lunedì 27 febbraio 2017

Taxi, medici obiettori

Ho smesso di discutere con i colleghi sul fatto che viaggiare in taxi non è un diritto. Del resto, molti di loro sono autossicodipendenti che usano l'auto anche per i due chilometri del casa - lavoro, pachidermi mentali che non concepiscono altro mezzo di trasporto che non sia l'auto e della quale sono diventati appendici.
Vorrei che persone si impegnassero e lottassero per migliorare  ed  estendere il servizio di trasporto pubblico che sono un segno di civiltà. Il taxi è caro? Prendo il tram, la metro o il bus. Fine.
Invece c'è sotto la demagogia del più tutto per tutti: vacanza alle Maldive, diritto di salire in vetta con l'elicottero a pois, figli da comprare a catalogo e farsi fabbricare da macchine uterino per i diversamenti sessuali, taxi, il diritto ad essere felici giocatori di pallavolo in squadre di femmine...
Le repubbliche delle banane hanno molti taxi e nessun trasporto pubblico. Ci stiamo bananizzando anche su questo, con sostegno ideologico ed economico da parte di multinazionali interessate alla bananizzazione degli europei, delle loro comunità, dei loro luoghi.

La notizia buona, invece, è questo concorso per medici non obiettori. Principio giusto ma metodo  levantino: per i primi sei mesi non potranno obiettare. Nessun problema, basta aspettare sei mesi e un giorno. A me sembra talmente pazzesca questa clausola che stento a pensare che sia vera. Del resto io sono crucco dentro, fermo all'onore del Pacta sunt servanda.
Se hai remore cattoliche cerca posto negli ospedali cattolici, pagato dai cattolici. Purtroppo anche qui c'è una sinergia al peggio tra dirittismo e furbismo disetico  camaleontista. La disetica è quella utilitarista (del Franza o Spagna purché se magna a livello popolare ma, ideologicamente, cos' cara ai marxisti) di tubi digerente furbastroidi, la disetica del disonore per citare Alain De Benoist. E' una cosa dei pizza, ammmooore, mammamia e mandolino ;) che fa impazzire i magnacrauti.
Come diceva _rio mercoledì scorso (avevo scritto la bozza di questa pagina giovedì 23 u.s. ma on ho avuto tempo per dedicarmi ad essa), il diritto all'obiezione di coscienza poteva avere un senso all'entrata in vigore della 194, quando si cambiarono le regole a gioco in corso. Nel 2017 un medico che chiede di essere assunto nelle strutture pubbliche sa tutto e ha la possibilità, in caso di remore morali, di cercare impiego in ospedali cattolici. Già, esisterebbe anche il discernimento, il pagare un prezzo per ciò che si ritiene importante.


sabato 25 febbraio 2017

Avrò voglia?

La osservavo, nel suo bel vestito nero, coi tirabaci d'ebano a scenderle sulle spalle. Poi c'erano stati i nostri occhi che si erano cercati. Poi l'abbraccio, nel tango. Era elegante, nei suoi movimenti, l'avevo vista anche prima. _bana aveva un viso fine e bello ed un corpo femminile, ad anfora. Sì, una bellezza del Sud, direi. Ma una bellezza che si staglia. Le avevo detto che era molto tempo che non l'avevo più vista per milonghe. Incidente (automobilistico con ferite) e altro, mi ha risposto, tempi un po' travagliati.
Mi abbracciava bene. E' un buon tango quello che è un buon abbraccio: non è tutto, come il cuore non è il corpo. Osservavo che stava sempre reclinata col viso. Le ho pure detto, in una pausa tra un tango e l'altro, che era un peccato celare un viso così, la sua bellezza. Devi essere fiera, guapa. Su la testa! Tecnicamente serve anche a conferire tensione sulla parte anteriore del torso, fino agli addominali e al bacino. Aiuta molto a mantenere postura e assi. Macché.
Percepivo un'ombra di remissione, di malinconia, in _bana. Forse quel capo verso il basso era solo un'allegoria di un volersi ritrarre, tagliarsi fuori il mondo, come in un abbraccio consolatorio, quasi materno e lasciarsi abbandonare, trasportare, cullare.

_bana mi attirava. Era bella e femminile.
Oggi ho pensato che io devo capire cosa voglio fare colle donne.Penso che ella abbia avuto una quindicina di anni di meno. Si sta allargando, questo fossato, tra me e loro, anche per le età che non tornano.
In passato vedevo _bana alle calcagne di un tanghero che la cagava poco, sempre a correr dietro ad altre sottane. Inseguimenti e fughe.
Io avrò voglia di stare ancora con una donna? colle sue necessità di tessuti relazionali a trame fitte? di semplici cose fatte insieme?
Mia madre, oggi, sentendo che ho fatto le quattro in milonga, della montagna di oggi, dell'andare a trovare il mio amico a Correggio domattina, poi della milonga a Firenze domani pomeriggio, mi diceva, provocatoriamente, che con una vita così non potrei stare con una donna.
Infatti!
Se invecchiassi senza una compagna? Il fatto che io stia bene in solitudine, ora, potrbbe cambiare in futuro?
Ecco, nel bar di una milonga, mi sono un po' innamorato di _bana, dei suoi tirabaci di carbone. O dell'idea di innamorarmi di _bana. Poi ci sono quindici anni in mezzo.


Che fatica!



Uff, che fatica. Solo seicento metri di dislivello, anche se pendenze medie interessanti, da casa mia su in vetta, ma... avevamo entrambi le gambe di legno. In questo periodo di inverno asciutto, zero neve, ho rimandato di volta in volta le illusioni di uscita con le ciaspole. Due mesi, già, dall'ultima uscita con un qualche impegno fisico. La fatica è soprattutto una fatica mentale, la prima ad essere o non essere allenata alla fatica è la mente.
Eppure, dopo, si sta così bene, con il corpo che ha lavorato, la pelle calda per aria e sole, i polmoni che hanno respirato aria di bosco, sentire bene i muscoli.
Siamo saliti piano, un'ora e cinquanta rispetto all'ora e mezza canonica. Non un'anima viva, sotto il bliu di una giornata splendida di sole, cielo terso e temperature più fresche. I paesaggi sono stupendi: i primi ciuffi verdi nei campi di grano, il rincorrersi di monti e colli all'orizzonte, la valle a esse là sotto, con la vita che corre che da lontano appare più lenta, due poderi di amici contadini ancora pieni di vita, i castagneti abbandonati e morti, le tracce di terreno nero delle carbonaie..
A qualche passo della vetta c'è un bel prato e dopo qualche parola, sempre più lenta, ci siamo addormentati di schianto entrambi. Mia madre si è agitata quando lo ha saputo, "con tutti i lupi che ci sono là in giro", non ci avevamo neppure pensato.
Quasi tre quarti d'ora, al sole.Ho fatto quasi le quattro stamani e alle nove ero già sveglio (per il merdoso cane dei vicini che abbaia come un ossesso) ed è  stata una goduria.
Una cosa semplice, _bio e io, due amici sul grembo erto della montagna, fatica, sole, freddo, silenzio, vento.

mercoledì 22 febbraio 2017

Amico lontano

  • Gli islamici non hanno i nostri valori? Perché, tu e io quali valori condividiamo?

Venerdì sera ci eravamo messi d'accordo per andare insieme al cinema (a vedere questa). Prima un piatto di orecchiette da me. Sulla strada verso il cinema ci siamo messi a discutere animatamente, quasi a litigare. Questioni relative alla questione al problema migratorio, poi sul problema nel problema, gli islamici e i loro "valori".
Voglio bene e stimo _rio, persona nobile, generosa, con pensiero critico, indipendente, spartano, ecologista, uno degli Amici che ho che io non è che mi appassioni così tanto alle persone. Quante cose abbiamo fatto e facciamo ancora per il GAS, insieme.
Così quella frattura, quello jato, sempre più grande, tra lui e me,sinceramente, mi fa male.  La frantumazione sociale dovuta allo tsunami migratorio non è solo stragi, barbarie, crimini, nocenze come una normale notte da incubo su un traghetto tra Cagliari e Napoli, quel nuocere quotidiano sempre più grave, invasivo e pervasivo, per dirla con le parole di Renaud Camus, ma anche lo scricchiolare e il rompersi di rapporti e affetti umani sotto l'impatto brutale di questa guerra in corso.
Mi ha fatto male, perché _rio è un Amico e io mi sento, anche per questa storia, sempre più solo in questo mio progressivo abbandonare questi assurdi fideismi ciechi ad ogni evidenza che vedo negli ex compagni di tanti impegni, iniziative, attività.
Supereremo questa frattura?

domenica 19 febbraio 2017

Velluto nero

Ero arrivato un po' scosso per quell'adrenalina cattiva per quanto accaduto in treno. Mio figlio mi aveva concesso qualche ora, fino a sera.
Flora mi aveva detto che ci sarebbe stato posto: ella sa che le voglio bene, cerco di sostenere, da anni, la sua impresa nell'arte relazionale così mi fa qualche favore. Avevo feso la folla, in centro: la bici ha questa grazia di poteri portare anche per vie pedonalizzate assai popolate. Pasi attraverso quelle persone ignare che tu stai andando alla festa, alla celebrazione delle emozioni abbracciate.
Ho incatenato la bici alla rastrelliera, qualche passo a piedi. C'è ancora quella tensione bella, prima. Solo tre ore, non tutta la serata, così è tutto concentrato. Aperto  l'uscio eravamo ancora in soli cinque, cassiera,  il  musicalizador, tre dell'organizzazione e io, col biglietto numero uno.
Fiinestroni aperti sull'azzurro pomeridiano, aria fresca, le primule raggianti sui piccoli tavolini tondi, le sedie vuote a corona. Sono passati cinque anni e mezzo e la bellezza, la sensualità di quel tempio continuano a turbarmi. Prima il silenzio poi Joe ha suonato qualche brano di nuovo, Narcotango, prima del via.
C'era quel parquet, velluto nero che proietta nello spazio.
La osservavo, milonga bella come una femmina che ti aspetta, fresca, profumata di aria e fiori, con tutta la potenza lì, prima del tutto. Tutto era pronto, tutto fremeva. Volevo sentire, coi piedi, il velluto di legno nero e l'ho fatto. La terra sotto il cielo, piedistallo per i nostri piedi, le nostri.membra.
E' arrivata _ica e abbiamo iniziato noi, duecentometriquadrati di velluto nero, la musica e noi, solo noi e qualcuno seduto attorno, forse timorosi di quel vuoto primigenio. Era solo l'inizio.

Sentivo vibrare la sveglia del cellulare nella tasca sinistra, il tempo era sparito, risucchiato. Qualche saluto prima di fuggire verso la stazione.
In mezzo alle stelle che ti fan @ testa e anima e corpo. Tre ore nel tango, tre ore nel cosmo.

mercoledì 15 febbraio 2017

Valentino e Faustino?!

Mentre stavo andando in palestra, ieri, e poi anche dopo, tornando, ho visto un po' di auto con coppie(tte) a bordo.
Già, era San Valentino. Bah.
I musi lunghi di coppie diversamente armoniose che vedevo in super e ipermercati si saranno accorciati ieri?
Una volta mi sarei fatto dei crucci, non ho qui a fianco una portatrice_di_vagina da coccolare e cipollare. Ora la cosa mi lascia indifferente. Guardo 'sta cosa e mi lascia perplesso. Sarò cinico ma percepisco finzione, convenzione, un rito collettivo gregario.
Oggi San Faustino, festa dei singoli. Bah.
Fare festa "a comando"? Bah
Stasera me né andrò in milonga a trovare la mia passione.
Meno testosterone è molta serenità, molta libertà.

Silence

Sabato 4 andai a vedere Silence, l'ultimo lavoro di Martin Scorsese. Visto il poco tempo taglio sulla trama/sinossi che si trova in rete. Veniamo alle mie considerazioni.

Primo
L'integrazione di stranieri è... "faticosa" (notare le virgolette). Alla fine 'sti krishtan si integrano.
Sono gli autoctoni che si devono integrano e non il viceversa come i neosoviet ci martellano da mane a sera.

Secondo
Nella cinematografia statunitense i giappi sono brutti e cattivi. I cretini amanti del politicamente corretto si saranno sdilinquiti e avranno trovato sostegno, ancora una volta, alle loro convinzioni. Se non comunisti, forse cattolici., forse "di destra" avranno ribadito la superiorità misericordiosa, buona, del cattolicesimo. Sto leggendo un libro su un eretico friulano (carnico) messo al rogo dagli inquisitori nostrani qualche lustro prima etc. Ma i giappi  sono brutti nazicattivi!

Terzo
Alcuni nobili nipponici, guerrieri, dotti, saggi, contrastano la teologia cristiana. Il loro ricondursi alla realtà stride con le affermazioni assurde (metafisiche se preferite un registro neutro) dei due gesuiti. Il termine usato dai dotti giapponesi è "inganni mascherati". Anche nel seguito il contrasto tra i fanatismi (affermazioni prive di ogni riscontro oggettivo se preferite un registro neutro) da invasati dei due padri gesuiti e la filosofia buddista/shintoista è disarmante. Il confronto avviene, ad un punto, sulla misericordia e il nobile giapponese ricorda a coloro che si credono unici detentori di 'sta misericordia (del cazzo se penso a Bergoglio, spacciatore di perdonismi da discount in questa Italia in cui vige la più cialtrona, furbastroide  cultura dell'irresponsabilità) che esiste una via buddista a essa.
Scorsese non è rozzo né così stupido ed è costretto a riconoscere un valore alla raffinata cultura (religione inclusa) nipponica.

Quarto
Prego notare la differenza stridente tra le posizioni etiche dei vertici della nazione nipponica e il comportamento distruttivo, corrotto delle dirigenze nostrane. Impossibile non osservare l'astio, l'insofferenza per la cultura (dotta delle classi dominanti come scriverebbe un "intellettuale" marxista ma poi anche la cultura bassa non va bene se espressa dalle genti rurali, reazionarie, patriarcali blabla blablabla blabla) dei governanti antiitaliani "internazionalisti" e sinistranti nostrani.


martedì 14 febbraio 2017

Quelli sopra

Stamani ho fatto il viaggio in treno con un ex gasista, un duro e puro della decrescita radicale. Forse avevo già accennato qui a _bio. Piccolo artigiano, uno che si autoproduce il più possibile su in alta collina e che potrebbe vivere vive con una manciata di euro al mese. E' senza figli e ha rinunciato quasi a tutto.
Anarchico convinto di testa e di vita, ascoltavo le sue parole che, per molti pensieri si sovrappongono a quelle di Lorenzo. Eppure... Eppure _bio ha una formazione di "sinistra".
Ecco, _bio (come _rio, del resto) ha un odio forte anche motivato per i vertici, per quelli sopra. Uno dei criteri che ascolto molto spesso è che... se una persona è anche solo agiata o più (benestante, ricca) è... non saprei che sostantivo o aggettivo trovare visto le numerose  connotazioni massimamente negative associate a queste persone.
Oggi in treno ci siamo bloccati bruscamente nella discussione interessante altrimenti saremo finiti a litigare, non avevo voglia. Insomma gli dicevo che dei "doni, ricchezze, fratelli gioiosi, ricchezze, opportunità e pagatori di pensione" hanno pestato due volte i controllori sul ché_bio non si è trattenuto dicendomi che li pesterebbe volentieri, i controllori "al servizio di gente come Moretti".
Penso che non ci sia alcuna possibilità di potersi in qualche modo capire. Sono basi valoriali e ancor più emotive del tutto incompatibili che sfuggono ad ogni confronto razionale.


domenica 12 febbraio 2017

Lion

Ho pianto per tutta la parte fnale della proiezione di Lion. Mi vergognavo, già.
Pensavo, durante l'intervallo, che una cosa bella dell'andare al cinema da solo è che alla fine puoi metabolizzare, puoi goderti la fase lirica, dopo il turbine emotivo, senza interrompere, senza dover parlare poi quelle domande che sono così che l'imbarazzo porta le persone a parlare.
Alla fine è apparsa una coppia due di gasisti dell'altro GAS e mi hanno salutato. Non ho potuto ignorarli. Ne è scaturito un nostro dibattito tutto originale, visto che lei - è la mia sensazione - era una dura della sinistra patavina e ancora sentivo la solita analisi marxista della società e anche un po' razzista alla fine perché la società indiana è ingiusta e ... E cosa? Vogliamo esportare loro il nostro modello?
Solo che io li spiazzo, passo da Terzani a quello che essi definiscono nazifascioleghista. Cosa vogliamo insegnare a loro!?!? Già l'internazionalismo.... Anche Andre Van Lysebeth, come tantrista, accusava gli induisti vedici di essere... peggio dei nazisti.
Colonna sonora perfetta per la storia, ho adorato lo sciogliersi dell'anima con quelle note di piano e forte.
Passano gli anni e alcune donne indiane hanno una bellezza che mi dà alla testa, che reggo a fatica.
E' una storia vera, quella di Saroo Brierley Munshi Khan (Sheru significa, in hindi, leone). Ritrovare le origini, cercando un piccolo villaggio indiano ricordandosi qualcosa di una stazione, più facile trovare un ago in un pagliaio.
Il legame dell'anima con la madre, un filo che non non dovrebbe MAI essere spezzato.


sabato 11 febbraio 2017

Ragione infoibata

Avrei voluto scrivere ieri ma non è stato possibile. Ero passato sul primo binario, lato Prato, per rileggere la lapide che cita la "incomprensione" per questo episodio orribile.
Ho letto un po' qui e là in questi giorni la storia delle foibe e di ciò che successe in Venezia Giulia, in Dalmazia.
Poi sono tornato da Gaia, che io reputo autorevole (e poi, eheheh, intuisco, sento mi sta seguendo nel prendere le distanze dall'inquinamento sinistro, ci vuole tempo per uscire dal condizionamento, dal plagio).
Percepisco l'orrore dei quei tempi.
Sostanzialmente colla nazionalizzazione, il tentativo di separare genti incompatibili, prima e dopo avrebbe avuto una sua ragionevolezza, una propria ecologia.Quella medicina, quel tentativo fu assai amara. Così avvennero, prima e dopo,  cose orribili.
Non mi metto certo a trombonare alcunché. Del resto non voglio certo mettermi a seguire il nauseante, asfissiante, opprimente martellare su 'ste solfe della resistenza (ridotta a quella comunista) con il quale mi frantumarono e continuano a sfrantumamri i cabasisi.
La guerra è guerra e solo degl stupidi possono credere che non esista o pensare che non avvengano cose orribili in essa. E parte del mondo, della realtà.
La cosa, invece, che non ammetto è la rimozione sistematica di tutto ciò che avvenne diciamo colla fine della seconda guerra mondiale. Triangolo rosso in Emilia, purghe, eccidio di Schio, Porzus, il bombardamento  sistematico dei civili inventato dagli angloamericani di Dresda, Zara, etc., Kosakenland, eccidi di civili in Germania. Più mi informo, cerco e più scopro.
Silenzio. Omissioni.
Il problema è che come tutte le chiese, anche quella comunista è intrisa di mezze verità, di omissioni.
Non è possibile giudicare anche perché non c'è stato il bianco e nero, la ragione e il torto. Specie nei Balcani.

La storia è sempre la storia scritta dei vincitori e ritengo che a questo non sfugga certo la scrittura secondo "sinistra" ortodossia, in troppi punti omissiva, della storia secondo il punto di vista partigiano, antifascista.
Mi ricordo, in vacanza in Jugoslavia, nella seconda metà degli anni ottanta, l'odio dei croati nei confronti dei serbi e nei confronti della (anti)politica comunista titina di spostare, di mischiare, di frammentare gruppi etnici con altri gruppi etnici (l'applicazione sociologica, distopica dello "internazionalimo reale", arroganza che nega storia, scienza e conoscenza) così sistematicamente applicato nell'URSS (leggete, di Terzani, Buonanotte signor Lenin).

La tensione dovebbe essere verso la questione "come possiamo imparare della storia ed evitare che queste polveriere multietniche tornino ad esplodere?"  oppure, ancora più,  "come possiamo imparare della storia ed evitare queste polveriere multietniche?".
Invece, noto, ora, oggi, il fanatismo masosadico di questi invasati marxistoidi, intenazionalisti andare esattamente nella direzione di creare un vaso di pandora siriano in Europa, con tutto e il contrario di tutto a vivere gomito a gomito apologizzato, supportato, implementato e imposto dai neo soviet e dalle masse di militanti comunistoidi utili idioti. Una industrializzazione dell'odiarsi prima che sarà esplodere in odio e violenza poi.
Ecco, io sono interessato anche alla storia che narrano i vinti. E vedo che tutto si sta ripetendo ancora.

giovedì 9 febbraio 2017

L'impiantone

Così ieri sono andato, con alcuni gasisti e vecchi fondatori della ex lista civica, in un angolo della provincia dove era organizzato un incontro su...
Stavo sbuffando oggi, perché speravo in un po' di inverno, di bianco che permetta di fare la prima ciaspolata, questo fine settimana. Allora, qualcosa  domani, poi sabato temperature alte, dai cinque ai dodici gradi. NON si va che non c'è cosa più cagosa di ciaspolare sotto lo squagliarsi della neve sugli alberi o nell'acquapappa. Quest'anno, ANCHE quest'anno temo, non ci saranno le condizioni per una sola ciaspolata.
Insomma, siamo andati su... per un'allerta perché alcuni dementi vorrebbero utilizzare - quasi li reclamano come già propri - dei soldi pubblici per fare... nuovi impianti a fune e... sentite sentite, visto che ci sono problemi di assai peggiorata ventosità in crinale, un altro dei cambiamenti climatici, e il nuovo impianto non potrà arrivare in cima, di fare pure un traforo per portare gli sciatori dal versante toscano a quello emiliano.
Siamo al luna park alpino, al centro commerciale di quota, con i tubi, i saliscendi, poi le strade, ci mettiamo pure l'outlet.
Follia.
E follia con soldi pubblici.
Io ho rivisto la divisione netta tra un gruppo di montanari molto determinati a favore (indisciplinati, hanno fatto gazzarra tutta la sera) e una serie di amanti della montagna, di ambientalisti, ecologisti di varia natura e associazioni, da quelle sinistre ad altre, come CAI e WWF, alcuni dei quali cittadini inorriditi dal questo progetto demenziale. Ultimamente mi trovo a disagio con non pochi di questi.

Io considero sempre più ogni intervento di sperpero dio soldi pubblici quando siamo nella merda fino al collo per un debito che cresce senza limiti, una totale  follia. Ora torna zio Spread a sistemarci per benino.

Ci sono milioni di persone che vivono nei miti più assurdi. Non si rendono conto che sono anni che non c'è neve e che il piccolo comprensorio sciistico è, da anni, in pesante deficit. Ecco, in una situazione così pensare di "fare economia" con sistemi per lo sci è demenziale. Solo dei cretini potrebbero pensare di mettere paccate di milioni in un progetto così. Ovviamente milioni pubblici.

La visione è ancora quella, del turismificio marinaro romagnolo, di un "turismo" fatto di autostrade che ti portano fino dentro al rifugio ristorante di quota (dove ti fanno forse un panino con prosciutto dello spaccaprezzi tedesco etc.), di buchi, tunnel, che tra strutture e infrastutture non rimane altro.
Sentivo di vari episodi di turisti anche stranieri che chiedevano sentieri, accompagnatori, guide, qualche servizio, su un turimo di cammino, di conoscenza. Nulla. E qui ci sono vie francigene, alberi monumentali, vie romane, la GEA, il Sentiero Italia, pievi... tanta roba. Tutto buttato nel cesso perché si deve fare solo l'impiantone che verrà usato dieci giorni all'anno (forse), poi la galleria, poi ci mettiamo un rifugio con ristorante e poi pure la strada per... la montagna democratica, no!?
Si pensa alla grande struttura che faccia girare l'economia. Siamo ancora lì, alla infatuazione Sì TAx in Val di Susa, le infrastrutture per portare di qui e poi riportare di là. Cosa!? Perché? E' il l turismo mordi e fuggi in mare romagnolo, 'na miseria assicurata.

C'è questa distanza tra città e rurale, C'è. Ieri sera però c'erano alcuni cittadini sensati che hanno a cuore le sorti di luoghi di pregio e pure le genti che le abitano. Così le proposte per iniziare a virare verso un turismo più regolare e con continuità, che non sia i (presunti) millemilamilioni in tre giorni di neve e poiuncazz per altri trecentotrenta giorni erano sensate. Ma i montanari sì impiantone erano caparbiamente incazzosamente fanaticamente a favore,senza se e senza ma, della macchina di goldberg, l'impiantone a fune sopra erba secca.

I dati climatici in Appennino sono orribili. Questo obbliga anche le genti di montagna a cambiare.

mercoledì 8 febbraio 2017

La cravatta e la merda

Ieri c'era la kompagna Padoan a fianco dei gioiosi e gloriosi apportatori di kultura, pensioni e opportunità e per rivendicare il giusto diritto a più casa e più lavoro per loro.
Poi la kompagna giudice Mariangela Farneti ha deciso che le guardie debbano avere occhi a raggi x sovrafotonici affinché possano sparare alle ruote delle auto dei ladri esclusivamente quando si sia determinato con certezza che ci siano armi a bordo. In tal caso le guardie, dotate di pistola in plastica, potranno eseguire la sparatoria audio, nuova tecnologia a disposizione per le nostre valide forze dell'ordine! Consiste nel togliere il tappo rosso dall'arma e gridare Bu! molto forte. Se i diversamente onesti saranno fratelli algerini dovranno gridare Bu! in arabo per non ferire la loro sensibilità. La kompagna Farneti è stata comprensiva e magnanime anche in questo caso non imputando alcuna aggravante alla guardia che invece di rivolgersi in albanese ai fratelli diversamente onesti si è rivolto loro in volgare italiano.

In ogni caso è bene rimarcare che ieri un gioioso fratello africano è stato aggredito selvaggiamente (mentre dimostrava la sua diversità culturale indubbiamente superiore) e omettere la giusta lezione che i fratelli dettero, nei loro territori, alle guardie invasore (quello fu un episodio di scarsa importanza, solo una giusta risposta a una xenofoba presenza repressiva fascista).

E' deprecabile e immorale non indossare la cravatta en pendant con camicia  oppure pronunciare espressioni volgari quando voi dovete trovare una migliore collocazione per il contenuto delle condutture ipogee che raccolgono le espressioni della loro colorata e ricca umanità.


domenica 5 febbraio 2017

L'ombra del bastone

Avevo in mente solo il bastone di Raggio sul muro dell'osteria, e Raggio e sua moglie che aveva cagliato il mio bambino appena nato, e Maddalena Mora che si era fatto tirar fuori il bambino con un ferro da calza da una vecchia, e mio padre copato, e mia mamma morta sputando sangue, e la zia che beveva morta con le formiche in bocca, e  sua sorella col figlio a Milano, e mio fratello in prigione a Udine, e tutto quello che era andato male nella mia vita,come va male il formaggio coi vermi. Ce n'era abbastanza per andar via da questo mondo e non ridere più nianche dopo morti.
Il maggio peso che faceva inclinare il ramo verso la mia morte era che avevo copato il mio amico dopo avergli rovinato la vita e la famiglia. Ma lui era tornato per farmela pagare, e con ragione, perché i debiti si paga uno su l'altro con ragione.
p. 251

Venerdì ho finto la seconda lettura di questo romanzo di Mauro Corona. L'avevo divorato, una pagina dopo l'altra con quella foga che ti rendi conto che è troppo veloce che ci vorrà un secondo passaggio, per potersi fermare, a cogliere i particolari, a immaginare i paesaggi, gli interni, a immedesimarsi, un po', nei personaggi.
Mauro Corona utilizza lo stratagemma? narra la verità? dell'aver ricevuto da un signore che lo raggiunse a Erto il 27 novembre 2003, un diario scritto prima del suicidio, dal protagonista, Severino Corona detto Zino.
E' una storia commovente, toccante, di ambienti aspri, di vita grama e di emozioni vivissime, di passioni che travolgono, esplodono quando la severa morale che tenta di controllarle e reprimerle viene sconfitta dalla loro intensità. E' storia di povertà e di generosità grandissime, impensabili, oggi., storia di isolamento, di non riuscire a trovare 'na donna, di alcolismo, di morte presente tutti i mesi, di morte sul lavoro, di un tessuto sociale robusto e fitto, di solidarietà, di case tirate sul col lavoro comunitario di tutto un paese, di uccisioni per un senso di giustizia violata - e non giudicate, nella vostra vita agiata, quando una persona subisce, in precarietà così labile, un'ingiustizia, che rischia la vita, ecco allora che l'istinto di farsi giustizia proropompe. Pietà e ingenuità, come l'idea di uccidere il proprio figlio illegittimo, appena nato, e di conservarlo, come reliquia, in una forma di formaggio che poi verrà consegnata al prete. L'aborto e le mammane sono una presenza ricorrente per figli non voluto di tresche clandestine, bandite.
Sento l'anima della vita nelle nostre Alpi, ricordi e memorie vive di quando ero piccolo, osservavo le ultime retroguardie di una vita austera, contadina, alpina, aspra.

Allora tra di me veniva in mente quanto era povero e salvatico il mio paese, dove tutto era ripido e magro, compreso vacche, capre e persone. Lassù a Erto, era tutto magro di fatiche e di miseria, ma a me mi piaceva tanto in quella terra dove ero nato, anche se era poco e le vacche era scheletri e dava sì e no otto litri di latte a mungitura.
p. 224 - 225

La vita quotidiana è cornice di estremismi inconsapevoli. L'eros e la sua potenza sovversiva irrompe nella vita morigerata, porta a vita  e morte, a pulsioni catalizzate e rese parossistiche dalla severa morale. La religiosità che sconfina nel paganesimo animista, cerca una consolazione, un sollievo alla durezza della vita. C'è una sacralità della montagna, forse, come osserva l'autore, una fede di terrore, di sopravvivenza.  Una valanga irrompe su una processione (in un inverno rigido che aveva portato alla morte un paesano, un freddo che portava al suicidio per rogo della propria casa) mietendo altre due vittime. E' subito un movimento per costruire una piccola edicola dedicata alla Madonna, della Neve, appunto, a chiederLe un viatico attraverso le asperità della vita grama.
Ciò che m ha impressionato è l'intensità del vivere, oggi del tutto impensabile, nella nostra vita di agio e sicurezza. Il protagonista ha un senso morale spiccato che gli permette di donare un'intera latteria (caseificio) ad un giovane vedovo con tre figli. Vive il senso di rimorso per i crimini (avvelenamento dell'amico e socio con la belladonna), il senso di colpa per le relazioni amorose clandestine con le mogli di persone che gli erano state care. In finale, i momenti di tenerezza e intimità con la moglie del contadino, la lievità e la soavità di una carezza, di un volersi bene e di un voler bene, ad un'anima oltre che ad una femmina, di sentirsi voluti, sono toccanti.

Mauro Corona ha raccontato la sua anima, il suo sangue, l'humus della sua terra madre, ripida, erta, la fatica, i prati con l'erba buona, le foibe infernali,  i boschi e i monti di ciò che è vita e morte di lui, della sua gente.
Questo romanzo ha un alto valore anche dal punto di vista etnografico, perché fornisce uno spaccato assai preciso e ricco della vita rurale alpina alla fine del XIX secolo e per i primi due decenni del secolo scorso, su usi, pratiche, abitudini e cultura delle nostre genti.


L'ombra del bastone
Mauro Corona
Mondadori
Storie di uomini e montagne
Edizione speciale per RCS Media Group SpA


sabato 4 febbraio 2017

Bianco, nero



Avevamo trovato, dopo ottanta minutidalcartelloautostradale, un posto per l'auto davanti al convento delle Suore Domenicane, via della Cittadella 28. Penso che avrò incubi nei prossimi giorni, con quel cerchio blu circondato e barrato di rosso del divieto di sosta, ovunque, ossessivo, con il carrottrezzichetiportavialatuaauto. Stavamo camminando verso la milonga, nell'aria di aprile, dodici gradi e mezzo alle undici. Qualche goccia e i lampi e poi i tuoni. Cazz di meteo... Verso quella piccola sala liberty dentro un miusic oll, dentro un caffè decò dentro una pizzeria dentro una piazza dentro una città dentro la notte.
Poi gli abbracci e, come commentavo, il tentare di comporre melodia, ritmica, una piccola sinfonia per due corpi.
Per arrivare al casello avevo passato i boschi e i monti, incontrando un istrice (mi ha aspettato anche al ritorno, era là ancora poco prima delle quattro), cinghiale, una lepre, un topolino. Poi, con _ica, mia compagna di studi, ella e io, ci troviamo, nn così di rado, a volerci bene e abbracciarci, perché scopriamo di amare il tango follemente, più dell'amore e il nostro amato poi ci ricompensa di gioia. Succede qualcosa, abbiamo uno sprazzo in cui la suonata per i nostri due corpi avviene, ci manifesta una grazia. E allora siamo felici, al termine, a volte anche dentro 'sto tango, passiamo dall'esultare ad un errore su un qualcosa di nuovo che ci sorprende o qualcosa di noto e sfuggevole che scappa, che rimane indomito e ci ricorda i limiti, che esistono sempre, sono mutevole e sfuggevoli. E allora, quando siamo felici, anche durnte un vals, ci abbracciamo proprio forte e le faccio uin salto insieme o la stringo come se fosse la mia amata.
Mancava l'aria. Tango è vivere, amare, bruciare. Senza aria la candela langue, poi si spegne. Così alla fne, altri quarantaminutiapiedinellacittàmiteegoccedipioggia ma almeno abbiamo respirato.
_ica viveva, mentre guidavo, ciò che le avevo anticipato. La "Panoramica" era il nostro film nel film, la storia nella storia della serata. I tratti bianchi e neri, lampeggianti, ipnotici, della segnaletica orrizzontale tra le due corsie e il nero. Il nero solo, nero pece, e i catarifrangenti ambrati a lato. In una cinquantina di chilometri, due TIR e noi. Sembra di essere caduti in una finzione psichedelica, in un frattale fatto di catrame nero e lampeggiare bianco e nero per entrare nel fratte di catrame nero e strisce bianche su nero.
Entravamo nell'infinito, con il frusciare del vento, dentro nel nero, nero notte dei boschi intorno, il lampeggiare bianco e nero sul catrame, sul tango, a metà.

venerdì 3 febbraio 2017

Sinusoidi e tempeste



Anche la storia di _zzz con la sua amica siciliana sta scricchiolando. Essi raggiunsero _mlero e me in Maremma, a Capodanno.
Ella gli ha "telefonato un episodio" in cui c'è stato trasporto da parte sua, insieme con una forte elaborazione emotiva e mentale. Ella si aspettava, dopo avergli raccontato quanto avvenuto e di quanto ella si fosse sentita sua, legata a lui, un ritorno, un'onda emotiva. _zzz invece è stato franco e le ha detto che quanto ascoltato non gli muoveva granché.
Insomma, ieri egli si è confidato con me in una lunga telefonata. Nonostante impegno e buona volontà, la scintilla non è c'è stata e il fuoco che tutto prende neppure.
L'andamento sinusoidale di alti e bassi rispettivamente durante/subito dopo i loro incontri e a distanza dei loro incontri lo conosco, visto che succedeva anche a me.
Penso che sia del tutto naturale.
L'innamoramento è una cosa abbastanza rara: ritengo che possa avvenire alcune volte nel corso di una vita. Impegnarsi per essere amabili, per essere sensuali, erotici, o pieni di iniziative, o progettare belle cose insieme, fare sorprese, regali, tutto ciò non garantisce la chimica della tempesta ciò che abbatte i freni, che porta nel turbine in cielo.
Il tempestare (inn)amoroso non segue alcuna regola, non risponde a nessuna ricetta. Ed è bene che sia così.

Luridità

Stamani me ne sono andato di casa con lasciando una finestra aperta. Libecciata calda, molto. Troppo. Mi dilettavo dell'idea di una possibile ciaspolata ma

  • le precipitazioni sono state pressoché nulle
  • con questo caldo la neve ... bye bye
Meteo odioso, direi.
Mi sento sempre così legato al tempo. Io detesto i periodi così lunghi senza precipitazioni. In città c'era qualche pozzanghera striminzita di acqua lurida. Le strade hanno una melma nerastra di inquinamento, sale, reflui umani, polvere di copertoni e di asfalto.
Del resto l'inquinamento che spingiamo in atmosfera prima o poi ritorna a coloro che lo hanno prodotto. Nel frattempo, da una parte ieri leggevo questa osservazione, e dall'altra leggo la Mogherini che continua la sua catechesi sostituzionista e crescitista (che a sinistra sono sempre, sempre martellate insieme).
"La nostra demografia ci porta al collasso". Sì, ditelo pure alle migliaia di morti all'anno che crepano per il grave inquinamento nella costipazione padana. Dite loro che devono raddoppiare e triplicare, venendo sostituiti da decine di milioni di "doni, ricchezza, opportunità, gioiosi fratelli, pagatori di pensione".
Quello che penso di neosoviet e di cosa desidero e auspico per questi criminali è  meglio non scriverlo.
Del resto, poi, vedo cosa succede di là. Che io cerco di capire, nella disinformazione gridata dai catechisti del nuiovo oppio, come si stia muovendo. Capire. Sempre considerando che gli SUA sono e rimangono un problema. Certo che scelte così non contribuiscono certo a diminuire il tumore che poi ti invade. Trump sembra rientrare in quela dicotomia tra assurdità di "non progressiste" e assurdità progressiste. Solo che in questa sinistra e martellante campagna disinformativa è molto difficile capire cosa ci sia di vero e falso.