giovedì 7 dicembre 2017

Lupi senza pelo

  • La cosa più incredibile è dichiarare guerra alle idee.
    Marco Minniti

Ohh, in Italia cova il rancore.
Ohh, che strano...
Come è possibile che quelli siano in ballo di queste disdicevoli emozioni!?!?

I soviet al caviale, una volta informati di cosa avviene fuori dalla castalia, nel mondo, sono stati colti dallo stupore. Anche come teatranti, sono squallidi. Il teatrino ipocrita trombonato da mane a sera esce male anche in questa occasione.
Già, il rancore.
Dopo aver progettato, supportato, apologizzato e realizzato la distruzione, il caos e la più brutale competizione  nella società a scoppio, per dirla alla Terzani, mediante innesto forzato di milioni di alloctoni, in parte rilevante ostili e nemici plurimillenari, col disegno sinergico del lievismo, la nocenza quotidiana, per dirla alla Renaud Camus, ora scoprono l'acqua calda.

Ma il teatrino per scemi non è finito.
Il signor Minniti, lupo col vizio e senza pelo degli interni, trombona la sua incredulità per "la guerra alle idee".
Già, detto da quella parte politica che ha fatto del falso ideologico sistematico, dello squadrismo ideologico, della censura fondamentalista di tutto ciò che non fosse marxista, progressista, ugualista, blablabla più brutale, della deculturazione sistematica e del plagio gramsciano delle nuove generazioni, rincoglionite e inebetite dalla monocultura del politicamente corretto progressistoide (omologati per essere sfruttati e, all'occorrenza, in caso di disallineamento ai piani neosovietici, sostituiti) ci riconduce a questo squallido  e triviale teatrino rossastro della mediocrità.
Voi non potete dichiare e fare guerra alle idee. Quella è roba nostra.

Io non ho in gran simpatia i nazionalismi (ascolto, anche a La Zanzara, le rozzezze di Cruciani che in modo stupido e arrogante monta una tempesta in un bicchie d'acqua alla centralinista altoatesina che risponde "Ospedale Bolzano Krankenhaus", apostrofandola che deve rispondere prima in italiano). Ecco i nazionalismi beceri ai quali l'intossicazione dell'antinazionalismo suicida, masosadico, ugualista, sìglobal, razzista anti ci sta portando rapidamente.
_rio, amico anarchico, diceva "la repressione delle idee, delle parole crea violenza".
Più tenteranno di reprimere le reazioni del corpo offeso, umiliato, violentato, innestato, più la reazione sarà violenta.
Certo è che questo orribile sfascio del compagnesimo mi fa osservare con qualche simpatia  le reazioni immunitarie, di neoresistenza, dell'altra parte, i socialisti non marxisti, nazionalisti, più  o meno neofascisti.
Rispetto alla merda con cianuro anche un piatto di  riso sbollito diventa una leccornia.

Intanto, mio figlio, ha assistito, in treno, al ferimento, da parte di un'italiana senza biglietto a danno del controllore, con scene patetiche di carabinieri camomilleschi e le loro reprimende predicose e garbate alla delinquente. Poi i teatranti furbastri e i loro militanti cretini si chiedono perché a molti tornino simpatici i manganelli.


24 commenti:

  1. Due cose:
    - questi personaggi, oltre a farsi scagnozzi delle elite apolidi e mondialiste per la messa in opera del Piano, da sempre adoperano il trucco di creare un problema e poi di proporsi come soluzione. In questo caso ci stanno portando al collasso economico e alla ripresa della guerra civile per poi proporsi come difensori di tutto quello che è buono e giusto.
    - purtroppo gli Italiani sono senza difese a causa della crassa ignoranza indotta nella maggior parte della popolazione. L'ignoranza facilita la manipolazione e impedisce che si formi una "coscienza critica" e quindi che la "resistenza" al Piano diventi qualcosa di più che le contrazioni inconsulte della bestia morente.

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    1. Come dicevo da Sara, quando raccontava della sua felicità nell'appartenere alla "Italia migliore" che acclama Renzi nelle stazioni, un uomo libero non segue deferente il "caro leader" col taccuino tra le mani. Ma tutto vogliono gli Italiani tranne che essere liberi. La libertà spaventa, fa paura.

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  2. Lo scrivo qui anche se sarebbe il proseguimento dell'altro discorso sulla "natura" della "sinistra".
    RAI NEWS: Franceschini: Netflix e Amazon Prime dovranno dare visibilità ai film italiani.
    "L'obbligo per le tv di rispettare quote di investimenti e di programmazione di opere italiane, varrà anche per lo streaming: "Anche Netflix o altre piattaforme come Amazon Prime avranno gli stessi obblighi, compatibilmente a una programmazione senza fasce orarie".

    Anche qui, come si vede, stipendietti e pensioncine, a qualsiasi costo. Ovvero, siamo "cittadini del mondo", come diceva la signora Boldrini, i "migranti" sono l'avanguardia del modo di vivere che in futuro sarà per tutti epperò esiste la "TV di stato", non solo intesa come l'insopportabile RAI ma anche come "quote" imposte per legge, autarchia mussoliniana.

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    1. Purché siano in romanesco, toscano o con altri dialetti/cadenze dalla provenienza, anche quella, col "bollino blu". Facci caso, se non l'hai già fatto. Ci si racconta che esisterebbero i mestieri che gli Italiani non vogliono più fare, ma pare che esistano anche mestieri (tipo l'attore, il conduttore televisivo o altri dello stesso tenore) che solo certi Italiani non vogliono più fare. Immagino che a un Piacentino o a un Vercellese faccia schifo anche solo l'idea di interpretare una serie di telefilm con la sua bella cadenza nativa, spinta magari anche fin oltre il limite del dialettale. Senza sottotitoli, ovviamente, come accade regolarmente col romanesco, col toscano, col napoletano, col siciliano... Non col sardo, chissà perché... anche loro certi mestieri non li vorranno proprio fare, immagino.

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    2. Da molto tempo io non acquisto il cine pattume.
      Men che meno le porcherie a stelle e strisce.
      Le persone hanno il coltello dalla parte del manico: si chiama "destinazione del proprio reddito".
      Evitano accuratamente di usarlo per poi lamentarsi.

      Penso che ci siano delle questioni di vicinanza ai distretti: il cinema si fa a Roma e persone di quella città hanno più facilità di contatto, questo comporta maggiore presenza di romanità o sudicità nelle pellicole.
      Come dire che, in quel di Torino, la concentrazione di imprese, conoscenze e ingegneria relativa al settore automobilistico è decisamente maggiore rispetto ad altri posti in Italia.

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    3. Un giovane, ad esempio a Rovereto o a Cremona o a Piacenza, ha maggiori opportunità di far carriera, di realizzarsi economicamente e professionalmente, rispetto ad uno di Lamezia, Cosenza o Foggia. Ecco che i lametini, cosentinio o foggiani vanno a Roma, tentano di diventare attori... etc. etc. .

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    4. UUIC: "Penso che ci siano delle questioni di vicinanza ai distretti"

      Se anche fosse (e non è), esistono anche le scuole di dizione.

      Ma davvero tu ci credi che non ci sono persone di Piacenza e/o Vercelli (per dire) disposte a spostarsi in altri "distretti" per quel tipo di lavoro? E poi che differenza ci sarebbe tra un Pugliese e un Piacentino per raggiungere Roma? Non è che Roma è in provincia di Foggia, eh!

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    5. "Credi che non ci siano..." (l'eloquio gnurant-televisivo, volente o nolente, lascia il suo turpe segno anche su di me).

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    6. UCoso, la tua ingenuità (che voglio credere che tu sia solo ingenuo) è disarmante. Nel mondo "globalizzato" si fanno i film di comicità dialettale in base alla facilità di andare a suonare il citofono ai comici in motorino. Non fa una piega.

      Comunque quella della "meriodionalizzazione" dei "media" è una battaglia di retroguardia. Viene molto dopo della "meriodionalizzazione" di tutta la P.A. a partire dall'Istruzione ma muovendosi attraverso tutti i campi dello scibile, dalle Forze Armate alla Magistratura.

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    1. Questa della botte di ferro, pensando a James Boldr e a quanti sono i colli di Roma, non è male. Usarono qualcosa di simile con Attilio Regolo, se non erro, con ottimi risultati... Eh, i bei tempi andati.

      (ovviamente è un'iperbole umoristica, perché anche i tempi andati erano afflitti da congrue dosi di schifezza)

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  4. Questo spiega anche quanto certi messaggi ("Stato Ladro", "Burocrazia", "Casta-Cricca", "Dirittismi"...) fossero (nelle intenzioni delle elite) tutti funzionali all'abbattimento dello Stato, non certo al miglioramento dell'efficienza di un'organizzazione.
    Salvo poi ripristinarla quando i vari meccanismi di bilanciamento dei poteri saranno saltati.
    Se vuoi, a quel punto, i sinistri avranno solo contribuito in qualche maniera a portare avanti il lavoro sporco.
    Nella tua ottica, purtroppo, puoi scegliere tra regno e impero. Tu magari preferiresti il regno, ma è più probabile che sarà l'alba dell'impero.

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    1. Lo Stato non esiste senza le persone che si associano sottoscrivendo un patto. "We, the people" diceva il Capitano Kirk in un celeberrimo episodio di Star Trek.

      Oggi a noi viene imposto non solo il concetto che esista lo Stato come entità sovrannaturale e che tutti noi, al meglio delle nostre forze, possiamo solo esserne "servitori" (servitori dello Stato). Ci viene anche imposto che lo Stato non deve più essere "nazionale" ma deve essere "sovranazionale", idealmente "globale", esteso a tutta l'umanità, senza confini, senza barriere.
      In una logica per cui "we, the people" diventa "populismo" o peggio "sovranismo". Lo Stato deve esistere di perse come "dato di fatto", come che ne so, la forza di gravità, che agisce su tutti noi indifferentemente e senza chiederci la nostra opinione.

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    2. Certo, è chiaro che lo stato siamo io te, Uomo e tutti gli altri. Non è un feticcio, non è l'apparato.
      E' "semplicemente" un patto tra di noi. Quindi un corpo legislativo che regola la nostra convivenza.

      Aggiungerei anche, che è il "luogo" di mediazione di tutti i nostri interessi contrapposti.

      Piacciono anche a me i referendum e la democrazia diretta, però mi rendo anche conto che (purtroppo) è ancora necessario chi mi rappresenti perchè non posso leggermi ogni giorno tutte le delibere comunali, regionali, nazionali.

      E' anche chiaro che il mio interesse particolare ha meno peso dell'interesse tuo, di Uomo-coso e tutti gli altri messi insieme (lo "Stato" prevale sul singolo cittadino, orrore!).

      C'è qualcuno a cui questa cosa chiaramente non va a genio e quindi aizza ad estendere "le libertà", abbattere rappresentanze, corpi intermedi, perchè alla fine comanderà chi avrà accumulato più risorse rispetto agli altri (cosa non difficile se hai dei simpatici commerciali che sanno come far girare bene il mondo).

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    3. Non ci siamo capiti. Il tempo in cui ci si sedeva in assemblea e si decideva di radere al suolo Cartagine, sono finiti.

      Adesso tu stai a casa a guardare la TV e c'è chi pensa a tutto, che decide non solo cosa passa la TV ma anche cosa devi mangiare, che lingua devi parlare, dove devi vivere e lavorare, qualsiasi cosa.

      Non c'entra niente la "mediazione degli interessi contrapposti", io e te non abbiamo interessi. Siamo solo batterie collegate a Matrix.

      Lo Stato-Mondo non ha cittadini nel senso antico, ha solo delle pile.

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    4. > è ancora necessario chi mi rappresenti perchè non posso leggermi ogni giorno tutte le delibere comunali, regionali, nazionali

      Con la lista civica ecologista e descrescitista (mia esperienza personale) semplicemente c'erano troppe informazioni da vagliare, controllare per coloro che, come me e altri, arrivavano a casa dopo il lavoro, con la testa lessa, stanchi o con altri impegni (pargoli o genitori anziani da accudire, etc.).

      Sarò cinico ma non è che i mestieranti di professione siano particolarmente competenti, professionali.

      La cosa peggiore è che in questa costituzione cattosovietica, i meccanismi di rappresentanza sono senza alcun meccanismo di controllo come
      o - elezioni di richiamo
      o - referendum propositivi (senza quorum o a quorum molto limitato, ad esempio il 25% dell'affluenza di voto alle ultime politiche, gli assenti hanno sempre torto...).

      Questo è sfociato nell'autodichia più becera e in una castalia priva di alcun controllo che invece di esprimere un esempio, una guida morale, ne rappresenta, molto bene, i lati peggiori.

      Ci devono essere dei pilastri nell'architettura istituzionale basati su un'ecologia politica:
      o - pareggio di bilancio (attivo fino ad aver ripianato il debito)
      o - fiscalità locale
      o - meccanismi di democrazia diretta (citati) del tutto assenti ora
      o – esistenza dei limiti e priorità del locale sul globale
      o – separatezza, identità sovranità come primi meccanismi contro l'entropia globalista
      o – riduzione del rumore (spacciato per informazione)
      o – abolizione dei meccanismi trasversali di finanziamento e profitto (la prima ecologia è quella di vedere cosa si muove e in quale direzione),
      o - conflitto virtuoso sistematico di interessi

      E' esattamente il contrario che i nuovi soviet transnazionali, apolidi stanno realizzando, con un allontanamento sistematico del potere dai territori, dal demos, istituzioni sempre più autoreferenziali, allungamento delle filiere di potere.
      I paesi nei quali c'è un'azione di ripristino della sovranità democratica (lUngheria di Orban, la Russia di Putin, la stessa Siria di Assad, etc.) sono, paradossalmente additati come “antidemocatici” nella propaganda progressista.

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    5. In tutto questo, al centro, come ricorda spesso Lorenzo, c'è la persona e la sua dignità, cultura, responsabilità, autonomia.
      Le campagne mediatiche del pensiero politicamente corretto progressista, il plagio gramsciano delle nuove generazioni, il dirittismo a consumismo e "servizismo", lo sradicamento dalla realtà (dalla Terra, dal rischio economico, dal rispondere dalle proprie azioni), l'indottrinamento ideologico a teorie completamente avulse dalla realtà (l'ugualismo prima illuminista, poi marxista antiborghese, le panzane transgender, antispeciste e tutte queste superstizioni, mode per cretini, la repressione dell'istinto, della Natura, la deprecazione sistematica di tutto ciò che è “autonomo”, “indipendente” etc.) e la liquidità del consumismo, causa ed effetto (vedere le isterie pro Steve Jobs, pro blec fraidai e i movimenti inconsulti di masse sempre più grandi) hanno peggiorato le masse, invece di migliorarle.
      Una società fragile e sbandata è facilmente controllabile, manipolabile e sfruttabile dalle oligarchie.
      Questo è ciò che succede: i soviet nuovi si propongono come soluzioni ai problemi che essi hanno creati e innestato nel corpo sociale, creano e delegano ad esse, istituzioni sempre più lontane e autoreferenziali.
      Ovvia e osservabile l'ostilità da parte dei nuovi soviet a tutto ciò che si allontana dai loro disegni, compresa la democrazia diretta.
      Come si affronta la liquidità? Con la solidità.
      Nel liquido (liquame) bisogna iniziare a mettere scogli, dighe, pilastri, paletti fermi.
      Ecco, ora uscite e osservate queste cose (ad esempio dite alle persone per strada che, per evitare collassi sistemici, i sistemi complessi vengono accuratamente suddivisi in componenti con canali di interconnessione limitati e rigorosamente controllati, che devono comprare dalla bottega invece che a Merdamazon e osservate le reazioni).

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    6. UUIC: "Nel liquido (liquame) bisogna iniziare a mettere scogli, dighe, pilastri, paletti fermi."

      Non dimenticare le guarnizioni, che nell'arginare i liquidi (e financo i gas) sono un toccasana. Oh, mi son distratto... qualcuno ha parlato di confini e di limitazione della mobilità?

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    7. Uomo, mi sembri come quello che se lo tagliò per voler far dispetto alla moglie...
      Quando tu avrai abbattuto la costituzione "cattosovietica", non avrai quella di gaia, decrescitista, naturalista. Avrai le sole normative di commercio imposte da 4 multinazionali (o le "elite") e un fiume di cheeseburger, uramaki con riso di plastica, tortellini al parmesàn.
      In bocca al lupo (quello senza pelo).

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    8. Su questo sono d'accordo. Prima di "abbattere" la Costituzione vigente accertiamoci ben bene, controlliamo e ricontrolliamo, pre-muniamoci, rispetto alla possibilità che ce ne accollino una PEGGIORE. Vedi tentativo di approvare d'ufficio la Costituzione Europea di cui gli Italiani non hanno mai sentito parlare e del successivo Trattato di Lisbona. Vedi personaggi bonari e rassicuranti come il Prof. Prodi.

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    9. UCoso, a me sembra evidente che i tuoi "desiderata" sono irrealistici se non impossibili per la stessa ragione che ho spiegato nella "discussione" con Emilio.

      Se tu nasci in un certo ambiente e per tutta la vita sei condizionato a rispettare i doveri di un certo "ruolo", ci si può aspettare da te una certa "rettitudine" e che, quando tu non sia "retto", intervenga la censura della comunità a cui appartieni.

      Se invece tu sei un ente senza alcun attributo, che si determina in maniera "casuale" in base agli eventi atmosferici e alle "risorse", come, che ne so, una pianta che cresce qui o cresce da un'altra parte, l'unica cosa che ci si può aspettare è che tu sia il tuo stesso e unico fine, che tu sia la misura di te stesso. Stante il fatto che esisti in una comunità di gente come te, qualsiasi cosa tu faccia è automaticamente "giusta/buona" e si tratta solo di collisioni casuali tra tutte le entità che si agitano nello stesso spazio.

      Questa ultima è la teoria su come deve funzionare il mondo per come ci è stata venduta a partire dagli anni '70.

      Con un corollario: siccome le collisioni casuali tra le entità autonome incrementa il caos all'infinito, interviene il Partito del Mondo con una versione aggiornata delle Tavole della Legge ad "orientare" la "autonomia" delle entità. Da un certo livello a salire. Ovvero, che non avendo responsabilità non hai cittadinanza, però puoi prenderlo nel didietro, puoi mangiare i sassi, puoi fare qualsiasi cosa ti piaccia fare in quanto animale domestico.

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    10. Non credo che il concetto per cui la libertà dipende dalla responsabilità e non dall'uso degli orifizi sia più comprensibile all'uomo contemporaneo.

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  5. Guardando meglio... non è che l'animale della foto è un orso e non un lupo?

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    1. Diciamo che è un mammifero spelacchiato, direi in cattivo stato e non particolarmente attraente.
      Solo che la metafora è relativa al lupo.

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