mercoledì 12 novembre 2008

Stato marcio


  • Diaz, l´ultima immagine dello scandalo. Ecco l´uomo che porta le molotov.
    In una ricostruzione della Bbc si vede un uomo che introduce nella scuola le bottiglie incendiarie
    (Repubblica.it)

Il neofeudalesimo camuffato da democrazia rappresentativa, lo stato e i suoi superiori interessi, quelli che schiacciano i valsusini per opere deleterie e prive di ogni senso, con il soffio mortale del nucleare per lo spreco, della guerra esportata in casa altrui per pelose ingerenze umanitarie, come scrive Massimo Fini, l'imposizione da parte di Prodi di aree per inceneritori spargidiossina in Campania, non può nascondere il fetore del marcio, della putrefazione che sale da quanto sta nei bassi del maniero, sotto i saloni dei ricevimento e dei banchetti. Kossiga, il gladiatore lacché degli USA, lo ha anche detto a chiare parole:

"Lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello della auto della polizia e carabinieri.
Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà, e mandarli tutti in ospedale.
Non arrestarli, che poi tanto i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì" (via thexpunisher).

Stato apologeta del falso e del crimine. Contro questa stato a delinquere, una reazione anche violenta non è solo dovere civile ma anche eticamente indispensabile.


Lotta contina

7 commenti:

  1. UnUomoInCammino17 novembre 2008 09:35

    AntiBolscevico, questo è uno stato marcio. La lotta per il potere porta a commettere continuamente crimini e violazioni di ciò che si professa. Le devastazioni a Genova sono state commesse colla complicità della polizia e sfruttate mediaticamente.

    Devastazione a due componenti: i devastatori black block e la polizia che li ha lasciati scorrazzare in lungo e largo, massacrando poi persone pacifiche e innocenti.



    L'agente della celere è, per dirla alla pasolini, un proletario che sta di fronte ad altri proletari o ai figli borghesi che li attaccano.

    Per quanto mi riguarda sarebbe da applicare la strategia del Mossad, ovvero colpire sistematicamente i capi di questa ideologia del terrore di stato.

    Sono anarchico e più uno arriva in alto, più danni fa, iniziare a "colpire" il 20% per eliminare l'80% del problema. Kossiga è un esempio paradigmatico.

    Nelle mie piccole patrie non c'è posto per canaglie come lui e per lo stato bulldozer che professa.

    Voci molto ben informate (vertici ad altissimo livello della polizia per molti anni) so che parte considerevole della polizia è marcia.

    Il pesce puzza e non solo dalla testa.

    RispondiElimina
  2. Caro AntiBolscevico, ti rispondo anche io, perche' il problema della sentenza della Diaz e' che sono stati condannati quelli che costituiscono il braccio, e non i veri responsabili, i vertici. Se tu sei un agente qualsiasi, e ti ordinano di picchiare un branco di pericolosi facinorosi, anche se dormono, tu lo fai, ok, diciamo che lo fai per essere ligio al dovere. E poi? Vieni punito per questo? Non dovrebbe essere riconosciuto veramente responsabile chi ti ha dato quel comando? Io sono stufa di vivere in un paese cosi'. Infine scusa ma te lo devo proprio dire che non e' bella l'espressione "ritenere tutta la piazza criminale per qualche Giuliani da galera". Giuliani era un ventenne che e' stato ammazzato mentre partecipava ad una manifestazione degenerata. Non e' bello usare il suo nome in questo modo. ciao. k.

    RispondiElimina
  3. Giuliani stava tirando un estintore nella camionetta di un carabiniere proletario.

    Ha accettato la logica dello scontro frontale, la stessa di Kossiga.

    Ma l'estintore deve essere tirato prima addosso ai vari potenti. Prima i grulli 8 più grossi, solo in ultimo ai caramba nella camionetta.

    La rivoluzione si fa andando in bici, togliendo decrescita dopo decrescita, l'ossigeno del potere e del guadagno.

    Se la base sotto se ne va, il vertice della piramide crolla.

    RispondiElimina
  4. Il punto è proprio questo: lo scontro frontale: siamo tutti facce della stessa medaglia. Trasformare la piazza in uno stadio con gli ultras e sostituire il tifo calcistico a quello politico è inutile e deleterio. Ci sono le stesse persone da ambo le parti. Le cose si cambiano col tempo anche e soprattutto nelle nostre vite personali. Non posso pretendere precisioni prussiane o onestà dagli altri se non sono preciso e onesto io stesso.

    RispondiElimina
  5. UnUomoInCammino19 novembre 2008 16:21

    AntiBolscevico, le tue parole bisogan scriverle nel granito.

    Se non sono onesto, preciso, vivo degnamente, sono non sono respons-abile, se non faccio dell'azione fruttifera il seguito di una tensione ideale e di un immaginario ecologico, penseràò sempre che i problemi sono dovuti al vicino, allo stato, alla cassadelmezzogiorno, al partner, alla scuola, ai padroni, all'immigrato pakistano, al fannullone nostrano.

    Indice sempre in fuori? No buono.

    Tirare un estintore in una camionetta è come i proiettili o i manganelli che escono dalla camionetta.

    Mi ha sempre dato ai nervi la santificazione vittimistica di Giuliani.

    Le vere vittime sono i manifestanti pacifici massacrati dalla polizia. Giuliani si è messo sul piano dello scontro fisico (che non sono certo op a demonizzare,anche se lo ritengo inefficace in quei modi, sempre la solita solfa dell'indice estroverso) e gli è andata, acc che sfiga, male.

    Punto.

    I fascisti dicevano essere esempio e ciascuno deve essere esemplare.

    Non aspettare che lo siano gli altri.



    AntiBolscevico, credo che la dereresponsabilizzazione personale sia un grandissimo male italiano e tu, per ciò che sei, sai che intendo che il buonismo perdonista cattolico è la cultura del gregge pio e devoto è la principale causa di questa catastrofe nazionale.

    RispondiElimina
  6. Sono anche io d'accordo con le parole di antibolscevico. Pero' unuomo, puoi anche dirmi che Giuliani era in un piano di scontro frontale, ma non puoi mettere sullo stesso piano tirare un'estintore contro una camionetta e sparare con una pistola. Non voglio santificare ne dannare nessuno, vorrei solo lasciare in pace i morti. Se fosse stato il carabiniere a morire schiacciato da un estintore non mi sarei posta diversamente che e' solo un poveraccio messo in un tritacarne.

    RispondiElimina
  7. UnUomoInCammino24 novembre 2008 10:44

    In quel momento se giuliani avesse avuto un'arma da fuoco l'avrebbe usata.

    Non la demonizzo, la violenza esiste. Ma, eticamente, o la ammetti come strumento di lotta e risoluzione dei conflitti o non la ammetti. Non c'è MAI una violenza bianca ed una nera.

    RispondiElimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.