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lunedì 5 gennaio 2026

Podere Riosecco, Babbo morto

 Sono molti mesi che Rosa Canina ha passato la vetta che caratterizza la vita biologica di una femmina, di una donna e, scendendo, si è incamminata in ciò che è la menopausa. Questo ha comportato l'annientamento della sua sessualità, del nostro eros. Riusciamo a scherzarci, ridiamo molto quando parliamo dei nostri Podere Rio Secco e Babbo Morto. La nostra ironia, tuttavia, distrae, alleggerisce ma non cambia di una virgola la realtà.
Anche io non sono più un testosteronico assatanato né un giovane, affascinante seduttore.
Da non molto a zero è dura. Il volersi così bene è raro. Questo è il nostro incenso, la nostra mirra. Stasera, Rosa Canina ha appoggiato una mano sulla mia coscia sinistra, mentre guidavo, poi a preso la mia destra nelle sue mani. Amo quando abbiamo questi teneri toccarci. Mi basta questo per essere felice.

Una volta scrivevo che la differenza tra una coppia di amanti ed altre coppie è proprio la dimensione erotica.
Ieri ero in una piccola milonga, molto colorata, assai animata, affollata e con molti giovani tangheri. La prima volta che andavo lì, nonostante i ripetuti inviti di Tecla.
Ho ballato prevalentemente con giovani donne. Il tango è così, per noi uomini è oggettivamente complicato, difficile. Alcuni di noi, i pochi che non lasciano, un po' alla volta migliorano. Così alcune giovani tanghere riescono a divertirsi con... uomini che hanno alcuni lustri in più.
Ecco, una volta che gli occhi si sono incrociati, che c'è stato il cenno ed il sorriso di assenso, inizia la sfida a due. Durata? Una tanda, una dozzina di minuti nei quali bisogna capirsi, avvicinarsi e tentare di combinare un'opera estetica inutile. Molto spesso accade. Cosa? Accade che l'abbraccio del tango e l'impresa insieme porta a questa pazzesca, subitanea intimità. Guancia su guancia, cuore contro cuore, le sue tette sul mio busto, i suoi occhi nei miei.
In questi anni ho sempre ignorato l'aspetto erotico del tango. Per me c'erano solo tentativi di arte in due. Ora sento quei corpi di (belle) giovani donne e, ... dal fondo, arrivano i suoni di risacche, cupi di eros che in fondo al granito, a montagne di roccia, tira dei colpi, sobbalzi tellurici lontani. Non c'è il nostro organico eros vivente col suo rumore di base a oscurare, a coprire altro. Non c'è più.
Io comprendo, ora, come certi uomini possano impazzire per donne giovani, venti, trent'anni più giovani.

Ecco che il tango diventa, ora, un esercizio spirituale nel momento che osservi, ego e scherzi, pulsioni e differenze anagrafiche, queste tenzoni. Basta allontanarsi un po', solo un po' e noti che non è che un altro scherzo dell'ego, uno scherzo intrigante, inebriante. Uno scherzo.
Perché per mille mila motivi è bene e giusto che una giovane donna stia con un giovane uomo e non con uno con venti o trent'anni di più.
Io sono sempre molto "pulito", seguo la tecnica, non strofino, non premo, non tocco. Nelle mie braccia ho una danzatrice. Sento le sue mani, il suo cuore. Sì, è una femmina. Ma è SBAGLIATO. C'è  una giovane donna che danza, che balla con me. Fa sorridere, ma io mi impegno a ballare con loro come se fosse mia figlia. Mi devo impegnare un po', perché non sono mie figlie.
Lisa, Ilaria, Agnese, Beatrice, , ... ecco, la nostra tanda, il nostro amore dodici minuti, è finito. In ciascuna di trovo qualcosa di speciale e le ringrazio, sinceramente, per le loro peculiarità. Esse percepiscono che non ho altri fini, io sento che si rallegrano.

E' un esercizio di osservazione del passare del tempo, di questo cammino che ha un numero di passi finito, un po' di meno, ora.
Balli tango con giovani donne e per comprendere, per renderti conto di invecchiare.
Rosa Canina, anima mia, ti voglio bene ed è giusto così, volersi bene, anche se non c'è più la passione. Perché quel tempo è passato, è passata quella parte della vita. Ci sono milion mila ragioni per essere, così, come è giusto e sano che sia. Andiamo avanti, amore mio, in questo nostro cammino.

martedì 14 ottobre 2025

Poeti del corpo

 Sono passati quasi due anni. E così, amore , mio, un po' con te, un po' lontano da te. Sono passati anni e non riesco più ad averti, onorarti nei giorni della settimana: altro da fare nella vita e forza ed energia non sono quelli di prima, potevo dormire poche ore e andare nella vita, a faticare e lottare, prima.
L'anca nuova mi ha riportato con te, come per una donna aMAtA, ora è un po' più fine, sottile, intesa e felicità al posto di irruenza e gioia.

Sono tornato alle mie maratone ed eventi , più o meno lontani e così vicini, ancora con piccoli impulsi adrenalinici quando il pensiero torna, per qualche attimo, a ciascuno di essi. 800 tango party, Supersonic Tango, Teodora, Marathonguera, Eroica, le lunghe alla mia amata Milonga Sì, .... Maratone ed encuentro sono armi a doppio taglio. Il livello è (un po' più) alto e le milonghe vicine, quelle delle fini di settimana, sono più modeste. Non ho più voglia di andare a serate così così.

Ve lo dico, quando t'incontro, anima danzante, donna con la grazia, quegli amori dodici minuti, tu ed io in cima al mondo, al centro dell'universo. Siete poetesse del corpo, non con gli endecasillabi, non cogli accordi in sol, ma con fuori assi, con le sincopi, con le braccia nelle mie, con la mano e la mia, a trovarsi per combinarne un'altra, un'altra meraviglia inutile, non le rime ma i passi dissociati, non i silenzi, le pause.

Amo tanto quando il tango rotola, sobbalza, cammina, stringe, respira su altre note. Amo il tango fino a Piazzolla e poi quello che non è tango. Allora il tango si estende a danza, dove un uomo e una donna sono tutto di quella dolce vita, per una tanda. Sono tutto. Ancora meglio, mille possibilità diventano di più.
E quando succede, allora, ecco la felicità passa a gioia, amo voi, poetesse, amo me e sono felice, felice, felice.

Qui questi due mi piacciono tanto e sono, poeti del corpo, quanto ho tentato di scrivere, quanto succede. Mi batte il cuore forte.

(tymoteuszley, milavigdorova)

domenica 29 giugno 2025

domenica 15 giugno 2025

XVIII milonga Solidaria - la fine

(XVIII molonga Solidaria - il cuore)

Ieri sera la meraviglia che si rinnova ogni volta, quella milonga col mare  le navi che salpano, Re Sole che si affoga nel Tirreno.
Molto triste che questo sogno reale sia finito, ultima edizione, questa. Dove troverai una milonga colle navi che salpano?

Non è la tecnica, il livello, no, quelli sono, spesso, di principianti, di donne che si affacciano salgono sulla giostra, di questo amori tre minuti su passi argentini, dopo i primi studi.
È il mare, l'estate ancora adolescente, l'incanto di lasciarsi andare, con un'anima sconosciuta e abbracciare l'illusione dell'amore.

Fine della Solidaria.
Un po' verso la morte, un battito, un abbraccio, una delle cose che finiscono  per sempre.


martedì 29 aprile 2025

Ciò per cui ti amo

L'ultima fine di settimana l'ho trascorsa, con la nobile arte dei passi argentini, in una città del Veneto.
Non proprio una maratona, perché su due giorni, sabato e domenica, non c'è stato il venerdì sera. Posto splendido, luce e aria buona, praticamente in un cortile interno di un palazzo del centro storico, restaurato e adibito a museo. Fresco e l'aria di primavera che girava, che meraviglia rispetto a tante topaie mefitiche! In mezzo alla città, colle persone che passavano, curiose: il tango esercita un discreto fascino, sui non addetti, devo dire: nelle milonghe in luoghi chiusi non ce ne si accorge ma quando c'è la presenza del pubblico, anche se a margine, ecco che la curiosità/attrazione diventa evidente.
Ero arruginito dopo un mese e rotti quasi senza tango, domenica molto meno cesso di sabato, ero un tricheco, sabato!
Che bello tornare felici sulle ali del tango!

Ballo con donne ed entro in qualche confidenza con l'altra metà del mondo: ogni tanghero, ogni tanghera conosce molto bene  il livello di incredibile e subitanea intimità nella quale trascina una tanda ben riuscita!
Così pensavo a queste donne, alcune sole, che girano per eventi, emancipate, con una qualche poesia, grazia in corpo, molte belle, libere, potenti.
Con una tanghera umbra, _iucci, proprio col fascino di una bella quarantacinquenne, sono precipitato in una conversazione via via sempre più seduttiva. Conosco i modi della seduzione: ad un punto siamo arrivati a baciarci cogli occhi, ci toccavamo sempre piu' spesso, mani, braccia, cosce.
E' così facile. Poi ho tirato bruscamente il freno a mano. Sul suo lato non voglio creare illusioni e di giocare con anime e sentimenti, sono anime, menti, emozioni, non solo begli occhi, viso, piedi e mani curate come ogni tanghera che si deve, un seno che a a tratti si appoggia al tuo torso, un sedere. No, non sono solo quello.
Amo tanto la mia Rosa Canina e, non voglio  introdurre ingressi ed uscite emozionali, energetiche che non possono non incidere sul nostro amore. Quella della ineluttabilità di certe tresche è una grandissima cazzata: è ampiamente sufficiente volere NON inoltrarsi nei sentieri dell'eros, non chiedere numeri, non messaggiarsi, non scriversi, non rivedersi, non passare dal flirtare alla seduzione, poi segue la trombazione e tutto diventa molto difficile. Così, ad un certo punto, ho tirato il freno a mano e dallo stare seduti vicini, una mezz'ora, sono tornato a ballare, a fare altro.

Riflettevo su di voi donne del tango, belle, affascinanti e ora, come me, rose con qualche petalo che inizia ad appassire.
Non poche donne del tango, sono senza figli e, per l'età non ne possono più avere: da una parte della conversazione con _icucci l'ho percepito, questo vuoto biologico-esistenziale, da come mi raccontava, con entusiasmo, della zietà affettuosa, intensa con un nipote prima bebè ora bambino.
Ritorniamo alla solita demenziale, assurda narrazione sinistrante "la cultura è tutto" Un bel par di cazzi!
La cultura, come scritto mille volte in queste pagine, è solo un finissimo strato di vernice fragile sul resto che è natura. Ora insorgeranno femministe, le ancelle del politicamente corretto, le talebane del progresso le oltranziste dell’ideologia del progresso senza-se-e-senza-ma [correzione qui]: ne ho viste talmente tante di donne, nel tango, con 'sta sofferenza latente dell'essere senza figli, che ormai la realtà è del tutto evidente.
Così, profondamente, percepisco un velo di tristezza, di inquietudine su queste rose che, data l'età, hanno qualche petalo che inizia ad appassire. Inquietudine che abbraccia queste anime con le quali, a volte, diventiamo uno di due, sulla gioia di qualche vals o tango, nell'ebbrezza, estemporanea, di aver sconfitto tempo e morte.
La gioia, passata la musica, quando arrivano il silenzio e la stanchezza, si fa notte, lascia il posto anche alla malinconia.
Anche questo è il tango, ciò per cui ti amo, tango.

giovedì 27 marzo 2025

La roba sovversiva e la grazia

Ieri, su indicazione di _pelli, sono arrivato alla pagina di una milonga organizzata in un centro sociale anarcosinistro. Già dal nome dell'evento (la sovvers*va, ancora prima di arrivare a casa e accendere il piccio intuivo in cosa sarei incappato).
il tango si trasforma, liberandosi dai codici tradizionali.
Sarebbe come prendere la pizza, buttare via il pomodoro, la pasta lievitata e il formaggio, poi ci metti il tofu, degli smarties e la fai su gallette di riso. Certo puoi sempre chiamarla pizza e io sono pure libero di lasciarti mangiare la roba.
Se c'è una cosa meravigliosa del tango sono i codici, i ruoli, il giocare con essi. Sarebbe come mettere 22 palloni in un campo di calcio, per "togliere i codici", viene fuori una roba che fa cagare e piace solo a dei dementi.
Quando non sai fare la pizza, arrivi a fatica ad un orrore e la chiami pizza.

Lessi, in passato, il manifesto ideologico patetico di una milonga meneghina. Poveri, sono ancora lì.

Sabato scorso, 22 marzo, son tornato alla milonga del mio cuore, per una lunga. In quelle ore (ne avrò ballate quattro su sei) ecco, di nuovo, l'incanto che viene dai codici, dalla disciplina coreutica da cui viene la grazia del corpo, del maschile e femminile che si fondono in un'opera estetica inutile, nella poesia cinestesica cinematica corporea.
Abbracciami, Sabina, col tuo profumo, i tuoi occhi, e andiamo, oltre a tutto.

martedì 18 febbraio 2025

Almagià

Era la fine settimana del venerdì 25 settembre 2022 quando partecipai all'ultima maratona, Araka, a Parma. Non scrissi nulla, non mi piacque quell'evento, là, sotto terra, piano -2.
Poi la pausa, dovuta all'anca sbilenka.
Bene, questa fine settimana sono tornato a questo tipo di eventi, a Ravenna, alla Teodora.
Che meraviglia! Anche se con un buco, sabato, sono rimasto colla mia amata Rosa Canina, per una giornata insieme ed un impegno per il compleanno dell'amica comune nonché mia ex compagna di studi tangheri, _ica, che ci fece conoscere, quel giorno del 15 agosto 2018: questo per dire che non ho avuto lo scoppio adrenalinico, dopaminico, serotoninico che la "prolunganza" comporta. Un piacer più sottile e diffuso, è passato il tempo del "non posso perdermi la trentaseiesima tanda", ora ci sono tande più intense che sono un piccolo grande banchetto di sensi, estetica, emozioni e quelle etiche, con tanghere principianti o di medio livello (è molto gratificante vedere come esse si godono una tanda con una piccola progressione interna in meglio!).
Ormai ho capito che il livello è in una fascia media: a questo punto, cio' che importa è il luogo e le Arteficerie sono un luogo con fascino e qualità, prime tra tutte aria decente e luce.
E' così bello potersi vedere e mirare, gli antri scuri sono luoghi per la techno - che mi piace assai - ma con etologia assai diversa.

domenica 16 febbraio 2025

Infinito tachicardico

Venerdi' 31 ottobre 2025
Volto nuovo, l'avevo vista volteggiare bene. Lo sguardo fende la piccola folla di tangheri, incontra il suo sguardo. E' il gioco del mirarsi, una piccola sfida, una seduzione di qualche secondo, occhi occhi.
Piccolo cenno da parte sua. Sorride quando  sbotto in un piccolo esultare!
Ecco l'inizio della nostra opera estetica inutile.
L'abbraccio e' bello, sono due anime che si abbracciano pure. Spire e volte e cambi, gli occhi che si incontrano di nuovo, quando ci si allontana un po' , per una soltada, ad esempio.
Quell'abbraccio eh!
Sento il suo cuore che batte veloce, come se corresse. L'emozione e' un razzo per il cuore, che batte, batte.
Batte appoggiato sul mio.
Oh, mio piccolo infinito tachicardico, sono passati quasi quattordici anni e tu, ti manifesti sempre, ancora, figlio di Chaos e Afrodite.

(via L tango)

domenica 19 gennaio 2025

Il picchettio

Lunedì mattina, appena uscito, sul primo breve tratto di strada prima del sentiero, udii l'allegro, veloce martellio di un picchio. Quel quarto d'ora a piedi mi dà spesso tutta la bellezza della natura e del suo manifestarsi.
Così diverso rispetto alla bellezza del tango in cui mi tuffai tutta la giornata di domenica, in uno sperduto posto della val Padana orientale.
Problema grave dell'aria viziata (eufemismo) a parte (rende MOLTO faticoso il tutto), risolto diminuendo molto il numero di tanda. Senza aria, si spegne tutto... Comunque incappai in alcune tanghere assai valide. Alcune di quelle tande, quelle che ti illudono che tu sua riuscito a fermare il tempo e ad annullare la morte, danno alla testa.
L'avevo adocchiata da un po'... poi il solito gioco-sfida della mirata.
Così, con quella splendida mora è iniziato il poetare con ritmo, pause, ganci, sortida(s), angoli, silenzi, assi, fuoriassi...
Sguardi.
Perché in quegli amori tre minuti, tutto succede, come in quella malattia di alcune stagioni che è l'innamoramento matto, folle, colla febbre. Anche la migliore tecnica soccombe rispetto ad occhi che si abbracciano, danzano nella danza.
Omonima di Rosa Canina, stessa città di provenienza.
Incredibile!
Ce lo siamo detti, del nostro abbraccio imperiale, ella una "Reina del tango", io a servirla.
Ecco, come diceva una tanghera, col tango non si rimane incinte.
Due tande, di seguito, poi non più, quei miracoli non si ripetono subito.
Il tango, come le signore bocche di rose, salva le famiglie.
Di tanto in tanto, ella mi appare, come un picchiettio in testa, si fa vedere con quella fine ed elegante veste attillata di ciniglia blu, le spalle scoperte, gli occhi carboni, il viso radioso, elegante  la vita fine, i fianchi larghi sotto.
Nella notte, verso casa, nel buio e nel traffico, con un certo picchiettio, ogni tanto.
Come lunedì mattina, a piedi, mentre passavo sotto la quercia grande.
Sono così felice, stasera, di essere nelle braccia, a cucinare con Rosa Canina.
Il mio ego è appagato.

domenica 17 novembre 2024

Dell'ego infragilito e delle cose fatte coi piedi


La fine di settimana scorsa ho partecipato, con _pelli, a due laboratori di tango tenuti da una coppia di italiana di stelle (non è un superlativo). Dopo tanti anni (mi rendo conto ora, che dall'ultima volta, con Fernando Sanchez e Ariadna Naveira, son dieci!). Mi sono fermato, alla fine della secona lezione, domenica tardo pomeriggio, alla milonga che si teneva, seguendo, in quei locali.
Ecco, passata quasi una settimana, lo scrivo ora, di nuovo qui: non ho ballato quasi nulla. Cinque tande in tre ore (come dire, una su quattro).
Tre fattori:
  1. età (sono "vecchio", sono passati, appunto molti anni)
  2. milonga in cui bazzico poco (non che esistano milonghe che frequenti con assiduità negli ultimi anni)
  3. tra Covid e anca, dopo questi quattro anni su cinque di poco o niente tango, ballo peggio di prima.
È stato molto frustrante. Malanimo crescente, alla fine non seguii neppure la usuale esibizione dei maesti, fuggii da esso e tornai a casa. Passata una settimana sono più sereno oggi ma per il mio ego tanghero è stato un brutto colpo. Dallo scegliere tra le mirate insistenti di molte tanghere a non ricevere sguardi di risposta alle mie mirate.
Invecchiato, ballo peggio, assente dall'ambiente da troppo tempo.

Comunque, non bisogna perdersi d'animo: continuerò a studiare e a cercare di tornare al mio amato tango forse un po' più frequentemente, cercando di conciliare la vita con il mio amore Rosa Canina, con quella col mio amore Tango.

Ego tangheri ora forse infragilito a parte. oggi _pelli mi ha comunicato che dovrà iniziare una chemioterapia. Ecco, allora, davanti ai Problemi, alle asprezze della vita, per quanto emotivamente impattanti, le mie frustrazioni son proprio delle sciocchezze, delle cose da nulla.

Nota a concludere: parte del lavoro con _pelli fu su ritmicità (e interpretazione). Ecco la filastrocca che mi ripeto (non così facile, farla coi piedi).

Un - tre cuatr un
Un dos- cuatr un
Un - tre cuatr un
Un dos tre cuatr un

Mariano Frumboli e Juana Sepulveda, qui sotto, sono Maestri, col loro fraseggio fatto coi piedi e quello stile coì elegante e un po' punk, che adoro.


martedì 29 ottobre 2024

VdT

 Un po' lontano, ho voglia di te!

domenica 28 luglio 2024

L'illusione

Così giovedì, in questo appuntamento informale infrasettimanale, si è compiuta la Grande Coincidenza.
Ci sono delle tande, di grazia, poesia, di essere uno in due, che per qualche minuto, mi fanno assaporare una sorta di immortalità, di credenza di immortalità.

Eppure, una di queste, di lente e splendide milonghe pampere (provo a tradurre in italiano il milongas pamperas argentino) l'ho ballata con una donna riapparsa dopo alcuni anni. Nel mio stupore, nel rivederla, dopo un sorriso, quello di sempre, mi aveva detto che era tornata, proprio in questi giorni, da vedova.
Come la morte di _polfi, una scomparsa assai dolorosa per la relativa sua giovinezza e l'orfanità che ella ha lasciato. C'era un tanghero, donnaiolo impenitente, apparso con il piccolo bimbo/a avuto con la sua morosa/compagna tanghera.
Sì, in questo riassunto della vita, che è il tango, c'è anche la morte, la vita, e l'illusione che esso ci consenta, per qualche attimo, di fuggire al tempo, alla morte.

lunedì 15 luglio 2024

XVII milonga solidaria - il cuore

(XVI milonga solidaria - Tantalo)

Un buon approccio mentale è fondamentale, per ogni buona cosa. Così anche l'altro ieri, sabato 13 luglio: durante il viaggio d'andata, Rosa Canina ed io siamo rimasti bloccati da un incidente, in un tratto montano, che ci ha obbligati a regredire e fare una lunga deviazione. Risultato? Arrivato alle 21 invece che alle 19:30, ad evento iniziato da un'ora.
Ero felice, con Rosa Canina, anche di essere rimasti fermi, nel serpentone, in mezzo a quella gola, torrente sotto e verde fresco blu brezza tutt'intorno. Lungo la strada Rosa Canina si è fermata ed è rimasta dalla mamma, io ho proseguito. Sì mi batteva il cuore, come le prime volte, già prima, lungo le vie della città labronica. Eppure, son rimasto calmo, sereno, in passato mi sarei stressato, avrei imprecato ad ogni semaforo rosso. Non ha senso arrivare stressati a quella dolce vita!
Questo animale coreutico duemila piedi, mille abbracci è tornato alla sua festa dell'estate, col sole a tingersi d'arancione e poi affogarsi nel viola, nel Tirreno. Tutto è combinazione di sensi, gioia, trepidazione, sguardi incrociati, inviti, sfide, opere estetiche inutili, amori tre minuti. Inesperti, maestri, appassionati, titubanti, speranzosi. Non è per il tango in sé, non ci sono le dinamiche di una milonga, livelli eterogenei, ronde inesistenti, sorpassi a destra, dopo la chacarera è diventato tutto molto disordinato.
Echissenefrega!
La bellezza fino al tramonto e un po' oltre giustifica, annulla ogni cosa, ogni accidente.
"Allora, quante belle donne hai abbracciato, Orsone?" - mi ha chiesto Rosa Canina - era un quarto alle quattro quando mi sono coricato, vicino a lei, a casa dei suoi. In questo banchetto le veneri sui tacchi non mancavano certo. Quando hanno la grazia della danza, quando sono poetesse del corpo - diventa affabulazione, seduzione, fascinazione reciproca. Eppure... eppure non ho cercato le veneri ma le poetesse del corpo, con le quali imbastire una fiaba, per una tanda. L'opera estetica inutile, della quale siamo interpreti, drammaturghi, sceneggiatori, scenografi, registi diventa una piccola impresa in due che dà molta gioia. Certo, per molte persone, anche per me, fino a quando non conobbi Rosa Canina, la parte seduttiva era ed è importante. Per me rimane la bellezza stupefacente del luogo, l'incanto del tango in sé. Si giunge alla fine, col tempo volato via, precipitato nell'infinito piccolo e grande di una tanda, sette, otto, dodici volte.
Ieri c'eri anche tu, caro _zzz: ultimamente qualcosa si è diradato per questioni nostre di salute ed altro: eppure, ancora, una volta, eccoci insieme a vivere una cosa bella della vita. Mi è piaciuto tanto, questo.
Roberta, Lorena, Silvia, Stefania, Isabella, poetesse di ventura,  amate per una tanda. Le ho abbracciate nel tango, coi loro sorrisi, le zizze durante gli abbracci stretti, il loro cuore a battere. Ecco, il cuore che batte, con te, il suo cuore col tuo, in un passaggio di piano di Lucio De Mare. Puoi volere qualcosa di più dalla vita!?

lunedì 20 maggio 2024

Non servono miglia e porti lontani

  •  Non servono miglia e porti lontani. Gli odori forti di spezie, di vita sono qui, dietro di te.
    UUiC
Sabato mattina avevo visto le ginestre iniziare a ben gialleggiare, su un calanco. Rosa Canina era partita per andare a trovare sua mamma. Faccio giro di messaggi, andiamo a vedere il giallo&verde&blu!?
Troppo tarti, la maggior parte delle persone già impegnata.
Ci siamo trovati in due, _gdeli ed io, quattro ore e rotte di cammino, incrociando solo tre altri camminatori, questo a pochi km dalla città, in un tripudio di fiori, di profumi, nell'esuberante rigoglio della primavera piovosa. Tre camminatori tre, e noi due, in senso opposto, in quattro ore, questo a pochi km dalla città!
_gdeli è un tanghero andato da poco in pensione che gira come una trottola per eventi di tango di tutta Europa (nel senso geografico, dal Portogallo agli... Urali). Insomma, mi fa una proposta: sto organizzando, un bell'evento, in Georgia, area montana, bla bal bla, guida per 800$ ci porta in giro, ci facciamo anche quel cinquemila, no difficoltà, solo un semplice ghiacciaio e campo "base" in un rifugio a 3mila e sei. Ascoltavo. Un programma molto allettante. Dopo la serata frizzante di sabato alla milonga  del mio cuore, la mia "fame" di tango è aumentata a dismisura. Ho arretrati di mesi, anzi di anni di mancati eventi, tra anca sbilenca e virus corona.
Ad un certo punto lo ringrazio :- "Grazie, _gdeli. Ma dopo il mio viaggio per danza a Cuba, nel 2003, dopo aver letto del pesantissimo impatto ecologico di quel viaggio, mi ripromisi e continuo a ripromettermi di prendere un aereo almeno ogni dieci anni. Andai in Sicilia nel 2016  (con _mlero), quindi, grazie, ma fino al 2026 no aerei. Tra l'altro Rosa Canina freme, visto che ama viaggiare, mi ha già espresso chiaramente che le piacerebbe molto andare in Argentina...". Se ci andremo, penso, cerchermo di starci almeno un paio di mesi, direi.
_gdeli ama viaggiare unendo tango e visite ai luoghi locali. Per il tango, come diceva ieri, alla fine della camminata, ad una coppia di amici contadini che ci hanno chiesto di fare una capatina a casa loro per qualche saluto, "Noi tangheri siamo alla ricerca della ballerina ideale, quella con cui ogni forma (estetica inutile, cit. Davide Sparti) avviene, accade" e allora giriamo, giriamo.
Eppure, sabato sera, ho incontrato un paio di ballerine con cui c'è stata grande intesa e l'estetica inutile ha avuto la sua epifania.
Forse non servono  miglia e porti lontani.
Ieri, camminando, la prima camminata non banale da dicembre 2022, l'Appennino verde è riuscito ad ammaliarci, accarezzando, attivando ogni senso. Dopo anni di inverni e primavere siccitose, essere tornati ad un tempo atlantico, ha rimesso in moto questa marmitta biologia straripante di germogli, butti, profumi, fiori, boccioli, verde. La Pentecoste ci ha permesso di iniziare trovando aperta una piccola, splendida, pieve romanica del XII secolo, di una bellezza poco apprezzata, sottovalutata pure dalla celeberrima Guida Rossa del TCI.
No, non servono miglia e porti lontani!

Quale grazia!

Prati (molti dei quali stanno diventando), boschi, ginestre (pioniere, contribuiscono al fatto!)

A pochi metri da un relitto di stalla, uno delle decine, in questa valle, che ci dicono che allevamento, zootecnia non ci sono più

Bella la mia Rosa Canina accanto alle ginestre!

Sabbie da degradazione di ofioliti rosse, per ampi tratti ci cresce 'n' tubo

venerdì 3 maggio 2024

Ritorno e mode

Mercoledì pomeriggio, sono tornato al tango per qualche ora consecutiva. Un evento (tardo) pomeridiano dai quali mancavo da molto tempo. Dopo un anno e mezzo di interruzione faccio fatica a ingranare di nuovo: ho perso la brillantezza di un tempo. Comunque, mercoledì ero talmente galvanizzato, euforico, gasato, dopato che, nonostante sia tornato a casa poco dopo le ventitre, sono riuscito ad addormentarmi solo verso le due e mezza.
Leggevo che ogni anno di sospensione, in qualsiasi disciplina, porta ad una regressione pari a due anni di apprendimento. Insomma, tra virus corona e anca, direi che sono stato fermo almeno tre anni. Ora è tutto un po' appannato, è capitato rimanessi a casa invece che andare ad una milonga che mi non mi garba(va) granché.

Nel frattempo le cose cambiano: parte rilevante delle milonghe, ora, sono su prenotazione. Un altro passo verso la strutturazione, la programmazione del tempo libero. A me non piace per nulla: il tempo libero organizzato è una contraddizione in termini. Ormai devo predendere appuntamento... anche con mio figlio. Quando ero piccolo, "scappavo" dalla casa della nonna, attraverso i campi andavo a trovare mia zia, era sempre a casa, nell'orto, nella legnaia, etc. come le "casalinghe di una volta". Era una piccola gioia del tutto improvvisa, inaspettata, libera. La zia poi mi appioppava una bella fetta di torta delle sue assai bbbone!

A proposito di cambiamenti: mercoledì il bravo musicalizador ha dedicato una tanda a Lucio De Mare, un direttore/musicista che adoro (v. qui e qui). Sembra incredibile ma... ci sono le mode anche nel tango, anche nelle scelte musicali: qualche anno fa era suonato sempre, ovunque, poi sparito, spa - ri - to!. Un po', mi faceva notare un tanghero, come Varela. Fueron tre años sparito, non si sente più.
Mode nella musica che va verso gli ottanta. Incredibile!

Qualche tempo addietro avevo scovato 'sto video, con un po' di ironia su questo filo rosso che ci lega a questi abbracci sulla musica, tanto amati, che ci porta a loro.

(giancarlopastonchi emanuelafilippelli)

lunedì 8 aprile 2024

Che se ne va

Così, a lezione, _maolo, la mora del profumo, mi ha detto che _polfi se n'è andata, circa un anno fa.

Sono stato lontano dal tango e la vita è corsa in avanti, precipitevolmente per lei. Non è stato sufficiente la sua simil giovinezza, che sembrava avesse dieci anni di meno, fece pure una bimba. Questa vita che se ne va.

martedì 12 marzo 2024

Caro diario

Caro, diario, che richiami la mia attenzione.
Volevo salutarti.
È un periodo in cui sono sotto pressione.
La maggior parte dei lavori inerenti casa (legna, spesa, bucato, buona parte delle pulizie, cantina, ...) sono (solo) sulle mie spalle, ora. Rosa Canina ora ha almeno ripreso a muoversi, non più sulla sedia a rotelle, dopo la caduta, la frattura e la distorsione al ginocchio, ma resta con un braccio ingessato.
Arrivo ad essere senza tempo per me, sempre tardi.
Aggiungo che la accompagno alle numerose visite ed esami previsti dal suo lungo e complesso "piano clinico".
Aggiungo i miei esercizi di fisioterapia, così, oggi, arriverò al lavoro tardi, finirò tardi, eccetera eccetera.
In questa catasta di incombenze c'è ne sono alcune positive: ho ripreso, ieri, a studiare tango, sabato ho fatto un "saltone" alla mia milonga del cuore.
Queste sono piccole grandi gioie come, paradossalmente, prendermi cura della mia amata Rosa Canina, così fragile, mi intenerisce. Riusciamo a farci delle grandi risate, a casa, tra i nostri siparietti e il prenderci in giro.
Chiudo che devo scendere e incamminarmi verso l'ufficio.

domenica 3 marzo 2024

Pro-fumo

Fine settimana di riposo. Rosa Canina è bloccata in casa, sulla seggiola a rotelle, no giri. Io sono arrivato piallato, gli anni passano e i carichi di lavoro mi lasciano, il venerdì, sempre più stanco, esausto. Così il sabato lo si passa a ricaricare le batterie, la domenica va meglio ma la metà del tempo è già andata. Lo splendido tempo piovoso - acqua benedetta per le falde, i campi, il bosco!- da una parte si è notato per una dolenzia all'anca, dall'altra parte mi ha permesso di riposare, di piccole attività casalinghe.
Adorabile lo stare in casa, accanto alla cucina economica: quest'anno ho prevalenza di castagno e un po' di ciliegio nella legna: a volte, quando apri lo sportello, esce un po' di pro-fumo, un fumo profumato di fiori, di frutta, di primavera, agli antipodi dal fetore emanato dalla legna di robinia pseudoacacia.

Questo tempo da case fuoco e pro-fumo sono stati tempi per un po' di convivio, ieri a pranzo, oggi a pranzo. Così, ieri la squisita polenta di vecchio Marano bio, presa col GAS, tirata al paiolo per almeno un'ora e mezza, fatta alla moda come si usa qui, con un ragù sapido (ottimo, eh, ma io da piccolo ero abituato alla polenta collo spezzatino e quella è ancora la mia ancora emotiva). A metà marzo, dalla montagna, arriva la ciccia del bio vitellone del GAS e così ho fatto un po' di spazio, in congelatore,
Oggi le orecchiette colle cime di rapa, come mi ha insegnato _audis che poi non me la dette, quella bella figliola mora pugliese, e i fagioli cannellini all'uccelletto, ammollati da ieri, coi resti della polenta di ieri, oggi ancora migliore.

Mi son perso un po' ieri sera, con alcuni documentari sul tango (qui; in un altro, ad esempio uno sulle nuove forme di tango, mi ha fatto sorridere, a questo punto, un tanghero macho-tradizionale così caustico sulle nuove mode nel tango). Vediamo, se questo mese, riuscirò a riprendere a studiare, qualche livello sotto, per ripassare e riscaldarmi.

Ecco, cibo e tango, così arcaici, archetipici, vanno alle radici, dove le nostre anime si perdono nel liquido amniotico di piccoli paradisi in terra.

(via pulminocontadino)

venerdì 23 febbraio 2024

Batticuore

Sto per partire. Mi aspettano. Una milonga, il tango. Batticuore.

giovedì 28 settembre 2023

Spuma

Opposizioni, cambi di peso, rimaniamo frontali!
Sono passato, qualche minuto. A salutare e a rinnovare un po' malinconia e nostalgia. A osservare, in disparte, insegnamento e studio. Solo qualche minuto.
Il tempo scorre, giorno dopo giorno.
Sono mesi che non ti abbraccio più, non c'è quell'onda di cui diventi spuma, gioia e ti dissolve in quell'infinito di una tanda.
Ci vorrà un po' di tempo anche a riprendere quelle leggere, volatili relazioni, che persistono quanto la spuma dell'onde frante.
Com'è possibile che questa impalpabile ebbrezza sia àncora  così tenace?