mercoledì 24 giugno 2026

Questi e quelli

 Sono passati più di 8 anni dalle osservazioni di Ignazio De Francisci 

"il condannato sconta la pena con i benefici tutti italiani e ricomincia a delinquere."

La situazione si è ulteriormente aggravata e la pena, in molti casi, non c'è più: il criminale, sostenuto dalla certezza della incolumità, riprende subito a delinquere.
Il signor Cicalone riporta un caso ancora più grave di quello di Ramy (che Odino lo strafulmini con la sua genia), con tre morti.
Tutto questo è voluto: dagli sfascisti sinistranti e pure da un governo e parlamento democristiano, indulgente, garantista che, per difendere quelli grossi lascia, obbligato dal sinistro  ugualismo normativo, lascia intonsi anche quelli diffusi.

Nuove regole di ingaggio: se non ti fermi ad un posto di blocco devi avere la quasi certezza di finire molto, molto male, il peggio possibile: speronato, incastrato nei rottami della tua auto carambolata, oppure ferito o anche ucciso dai colpi di arma da fuoco degli agenti. Tutto è possibile quando non ti fermi ad un posto di blocco, tutto deve essere e possibile e fatto affinché tu ti fermi. L'infausta sorte dei violatori diventa efficace esempio didattico, educativo. Criminali violatori vengono eliminati il ché è utile in sé, prevenzione di altri disastri.

Questa scelta di mettere le camicie di forza, di rendere inefficaci regolamenti e regole di ingaggio con fini e cervellotici cavilli, di agire processualmente sulle FdO, persino l'impianto "nessuno tocchi Caino" "lasciate che Caino continui a fare ciò che deve fare" sono, palesemente, una scelta politica. Inibire, reprimere il sistema immunitario può comportare solo un aggravamento repentino delle patologie. E' certo e politicamente voluto.
Quando esiste una sola forza politica, rejetta, la feccia, che osa riportare restituire riportare il tabù, i tabù alla politica, essa non può che attirare l'ostilità da parte delle altre partecipi, apologetiche dello sfascio sociale, del lievismo, della ordinaria guerra civile quotidiana. "Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia" diventa rappresentazione verbale della frattura che isola la "feccia" dal resto, la rottura, la separazione che rende evidente questi e quelli. Il contrasto, la sola esistenza, rendono evidente la complicità degli eletti, la (ir)responsabilità della crème nella implementazione del collasso del vivere civile.
Moltiplicare per mille mila tessere del mosaico.

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