utilitarismo canagliesco stelle e strisce, agli antipodi delle morali ad assetto variabile (nella pellicola di Salvatores e nella storia di Nicolai Lilin Gagarin rappresenta l'antimorale dell'utilità - ovvero gli USA).
Lo stato *ideologicamente* responsabile dei mali del mondo (gli apologeto zeloti, fondamentalisti dei sistemi5) che si erge a giudice, terapeuta, moralizzatore? Siamo alla follia pura. Infatti, ecco che lo psico paradosso si chiude, si compie.
La strategia russa ha un che di salvifico perché reintroduce una diversità di pensiero a livello globale, contrasta, rifugge dall'ovviologia di massa, industrializzata. Non ho mai capito il servilismo europeo nei confronti degli USA, men che meno quello massimo italico e men che meno ora che lo "spettro" comunista (ben poca cosa rispetto ai disastri del modello consumistico e capitalistico parassitario globalizzato dagli USA) non esiste più. Un che di masochistico che cozza contro gli stessi interessi europei.
L'articolo di Dmitri Orlov mette luce su ciò che sta succedendo e sulle origini dei problemi che non sono certo la sofisticata e tossica propaganda antirussa propinata alla popolazione dai mezzi di inquinamento di massa in questi giorni (un GR nazionale della che divulga solo la corrispondenza da Washington è solo inquinamento). Mezzi quindi di inquinamento di massa, proprio quei mezzi per i quali essi ci avevano fatto credere che i Buffalo Bill, i bovari (cow-boys) fossero i buoni e Toro Seduto e i pellerossa i cattivi.
L'azione russa irrita proprio perché riporta alla luce l'insostenibile realtà della realtà che, tradizionalmente, è irritante, politicamente scorretta, scomoda, sovversiva.


(gabrielesalvatores)

mercoledì 19 marzo 2014

La Confiteria Ideal The Tango Salon

L'avevo citato in passato.  Ma... considerato che per il momento è il miglior documentario divulgativo sul mondo del tango che io abbia trovato (Ad occhi chiusi è specifico per la realtà italiana del tango), esso merita una pagina dedicata.

Rivisto ieri sera, dopo un paio d'anni, ora colgo molte altre sfumature. In ogni caso non è un documentario per milongheri, non solo. E' un documentario fatto molto bene proprio per i profani, perché illustra i molteplici aspetti di ciò che significa vivere il tango, le dinamiche della vita a cui esso plagia i suoi amanti, il piacere, l'ebbrezza, come se ne viene fagocitati. Riesci a intuirlo anche senza viverlo. Lo spettro documentato è ampio, dai semplici appassionati ai medi e grandi maestri (Frumboli, Xavier Rodriguez e Geraldine Rojas, che rimangono La Coppia di Artisti del Tango per molte persone, io fra quelle), accenni al passato e come ora è vissuto, non solo sul Rio de la Plata e a Buenos Aires come cultura popolare, nativa, famigliare (Haim Burstin faceva il paragone, per gli italiani, alla cultura del canto e dell'opera in Italia, prima che diventasse musica colta) ma anche nel mondo, come lo vivono le donne e gli uomini.

Un'oretta di documentario. Se siete curiosii evitate di guardarvelo: può causare principi di dipendenza anche in sola visione!

Altra mercanzia

  • Oggi la Chiesa ha perso quasi tutta la sua presa in campo sessuale, ma il senso di colpa e del peccato è rimasto come un richiamo di sottofondo, non facilmente sradicabile. Chiunque abbia avuto una ragazza che è stata dalle Orsoline, dalle Marcelline o in altri istituti di suore sa i piaceri che se ne possono ricavare. Lei si vergogna e si eccita della propria vergogna. Una miscela esplosiva. Il permissivismo sessuale è una sciagurata creatura tardo-modema.

    Massimo Fini
    Natura dei sessi (Dizionario erotico)


In questi giorni non ho interrotto i contatti con _ela. Le avevo chiesto perché, con la mia proposta,  l'avrei “vivisezionata” / ferita / rattristata e non offesa o scandalizzata, come mi sarei aspettato. Mi rispose che... mi avrebbe spiegato.
La cosa paradossale ora che mi ha detto un bel no grande e chiaro alla proposta di trombamicizia io mi sento molto più libero di giocare tatticamente e strategicamente. E' una posizione mentale, io mi muovo eccellentemente in gratuità malissimo quando ho interessi diretti. Purtroppo, perfortuna. A meno di non portare le condizioni al contorno, all'eccesso dove torno a muovermi a mio agio.
Le avevo proposto di uscire venerdì sera ma non era libera, era coi tre pargoli, il resto del fine settimana io sarei stato poi col mio di pargolo.
Vediamo questo fne settimana.
Anche se non mi attizza fisicaemte, la alsaziana ha un sacco di cose interessanti. In fin dei conti dopo un trombata, dovrebbe essere pure piacevole fare qualcos'altro insieme, no!? Ed ella ha questo potenziale, lo sento. Poi ci sarebbe sempre da verificare la teoria di Massimo Fini.
Il fine settimana dovremmo tornare ad uscire qualche ora insieme. Ci sono si tessuti, cucine ma anche altra mercanzia.

lunedì 17 marzo 2014

Due ko...

Penso che mi stia venendo l'influenza.
Due koglioni.
E' stata una gimkana tra marci e catorci in questi giorni. Devo aver raccattato su qualcosa.
Che due koglioni.

300 - L'alba di un impero

Pa', fine settimana andremo a vederlo.
Va bene.
Finisce la partita della pedata, doccia, etc. sono le sei e un quarto. C'è cine alle otto, o alle dieci. Andiamo domani!?
No, domani dovrò studiare tutto il giorno.
Insomma mi ha fatto un muso così storto che ho ceduto (avevo già comprato il pesce per farci una fritturina come si deve, a me_mi piace stare pure a casa una sera ogni tanto, ma il muso storto del bipedinone mi ha rammollito come un cako).

Allora, diciamo che i secondi episodi (questa dovrebbe essere una trilogia) partono sempre in svantaggio: le novità del primo episodio (300) non sono più tali.
Però, devo ammettere, che la progressione della storia è stata interessante, forse anche perché per buona metà è stata in sordina. Forse perché la bollita e ultrapallosa retorica (yankee) sulla libertà sulla democrazia, ripetuta più volte da Temistocle, a me da un po' l'orticaria, 'ste blaterate dal peggior stato canaglia sono così incredibilmente ipocrite. Insomma, io ho un debole per gli spartani e pure per la bellissima Lena Headey (la regina Gorgo). Botte da orbi, sempre lo stile fumettistico, e anche l'uso del colore, interessante anche le dinamiche tra i protagonisti, pure la figura di Artemisia, una donna con... le palle. Il mio bipede è uscito con gli occhi un po' così per Eva Green (Artemisia) ed era un po' elettrizzato quando ella cerca di sedurre Temistocle e finisce che si onorano come nemici con una leggermente rude trombata. Ahh Artemisia, papaaaà, che ficaaa! In effetti Eva Green esibisce in un paio di punti le proprie zizze notevoli e gli adolescenti sono massimamente sensibili alle zizze, mentre al papi ci piace ancora e di più Lena Hadey anche se ha poche zizze.
Eravamo in mezzo ad uno stuolo di adolescenti brufolosi e popcornosi che si divertono ancora a vedere una trucida storia maschile di lotte, di fendenti, di sangue, di mazzate varie di tutti i tipi. Forse il testosterone esiste ancora un po'. Certo fa senso vedere 'sti pischelli che non sanno neppure arrampicarsi su un albero o che pensano che le bistecche crescano al supermercato intripparsi per storie di contadini, commercianti che cercano di difendersi dai brutti neri cattivi diavoli cacca di persiani. Poi in mezzo a 'sti qui c'erano anche delle pischelline. In genere sono storie che non piacciono alle donne: o c'è qualche eccezione o l'uscita in gruppo vince sulle singolarità, pure quelle femminili.
Poi arriverà il terzo episodio, Serse assiste dall'altro alla distruzione della flotta da parte dei greci, sullo sfondo la colossale armata di terra.

Ecco, nella mezzora circa di promo prima della projezione, quasi tutte americanate da botte da orbi. Una volta mi sarei scandalizzato, ora le trove un po' banali, spesso ridicole, però non mi scandalizzo più. E' la roba stelleestrisce per il grande mercato, un po' come i gusti perfetti e finti di merdonald,


domenica 16 marzo 2014

Gli odori

Ieri mattina c'era da ritirare i prodotti risicoli del cuntadein del quale sono referente per i nostri gas. Appuntamento ad un mercato contadino, accanto ad una vecchia villa, a ponente della città. Così, sotto il sole e l'esplosione della primavera - prima sudat(in)a, il 15 marzo... preoccupante - un po' rallentato di quattro ore e mezza di sonno, ecco l'atmosfera del mercato (quello vero) che io adoro.
I prodotti freschi (che non è il fintissimo fresco stantio di 4-8 giorni della GDO), i volti, le mani, i sorrisi e gli occhi dei contadini. Mi metto a parlare, si lasciano andare alle mie domande interessate, mi abbandono alle loro fiabe di campi, fattorie. Ci metto la faccia! mi ha detto un ragazzo allevatore di Rubiera, sorrideva e non aveva due euro di resto per il salame e il cotechino, m'ha dato il biglietto da dieci invece che otto euri. Funziona così!

Papà, entriamo, prendiamo un pezzo di focaccia. Prima di entrare in multisala, all'ipermercato dentro al borgo finto dove c'erano i campi veri, con i visi tesi, i visi senza sorrisi, senza il sole e un po' di plastica, il formicaio di auto in movimenro lento, ci aggiriamo nei meandri dei rifiuti con i prodotti finti dentro per masse mille mila. Trasecolato, osservavo allibito la spaventosa regressione del progresso di massa. Come è possibile che tutto ciò sia avvenuto e avvenga?
Mi avevano regalato un po' di coste di sedano la mattina, aggiunte all'ultimo - gli "odori" - come si faceva una volta. Sedano fresco di quattro ore di campi laggiù. Da quella sporta bianca usciva, inarrestabile, quasi violento nella sua eduberanza estetica, l'effluvio della vita, profumava tutta l'auto. Did you experience? cantava Jimmy Hendrix.
Naso, anima, piacere mi strappavano al non luogo, dalla distopia, dall'incubo della grande plasticacementorifiuti,  al non sapore, non odore, non sole, non primavera, alla speculazionemortedistruzione, mi riportavano al mattino, qualche ora prima, quache decennio prima.

(*)
Forse tu non avrai la gioia, il tripudio estetico di gustarlo in misticanza con radicchi di campo, vinagrette con balsamico e un sospetto di aglio e foglie e fiori di primule che oggi farò il bis con amici a pranzo e dopo me le vado a cogliere qui sotto al di là della Grande Quercia.


sabato 15 marzo 2014

Il buco

L'appuntamento, ieri, era vicino al buco. Poi non siamo entrati, due gatti due.
E mentre aspettavo che gli altri arrivassero, sentivo le note di D'Arienzo, di Varela, di Troilo e la lucina un po' arancione uscire dall'ingresso e dalla finestrella.
Vedevo passare le auto, una ad una. Ciascuna una coppia, egli alla guida, la donna seduta a lato.
Sono passati otto anni da quel sabato 18 marzo ed io ero li' fuori, per tutt'altre ragioni.
Fuori dalla milonga, fuori dal prive'.
Mi avvolgeva un sottile e pervasivo senso di malinconia.

venerdì 14 marzo 2014

BachecagendO



_lia, una delle poche tanghere con cui iniziai i corsi,  super _lia che ha proprio una passione genuina e - vista gli abbandoni che si susseguono - autentica, ha da tempo una zampa malconcia; ha dovuto quasi abbandonare lo studio e la milonga. La passione sincera però la tiene comunque vicina e così avrebbe organizzato, insieme con _ara, la mia compagna di studio nel corso di città una serata balotta (a far balotta, festa, come si dice nel capoluogo felsineo) nella quale vedere Tango di Carlos Saura.
Ieri ci ha mandato via mail la proposta: essendo articolata su una certa serie di data e su una ottina o decina di destinatari e destinatariesse, ho pensato maschilmente di... aprire un doodle. Cosa di meglio di una bachecagenda? Non stiamo a inondarci di mille mila mail, che se ne perdi una poi noncapisciucazzdelrest, etcetera eccetera etecetera. Un* va lì, vede un po' chi c'è quando, clicca le sue crocette, ha finito senza usurarsi troppo di sfregamenti e attriti palle e ovaje. Semplice, bello, no!?
Beh, è stata completamente ignorata.
E' assolutamente, freddamente e squallidamente semplice. E' continuata la ridda "impazzita" di messaggi e contromessaggi animata dalle nostre vivavi portatrici di vagina nonché tangheresse: io non posso il 4 | ma allora non vengo neppure io | ma dove vai? | non andare lì | no là a me piace di più || ma allora facciamo il venerdì dopo | ma Piz ha detto che non può il 30 e allora io verrò solo il 28 | ohps, io il 4 andrò a Treviso | etcetera etcetera etcetera.

Prima che quasi smettesse chiamavo _ren la basca per chiederle se voleva venire a ballare in milonga. Ero pure di fretta, mi aspettavo risposte tipo "Ah ciao, stasera non posso." oppure "Siiì, dai facciamo che arrivo da te a un quarto alle dieci".
E invece _ren att(r)accava delle pezze pazzesche, iniziavano a passare le decine di secondi fino a che non dovevo dirle, "Scusa _ren, ho fretta, magari ci sentiamo un'altra volta | dopo in auto | ...".

La psicologia è più forte della tecnologia (e quindi la tecnologia non è usata quasi mai per ciò a cui serve ma per ciò che serve alla psicologia).
La tecnologia ha un genere.

Insomma, non è una bachecagenda, con la patata.
E' un bachecagendo, col pisello.

P.S.
Martedì saltata milonga, pure ieri saltata lezione (_aria non poteva, mi sono fermato tutta la sera al gas). devo iniziare a preoccuparmi?
Sì, che stanotte esagererò! 

Non un baffo

  • Il mondo sarà sufficientemente stupido da posticipare le azioni necessarie a causa dell'interesse a breve termine di coloro che lo governano, ossia le maggioranze democratiche e il sistema capitalista.
    Jorgen Randers
    2052 Rapporto al Club di Roma
    p. 216


Demagogia [spazio] democratica.

A questo B. non fa un baffo.



giovedì 13 marzo 2014

Dallas Buyers Club

  • Quando la comunità cessa d'essere un vantaggio per l'individuo e diventa, invece, un ostacolo, un danno?
    MrKeySmasher, commento

Mi ero appuntato il suggerimento di Francesco e sabato, saltata l'uscita con _ela, mangiato un boccone veloce con _rio, tesoriere del gas, siamo andati a vedere questa pellicola diretta da Jean-Marc Vallée e scritta da Melisa Wallack e Craig Borten.
Io considero il paradigma dello stato Canaglia per antonomasia come una delle cause dell'immerdamento del mondo e del suo altamente probabile collasso. Però...
Osservo la mia prevenzione e la metto da parte. Inizia la storia. Un elettricista bovaro (cow-boy) campione di rodeo, forse non ci potrebbe essere macchietta più spinta sulla rozzezza dei texani fa la sua vita eccessiva: truffe nelle scommesse, sesso non protetto (tanto quella (*) è roba da froci), droga (alcol e cocaina). Poi l'annuncio: ha i leucociti a 9 invece che a xcento, riteniamo che lei abbia ancora trenta giorni di vita.
Beh, qui, nel migliore spirito stelle e strisce, inizia il rinascimento di Ron Woodroof. Non sto a raccontare qui la storia.
Alcune considerazioni:
  • Entri in una realtà quando sei costretto a viverla e ciò comporta compassione sincera e perdita dei pregiudizi: non puoi imporre le virtù agendo in modo politicamente corretto, quella è merda plastica finta. Così il bovaro da omofobo violento, in compassione, arriva non solo ad averli come partner d'impresa, ma a difenderli esplicitamente, fisicamente.
  • C'è una buona rappresentazione dell'anarchismo libertario tipico degli USA profondi, che non sono LA o NYC, sono Dallas, sono il Montana, sono Garfield, l'Oklahoma, l'Iowa. Qui non si può non osservare che la libertà è anche spazio.
  • C'è la rappresentazione della presenza asfissiante, opprimente, sadica, vessatoria delle strutture dello stato completamente corrotte e della perversione della loro funzione: FDA che dovrebbe vigilare sulla salute degli statunitensi si applica in modo sistematico e perverso contro i tentativi personali di ricercare e autosperimentare delle terapie in urgenza di fine vita.
  • Le strutture dello stato sono corrotte; tutte le strutture con un potere, anche quelle inerenti la salute, quello sulla salute è un grande potere!, sono corrotte.
    AZT negli USA rispetto ad altre cure.
    Ma proprio sabato, sui media, c'era il nuovo scandalo italico, la faccenda Roche-Novartis.
    Come il TAV in val di Susa, la grande opera costosa, iinutile, deleteria, parassitaria, uno stato corrotto impone un disastro collettivo, per interessi di pochi, massacra, reprime coloro che resistono.
  • C'è il moralismo anche se rappresentato in modo abbastanza onesto, del business salvifico che risolve i problemi del mondo: o hai 400 dollari o non vedi le medicine, dice Ron ad uno del suo gruppo di acquisto (del resto, come potrebbe non essere così per quei bigotti?).
Ci sarebbero mille mila pagine da scrivere ma non ho voglia né tempo.
Non voglio neppure fare riferimenti al peggio del democratismo e della sua ideologia buonista-oppressiva-politicamente corretta che qui sono rappresentati al meglio delle loro degenerazioni (la scelta del PD di scimmiottare anche nel nome il Democratic Party statunitense dice molto).
Parrebbe una storia degli USA e invece è satira pesante anche di certa roba nostrana.
Solo i nuovi barbari bovari possono salvare il mondo dal politicamente corretto.

(*) Sindrome da Immuno Deficienza Acquisita, in italiano e nelle lingue neolatine SIDA e non AIDS come impropriamente detto.

mercoledì 12 marzo 2014

Ronf



  • Far bene il ronfore fa bene all'umore.

La Milonga Sì è meravigliosa anche... quando non ci vai. Ieri sera son passato come un rullo sopra la sveglia messa per le ventidue. Ronfato quasi nove ore e mezza.
Stamani le primule sfiorelleggiavano, gli uccellini cippettavano, due caprioli maschi si pigliavano a cornate - sempre la patata che tira - il sole fa il ganzetto.
Oh che meraviglia!
La prossima volta, le notti prima di un appuntamento "galante" dovró ricordarmi di dormire un po' di più.

Colle vite degli altri

  • La libertà è preziosa e quindi costa.

Mentre i mezzi di inquinamento di massa portano l'attenzione sulla questione delle quote rosa nel porchitalicum renzusconico che il parlamento sta con fatica evacuando - l'antipolitica che si autonutre del peggio - passa in sordina l'ennesimo attacco alla libertà (delle donne).
Avrei potuto scegliere anche un'altra frase per aprire questa pagina. Se lo stato e le masse democraticamente democratiche in val di Susa fanno i froci col culo dei valsusini, qui abbiamo i cattocattolici che fanno i moralisti con le vite degli altri.
La storia di Valentina e del suo compagno è paradigmatica: obiezione di coscienza all'aborto falsipocrita, leggi liberticide che impediscono le diagnosi preimpianto, un panorama desolante in cui intere province non hanno un nosocomio pubblico in cui poter abortire. 2014, Italia, stato clericale del vaticancro.

Il pensiero monoteista, quello cattolico in particolare, si rivelano, ancora una volta, morali, anti etici.
Qui, ora, io sono favorevole alla rupe tarpea, all'aborto come extrema ratio in quanto atti ecologici; non capisco perché uno stato dovrebbe entrare nella vita delle coppie e nell'utero delle donne e stabilire cosa esse debbano (non) fare. Uno dei motivi per cui io considero estremamente pericolosa l'immigrazione di massa islamica, è il ritorno alla teocrazia che essa comporta (il merdame cattolico poca cosa è rispetto a quello islamico).
La libertà (di coscienza) è preziosa e quindi costa.
Lo avevo anticipato ieri: obiezione di coscienza dei medici cattolici nelle strutture sanitarie pubbliche?! Fosse per me non sarebbe semplicemente impossibile: fai il il medico cattolico se eserciti in strutture cattoliche con fondi e stipendio cattolici, altrimenti se sei in una struttura non deista, laica, con stipendio laico, fai gli aborti che ti vengono chiesti, altrimenti dal giorno dopo sei fuori a pedate nel culo e vai a cercare posto nei nosocomi cattolici.
La tua libertà di coscienza deve avere un costo, altrimenti diventa ipocrisia moralista. Ci sono alcuni eroi civili che pagano salata la loro resistenza No TAV. Poi ci sono questi farabutti marci.
Detto questo, assumendo anche una posizione cattolica - non dicono solo stronzate e falsità - non è mica obbligatorio avere un figlio naturale. Valentina e Fabrizio forse non si sono accorti che esistono pure le adozioni, no!? Cazzo è 'sta fregola smaniosa di procreare a tutti i costi?


martedì 11 marzo 2014

Tutto non si può

Domenica ho vissuto due giorni in uno.
Ne ero conscio. Era mia intenzione esagerare e ci sono riuscito.
Dalle candide vette in Appennino, alla caldaia emotiva in milonga. Dalle ore 5:45 alle ore 23, dalle ciaspole e ramponi alle scarpette, dal vento centoventichilometri ora meno tre gradi centigradi alle guance appoggiate, ai batticuore appoggiati. Solo una tappa a casa, veloce, per una doccia ed un boccone.
Pensavo che sarei stato una frana, in milonga, piegato dalla stanchezza. E invece. T. è pretenzioso, ti vuole nelle migliori condizioni, ma per una volta lo puoi domare ed è andata abbastanza bene, solo alla fine, le ultime due tanda, ho ceduto, non ce la facevo a far fuochi di artificio.
Dati i tempi ridotti - tornato a casa dai monti con un ora e mezza di ritardo - ho trasgredito. Sono andato in milonga in auto. Da solo. Avevo finito proprio a metà del tempo tra un treno e quello dell'ora successiva. Sarei arrivato troppo tardi.
In un certo senso ho vissuto dopandomi di me stesso ed in maniera energivora, che in autostrada ho spinto a manetta, per non arrivare troppo tardi. Pensavo a quanta energia costasse la mia frenesia.
duecentochilometri tredici litri di energia bruciati per sempre
E' il capogiro del drogarmi di me, della frenesia, del sentirsi un po' dio che ti frega.
Anche nei rapporti con coloro che vorresti diventassero tue metà. Mi ricordo dei tempi lenti - sì, in confronto erano lenti, pacifici - dello stare in coppia, rilassanti, mi ci sprofondavo, mi ci impoltrivo.
Scegliere. Tutto non si può, qualcosa rimane fuori, rimane fuori la metà.


lunedì 10 marzo 2014

Croce arcana

Le raffiche di vento da nord-est erano così violente che... ad un certo punto ci hanno fatto cadere.
Camminavamo storti, come ubriachi. Ridevo, perché era così buffo. Ed eravamo un po' ubriachi. Sì, direi di sì. Di gioia, di bellezza, dopati della nostra fatica, lassù in cima a tutto.
E così, quando abbiamo iniziato a scendere in spigolo, versante nord, prima volta in invernale in quelle condizioni, per un attimo abbiamo avuto esitazione. Quella croce ci mostrava il suo arcano, nel vento voleva trattenerci, con tutta la violenza possibile. Ogni particella di neve, di quel bianco vergine che violavamo, si rivoltava contro di noi, spilli a centoventichilometriall'ora.
Anche fare una foto, in quelle condizioni, diventa lento.
Eppure, barcollando, con i ramponi che scricchiolavano nella crosta bianca, ci tenevamo alla terra.
Come se, per qualche attimo, avessimo avuto l'intenzione di andare ancora più su, oltre l'arcano.





















sabato 8 marzo 2014

Tessuti, cucine

E così fu.
Stavo risalendo a piedi verso casa e chissà dove era lei. Mi aveva chiamato con un altro numero in treno, ero sprofondato nel mio torpore, così stanco da non riuscire a dormire, avevo balbettato qualcosa, ti chiamo tra venti minuti, appena arrivo.
Ciao _ela, scusa per prima. Ma oggi sono di nuovo in una di quelle giornate fonde, esauste, di apatia e poca energia. E allora mi sono accorto... mi sono accorto che domani sera avevo gli amici e il poco tempo. Ecco, tu hai una vita complicata e... non voglio farti perdere del tempo.
Ascoltava in silenzio.
Scusami la franchezza, spero che tu non ti scandalizzi: ciò che cerco e posso offrire è una … trombamicizia.
Stette zitta per alcuni istanti. Sbalordita. Poi me lo scrisse, che l'avevo sbalordita.
Mah, è … di nuovo, in poco tempo. Non so... forse non Qualche tempo fa era successo ma non mi era piaciuto, non riesco, senza sentimenti ed affetto.
_ela, io ci ho pensato. Tu sei una persona di valore ma … per cose che tu non sai, conosciamo poco tu di me io di te, io so che i tuoi valori e i miei, hanno parti incompatibili. E ciò ... ciò toglie senso a qualcosa che non sia … scusami ancora, una trombamicizia.
Mah... non... i valori, hanno delle etichette, UUiC, ma io non so se … Forse ho perso speranza di trovare qualcuno da amare.
_ela, ora tu sai che sulla mia insegna c'è scritto “Tessuti”, sulla tua c'è scritto “Cucine”.
Non era certamente per stasera, ma io vorrei che tu non perda tempo, ora sappiamo ciò che desideriamo.
Non considero tempo buttato quello trascorso con te... sei una persona interessante. Ti ringrazio per la tua 'proposta' che hai reso esplicita. Serenamente, no, non mi interessa.


Ballavo ieri, bene. Era riapparsa _era la ferrarese, mi stringeva, a fine dei tango, anche la mano, come all'inizio, solo il distacco di alcuni mesi, il nostro me lo ha reso sopportabile.
_lla la siciliana
_era la ferrarese (sempre un fisico impeccabile!)
_ela la garbata

Vuoi un po' di trombamicizia? No, non mi interessa.
Tempo risparmiato per tutti, la liquidità può continuare a scorrere più veloce.

Ecco, io non sarò mio padre, con le sue umane infatuazioni ideali, con i suoi innamoramenti stilnovistici, le sue pulsioni sofisticate dalla religione, dalle robe chiesastiche. Io non ho quella morale, io non ho le sovrastrutture, io sono egoista intelligente e sincero. Solo. Libero.
Poi la libertà ti intossica ancora di più, vai ancora più in alto, per precipitare nei crepacci della solitudine, e poi su di nuovo. Capogiri, ebbrezza. ¡Mi corazon, perdona me!
Offro tessuti, non cerco cucine.


venerdì 7 marzo 2014

Quasi mi...



E ora, che leggo che il meteo sarà fantastico, buona la neve in alto appennino, fresco e sole pazesko, ora che sto organizzando la prima ciaspolata d'appennino con gli amici, con partenza domenica mattina presto che si torna presto per la milonga de la tarde al TPO - verranno a casa mia alcuni già sabato sera - quasi mi scoccia di aver preso impegno con _ela, sabato pomeriggio.
Uff.

Prima, dopo - 3

(Prima, dopo - 2)

Oggi sono di nuovo in una di quelle giornate in cui funziono come avessi gli ingranaggi invischiati in una sorta di appiccicosa morchia. Dormito cinque ore e mezza pure stanotte, avrei voluto riposarmi mezzora prima di andare a lezione ieri, ma soppressione di un treno, ... ritardo anche ieri sera, diocanelurido, che mi torna la furia solo a scriverlo, saltato il mio relax.

Il dopo, martedì.
Era ciò che venne dopo la Milonga Sì. Una sorta di tuffo in una piscina energetica, rigenerante.
Eppure, uno pensa: via in quel posto, devi impegnarti forse non molto fisicamente - il tango non è così fisico, non è il boogie o la rumba o la tammurriata, la pizzica - ma certamente con la tecnica, con la testa.  Uscirai  stanco, più stanco di quando  ci entrasti in quel sottouniverso.
No, non funziona così.
In quel mondo, al termine di quel trasferimento spazio temporale, in quella nicchia di amori tre minuti camminati, abbracciati, trepidati, succedono cose speciali. Una di queste è la progressione ambiziosa - forse per questo apprezzo la sincerità di Renzi - di arrivare sempre un po' oltre.
Martedì notte, _ora, eri nelle mie braccia. Sono due anni e mezzo che ti vedo, ancora quando la Milonga del cuore era anche nel posto del cuore, prima della chiesa attuale. Già, maestra quella. Non è ancora il tempo.
Tu, con le tue labbra rosse, la vita da vespa, una bambolina di porcellana sopra a quel culo a mandolino, ai tuoi firulete provetti. Cara maestra di passi argentini, prima o poi sarei arrivato anche a te. E così, fu, martedì, a dispetto del prima greve di stanchezza.

Prima tanda.
Primo tango. Prendo le misure, il respiro, l'incedere.
Secondo tango. Iniziamo a provare.
Terzo tango. Sei con me, io con te, le incomprensioni sono di meno, ora.
Quarto tango. Sento che sorridi, a volte ti scappa anche un ridere lieve.

Tosa, era per i longobardi la moglie, una volta di proprietà del marito, le venivano tagliati, tosati, i capelli.
Vedo che eri imbarazzata, quasi timida, nel chamuyar scarno tra un tango e l'altro.
Tu, tosa trevisana, tieni i capelli lunghi nella lunga treccia, le tue labbra rosse, il tuo vestitino nero, i tacchi audaci segno di maestria, per la prossima volta.
Ci sarà un'altro dopo.
Che mi importa del resto, ora?





giovedì 6 marzo 2014

Sempre?



Penso che siano stati tre quarti d'ora piacevoli, scappati un po' via senza accorgersene. Venuta in bici pure lei in centro.
_ela ha sicuramente alcuni lati interessanti ed è capace di sostenere una conversazione brillante. (questa è una cosa che manca a _ica del profumo, mi chiedo di cosa parlerei con lei dopo aver fatto uscire lo sperma (F)). _ela ha anche un buono spirito. Del resto l'ho punzecchiata più volte con un sacco di battutine goliardiche centrate sul sesso. Sorrideva, si metteva a ridere, si scherniva. Toccata qui e là, non si è ritratta, mi ha lasciato entrare nel suo spazio.
Ecco, la domenica mattina si alza presto. Mi prendono in giro perché arrivo a messa alle dieci con gli occhi tutti stropicciati [dopo la nottataccia in milonga, NDUUiC]. E' uscito più volte che è cattolica. L'ho presa un po' in giro anche su questo.
Il fatto che non riesca a trovare immediatamente la qualcosa per poterla nominare come _ela la qualcosa un po'  mi fa pensare: è garbata. _ela la garbata? Forse è ancora presto, vedremo se la mia intuizione avrà avuto ragione o torto.

Le dicevo che aveva una scrittura molto interessante, estesa in verticale, equilibrata nei rapporti tra parte superiore e inferiore. Quindi valori, ideali, di visione e sotto, radicamento, di buon rapporto col fisico. Gli ampi occhielli profondi segni di... porcaggine. Anche questo le avevo sottolineato. Mi aveva risposto che sì ba beh, però... passando velocemente ad altro.

Ecco, io penso di risultare interessante a lei anche perché ho una parte spirituale spiccata. Ma la mia scrittura è anche ben profonda in basso. Dietro un buon angelo c'è sempre un terribile diavolo. Sempre?

Menate zero, direi.

Bofonchiavano

  • Albero Perino 4 mesi, Nicoletta Dosio 4 mesi, Francesco Richetto 5 mesi e 10 giorni,Giorgio Rossetto 9 mesi, Guido Fissore 7 mesi e 10 giorni, Beppe Grillo 4 mesi, Stefano Milanesi 6 mesi, Monica Gagliardi 4 mesi, Lussi Thomas 6 mesi, Pierluigi Tarabini 5 mesi e 10 giorni e Stefano Marzolino 5 mesi e 10 giorni

E' da ieri mattina che le disfunzioni sulla linea sono arrivate ad un punto da creare sconquassi nella circolazione. Decine di treni in ritardo / annullati. Attila Moretti ha ben implementato ciò che i politicastri e il_bobbolo autossicodipendenti uniti hanno voluto giulivamente insieme: la distruzione del sistema ferroviario che, nel politicamente corretto e falso, è stato chiamato travisata dalla sua realtà di linea anoressica in linea snella.
20' all'andata, 45' al ritorno (con un treno che si è guastato in mezzo alla linea), 25' stamani.
Il_bobbolo bue esulta per l'abolizione dell'IMU che ha comportato la riduzione della manutenzione ferroviaria già al di sotto dell'indispensabile. Il_bobbolo si emoziona per le inaugurazioni e le promesse di nuove strade per tutti, applaude le lingue abili e viscide sul palco.
L'ingegneria ferroviaria, esistente, perfettamente funzionante e decisamente costosa, demolita e rimossa per risparmiare risorse ridicolmente piccole in manutenzione.
In treno ho alzato un po' la voce e alcuni di questi, ho detto che Il Partito, il loro partito, sta sostenendo People Mover, che la batosta del fallimento Civis, 60M€ sperperati dal comune di Bologna e dei quali la Corte dei Conti sta chiedendo il conto, già dimenticati dal PD, già tutto proteso ad incensare Il_Pipol_Muver, 100M€ quando il progetto ferroviario ne costerebbe meno di un decimo.
Sì Tav a prescindere in Val Susa, manganellando, imprigionando quelli che resistono a questa follia di edilizia spacciata per interventi ferroviari, che dilapida 24G € sottraendoli, sanguisughe di capitali, alla rete ferroviaria.
Abbiamo bisogno di intasare i tribunali (che non ci sono cause pendenti, no!?, bisogna pure far fare qualcosa ai giudici e agli inquirenti, in questo paese immacolato di santi e persone per bene) con sentenze da caccia alle streghe, da caccia ai resistenti, come è, per aver violato i sigilli quando questo stato marcio di merda ha occupato del tutto illegalmente terreni privati, ha violato le sue stesse leggi sugli espropri e sulla proprietà, per imporre il grande disastro, per piegare i valsusini in casa loro.
90k€ al giorno per  la sola occupazione militare della Val Susa. Qui, su questa linea, hanno demolito e rimosso, hanno scarnificato la linea per risparmiare qualche migliaio di euro all'anno di manutenzione. Dateci un solo giorno di occupazione militare, forse ne basta anche un metà o un terzo, lasciate gli altri trecentosessantaquattriogiorniemezzo alla manutenzione conservativa di altre linee ferroviarie.

Allora in treno lo dicevo, ieri: People Mover, Sì Tav e voi che siete seduti, voi, voi del popolo pidino, che avete così acriticamente votato il vostro barbaro Partiro Delleantipolitiche, ora siete qui, carne da macello forse ancora no, non siete valsusini, non ancora, ma da limbo di extra ore passate sui treni agonizzanti.
Bofonchiavano.


mercoledì 5 marzo 2014

Prima, dopo - 2



(Prima, dopo - 1)

E' come cogli sci. Quando scendevo per le nere (anche se io preferivo le rosse quasi nere, le rosse impegnative (ad esempio la Saslong, che sebbene ufficialmente nera è solo una rossa impegnativa) e sentivo lo scricchiolare degli scarponi, il fruscio e i lamenti della neve spigolata, vedevo le strisce di velocità sotto gli sci, le mie gambe potenti, ammortizzatori tra l'inferno sotto e la gioia sopra, era esattamente così.
L'apoteosi. E' il sommo piacere cinestesico che solo chi ha sciato (ad un certo livello) può comprendere in quanto vissuto.
Ecco, poi arrivò il patatrac al suo ginocchio, smetti di andare e... piano piano passa nell'oblio. Hai vissuto tutto, tutta la gioia e i fuochi di artificio, sai che eri a cavallo di velocità, ebbrezza e onnipotenza, giù per quei pendenze eccessive, tu, il bianco divorato e divorante e il resto del mondo.
Poi smetti.
E dopo un po' non ne senti più la mancanza.
Dicevo, a _nni, alle due e qualcosa, stanotte: sì, dovrei uscirci sabato ma, non so se ho voglia. Dovrei dirle semplicemente: hai voglia di farti una chiavata?
Era anche quello il prima del dopo, prima del sonno.

Prima e dopo - 1

Lunedì notte, tornato dalla lezione di tango del corso "di città" ho mangiato prima di andare a letto. E' noto, non fa bene andare dormire a panza piena e così è stato. La giornata faticosa di lavoro poi non ha aiutato. Sono arrivato a casa veramente stanchissimo ieri, era tutto pesante e ostile. Così stanco che sul treno non mi sono neppure addormentato. Quando si dorme poco e/o male anche lo stato d'animo ne risente. Verso sera ero diventato addirittura malinconico e apatico.
Così dovrei descrivere alcune riflessioni: come erano prima e come sono state dopo.

martedì 4 marzo 2014

300

L'ho preso in biblioteca, lo vediamo?
Solo che avendogli rispostato l'allenamento della pedata dal giovedì al mercoledì, UnBipede arriva a casa più tardi e la nostra frequentazione si accorcia. Così lo abbiamo visto (il quasi tutto che rimaneva) sabato sera.
Abbiamo una società che si è debosciata e che è intrinsecamente debosciante. Anche io mercoledì avevo ceduto ed ero andato a prenderlo in stazione in auto. La pioggia, le pare di sua madre, oggettivamente il poco tempo tiranneggiante...
Eppure siamo rimasti lì in due fagocitati dalla spartanità, dalle gesta di quei trecento. Fotografia al limite del bianco nero e sovraccaricatura fumettistica hanno richiesto qualche tempo prima di essere apprezzati. Ma questi sono dettagli tecnici che non mi interessano più di tanto, non poche persone criticarono il dito invece che soffermarsi sulla Luna, quando parlai de Il Gladiatore.
L'epica di Leonida e della sua spartana e fiera moglie, la regina Gorgo, che arriva con fierezza estrema a demolire il proprio ego per essere chiavata come una schiava dal poteritico corrotto che le promette di agire per salvare il marito in guerra (Lena Headey la trovo bellissima nello stile del tempo/pellicola) affascina perché ci rammentano l'ecologia dell'onore e della fierezza, dell'Etica (di sovente assai aspra e politicamente scorretta) della Natura: la rupe tarpea era tra i fattori di eccellenza ebbe una eccezione truffaldina che portò alla disfatta i trecento.
Le barbarie dell'eccellenza! Mi ricorda non poco il pattern del marcio della putrefazione con modi raffinati, corruttori e dei metodi rudi che si oppongono ad essi che scandalizzano, additati come brutali. Ciò che succede nel mondo è da sempre così, la cultura greca capì tutto migliaia di anni fa.
300 rafforza la percezione della senescenza di questo mondo, la percezione dell'impossibile convivenza di mitezza ed ecologia, di etica e morale, di politica e poteritica, di modi benefici e di modi "per bene".
La cosa buffa è l'inversione finale dei giudizi sulla colonna sonora, un rock basato su energici giri di chitarra, nei passaggi cruciali. UnBipedinone abbastanza rockofilo scontento e che avrebbe desiderato musica "epica", UnPapà rockofobico che aveva molto apprezzato la sottolineature di durissime chitarre ai fendenti di combattimenti epici.
Una storia con pathos, onore e, apparentemente, politicamente scorrettissima.


lunedì 3 marzo 2014

Posso?



Sabato sera col mio bipede siamo tornati in bella confidenza.
L'avevo visto alla partita della pedata - ha giocato proprio bene, anche se solo metà del secondo tempo - mi ero preso una freddata che la metà sarebbe bastata, eravamo a cena, vicino al fuoco, aveva finito il bis, conversione sua già avvenuta. UnBipedinone me lo ha detto più volte, con il cibo buono sta bene e si lascia andare poi.

Paaaaà..
Dimmi
Posso...
Puoi cosa?
Posso chiederti una cosa?
Dai.
Quanto è che... che non stai con una?
Intendi quanto tempo è che non mi faccio una trombata o che ho una fidanzata?
La prima
Mmmh... direi poco più di un anno.
E... chi era?
Diciamo una che ho conosciuto in rete.
Ma come si era svolto?
Ci siamo visti a Piacenza, era andata bene...
Maa... come fai poi a iniziare?
Ad esempio, quando vengono qui, a cena, ad esempio stiamo in loggetta, vediamo il panorama e io sono al loro fianco, le sfioro sul lato del collo e poi ci baciamo.
E come era venuta qui?
Sai che..

Mi sono trovato in dubbio se descrivergli cosa successo, quella volta in quel trio, _ira e il suo compagno e quella sera meravigliosa.

Sai che... non so se posso risponderti.
Perché?
Perché ci sarebbero tante cose da spiegare è un po' lunga.

Non sapevo se dirgli o se non dirgli. Ora penserò se rispondergli e dirgli tutta la verità, che quella volta fu una splendida sera di sensi, di gioco, in tre, non in due. Di gioco e intesa, non c'erano i sentimenti, non c'era l'amore, più di una simpatia ma non l'amore, quello era tra _ira per il suo amato.
Penso che gli dirò tutto, è ecologico. Ho sempre quel grande insegnamento che è un punto di riferimento. Perché dovrei nascondere qualcosa?

Milongheri e coniugali



_nni, il mio maestro organizza di tanto in tanto qualche evento per cercare di animare la vita milonghera dei colli e della montagna. E' la seconda volta che prova con una pizzeria, a pochi km da casa mia, in cui una sala nella quale, oltre che magnare, c'è un po' di spazio per sballicchiare.
In tutta sincerità, poca voglia. In montagna gli "alunni" sono più su con l'età e di livello piuttosto basso (se io che sono solo un po' meno principiante svetto questo significherà qualcosa, no!?).
Poi quando vado in milonga, come in ogni luogo che vivo emotivamente, come quando andavo al Link oppure ai goa, alle ballate di pizzica, il mio cuore pompa interi fiotti di adrenalina e di dopamina. L'ultima cosa che mi viene in mente è... di sedermi a sbaffare. Il cibo, nei luoghi di ballo, mi fa schifo! C'è proprio un'incompatibilità tra livello emotivo coreutico, biochimico e lo sbaffare. In genere, poi, quando mangi in disco mangi da cani, a volte devi sgolarti per capirti. Sembra un rito di masochisti. Anche se non era il caso di ieri, quella era una pizzeria "discoizzata" e non una disco "ristorantizzata".

Vieni dai, pizza bibita e balliamo... quindici euro.
La volta precedente e questa ero con mio figlio: quando vado in pizzeria, vista l'esclusione dei latticini, ora prendo pizze povere: marinara, siciliana, quelle cose. 4 o 5 euro di pizza. Idem il bipede. Insomma arriviamo a 20 pleuri a fatica in due. Io gli ho fatto capire molto chiaramente che non ho intenzione di spendere trenta euri, gli ho detto che se veniamo in tanti, ci devono fare un prezzo migliore, non un prezzo superiore al venirci in pochi, in due. Ma è noto, quando si è in tanti i conti sono aleatori, si spende sempre molto di più.
Ah, ma poi ci portano anche il dolce e questo e quello. Ecco il classico approccio accrescitivo:  spendi di più ma ti do di più che io detesto sopra ogni cosa. Anche il packaging ultimamente è così. Vuoi prendere delle ministilo ricaricabili, due, te ne danno sei. Vorresti il ricaricatore, ti allegano pure una doppia coppia di pile da ricaricare. Ma no!! Se voglio il ricaricatore cazzo c'entrano le pile, diogalera!? Se anche volessi la pizza, perché mi devi mettere il dolcetto l'amaro e i caffè che non prendo?

Mi ha pure telefonato, dai vieni, vieni con tuo figlio, te lo offro io. E' stato proprio carino.
Ma c'è anche il fatto che io sto poco con il bipede e non mi va di imporgli una milonga per molto tempo e poi mi aveva chiesto il risotto (che poi non abbiamo sbaffato visto il pranzo tosto che avevo preparato!).
Insomma, _nni mi ha richiamato pure ieri mattina: dai vieni, fammi ballare tutte 'ste donne.
Quasi una richiesta d'aiuto.
A pranzo ho avuto amici fino quasi alle cinque, ma ho ceduto.
Facciamo così, vengo dopo cena, mezz'oretta. E così è stato.
In un certo senso l'ho considerato un dovere milonghero. Per curare le relazioni col mio maestro a cui voglio bene. L'ho fatto  per lui. Anche se malvolentieri.
Perché anche entrare in una milonga, nel suo spirito, richiede tempo. Devi entrare in sintonia con un organismo multiplo che balla, il suo spirito.
Ecco, mentre ho finito, mi ricorda una di quelle cose che forse più tristi e squallide non ci sono.
I doveri coniugali.
Ma anche no, eh!?