venerdì 27 febbraio 2015

Si o no?

Non è che ci sia molto bisogno di altre barbarie orribili (assolutamente molto più gravi degli eccidi che questa teppaglia commette) per aumentare il mio razionale e radicale antiislamismo.

Per fare un po' di sarcasmo sulla omnifascistizzazione che, come il coso/cosa/cosare settantesco è applicato da sempre dal gergo cialtronesco (ma De Benoist osserva,  tagliente, che ciò è funzionale al carrierismo degli intellettualoidi che lo adoperano) a tutto e al contrario di tutto, e sul modello del clericofascista, li avevo definiti - in sinistrese, appunto - fascioislamici. Lo stratagemma voleva essere più provocatorio rispetto alle credenze e alle incongruenze della sinistra che rispetto al problema del fondamentalismo islamico sunnita.
C'era stato un confronto con Mareva: ecco, io non sono affatto dell'idea che non ci sia nessun impianto ideologico dietro, come afferma Olivier Roy (peraltro non è saggio chiedere all'oste quanto sia buono il suo vino), che siano delinquenti senza ideologie. C'è un'ideologia che è intrinsecamente rozza e che è ora riportata a tale nucleo rudimentale in modo parossistico, fondamentalista anche come reazione all'inquinamento ideologico occidentale.
Si torna sempre ai sofismi che negano l'evidenza della realtà in quanto scomoda o non conveniente.
Una reazione brutale, ma nella brutalità, nelle condizioni estreme emerge sempre l'essenza, la natura dei fenomeni.
Se si vuole tornare alla banalità della Reductio ad Hitlerum a cui si riconducono sempre i devoti della religione sinistra quando non hanno argomenti, i nazisti non si sarebbero neppure mai sognati di distruggere opere d'arte in  quel modo. Piuttosto, come oggetti di valore, li rastrellavano, come hanno sempre fatto Napoleone, gli inglesi e tutti i vincitori. Anche se i nazi, nel loro fondamentalismo, bruciarono intere biblioteche, "eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato" per dirla alla Göbbels. Ecco, esattamente come questi barbari barbuti.
Allora, questi islamici sono nazifasci o non lo sono? E se lo erano i clericofascisti, questi cosa sarebbero? La speculazione politica filomassmigrazionista e panmixista a sinistra decide, un po' come gira il vento, quando devono esserlo e quando non devono esserlo.
Rimane il problema e l'accoglienza senza se e senza di esso da parte dei... fasciosinistri.


Badaan!

Porca sozza, 'n'altro brutto raffreddore. Ho fatto il figuer lassù in cima e poi... badaan!
A lezione di tango ieri non andavo neppure a spingermi. Oggi sono rintronato.

giovedì 26 febbraio 2015

Fare al tango

  • E' strano che a Parigi, città che oltre ad essere un simbolo di intelligenza lucida e anche un simbolo di licenziosità, il tango perdesse i passi primitivi e si trasformasse in una sorta di camminata voluttuosa.
    Jorge Luis Borges

Martedì non ero in gran forma. Probabilmente c'erano già le premesse per il principio di raffreddore che sta tentando di attaccarmi da ieri, devo aver preso freddo domenica in crinale.
Poi quel tempo, vento e pioggia a dirotto. Uno ad uno tutti i tangheri della valle avevano rinunciato. Prendi su e vai. Che pazzie si fanno per T.!
Ho scritto,  nella pagina precedente, che l'arte e la cultura mi hanno sempre dato gioia e potenza nella serenità o conforto e sollievo nelle difficoltà. Dopo anni ho trovato questo amore, mi aspettava e io, semplicemente, non lo sapevo.
Martedì, così, un po' a mezzo servizio, nella milonga del cuore.
Per alcuni martedì c'era stato di scendere con _tra e andare al tango, al fare al tango che avrebbe voluto essere un anticipo di fare all'amore, fare al tango che ci aveva fatto conoscere.
Javier Rodriguez dice che balli quando balli per lei, devi essere lei.
Ero a mezzo servizio, opaco fisicamente e... mentre ero nelle braccia di _ica, la mora del profumo, mi ero reso conto che non ero lì: stavo pensando a quando ero nelle braccia di _tra, ella nelle mie. Via con la testa , con l'anima, tradendo il qui e ora di abbraccio voluttuoso camminante per uno non più esistente.


Bello il cortometraggio di Michele Vietri (che rende le atmosfere di una (bella) milonga :). Filmare il tango non è affatto facile e rendere atmosfera e spirito ancora meno. Un altro splendido corto è Milonga di Marco Calvise. Le citazioni di Borges sono qui nella versione completa.
Appaio alcune volte con _tra e anche con un'altra tanghera.
Questo articolo de... l'Economist (!) contiene una storia introduttiva al tango concisa e completa.




mercoledì 25 febbraio 2015

La teoria del tutto

Sabato _rio, _zzz ed io ce ne siamo andati a vedere questo lavoro diretto da James Marsh sulla storia di... Jane Wilde e suo marito Stephen Hawking. In un piccolo cinema di paese a pochi km da casa, prezzo del 20% più alto dell'altro ma... siamo riusciti a sostenere questo progetto di rianimazione di una sala cinematografica a km tre o quattro. Sostenere anche i servizi come parte dell'economia locale rimane importante. Nessuna recensione solo spunti in ordine sparso.

Beh, ho esordito osservando che è un lavoro quasi più su Jane Wilde che sullo scienziato, cosmologo, astrofisico Stephen Hawking. Un amore nato dalla testa, dalla fascinazione del potere intellettuale, del genio. Poi una sorte di missione di vita che, col passare del tempo e la durezza oggettiva delle situazioni porta a maturazione e saggezza. Una grande donna dietro un grande uomo o un grande uomo dietro una grande donna?
Con _zzz, l'indomani, nel bianco su per i monti, osservavamo ancora un pattern insensato crescitista: Jane si spara subito tre marmocchi e poi.. crolla per il peso dell'insostenibilità. Cosa fa? Acquista risorse (aiuti) dall'esterno. Siamo sempre lì all'insensatezza di fare ciò che non si può sostenere e al fatto di supplire prendendo risorse altrove. Anche questa mentalità masochista del realizzarsi figliando tanto (è proprio la storia di _ela la garbata). Mah.

Mi è garbato che... per conoscersi e baciarsi i due, su un ponte antico su un canale durante una festa (a Cambridge, suppongo) iniziano a ballare. Ecco, il regista è riuscito a rendere la magia a cui porta la danza, anche all'incontro di anime, fuoco sulla danza, sul ballo come uno dei catalizzatori della parte migliore dell'umanità. Io ho sempre trovato gioia e conforto nella cultura, nell'arte, potenza e sollievo.
Un altro punto importante dell'opera è proprio il sottolineare il potere lenitivo prima e salvifico delle arti e della cultura. Nei momenti duri per la famiglia pesante, per gli oggettivi problemi fisici / estetici / di maschilità in senso lato del marito (una Mente, per quanto grande, in un non-corpo piccolo, quasi nullo, qualche sollecitazione alla tessitura tra biologia, eros e morale li pone), la moglie Jane si rifugia nel canto, anche su indicazione della madre di prendersi tempo per se, anche solo un'ora alla settimana. Ad un corso avanzato di gestione progetti (project management) che seguii alla Cattolica a Milano, tempo addietro, imparai una delle frasi che ancora porto con me: "I tempi eroici non possono che essere limitati". Lo dico sempre alle donne che per essere buone madri devono essere prima donne felici.

Io non ho in gran simpatia l'universo anglosassone. E' uno dei paesi in cui è tutto mediocremente medio.
  • lingua mediamente povera e mediamente bastarda (sassone per i concetti della realtà, neolatina per quelli della cultura)
  • cultura alimentare mediamente scadente
  • clima che è mediamente piovoso, mediamente non freddo, mediamente non caldo. mediamente non sereno
  • si vestono (nel quotidiano) mediamente male e lo si vede anche nella pellicola
  • economia mediamente decotta
  • estetica mediamente scarsa, auto e case mediamente brutte, mediamente sciatte
  • città mediamente brutte
  • prodotti mediamente mediocri
  • abitanti (alloctoni) mediamente brutti e mediamente sporchi
  • stoviglie mediamente lavate a metà (senza risciacquo dal detersivo)
  • ...

Eppure il cinema inglese ha una capacità elevata, un'eccellenza di rappresentare ed evocare questo mediamente medio. Penso che, a volte, incappo in alcuni filmati porno inglesi e... le atmosfere realistiche, di eros e libido medi, quindi realistici, li trovo molto eccitanti. L'eccellenza del mediamente medio? nottebuia osservava che gli anglofoni "sono pratici" (mentre "i tedeschi sono idealisti e vanno avanti fine alla fine"). Quindi ciò comporta la mediocrità media ma... anche il realismo. I due protagonisti, Jane e Stephen hanno prima ella, poi egli, una tensione erotica verso il mondo esterno. Prendono atto, nella loro finita e reale umanità delle condizioni reali e... infine, si separano per proseguire nella vita con nuovi partner. L'eroismo ipomorfosa nel realismo pratico. Sì, anche questo realismo è apprezzabile.

Questa pagina divertente riporta le similitudini, spesso assai stringenti, tra realtà e opera cinematografica: anche questo va a merito della squadra che ha realizzato la pellicola.


martedì 24 febbraio 2015

Condizioni proibitive - 2

(Condizioni proibitive)

Diciamo una semplice nevicata su fino al passo. In crinale condizioni peggiorate via via proseguendo in cresta verso nord. Il fatto che per pochi metri non ci siamo arrivati in vetta (_zzz aveva problemi agli occhi, non aveva preso gli occhiali e non riusciva più a vedere) fa parte dell'avventura.
Non ho immagini della prossimità della vetta, nell'ultima disponibile, la n° 4 (le successive sono del ritorno) già le condizioni per la fotografia erano impossibili e per scattare la foto, per ripararmi dalla raffiche violente, ero dovuto scendere di un po' di metri dal crinale: troppo freddo, già i guanti di pile non erano sufficienti e le punte di spillo sui polpastrelli della mano destra (esposta al vento) già bruciavano dal freddo, impossibile togliersi i guanti per scattare foto. Così non ho potuto documentare neppure una micro meringa formatasi nella cresta, a tratti già di alcuni metri di altezza come in prossimità del passo (foto 7).

Ritorno alla questione posta da Francesco: che economia ha questo avventurarsi in condizioni più impegnative? Come osservavo ritengo il proibitive assolutamente esagerato (proibitive per il vento riportate anche quella volta) e lo abbiamo scanzonato e seppellito di risate, come riportato nella prima pagina. Direi nessuna economia breve termine. A breve termine è un dispendio di energia, di scomodità, di fatica del tutto irrazionale.
Mettersi alla prova, andare un po' più in là dell'ordinario, ricomprendere, per quanto controllato e governato, rischio e cuore. Direi che è una delle cose, questo del confronto con le asprezze della Natura, in un ambiente non artificializzato, una delle poche possibilità di misurarsi rimaste.












lunedì 23 febbraio 2015

L'Osteria della Fola

  • E' mei 'na torta in cumpagnia che 'na merda da par lu. (*)

  • I suoi libri fanno venire voglia di nebbia, cotechini, salami, prosciutti, gnocco fritta e gnocca al naturale, quella dell'ostessa della Fola naturalmente.
    Baffobp, commento.


Fu Baffus a segnalarmi, anni fa, questo libro. E anni fa (probabilmente nel 2006) lo acquistai.
Qualche giorno lo scorsi che faceva capolino nella libreria e decisi di rileggermelo. Per alcune novelle della raccolta non mi ricordavo praticamente più nulla, come se non le avessi mai lette. Sono re-incappato nella meraviglia di questa opera di letteratura minore, di sagacia e saggezza popolare, di motti in dialetto tanto concisi quanto taglienti, in questa capacità pittorica di ritrarre a parole scenari di un'Italia, di un'Emilia rurale, ancora pre (post)modernista nella corriera della tecnica che la portava al mare a vedere la Teresa in bichini !!
Anche goliardia di animali strani, il foionco, uccello tripode che si nutre di lambrusco, di bosme ricercate a lungo ricercate e poi servita, nell'osteria, metà arrostita e metà bollita con patate, sedano e pomidoro, ma anche quelli veri come i rospetti di Azzurra. Pederiali fa incursioni anche in altri tempi, nel medioevo di Matilde di Canossa, nel suo amore fugace con uno servo semplice e incomprensibilmente felice e nelle vite di persone nella bassa, così semplici ma anche vulnerabili, come nella triste e amara novella di Azzurra che va a morire, cadendo in bici nella nebbia fitta in un canale mentre va al gran ballo.
Dicevo ad amici che io non ho un vissuto per la cultura popolare e i dialetti emiliani, non ho un associazione (per me terribile) tra dialetto e grettezza e volgarità che ho per altri dialetti, come quelli lombardi o triveneti. Allora io osservo questi contesti, i motti e i detti di una cultura che era popolare ma anche sapienza e conoscenza antiche che essa esprime e me li godo senza retaggi.
Lacrime, gioia, piaceri carnali, nebbie e fumane, tristezza, invidia e chiusura (la morosa esagerata riportata in Russia per l'invidia e l'ostracismo che essa generava nei compaesani), felicità e dolori della semplicità, le credenze popolari che sono anche spazio di fantasia, di viaggi onirici e di socialità che su essi si intesse.

La giovane scrofa rubata a Gilberto Cavazzuti, Vicesegretario del Fascio non la nascosero chissà dove. Semplicemente entrò nella famiglia di Paolino, come una pensionante. Gli altri soci dell'impresa, Roberto, Enzo e Giovanni, si impegnarono a pagare per intero le spese del vitto mentre la famiglia di Paolino avrebbe provveduto all'alloggio. e a tutte le cure di cui una bestia abbisogna, e inoltre, avrebbe sopportato gli inconvenienti della coabitazione con un maiale in un appartamento di tre stanze, al terzo piano del caseggiato popolare del rione Maiolica, abitato da braccianti, operai e piccoli artigiani.
I Molinari, pregustando i frutti di una beccaria in casa, avevano approvato volentieri l'idea del loro figlio Paolino e con grande senso dell'ospitalità avevano fatto in modo che la casa apparisse alla maiala il più possibile confortevole. Le fu assegnata la stanzetta di Paolino che si trasferì con i genitori mentre la sorella più anziana e suo marito seguitarono a usare la camera in fondo al corridoio. A turno pulivano al stanza della maiala e, siccome doveva vivere con loro, la abituarono a certe regole igieniche con i medesimi ritmi dei cristiani, a cominciare dal bagno una volta al mese. Ormai era una di famiglia, e non mangiava a tavola soltanto perché non sapeva stare seduta.
p. 158

Nove anni per recensire questo piccolo capolavoro e una seconda lettura terminata da poco. Meglio tardi che mai. Ho acquistato altro di lui, ora.

L'Osteria della Fola
Giuseppe Pederiali
Collana Elefanti
Garzanti


Limbo delle ombre e delle memorie

Sabato 7 marzo sarò a Ravenna. Così ci siamo detti con _ina la bizantina ravvennate. Mi porterà a spasso per la città, andiamo a goderci il celebre ciclo di cattedrali bizantine.
E poi andiamo a farci un aperitivo?
Aperitivo? Nooo, io non mangio, né bevo.
Abbiamo riso.
Venerdì, alla Milonga Off a Ferrara abbiamo fatto al tango, un po'.
Ecco, _ina la ravennate e... E sono giorni in cui _tra rimane nei miei pensieri, anche se ho aspettato a scrivere.
Sabato scorso, 14 febbraio, ci eravamo scambiati qualche pensiero.
Avevo iniziato io la notte, un messaggio :- Mancano le tue braccia fiorite, in milonga.
Poi la sua risposta, un velo di tristezza, da sciogliere con un abbraccio tangrico oppure con molta cioccolata.
Vorrei spegnerti ma non ci riesco.
Allora non farlo e accendi me piuttosto, che sono nel limbo delle ombre e delle memorie.
Poi ancora pensieri in crescendo.
Vieni a fare al tango con me, martedì sera?
Sì. Perché prima non andiamo a mangiare un boccone? Esco da lezioni di piano alle 19.
Poi ancora pensieri. Altri.
Lunedì mattina le mando un messaggio :- allora, confermato per domani? Fammi sapere che mi devo organizzare per tempo la mattina.
Silenzio.
Silenzio.
Silenzio.
Bah. Si sarà inceppata.
Forse il gioco di ego ingombranti è troppo ingombrante rispetto al resto. Il piacere di essere desiderati e non molto più.
Fanculo! Mi organizzo per scendere con il mio maestro di tango "dei colli".
A metà mattina di martedì... drin ... perdonami, mi ero dimenticata che avevo prove col gruppo.
In seguito al tuo silenzio mi ero organizzato diversamente.
Fine.

Ho lasciato passare una settimana. Una settimana che ho buttato a pedate _tra fuori dalla porta e rientra dalla finestra. E meno male che non siamo andati molto in là, funamboli sul precipizio.
A _ina devo pensare con la testa. Il resto mi parlerebbe di _tra.


("i funamboli", lucacervini)

Condizioni proibitive

Condizioni proibitive recitava il bollettino meteo per l'appennino, in crinale e vetta, per oggi, domenica 22. Eravamo a pochi minuti dalla vetta.

Violiamo le condizioni proibitive!
Violiamo le condizioni proibitive!
Ridevamo. Un po' rallentati perché le condizioni proibitive ci avevano ghiacciato ogni angolo, per quanto piccolo esposto. Ma felici di fregarcene - fino ad un  certo punto, racconterò - di 'ste condizioni proibitive.
I chicchi di neve, a 90 o 100km orari, piccoli aghi di spillo.
E le parole uscivano piano, i muscoli del viso rallentati dal freddo, le sopracciglia ghiacciate, il fiato gelato sotto il naso. Himalaya appenninico. Continuerò poi domani.
La cosa buffa è che sono passato da condizioni invernali estreme selvagge al caldo umido, sudato, di abbracci e musica e anime uno di due in milonga.
Condizioni proibitive e da un eccesso all'altro. E una vita così, folle e piena, eccessiva, con il buco sempre più grande.
Sono felice!

venerdì 20 febbraio 2015

Kitsch e "opera" olandese sul Bernini

  • Siamo pronti per l'Isis. Poi arrivano cento ubriaconi e li lasciamo devastare (parte della carrozza ride).
    Viaggiatore (stamani in piedi nel treno stipato come 'na scatola di sardine dopo la caporetto ferroviaria di ieri nonvogliobestemmiarelamattina)
  • Mamma li turchi
    Detto popolare
  • C'è una paura del terrore, paura della distruzione, paura del vuoto, paura della parte oscura della realtà. E' la paura porta al nichilismo del non vivere, quello più distruttivo [...] Repressione, punizione, pena capitale, pena, ergastolo, giusto-sbagliato, meritorio-deprecabile, omertà-delazione, correzione, riformatorio, responsabilità, lavori forzati, sono termini o coppie di duali che sono diventati in parte o completamente semplicemente tabù. Più scacci Thanatos più esso sarà energico e distruttivo al suo ripresentarsi.
    UUiC, Facciamo il degero


Uno dei problemi cognitivi comuni è che la percezione dei pro di una situazione si affievolisce col tempo, mentre ciò non succede per i contro che essa comporta. Il tentativo di creare una Nazione Italiana, nella testa della intellighenzia madre del risorgimento fu non solo quella di affrancarsi dalle invasioni e relative predazioni da parte di potenze straniere (che col senno di poi portarono benefici, i trentini o i furlan possono ringraziare gli austriaci se non sono come i locridesi o i napulo-casertani della Terra dei fuochi) ma anche di prevenire, con la forza dell'unità violenze straniere future.
Come misantropo, snob, esteta, ecologista io osservo sempre più allibito di quanto si possano spostare in là nel degrado, nell'abbrutimento le masse, nella corruzione, nelle perversioni che insultano le arti.
Dunque, arriva massa di feccia olandese della pedata, le autorità dei Paesi Bassi ci allertano:

L’ultima segnalazione è stata trasmessa dalla polizia olandese una settimana fa e confermata a 48 ore dalla partita: a Roma arriveranno circa 5.000 tifosi organizzati, ma anche 500 sostenitori del Feyenoord senza biglietto. «Sono i più violenti», avevano avvisato le autorità de L’Aia decidendo di inviare una decina di funzionari al seguito.
(fonte)


Cosa succede? Devastazione urbana e danni ingenti a quanto di più prezioso c'è nel(l'ex) Belpaese, il patrimonio di arti e Grande Bellezza, ciò che rimane dopo le nostre barbare devastazioni crescitiste moderniste (la distruzione della Palermo liberty perla d'Europa è forse uno degli esempi più paradigmatici insieme con la periferia costipata padana, quella romana, quella toscana, romagnola, ligure...).
Come ecologista non posso non cercare di risalire, ancora una volta, ad uno dei mali oscuri e profondi, congeniti di questo paese che è l'incultura della irresponsabilità, l'incultura dell'impunità e gli svampimenti  e le fanfaluche (in realtà spesso sofisticazioni studiate, prima cattoliche poi il buonismo moralista sinistro, la predazione parassitaria, predatoria e il garantismo peloso destroidi) che le sostengono ideologicamente (orse solo un segno della perdita dei lumi della ragione, uno dei molti).
Allora, questa Dolce Vita a cui, per fortuna del mistero d'essere nati qui, in questa cultura, la paghiamo col ventre molle, con l'incapacità, come osservavo (Thanatos buttato fuori dalla porta che rientra potenziato dalla finestra), di prendere atto che il dolce non esiste senza l'amaro e l'aspro, che la soavità nulla è senza la durezza. E il paradosso della Dolce Vita che ci rende incapaci di difenderla, di lottare per essa, di usare la testa, l'ecologia della prevenzione, della repressione. 
Siamo incapaci di apprezzare e quindi difendere ciò che ci è scontato.
Dopo lo tsunami senza fine di masse di cacca arabislamica sudica e levantina, ora la calata nordica dei barbari della pedata (con l'aggravante per la prima che è un male definitivo rispetto alla temporaneità della seconda). Il kitsch (la negazione della merda, per dirla alla Kundera) ti rende inetto, ti inibisce ogni reazione immunitaria: neghi la merda ed essa ti viene addosso e ti seppellisce, potenziata dalla tecnica modernista (a proposito di pro e contro).
Ignoriamo secoli di storia, le ragioni, i pro del tenere insieme queste Italie. Il kitsch (modernista è pleonastico) dell'ignorare la storia è foriero di grandi disastri. Appunto.


giovedì 19 febbraio 2015

Antipolitica delle decisioni assurde - 9

(Antipolitica delle decisioni assurde - 8)


  1. Più cemento, meno olio
    Necessità nazionale: 1Mt
    Produzione 2013: 464kt (deficit: 536kt)
    Produzione 2014: 302kt (deficit: 698kt)
    La risposta è questa. Lottizzazione ohps, scusate, si dice riqualificazione del territorio con 17 ville in un uliveto. Il capomandante, Franceschino Risatti: servono (?) nuove case, altrimenti il paese si "spopola" (? in crescita dal 1921, disgrazia ulteriormente acceleratasi di recente). Ci saranno più case per più ggente e meno olio di oliva. Intelligente, eh!? Ah, la crescita...
    Sì, la crescita del deficit, pure quello alimentare.
    E questa sarebbe Limone del Garda, Lombardia regione guidamorale dell'Italia. Stiamo cementati, freschi e senza olio.


  2. Più deficit energetico
    L’obiettivo dell’Autorità per l’energia: dal 2018 il conto non aumenterà più progressivamente in base ai consumi. Le famiglie numerose arriverebbero a risparmiare fino a 618 euro l’anno, i single pagherebbero di più.
    [...]
    L’Autorità ha voluto mettere mano a una struttura tariffaria ormai obsoleta, (?) che era stata introdotta circa 40 anni fa e che era il frutto di una particolare situazione contingente, vale a dire gli shock petroliferi degli anni 70: si era infatti impostato un programma di austerità energetica che ...

    La popolazione è cresciuta dagli anni 70 da 54.136.547 a 60.782.668, ovvero +6.646.121 homo ovvero +13.3% (senza contare x,y milioni di clandestini) . Il deficit energetico (solo per il comparto elettrico) è aumentato da 4,5TWh a circa 45TWh (nel 2011), +900% (v. qui, ad esempio).
    Ecco, in una situazione così cosa è intelligente fare? Eliminare l'ecologia della progressione delle tariffe e... sostenere la natalità, ovvero la crescita di altri nuovi consumatori di energia elettrica.  Intelligente, eh!? Ah, la crescita...
    Faccio osservare come a livello GAS, il progetto CoEnergia aveva, tra i requisiti fondamentali per il fornitore elettrico, proprio quella di una sensibile progressione delle tariffe proprio come efficace attivatore dell'ecologia della decrescita dei consumi energetici (se ai crescitisti vengono contorsioni dolorose sostituire decrescita con diminuzione).
    Quali sono le famiglie numerose in Italia? Quelle alloctone. Evidentemente è necessario sostenere la crescita della colonizzazione coi ventri delle loro donne. Dopo Mare Lorum, pure Energia Lorum.


  3. Più invasione e più violenta
    Perché per l’Italia si apre in maniera drammatica un doppio fronte di emergenza: da una parte i flussi migratori, dall’altra i jihadisti in una miscela che in Libia rischia di fondersi in un unico pericolo [...]. E quale sia il livello di rischio si è capito ieri pomeriggio quando alcuni uomini armati di kalashnikov hanno minacciato i marinai di una motovedetta della Guardia costiera italiana che si era spinta davanti alla costa di Tripoli per soccorrere migranti che avevano lanciato l’Sos. E hanno costretto il capitano a restituire il barcone vuoto che invece era già stato sequestrato.” 
    Insomma, ci vogliono dei grandi analisti militari, dei grandi esperti di geopolitica per capirlo, no!?
    Gli (islamisti) nord africani si saranno farti delle grosse risate: quelli della motovedetta, italiani cssc.
    Beh, cosa si fa? Bisogna aumentare (accrescere) le risorse, tornare a Mare Lorum. Gli scafisti bianchi dicono il sostegno (all'invasione) non è adeguato. Gli scafisti bianchi costituzionali dicono che non è costituzionale prevenire. 200k clandestini solo via mare non sono sufficienti, meglio arrivare a 800k. Appare il temine "collasso". Però solo per i centri di accoglienza. Meglio farlo crescere, estenderlo a tutto il paese.

Un paese con una diversamente intelligente "politica" dei quali queste sono tre chicche di milion mila come andrà?

(deficit energetici solo comparto elettrico, via movisol.org)

mercoledì 18 febbraio 2015

mssc

  • Mi scoreggi sui coglioni.
    Insulto greco

L'altro giorno in treno a riso fino alle lacrime, citando questo epiteto greco ad alcuni gasisti con i quali stavo conversando. Alla fine hanno inziato a ridere anche essi.
Non ricordo dove ho letto questo fantastico insulto goliardico che i greci rivolgono ad una persona in evidente posizione di debolezza che attua dei pretenziosi quanto insussistenti tentativi di rivendicazione etc. etc. Più o meno quello descritto nella pagina odierna di Lorenzo. Evito di associare a questa pagina corredo iconografico esplicativo. La mente può farcela a farcela.

Kaizen



Kaizen
o - (改善) è la composizione di due termini giapponesi, kai (cambiamento, miglioramento) e zen (buono, migliore), e significa cambiare in meglio, miglioramento continuo.


" il che rende difficile la comprensione. Per altro così non è per niente immediata la lettura"
Alahambra, commento

"la parte dei commenti è esteticamente sgradevole"
Francesco, commento


Tra gli interessi citati nel mio profilo, c'è il kaizen, il miglioramento continuo. I giapponesi ne fecero e ne fanno uno dei punti di forza del lor modello sociale e produttivo (ecco, il JIT è stato ed è massimamente problematico da numerosi punti di vista. ecologico in primis, anche del kaizen, con filosofia, prendere il buono e lasciare il cattivo).


una forte spinta motivazionale ed un senso d’appartenenza all’Organizzazione, tali da far coincidere gli interessi del singolo con il gruppo d’appartenenza

Nell'organismo/organizzazione c'è una parte fondamentale: i lettori, questo diario e il mio io virtuale appartengono non poco ad essi.
Ho cercato di capire cosa ci fosse dietro ad alcune osservazioni: il nuovo formato per la lista degli ultimi commenti per alcuni rendeva "difficile la comprensione", era "sgradevole". In un paio di giorni ho osservato che l'anteprima del commento (25 caratteri), in effetti, era un po' troppo concisa, striminzita. Questo era dovuto all'ampiezza ridotta del riquadro laterale. Anzi alle ampiezze ridotte. Il modello "Minima" che adotta questo diario risale al 2004: nel frattempo le ampiezze dei visori sono aumentate sensibilmente. Beh, forse è ora di cogliere la pappa al balzo, continuo col kaizen. Potrei omettermi da un kaizen per... il mio diario? Ho aumentato le ampiezze di un terzo, del riquadro principale, di tutto in proporzione, anche quella del riquadro laterale a destra e quindi dell'anteprima dei commenti (a 34 caratteri). Le pagine ora sono un po' più larghe e meno estese in verticale, quindi un po' più ergonomiche spero.
Ecco, poi ditemi che non ci voglio bene... :)

Strane coincidenze, in una delle prime prove aveva il contatore del diario a 230000.

martedì 17 febbraio 2015

Finita bene - 3

(Finita bene - 2)

Ecco le immagini della mattina. Era ancora freddo, aveva nevicato fino a poche ore prime.
Anche la provinciale era... ancora bianca (foto 1 e 2). Ecco, quando le strade sono ancora bianche la magia è completa, il lago inaspettatamente ghiacciato. Qualcuno dica che l'inverno non è... una bella stagione!
Nelle foto 10 e 11 la radura quadrivio dove è stato ritrovato il mio furbofono contenente queste foto.
L'ultima foto è un particolare della penultima. Esserci persi in una mulattiera "cieca" ci ha portato a pochi metri dalla sorpresa. Che rompiballe 'sti qui! - avranno detto. In effetti alcuni ecologisti affermano giustamente che i ciaspolatori sono impattanti. Finisci in zone in cui gli animali si rifugiano costringendolo a faticosi (se non faticosissimi spostamenti quando la neve è fonda come in quella domenica).















lunedì 16 febbraio 2015

Ultimi commenti

Anche in seguito ad una richiesta di un lettore, ho aggiornato il codice per gli ultimi commenti.
La versione precedente era diventata in parte difettosa e in parte bislacca: il collegamento sottostante all'autore puntava al commento, il collegamento sottostante la pagina era difettoso (conteneva solo in parte L'URL del commento) e l'insieme era un po' ingombrante.

Ora:
  • il nome dell'autore è stato sostituito dalla proprio icona ("Un immagine vale mille parole" ovvero per dirla alla anglosassone "Segnale riconoscibile da guidatore lettore leggermente ebbro" :)
  • l'anteprima del commento punta correttamente al commento;
  • il titolo della pagina chiarisce il contesto e non è più un collegamento.;
  • il numero di ultimi commenti è passato da 10 a 15
  • il codice precedente avrebbe calcolato pure l'oroscopo della zia ed era inutilmente pesante. Esso ha subito una sensibile cura dimagrante. O, se preferite, decrescitiva :)
Me_mi sembra decisamente meglio.
E ho fatto della palestra che mi serve per lavoro.

Furbofono no!



Ieri sera voleva che gli accendessi il furbofono per fargli da router per il suo giochino di rete dell'iPad (in genere uso il normalofono Nokia 29 euri e così è stato anche ieri, solo sabato, per gli acquisti, me lo ero portato, si è rilevato utile per trovare un negozio di articoli sportivi). Aveva finito di studiare storia tardi. Gli ho detto di no.
No perché anche io mi sono accorto che sono sempre lì col naso sul furbofono quando è acceso. Mi sono sdraiato sul suo letto e abbiamo parlato e scherzato, facendo un po' gli scemoni. Era un po' contrariato ma poi si è sciolto quasi subito.
Mi è piaciuto quel buonanotte, semplice, in cui siamo passati da un Uff! a un ritrovarci semplice.
Gli ho detto che per me è difficile e faticoso dirgli quei no ma che lo faccio perché gli voglio bene.
Perché vorresti portargli pure il cuore sul tuo piatto quando sei lì. E questa sarebbe solo l'inizio della più grande rovina. E' impegnativo, molto. Devo aiutarmi tenendo presente la dimensione del tempo, quella spirituale, mia e sua.

domenica 15 febbraio 2015

Secondoterzoquartomondiani

Ho girato due centri specializzati in elettrodomestici.
Su una ventisettina di modelli di asciugacapelli, uno (in cifre 1) era Made in Italy. Il resto tutta roba Made in PRC. L'unico modello italiano era semiprofessionale, troppo potente per le mie necessità.
Su una stufetta elettrica, neppure a parlarne, tutta roba ciaina. Nomi italiani ed europei di produttori ora... ex produttori e commercianti.
Con la capa reparto del secondo centro mi metto a parlare.
Sono trent'anni che lavora in questo settore... prima nel negozio XYZ della concorrenza che poi ha chiuso..
Cosa vuole? I prezzi, il costo della manodopera. Qui il proprietario mi dice che costo un'enormità per i miei 1560 euri al mese. Sa... quando lavoravo nell'azienda precedente... col passaggio all'euro.
Una lavatrice da 199000Lit l'abbiamo messa subito a 199€. Poi quel ferro da stiro gli mettono solo il coperchio e lo vendono come Made in Italy, le fabbriche Tale e Talaltra, la prima è andata a fuoco parte dello stabilimento e poi ha fatto come la seconda, sono andati subito in Cina. Qui è roba cinese con componentistica mediocre cinese. Se si rompe un pezzo ti cambiano tutto il prodotto.
Ecco, una caporetto per la mia intenzione di acquistare prodotto italiani. Semplicemente, non esistono più.
Una caporetto anche ecologica. La capa reparto poi dice che smaltire tutta 'sta roba è un problema.
Con UnBipedinone siamo riusciti a trovare un paio di scarpe da calcio che gli piacevano (Adidas UnCertoTipo, non erano le Puma TalDeiTali, 180€ in sconto a 89€. Made in Indonesia). Manineicapelli.

Questa antieconomia speculativa di prezzi europei per prodotti ciaini, indonesiani secondoterzoquartomondiani di prezzi raddoppiati rispetto a quelli in lire, che possibilità ha? E il mondo saccheggiato?
Nessuna.
Nessun persona con una emorragia permanente ha alcuna possibilità di salvarsi. Nessuna persona che produce della roba di merda di qualità scadente a prezzi superiori a quella di prodotti di qualità.
Ah, già... il progresso.


venerdì 13 febbraio 2015

Peli nello stile

Martedì sera alla Milonga Sì c'era parte ospite German Salvatierra. Flora ha questa eccellenza di tessere relazioni e invitare artisti da ogni dove.  Anche durante la settimana!
Insomma, col proseguire è arrivata buona parte del gotha milonghero felsineo.
Avevo ballato abbastanza, un po' era tardi e... cosa ho fatto? Mi sogono seduto in poltrona e ho guardato. Maestri, maestre e tangher* di alto livello mischiati in coppie nuove e inedite a ballare i passi argentini. Ecco, il tango è anche questo, il piacere di osservare un ballare artistico, le volte che capita (non così frequenti). Che meraviglia!
Qualche ora prima avevo visto il video sotto: un tango molto fluido e creativo. Ecco, se dovessi cercare il pelo nell'uovo, non mi piace la sua postura a volte un po' ingobbita e il suo guardare in basso. Ma siamo a cercare peli nell''uovo. Questi "difetti" poi diventano parte dello stile personale.

Ieri sera alla fine, eravamo in due a lezione, _aria ed io. Di fatto, _nni ci ha impartito una lezione privata. La presenza saltuaria delle ballerine ha fatto desistere gli altri. Tra le altre cose ieri è apparsa di nuovo, dopo tre anni, _idi la newyorchese. Con l'aiuto nonché moglie di _nni abbiamo fatto le linguacce: si vede che la storia col suo tipo sarà finita. Il tango porta nuove storie e celebra la fine di altre. Anche il pettegolare, oltre all'esibire e all'osservare, sono la milonga.



giovedì 12 febbraio 2015

Il tramonto dell'euro - 11

(Il tramonto dell'euro - 10: external compact)

In breve: sì alla critica alla follia della moneta unica, no a contrarietà al pareggio di bilancio, no al crescitismo che ne è la ragione, no al democratismo demagogico economico.

In realtà sto osservando una contraddizione strutturale: l'economista deve cercare di trovare un modello preciso e razionale per l'agire assurdo delle masse e quindi della loro economia. 
Penso che molte delle contraddizioni e delle assurdità delle teorie economiche derivino da questa base assiomatica incongruente. Il non spingersi alla completezza nelle analisi trascurando parti rilevanti del reale è funzionale al voler dimostrare una tesi. Sotto sotto il il problema è la specie e le sue insensatezze i cui effetti sono sempre più deleteri via via che lo scollamento tra biologia e (in)cultura prosegue e con il progredire della diffusione di energia distruttiva e tecnologia regressiva alle masse.

No
  • Assolutamente no al crescitismo che è ciò che anima la tesi di Bagnai. Rimozione dei vincoli per tornare alla crescita? No grazie.
  • No alla collettivizzazione dei costi e alla privatizzazione dei profitti: in economichese si può parlare di partite correnti; insomma, le casse dello stato vanno in rosso, i privati accumulano risparmi (e contribuiscono col consumismo al deficit della bilancia dei pagamenti). Assistenzialismo cattocomunista e evasionismo berlusconiano a più tutto per tutti sono esattamente questa cacca. In vari punti Bagnai strizza un occhio a questo citrocapitalismo.
  • No al democratismo monetario. L'economia non è democratica. Il democratismo demagogico porta a scelte scellerate a medio e lungo termine. Pensare ad un'economia democratica è una delle forme di stupidità politicamente corretto, come votare come reginetta di bellezza una paraplegica. Siamo al livello di dissociazione e assurdità massimi: non  dissimile da quello che decide di farsi operare dal cardiochirurgo Zanetti perché è attivo in parrocchia.
  • No all'apologia di deficit e debito. Uno dei punti di pregio del sistema euro è che ha, finalmente, portato attenzione sulla ideologia deficitisto-debitista e sulle sue nefaste conseguenze. Pare che questo ovvia pratica di ecologia economica non abbia inciso nulla (v. l'orribile demagogia di Tsipras e il successo che ha avuto, più roba assurda propini e più ti votano).
  • No al considerare trascurabili i mali profondi del paese. Sono essi che determinano un'economia fragile e speculativa. Sono cause, non conseguenze della crisi economica. I paesi del sud Europa hanno problemi colossali di etica pubblica e quindi di economia e non il viceversa.
  • No all'anglofilia e no all'antigermanesimo di Bagnai. Qui egli vive una sorta di sindrome di Stoccolma e guarda con simpatia al capitalismo anglofono che è stata causa di tutte le crisi economiche globali.
  • No alla demagogia del "povero debitore, cattivo creditore". E' ovvio che è eticamente molto peggio il debitore che il creditore. Senza il primo il secondo non può esistere. Ed è sempre scelta (sempre conseguenza di altre scelte e mancate scelte) del primo decidere di mettersi un cappio al collo e fornirne l'estremità al creditore. Potremmo definire i debitisti come ricettatori di crediti.
  • No all'apologia dell'inflazione e all'analisi storica dei pregi dell'inflazione che non tiene conto del fatto che l'inflazione come effetto della sciagurata crescita non può essere certo ripetuta quando il paese non solo è cresciuto ma è diventato obeso; sostenere che l'obeso da 3 q.li deve aumentare a 4 quando già ora il letto non lo sostiene, cercandogli di fargli aumentare la temperatura da 36.8° a 38° non è particolarmente intelligente. No alla demonizzazione della deflazione (critica che origina dal deficitismo-debitismo che permea, con il crescitismo, l'opera).
  • No alla critica della politica della moderazione salariale che ha reso competitiva l'economia tedesca. Io trovo veramente incredibile come, in un paese cronicamente ammalato della più becera inflazione speculativa allegra e spensierata, si possa arrivare ancora a deprecare il fatto che ... il primo della classe studi e lo faccia con impegno.

  • Sì all'attenzione di Bagnai ai fondamentali dell'economia. L'artificializzazione della vita progredisce con il campatinariazzizazione dell'economia. Siamo nello spazio dei problemi.
  • Sì all'idea di equilibrio nel dare-avere tra i paesi (external compact). Una virata rispetto all'infatuazione di massa sul fatto che puoi comprare pure gli italiani stessi e la suocera dai tedeschi e questo è bene, giusto e - non solo - è un diritto e non ha conseguenze.
  • Sì al controllo della finanza parassitaria e alla sua stretta regolamentazione.
  • Sì alle critiche puntuali sulle stupide asimmetrie nelle regole europee (consentiti  surplus maggiori dei deficit e altre chicche demenziali del genere).
  • Sì alla critica al mercantilismo tedesco: è del tutto ovvio che qualcuno può esportare se qualcuno importa. Non ci vuole un economista alla Schäuble per capirlo.
  • Sì alle critica alla presunzione di OCA. Anche se Bagnai è ideologico, osserva i disastri della presunzione di OCA europea e non spende una parola sulle HoCA (Homogeneous Cultural Area) e sulle OCA intranazionali.
  • Sì all'idea di monete nazionali e di libera fluttuazione dei rispettivi rapporti di cambio. E' un potente meccanismo di riequilibrio. Le monete, comunque, devono essere locali e non nazionali, visto che NON esistono OCA e HoCA nazionali.
  • Eccellente il lavoro divulgativo sulla dinamica dei cicli di Frenkel e sulle colonizzazioni distruttive delle economie "forti" consumiste su quelle "deboli" (locali). Ancora, strano il diverso metro di giudizio sulle induzioni di cicli di Frenkel tedesche rispetto a quelle (globali e non continentali!) statunitensi.
  • Sì alle critiche keynesiane alla liquidità speculativa tendente alla realizzazione di profitti nel brevissimo periodo e la fatto che ciò sia uno dei propellenti di varie bolle speculative. L'autore osserva più volte che la microeconomia (democratica) ha dinamiche di massimizzazione dei profitti sul breve e brevissimo periodo che sono deleterie a non breve termine. 
  • Sì alla critica precisa e pesante all'ennesima moda che gira per la massa delle crape: lo sdilinquirsi per gli investimenti stranieri in Italia. Bagnai ha il pregio di spiegare che questa sia una delle molte cause di sbilancio nel dare-avere. I profitti e gli interessi, ovvero la redditività, finiscno all'estero. Ma pare che questa elementare realtà sfugga ai salameccatori che osannano ogni arrivo di capitale straniero in Italia.

Il tramonto dell'euro
Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa.
Alberto Bagnai
Imprimatur Editore


mercoledì 11 febbraio 2015

Donne con le contro ovaje e donne contro

Le femministe giustamente urlarono furibonde e lottarono contro lo stupro come reato contro la morale (il reato "è di natura sociale e religiosa", ovviamente lo strapazzare la proprietà di un altro maschio danneggiandola non è molto morale, socialmente non va bene).
Ora abbiamo le Boldrini traditrici del femminismo che vanno a sdilinquirsi omaggiando, velate, il tempio maggiore della misogina (moschea). E si inchinano, e si prostrano ad ogni peristalsi islamica, nel loro moralismo, nel loro anelito multiinculturalista, quelle che ce l'hanno su con la Fallaci che si tolse il velo davanti a Khomeini. Ci sono le donne con le contro ovaje e le donne contro.
Ecco, perché questa genia non si trasferisce nel paese che meglio di altri realizza questa roba che esse cercano con veemenza in tutti modi di importare in Italia? (versione estesa qui).

Pronto per il tuo funerale - 3



(Pronto per il tuo funerale - 2)

Qui in alto a sinistra vedo come sarà l'Europa tra qualche anno. Gli europei? Non si vedono, sono là sotto. Mare Lorum è stata una fase molto efficace nel progetto di destabilizzazione e balcanizzazione europea e di inibizione del suo sistema immunitario.
Fortunatamente altri paesi d'Europa sono intervenuti per contenere la follia filomassmigrazionista non so se italiota o cattocomunista. Non che si sia passati a misure efficaci, ma almeno non si lavora più così alacremente e sistematicamente alla Grande Catastrofe, per dirla alla palestinese.
Sento l'odore di uovo marcio delle scoregge ipocrite dei vari scafisti bianchi, accoglientisti_senzaseesenzama_acasatua scandalizzati, orribilizzati e della loro catechesi supercazzolante. Io sono contento. Duecento in meno.  Immagini che dovrebbero essere divulgate in tutti i paesi d'origine. Una volta rifocillati i superstiti, imbarcati su arei per i rispettivi paesi d'origine per un rimpatrio entro quarantotto ore.
Io sono su quel camion e non posso che rallegrarmi del fatto che l'assalto sia stato spostato anche solo di poco, che qualcosa, per quanto piccolo, sia andato storto. Io ancora riesco a rallegrarmi quando so che il mio funerale viene spostato un po' più in là, anche solo di poco.

Ricordavate gli Anania sedicifigli a cui state pagando tutto e di più? La catechizzazione delle masse alla crescita del teratoma e gli sforzi per l'intensificazione della zootecnia umana intensiva non accennano a diminuire. Alacremente essi lavorano per il tuo funerale.

martedì 10 febbraio 2015

I muri del vicino

  • Danno l’impressione di andare al nocciolo del problema e chiamare le cose con il loro nome, come farebbero a casa loro, seduti a tavola davanti a un piatto di macaroni.
    Per esempio:
    Se vedono una merda sul marciapiede la chiamano “merda”.
    Gustavo Olivi, commento.

Ero incappato  via S. in "Abbatto i muri" che avevo inserito nella lista dei diari degni di attenzione.
Un luogo di femminismo che contiene alcuni punti di vista  interessanti e radicali e che può sollevare reazioni forti. I commenti sono sottoposti al vaglio dell'autrice, tale laglasnost.
Da un certo momento in poi laglasnost / Eretika non ha più pubblicato i miei commenti, non escluderei dal momento che ho citato, in una discussione sulla cacca pro-life il commento tagliente di Gustavo Olivi, uno dei migliori commenti che ho trovato in rete di recente, (mi ha fatto spataccare dalle risate, il prosieguo è ancora meglio!).
Un posto di trasparenza, di eresie e di abbattimento muri che ne ha eretti altri?!
Purtroppo, come scrivevo, il radicalismo antagonista, a differenza di quello assertivo, quasi sempre degenera, si inviluppa ad una contrarietà perfino ai propri principi iniziali, si appiattisce ad un conformismo contrario settario che non ammette eresie.

Non leggere ciò che dicono, osserva ciò che fanno.


Studio e desideri volanti

Ieri seconda lezione del secondo ciclo del corso "semi privato" che ho organizzato.
Le ballerine che sono subentrate sono... entusiaste. E anche gli altri due uomini sono contenti. Mi fa piacere. Qualche ritrosia iniziale, in qualche caso rispetto alla proposta un po'... minimale poi la veloce presa di coscienza dei pregi di quel corso... "anomalo".
_ara, la mia ex compagna di studi, mi scrive in questi giorni che è sul punto di lasciare il tango. C'è questa strana combinazione di continuare, da altra insegnante, il corso residuo e di voler abbandonare la milonga. Prima o poi vorrei parlarle. Penso che si tratti o di questioni profonde di altro tipo o di aver raggiunto una soglia, un gradone nell'apprendimento; già una volta le avevo chiesto se aveva voglia di parlare un po' ma aveva declinato.

La mia nuova compagna di studi, _via Weltaugen? Diversa. Troppo presto per un bilancio. Diciamo che il mio fiuto fine mi sta creando dei problemi. Penso che ella abbia problemi di stipsi. Un lato unglamorous del tango. Che mi creava problemi anche ieri.

Studiare è faticoso, a volte frustrante, umiliante, uno dei miei maestri, _ias, mi diceva che si torna principianti ogni volta. Ma non potrei stare senza, ora. E' il migliorare quello, senza non si può.
_zzz mi ha segnalato questo festival a Parenzo. Beh, ora, metti insieme estate, tango, donne, colori, mare e i desideri volano.
Stasera tornerò in milonga. Finalmente. In queste ultime tre settimana ho ballato pochissimo, studiato pure. Un digiuno dovuto all'attacco influenzale respinto con successo, poi dal nevone e  dalla gioia del viverlo. Una pausa che d'altra parte, alimenta la voglia, direi quasi l'avidità. Friggo!


lunedì 9 febbraio 2015

Finita bene - 2

(Finita bene)

_rio, amico scarpinatore, montanaro siciliano, mi ha passato alcune immagini di ieri. Da qui a mercoledì sera, quando tornerò in possesso del mio furbono, anticipo queste. Nella prima, terza e quarta appare pure il camminatore scrivente, con lo zaino rosso.
Insieme con _bio, altro amico alpinista con cui eravamo anche in Val Grande e altrove. Eravamo in tre, non molto loquaci. Con loro mi trovo bene, basta uno sguardo, un abbraccio e ci capiamo. La cosa massacrante del tirare la traccia la facevamo a turno, non c'era neppure stato bisogno di dirlo. E' così, tra alpinisti intelligenti.
Si è creato 'sto nucleo di ... irriducibili. Il fatto che ieri fossimo in pochi (rispetto al gruppo previsto) ci ha permesso cose più impegnative, maggiori libertà e anche estensioni maggiori nella proposta.
Ad esempio, ad un punto i due avanti (mi ero fermato sotto a togliermi del vestiario) hanno imboccato una variante, lungo una mulattiera bassa. Siamo andati a infilarci in un angolo ancora più selvatico di bosco, con grande sorpresa finale (ma questa è nelle mie foto, vedremo se sarò riuscito nell'immortalarla). Insomma un angolo selvaggio nel cuore selvaggio di questo parco.
Su fino al passo, dove arriva la provincia di Prato, con la vecchia minuscola edicola dedicata a San Giuseppe (ultima immagine).







(_rio_oro)

domenica 8 febbraio 2015

Finita bene

Avevo già scattato almeno una ventina di foto quando... per riprendere gli arabeschi di cristallo pazzeschi di un ramo curvo di peccio stracarico di bianco gelo ... avevo messo le mani in tasta e... Ho perso il furbofono, porcagalerasozzaladra!
Mi ricordo ancora il momento in cui, probabilmente l'ho perso. Avevo visto un giovane maschio di cervo procedere con grande fatica e nascondersi in basso, verso il ruscello. Cercato di avvicinarmi ma … il cervo si era dileguato. Messo il furbofono in tasca destra dei calzoni ma... deve essere uscito. Non mi fregava assolutamente nulla del furbofono, imprecavo per le foto perse in una delle giornate di candida bellezza invernale più belle di mai. Al ritorno a casa mi chiama mio fratello: guarda che ha chiamato Tizia Caia, ha trovato il tuo cellulare , questo è il suo numero.
Tutto bene una splendida giornata che finisce bene. Mercoledì sera andrò a recuperare il furbofono e giovedì ci saranno le foto di solo metà di questa giornata di grande bellezza. Racconterò.
Abbiamo camminato per quasi sei ore in neve fonda fino a 100cm, aprendo noi la traccia. Penso che avremo fatto cinque ore nette di step duro no morbidosprofondante, alternandoci in testa. Uno sforzo fisico tosto.
Che goduria però!

sabato 7 febbraio 2015

Piedi di neve

Uno dei mie “sogni” è sempre stato quello di rimanere “isolato” per tre o quattro giorni in un maso/baita, ad esempio in Vorarlberg o in Lapponia. Qualcosa del genere in scala ridotta è avvenuto qui.
Aveva iniziato a nevicare giovedì sera già a Bologna e ha... terminato stamattina.
Qui è mancata l'energia elettrica dalle 3 di venerdì alle 15 passate di oggi e così, più o meno, per l'intera valle.
La neve pesante ha fracassato un sacco di alberi, anche secolari. Putroppo. E per fortuna. Tutto questo è provvidenziale per il bosco, per una selezione che dirada i deboli, fusti longilinei, apparati radicali insufficienti e nei boschi fitti crea spazio per nuove generazioni di piante.
Diciamo che... ho osservato una società in ginocchio. L'artificializzazione progressiva progressista modernista ci ha reso più fragili che mai. Ecco, ho visti una valle intera afflosciarsi senza energia elettrica. Non andava più nulla.
No riscaldamento (ferme i sistemi a gas ma anche le stufe a pellet).
No illuminazione pubblica (non sapete quanto ho goduto!).
Intere frazioni senza acqua.
No bancomat
No supermercati e minimercati (invece le piccole botteghe hanno continuato a funzionare).
No uffici, no banche, no bancomat.
No telefonia cellulare, no dati quindi no web rispetti a dispositivi mobili.
No computer, no web via computer.
No frigoriferi.
No telefoni senza fili (cordless, mentre il mio fisso tradizionale andava alla grande).
No forni elettrici quindi no pane.
No pompe di carburanti.
No motoseghe quando la miscela è finita.
No ascensori.
No basculanti elettriche, no cancelli automatici.
No ...

Mi fa riflettere questo progresso regressivo verso fragilità e mediocrità. Un colosso di fango sempre più grande e dai... piedi di neve.
Io sono stato felice in questi due giorni.
Mi sono goduto il silenzio, l'oscurità e il paesaggio scuro, oscuro, nero da sogno la notte. Il silenzio della neve. Poi il fuoco. Ieri sera ho invitato dei vicini a prenfere un po' di caldo al caminetto. Mi racontavano che ...non resistevano più acasa, la temperatura era già scesa a 18 gradi!! Ascoltavo perplesso, certo che se ti metti un maglione e due calze di lana forze avrai meno freddo, no!?
Poi il bello del riposo, sì dopo la fatica lasciarsi andare sotto il piumone, silenzio e fiocchi bianchi che scendevano e scendevano. Ogni tanto sentivo il fragore secco di schianto, erano gli alberi nel bosco e più su che si spaccavano, anche un ramo della mia Quercia Granda così amata è andato,
E anche il riposo. Ero sceso presto a piedi lungo il sentiero (2a immagine) verso la stazione. Tutto deserto, in stazione non c'era nulla, solo un locomotore spento con dei rami tra il pantografo e la coltre fitta che cadeva e cadeva. Niente lavoro oggi, retrofront e a casa! Poi dall'altro ho visto la strada, con la coda feram, qualche albero caduto o qualcosa intraversatosi. Ho preso pala, sega, roncola, ascia e mi sono mezzo a lavorare: ho spalato, aperto tre passaggi pedonali, poi segato, roncolato, spostato alberi lungo la strada di casa. C'era, più sotto, A-Woman tutta rossa che spalava come 'na fresa con AWKid e un vicino. Mi sono fermato, ho dato una mano e con AWKid abbiamo segato e fatto a pezzi e spostato due alberi caduti sulla strada.
Ecco, mi sono reso conto che... la fatica è stata pesante, oggi non ho fatto granché tutto il giorno. Ecco, ho la condizione fisica di una... fighetta da ufficio.
E' la terza volta che riscrivo questo pezzo perché ogni tanto la corrente va via ancora. Sono rientrato dal cine con gli amici: no spettacolo, il projettore faceva le bizze. Stasera si prevede -8 da queste parti, già brillava il ghiaccio e crocchiava la strada.
A proposito di selezione.
Questo è non solo fragile ma anche un mondo di gente di merda. Un sacco di pigri oziosi lamentosi pretenziosi. Non muovo un dito questi esseri spregevoli per la comunità e il paese che li ospita flacidi e arroganti.
Una coppia di vicini, madre scema e figlio marcantonio viziato, escono da casa verso le 16, non si capisce cosa abbiano fatto fino a quel momento visto che la mancanza di energia elettrica non ha potuto garantire la loro abbondante dosa di stupidame televisivo di cui si farciscono le già piccole menti scadenti. Li vedo, hanno un momento di stizza: “nessuno” ha pulito la strada.
Ehehe, io la mattina avevo aperto il passaggio pedonale ma non certo quello stradale. Voglio vedere questi se faranno qualcosa. E infatti, hanfattouncazz.
Spala due metri per prendere la rincorsa con l'auto e poter “sfondare” la coltre. Poi inizia un tragicomico incraniamento di sgommate, fuorigiri, autoditraverso, nevealtasotto, ruote a girare a vuoto. Ogni tanto scendeva, spalava 560g di neve e poi risaliva per altri minuti di demenza. Ancora una spalata da 600g e via ancora altri minuti di imbecillità pigra.
Se quel pigro coglioncino scemo avesse spalato, in un quarto del tempo se ne sarebbe andato e avrebbe lasciato un po' di varco anche per gli altri. Era incazzato come una biscia pestata, fino a diventare idrofobo. Io me la ridacchiavo, da lontano. Che pigridiota! Dopo quasi mezzora se ne è andato lasciando aperto, cacciando un fazzoletto per terra, non riportando neppure la pala nel posto dove era.
Certo che questa orribile teppaglia pigra, scema e pretenziosa vive anche per una serie di garanzie ed agio dovuti a dirittismo e modernismo.
L'artificializzazione progressiva progressista modernista ci ha reso li ha resi più inetti e scemi che mai.
Un caso in più in cui la mancanza di selezione e la disponibilita' di tecnologia (auto) ed energia (benzina) alle masse mostra tutti i suoi orribili effetti.

Stanotte la temperatura scenderà molto. Che bello!
Sveglia presto domani che si va su in appennino alto (beh come ex "alpino" direi meno basso, ahaha) al confine con la provincia di Prato a ciaspolare.





giovedì 5 febbraio 2015

Finita prima di

Martedì sera non ero affatto in forma. Avevo tentato di chiamarla due volte ma era impegnata in lezioni di piano. Non sarei uscito, come le avevo detto, non stavo bene. Poi passarle un pacco di virus influenzali il giorno prima della sua partenza per una settimana a Parigi non mi sarebbe stato una gran cosa.
Così _tra farà una settimana a Parigi con la sorella che vive là. Era galvanizzata: faremo questo e quello e poi... hanno finito di lavorare per il prossimo album e già hanno le date per un tour, non solo in Italia.
Io ascoltavo.
E tu?
Poco da dire. Non penso che alcune successi in cucina, nel tango, la semplicità nella vita, la soddisfazione di una vita che a volte riesco a rendere semplice e spartana potessero essere di rilievo in quella conversazione. Le avevo già scritto che io sono da anni che lavoro per semplificarmi.
Non riuscivo ad appassionarmi in quella conversazione.
Mi aveva chiesto se avessi avuto voglia di parlare. Non al telefono, lo avrei fatto occhi ad occhi.
La questione era che prima ella era ancora sua, ora sono io ad essermi chetato.
Sì, mi pare che in realtà io mi sono già dimesso da questa storia. Penso proprio così.
Con disapppunto. Un po' l'ego, un po' il fatto che... se avessimo fatto l'amore quella volta sarebbe andato diversamente, avrei forse avuto un propellente un motivo d'anima e corpo affinché non scendesse da regina ad una delle amiche, una potenziale amica squinternata, come diceva Francesco. Come una secchiata d'acqua su un fuoco che si stava avviando.
Infatti le nostre comunicazioni sono, di fatto, cessate.
Mi chiedo se sia io che non riesca più a fare la corte per settimane, per mesi, come facevo in passato oppure che tutto ciò sia sensato, prendere atto, ancora una volta, del gioco degli ego, del fatto che non ho la volontà (o la pervicacia?) di volermi impegnare in certe storie.
Una storia finita prima di...
Prima di cosa?


Febbraio



A fine giornata di lavoro ero piuttosto kaputt, ieri. Pensavo al fatto che il mio sistema immunitario avesse ceduto. Invece... Niente febbre ho appurato una volta arrivato a casa. Stamane molto meglio, avevo già avvisato al lavoro che probabilmente non sarei venuto all'indomani causa influenza.
Da questo punto di vista la mia vita solo un poco spartana certamente non è stata un aggravante.
Invece oggi va molto meglio.
Anche se in città diluviava e, con il poncho impermeabile e il vento e l'acqua di traverso e il sacchetto in mano per la sella e le chiavi dei molteplici lucchetti ancora in mano e il naso che colava di raffreddore bastardo quando è scesa la catena dalla corona anteriore e ho molto imprecato in varie lingue del mondo e anche in turco. Penso che non ci sia espressione più efficace di questa bolognese per indicare quello stato d'animo.
Ho resistito al carico di virus influenzali che mio figlio mi ha portato certamente a casa il fine settimana. Sua madre invece si è ammalata.

Nevicava come dio la mandava stamani, su. Aspetto con trepidazione la ciaspolata di domenica.
Il mio amico scienziato, ieri  in treno, mi diceva che è un periodo "infausto" per molti homo dell'emisfero boreale. La mancanza di luce, alimentazione meno sana di quella non invernale, la permanenza al chiuso in ambienti artificiali per molto tempo e gli effetti di questo che si accumulano per settimane porta a malesseri vari.
Febbraio ha un nome che parla chiaro.
Pensavo alle cose terribili, alle condizioni di vita orribili, di freddi, di polmoniti, di abbruttimento da scorbuto, di decadimento fisico ai quali molti coloni danesi della Groenlandia non sopravvissero e così efficacemente narrati nel capolavoro di Kim Leine.
Qui solo un poco.
Ma io resisto bene, per il momento.
Vitamina S-parta? Funziona?

mercoledì 4 febbraio 2015

Il tramonto dell'euro - 10: external compact

(Il tramonto dell'euro - 9: geoinsania)

Questa penultima pagina va a una delle cose che ho più apprezzato ovvero l'analisi finale dell'autore, che parte da un lavoro del 1957 di James Meade, su come evitare scompensi e patatrac nell'area di libero scambio europea.
Anche in principio di questa sezione del libro Bagnai cede a - come la indico? - alla demagogia? al dirittismo? parlando della questione di libero scambio e del "diritto" all'occupazione.

Obiettivo, quest'ultimo, che oggi suona forse un po' arcaico, abituati come siamo a ministri del Lavoro moderni, per i quali il lavoro non è un diritto.
p. 384

Il lavoro, come ogni risorsa, NON è MAI stato un diritto, non lo è, lo sarà ancora di meno vista la combinazione sinergica di automazione crescente dei lavori e la mefistofelica crescita esponenziale di masse umane (non qualificate). "Non bisogna essere 'grandi economisti' alla Prodi per capirlo" osservava Lorenzo. Questo alternarsi tra osservazioni precise della realtà, terapie sensate e strane assurde teorie demagogico-dirittiste è un filo conduttore di questo libro che mi lascia sempre sconcertato.

Insomma, cosa propone Bagnai riprendendo il lavoro di Meade? Quella cosa straordinariamente sensata che è il pareggio del dare avere economici nei rapporti tra i vari stati dell'area economica europea. Quante volte qui dentro ho osservato che paesi come la Grecia, l'Italia così spaventosamente in deficit di tutto e quindi anche nella bilancia import-export non hanno alcuna possibilità di futuro? Quante volte ho osservato la suicida, nichilista, giuliva, spensierata speculazione inflattiva italiota? E l'import dissennato? Manca solo che Grecia e Italia importino pure greci e italiani al novero delle rispettive dissennatezze "importatorie". Non occorre essere grandi economisti alla Meade o alla Bagnai per capirlo. Questa attenzione ai fondamenti dell'economia è una delle cose che mi è piaciuta di questo libro. Insieme alle osservazioni sulle storture, sul non-sense del mercantilismo (tedesco), sulle asimmetrie idiote nelle leggi comunitarie.

Inoltre il sistema è distorto in senso deflazionistico, cioè si parla sempre e solo di tagli  dei salari per chi è in deficit, e mai di aumenti per chi è in surplus, e questo per un motivo ovvio: il Paese in surplus, per il semplice fatto di essere in surplus, ha messo da parte dei mezzi di pagamento (oro, euro) con cui sovvenire ai propri bisogni. Il Paese in deficit, invece, per il semplice fatto di essere in deficit, è a rischio di esaurimento delle risorse (di oro, di euro) e deve quindi sbrigarsi a recuperare competitività per evitare l'accumulo di debiti insostenibili.
p. 391

Passati 2600 anni da Esopo enonècambiatouncazz. Deficit perenni, debiti sempre più grandi: implementare il proprio suicidio. E chi sono eticamente più responsabili? I debitori, ovvio. Ma se Bagnai osserva l'assurdità delle asimmetrie normative comunitarie non è meno asimmetrico nel condannare solo... i creditori (area crucca).

Come proseguire? Bagnai riprende, a p. 393, tre punti del lavoro di Meade:
  1. Stabilizzazione economica interna volte ad evitare la deflazione nei paesi in surplus e l'inflazione nei paesi in deficit.
  2. Aggiustamenti di cambio in fluttuazione libera e rispettando un principio di simmetria, moneta dei paesi in surplus devono potersi apprezzare, moneta dei paesi in deficit deve potersi deprezzare.
  3. Un meccanismo (fondo monetario) che fornisca valuta ai paesi in deficit per evitare traumi economici.
Due cose sensate e una strampalata. Ma nei condomini che conoscete, i condomini abbienti forniscono valuta a quelli poracci o meno abbienti? Come si può pensare di risolvere i problemi con delle fanfaluche moraliste avulse dalla realtà? In ogni caso le prime due osservazioni sono... al limite dell'ovvio, la prima per il principio di ecologia universale della simmetria, la seconda per il buon senso economico della realtà e per il fatto che strutture complesse sovravincolate sono destinate alla rottura.

Bagnai cita ancora le parole di Meade:

Morale
"Per questa ragione, se non altro, i tassi di cambio fra le valute europee devono restare variabili, se si desidera evitare l'impiego di restrizioni più o meno permamenti delle importazioni come strumento per compensare divergenze crescenti fra i livelli dei prezzi nei vari Paesi."
p. 394

e arriva ad alcune proposte:
  1. Adottare uno standard europeo di salario minimo garantito.
  2. Parametrare i salari alla produttività, in aumento se la produttività è aumentata.
  3. Programmare la spesa pubblica in modo che il deficit pubblico compensi il surplus privato.
Anche qui io sono perplesso: il punto 1 contraddice il noto assioma che... in natura non si mangia gratis, al punto 2 nessuna parola (a proposito di simmetria!) sulla diminuzione dei salari se la produttività cala, al punto 3 rientra dalla finestra il peggior citrocapitalismo al quale io sono filosoficamente ed eticamente ferocemente contrario, ovvero rientra la collettivizzazione dei deficit e le privatizzazioni dei surplus, una delle peggiori malefatte del berlusconismo demagogico e ladresco e dell'assistenzialismo cattocomunista.

Le conclusioni di Bagnai, rimandano al problema della falsa assunzione di un'OCA (ricorsivo, per l''Italia) e del fatto che invece di essere l'obiettivo essa è stata impropriamente assunta come requisito; insomma si è proseguito in verso opposto, lungo quello sbagliato.
Il principio di realtà vuol che sia la flessibilità dei cambi tra monete locali (io vado oltre alle monete nazionali) contenga e prevenga strutturalmente gli sbilanci patologici (compreso quelli a deficit, i debiti cicaleschi così amati nello Stivale, sissignorecheleggi, non solo i surplus crucchi).
Si può pensare in inglesano economichese all'external compact oppure andare oltre, in direzione no global verso un principio di autarchia e di sensata separatezza, di suddivisione netta in componenti robuste e di qualità.