martedì 21 aprile 2026

Il gatto e il problema

Interessanti alcune questioni, osservazioni di Pierre in  Non è solo un gatto che mi hanno portato ad alcune riflessioni.

 È sufficiente elevare la pressione delle condizioni al contorno e tutto diventa edibile (mangiabile). La disponibilità di proteine  animali fu scarsa per lungo tempo e in ampi luoghi. È la spiegazione per cui in alcuni luoghi si mangia ciò che non è sano mangiare: carnivori o altri esseri umani. Che è(ra) comunque più  sano del "crepare di fame".

Gatti e cani da strumenti di lavoro (protezione per le granaglie, gestione e guardania di altri animali allevati) sono diventati dispensatori di affetto in società della solitudine urbanizzata.

Quindi perché edibilità sì/no per un coniglio/gatto? Perché  manzo sì e cavallo no?

Al problema della umanizzazione degli animali da compagnia corrisponde quello degli allevamenti intensivi. Entrambi conseguenze, sintomi de Il Problema ovvero il tumore demografico e di una sua diretta conseguenza ovvero l'urbanismo e l'artificializzazione patogena.

Chi ancora frequenta il rurale e la cultura contadina che la caratterizz(av)a è a conoscenza che queste "menate" ovvero varie patologie (come autolesionismo, veganismo, antispecismo, anoressia, dissociazione di genere, etc.) hanno incidenza minore o molto minore.

Mangiare gatti, tonno, cani e altri predatori non fa bene come non fa bene vivere in città, non  fanno bene gli allevamenti intensivi, non fan bene le banlieue e l'assenza di movimento e fatica  fisici. Eppure sono tutte parti della realtà non solo non combattute ma sempre più  spesso apologizzate, imposte o di moda.

sabato 18 aprile 2026

Il babau che rompe il giochino

Non appena qualche timida iniziativa per il contrasto alle migrazioni di massa prende luce, emerge esplicitamente la reazione violenta, la repressione da parte della sinistra. Non nella forma eversiva quotidiana della magistratura, concretizzantesi nell'annullamento sistematico dei provvedimenti di rimpatrio, nella cassazione di ogni norma che discrimine tra indigeni e invasori, nel giochino del commutare al piano normativo europeo o nazionale per annullare quanto fatto dal potere legislativo. La reazione violenta diventa esplicita, nella forma di attacchi diretti ai non-conformantisi.

Circa due mesi fa un gruppo di merde maranza, in pieno giorno, sul treno, ha rapinato un cinquantenne. I crimini, su questa linea, sono ormai quasi settimanali.

A febbraio un portatore di superiori valori, penetrato in Europa via Grecia, ha ucciso a pugni sul capo, un controllore su un treno a Landstuhl (https://www.fr.de/panorama/zugbegleiter-bei-kontrolle-von-schwarzfahrer-totgepruegelt-er-hat-nur-seinen-job-gemacht-zr-94153936.html). La censura in Germania su etnia e provenienza dei criminali stranieri è ferrea. Molto spesso i macellai sono siriani o afgani.

Personalmente non prendo più certi treni, troppo pericoloso. La progressione criminale nordafricana in pieno giorno mi fa paura. Il paradiso multiculturale si manifesta sempre più. I sinistroidi stanno realizzando il classismo massimo, quello che si accanisce su quelli poracci, poveri, piccoli.

Appartengo alla parte, bassa, della piramide sociale che subisce la macelleria, i costi, i disastri, la parte che sopporta, paga, soffre. A chi i benefici? In sinistrese si direbbe ai capitalisti, vanno ai sinistroidi, al loro sadismo, alimentano la loro hybris ideologica. Dopo aver tentato di sfasciare l'Italia col bienno rosso, ora la stanno banlieuizzando col ventennio arcobalengo, preparando scientemente la guerra civile interetnica dentro casa. La capacità dei compagni di preparare catastrofi è ineguagliabile.

Vedo i cocomeri di AVS, i soliti sadici di ANPI e altri sinistranti reagire furiosamente a coloro che propongono di porre rimedio al giochino da guerra civile conto terzi  che i compagni hanno preparato vedo un altro episodio, chiaro, esplicito  di repressione alla cura.

Perché io dovrei essere contro la "remigrazione" e a favorire l'ingresso di armi umane usate dai compagno contro di noi?  Perché dovrei volere che mi rovinino la vita? Mi piacerebbe tanto che qualche solone, qualche semicolto sinistro riuscisse a convincermi. Io non sono un masochista per i loro sadismi.

Ovvio che diventi necessario, utile, ecologico sottoscrivere la legge di iniziativa popolare, uno solo dei molti provvedimenti della cura. Un'iniziativa popolare che è fumo negli occhi per la sinistra storicamente antipopolare. È il babau brutto cattivo che spacca il loro giochino sadico.

giovedì 16 aprile 2026

Solo qualche ora

Domenica ho ripreso a camminare. Devo prepararmi per la val Grande: uscirò tutte le domeniche, con escursioni via via più impegnative. Rosa Canina non è venuta, non se la sente più/non ha voglia di camminate che non siano semplici passeggiate.
Solo qualche ora di cammino, domenica, eppure ho amato quella sensazione, finale, di stanchezza fisica, corpo vitale, energico, corroborato.
Un po' come l'orchidea selvatica qui sotto, florida, sana e succosa di linfa, a dispetto del contesto molto arido (almeno un mese e mezzo senza pioggia - a parte una volta - e con molto vento).

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martedì 14 aprile 2026

Malvenuti

Pensavo alle tre categorie: gli ultrasportivi prestanti, gli ambientalisti orainterveniamoesalviamo,  i generici molesti (avranno fatto cross nel podere? lasciato rifiuti? lasciato merde canine? rubato le mele? non lo so).
Quel podere si trova sul percorso di avvicinamento ad un luogo diventato (troppo) noto e frequentato.
Gli ispidi proprietari si sono espressi a proposito.

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giovedì 9 aprile 2026

Diradamenti

 Avevo accennato al distacco fisico. Purtroppo esso si è accentuato. Ci sono spiegazioni fisiche (menopausa) e di altra natura. Rosa Canina così amabile paga la sua abnegazione con la saturazione. Questo porta a malanimo e insofferenza. Quando si è in quelle condizioni i rapporti si diradano via via più.

Avremmo dovuto vederci domenica sera, è saltato. Questo è stato il motivo che ci ha indotto (eravamo in ferie entrambi martedì) a parlare dei problemi dopo che ho rotto il ghiaccio.

Abbiamo una lista di azioni-soluzioni che, purtroppo, vanno nella direzione di... allontanarci di più da ciò che ancora (non molto) facevamo insieme. Si pone la questione di cosa significhi essere una coppia. Certamente posso rinunciare al sesso - già saltuario da tempo - ma rinunciare a ciò che è avere un rapporto fisico sia pur  sublimato (prepararle il cibo, pasteggiare insieme, dormire in un letto insieme, potersi abbracciare con  piacere, etc.) pone la questione su cosa significhi stare insieme. Anche il tempo libero non va: nella fine settimana si accumula tutto quanto (specie sul mio lato) non fatto durante la settimana e questo non le va. Anch'ella invecchia, non andiamo più a camminare, ci faceva bene, ci univa. Ora non più.

Stare insieme come due conoscenti? È solo paura di non tornare soli?

È già molto tempo che la mia attenta percezione della realtà mi ha fatto cogliere questa solitudine de-facto in varie occasioni. Ad esempio, ho evitato di parlare di problemi, avendo, ella, espresso la saturazione per il supporto che molte persone le chiedono.

 Rosa Canina, per il momento, non accetta la mia proposta di separarci per due mesi per avere un principio di comprensione di cosa significhi tornare liberi e soli. Forse perché io sono più in avanti in questo cammino.

mercoledì 1 aprile 2026

Piccoli passi per pochi gatti


Dopo molto tempo - molto! - son tornato, ieri a riunioni gasistiche. L'intento era di sostenere una coppia di relativamente giovani allevatori della montagna dai quali compriamo la ciccia bio, "paccati", da un relativamente grosso cliente che, all'ultimo, ha disdetto il proprio relativamente grosso ordine. Il solidale sta anche nel sostenere i piccoli produttori anche nelle difficoltà (*).

Ieri ho incontrato dei giovani gasisti che... ci provano.
A grandi progetti che sono anche buona politica in sé. Fondamentalmente mi trovo bene quando alcune istanze sono eco-reazionarie. La natura è reazionaria!
Le tendenze folli degli OGM, della grande distr(ib)zione organizzata, la distruzione della piccola economia, il cibo finto, plasticato, nocivo, la predazione del rurale. Queste tendenze sono tanto sceme, autodistruttive quanto di moda.
Ciò che guardo storto è parte di ideologia sconclusionante, assurda, contraddittoria in obiettivi incompatibili. Ciò che guardo con scetticismo, ormai, è la grandezza di certi progetti rispetto alle forze. I GAS di collina e montagna sono piccoli, pochi gatti. Ciò che guardo con stupore è il fatto che essi considerano di minor importanza ciò che è il nucleo genetico, fondativo, fondamentale dei GAS che è la politica dei piccoli passi per sostenere una economia virtuosa, ecologica, locale.
Pochi gatti, ma non molliamo, continuiamo a camminare. Si può arrivare lontano  con i piccoli passi.

Ecco, sopra, la bella montagna dell'Appennino bello, in una camminata di qualche mese fa.