martedì 23 maggio 2017

Campane a distesa

Sabato 15 sono andato a recuperare l'ordine della carne per il GAS e conoscenti/amici. Questa volta è stata fatta la festa ad una porcella bio semibrada. Qualche rinvio, qualche complicazione nella consegna, così, data la splendida giornata, ho deciso di andarla a ritirare io. Un'ora di strada tra colline e montagne in un paesaggio mozzafiato, con la bellezza esplosiva di maggio.
Avete presente la Contea di tolkeniana memoria? Ecco qualcosa del genere, con l'ultimo tratto di stradina bianca con il cuscino di erba verde in mezzo, siepi, prati e campi, casine piccole in pietra cogli scuri verdi sulle piccole finestre, rose rampicanti, pergole, filari di viti, fagiani, caprioli e galline, maggiociondoli, denti di leone, cuculi.
Cerco di aiutare come posso questa coppia giovane in gamba, la loro impresa nella eco-nomia.

_aneri mi diceva che potrebbe dover ridurre i porcelli perché i consumatori (cittadini) si stanno vegetarianizzando e aumentare la produzione di latte e quindi formaggio.
La sera con UnBipede e poi anche sabato questo, con amici, ho preparato cena con la squisita maiala. Coerenti bontà e che felicità!
Le campane hanno suonato a distesa.

lunedì 22 maggio 2017

Blu - 2

(Blu - 1)

Abbiamo deciso di tentare la "temuta" parete nord-est di quel monte. Addirittura due trekkaroli - alpinisti, sabato, hanno rinunciato che non se la sentivano: così siamo rimasti in tre, _zzz, _bio e io. Del resto dobbiamo prepararci per la Val Grande tra un paio di settimane. Ho caricato lo zaino in modo pesante e via, proprio per testare le anche, in modo impegnativo: le anche sono in buona forma oggi, il Ribes Nero pare funzionare bene.
Sono 1010 metri secchi di dislivello senza alcuno stacco. A parte qualche difficoltà nel tratto finale del bosco, a pendenza seria che con la scivolosità del fondo (sabato aveva piovuto e grandinato per un forte temporale) era piuttosto molesto, nessuna difficoltà. Anzi, 2h 10' per 1010m "secchi", compreso il tempo per le foto (non poco, ne ho scattate oltre 110, qui c'è una selezione) ci hanno confermato che siamo abbastanza in forma.
Ogni tanto sorrido per il timori di alcuni sentieri e vie che sono ritenuti molto più difficili di quanto siano: c'è un eccesso di prudenza nei limiti di velocità, alcun veramente assurdi, come 40km/h in svincoli a due corsie con corsia di emergenza e anche sentieri segnalati come EEA che non hanno questo grado di difficoltà. Al lupo al lupo non va bene, neppure in montagna.
Giornata splendida, devo dire. A me piace il freddo e il vento freddo in quota ha contribuito alla poca fatica e alla piacevolezza di un cielo terso. Dopo un'allegra sbaffata in quota, con un pezzo di Salame (con la esse maiuscola) e un buon barbera, ci siamo addormentati come tre ghiri in vetta. Ah, che goduria!



Alla base del versante uno splendido giardino di acque, rocce, muschi, fresco.

Si apre uno squarcio nella copertura arborea, ecco lassù l'obiettivo.

Ultimi 20m nel bosco, vediamo il blu oltre.

Appena usciti dal bosco, verso sud.

Un gruppo di alpinisti ci aveva preceduto.

Rododendro messo malino. Queste arenarie (macigno) sono povere di ferro e ... si vede.

Genziana a foglie corte (Gentiana brachyphylla).
Dicevo che nessun colore, neppure quelli artificiali, neppure questi pixel, riescono a riprodurre anche solo in parte l'intensità di quel blu iridescente.

Ultimi metri prima della vetta.

Blu - 1

Forse queste Genziane (di Koch) col loro blu sotto quello del cielo (si intravede la seconda vetta odierna) riassumono spirito e colori della giornata.
Che giornata!!
Il resto domani. :)
Buonanotte


venerdì 19 maggio 2017

Parte della vita

Che bello aver pene d'amore!
Eh, spapuz?!
Significa che hai una storia che ti appassiona. Arrivano i dolori ma anche le gioie.
No, le pene sono brutte, bruttissime.
Ho il bipede in stato catatonico, ci sono problemi con UnaBipede. Il mio prodotto si è abbottonato, non mi racconta nulla (ritengo sia giusto così, so che si è confidato con _zzzino :).
Gli ho detto che come uomo rispetto e comprendo il suo silenzio.
Anche che ho un piccolo male, come papà, come genitore, nel non poterlo aiutare, l'impotenza è sempre dolorosa. A volte più altre meno. Ma che la filosofia mi aiuta: il pendolo va da una parte poi dall'altra.
Dopo cena si è messo a spippolare, come sempre. Lo prendo in giro e lo chiamo Spipolator ed egli si irrita, s'incazza.
Stare continuamente a rimestare con la (ex?) moros(ett)a non ti fa bene, ti tiene sempre in quelle pastoie. Noi maschi abbiamo bisogno di staccare, di stare nella caverna. C'è una leggenda dei pellerossa...
Ma io non sono come te, non ci sono regole, siamo tutti diversi! ha sbottato.
L'adolescenza porta seco l'irruenza, la hybris che Io cambierò il mondo e quella è roba vecchia che per me non vale.
Ho sorriso: anche questo è parte della vita.

giovedì 18 maggio 2017

Passerella e milonga

Tango? Io non l'ho visto né udito. Anche solo il vestito è incompatibile. Ella rimane bella, italiana, mediterranea, gli occhi gioiscono. Osservavo, poi, la dolce vita della passerella. Una cosa buffa è che noi, noi della ghenga milonghera, questa dolce vita la viviamo settimanalmente come registi, attori, soggettisti, interpreti, spettatori e critici. C'è la bellezza, il culto della bellezza, il piacere di esibirla e di osservarla, di goderla, il nostro teatro estetico.
Certo, in milonga non ci sono le stelle del cinema, ci sono quelle del tango. Ecco, la passerella di un evento come Cannes è uno dei posti che, forse, riesce a superare un poco la concentrazione di bellezza di alcune milonghe.
A differenza di una passerella, la bellezza in milonga è accompagnata da grazia, da arte in corpo, dalla musica che ti porta sulle sue ali, dalle emozione delle letras. Veneri, nel tango che sono anche Apollo, Muse.
Accarezzare l'ego, essere gaudenti di grazia e bellezza. Mi emoziono, anche solo a narrarlo, sale l'onda dentro.
Intanto, in sottofondo, ascolto le milonghe tristi, le milongas camperas, era la musica dei gacho inurbati della metropoli delle buone arie, disillusi dalla vita. E ancora,  le emozioni virano, diventano morbide, crepuscolari, la malinconia mi abbraccia e porta via.

mercoledì 17 maggio 2017

deludenTe

Ieri in milonga ascoltavo un'altra donna delusa: accennava a storie finite male. Poi ha affermato che alcune persone indossano, in milonga, una maschera e nel mondo sono diverse da quanto appaiono abbracciati in un vals o nel chamuyo tra una tanda e l'altra (lessi, già anni fa, che a Montevideo o a Buenos Aires la conversazione in milonga - il chamuyar appunto - fu farcita di palle pazzesche fin dall'inizio: 'sti camalli cercavano in tutti i modi, anche verbali, di ingraziarsi le donne o anche portatrici di vagina, dipende da cosa ebbero in testa).: direi che, passati cento e più anni, poco è cambiato; possiamo ritenere che non è un problema da imputare alla liquidità, anche nell'eros, della società contemporanea.
Il tango è tiranno e sappiamo che fine fanno i tiranni quando cadono in disgrazia del popolo.
Alcune persone lo sovraccaricano di aspettative eccessive. Forse perché permette di rompere il ghiaccio  meglio di altri attaccabottone?
Se si toglie il sovraccarico torna a brillare. Anche io, inizialmente, caddi nell'incantesimo. Ora è da tempo che non carico di alcunché che non sia il piacere artistico di un'uscita in milonga. Ieri anche troppo visto che una tizia "nuova" aveva attaccato bottone mentre mi ero fermato in una tanda di asciugatura (pausa) e dopo un po' di allegra conversazione ho troncato e sono andato via (era tardi, a casa).
Il tango, così,  continua a stregarmi, a entusiasmarmi, senza delusioni in altri ambiti della vita.

Ieri, dopo alcune tande scoppiettanti con alcune brave tanghere, mi sono impegnato anche con una nuova principiate (secondo l'etica milonghera di cercare di far ballare anche le principianti, come fu fatto con me) con tratti somatici spiccatamente indiani/pachistani/bengalesi. Aveva un orribile profumo dolciastro che mi è rimasto appiccicato fino a casa, poi.

lunedì 15 maggio 2017

Non per voi

Apro l'organo dei razzisti sostituzionisti della sinistra al caviale (quelli italici vanno a Capalbio, comune demingrantizzato) e, ora, alle 18:02, non c'è alcuna menzione in prima pagina.
Bisogna cambiare parrocchia: dunque per gli ingombranti dei G7 (quelli che trombonano da mane a sera le fantastiche sorti delle migrazioni di massa) verrà imposto un blocco navale.
Dunque, i vertici, ancora una volta, si esentano dalle "accoglienze".
Prego notare che, come ho sempre affermato, è possibile interrompere l'invasione.
Ciò che non è nei neosoviet mondialisti continuerà ad essere sottoposto alle accoglienze coercitive.
Si può fare ma non per voi.

domenica 14 maggio 2017

Fiabe da morire

Musica come vento in poppa, impetuoso ti porta su creste e sprofondare d'onde, quel parquet velluto nero, sembrava di essere in un campo di maggio per tutti quei colori, non solo i prati ma anche i/le tangher* fioriscono. Quante donne meravigliose ieri. Anche i _rroli e Mora di Rovo, belle da morire.
Alcune si sono complimentate, erano felici che ballassimo bene. Beh, ad essere sinceri, 'sti complimenti non mi fanno né caldo né freddo. E' come se la mia ambizione nel tango fosse del tutto indifferente a questi apprezzamenti. Mah.
Poco prima dell'una è arrivato UnBipede a prendermi. Ridevano, quando lo raccontavo, per questa buffa inversione :- Mio figlio mi verrà a prendere...Era imbronciato, pensieroso, problemi con UnaBIpede, diceva poi in auto.
Interpretare, dirigere, vivere questi film "La dolce vita" dà alla testa. Sì, è come vivere con Anita nella meraviglia barocca dell'Acqua Vergine. 
Così le ami pazzamente per una, due, tre tande e poi arrivederci, fino al prossimo abbraccio.
Le metà del cielo le lasci là, dentro una milonga, fiabe come vino rosso con miele, arancio e cannella, fino a che tornerai a varcare quella porta, a indossare le scarpette, abbracciarle e ad aprire quello spartito.
Il tango tesse e disfa, ti porta, feroce, sulle sue ali suadenti. Esso è il tiranno e noi alla sua Alhambra fiorita.

Il cuculo

Il bipede dorme ancora profondamente. Dalla finestra socchiusa entra il canto di un cuculo assai vicino, forse sulla Quercia Grande qui a fianco o sui grandi pini neri vicini.
Questo angolo di paradiso ha i suoi costi  (anche in termini di rapporti colle donne) ma dà anche felicità.
Ecco ora che ha ripreso il suo canto d'amore.

venerdì 12 maggio 2017

Captain _zzzastic

Yawn! Poi... Poi ci fu un tempo per noi, amici che non ci eravamo trovati da un po' di tempo.
_zzz ha una compagna siciliana passionale, irruenta, ideologicamente e fisicamente, per vari aspetti agli estremi. A letto ne combinano di cotte e di crude, lo conduce a esplorare nuove terre dell'eros. _zzz asseconda questo fortunale che è entrato nella sua vita. Ciò significa anche cambiamento verso il quale ella lo spinge con decisione. E fatica.
A me viene (anche) in mente il problema n° 1 sottolineato da John Gray: le venusiane che vogliono cambiare il proprio marziano.

_zzz, amico mio caro, mi ha detto che mi sto chiudendo e irrigidendo, che non sto con una donna anche perché non voglio cambiare, evolvere. Beh, sì, c'è del vero: è proprio l'idea delle micro negoziazioni che mi allontana dalle donne. Du' palle. Così però non evolvo e quindi involvo. La non vulva che involve....
_zzza, inoltre, per la sua professione nel mondo dello spettacolo e della danza ha carichi minori e in tempi ridotti e diversi (un po' come _mlero), mentre _zzz  è nella morsa del mondo produttivo sempre più stretta. Dunque ella ha tempo ed energie che impiega anche per pensare di cambiare (anche in meglio) _zzz o di progetti insieme nel tempo in cui egli dovrebbe anche ricaricarsi. Non è un problema di genere, succede anche con la moglie (lavora ancora) di _nni, uno dei miei maestri di tango, pensionato (precoce): di tanto in tanto ci sono allontanamenti e qualche scazzo perché egli propone ed ella invece desidera/deve ricaricare le batterie. Per coloro che sono nella morsa, cambiamento, evoluzione e... "vulcanesimo" sono facili.
_zzz è un uomo in gamba che affronta responsabilità pesanti, ha tirato su un figlio con valori, ha un'etica nobile ed ecologica, uno di quelli in gamba di una parte sana sempre più striminzita e caricata di una società ugualista, sadica. vessatoria con onesti, capaci, giusti. Siamo due "polentoni padani" che sgobbano bene e in silenzio, respons-abili. Affascinato da Captain Fantastic (fu egli a segnalarmelo) e, ora, sotto la pressione del "devi evolvere" ogni tanto barcolla.
Allora io gli ho detto che è già in gamba, di essere un po' indulgente con se stesso, se _zzza lo vuole cambiare (troppo) non "ama" lui ma un'idea di lui. Ogni tanto datti una medaglia per tutto quanto fai, qui, in questo mondo frenetico, difficile, senza giocare con esotismi  che sono una fuga, come ricorda un mio istruttore.
Sei in gamba, Captain _zzzastic.
Io pure, amico mio.
Quando troverò una donna che mi sconfinferi, tornerò a evolvere.

mercoledì 10 maggio 2017

Mondo Plastic o

Sono venuto a sapere di persone che hanno impegnato i risparmi per spendere ottocentocinquanta euri per ascoltare la roba del guerrafondaio Obama. Li immagino, coll'aicoso settantunopuntozero, sostenitori dei diritti più tutto per più tutti, fanno i girotondi e passano dal culto del loro tosatore Jobs a quello del loro bombardatore.
Qui, è più evidente che mai la struttura di sfruttamento piramidale ordita e realizzata dai vertici (di fatto dei neo soviet) transnazionali basata sul consenso giulivo di masse di babbeizzati sinistrati e sinistranti.

Il fatto che questo si compia nel contesto della biennale del cibo a Milano (lo stesso dell'organizzare un trattoria sull'anello di sommità del camino di scarico di un torre di raffinazione al petrolchimico di Falconara), la città più artificiale, finta, provinciale, modaiola, inglesana, tecnodevastata e plasticata, non è affatto un caso. Già il cibo innovativo, il tecnocibo...
Sentivo oggi i soliti sproloqui sul diritto (?) al cibo, lo stupirsi scandalizzato sul fatto che in zone (sub)desertiche come il Corno d'Africa ci siano carestie (l'Etiopia è passata da 4 milioni di abitanti del 1900 ai  187.5 previsti per il 2050). Ma come mai  ci sono le carestie brutte cattive?

Il degrado ambientale, culturale, diciamo ecologico nel senso più ampio e migliore, dell'ambiente è il miglior metodo di corruzione dei corpi-anime-menti: questi sono solo alcuni dei risultati.

Parole di plastica, città di plastica, gente di plastica, linguaggio di plastica, vestiti di plastica, menti di plastica, cibo di plastica.

No grazie.


Il destino e il cannoneggiamento

Si vede che... il destino non voleva.
Sono risalito poco fa (erano le dieci e venti) in casa: quando ho girato la chiave ho sentito un gemito, un muggito di vitello debole del motorino  di avviamento, luce affievolita  nel quadro: la batteria è esanime. L'ho messa in ricarica, spero che  possa partire domani e portarla l'auto da un elettrauto/meccanico vicino per poterla sostituire.
In treno, al ritorno, era stata una lotta per non addormentarmi, alle sette e mezzo ero crollato nel letto, svegliato prima delle dieci e poi un travaglio per capire se andare, non andare. Ancora la stanchezza delle otto ore di sonno, tra sabato e lunedì. La seconda lotta, nel letto, poco fa, colla sveglia che martellava, tra il cedere al sonno e l'alzarmi.. Infine, piano, mi ero svegliato, sistemato, messo un goccio di profumo, avevo preso le scarpe per la milonga. Poi la sorpresa finale. Il destino mi ha chiesto di rimanere a casa stasera.

Sabato, dopo l'allegra pizzata (anche troppo, siamo arrivati in milonga meno di mezz'ora prima dell'esibizione) eravamo andati a vedere Murat Erdemsel e Sigrid Van Tilbeurgh, in una milonga che io non amo granché, livello più basso che medio. Però avevo sentito parlare bene di loro. Qui il tango  diventa mondiale, ella svizzera, egli turco che vive negli SUA, ballano  il tango girando per il pianeta. Un tango ricco, evoluto, artistico, direi "cosmopolita" più che rioplatense. Eleganti, musicali, creativi. Però... ecco, ho percepito poco pathos.

Mi hanno riferito che sono bravi nell'insegnamento e simpatici. In effetti li ho visti condividere la pista e ballare, entrambi, con molte altre persone. Haim Burstin, nel suo Il tango ritrovato, giustamente, affermava che se non vedi dei maestri nella pista, puoi iniziare a sospettare. Ho vista lei con molta pazienza, quando nel suo impegno di "umiltà"era stata "manovrata" da un tanghero. Quando balli a livelli così alti deve essere propri uno spaccamento di cabasisi pazzesco essere coinvolti in un dimenamento.Dunque un'altra nota a loro merito. Diciamo che sono stati professionali? alla mano? cordiali? anche in questo.

Infine ancora una nota, questa volta di folklore e politicamente scorretta. Ad un certo punto, era già domenica, saranno state le due, arriva la capa, argentina di una milonga della città. Nelle milonghe c'è non di rado una zona "vip" che, generalmente, è nei pressi della postazione del TJ. Dunque la tipa arriva e si fionda accanto a Murat e Sigrid, alla sinistra di lui, proprio vicino al musicalizador. Ecco, in seguito, ho visto quella donna bombardare con una intensità straordinaria di parole il povero Murat. Una corazzata cannoniera che eruttava parole, discorsi, frasi per minuti, persino rivolta e leggermente inchinata verso di lui. Il poraccio è stato cortese ma dalle espressioni facciali notavo una certa sofferenza. Rischio di diventare misogino, mi fermo qui. Diciamo che per quei due il lavoro, pubbliche relazioni comprese, si è prolungato anche in milonga. Uno dei motivi per cui non farei mai il maestro di tango né vorrei vivere di esso. Ora torno a dormire.


lunedì 8 maggio 2017

Yawn

Anche se abbiamo dormito neppure tre ore nella notte tra sabato e domenica, _zzz, lasciate le altre due donne del gruppetto, ce ne siamo tornati a casa via colli, con tre quarti d'ora di strada.
Raccolto vicino a casa ortiche e strigoli, per un ottimo risotto, e tarassaco per una buona insalata, sposandolo con radicchio rosso, abbiamo acceso il fuoco per "deumidificarci" dalla pioggia di due ore sulle tre camminate, e abbiamo finito il pranzo - merenda alle 16:30.
Proprio 'na goduria.
Il tutto senza crollare. In realtà lo pago adesso, che ho in corso una furibonda lotta coll'abbiocco.
Yawn! Poi...

Tutto freme

Ieri e oggi ha piovuto. Dopo molti mesi ho visto rivoli scorrere in strada e pozzanghere. Quindi il ticchettare vigoroso della pioggia sul tetto. Poi la musica di ruscelli da mesi ridotti a distese di polvere e ciottoli secchi.
E' come se sentissi la fine della sofferenza della flora, sentire la potenza della vita che riparte, dopo essersi abbeverata di chiara, fresca, dolce acqua.
Ero così eccitato che, dopo una notte di tango finita alla cinque, alle sette e quaranta, suonata la sveglia, ero felice di poter camminare in boschi, rocce e sentieri bagnati, mi sono alzato in un batter d'occhio come se  avessi dormito dieci ore.
Ecco, oggi, anche se l'uscita è stata più che dimezzata per la pioggia ormai fattasi insistente, pensavo che ero felice, molto più felice così, di aver camminato per verdi con miliardi di brillanti gocce d'acqua, con  il profumo di fiori che fremono, orchidee, di robinia, di gigli, di timo serpillo, ginestraccio, di margherite e mille altri. Ora tutto freme per la  potenza della prima vita che era disseccata, riarsa, compressa dalla mancanza di acqua.
Se fosse stata una serena giornata di aridità solatia avrei sofferto, invece mi sono ubriacato di mille verdi e di chiara, fresca, dolce acqua.


(unuomoincammino)

sabato 6 maggio 2017

Non ho nessuna voglia di

Non ho nessuna voglia di tornare in città.
Mi aveva mandato un paio di foto di prati prima verdi poi di prati e vette imbiancati. Viene giù [la neve] come noci, mi scriveva.
Dopo un anno e mezzo di lavoro parossistico, con meno di dieci giorni ferie in diciotto mesi e più di sessanta ore di lavoro settimanali, il fratellino è finito... in cassa integrazione. Così ha deciso di passare un paio di settimane nel remoto paesino della mamma, in Trentino. Lunedì tornerà su.
Mi comunicava, spesso, il piacere del silenzio, dell'aria sottile di bosco e vette, di freddo e musica del fuoco scoppiettante nella cucina economica o nella stufa a ole nella stube, di passeggiate in solitaria o di quando cucinava qualche buon piatto per la morosa che lo raggiungeva dalla costipazione lombarda, il fine settimana.
Un po' l'ho invidiato ma ero e sono felice per lui che ha potuto vivere giorni felici.
In quel paesino lontano dal turismo alpino di massa, troviamo gli archetipi, un po' l'illusione del paradiso, ora che la Natura è ancora splendida e severa ma non più feroce, arcigna come un tempo, addolcita da energia e tecnologia.
Ritroviamo il focolare e il profumo del fumo di fuoco di lares e pez (larice e pecci), ricordi di mamme e nonne, matriarche soavi e dure, temprate, al centro, al cuore di famiglie ormai sparse, disperse.
I ritmi disumani ai quali siamo sottoposti, servi del fiscoglebainps di uno stato antidemocratico, diretto da castalie parassitarie mondiali che usano il denaro, il tempo, la vita dei servi contro di loro, catapultando loro addosso il resto del mondo affinché lo scoppio sociale aumenti. Da una parte  hanno conservato il travaglio del vivere, riformulato a livelli meno fisici - non è più la fatica  dei lavori manuali, fisici a incidere, a ferire o spaccare le animecorpi ma la frenesia, la dematerializzazione dei lavori, la tessitura di difficili relazioni, la mancanza di etica e senso -, dall'altra hanno reso ancora più soavi e inebrianti, suadenti come musica d'arpa i ritmi meno frenetici del vivere al cospetto di quei boschi, pascoli, malghe, campanili e chiesine e vette.
Mio fratello, come tutti in famiglia, è laborioso e ha lavorato alla manutenzione di casa antica e bella, di poggioli in legno, di usci tarlati, canne fumarie e spazzacamini, di legna (rimanenze e ritagli fatti arrivare dalla segheria) da impilare nella legnaia.
Per parafrasare Saint Exupery, arrivò un commerciante di tecnologiche pillole lucenti dicendo, al fra' :- Prendine una e poi avrai caldo per sei mesi, risparmiando tempo.
Il mio "piccolo" fratello gli rispose No grazie, mentre la zuppa finisce di cuocere, sul fuoco pigro del forlar, scendo a impilare la legna.
Ma è resinosa, si fa fatica.
La resina è profumata - senti il profumo!? - e, alla fine, mi diverto a farne pallini, strofinando i polpastrelli, e lanciandoli tra i denti di leone del prato qui sotto. Quando sarò stanco andrò a dormire, con un buon sonno.
Non ho nessuna voglia di pillole lucenti.


(fratellodiuuic)

mercoledì 3 maggio 2017

Ciolanka Sbilenka - 3: lassù, quaggiù

(Ciolanka Sbilenka - 2)

Dopo l'ascensione di domenica c'ho l'anca sbilenca: direi che è conciata proprio male. Tentato qualcosa in palestra di cointegro ieri sera ma ho avuto male. Ironia della sorte ieri, l'istruttore aveva impostato proprio un lavoro su anche e calci circolari così me ne sono uscito a due terzi dolorante. Sono tornato a casa senza neppure pensare di andare in milonga; la coxartrite è peggiorata sensibilmente in questi ultimi mesi, ho prenotato, per domani, una visita dal mio medico di famiglia (specializzati in medicina dello sport). Prima o poi dovranno mettermi un pezzo di ricambio, sicuro. Mi è andata bene per una dozzina d'anni, ora temo che la testa del femore si sia ulteriormente, velocemente degradata. Noto, ora, risalendo a ritroso questa microcolonna, che è sempre in primavera che peggiora.
Peccato perché domenica ero felice come una pasqua, lassù  e poi dopo, quaggiù.  _zzz mi chiedeva come sto e gli ho risposto che ero proprio felice.
E se dovessi rinunciare alla danza, all'alpinismo?
Mettiamo qualche foto, va!

Musica dell'acqua, in Appennino, solo in primavera e autunno.

Anche solo un paio di lustri fa, in quei luoghi, in questo periodo, c'erano metri di neve.

Sentierino, sentierino, per piccolo che tu sia...

Destinazione

Due del gruppo di sei...

... un po' indietro che stanno salendo in vetta.



martedì 2 maggio 2017

Naturamare - 5

(Naturamare - 4)

Amo la costa alta e selvaggia. Amo i piccoli borghi antichi, appollaiati su di essa. Così Porto Ercole rimane uno dei posti prediletti, anche per la spiccata influenza, nelle architetture,  degli stilemi spagnoli della seconda metà del Cinquecento, influenze dovute allo Stato dei Presidi. Rocca e piccolo borgo fortificato furono messi a ferro e fuoco, distrutta da una flotta corsara, nel giugno del 1544, gli abitanti (eccetto i 200 che furono deportati come schiavi) uccisi, flotta condotta dal turco Barbaros Hayreddin, italianizzato in Barbarossa. Mamma li turchi! (già, passati cinquecento anni ci siamo dimenticati tutto e tutto tornerà a ripetersi).
Ecco qualche foto della seconda giornata, in giro e in cammino tra cale dell'Argentario volto a mezzogiorno e della visita al borgo antico e alla sua rocca.

L'Isolotto (Elefante) sul fondo nella prima discesa, alla cala dell''Acquadolce.



Interno della Rocca.
Bastioni meridionali e vista sulla Feniglia.

Capperi che faro!

La parte recente di Porto Ercole, dall'angolo orientale dei bastioni.

Fico e valeriana maggiore a cornice di una balaustra: così poveri, spontanei.
Su questa terrazza, una volta, vidi una splendida festa. Dolce vita in grande bellezza.

Seconda della giornata, cala della Piletta.
Anche in questa seconda giornata uno del gruppo ha fatto il bagno.
Non ha resistito ad azzurri, blu, turchesi, zaffiri.