mercoledì 8 febbraio 2012

1LunedìSì

Lunedì _nna sprizzava joie de vivre, energia e voglia di tango da tutti i pori. Così diventa terribilmente sexy. L'ho ringraziata per questa delizia.
Ieri no milonga del cuore causa neve e influenza di un tot della squadra che la anima. I fiocchi hanno effetto anche sugli argentini passi.

martedì 7 febbraio 2012

Sfacelo ferroviario

Ieri sera dopo la lezione di tango sono andato a casa di _zzz a dormire causa problemi logistici (ghiacciata la catena della bicicletta) e relativi ritardi e perdita dell'ultimo treno. Alla stazione oggi, il monumento alla fragilità, in 4° binario, fermo nella neve, il materiale di un Eurostarcity (o qualcuna di quelle denominazioni sceme da marketing de poracci) con una E414. Treni soppressi e in ritardi elevati.
Questi delle ferrovie dopo vari giorni di neve sono allo sbando come in principio. Siamo arrivati, termine corsa, c'era metà treno con le porte bloccate dal ghiaccio a parte due, non c'era la squadra con una macchina sghiacciatrice, nulla. Nessuna organizzazione, nessun mezzo, perse le competenze (c'era tutto, una volta le ferrovie erano IL mezzo di trasporto in caso di neve e funzionavano egregiamente). E' solo un segno della disorganizzazione e del pressapochismo italico; i paesi del nord Europa ci faranno sempre più un culo così.
Che tristezza assistere a questo sfacelo del sistema ferroviario e della sua ingegneria.


lunedì 6 febbraio 2012

1VenerdìNo

Venerdì ho lavorato duramente, sono arrivato alla sera cotto. In milonga non sarei andato neppure se mi avessere spinto; ero stanco mentalmente e ciò è incompatibile con l'impegno mentale, ancora molto, troppo che esso mi richiede (il sabato non sarebbe stato compatibile con la ciaspolata di domenica mattina). Il primo brano delle tanda andava così così poi a calare, in peggio. Il tango è un amante esigente. Mi sono seduto e ho chiaccherato un bel po'. Il posto era modernamente brutto, forse orribile (il contrastro con la bellezza candida del paesaggio intorno al luogo stridente), sigillato, aria viziata che si tagliava con una motosega. Tra le altre cose, _ara la tanghera batticuore c'aveva addosso 'n'odore quasi puzza che trovavo veramente sgradevole; può capitare. L'essere vicini, testa a testa, corpo a corpo, mette in armonia o in conflitto pure il territorio olfattivo di ciascuno.
Comunque inizio a detestare sempre più la bruttezza pseudo moderna. Il mondo va da schifo anche e perché è sempre più brutto, squallido.

Decimazione bianca!

Condomini colabrodo, edilizia tumorale in quantità e di merda in qualità, massa che tremola dal freddo senza maglioni di lana, senza calze pesanti, con i jeans come quando ci sono 38°, riscaldamenti forsennati e finestre aperte, atteggiamente inconsulti di homo in delirio di dipendenza da auto (_zzz osservava che la autoimmobilità è Gran Parte del problema).
Oggi picco dei consumi, 440 milioni di metri cubi di gas bruciati in Italia un solo giorno. Un intero giacimento di gas bruciato in poche ore e sottratto per sempre alle generazioni future che ne saranno private.
Razza prolifica, parassita, meriti una decimazione al più presto.
Io adoro le crisi isterico-scleranti dei più e me la godo ad ogni grado in meno, ad ogni decimetro di neve in più. Qualcuno inizierà a rendersi conto di come è indegnamente, ignobilmente sradicato dalla Natura, come è mediocremente fragile, inetto e perso nel proprio delirio antropocentrico, tecnofilo, artificializzante?

giovedì 2 febbraio 2012

Coi fiocchi!








E' tutto così straordinariamente fantastico. Il mio treno, stamani, viaggiava in nuvole di pulviscolo di neve, i binari affogati nel bianco non si vedevano più. Il paesaggio, sullo sfondo, sfumava nel bianco nulla, la neve cade ancora molto forte.
La meraviglia bianca e la bellezza dell'Inverno sono ai loro apici; ho addosso un'eccitazione che percepisco ora per ora.
Venerdì sera sarà tango e domenica porterò la cricca, ciaspole calzate, in uno dei posti più belli del medio appennino qui intorno. Poi fuoco e mangiatina buonina a casa mia. Un fine settimana con i fiocchi.

mercoledì 1 febbraio 2012

Arttele

Così scura e morbida, ambrata di passione e struggimento. Ieri eri così, milonga mia. Mentre ballavo con la capa, _ora, mi erano venute le parole di Al Pacino: tiepida, morbida e profumata.
Abat-jour lumi d'anima e legno bruno per reggere piedi d'amore tre minuti. Poi, infine, per la porta nera nella meraviglia candida, ebbro.
Nel mezzo c'è stata la scoperta di _tra, il nome che avrei scelto per mia figlia, se l'avessi avuta. Le ho detto questo e mi ha risposto che era stato il babbo greco a sceglierlo. Complimenti a babbo anche per questo! Abbiamo scherzato un sacco, con le mie prove, inizio a sperimentare qualcosa ed ella, è brava, è di quel livello che potenzia, il turbo per tangheri in principio o solo un poco più in là. Ad un certo punto con i suoi voleo, e qualche adorno mi distraeva, mi faceva girare la testa. Le ho detto che non starebbe bene, c'hai le zampe che si muovono troppo artisticamente. Ad un certo punto ho rotto le convenzioni, mi sono staccato mi sono messo per un istante a guardarla di brutto, due fanali così. Si è messa a ridere, poi pure io. Poi il mio braccio sulla sua schiena, il suo busto sul mio, di nuovo a tuffarsi in questo mosto zuccherino ed alcolico.
Ho ancora il suo odore sulle mani.
Colori di bruno e di ambra emozioni e struggimento per tande di tre minuti d'amore.
Rimarrà.
Anche se esci con i capogiri e il cuore a salti.


Oh vita bella!






Apri gli scuri e oltre al vetro, incorniciato di neve...
Ohh.
Nulla contano quattro ore di sonno.
Venticinque centimetri di soffice, polverosa neve bianca. E continua! Ed eccellenti previsioni di freddo. Un incanto bianco di una bellezza stupefacente, straordinaria!!
Stanotte ho fatto le due e mezza, la milonga sì del mio cuore più bella che mai e, in fine, struggente.
Arrivato a casa dopo un viaggio nel sogno della realtà, in decine di chilometri due auto, un paio di spazzaneve che lo raschiavano via, le scintille arancioni sul bianco. Il bianco, solo il bianco, il silenzio, il candore ovunque e le catene che mordevano il fondo morbido e alto. Arrivato alla tana, ore quattro; ho fatto la "rotta", sentivo il mio respiro, il picchiettare dei chicchi sul cappuccio, i muscoli che lavoravano. Era troppo bello, sonno zero. Le emozioni e la bellezza, così, sono impegnative, travolgono.

Oh vita bella!