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mercoledì 31 dicembre 2008

Vivere

Ieri sera, nel silenzio, sentivo il vuoto, UnaDonna che manca. Mentre salivo in silenzio, solo la neve gelata sotto gli scarponi. Anche scendendo, oggi, nel gelo, l'inverno, ti porta ad ascoltare lo scricchiolare della neve o il battere del cuore triste, afflitto.
Le ho scritto. Al finestrino scorrevano i mille arabeschi di gelo pensavo, pensavo. Non c'è nulla di peggio del pietismo, del compiangersi, del nullismo attendista e buonista, della deresponsabilizzazione, del rinunciare al nuovo. Cosa è servito tutto il pensiero, lo studio? Cosa dicono i saggi? cosa dice il tuo spirito? Vuoi rimanere a piagnucolare?
Vivi, Sperimenta il nuovo che inquieta e intimorisce. Abbiamo tutti una predilezione per la sofferenza nota, siamo atterriti dalle beatitudini del nuovo.
Si sa, che se esci, i nuovi gusti e i sapori e i nuovi scorci ti permettono di capire, nel corpo e nel cuore. Di apprezzare, di confermare o smentire.
Domani, primo gennaio _tta ha accettato l'invito ad una passeggiata, neve ghiaccio e silenzio, su per il monte gelido. Magari il caminetto acceso, poi, mi ha detto...
Il fuoco dopo il gelo: Se vuoi una vita vissuta con tempesta, impeto, sensi e consapevolezza, cura i contrasti.
Vivere.