mercoledì 30 gennaio 2008

Un passo



Ieri sera ci ha chiamati. Ero in pizzeria con _nzo, prima della riunione su spiritualità, discernimento e libero pensiero. Lei, colei che lo desidera ardentemente.
Mi sono molto rallegrato. Il fatto che abbia deciso di telefonarci, di parlare col mio possible complice, mi ha dato speranza.

Un passo.
Il cammino è lungo, certamente, un passo non significa arrivare in vetta.
Ma, di certo, senza passi, non si va alcun dove.

La banda del buco

Stasera ci sarà una riunione di resistenti.
La banda del buco, ovvero i sindaci diossini della zona, ignoranti come le pantegane, persone pericolose col potere in mano, la stessa genia di quelli dell'altra volta, gli assessori alla stradalità immobile della regione, hanno indetto messa nel comune vicino. Missione apostolica: coltivare il pensiero unico e ammansire il popolo (assente) affinché ricervano avvallo al loro prossimo scempio ambientale.
Poiché hanno intruppato decine di migliaia di pendolatori nei loro comuni dormitorio senza alcuna pianificazione urbanistica, con una visione criminale di sviluppo progressista, poiché si sono dati tutti da fare per approvare prima del 2003 i loro piani regolatori folli, prima che i PSC fermassero le loro malefatte in combutta con proprietari terrieri, cavatori, costruttori e agenti immobiliari dai quali prendono ordini e finanziamenti di partito, ora si accorgono che qualcosa non quadra.
E così la soluzione per gestire il traffico impazzito è, sentite un po' la genialata, di aumentare le strade (!!). In quel territorio ci sono i monti? Benissimo, noi li buchiamo.
L'assessore regionale si era permesso di affermare che il progetto sarebbe andato avanti anche a prescindere dagli esiti dello studio economico di fattibilità. Che, ha dato esito negativo (e se la Società Autostrade che l'ha finanziato ha detto che economicamente non è ragionevole,  la realtà è anche peggio).
Ma essi pretendono di proseguire. Comunque.
Poi chi se ne frega delle falde, no!? Tanto dove abito ora ci riforniscono ancora (gennaio 2008) con autopompe, dopo la siccita di venti mesi e ancora quest'inverno è stato gramo di neve e precipitazioni. E la maggior parte delle frazioni di mezza costa o sommitali sono a secco. Chi se ne frega se in quella borgata dormitorio, il terzo comune in provincia per crescita edilizia, sono impazziti per alimentare l'acquedotto colle fonti a secco da giugno in poi.
Chi se ne frega se i bifolchi che abbiamo ammassato non avranno l'acqua. Il fatto che in Mugello l'alta velocità ferroviaria abbia casuato la perdita di 62 milioni di metri cubi di acqua potabile e il prosciugamento della gran parte delle falde? Un problema irrilevante, qui la porteremo colle autobotti, l'acqua. Noi bucheremo.
Andremo a urlarte, a questi feudatari criminali mediocri e pericolosi che il pensiero unico non esiste.
E che non faranno quello scempio.
Avevo scritto tempo addietro all'assessore regionale. Mi aveva risposto. ridacchio ancora. Pensano che i cittadini non abbiano ancora più alcuna capacità intellettiva, vista la risposta in politichese un misto di farsi idiote e precotte che, paradossalmente, confermavano delle osservaziioni argomentate e dettagliate che erano state sollevate. Ma è scemo?
Ci pigliano per il culo?
Bene.
Non sanno cosa aspetta loro. Non ci sarà solo un coro di belati.  No no.
Cosa vorrei fare da grande?
L'eco terr*rista.

martedì 29 gennaio 2008

Produci consuma krepa


  • 10% della popolazione che detiene il 45% della ricchezza nazionale
  • stipendi bloccati dal 2000 al 2006
  • libere professioni: redditi dal 2000 al 2006: +13%
  • immigrazione
  • problema rifiuti in campania, inceneritori diossini altrove
Divento un po' comunista e xenofobo. Questa è la reazione emotiva, la non soluzione. Non che sia necessario, ma la bananizzazione dello stivale procede a grandi passi. Stiamo diventando un ottimo paese del III mondo. Immigrazione di senzarteneparte, aumenta l'offerta nei lavori "manuali" (come se non fosse nececessaria un arte, è sufficiente avere a che fare, ad esempio, colla mediocra se non pessima qualità dell'edilizia per rendersi conto che maestri muratori non si diventa in cinque minuti e che un portantino pachistano non diventa piastrellista in due giorni). I lavori manuali rimangono quindi con retribuzioni basse, non sono più appetiti dagli italiani, che mirano a lavori "superiori" di intelletto, maggiore offerta in questi e quindi relativi stupendi fermi o in caduta.

Poi c'è la competizione internazionale, per cui, giustamente, il reddito planetario si sta ridistribuendo. Gli immigrati che fan figli come conigli (non si sono ancora accorti che non si lavora più nei campi e che esistono gli antibiotici) e, specie questi, che non hanno né cultura né consapevolezza della sobrietà, di consumare di più, produrre di più, consumare di più. Li vedi che escono, obesi, da Lidl con sporte enormi di cibo spazzatura e di oggetti inutili e pacchiani. Ecco rumeni e macedoni nei loro campi exnomadi discarichedirifiuti ignoranti come la capre ma in roulotte col televisore al plasma da 235 pollici, hanno già buttato nel campo vicino il polistirolo dell'imballaggio con cui l'hanno trasportato da midiauorld.

Le società industriali aumentano gli utili, i monopoli privatizzati dal liberismo de noantri alla berlusconibenettongnutti incrementano utili e dividendi di anno in anno. La piramide è rovesciata. Una massa, alla base, di noncapitalisti (proletari non è più etimologicamente corretto, per fortuna! operai neppure, lavoratori ancora per poco, forse precari) che si arrabatta, ha perso completamente conoscenze ed orgoglio del lavoro e del proprio valore, sia come produttori che, soprattutto, come consumatori esigenti, critici e responsabili. Sono l'anello finale della catena, il più potente. Se solo volessero fermerebbero tutto.
Ma la soluzione non è la lotta di classe, il fatto che i pochi che sono sotto vogliano stare sopra, rivolgere. Ovvero non è la lotta di classe del marxismo che è solo l'altra faccia, quella statalista, del capitalismo sviluppista.
La soluzione è nella sobrietà critica, effciente, edonista. Edonista nel senso migliore del termine: concentrarsi sul piacere delle persone, sul piacere della Natura. Hanno falsato anche quello ed edonismo, erroneamente, è stato associato al consumismo, il fine settimana a niuiorc, al farsi il Vevue Clicot nei bicchieri di plastica, ad acquistare la mini minor tamarra e la 46esima borsa di Collection Privee, che dopo due ore sei più triste e depresso di prima, tanto c'è il Prozac.
Abolire calcio e formula uno, sport lucrativi delle palanche, filiera corta, evitare con cura e sistematicamente di acquistare ciò che viene pubblicizzato. Ma soprattutto rottamare i televisori che sono il mezzo con cui ti indottrinano e ti plagiano, da mane a sera, col tuo consenso mansueto.
La soluzione è far chiudere le fabbriche contenitori in plastica perché il balsamo e la pasta li si va a prendere in bici colla borsa di cotone e la bottiglia e si beve l'acqua (migliore!) del rubinetto, non le tisane al PVC. E così i rifiuti di queste locuste che stanno divorando tutte le risorse a figli e nipoti, i nostri figli, i nostri nipoti, semplicemente non avranno più ragione d'essere. E il capitalista proprietario della fabbrica di bottiglierifiuti USA&getta chiuderà e se ne andrà con suo figlio al fiume a piedi, invece di andarsene in giro come un forsennato idiota col Carrera S per mezza italia a caccia di contratti.
Il rifluto non è esistito per tutta la storia dell'umanità, è il refluo del tumore sviluppista, la scoreggia mefitica della morte nera, del delirio di onnipotenza che ha rincoglionito il 80% della piramide, alla base, per farla esplodere demograficamente e per arricchire quel 20% che sta sopra.
Non è la lotta per un aumento di 70€ al mese nello stipendiosalario la soluzione. Così poi alla mia moglie bidella precaria ci compro Chanel n° 5.
La soluzione è di tenersi il cellulare per 5 anni e di aspettare la sera per parlarsi viso a viso cogli amici, e di disdire l'abbomento Sky e di mandare al diavolo il profumo della Hilton, che lo usi lei, se vuole. Leggiamo un libro preso in prestito dalla biblioteca, questa settimana.
Lavorare meno, guadagnare molto meno vivere di più, aguzzare l'ingegno.
Andarsene in cima alla colliana a cinque minuti da casa per godersi il tramonto.
Sarai felice, proprio coi tuoi anfibi robusti di quindici anni.

Non so dei vostri buoni propositi
perchè non mi riguardano
esiste una sconfitta
pari al venire corroso
che non ho scelto io
ma è dell'epoca in cui vivo
la morte è insopportabile
per chi non riesce a vivere
la morte è insopportabile
per chi non deve vivere
lode a Mishima e a Majakovskij
tu devi scomparire
anche se non ne hai voglia
e puoi contare solo su di te
Produci consuma krepa.

Morire
1964/1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi. Del conseguimento della maggiore età
CCCP



lunedì 28 gennaio 2008

la Natura

Se ne sono andato in montagna. UnPadre, UnFiglio, alcuni amici e relativi pargoli. La prima ascensione dell'anno.
Nel mezzo dell'Appennino, i monti di mezzo. Bellezza modesta e riservata, bellezza struggente d'Appennino.
E così, la Natura, ancora una volta è stata cibo per anima e serenità. Come sempre.
Abbiamo fatto anche la lotta gioco, nella radura in cima.
Nel meteo impazzito di fine marzo, le folate di favonio caldo e secco.  Distacco ed annusi anch'esse.
E' bello distaccarsi ed osservare.
C'erano le foglie secche che suonavano sotto i nostri piedi.
Erano la musica dell'amore per noi.

punti di vista (piccolo o Grande? Alto o basso?)

venerdì 25 gennaio 2008

Artefici

Succederà?
Non dipende solo da me.
Dipende da te.
E dal destino.
Che poi siamo noi gli artefici del nostro destino.



(il viso della signora tenderebbe a confermare le dicerie secondo le quali pare sia un'esperienza gradevole)

martedì 22 gennaio 2008

Molestie

Ho la mia molestatrice preferita.
Mi racconta le sue birbate. Nell'ultima conversazione, ha dato il mio nome al pischello che le ha onorato ha tentato di onorarle il culetto. Beh, non tutti sono A-Man.
Ma dico, che razza di conversazioni indecenti.
E' bellissima quando si lascia andare. Una piccola eroina di Eros.
Che razza di molestatrice.
Ho bisogno di guardie del corpo.

lunedì 21 gennaio 2008

Centochiodi

Abbiamo visto Centochiodi, sabato sera. Credo che non ci sarebbe potuta essere pellicola migliore per quel nostro stato d'animo. Si è rallegrata quando appena entrato le aveva detto che aveva preso quel film. Rallegrarsi di un sorriso aperto, frizzante come il lambrusco scuro.
Ma forse non è l'amore, della garzona del forno e del professore, ciò che brilla più intensamente.
Forse è quell'amore che scrive Osho, l'amore per la vita, per il creato e la natura e le persone che ne fanno parte, ciò che emerge.
Il buttare via il gioco della conoscenza, umanamente, odio per le nozioni che si fa cento chiodi che infilzano la sapienza degli incunaboli. Togli, butta via, rimuovi, ritorna alla semplicità del cuore. Alla natura placida, crea rivali ma anche amici, crea umanità di pescatori e uomini del vivere semplice. Ha l'amicizia, dentro, le mani rudi e le parole semplici e schiette, che avvicinano.
Ti rendono sovversivo e antagonista. Resisti, alle funamboliche bulimie progressiste, che sono i morsi rabbiosi del cross sulle rive o le ruspe che passano coi cingoli sopra natura ed uomini per costruire il rutilante divenire.
Suona un valzer lento, sulla barca che scorre lì sotto.