I tempi sono dilatati, qui a casa dei veci. Tutto è lento, lungo, sempre più rallentato qui.
Lungo, lento, rallentato.
Si arriva alla morte calando la velocità, fino a ché essa diventa nulla.
Vedo il tempo che smonta le mie radici. Alcuni segni nel quotidiano mi portano mestizia: non riescono più a manutenere le loro cose, una casa una volta ordinata e pulita ora invecchia con loro.
La recente perdita di autonomia che significa potersi muovere in città, fare la spesa, prendere aria e sole è l'ultimo dei gradini, della scala in discesa, sul quale sono passati.
È tutto lento, lungo, rallentato. I miei cari veci stanno arrivando al capolinea.
Per quanto possa essere un esercizio spirituale pesante, quello del Memento Morì!, il poterli aiutare e accudire, a fini settimane alterne, mi dà senso, senso di unità, di essere parte di quella ruota, restituire le cure e attenzioni che ricevetti. Fa parte di me, quando mia mamma prese la nonna Angela, in casa, colpita da ictus, per alcuni anni. Per me è semplicemente incompatibile mandarli in una casa di riposo.
Però è pesante. Le cose importanti sono sempre faticose.
Onora il padre e la madre.
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