Questo periodo complicato forse è alle spalle: abbiamo trovato una badante (neppure sotto tortura userò quell'anglismo ora di moda nell'inglesano che dilaga), una cara persona che ora si è aggiunta alla famiglia dei miei due veci e di mio fratello che vive (praticamente quando non è al lavoro o via) con loro.
I miei veci sono tornati quasi bimbi. Mio padre fa i capricci come un bambino e mette i bastoni tra le ruote: la fine di settimana scorsa gli ho dato una forte lavata di capo, visto che coi suoi capricci da bambino viziato cercava di imporre un suo sgarbo cercando di girare la frittata. Brillante intellettualmente, ora non ha più la capacità di manipolare gli interlocutori, la dialettica girafrittatistica. Così passo dopo passo, usando fatti e logica, l'ho portato davanti alla evidenza del suo errore. E' stato energicamente molto intenso. Anche se ha passato da tempo i novanta, vorrebbe fare il "patriarca": solo che un patriarca deve essere il primo a dare i buoni esempi, rifuggire da essere bullo in casa. Dopo la strigliata pesante mi faceva quasi pena, così inerme, forse (forse!) resosi conto dei gravi sbaglio e peccato commessi.
Mio padre,con _ddova, perde parte del suo potere "immaginario" (immaginario perché da tempo non è autonomo su molte cose) e così mette, appena può, i bastoni nelle ruote. Pare essere un motivo ricorrente, quello di noi vecchi uomini, ostili a coloro che devono prendersi cura di loro.
Perdere autonomia e avere estranei in casa non è facile per nessuno, capisco. Eppure, questi esercizi spirituali molto grevi - lo è l'invecchiare, lo è stato per me entrare nel mondo rallentato che precede l'arrivo al capolinea (usando la metafora di papà) valgono per me, per i miei fratelli, per mia mamma che si è letteralmente, fisicamente, massacrata la schiena nel tentare di assistere e "manovrare" mio padre infermo a letto.
Non è affatto facile neppure per queste donne entrare nelle famiglie. Cambiare modi di vita, essere ospiti, a tempo, dover far proprie abitudini, usi, alimentazioni, orari non propri. Facile un bel ciuffolo (mio padre, ostativo, si arrabbiò quando cercai di farglielo capire ma, come egli dice sempre, impossibile far capire qualcosa a coloro che non vogliono capire).
Ad esempio, i miei ora, per vari motivi, non possono quasi più mangiare verdura e frutta: questo non aiuta _ddova che ha molta verdura nella sua alimentazione.
Così quando mi ha raccontato un po' di lei, della sua solitudine (veramente essere sola in questo mondo, con tutti i suoi cari già morti, una figlia in Francia e il figlio in mezzo alla guerra russo-ucraina che non vede da molto tempo, morti i genitori, morte le amiche) dei sacrifici, della povertà da cui viene, dalla miseria del tirar su da sola due figli, divorziatasi da un marito alcolista con tutti i gravi problemi che quella tossicodipendenza comportava.
I miei cercano, si impegnano molto per cercare di fare quel che possono fare ancora da soli: questo aiuta _ddova ad avere meno incombenze ma, come tutto, ha i suoi contro. I miei hanno orari dei pasti posticipati di circa quattro ore rispetto alla norma. Così _ddova, si è sfogata un po' con me, dice che per lei è faticoso pasteggiare da sola. Considerando la solitudine che mi ha descritto, comprensibile.
Io ho colto questi segni e ho cercato di assecondarla un po', in casa, di pasteggiare con lei in quei tre giorni.
Ha avuto una piccola felicità quando le ho chiesto di prepararci il borsch, piatto che desideravo gustare (e preparare, ora devo risolvere il problema dell'aneto introvabile qui in Appennino) da anni. Ho notato che ella ha certamente una tecnica molto valida, in cucina e attenzione agli ingredienti (sia pur con la nota, continua, dell'attenzione al loro costo): insomma, nonostante sabato della fine settimana scorsa (sabato 30 maggio) facesse un caldo orribile, mi mangiai quasi quattro piatti di quella squisita minestra di verdure.
Borsch zuppa ucraina ma, comune in tutta l'Europa orientale. Le ho chiesto da quale parte venisse. Le sue parole furono :- "Ufficialmente sono ucraina, ma io parlo russo, sono russa di cuore, di famiglia, di tradizioni, la mia famiglia da sempre tra il Donbass e Belgorod". Era molto accorata quando diceva che spera solo che la sua terra torni Russia.
La ascoltati in silenzio, attentamente. Il mio cuore vorrebbe che Ucraini e Russi smettano di massacrarsi, che addivengano alla realtà delle molte cose comuni, ai valori che condividono. Del resto capisco che siano alle vaghezze sentimentali, considerando i secoli di inimicizie.
Ecco, _ddova è una di quelle persone povere ma con grande dignità, sobrietà, eleganza che, per quanto dimessa, rimane fine e unica. Mi ricorda, quasi, i nostri cari nonni, quelli che con dignità e spirito di sacrificio, superarono mille difficoltà rimanendo persone dignitose, con una eleganza, la eleganza sia formale che della dignità.

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