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martedì 11 agosto 2026

Usi e genti - 4 : albres

(Usi e genti - 3)

Con grande stupore, abituato alla presenza diffusa del peccio nelle Alpi centro orientali, qui là (scrivo da casa, ora) gli abeti rossi sono sporadici, se non rari.
Gran parte dei versanti anche in quota media vedono la presenza dei larici: qualche costa in sponda destra (rivolta a nord) vede una buona presenza di abeti bianchi; a quote più  elevate cirmoli - dei meravigliosi cirmoleti, che meraviglia! -  larici e betulle. All'ingresso della valle, nelle zone sedimentarie, calcaree, diffuse pinete (silvestre e anche qualche austriaco/nero).
Abeti rossi pochi.
Penso che... non sia casuale: ho visto che in molti lariceti c'era presenza di bovini al pascolo.
Sapevo dalle vallate tirolesi che per sfruttare in modo ottimale i pochi terreni (rispetto alle numerose bocche ;)) venne adottata la combinazione lariceto - prato: i larici, colla chioma rada, permettono al prato di vegetare bene sotto di essi. Una scelta ottimale che permette di avere a disposizione il miglior legno di conifera con il pascolo e la trasformazione di cellulosa in proteine e grassi.
Nel piccolo museo etnografico (capelli e dintorni, vedi puntata 3) ho visto alcune foto della valle a fine Ottocento inizio Novecento: solo campi, boschi e alberi pochissimi. Faceva quasi impressione quel paesaggio agricolo privo di alberi.
L'abete rosso soffre l'aumento delle temperature e aridità e siccità  (pandemia del bostrico): mi chiedo come possano fare i larici, anche a quote relativamente basse (1100 - 1300 msldm) col caldo porcomerdo che c'era, c'è  e ci sarà . Singolare, per me, questa compresenza di larici con latifoglie, grandi e vigorosi frassini, essenza dei terreni asciutti, aridi.

(a dispetto dell'ordine e cronologico e di selezione, zio gugol ha deciso di  inserire le immagini in ordine inverso)








Le comunita' locali hanno imposto, da qualche tempo, che tutti i tetti debbano essere fatti o ri-fatti in lose: qui a sinistra un dei tetti in tegole residui.


giovedì 29 febbraio 2024

Effic & effic

Durante una lezione (si trattava di un corso che seguivo che era organizzato e tenuto dall'Università Cattolica, a Milano, direi intorno al 2004) mi colpì, per la prima volta, il rimarcare la netta distinzione tra efficienza ed efficacia.

Il mondo economico prima moderno e poi contemporaneo punta quasi esclusivamente sulla efficienza.
Media, rapporti economici, grafici, dirigenti, strumenti, tutto tende a puntare sulla efficienza massima, che asintoticamente tende orizzontalmente inferiormente ad un massimo (io ritengo che non sia un asintoto orizzontale ma una curva che, olre il massimo, cala ma lasciamo perdere, ora, la legge dei rendimenti descrescenti).
A quel tempo, per spiegare la differenza tra i due termini, il professore usò un'immagine molto chiara: se volete capire al volo la differenza, pensate al personale del pronto soccorso oppure ai Vigili del Fuoco che, per essere massimamente efficaci (intervenire con celerità in eventi non programmabili / imprevisti) sono molto inefficienti, passando gran parte del tempo in attività che esulano gli obiettivi  funzionali primari.

L'efficienza, strettamente legata a specializzazione e parcellizzazione dei processi e delle filiere, è solo un criterio secondo cui valutare un sistema.
L'efficienza è un criterio incompatibile con l'efficacia ma anche con altri criteri, in primis quello della resilienza ovvero la capacità di sistemi complessi di mantenere le funzioni primarie in un intervallo accettabile anche in occasioni di accidenti imprevisti.

  • Negli anni 2021 e 2022 in seguito agli anni della pandemia prima e della sindemia dopo dei 2019 e del 2020, era frequente avere la risposta "Spiacenti, ma non disponiamo del prodotto xyz in quanto i fornitori sono in grande ritardo con le consegne".
    Sistemi industriali (molto) efficienti non riuscivano a reggere e a recuperare le mancate produzione di molti mesi.

  • Ieri, un commento di Mr KeyMasher riportava l'attenzione sulla banca dei semi.
    Qui cambiamo contesto e passiamo a quello dell'agricolutra (a prima parte della filiera del cibo): è noto da molto tempo, a chi bazzica la pianura Padana e le (sempre meno) estese coltivazioni di mais, che quegli ibridi ad alta resa sono sterili, ovvero quei chicchi gialli, piantati in terra, quasi mai portano alla germinazione di una nuova pianta di mais.
    Se si spostiamo dal come al perché, si possono pensare a complotti, al catastrofismo, o ad altro.
    Io avevo pensato ad un sistema efficiente che vuole ottimizzare la produzione in quintali per ettaro, rinunciando alla germinabilità (resilienza) e delegando la produzione della semenza a fornitori specializzati di sementi.
    La fragilità del sistema non è solo nella filiera o nella dislocazione e accesso alle sementi, ma anche nella fase produttiva: gli ibridi sono spesso fragili, richiedono molte risorse (concimazione ed acqua), soffrono condiziobni anche solo subottimali (e.g. piovosità ridotta ancor prima della siccità), si allettano in caso di vento, richiedono uso massiccio di veleni per contrastare gli attacchi parassitari, fungini etc. dovuti anche alla propria fragilità.

  • Molte aziende hanno ruoli critici / importanti che sono affidati ad una sola persona.
    Semplicemente è troppo costoso, a breve termine, gestire una ridondanza nel ruolo.
    Questo si sta rivelando una vera e propria spada di Damocle, visto che nei prossimi otto, dieci anni, almeno il 30% di tecnici (fisici, ingegneri, informatici, chimici, etc.) aventi ruoli e importanti e unici, se ne andranno in pensione.
Anche in occasione delle alluvioni del maggio 2023 in Romagna, o quelle successive in Toscana settentrionale, il mio dubbio fu ed è: fu una scelta (visto che questi terreni sono fertili, decido di strappare altri 10m al fiume torrente, costruendo argini [di sabbia !] più alti, perché considero maggiore i benefici in 50 anni di rese agricole (o industriali) elevate rispetto ai danni, per quanto rilevanti, che mi capitano per l'alluvione per la piena cintuantennale) oppure una non-scelta, un seguire il solo criterio della massima utilità a breve termine trascurando ogni altra considerazione?

Nel video a corredo un'altro caso di presunta efficienza: la maggior parte delle persone crede che "i fiumi debbamo essere tenuti puliti in modo che l'acqua vada via velocemente".
Peccato che... sia la soluzione sia semplicemente bagliata, nella grande maggioranza dei contesti reali, visto che questo accelera i picchi di piena a valle e aumenta la capacità erosiva delle correnti, col quadrato della velocità. In qualche centinaia di metri a monte della rottura in sponda destra dell'argine, la aumentata velocità della corrente del fiume Idice letteramente distrusse gran parte degli argini.
Ecco, in questo caso mi chiedo se sia l'efficienza o l'efficacia ad essere incompatibile con la resilienza.

lunedì 24 luglio 2023

Liberismo?

Leggevo le riflessioni vaporesodiane sul "liberismo" : avrei dovuto essere operato a luglio, all'ospedale di montagna intervento rimandato a data da destinarsi, sale operatorie chiuse, interventi al 20% di quanto era prima, liste di attesa esplose.
Non solo non mi meraviglio ma è la semplice logica conseguenza di uno stato colle casse sfasciate da tre teraliardi di euro di debito.
Senza un quattrino in cassa e con debito ormai indicibile, cosa pensate possa succedere se non questo? A casa vostra vengono piastrellista e idraulico a rifarvi il bagno se non avete di che pagarli? No.
Poi ci sarebbe pure la decrescita demografica/anzianità  collettiva in crescita, urbanismo e altri fattori.
La sanità è uno dei settori più complessi e "risorsivori": in uno stato straccione a casse svuotate e rapinate non può certo funzionare (bene).

Ora salto di palo in palo: l'azienda contadina che per un paio di anni era tornata a produrre verdura, qui in Trentino, ha smesso. Alcuni di voi/noi avete/abbiamo deciso di non avere un orto perché sapete quanto cazzo di lavoro e dedizione esso richieda. Quanto costa un'ora di lavoro in Italia? Diciamo cinquanta euri.
Un chilo di patate del vostro campo dovrebbe costare, alla GDO, 4,10€,  un chilo di fagiolini, 9,70€, etc. (*) .
A quei prezzi forse l'azienda locale avrebbe potuto continuare e non restringere all'agriturismo e il loro lavoro sarebbe stato equamente remunerato.
Il liberismo non c'entra: è solo risorse/redditività/equa remunerazione/bilancio costi/incassi in una società signorile di massa nella quale i "diritti" (alla nuova Mercedes, all'operazione al "figlio cane" da 3k euro, e alla vacanza a NYC) hanno abolito dal sessantotto doveri e sostenibilità.

Non siete convinti? Telefonate a piastrellista, chirurgo e ortolano spiegando loro per bene i vostri diritti e tacciateli di essere liberisti.

A proposito: molti di noi andranno in pensione tra qualche anno: in un sistema in cui il 90% dei pensionati ha versato 10 e ritira 100.
Quindi il sistema ha 18 miliardi di deficit ogni anno.
Potrebbe essere altrimenti? No e non lo è.
Buona fortuna a noi e alle nostre pensioni!

venerdì 28 aprile 2023

Deficit deficit deficit - 3: lo scostamentino

(Deficit deficit deficit - 2)

Se pensate che l'ipocrisia e il politicamente corretto con la quale essa viene riverniciata siano prerogative della sinistra... beh, considerando che i sovranisti sono sinistra, ecco... avete ragione!
Dunque il governo è andato sotto per voti mancanti in una votazione inerente lo scostamento di bilancio.
Cazzo è 'sto scostamento di bilancio? Si chiama aumento del deficit, ovvero lo stato spendaccione i bilanci del quale fanno acqua da tutte le parti, che si dissangua per pagare interessi su un debito da sempre volutamente fuori controllo, avrà più perdite, più deficit e più debito, pagherà più interessi avendo un dissesto ancora maggiore. Geniale, eh!?
Se voi sentiste di qualcuno che vuol curare un diabetico aumentando le cucchiaiate di zucchero filato direste ;- "Ma questo è  proprio scemo!".

Appunto.

martedì 30 agosto 2022

Monocolo



Osservo il successo degli SUA nel proprio piano preparato da tempo di spaccare i rapporti economici tra Europa e Russia (Dugin era un sostenitore della Eurussia e, infatti, hanno tentato di farlo fuori, assassinando la figlia, invece) per mantenere in sudditanza la prima e fiaccare la seconda. Uno di questi aspetti è la mancanza di energia e le bieche speculazioni (qui, ad esempio, una delle incredibili distorsioni) che prosperano quando la domanda è superiore all'offerta. Semplicemente, quando la offerta è abbondante, gli speculatori non hanno ALCUN modo di imporre i loro parassitaggi.
In tutto questo esiste un problema strutturale che è il deficit ecologico della sovrappopolata Europa. E' una sorta di paradosso: le regioni economicamente fertili da sempre hanno sviluppato popolazioni enormi, insostenibili che annullano ogni vantaggio e comportano problemi in cascata sempre più grossi. Il caso della Campania Felix e del tumore demografico partenopeo (la Ruhr, la Lombardia, ...) solo uno dei più evidenti.
Dal secolo scorso il problema è stato risolto importando risorse ed esportando i rifiuti, in modo via via più parossistico.
Ora il giochetto è rotto e l'energia manca (specie per quei paesi come Italia e Germania, manifatturieri che da sempre surclassano la bollita statunitense capace solo di prodotti mediocri); gli SUA hanno ottenuto uno degli scopi (ridimensionare pesantemente l'economia europea) che si erano prefissati progreammando la guerra in Ucraina contro la Russia.
Ma... la colpa non è certo solo degli SUA che, giustamente, realizzano le proprie mire egemoniche.
Come col debito, una colpa esclusivamente italiana - non c'è modo più stupido e scemo dell'aumento continuo del debito a botte di aumenti aberranti di deficit annuali gia' spaventosi per appesantire e stringere il cappio intorno al proprio collo - pure la fragilità del ciclopico pachiderma coi piedi di argilla cruda europeo, è in questa politica scema che ha trascurato, da sempre, i limiti e qualsiasi concetto di resilienza minima.
Non mi pare di grande consolazione il fatto che esistano paesi tumori-incubo come Egitto, Sudan, etc. che, per il cibo della sopravvivenza, i cereali, dipendono praticamentre in toto dalle volontà, scoregge, bizze e annate di paesi come l'Ucraina a migliaia e migliaia di km di distanza. Se hai il colera non è una grande soddisfazione consolarsi con chi ha il vaiolo.
Chiudono le aziende ma qui non vedo nessun segno razionale di taglio a demenze complete così tipicamente italiche come tagli radicali della illuninazione pubblica a pieno giorno pure nei vasi dei gerani, la chiusura dei negozi la domenica e dalle 20 alle 7, la riparazione di acquedotti colabrodo che sprecano lil 45% dell'energia elettrica di pompaggio in perdite, treni findus oppure esercizi commerciali findus con ingressi completamente aperti etc. .
L'industria italiana è ai vertici mondiali per efficienza energetica ma dubito che persone che sono così demenzialmente sprecone al di fuori di essa diventino, magicamente, improvvisamente parsimoniose, efficienti, ed oculate entrando negli opifici. Di nuovo, avere il monocolo in un regno di ciechi, non mi pare un granché.

domenica 17 luglio 2022

Blu (col tappo giallo) - 2

(Blu (col tappo giallo))

Siamo ospiti di una locanda dignitosa: nonostante le recensioni "a manica larga" (non capisco questa moda del 10 - cinque pallini su cinque - a tutti) il luogo ha non pochi limiti. Rosa Canina ha delle faticose lotte con colleghi che vogliono dare il massimo dei voti senza distinzioni: problema italico (terronico? cattolico del si è impegnato tanto? il sinistro dieci politico?) della manica larga
Percepisco una forte necessità di denaro (*) che si palesa in molteplici aspetti: dalla colazione povera (prodotti industriali) ad una struttura non finita in molti punti (il tetto è... senza tegole, solo guaina bitumata - nera!! - significa temperature da forno della soletta e quindi della nostra stanza).
Però bisogna avere tempo e trovare il buono nelle persone.
Così quando ho chiesto alla ostessa se aveva consigli su come gestire la tanica (l'ho riannusata, forse gasolio più che cherosene) dicendole che ci sono direi una decina/dozzina di litri di carburante (ai prezzi attuali dire un 20/25€), ella prima ci  ha consigliato i vigili urbani e, dopo un breve ripensamento, ci ha detto: portatela qui, vediamo poi se mio marito la può usare.
Hanno un po' di campagna, stufe, etc. gasolio o cherosene possono essere utili!
Detto... fatto!
Nel frattempo, giù alla caletta qualcuno aveva spostato la tanica dal bagnasciuga qualche dm più in alto, qualche metro più in là, vicino alle rocce.
Ho faticato un po' per portarla su per il sentiero erto, a favore di brezza che voleva dire un caldo porco senza o poca ventilazione e, anche se erano le diciotto, il sole picchiava duro ancora (mi son un po' scottato in acqua, ieri).
Aver rimosso quel problema dalla caletta e averlo reso utile (in un contesto di relativa scarsità) è stata una bella soddisfazione.
L'ostessa pensa che sia roba dei clandestini (invasori) che qui arrivano dalla Algeria.
Questo suo rifuggire dalla cacca del politicamente corretto (insieme col pragmatismo dell'uso di quel carburante), chiamando le cose per il loro nome, è stato una bella serie di punti in più! La necessità aguzza l'ingegno.
Contribuiamo alla prosecuzione di questa attività economica, speriamo che migliori!

(c'è ancora qualche tellina attaccata)

(unuomoincammino)

sabato 21 maggio 2022

Antipolitica delle decisioni assurde - 13: 110%, polistirolo e li pecuri

(Antipolitica delle decisioni assurde - 12: scali ferroviari milanesi, la legge Zampa)

Qui nei pressi c'è un edificio abbandonato da anni (pensavo al solito abuso bloccato a disastro fatto) al quale... stanno applicando la "cura 110%". Lo statalismo demagogico riesce ad essere grandioso negli sprechi di denaro pubblico, non c'è solo il reddito di fancazzanza come chicca!

Sui ponteggi realizzati per questa "cura" si vedono le grosse quantità di polistirolo utilizzato per le coibentazioni. Quando questi manufatti (spesso ciarpame edilizio!) verranno abbattuti o si ammaloreranno, verrannno immesse in ambiente migliaia di tonnellate di polistirolo: quante palline e microparti si ottengono da un chilo di polistirolo?
Ancora una volta la economia verdognola e la scala sono incompatibili con l'ambiente.
I produttori ovini devono smaltire a caro prezzo le lane prodotte dalle loro pecore, una vera batosta per quelle imprese: il potere coibentante della lana è noto da millenni e la capacità di traspirazione pure (gli edifici avvolti nel polistirolo molto spesso hanno problemi di umidità).
Qualcheduno avrà notato questi fatti? O sono il solito disadattato sociale?

Due problemi:

I decisori sono quasi tutti artificializzati urbani sradicati che non hanno alcun rapporto con l'ambiente che non sia l'inquinamento walt-disney nelle sue varie declinazioni: non sanno che esistono gli ovini, non sanno un cazzo, di fatto, sull'ambiente, che non esiste, esiste il supermercato o Amazon da cui si genera magicamente quanto necessario.
Sono quelli che prima il gas è bello e pulito e subito dopo no è brutto e sporcocaccadiavoloputin facciamo arrivare quello di fratturazione ... via nave... dagli SUA (sigh!).

La scala: da una parte il settore zootecnico ovino è in crisi da tempo (importazioni, la pandemia vegana, etc.) e quindi ridimensionato, d'altra parte, ancora e sempre la nefanda pressione demografica sull'ambiente e lo spaventoso deficit ecologico: si usano risorse fossili (il petrolio per fare il polistirolo per... fingere di risparmiare energia e risorse fossili, l'altro giorno treno findus...) perche' non ci si sarebbe trippa, non ci sarebbe lana per tutti.

Anddando a Milano ho visto campi di maggio già spelacchiati per la siccità, a maggio, in... Lombardia!
Anche qui il verde sta già virando al giallo, un orribile sole martellante e temperature da incubo a maggio. Agli allevatori (ovini compresi) arriverà pure la batosta del non avere foraggio.

sabato 15 gennaio 2022

Sano e lontano

  • Chi va piano va sano e va lontano.

Torniamo al nostro piccolo e resistente, indomabile gruppo di acquisto solidale che va piano e lontano.
Ci vedremo domani per una visita ad un piccolo azienda contadina di montagna, la provincia a ponente, di due regaz dal quale,  da anni, acquistiamo la carne "bio-brada": vediamo di cofinanziare l'acquisto di qualche ettaro in più secondo una buona finanza.

Ora c'è questa cosa grave della peste suina arrivata anche in Italia. Brutto brutto.
Chissà come faranno coi loro buoni, liberi e allegri porcelli? Certamente importante sostenerli più che mai.


lunedì 18 ottobre 2021

Le patate

Stavamo lavorando, al sole, su al campo di Rosa Canina (ella stava curando gli alberi da frutto ovvero ciò che resta dopo le varie sbaffate da parte degli ungulati, io segando legna) quando un giovane si è avvicinato:- Devo farvi una proposta... indecente!
Dopo essersi presentato e un breve preambolo ci ha chiesto se (le ha chiesto, visto che la proprietaria è Rosa Canina) se potessimo "affittargli" il piccolo campo per la produzione di patate di montagna. _mgori sta aumentando le sue attività economiche agricole e così è alla ricerca di campi... recintati. Ci ha raccontato della sua infanzia da quelle parti, della fuga dalla costipazione conurbata giù in pianura e il ritorno ai monti, dei suoi progetti. Ascoltavamo curiosi!

Patate perché son terreni vocati, non richiedono irrigazione (comunque, quest'anno, terribilmente siccitoso anche in alto Appennino - anche ottobre con precipitazioni in regione pesantemente sotto media, più nulle che poche - -50% di patate in quei monti causa siccità, appunto).
Insomma, egli ci metterebbe alcuni di punti nei quali la recinzione è malconcia, coltiverebbe 'ste patate bianche (pregiate di montagna) e, alla fine, avremmo pure un po' di nostre ovvero sue patate.
Io dovetti fermare Rosa Canina dai sue mille idee, progetti e fantasticazioni, una delle quali consisteva nel... voler coltivarci lenticchie e  poi, la seconda, nel coltivarci patate: non abbiamo tempo neppure per qualche giretto, ci mancherebbero solo di metterci a coltivare patate e lenticchie!
Col GAS conobbi alcune giovani agricoltori fuggiti dal Veneto, nonostante avessero offerto, in Valsugana, di tagliare i prati (furono istituiti degli obblighi in tal senso, se ricordo bene, tempo fa) a proprietari di francobolli (piccolezza risultante dal frazionamento in passaggi ereditari successivi) senza compenso se non il fieno prodotto, ricevettero dei gran no sul grugno (i giovani allevatori poi acquistarono un podere in Appennino)!
Perché mai rifiutare una collaborazione virtuosa così!? Bisogna sostenere i regaz che cercano di tornare a vivere in montagna!

Dopo qualche ora, Rosa Canina ha dato il suo benestare a _mgori! Avremo pure... qualche patata del nostro del suo campo!

martedì 7 settembre 2021

Destra? No, sinistra!

Io ho qualche dubbio a trasferire il mio voto dalla Lega sempre più pia e moderata sulla questione della guerra migratoria (e altre, v. qui sotto) a FdI.
Quando sento destra  per indicare la sx sovranista capisco che non capiscono.
Non sono statalismi questi



?
L'economia è sempre più centralizzata, burocratizzata, normata alla vessazione, assistita e rimbambita dallo stato. E con essa le masse che, sottoposte da lustri all'agio (il peggio in termini di ingegno, laboriosità, spartanità, resilienza, liberi impresa ed arbitrio, responsabilità) possono solo peggiorare. Il veleno del più deficit per tutti dilaga.

Su molte se non gran parte delle questioni non riuscirete a distinguere, da lessico e obiettivi, un militante di Sinistra Italiana o Potere al Popolo da uno di Forza Nuova o Fratelli d'Italia.

martedì 13 luglio 2021

Sardìnnia: Carbonia, Serbariu - 15

(Sardìnnia: Porto Flavia - 14)

  • "... disponibilità di un appartamento, circa 50mq per gli operai, con luce, acqua corrente, 250mq di orto famigliare, salario del 30% superiore a quello medio di tecnici od operai equivalenti, ..."
    Guida, durante la visita
  • Coloro che io preferisco sono quelli che lavorano, duro, secco, sodo in obbedienza e possibilmente in silenzio.
    B. Mussolini
Dopo la visita mattutina all'ingegneria mineraria, siamo passati ad una visita alla... mineraria vera e propria: a Carbonia, Serbariu, la più grande miniera di carbone, in Italia, per alcuni lustri (si estraevano fino 1.6Mt di carbone, 5.1kt al giorno, 6 giorni lavorativi alla settimana, leggo ora che venne estratto solamente l'1% del giacimento).
Condizioni che oggi definiremmo da inferno dantesco. Non ha senso giudicare da una poltrona quando l'alternativa era la miseria. Ecco, quindi, le condizioni assai allettanti, specie considerando l'epoca: un'abitazione da signori! con acqua e luce corrente e.. spazio (le famiglie numerose vivevano in spazi assai ridotti, all'epoca, senza acqua, senza energia elettrica)!
Se si osservano e le condizioni dell'epoca e le condizioni di altri paesi, ad esempio leggendo storie come questa, emerge che la tanto precotta e scadente quanto ripetitiva retorica antifascista è storicamente rozza, malposta, considerando quanto succedeva, a quel tempo, in altre miniere in stati connotati diversamente ("liberisti", sotto regimi comunisti), una retorica che, volutamente, ignora l'essenza totalitaria industrialistica a cavallo tra XIX e XX secolo.
Con Rosa Canina osservavamo che, la frase di Mussolini, ha piuttosto senso: al lavoro noi siamo di poche parole, cerchiamo di lavorare sodo e bene. Cosa ci sarebbe di sbagliato? Io sarò tonto, non riesco a capirlo. Si può fare un gioco interessante e riformularla con gli opposti: 

Coloro che io preferisco sono quelli che lavorano, mollemente, umidamente, in antagonismo e possibilmente parlando molto.

Ora farei un gioco e, ai molti cretini falsipocriti compagneschi, direi di assumere e pagare, con i propri denari, degli artigiani, ad esempio per i lavori in casa e vorrei contare, personalmente, quanti di essi accetterebbero quelle condizioni e quanti, dei convinti, continuerebbero "gli ho detto di imbiancarmi la sala, mi ha spostato la tramezza!", già, l'obbedienza non va bene, no!?).
A me sembra di vivere via via più in un mondo di dissociati schizofrenici. Qui la visione della questione da un altro punto di vista che, in molti passi, è non so se sconcertante, bislacca, favolistica.
Il cottimo era una condizione di chiarezza e pulizia etica nel contratto tra le due parti.

Comunque, lavoro durissimo e infernale in squadre di quattro (demolitore, asportatore, montatore, smontatore): per un attimo la guida ha mosso una "marra" e dal mucchietto di ghiaietto di carbone sub-bituminoso si è alzata una brutta nuvola di polvere: 8h al giorno, 6 giorni alla settimana, ca. 2700 morti (vado a memoria, così disse la guida) di malattia professionale, famiglia delle pneumo-coniosi. L'inferno dantesco era qui. Molto dello sviluppo d'Italia fu grazie anche ai sacrifici di quelle persone che letteralmente, persero la vita o, se nn la vita, una condizione di vita salubre.

Sala degli argani.
Questi luoghi a dimensioni di ingegneria di potenza hanno dimensioni di una bellezza strepitosa.

Un castello, movimentazione verticale di minatori e carbone estratto.


Mostri meccanici nelle viscere della terra.



Uno strato alto basso tra i 70 e gli 80 cm, destinato ai minatori topi (chiamati letteralmente così).
 Condizioni così dure che il cottimo calava drasticamente; utilizzato anche come lavoro punitivo.

Coloro che io preferisco sono quelli che lavorano, duro, secco, sodo in obbedienza e possibilmente in silenzio.
Facciata dello stabile all'ingresso.

domenica 27 dicembre 2020

Il tempo è denaro

Abbiamo già finito la piccola scorta di legna fatta al campo di Rosa Canina: un po' che, causa pandemia stiamo a casa di più, un po' che cerco di fare stare calda Rosa Canina che, come femmina, non ha la mia resistenza al freddo. Uno dei progetti è quello di allargare la mia piccola casa, vedremo se riusciremo a comprare dal vicino e pure alcuni suoi locali dove... tenere più legna e (più e altro) materiale apistico per Rosa Canna.
Stamattina sono andato dal vicino contadino e abbiamo tagliato qualche quintale di legna che poi mi ha portato a casa col suo vecchio Nissan Patrol, l'ho spaccata e sistemata con UnBipedinone.
Con la motosega abbiamo fatto in un'ora ciò che io ho impiegato in sette od otto ore di lavoro in tre domeniche. La motosega però, consuma otto o dieci volte tanto la legna (10, 12 mm) di quanto non faccia arcaicamente la mia sega a mano (1,5mm) oltre che una discreta quantità di miscela. Insomma, anche qui, i ritmi "animali" di una volta non sono compatibili con i tempi ridotti e l'agio/non-fatica della contemporaneità nella quale, più di sempre, vige il "Il tempo è denaro."
Peraltro io ciccai completamente la stima (qui, appunto) e l'ho ciccata pure oggi ho riempito diciamo un po' meno del 60% dello spazio che avevo a disposizione.
Il fuoco mi affascina, è un caldo bello che mi scalda e conforta anima e spirito, ripaga abbondantemente qualche piccola fatica.

martedì 27 ottobre 2020

Da un fiore d'edera

L'edera ha iniziato la sua fioritura (puzzolente di polline/sperma) e le api sono al lavoro intenso. Nella stagione apistica è considerata l'ultima fioritura di rilievo, doop quella del topinambour (qui sotto, una volta ce n'era una prateria).
Comunque, quest'anno, non faremo neppure mezzo chilo di miele: i melari aggiunti a fine giugno sono rimasti vuoti. Rosa Canina (e io l'ho sostenuta in questa scelta) ha deciso di lasciare tutto il miele prodotto nelle due arnie: le due piccole e giovani famiglie sono cresciute e si sono ben rinforzate numericamente e hanno bisogno di nutrimento per la stagione fredda stagione meno calda. Quando leggevo le novelle di Mario Rigoni Stern, egli raccontava che solo gli apicoltori stupidi, per l'inverno, lasciano poco o nulla miele sostituendolo con zucchero/candito.

Ricordo le vaccate dei vari demagoghi (quelli del "più deficit come cura per il debito", il livello è quello), tra le quali quella dei "più investimenti e più consumi" e sorrido: nei corsi di economia elementare (quelle da secondo anno di varie scuole superiori) uno dei fondamenti è quello della compensazione tra investimenti e consumi: aumenti gli uni gli altri diminuiscono e viceversa.
Ecco, noi facciamo il nostro piccolo investimento sulla salute delle due famiglie e rinunciamo a consumare il miele.

Altrove l'idiozia dilaga (metto lo zoppo con il centometrista e poi impongo l'uguagliansa che arrivino insieme!) orgogliona e tronfia. Cosa aspettarsi, del resto, dagli antagonisti (vedi la bandiera rosso nera degli anarchici antifa nello striscione)!?


martedì 15 settembre 2020

Taglialegna

Anche domenica l'abbiamo passata su nel campo di Rosa Canina, nei monti in Toscana, a tagliar legna, traportarla, sistemarla. E' la seconda, dopo domenica 31 agosto: siamo all'80% delle scorte invernali dell'inverno scorso, ne avremo ancora una volta. 
Certamente tutto in maniera amatoriale ovvero arcaica ovvero con cavalletto, cassette e, in primis, un sega che per quanto buona era a mano (*), più qualche colpo di ascia spacconaogni tanto. Penso che in due giorni di lavoro, in due, avremmo portato a casa, diciamo un tre quintali di ottima legna molto secca già tagliata in formato per la cucina economica e accatastata. Ma sempre tre quintali / sessanta euro di legna si tratta, quindici euro al giorno di lavoro, a testa, 'na miseria!

Riflessioni:

  • Se le persone vivessero col proprio corpo quanto "fatica" c'è nell'energia, qualcuno in più che la risparmierebbe potrebbe esistere. Rimando, inoltre, alle adamantine osservazioni di Paolo Lambardi.

  • Torno ancora torno sulla fissazione psicotico-religiosa dei marxisti e la loro visione solo economicistica, da tubi digerenti, della realtà: esistono persone che non fanno solo ciò che economicamente conveniente, le soddisfazioni di tipo morale possono essere... soverchianti.
    Non parliamo poi della sinistra e cogliona menata fondamentalistica delle uguaglianze, noi saremmo stati uguali a coloro che se ne sono andati in giro a spassarsela, magari dissipando del reddito, facendo danni, non saldando i loro debiti e chicche del genere. Uguaglianze un bel caxxo!

  • Il nostro lavoro non è nemmeno paragonabile, per attrezzatura e risultati a quello dei taglialegna professionisti; una cosa però è certa: per aumentare gli incassi questi seguono una via più moderna/tecnologica/energivora e riescono, probabilmente, ad aumentare di  n volte la legna prodotta e quindi il loro reddito orari. Insomma, il ritornello è sempre quello noto e infausto: per avere una redditività maggiore bisogna aumentare la predazione delle risorse naturali.

domenica 21 giugno 2020

Prezzacci in giro!?

  • Ho notato certi prezzi in giro
    Fracatz, commento
In Italia da sempre abbiamo la tendenza ad aumenti speculativi dei prezzi del tutto ingiustificati. : nessuna aumento della qualità o della quantità e il prezzo, improvvisamente, aumenta (per gli arrotondamenti, per la zia che si sposa, perché è scomodo gestire il resto, invece di 1,10€ facciamo 1,50, etc.).
Avete presente cosa è successo col passaggio lira → euro!? Prezzi di fatto raddoppiati, in poche settimane, specie in quei settori (intrattenimento, professionisti, ristorazione, servizi...) non direttamente/immediatamente esposti a concorrenza internazionale.
Risultato: arricchimenti di pochi, massacro del potere di acquisto generale, gravi deficit nella bilancia import/export.
Per qualche anno smisi di andare in pizzeria, non intendevo farmi tosare con prezzi raddoppiati senza alcuna giustificazione né essere complice del giochetto (ad esempio, qui, io non misi più piede, per me sono morti, l'economia etica richiede una partecipazione attiva dei consumatori!). Il giochetto scemo veniva risolto dal mercato (meno scemo) con le svalutazioni, di fatto del tutto fisiologiche, della liretta. I tuoi prezzi sono aumentati del 50% senza aumenti di qualità e/o quantità!? Io riduco il valore della tua divisa ai 2/3.
Una delle poche cose utili dell'euro è che esso richiede disciplina e maturità, altrimenti sei fottuto.
Infatti noi siamo abbastanza fottuti, deficit orribili che si accumulano in un debito che per esprimerlo ci vogliono i prefissi della fisica, demagogia "più tutto per tutti", strade colabrodo, manutenzione assente e ponti che vengono giù, primo mercato per la Mercedes in Europa. Una delle cose negative dell'euro è che esso ha garantito credito a tassi stabili causando inflazione e, peggio, il tumore edilizio che ha massacrato la nazione negli anni 2002 - 2009. Insomma, siamo abbastanza fottuti. E ci siamo fottuti tutti da soli!
A me, sempre più conservatore, anzi, reazionario, fanno ridere i sovranisti de' sinistra che vogliono creare dal nulla in forme di banconote di mille mila lirette cadauna beni, conoscenza, servizi, materie prime, alimenti, tecnologia. Certo che questo avrebbe il lato positivo di rendere molto cari beni e servizi importati.
Qual è l'amara medicina per la guarigione? il pareggio di bilancio l'utile di bilancio!

Certi prezzi in giro!? Si aggiunge la speranza/volontà di recuperare reddito perso che, in parte, posso anche capire. Capisco meno quando viene da alcuni che cambiano la Maserati (almeno lavorino i nostri ingegneri ed operai) ogni due anni, capisco zero anzi mi irritano se si tratta di Mercedes, Porsche, BMW.
Per me possono chiudere.
Ritorna la fregnaccia tossica dell'inflazione!?


sabato 11 aprile 2020

Sinistre prospettive


La cagnara dei pseudo sovranisti de noantri che strepitano per più deficit e più debito a... spese di olandesi, di magnacrauti etc. è una gazzarra indegna, un orrore! (*)
Fare i sovranisti con i bilanci degli altri...

Chi ha lavorato per realizzare il debito indicibile? Prima la coalizione cattocomunista DC - PC poi FI - PD in decenni di finta opposizione e di reale sfascio delle casse pubbliche per baracconi orribili di parassitaggio industriale organizzato come IRI, Cassa del Mezzogiorno, etc. voragini senza fondo nelle quali più denari furono gettati e peggio le cose andarono (**, ***). Poi dai biancorossi siamo passati alle castalie autoreferenziali della sinistra fucsia a imporre l'euro senza alcuna legittimazione democratica, le stesse alla Renzi&Bonino dello "sbarchiamoli tutti qui", un atto politico criminale di induzione del ciclo di Minsky - Frenkel.
Sinistra biancorossa, quella sovranista, quella fucsia e pure quella quella arcobalenga, no-border, razzista anti: questa ha ripreso con la sua guerra migratoria contro europei e italiani a base di deportazioni di massa di clandestini supportata, apologizzata e implementata in ogni modo (illecito e illegale) possibile.
Questo è molto peggio: i bilanci, con sacrifici, si sistemano, estirpare il cancro invadente e prolifico e le castalie di fanatici invasati progressisti che lo organizzano e lo realizzano, non si può in maniera civile. Solo un paese/una parte in necrosi morale e spirituale può pensare che in una pandemia, con gli autoctoni reclusi i porti debbano essere (ri)aperti.
Il fatto che il debitismo, in questo quadro, sia la cosa meno peggio, rende conto della gravità della situazione.
La sinistra organizzazione no-border, razzista anti, l'attuazione ideologica, politica distruttiva, la penetrazione migratoria violente sempre più evidenti.

sabato 28 marzo 2020

Abolizioni

  • Strafottenti ed ingrati sognatori, quelli che pensano che stampando tonnellate di lirette si possano risolvere le esigenze che scaturiscono dalle menti del nostro caro amato generoso variegato immaginifico bobbolo.
    o - fracatz
Osservo, attonito, la strepitante apologia del più debito per tutti, da parte del politicame vario.
La sinistra (pseudo) sovranista che pretende di fare più debito con la valuta e il bilancio condominiale (se hai le palle esci e torni a stampare le tue lirette del cazzo, voglio vedere come compri sul mercato internazionale, con della carta, i semilavorati per l'industria farmaceutica). Del resto una parte notevole dei loro elettori appena hanno due euri acquistano anche la zia, purché meidingermani.
La sinistra liberal, è responsabile delle nefandezze internazionali, dall'euro, alla Bonino e Renzi che vanno, autoreferenzialmente, a dire in Europa che si piglieranno tutti gli stranieri che vogliono importare a milioni, da sempre fanatici di ugualismi al peggio, autorazzisti fondamentalisti, di assistenzialismi, dirittismi solo a favore del peggio del paese (del resto, cosa si può pretendere da soviet, da castalie parassitarie? che non vessino la parte meritevole sulla quale pesa tutto il resto?) e, non avendone abbastanza, di peggio, pensano di importare milioni di risorse balorde dall'estero.
Hanno devastato, con la coglionesca approvazione popolare, le casse pubbliche per mantenere tenori di vita cicaleschi ed estenderlo a tuttoilmondo siamotuttidellarazzaumana e altre orribili sparate per cretini e utili idioti.

Quando sei già con la cacca fino al collo, arriva il virus incoronato. In questo momento dovresti avere risparmi, autorevolezza e invece ti ritrovi debiti per teraliardi in crescita senza fine, poca credibilità.
Del resto, chissà quante persone, si sono accorto che creando ricchezza dal nulla, liquidità dal nulla, NON si riescono a recuperare beni, prodotti, materie essenziali in questa crisi, vuoi perché requisiti dai vari stati nazionali, vuoi perché mancanti. Risorse, bene, energia, prodotti, competenze, non si stampano né si creano per decreto.

Abolire il pareggio di bilancio. Pareggio di bilancio!? Di cosa si tratta? cosa significa!? Come si può abolire l'inesistente!?
Da questi mediocri mi aspetterei, prima, che abolissero l'euro, nella loro prospettiva, ma Bagnai è stato fagocitato, inglobato, neutralizzato dal blob pseudosovranista. Ma come farebbero poi, ad acquistare, con le loro lirette, i Cayenne, il rame, le S500, il petrolio, gli X6, lo Hummer!? Aboliamo il pareggio.
Ora alle sinistre idiozie politicamente corrette arcobaleghe si aggiungono quelle demagogicamente corrette sovraniste.
Già (manineicapelli).

mercoledì 6 novembre 2019

Taranto, ecoservizi sistemici, problemi, soluzioni

Mi sono giunti clangori relativi alla questione delle acciaierie di Taranto.  Una bella pagina di ecofilosofia sistemica di Jacopo Simonetta, Il Prezzo per la Vita è la Morte. Come Mantenere i Servizi Ecosistemici, ieri, mi ha destato alcuni demoni che da tempo dormono lì sotto.

Fatto 1
La quasi totalità delle persone NON vorrebbe NON vuole vivere come nel neolitico e una quantità staordinaria di oggetti e processi, servizi per il vivere sono fatti anche di acciaio o sono prodotti direttamente o indirettamente con oggetti, macchine, strumentazioni, in acciaio.

Fatto 2
Nessuno di noi vorrebbe avere vicino una filiale del mondo infernale (un buon articolo di partenza per avere un'idea dell'inferno e delle soluzioni all'inferno è questo) nei pressi di casa e vedere decine e centinaia di persone, i propri cari, crepare giovani o precocemente per varie patologie.

Le società complesse vivono, ancora una volta, il conflitto tra ciò che esse richiedono all'ambiente, che impongono all'ambiente e ricevono indietro dall'ambiente e la qualità di vita, le pretese aspettative di vita, di qualità di vita che il tenore di vita di tali società induce nelle persone.
Ancora una volta io martello una prima (co)soluzione razionale a questo apparente paradosso ovvero un pianeta e un'Italia abitati da un sesto, da un settimo, da un ottavo della popolazione attuale, nel quale ci sia spazio per ciò che Simonetta indica come servizi ecosistemici che siano in grado di attutire, smaltire, biodegradare i rifiuti del metabolismo antropico e di ritrasformarli in risorse.
Un'altra cosoluzione consiste(rebbe) in processi siderurgici meno rozzi, meno inquinanti e.g. processi come il Finex della (Siemens - POSCO), il Corex (Siemens) o Meros (Siemens).
Due effetti collaterali all'abbattimento drastico degli inquinanti di questi processi sono la riduzione del consumo energetico e la riduzione del personale impiegato nel processo.
Dunque anche la tecnologia può essere affiancata alla decrescita demografica per trovare una soluzione.
Metà della pianura padana dovrebbe essere bosco, contenere un decimo della popolazione attuale. IN quel di Taranto dovrebbero esserci 30km di boschi tra l'acciaieria a basso impatto, basso consumo, bassa (o minor) intensità lavorativa e le abitazioni di operai, chimici, ingegneri, etc. che lavorano in essa (prego confrontare l'immagine a corredo). La decrescita (meno è meglio) è ancora una volta palese, un processo di diminuzione delle quantità fisiche, anche di progresso tecnologico e di aumento della qualità.

I grandi problemi, i disastri sono sempre il risultato di molteplici errori e possono essere risolti solo lavorando su molteplici fronti.

domenica 14 luglio 2019

Leucos - 2: il dolore degli ulivi

(Leucos - 1: alba)

Giungendo con la statale 16 e poi oltre avevamo visto chilometri e chilometri di campi morti di ulivi disseccati. Secoli di olive, di olio, di fatiche, secoli annientati. Questa pianta che è sacra per noi popoli del Mediterraneo, annichilita, disseccata a migliaia e migliaia.
Mi sono letto attentamente un po' di letteratura, sia sulla Xilella Fastidiosa, questo batterio gramnegativo che sul COmplesso del DIsseccamento Rapido dell'Olivo (CoDiRO).
Questo è un altro aspetto mortale della globalizzazione: le ricerche hanno appurato che sia stato un vivaio della zona di Gallipoli a introdurre il batterio, probabilmente con l'importazione di piante di oleandro dal Costa Rica.
Una terra che non naviga nell'oro ha questa fonte di reddito, l'olivo, con i suoi frutti e l'olio, azzerata.
Mi fa molto male tutto questo. Il senso di impotenza (in termini di tempi umani, un uliveto nuovo, con varietà resistenti, può impiegare venticinque anni ad arrivare a produzione) acuisce il dolore, come sempre fa l'impotenza.
L'ostilità italica a rimedi radicali/drastici ("il medico pietoso fa la piaga puzzolente!") ha aiutato la diffusione della fitopandemia.

Nell'immagine a corredo, alcuni ulivi secolari in fase avanzata di disseccamento, ripresi ieri dal treno, nel tratto tra Presicce / Acquarica e Ugentu / Taurisano, lato jonico del Salento.




martedì 25 giugno 2019

Gli stadi


  • Il vecchio verrà buttato giù e al suo posto ci saranno nuove costruzioni.
Dunque vogliono demolire San Siro e ricostruirlo da altre parti / un po' spostato. Questo non è affatto il primo caso di follia: anche Roma vuole un altro stadio della pedata. Il pessimo primo esempio fu a Torino.
Un paese che affoga nei debiti, che non ha i denari per ponti sul Po o per la manutenzione di (stavo scrivendo acquedotti, poi mi sono venuti in mente i treni, poi le strade, quindi gli ospedali con le formiche sui pazienti, ...) che non ha denari per la manutenzione di niente, che dissipa milioni e milioni se non miliardi di euro per questa droga nazionale che è la pedata, per spostare gli stadi o farne in molteplice copia.
Anche a Bologna c'era / ci sarebbe il progetto di fare un nuovo stadio in un angolo della provincia a decine di km dalla città e, ovviamente, senza alcun collegamento pubblico, tanto sono anche autossicodipendenti.
La questione è che queste operazioni a devastazione delle finanze pubbliche sono quasi sempre squallide e colossali speculazioni edilizie. Alla fine c'è sotto il solito capitalismo citronesco o statalismo citronesco (sono duali) utili privati e danni pubblici, non solo la crosta del tumore edilizio che si espande e un ulteriore dissesto delle casse pubbliche. C'è il modello dissipativo per coglioni che si perpetua.
Per uno sport che non ha più alcun legame con il territorio.
Del resto è dai Romani che devi dare il circo oltre al pane.
Cambiato 'n cazzo.