giovedì 29 febbraio 2024

Effic & effic

Durante una lezione (si trattava di un corso che seguivo che era organizzato e tenuto dall'Università Cattolica, a Milano, direi intorno al 2004) mi colpì, per la prima volta, il rimarcare la netta distinzione tra efficienza ed efficacia.

Il mondo economico prima moderno e poi contemporaneo punta quasi esclusivamente sulla efficienza.
Media, rapporti economici, grafici, dirigenti, strumenti, tutto tende a puntare sulla efficienza massima, che asintoticamente tende orizzontalmente inferiormente ad un massimo (io ritengo che non sia un asintoto orizzontale ma una curva che, olre il massimo, cala ma lasciamo perdere, ora, la legge dei rendimenti descrescenti).
A quel tempo, per spiegare la differenza tra i due termini, il professore usò un'immagine molto chiara: se volete capire al volo la differenza, pensate al personale del pronto soccorso oppure ai Vigili del Fuoco che, per essere massimamente efficaci (intervenire con celerità in eventi non programmabili / imprevisti) sono molto inefficienti, passando gran parte del tempo in attività che esulano gli obiettivi  funzionali primari.

L'efficienza, strettamente legata a specializzazione e parcellizzazione dei processi e delle filiere, è solo un criterio secondo cui valutare un sistema.
L'efficienza è un criterio incompatibile con l'efficacia ma anche con altri criteri, in primis quello della resilienza ovvero la capacità di sistemi complessi di mantenere le funzioni primarie in un intervallo accettabile anche in occasioni di accidenti imprevisti.

  • Negli anni 2021 e 2022 in seguito agli anni della pandemia prima e della sindemia dopo dei 2019 e del 2020, era frequente avere la risposta "Spiacenti, ma non disponiamo del prodotto xyz in quanto i fornitori sono in grande ritardo con le consegne".
    Sistemi industriali (molto) efficienti non riuscivano a reggere e a recuperare le mancate produzione di molti mesi.

  • Ieri, un commento di Mr KeyMasher riportava l'attenzione sulla banca dei semi.
    Qui cambiamo contesto e passiamo a quello dell'agricolutra (a prima parte della filiera del cibo): è noto da molto tempo, a chi bazzica la pianura Padana e le (sempre meno) estese coltivazioni di mais, che quegli ibridi ad alta resa sono sterili, ovvero quei chicchi gialli, piantati in terra, quasi mai portano alla germinazione di una nuova pianta di mais.
    Se si spostiamo dal come al perché, si possono pensare a complotti, al catastrofismo, o ad altro.
    Io avevo pensato ad un sistema efficiente che vuole ottimizzare la produzione in quintali per ettaro, rinunciando alla germinabilità (resilienza) e delegando la produzione della semenza a fornitori specializzati di sementi.
    La fragilità del sistema non è solo nella filiera o nella dislocazione e accesso alle sementi, ma anche nella fase produttiva: gli ibridi sono spesso fragili, richiedono molte risorse (concimazione ed acqua), soffrono condiziobni anche solo subottimali (e.g. piovosità ridotta ancor prima della siccità), si allettano in caso di vento, richiedono uso massiccio di veleni per contrastare gli attacchi parassitari, fungini etc. dovuti anche alla propria fragilità.

  • Molte aziende hanno ruoli critici / importanti che sono affidati ad una sola persona.
    Semplicemente è troppo costoso, a breve termine, gestire una ridondanza nel ruolo.
    Questo si sta rivelando una vera e propria spada di Damocle, visto che nei prossimi otto, dieci anni, almeno il 30% di tecnici (fisici, ingegneri, informatici, chimici, etc.) aventi ruoli e importanti e unici, se ne andranno in pensione.
Anche in occasione delle alluvioni del maggio 2023 in Romagna, o quelle successive in Toscana settentrionale, il mio dubbio fu ed è: fu una scelta (visto che questi terreni sono fertili, decido di strappare altri 10m al fiume torrente, costruendo argini [di sabbia !] più alti, perché considero maggiore i benefici in 50 anni di rese agricole (o industriali) elevate rispetto ai danni, per quanto rilevanti, che mi capitano per l'alluvione per la piena cintuantennale) oppure una non-scelta, un seguire il solo criterio della massima utilità a breve termine trascurando ogni altra considerazione?

Nel video a corredo un'altro caso di presunta efficienza: la maggior parte delle persone crede che "i fiumi debbamo essere tenuti puliti in modo che l'acqua vada via velocemente".
Peccato che... sia la soluzione sia semplicemente bagliata, nella grande maggioranza dei contesti reali, visto che questo accelera i picchi di piena a valle e aumenta la capacità erosiva delle correnti, col quadrato della velocità. In qualche centinaia di metri a monte della rottura in sponda destra dell'argine, la aumentata velocità della corrente del fiume Idice letteramente distrusse gran parte degli argini.
Ecco, in questo caso mi chiedo se sia l'efficienza o l'efficacia ad essere incompatibile con la resilienza.

lunedì 26 febbraio 2024

Fragilità

Eravamo saliti al campo di Rosa Canina, per ritirare tre cassette di legna fine preparate in precedenza, controllare i piccoli alberi piantati l'anno scorso, tagliare un po' di ginestra e rovi infestanti. In poco tempo ce la siamo sbrigata. Poi, data la bella giornata, abbiamo deciso di fare qualche passo al sole, del quale abbiamo bisogno.
Ci siamo avviati verso un paio di borghetti, relitti di piccole comunità umane scomparse in pochi decenni, forse non più di quattro (diciamo 1960 - 2000). In pochi lustri dissoltasi la presenza umana di secoli. La cultura del castagno, anche, regredisce: castagni secolari, non più coltivati, seccatisi in piedi, scheletri lignei verso l'alto. Nutrirono generazioni, non sono più curati, se ne vanno (il castagno sta soffrendo le estati sempre più lunghe e secche, oltre che ondate di vari attacchi, dal mal d'inchiostro alla cosiddetta vespa cinese - non è affatto un imenottero).
Osservando le case con le molte finestre, ognuna era stanza, ricca di donne, uomini, bambini, stipati e anche in situazioni che oggi riteniamo promiscue (mi ricordo, la mia infanzia, dalla nonna materna, eravamo così tanti, i nipoti, che nelle allegre riunioni di famiglia, i bambini, i ragazzi, dormivano due per letto, le due teste ai lati opposti dello stesso letto) mi chiedo come diavolo potessero, così numerosi, con così poco!
Riflessione inevitabile: la presenza di così tante persone in territori avari di risorse è stata certezza di miseria più che di povertà, per secoli. L'emigrazione di massa, una vera e propria fuga lo ha testimoniato meglio di mille libri. Ora osservo, da troppi a nulla.
Così, la fugacità dell'essenza, la fragilità umana, non è stata solo il risultato di un esercizio spirituale camminato per un paio di quarti d'ora. Lungo un minuscola viottolo in discesa, Rosa Canina, è scivolata su una pietra bagnata (dalla pioggia della notte precedente) e si è accartocciata, di nuovo: ha appoggiato il braccio sinistro e ... patatrac, frattura a radio e ulna (avambraccio sx). La sua grave osteoporosi, dopo la frattura del femore, le ha imposto una presa di coscienza sulla fragilità. Personale, oltre che quella delle comunità umane montanare. 

La superfetazione a destra ha il tetto sfondato e se ne sta andando. Un castagno vigila il passare del tempo.

Quante finestre, passaggi, usci si affacciano su questa corte, un tempo assai vivace, ora silenziosa.

Stampella

Le stalle erano vicine al resto. Le finestre erano piccole, il vetro non c'era o era troppo costoso.

Sopra a tutto, un castagno secolare. Nutrì coloro che fecero e poi puntellarono.

Sul davanzale della finestra, cresce erba, ormai. Ma non è un buon segno.

Sopra all'uscio ormai sgangherato, una piccola inferriata in ferro battuto.
C'era comunque un anelito alla bellezza, anche in queste povere case.

(unuomoincammino)

venerdì 23 febbraio 2024

Batticuore

Sto per partire. Mi aspettano. Una milonga, il tango. Batticuore.

giovedì 22 febbraio 2024

Eversione (sbloccare la)

Dunque la compagna giudice Roberta Marra ha sbloccato la Ocean Viking.
Notare qui https://ilmanifesto.it/sospeso-il-fermo-della-ocean-viking-primo-colpo-al-decreto-piantedosi proprio i meccanismi da sempre usati dalla magistratura compagnesca per sovrordinarsi agli altri due poteri, annullandoli, de-facto.
Il diritto internazionale (la nave batte bandiera norvegese però la Norvegia non si assume l'onere dovuto di gestione dei trasportati/deportati), la costituzione presa solo per gli articoli che piacciono (la sovranità popolare e difesa dei confini contan un cazzo).
Magistratura eversiva, antipopolare, antidemocratica.

martedì 20 febbraio 2024

Rimozioni

Sono incappato nella ennesima censura, stasera due commenti, sì disadeguanti ma pacati, nei quali sollevavo questioni etiche su delocalizzazione e nimby.
Disprezzo i censori.
Dopo molti anni ho rimosso, qui a lato, un diario dai luoghi che reputo degni di attenzione.

lunedì 19 febbraio 2024

Lassù

Ieri prima camminata, una strada sentiero in crinale, in parte sopra calanchi  una buona ora e mezza. Le gambe vanno bene, ora.

All'orizzonte il cupo strato di inquinamento sulla val Padana, sopra un sole barbaro, ho rimpianto le braghe corte, aridità intorno.

Una stalla anni settanta chiusa e in via di diventare rudere, la copertura in eternit ceduta in molti punti. Suino o bovino, direi, ora nulla di buono viene più, solo prati e seminativo, per venderli, fieno e grani. Ecco, alcune torrette per la caccia al cervo. La fauna selvatica prende lo spazio abbandonato dagli umani: molte le tracce, sulle argille azzurrine, di lupi, caprioli, cervi, cinghiali. Pochi lustri e tutto cambia velocemente.

Lunghi tratti con roverella ritorte e basse, sofferte, ginepri, pini austriaci. Sono terreni alcalini, ostili, addirittura abiotici, a tratti, dove le sabbie offiolitiche emergono.

Camminare, in silenzio, lassù, un po' di brezze termiche nella stasi generale, piacere, gioia.

Dopo molto tempo sono tornato a vedere le guance di Rosa Canina un po' colorite: periodo di salute problematico per lei, la frattura fu epifania di altri problemi.

mercoledì 14 febbraio 2024

Cinque giorni dopo

Sono passati cinque giorni ma lo scrivo solo ora. Rosa Canina è appassionata di canto e... si guarda spesso il festival di San Remo. Così venerdì mi ha invitato e mi sono seduto accanto a lei. Penso che siano almeno trent'anni che non seguivo qualcosa del festival.
Le insofferenze per il kitsch nazional popolare, da caravanspettacolo, televisivo, sono notevolmente diminuite. Come profano ho notato alcune persone che sapevano cantare: cromia, estensione, pathos, capacità di passare tra registri (emotivi) diversi, ampio spettro in estensione (alti e bassi) e in volume. Poche ma esistevano: ora non ricordo i nomi, dovrei cercarli, ma tutto sommato, i nomi non hanno rilevanza.

Una parte rilevante di cantanti di partecipanti invece, incapaci di cantare. Non mi soffermo sui testi ma, supponiamo pure il testo sia valido, lo devi cantare, altrimenti siamo a teatro e diventa un festival di teatro.
In particolare una presenza nutrita di parlatori/sussurratori (t)rapper: non è canto, semplicemente come sciare non è calzare gli scarponi ed essere a divertirsi con dei calimero in rifugio. Mi ricorda la stessa solfa della nomina di alcune inchiavabili in concorsi di bellezza, nomine che derivano da scelte ideologiche e di lavaggio dei cervelli completamente e avulse dal contesto (spesso addirittura incompatibili col contesto).
Mi soffermo su sussurri, parlottii, cantilenie.

Ho notato un'altra cosa incomprensibile: il cambio pressoché continuo dei direttori di orchestra. Proprio così, non cambia l'orchestra e con essa il direttore, cambiava solo il direttore. Non può funzionare!! Esiste un rapporto fiduciario, di fine comunicazione tra un'orchestra ed il suo direttore, che si sviluppa in tempi lunghi, in innumerevoli prove. Come si fa a cambiare direttore ogni qualche minuto, mantenendo gli stessi musicisti?!
La logica non solo non è quella della musica ma è incompatibile con la musica.

Insofferenze diminuite ma non sparite: è l'esagerazione spettacolare (giacche con con colori pagliacceschi, trucchi eccessivi, uomini con la gonna e la blusa plissettata, scenografie da lunapark, capelli cotonati alla 380 trifase) che non mi piace. Oltre alla incapacità di cantare.

Inoltre: venerdì, la sera dei duetti, sono riapparsi alcuni cantanti in voga negli anni settanta e ottanta, orami decisamente anziani. La voce non c'è più e neppure i corpi, i volti, rifatti, conciati come quelli di un tempo. Un colossale tentativo di lotta contro il tempo che non si può non notare impietosamente. Ad un certo punto sarebbe bene ritirarsi a vita privata.

Il passare del tempo vale anche per me, divento meno severo, non so se più distaccato o bonario: a volte penso anche se questo piace a molte persone e le fa stare bene, allora... è bene sia così.


La scenografia (qui una parte di essa) mi ricorda alcune giostre di lunapark, uno stile tropposo, non se discotecaro o americano.

domenica 11 febbraio 2024

Contrasto

Dopo le vicissitudini della prima mattina, sono partito in auto con Rosa Canina verso sua madre, presso la si fermerà per un paio di giorni in visita. In questo febbraio tropicale, è arrivata la pioggia, finalmente. In febbraio, in montagna, una volta c'era la neve, ora invece piove. In crinale due giorni di pioggia. Così, attraversando l'Appennino nella stretta e ritorta strada lungo il torrente, ecco la meraviglia, per me, amante della pioggia. Da ogni valletta laterale, un ricco rio spumeggiante, scendere a precipizio, sul macigno e le sue fratture, verso il torrente.
Che meraviglia, quell'acqua fresca, spumeggiante, viva, zampillante, abbondante! Così raro, ormai.
Un po' strano il contrasto con le latifoglie, ancora nude e ancora senza gemme.
Più sotto, di qui e di là, l'impazzimento con le mimose in piena fioritura e già gemme obese, qualcuna lì sullo sbocciare. Le gelate di marzo e aprile si stanno sfregando le mani.

Pive nel sacco

Stamattina mi sono alzato alle 5:50, preparato le mie carabattole, caricato (molto) il mio zaino e me ne sono sceso in stazione per andare a trovare i miei veci. Stazione vuota e silenziosa, treno soppresso. Ho aperto lo zaino, messo le pive nel sacco e me ne sono tornato a casa (*): programmi andati a ramengo, era l'unica possibilità per arrivare, poter stare con loro qualche ora e tornare a orari decenti.
Devo dire che come metodo scacciapasseggeri, una "efficienza" al 90% (salta un treno su dieci) è... un metodo assai efficace.

mercoledì 7 febbraio 2024

La strada nel bosco

Siamo incappati, Rosa Canina ed io, quasi per caso, in "La strada nel bosco", un canale di una giovane donna che si è trasferita a vivere, col moroso/marito/compagno in una casina isolata, nel bosco, nell'Appennino romagnolo. Anche il suo un diario, anche se principalmente in immagini e suoni.
Abbiamo visto alcuni video di Matilde ed è diventato un piacere, la sera, quando siamo stanchi, assistere a quelle piccole storie, di semplici atti manuali, di vita quotidiana, di attività domestiche arcaiche, come preparare il pane, pulire la cucina economica, migliorare il pollaio, raccogliere i pomidoro maturi e prepararli in conserva, accatastare la legna, spaccarla, raccogliere le patate, a volte anche umili, sempre eleganti.

Matilde è, inoltre, una fine esteta e il semplice fatto che ella ha scelto di utilizzare (oggetti in) materiali naturali unitamente ad una elegante sobrietà degli ambienti, come dei video che ella prepara personalmente, incontra appieno i nostri gusti.
La sera, a volte, dopo cena, davanti al fuoco della nostra cucina economica, ci sediamo, ci rilassiamo, ci ricordiamo le nostre meditazioni fisiche, ci stringiamo le mani e ci godiamo quei suoni, quegli atti (brevi documentari realizzati bene, con cura), quasi una rappresentazione delle nostre abitudini, dei nostri atti, della nostra casa, dei nostri gusti.

martedì 6 febbraio 2024

Piena, bianca

Le energie sono ne sono andate tutte nello sfrantumamento scrotale durato settimane per una caso simile che accadde a Palermo e quindi per l'assassinio "patriarcale" di Giulia Cecchettin.
Ieri sera e stamattina sono andato a controllare il sito di Non una cretina di meno e sul fatto della ragazzina poraccia tredicenne stuprata a Catania da tredici invasori egiziani non una parola, vuoto pneumatico, silenzio completo.
I vaneggiament, invece, sono abbondanti, molta cacca contornata da una ricca cornice dorata di parole barocche, adulterate, fasulle, stridenti.
Fasciopatriarcali anti solo in luna bianca come i maschi etero, italiani, piena come la loro colpa a prescindere. Aanche razziste anti, ovviamente, le compagne.

(victorwalsh)

venerdì 2 febbraio 2024

Due cose

cose

  1. E' tornato Nessuno e questo è evento che mi rallegra, perché è persona idealistica, pura, nobile e guerriera.

  2. Da tempo il diario di Ugo Bardi è chiuso: ma ancor da più tempo esso aveva perso quei connotati che caratterizzarono, inizialmente, Effetto Cassandra, ovvero un certo rigore nell'affrontare la questione dei limiti e di cosa succede con fenomeni su macro scala connotati da quantità in crescita esponenziale in un mondo finito a capacità finite.
    A destra ho collegato Apocalottimismo, animato da Jacopo Simonetta e Igor Giussani, che io conobbi proprio in Effetto Cassandra.