Nelle ultime settimane, in queste sere a casa, Rosa Canina ed io abbiamo visto tre pellicole ovvero, nell'ordine,
Wild,
Le favolacce e
La grande bellezza.
Wild è la storia di una di questi nuovi poveri bianchi degli Stati Uniti (v.
osservazioni di Uriel Fanelli) e della sua redenzione nello sfidare l'asprezza della natura.
Questo lavoro cinematografico porta una nuova tessere al mosaico che ho in testa da qualche tempo: gli SUA sono messi male, un insieme caotico di monadi solitarie, sradicate, alienate e il tutto non salta in aria solo perché l'impero drena e parassita risorse a tutto il pianeta, in quella società dello spreco, in qualche modo, i "messi male" riescono ancora a tirare a campare. Ogni mese che passa mi rendo conto dell'orrore di quel tipo di paradigma sociale e, orrore nell'orrore, del fatto che essa e le sue escrescenze olezzanti siano proposte come non-plus-ultra di progresso da parte dei sinistranti. Bisogna essere ammalati per porre questa cacca come obiettivo.
La seconda storia, "Le favolacce" è assai cupa e, quella sera ci lasciò scossi. Una mia prima reazione fu quella di pensare ad un sensazionalismo del male a scopi di botteghino. In realtà la cronaca nera non è cereto avara di episodi nei quali l'assenza di un futuro, la liquidità e i problemi di coloro (i genitori) che dovrebbero essere solidi e sicurezze, esempi, per i bambini, ha esiti drammatici proprio su coloro che saranno o che avrebbero dovuto essere. L'opulenza delle nostre società ha solo modificato il male, la sua forma, non la sua essenza.
"La grande bellezza": erano anni che avrei voluto vedere il lavoro di Sorrentino. Mi ricordo che ci furono molte polemiche. Per qualche tempo, durante l'università, frequentai gli ambienti "del vortice mondano" in un paio di città lombarde. Così ho riassistito a situazioni che mi erano note. Per i miei gusti alcune occasioni, nel lavoro realistico di Sorrentino, le ho trovate pacchiane più che belle.
Il cinismo di Sorrentino mi è piaciuto. Non mi ricordo chi diceva che sotto un cinico (l'interprete, Jep Gambardella) c'è sempre un idealista convinto, una persona che smantella le superfetazioni ipocrite per andare al nucleo delle cose.
Ormai ho proprio così poco tempo per questo diario. Che recensioni stitiche!
Ho visto che il contatore ha superato il milione (1.001.177) , circa trecento letture a pagina. Mi dispiace non poter far qualcosa di meglio.