martedì 15 luglio 2014

Wilderness residuale - 2

(Wilderness residuale - 1)

La mattina abbiamo ritrovato... interi _bio e _dra che avevano deciso di dormire all'aperto. Quell'angolo di valle è veramente remoto e deserto e frequentato da cervi, caprioli, camosci ma anche da orsi e lupi. Tutto bene quel che finisce bene!
La sera avevamo acceso il fuoco, internamente. A differenze del Piemonte e di strutture analoghe in Appennino, qui non si usa la pietra come copertura ma le sc'andole (pron. s-ciandole) ovvero tavolette di larice sovrapposte. Il tetto è assai meno permeabile all'aria. Accendere il fuoco internamente è stata... una vera e proprio affumicatura, nonostante l'enorme cappa interna. Da questo punto il fuoco interno al bivacco Alpe Gabbio, in Val Grande, col tetto in lose/piode, aveva una dinamica fumistica decisamente migliore. Il malgaro della malga di sotto ci disse che affumicavano la ricotta (infatti c'erano ancora le mensole sulla quale appoggiarla, internamente alla cappa). Cough cough, che fumera! Avevo fatto due foto del fuoco ma non sono venute. Senza lampo (flash) non è venuta, con il lampo si vedeva quasi solo la "nebbia" del fumo. Poi il plenilunio, in quota. Che meraviglia!

Alcune persone si sono alzate infreddolite (vi avevo detto del problema della mancanza del sacco a pelo leggero). Aspettavamo due che ci avrebbero raggiunto presto. A me viene da ridere quando penso che... a tre minuti c'era il nostro giardino zen di alta quota, con il prato raso all'inglese di un verde sparato, un ruscello di acqua cristallina che lo attraversava, i rododendri in fiore. Una bellezza straordinaria. Avevo detto che la suite a cinque stelle aveva preparato i fiori freschi in toeletta (v. foto 8 e 9) . Forse mi sono lavato ... solo io. Acqua? No, no, neve sciolta a temperatura di 1.2 gradi. Forse. Ahaha, delle urla inconsulte, ziocanelurido, mi avevano sentito fin su al bivacco. Che freddo e che botta di energia superlativa! A proposito di spartanità. Appena il sole è venuto ad accarezzarci, lo spirito degli intirizziti è migliorato subito. Arrivati i due da sotto, siamo partiti. Alla vetta siamo arrivati in cinque: avevo viste due donne affaticate e ho detto loro che la vetta era preclusa, il pomeriggio sarebbe arrivato brutto tempo, i tempi erano stretti, non ce l'avremmo fatta a rientrare in tempo per evitare il temporale: se n'è aggiunta un'altra e le tre hanno fatto il sentiero  di alta costa, non la vetta e poi le creste (non un sentiero segnato ma una via splendida che conosco). Il fatto che l'impegno sia modulabile è fondamentale in queste proposte nelle quali il gruppo è variamente assortito dal punto di vista tecnico e fisico. Ci saremmo ritrovati al bivacco (il secondo) di arrivo. Sopra, oltre nei camosci siamo incappati anche in una coppia di galli forcelli, prima volta da quelle parti.
La sera precedente, prima di cena, si era creata una situazione molto tesa tra un anarchico NoTav e una poliziotta. Ma... il camminare, la fatica, la grande bellezza, hanno smussato le posizioni ideologiche. Qualche ora dopo, al bivacco di arrivo, quando ci siamo riuniti, noi cinque e le tre della via bassa meno alta _zia aveva proposto un massaggio a trenino, un sacco di risate, con l'anarchico che massaggiava la poliziotta.
Sì, avere gruppi così vari nella loro composizione comporta talvolta strane situazioni, questa volta anche sgradevoli vista la tensione rabbiosa che si era creata. Ma avendo un po' di fede... Ci siamo fatti mezzore di risate da lacrime, proprio per l'ironia e la tensione riccia, il differenziale caratteriale, culturale e degli stili di vita che le ha animate.
Meteo? Ci è andata bene: siamo riusciti ad evitare due violenti rovesci: il primo castigodivinodelcielo dopo che eravamo arrivati al bivacco, il secondo dopo che eravamo rientrati dalla seconda cena trentin-tirolese (questa volta decisamente meglio, con una polenta tirata al paiolo e pure dei cotechini locali affumicati che hanno resuscitato persino i morti). Eravamo all'interno, vicino alla stufa accesa, con l'iradidio di giovepluvio che si sfraccasava rumorosamente sul tetto del bivacco.
































14 commenti:

  1. ma la poliziotta da dove usciva ?

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  2. E soprattutto chissà cosa succede in quelle tende :)

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    1. Rifugio, pardon.
      Istintivamente ho associato il sacco a pelo alla tenda.
      E pensare che da piccola mi sono anche rifiutata di andare al gruppo scout...

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  4. @Wannabe

    L'Anarchico e la Poliziotta

    Secondo te Rocco ce lo passa come titolo? Secondo me, si... ;-)))

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    1. AHAHAHAH muoooio :D

      Oppure qualcosa sul genere commedia sexy, tipo "la moglie in montagna, l'amante in milonga" :D:D:D

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    2. Di giorno tanda, la sera in tenda. Alè. :)

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    3. Il vizietto del tanguero :D

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  5. Ti consiglio il sito www.magicoveneto.it, c`è una sezione dedicata all`Altopiano con tutte le indicazioni dei rifugi :)

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  6. x Spirito Libero:
    Grqzie.
    In realtà io sto cercando bivacchi ovvero strutture impresenziate altrimenti note come bivacchi. Hanno un fascino molto maggiore. E costi minori, non di rado nulli. Grazie per la segnalazione. Ad esempio qui ci sono paccate di cose molto interessanti.
    Gugglerò per i bivacchi.

    x Marco Poli:
    Eccoti, bentornato! :)

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