domenica 13 settembre 2026

Ariaferma

 Esistono storie che sono interessanti. La pellicola di De Costanzo racconta bene una di queste. Un esempio di ecologia della umanità. Paradossalmente, ancora una volta, l'ecologia demolisce, smonta vezzi, luoghi comuni, ideologie che inquinano anime e spiriti. Ad esempio, qui, la critica che io ho percepito, è a un - come dire? - un buonismo lassista, dell'ozio, ostile a impegno e fatica, così in voga nel progressismo, nei sinistri dirittismi.

Qui il lavoro, la ergo-terapia, quella del cucinare (del distribuire il vitto, Fantaccini) riavvicina gli opposti, smussa gli spigoli, lenisce. Ozio padre dei vizi. Forse non vale l'opposto, il lavoro non è detto che sia padre delle virtù, sicuramente è condizione necessaria ad esse. Lo erg-astolo dovrebbe consistere anche nel lavoro col quale il reo risarcisce la società e si emancipa, migliora.

Paradossalmente, ancora, emergono i danni concettuale, ideologici, morali, spirituali di quel concetto nefando, aberrante del reddito di fancazzanza. Perfino in un penitenziario, luogo di concentramento dei crudeli, cattivi, malvagi, il lavoro lenisce, aiuta, pulisce, migliora prima il cibo (scadente, rifiutato dai detenuti - ciò che no n richiede impegno, fatica, lavoro, è mediocre, vale poco), poi i rapporti umani. Il lavoro in un luogo dove la fancazzanza, l'ozio è e uno dei maggiori problemi e una pena temporale, cronologica in sé e... un diritto (si mangia gratis e quindi male).

Una bella storia, di umanità e di ecologia (peraltro realizzata molto bene per scenografia, colonna sonora, fotografia, ruoli).

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