venerdì 22 dicembre 2017

Le ore oscure - 3

(Le ore oscure - 2)

Io cerco di resistere come posso, ad esempio declinando tutti gli inviti (meno uno) alla ridda di cene, a questa anticipazione frenetica del Natale. Si arriva alla festa solstiziale stufi di bagordi, dolci, mangiate. Quella dovrebbe essere l'inizio di un periodo, della rinascita del sole. A volte mi guardano un po' strani quando non accetto una fetta di pandoro e ascoltano la mia risposta :- “Ideologicamente lo mangio da Natale in poi!”.
La cosa buffa è l'ennesima sovversione, il fatto che invece di considerarsi fuori tempo, considerano me un po' strambo.
Anche da questo punto di vista questo è un  mondo sempre più lontano dall'essere calato nel tempo, nel qui e ora degli orientali, un mondo storto che anela a festeggiare Natale in Avvento, la Pasqua passati i giorni della merla, il carnevale a maggio (come delle ridicole e patetiche feste da queste parti), la sagra del crostolo/sfrappola/lattuga/chiacchera/... ad agosto e quella del tartufo a marzo. Anche l'antipatia per il pieno - vuoto, ordinario – straordinario, festivo – feriale, luce – oscurità, silenzio – rumore, etc. , fa parte di questo orribile appiattimento che non mi può che far inorridire, filosoficamente, edonisticamente, esteticamente.
Sento cittadini (artificializzati è pleonastico) che gnolano per freddo e oscurità: stamattina, osservavo i mille cristalli della brina e gli arabeschi nel principio di sottile permafrost, i riccioli impazziti del terreno cretoso congelato. La bellezza dell'inverno, delle ore oscure è evidente e mi fa felice ogni mattina che posso camminare e scendere lungo quel pezzetto di sentiero. Una bellezza così grande che annulla le luminarie pacchiane effetto discoteca pseudo psichedelica. Noi italiani custodi di tanta grande bellezza, proprio non ce la facciamo sulla luce, non so se sono peggio queste orribili luminarie discotecare tamarre o le candele mangiafumo a colori improbabili coi loro puzzoprofumi artificiali.
La bellezza dell'inverno, di milioni di miliardi di cristalli... solo gli occhi spenti e lamentosi non la vogliono vedere o non la vedono, nelle città coll'olezzo di piscio di magrebini molesti e ubriachi sui marciapiedi e la puzza di merde canine punkabbestiche. Posso anche capire ma anche questo degrado è e segno e concausa della grande bruttezza ugualista, della barbarie, dell'abrutimento.
Per questo non posso che appoggiare con decisione la proposta dei pentastellati di chiudere gli esercizi commerciali nei festivi. Negozio - ozio è un altro dipolo osteggiato da questa orribile liquidità ugualista, omogeneizzante, entropica. Un piccolo segno di restaurazione contro questo progresso regressivo, peggiorativo.
Un arabesco di brina, dono delle lunghe ore oscure, mi fa felice.


29 commenti:

  1. Questo post è cosi strampalato che non so da dove cominciare.

    Primo, mi viene da ridere alla descrizione del "bianco natale" come se fosse la norma, come se non partisse dal solito presupposto di tutti i tuoi ragionamenti che dovrebbe capitare una ecatombe che ammazzi nove decimi della popolazione, ignorando il problema che il decimo rimanente dovrebbe seppellire tutti. Perché per arrivare al "bianco natale", cosi come tutte le cose "belle" che ci proponi, servono le strade, le auto e la migrazione biblica e una volta che tutti arrivassero li, diventerebbe come Rozzano. Quindi il "bianco natale" esiste solo se non esiste l'umanità, tutto il tuo "mondo ideale" è per i pochi superstiti.

    Mi sembra che abbia molto ma molto senso cominciare un ragionamento con la premessa che per dare un senso al ragionamento bisogna fare sparire nove decimi della gente.

    Secondo, il tempo passa e vengono dei cambiamenti. Non siamo più nella fase del "consumo" purchessia. Adesso siamo nella fase in cui il "negozio" cessa di esistere e viene sostituito dal "mega-super-centro" che contiene ogni possibile ragione di vita e non a caso viene battezzato con un nome evocativo tipo "citylife".

    Il popolo non sogna ne di andare a fare compere nel negozio ne tantomeno il "bianco natale" in montagna, sogna invece di vivere dentro il mega-super-centro, dove trova la ragione per vivere. Quindi l'idea dei "pentastellati" è come aprire il frigorifero per cambiare canale alla TV, sono due cose scollegate. la gente non va nel mega-super-centro solo per comprare, perché oggi come oggi fai prima a comprare su Amazon. Va li per la stessa ragione per cui andava all'Expo, ovvero per avere una ragione di vita. La chiusura di Natale non sarebbe ne un favore ne una costrizione "educativa" verso il "bianco natale", sarebbe solo una punizione incomprensibile, vanificata nell'istante in cui il mega-super-centro riaprisse il cancello. Per fare un paragone, è come i miei nipoti bambini i quali preferiscono di gran lunga rimanere imbambolati davanti alla TV che passa i cartoni incomprensibili e orrendi piuttosto che venire con me a fare un giro al parco. Se chiudo il frigorifero, non solo non spengo la TV ma non cambia nulla rispetto al fatto che i bimbi non escono di casa. Se chiudi i negozi, nessuno se ne accorge, se chiudi il mega-super-centro non gli togli gli acquisti, gli togli la ragione per vivere e più in generale, "spegni" la "city" da cui "citylife". Il risultato non può essere il "bianco natale" ma diventa (o appare l'evidenza) del casermone nella periferia sovietica.

    Concludo dicendo che peggio di una soluzione sbagliata c'è la poca o nulla comprensione del problema.

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    1. Ah, un'altra cosa.
      I "pentastellati" non sono giunti con l'astronave tipo Independence Day, sono il prodotto meccanico dello stesso macchinario che cambia il mondo in funzione di "citylife".

      Proprio la premessa fondamentale della "democrazia diretta" dei "pentastellati" implica che i "pentastellati" siano omologhi al popolo che riempe il mega-super-centro.

      Infatti, quelli che conosco che cianciano di "pentastelle" nel weekend vanno con la moglie nel mega-super-centro, non certo a scarpinare sulle montagne. E' una pura questione di numeri, di statistica e alla fine di logica.

      Il "pentastellame" necessariamente è la "media", rappresenta il popolo perché è il popolo, quindi ne mutua tutte la caratteristiche, che viste dal popolo sono "virtù" ma viste da fuori sono aberrazioni indotte.

      La differenza rispetto al "sinistrismo" tradizionale, che quello contemporaneo è ovviamente contiguo al "pentastellato" da cui odio tra le due compagni, è che il "sinistrismo" di una volta imponeva la tutela del Partito e dei suoi burocrati al popolo immaturo. Quindi lo UCoso dirigente del Partito andava nella dacia a guardare le stelle, tutti gli altri nel casermone di periferia.

      Adesso invece "democrazia diretta" quindi tutti vanno insieme a fare le cose che fanno tutti. E che da questo tu pensi possa venire una idea, veramente mi fa ridere.

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    2. > mi viene da ridere alla descrizione del "bianco natale" come se fosse la norma

      Io ho parlato della bellezza di prati, piante, etc. con un dito o più di brina dovuta a umidità e freddo. Tra pochi giorni ci sarà Natale, vero.
      Beh, non capisco ti faccia così ridere. In ogni caso... il riso fa buon sangue.

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    3. > dovrebbe capitare una ecatombe

      Questo è il tuo pensiero sul mio pensiero.
      Da sempre propugno il "rientro dolce" ovvero una sana e moderata decrescita della popolazione, come avviene in quasi tutti i paesi avanzati se non ci fosse lo tsunami migratorio (dovuto all'esplosione demografica dei rispettivi paesi baluba).

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    4. Sul resto sono sostanzialmente d'accordo: il "pentastellame" è nella media. Non per nulla il movimento ha perso le sue caratteristiche importanti per diventare più che demagogico.
      In ogni caso io considero importante, giusto che ci sia il tempo per il neg-ozio e il tempo per l'ozio.
      A livello concettuale, etico è una cosa ecologica.
      Ora, da questo spazio non posso che pormi sul piano concettuale, delle idee. E' una idea giusta e come tale la sostengo.

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    5. Non posso scrivere una tesi ogni volta, cerca di venirmi incontro.
      Col "bianco natale" intendevo l'immagine bucolica della natura invernale. Che necessariamente esiste in una località non massificata.

      Stante il fatto che l'Italia e l'Europa sono sovrapopolate, potere accedere alla natura bucolica E' UN LUSSO, non è e non potrà essere in futuro la norma, cioè una cosa per tutti, per la massa.

      Quindi torniamo al fatto che la "vita ideale" che tu proponi richiede come premessa che sia per pochi, quindi o tu appartieni alla aristocrazia che passa a cavallo sopra i servi della gleba per andare a vedere la neve, per ballare il tango, per qualsiasi cosa, oppure devi eliminare i nove decimi della popolazione italiana, europea e (per il principio dei vasi comunicanti) mondiale.

      Il "rietro dolce" è un espediente per non affrontare le conseguenze dirette e logiche di quanto ho scritto sopra.

      Non sei meno "regina che gioca alla mite pastorella" se mentre lo fai indossi la maglietta del Che.


      I "pentastellati" hanno il dogma della democrazia diretta. La democrazia diretta esisteva in un contesto dove ci si poteva ritrovare e votare per alzata di mano. Nel contesto attuale è la stessa idea demagogica del "sinistrismo" per cui siamo tutti "liberi e uguali".

      Che va bene, nel contesto di questo post significa che una idea che viene dai "pentastellati" PER DEFINIZIONE è una idea di massa, espressa dalla massa, per i fini che può capire e interessare la massa.

      Non può essere qualcosa che va bene al conteduca UCoso.

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    6. Però ammetto il mio errore. Vengo qui nella cattedrale dell'incoerenza a predicare la coerenza. Evidentemente non ho tutti i miei venerdi e anzi, mancherà anche qualche giovedì perché lo faccio essendo consapevole che non serve e non ha nessun senso farlo.

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    7. > la "media", rappresenta il popolo perché è il popolo,
      > quindi ne mutua tutte la caratteristiche, che viste dal popolo sono "virtù"
      > ma viste da fuori sono aberrazioni indotte.

      Ho fatto critiche al vetriolo alle democrazie demagogiche / demagogie democratiche.
      Scienza e conoscenza, verità, eccellenza, ecologia sono di quanto più antidemocratico esista.
      D'altra parte osservo la manipolazione, la corruzione e l'inquinamento ideologico e valoriale che i vertici apolidi, i nuovi soviet, propinano e somministrano alle masse per lo sfruttamento più grande, perfido e sottile fatto - qui il sadismo passa ogni limite del passato - in nome dei loro diritti, on loro mandato. Hesse oggi scriverebbe la seconda edizione de "Il giuoco delle perle di vetro" perché a quel tempo non aveva saputo né immaginato quale livello di plagio e parassitaggio avrebbero raggiunto le castalie.
      La democrazia dovrebbe contenere i propri anticorpi per difendersi dai Jobs, dalle Boldrini, dai Soros, dalle Bonino, dai Bergoglio, dai Vendola, Scalfari, Manconi etc. .
      Invece esse sono abbindolate da questi imbonitori parassitari, perbenisti, cancrene corrotte politicamente corrette.
      Chissà a quale punto dovremo arrivare prima che le mannaie, i forconi e le ghigliottine tornino a lavorare. Succederà mai?

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    8. UCoso, per come la vedo io tu devi decidere da che parte stare. O decidi di metterti fuori dal contesto della "contemporaneità" o decidi di farne parte. La pretesa di saltare di qua e di la a seconda della occasione ovviamente comporta la costante incoerenza e contraddizione paradossale.

      La "democrazia" è fondamentalmente una grande balla.

      Mi spiego, come ho già detto il concetto risale alla antica Grecia dove si contrapponeva il governo di pochi (aristocratico o oligarchico) al governo di molti (assemblea dei cittadini, cariche tratte a sorte, ecc) ma dove in tutti i casi la "vita pubblica" dipendeva da due fattori, i diritti acquisiti per nascita e il censo.

      Ovvero la "democrazia" greca era una aristocrazia /oligarchia allargata, non era affatto universale e non contemplava il concetto di "liberi e uguali".

      La "democrazia" per come viene intesa nella vulgata contemporanea è l'esatto opposto, ovvero è una delle tante rappresentazioni della idea "tutto a tutti". Il Papa cosa dice a proposito della Palestina? Che bisogna rispettare i "diritti di tutti", ovvero che la Palestina, cosi come l'Italia, è di tutti, ovvio dato che tutto è di tutti.

      La "democrazia" contemporanea è esattamente il contrario di quello che scrivi sopra. Non solo non contiene gli "anticorpi", è il sottoprodotto delle elite apolidi mondialiste.

      Quindi, chi si oppone alle elite apolidi e mondialiste non può che essere fondamentalmente anti-democratico. E' una inevitabile conseguenza logica della definizione di "democrazia" come "tutto a tutti" che necessariamente implica che se tu sei tutti e tutto sei anche nessuno e niente.

      La mannaie e i forconi sono strumenti della plabaglia che da sempre è solo strumento, carne da cannone, leva di qualche elite che cerca di spodestare un'altra elite.

      Io se proprio devo, preferisco la spada.

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    9. Su un piano pratico, io insisto, bisogna vedere il problema e decidere se si vuole risolvere o mitigare, oppure se si vuole non fare niente parlando di tutt'altro come fanno gli "pseudo-ecologisti".

      Io cerco di portare i ragionamenti onirici come i tuoi sulla poesia della neve o come quelli di Sara sui cagnolini e i gattini su un piano concreto, ovvero il bilancio dello Stato, i derivati, l'INPS, la fusione tra ANAS e Ferrovie, i "profughi" portati dalla Libia coi voli di Stato quando non bastano le navi, eccetera eccetera.

      Oppure, su un piano più "leggero", il fatto che alla gente viene applicato un costante lavaggio del cervello che li induce a concepire la vita come il soggiorno nel mega-super-centro-commerciale spippolando il furbofono e mangiando robe "etno-bio".

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  2. E' inutile chiudere i negozi fisici nei giorni festivi : Amazon, eBay, e gli altri siti di e-commerce rimangono aperti, per soddisfare la compulsione consumistica.
    E poi : SE i centri commerciali sono diventati luoghi di aggregazione, è perché alternative di interazione-? sociale-? materiale, all'iper-mercato e allo stadio, non ce ne sono.
    E' l'interazione che manca : nei locali pubblici vedi mai differenti gruppi di amici, mai conosciutisi prima, che si mescolano e tessono nuove relazioni e simmetrie ?
    Può capitare quando tutti sono breschi quindi disinibiti.
    Perché ?
    E' il format tribù che viene replicato nelle generazioni e nei luoghi, così è difficile infrangere un muro relazionale che è una quarta parete.
    Da cui, l'abitudine a non reagire agli eventi che accadono attorno a noi, spesso nemmeno nell'emergenza palese, siccome il mondo è uno spettacolo sullo schermo.

    Arrivati qui, sul fondo, la VR può essere utile in chiave di ri-educazione all'interazione con l'ambiente circostante.

    ===

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    1. Si dai, colleghiamoci tutti con un cavo a Matrix, non può farci che bene.

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    2. Marco, cosa ti posso dire?
      Io più che sostenere, con quasi tutto il mio reddito, l'economia locale, artigianale, sostenendola anche ideologicamente, insomma, dare il buon esempio, cosa posso fare?
      Fosse per me Amazon, etc. li ridurrei del 99.5%.

      Sulla realtà virtuale, ho già scritto da te: a parte usi limitati (cum granu salis) il resto è insensatezza, è spazio dei problemi, non delle soluzioni.

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    3. Marco: "E' l'interazione che manca"

      Vedo ogni mattina la scena agghiacciante dei ragazzotti di 11-14 anni che, sulle scalinate della scuola, anziché chiacchierare tra loro, stanno chini come tanti pinguini infreddoliti, con il becco piantato sui minischermi di quei maledetti imbecillofoni.

      Non meno agghiacciante è vedere la stessa scena replicarsi (per fortuna non con altrettanta costanza) nella sala insegnanti, tra i miei colleghi. Anzi, per essere più preciso, principalmente tra le mie colleghe (per qualche ragione che non so spiegarmi, i colleghi sono un po' meno ossessionati da questo genere di cose).

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    4. Io ormai scuoto la testa rassegnato, qualsiasi cosa faccia, tu parli alle persone e queste sono li che spippolano il furbofono.

      Ma insisto, la alterazione delle menti è "n" dimensionale, siamo al punto che l'intera percezione della realtà è falsata.

      Io abito in un posto ne brutto ne bello ma sempre periferia. Non mi hanno mai rubato niente fino a che quest'anno mi hanno aperto il box per portare via la bicicletta.

      Ora, davanti al cosiddetto "degrado", che porta il sindaco di Rifondazione (non so se si chiama ancora cosi) a dire che se non costruiscono case decenti la città diventerà un ghetto (o meglio, il ghetto dei ghetti), ecco che tipo di notiziona pubblicano i giornaloni:

      I reati d'odio.

      Perché il problema non è che le periferie sono desertificate, i negozi sbarrati, non c'è in giro nessuno ne di giorno ne di notte e ti rubano qualsiasi cosa, perfino il rame nelle cabine dell'ENEL. No il mio problema sono i "reati d'odio" e, caspita, bisogna proprio introdurre "strumenti" nella scuola in cui i miei nipoti faticano a imparare l'aritmetica, per contrastare questa emergenza.

      Eccetera, vedi l'altro commento che ho messo sulla faccenda dei Bitcoin e Block Chain.

      Ormai siamo nel surreale. Doppiamente surreale perché la maggior parte della gente non se ne accorge.

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    5. Incluso il nostro UCoso col suo "Noi italiani custodi di tanta grande bellezza". Ma dove [omissis] vive UCoso, a Paperopoli? Non ci sono più ne gli Italiani (Milano ormai un quarto della popolazione sono stranieri) ne la "bellezza" legata a certi ideali romantici, vedi le palme in Duomo o i grattacieli delle banche.

      Boh, natale di guerra.

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    6. Come siamo arrivati all'isolamento furbofonesco ?
      I furbofoni hanno catturato le persone, oppure le persone erano GIA' predisposte ?

      Come uscirne ?

      Un percorso è stato tracciato, da quel percorso dovremo uscire ...
      o, forse, non ne usciremo più → vedi quello che chiamo brodo digitale.

      Annoto che voi considerate la Realtà Virtuale come il Male assoluto.
      Io, la vedo come uno strumento che potrebbe anche essere utile.
      Uno STRUMENTO, ribadisco.

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    7. * anche il furbofono non è negativo in sé, dipende da come lo si usa, o lo si ABUSA.
      Certo, io preferisco il tablet-pc.

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    8. L'isolamento del furbofono consiste in uno spostamento, una traslazione. La gente si sposta dal suo ambito "reale", bello o brutto, grande o piccolo, eccellente o miserabile, per andare nel suo ambito "digitale" (nel senso del PD).

      L'ambito "digitale" consente a tutti di inventarsi degli pseudonimi, di inventarsi delle vite, di vendere e comprare, di fare cose che nell'ambito "reale" sono molto più difficili.

      Facciamo il caso del paranoico. Una volta il paranoico si lamentava di essere spiato dal vicino del piano sopra. Adesso può lamentarsi di essere spiato dalla NSA o da una ganga di "hacker" o dagli alieni.

      Facciamo il caso del ganassa. Una volta poteva si raccontarti delle sue imprese in Mato Grosso ma era limitato dal fatto che la gente del bar gli rideva in faccia. Adesso può inventarsi qualsiasi cosa, qualsiasi impresa, ovunque, comunque ed è come un attore sul palcoscenico, anzi, potenzialmente infiniti palcoscenici.

      Eccetera.

      Come tutto il resto, il furbofono non fa che sottolineare i pregi e i difetti di chi lo usa. Non se ne può uscire se non si cambia il rapporto/composizione di pregi e difetti. La tecnologia, per avere successo, deve rispondere ad una domanda. Ergo, per cambiare tecnologia bisogna cambiare domanda.

      Facciamo l'esempio della Scuola di cui sopra. Pare che sia importante fornire agli studenti gli "strumenti" contro il ritorno del Nazifascismo, nel frattempo che si alternano tra scuola e "lavoro" (?). Pare che il fatto che questi studenti sappiano leggere, scrivere, contare e anche, magari forse, pensare, sia del tutto secondario.

      Infatti, tra le tante cose che si possono osservare, chi è il Ministro della Istruzione? Un grande filosofo? Un esimio matematico? No, un sindacalista.

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    9. Aggiungo.

      Notare la assoluta ironia di avere un "leader" come questo e definire come requisito per insegnare una qualsiasi materia la competenza dell'inglese.

      Che poi, mi devo ripetere, parliamo di un contesto in cui i diplomati italiani sono in maggioranza semi-analfabeti, sopratutto al Sud, una di quelle cose che sanno tutti ma che non si può dire.

      Intanto, nelle aule dove si combatte il nazifascismo, si impone il "digitale" e tutti i "cambiamenti culturali" di cui si diceva altrove.

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    10. Dal punto di vista etologico direi che la specie non ha strumenti per resistere alla fascinazione del virtuale. E' una sorta di SIDA (in inglese AIDS) del sistema cognitivo: entra e svuota le capacità raziocinanti.
      La televisione ha rincoglionito un sacco di persone ma il televisore era fisso. Ora hanno televisionizzato la rete e dotato le persone di dispositivi mobili per i quali possono mantenere attiva la dipendenza quasi ovunque, quasi sempre.
      Come si fa?
      Direi che è necessario seguire una profilassi. Se devi maneggiare della dinamite, la devi maneggiare con cura. E' una sostanza anche molto utile, in certi casi (io la applicherei, ad esempio, a tutte le moschee). Solo che non te la porti in giro nello zainetto quando vai a saltare sui gonfiabili o a fare del motocross.
      Quindi NON devi avere la dinamite sempre con te.

      Ora, su un piano diverso, uno si pone la questione perché si tenda così facilmente al peggio. L'entropia caratterizza anche le comunità umane, non è affatto un concetto astratto della fisica termodinamica.

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    11. > Non meno agghiacciante è vedere la stessa scena replicarsi (per fortuna non con altrettanta costanza) nella sala insegnanti, tra i miei colleghi.

      Osservo lo spippolamento compulsivo in treno, in milonga, in mensa. Qualche tempo fa, in rete, vidi una foto di un gruppo di monaci (buddsiti) tibetani seduti su una panca, tutti intenti allo smanettamento furbofonico. Sono monaci di una religione che ha il "qui e ora" tra i suoi fondamenti... Se sono messi così quelli, potete immaginare come siano messi gli altri.

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    12. Marco: "Io, la vedo come uno strumento che potrebbe anche essere utile."

      Io pure, se no non frequenterei questi ed altri luoghi. Come tutti gli strumenti, però, può essere usato in modo adeguato, inadeguato, pericoloso o pernicioso. Considera una vanga, ad esempio: anch'essa è uno strumento, puoi usarla "come si deve" fino giungere a farti delle insalate epiche, puoi usarla malamente facendo tanta fatica per niente, puoi usarla ancora peggio rischiando di troncarti un alluce o puoi usarla addirittura per toglierti di torno quel vicino molesto che non vorresti proprio vedere dalle tue parti. Comunque la usi è e rimane una vanga, uno strumento. Però, come tutti gli strumenti...

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    13. Ma le relazioni umane si erano spente prima della diffusione massiva dei dispositivi portabili.

      Bisognerebbe andare alla radice del problema.

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    14. UCoso, non è la prima volta che mi tocca dirtelo ma tu del buddismo non hai capito nulla. Non ti dico di andare in un monastero, basta che guardi il film (mattonissimo) di Bertolucci.

      Il nocciolo della faccenda è che i desideri materiali, quindi il "qui e ora" sono l'origine del dolore, della frustrazione perché è un secchio che non si riempe mai, qualsiasi cosa tu faccia.

      Se vuoi è un po' tipo la faccenda della Forza di Star Wars. Il Lato Uscuro sono i desideri, le pulsioni, le ambizioni, tutto cioè che ci lega al mondo materiale.

      L'illuminazione consiste nel distacco, esattamente l'opposto del "qui e ora". Casomai, puoi leggere il "qui e ora" come una estrema semplificazione, ovvero come la riduzione della percezione delle cose (che sono apparenza) come un foglio bidimensionale sopra il quale devi aggiungere la terza dimensione spirituale.

      I monaci del tuo esempio con il furbofono sono vanesi, in maniera non diversa dai chierici nostrani che vanno a mignotte. Ovviamente tanto gli uni che gli altri in quel momento stanno camminando nel Lato Oscuro, che li allontana dalla "luce".

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    15. Mi sono dimenticato di una cosa:
      ovviamente un dottrina che predica il distacco dal mondo materiale è anti-sociale, ovvero rende impossibile la convivenza.

      Ergo, il Buddismo rimedia con la compassione, una specie di Prima Legge della Robotica. Ovvero devi essere distaccato dal mondo materiale ma devi essere compassionevole verso le creature viventi e ovviamente verso il prossimo.

      Che non è tanto diverso, ancora, dai nostri monaci che si "votano a Dio" ma che, salvo quelli di clausura, traducono il loro ascetismo in compassione verso il prossimo.

      I monaci di solito nella "regola" trovano la prescrizione di non possedere beni personali. Quindi è ovvio che il furbofono è una vanità che va nella direzione opposta.

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    16. UCoso, la tua confusione consiste nel sovrapporre al Buddismo le caratteristiche di una dottrina edonistica come, che ne so, lo Epicureismo.

      Lo Epicureismo si poneva lo stesso scopo del Buddismo, ovvero ridurre o eliminare il dolore, a frustrazione ma con l'approccio diametralmente opposto, cioè proprio il "qui e ora", ovvero aderire completamente al famoso "attimo fuggente", alle percezioni sensoriali, diventare pura percezione senza pensiero.

      Cerco di spiegare la differenza.
      Il buddista ti dice che non ha senso preoccuparsi del lavoro, della carriera, delle vacanze, eccetera perché sono tutti "fantasmi" che ti mette davanti il tuo Lato Oscuro e che ti provocano dolore. Se ti distacchi da tutti questi desideri, ambizioni, obblighi, ti avvicini alla antica "atarassia".
      L'epicureo ti dice la stessa cosa ma invece di dirti di distaccarti dai desideri, ambizioni, obblighi, ti dice di godere il più possibile dei semplici piaceri della vita, tanto più goduti e tanto più semplici, tanto meglio. Panza piena, pennichella, il sole sulla faccia, la fica, ecc.

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  3. Bel post e foto superlativa. Non è tua vero?
    Buon Natale walker!

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  4. Bel post, Uomo è un blogger con qualità di scrittore : vedi gli slanci spirituali, luminosi, fruibili anche qua sopra.
    L'ho [ citato ] nel mio.

    E buoni giorni festivi a tutti.

    ===

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