E allora venerdì è stato scazzo con _lla.
Causa neve i miei della cricca tanghera dei monti e colli avevano rinunciato a venire in milonga. Lo so quando già in attesa in stazione ritorno su a piedi, prendo l'auto, le comunico che se le va la passo a prendere in auto, accetta. Fammi uno squillo due minuti prima che scendo. Arrivo puntuale dopo alcune decine di km di strada con neve e altro, le faccio uno squillo 2' prima arrivo e non c'è. Aspetto qualche qualche minuto la chiamo "Oh!? scendi che facciamo tardi! Dai!"". Aspetto. Nulla. Insomma arriva con 11' di ritardo (arriveremo con altrettanto ritardo a lezione).
Seconda volta.
La lezione precedente eravamo andati con la sua auto, mi aveva invitato a raggiungerla a casa, 15' di attesa lì nel suo soggiorno sul divano e poi a lezione. Errare umano perseverare ... . Anche quella volta l'avevo informata dell'ora in cui sarei arrivato.
Insomma venerdì sale in macchina e parto col cazziatone, niente urli etc. semplicemente sono stato secco e freddo: se ti servono 10' allora mi dici di farmi uno squillo 10' prima, così non arriviamo in ritardo che mi da ai nervi e non ti devo aspettare che non è rispettoso nei miei confronti.
MIIII si scoccia un tot.
Essei rigido e voi del nord siete rigidi e ... e varie affermazioni alcune assurde miarrampicosuivetri altre tipo mia sorella questo e quello non ho potuto ba bi bu perché avrebbero dovuto venire a prenderla alle 19 e sono in ritardo (mancavano pochi minuti alle 2030 zio cane). A proposito di usi e costumi.
Vi ricordate _nna, partner per il corso di tango dell'anno scorso che poi ho letteralmente "scaricato" per incommensurabili limiti egoici nelle comunicazioni e nel resto (compresi pacchi dell'ultima mezzora (ora ho limitato il mio buonismo perdonista e l'ho rimossa da tutte le rubriche)? Allora io non ho per niente la vocazione di crocerossino e dopo un po' che osservo i comportamenti (non le parole) agisco di conseguenza. Insomma io non sono più andato a prenderla. _elo che è molto generoso e ha anche una certa galanteria "meridionale" nell'approcciarsi alle femmine lo ha fatto ancora a lungo. Insomma arrivammo a parlare di 'ste tanghere dalle braccine corte. Insomma _elo si sfogò anche per altro :- sai, _nna ogni volta mi faceva aspettare anche 15', poi mi sono stufato. Ricordo il problema.
In qualche modo è venuto a sapere (non ricordo se mi ha detto che aveva orecchiato per sbaglio un discorso tra loro o che cazzo di altro, che insomma, quella di far attendere è una tattica precisa, premeditata).
_elo, caro tanghero di origine salentina, _nna trevisana da anni a Bologna. Quindi non è questione di nord rigido e sud pressapochista, anche se io sono particolarmente asburgico e sono preciso, perché negli appuntamenti è la prima forma di rispetto del mio prossimo. Mi sembra una strategia seduttiva idiota, penosa. Le donne che si devono farsi aspettare!? Torniamo allora ad un livello trogloditico di relazioni tra maschi e femmine. Cosa deve essere il corrispondente: arriva a casa e mena la tua donna, tu non sai perché ma lei sì? torniamo a questo?
Le donne di valore con cui sono stato e con cui mi rapporto sono sempre state precise. Il rispetto è la prima delle condizioni necessarie.
Ecco, più o meno detto questo a _lla. In milonga poi ci siamo ammorbiditi, ma però ora metto lì il fatto che negli ultimi giorni ho provato a chiamarla un paio di volte per salutarla e non ha risposto.
P.S.
Ho detto a _lla che le avrei mandato questo video buffo. La tecnica e il nuovo famolostrano che vogliono comandare, il qui comando io, gli ego che possono cozzare, non solo abbracciarsi. Con una risata il noi e il tango ci seppelliremo.
giovedì 13 dicembre 2012
mercoledì 12 dicembre 2012
Utero affettivo
Ultima sera notte mattina con mio figlio ieri stamani. Domani se ne andrà in Africa con la madre e quella parte di famiglia perché per quanto aperti e inusuale siamo una famiglia vivente e aperta. Ci vedremo il sette gennaio.
Un po' mi mancherà il mio bipede, in quelli che sono giorni del focolare e degli affetti. I miei invecchiano di mese in mese e non saranno molti i natali che passeremo ancora insieme.
Allora c'è un po' di malinconia ma anche di senso della vita che prosegue, del ciclo e del tempo della vita che fanno il loro corso.
Ecco, noi papà, come io e _zzz e tanti altri che abbiamo tante medaglie di platino ed oro perché siamo stati eccellenti papà separati, sovente molto meglio di madri egoiche o sbandate, ci siamo creati un utero affettivo che rispetto a quello fisico ha l'indubbio pregio di lasciare respiro ai nostri amati bipedi, di lasciar loro libertà e possibilità di incamminarsi nella vita, senza il dolore e il vuoto che le portatrici d'utero, umanamente, devono sentire nell'allontanamento verso la vita adulta dei prodotti loro e nostri.
Angelo Bona osservava che è proprio il distacco uno dei grandi dolori per le donne, non di rado insopportabili e che cerca di lenire nella sua pratica clinica.
Ecco, forse noi papà separati abbiamo un allenamento sordo e lontano alla mancanza, all'assenza, a questa dolenzia. Forse per questo sopportiamo meglio questi distacchi.
martedì 11 dicembre 2012
tumtumtum
Venerdì sera tango. Domenica "tarde" tango. Stessa persona, luoghi simili e tutto è diverso.
Si chiama doccia scozzese. Ecco, il tango è una doccia scozzese, è la centrifuga con pietre ed è la culla con lenzuolina fresche e ricamate profumate di lavanda. Questo è il tango, il tuo viaggio interiore alla scoperta di te, della relazione.
E allora venerdì è stato scazzo con _lla, racconterò. E lezione tosta con la tua stanchezza e poi via, ancora, in milonga. Mi ricordo proprio quel senso di confusione, lezioni della settimana accumulatesi nella capoccia stanca incapace di ballare bene con il corpo. E ieri invece, a corpo mente emozioni fresche di energia di montagna, di cibo buono e distese da una robusta dormita.
Allora ieri il tango ha deciso di portare te ed esse sulle sue ali e pure di espellerti dalla carlinga a volte, senza paracadute. Ho ballato bene domenica "tarde". Molto bene, molto meglio del solito. Ecco, stessa persona, luoghi simili e tutto è così incredibilmente diverso. Mediocre venerdì, eccellente domenica.
Il tempo della domenica così è stato ancora di ore fuggite di una tanda in successiva e mi son precipitato sulla bici e poi a pedalare furiosamente per non perdere l'ultimo treno, nel buio lungo e gelido della notte. Sì, c'era un'altra cosa in comune tra venerdì e domenica.
Era stato il busto di _ina, le sue tette sode di gomma che si sono strette al mio busto e lo hanno ben premuto. Buonasera, buonasera. Andiamo? Andiamo! Era da febbraio che non ballava e però, ecco, la magia del tango, un po' di magia del tango della domenica c'è stata anche venerdì. L'abbraccio milonguero stretto e via.
Siamo riusciti ad essere un animale a quattro zampe come dice uno dei miei maestri, le sue tette di gomma su di me e il suo cuore che batteva forte. Sentivo il suo cuore battere, il respiro, il piano e il bandoneon e tenermi lì, con lei, in lei. E quel suo cuore che batteva e correva... Me lo ricorderò a lungo quel batticuore tum tum tum tum.
Fa litigare e fa amare, tre minuti di possessione alla volta questa doccia scozzese, mediocrità ed eccellenza, malinconie-delusioni fugaci come le gioie per sprazzi di Tango.
Questo è un pezzo di tango nuovo che quasi non è tango. Ma evoca questo vissuto.
Si chiama doccia scozzese. Ecco, il tango è una doccia scozzese, è la centrifuga con pietre ed è la culla con lenzuolina fresche e ricamate profumate di lavanda. Questo è il tango, il tuo viaggio interiore alla scoperta di te, della relazione.
E allora venerdì è stato scazzo con _lla, racconterò. E lezione tosta con la tua stanchezza e poi via, ancora, in milonga. Mi ricordo proprio quel senso di confusione, lezioni della settimana accumulatesi nella capoccia stanca incapace di ballare bene con il corpo. E ieri invece, a corpo mente emozioni fresche di energia di montagna, di cibo buono e distese da una robusta dormita.
Allora ieri il tango ha deciso di portare te ed esse sulle sue ali e pure di espellerti dalla carlinga a volte, senza paracadute. Ho ballato bene domenica "tarde". Molto bene, molto meglio del solito. Ecco, stessa persona, luoghi simili e tutto è così incredibilmente diverso. Mediocre venerdì, eccellente domenica.
Il tempo della domenica così è stato ancora di ore fuggite di una tanda in successiva e mi son precipitato sulla bici e poi a pedalare furiosamente per non perdere l'ultimo treno, nel buio lungo e gelido della notte. Sì, c'era un'altra cosa in comune tra venerdì e domenica.
Era stato il busto di _ina, le sue tette sode di gomma che si sono strette al mio busto e lo hanno ben premuto. Buonasera, buonasera. Andiamo? Andiamo! Era da febbraio che non ballava e però, ecco, la magia del tango, un po' di magia del tango della domenica c'è stata anche venerdì. L'abbraccio milonguero stretto e via.
Siamo riusciti ad essere un animale a quattro zampe come dice uno dei miei maestri, le sue tette di gomma su di me e il suo cuore che batteva forte. Sentivo il suo cuore battere, il respiro, il piano e il bandoneon e tenermi lì, con lei, in lei. E quel suo cuore che batteva e correva... Me lo ricorderò a lungo quel batticuore tum tum tum tum.
Fa litigare e fa amare, tre minuti di possessione alla volta questa doccia scozzese, mediocrità ed eccellenza, malinconie-delusioni fugaci come le gioie per sprazzi di Tango.
Questo è un pezzo di tango nuovo che quasi non è tango. Ma evoca questo vissuto.
lunedì 10 dicembre 2012
Ore veloci
Dunque devo scrivere dell'incontro con _ira. Mh, da che parte iniziare? Eppoi ella legge e ... leggerà. Forse è stato così che mi sono accorto che Piacenza è una città molto bella, più di quanto pensassi. Ecco come il benessere soggettivo renda tutto bello, tutto più_meglio.
Incontro cieco. Hanno pro e contro e comportano frullii vari di crapa emozioni fino a quando poi non ti vedi da lontano in un androne e poi... e arriva un abbraccio vigoroso. Piacenza, abbracci vigorosi e il freddo bianco e arrivare dal retro alla cattedrale, scrigno nel cuore della città e uscire un po' ondivaghi fra il bello dei secoli passati e le parole. Di lei, di me a fendere la folla delle vasche del sabato, riti di provincia e non solo.
Un po' ci conoscevamo, ma dirselo occhi a occhi e poi scherzando... ahah ooh che tonica che sei, fammi toccare il tuo bicipite. Si può diventare abbastanza scemoni scherzando ma è così.
Sono fuggite quelle ore, sedici diciannove due uno zero via.
Il punto G nella crapa e il bicipite tonico. Diventerò feticista?
Ciò che è un nuovo panorama è che ella ama il padre dei suoi bipedi ed è in cammino, a scoprire se stessa. E io ho la testa via tra il castello di Ferrara o anche un po' dietro la cattedrale di San Giorgio. Ci abbandoneremo al gioco per il gioco, ai tempi lenti?
Era l'otto dicembre e nel tempio gotico si celebrava un rito. Volte acute, mattoni, pietra serena sopra, botticino e rosso di verona sotto. E profumo di incenso, di te e di piccoli bocconi dolci di vita di ore veloci fuggenti.
Incontro cieco. Hanno pro e contro e comportano frullii vari di crapa emozioni fino a quando poi non ti vedi da lontano in un androne e poi... e arriva un abbraccio vigoroso. Piacenza, abbracci vigorosi e il freddo bianco e arrivare dal retro alla cattedrale, scrigno nel cuore della città e uscire un po' ondivaghi fra il bello dei secoli passati e le parole. Di lei, di me a fendere la folla delle vasche del sabato, riti di provincia e non solo.
Un po' ci conoscevamo, ma dirselo occhi a occhi e poi scherzando... ahah ooh che tonica che sei, fammi toccare il tuo bicipite. Si può diventare abbastanza scemoni scherzando ma è così.
Sono fuggite quelle ore, sedici diciannove due uno zero via.
Il punto G nella crapa e il bicipite tonico. Diventerò feticista?
Ciò che è un nuovo panorama è che ella ama il padre dei suoi bipedi ed è in cammino, a scoprire se stessa. E io ho la testa via tra il castello di Ferrara o anche un po' dietro la cattedrale di San Giorgio. Ci abbandoneremo al gioco per il gioco, ai tempi lenti?
Era l'otto dicembre e nel tempio gotico si celebrava un rito. Volte acute, mattoni, pietra serena sopra, botticino e rosso di verona sotto. E profumo di incenso, di te e di piccoli bocconi dolci di vita di ore veloci fuggenti.
Oltre la gobba
Ho trascurato un po' il diario in questo fine settimana. In molte cose e molto piacere affacendato. Moì scriviamo un po'.
Sabato sera sono salito da Bologna a casa con _zzz. Cosa ne dici di tira fuori le ciaspole? Beh, venerdì erano arrivati da tredici ai trenta millimetri. Il despotismo di zio tango mi fece un po' tentennare all'inizio e poi ... cedetti: perché no!? Fuoco acceso e un buon risotto poi a nanna.
Domenica mattina relativamente presto su per un monte del medio appennino. Descrivere con le sole parole l'incanto dell'inverno non è facile.
Anche solo scendere all'auto e sentire la neve congelata scriocchiolare sotto gli scarponi. E poi arrivati alla base dell'ascensione, scesi dall'auto prendere atto con pienezza di sensi della fantasmagoria. Cieli infinito blu, bianco gelo vento tagliente ti rasoia viso e mani, il tepore del sole e lassù alla fine del sentiero delle carbonaie, oltre la gobba, ecco disvelarsi IL panorama. Era solo un buco di azzurro blu, sotto il sentiero bianco e intorno i carpini le quercie e i frassini spogli a chiudere sopra. Solo un buco bluazzurro e poi salendo, metro dopo metro, allargarsi fino... a al fiato che si ferma per lo stuporeinfinito. Sempre il blu bianco e la luce forte del sole, tutto l'appennino tosco romagnolo e quello tosco emiliano, con il bianco sopra sotto il blu sopra il grigio verde scuro dei boschi. E in fondo, là in fondo a nord, il bianco delle alpi.
Tre ore nel tutto infinito e deserto, fino alle bacche rosse della rosa canina che staccava col blu e con il bianco, le foglie gialle della quercia lì dietro. Eravamo in due felici di quel tornare nella braccia della Natura, con il silenzio, il respiro dei nostri fiati, il suono dei bastoncini nella neve, degli scarponi.
Ecco, questa cosa bella dell'amicizia suggellata dal nostro vagolare per boschi e prati e sentieri si è conclusa...
Avevo poco in casa e così all'andata abbiamo fatto una veloce spesa. Due cofanate di buona insalata fresca con dadolata di rape e intrusioni di sospetti di porro, un pure preparato poi con maerstria da _zzz e uno zampone che... ci siamo slurpati in due. Ahahha, che ingordi.
L'appetito vien mangiando, e ciò vale anche per montagna e bellezza.
Sabato sera sono salito da Bologna a casa con _zzz. Cosa ne dici di tira fuori le ciaspole? Beh, venerdì erano arrivati da tredici ai trenta millimetri. Il despotismo di zio tango mi fece un po' tentennare all'inizio e poi ... cedetti: perché no!? Fuoco acceso e un buon risotto poi a nanna.
Domenica mattina relativamente presto su per un monte del medio appennino. Descrivere con le sole parole l'incanto dell'inverno non è facile.
Anche solo scendere all'auto e sentire la neve congelata scriocchiolare sotto gli scarponi. E poi arrivati alla base dell'ascensione, scesi dall'auto prendere atto con pienezza di sensi della fantasmagoria. Cieli infinito blu, bianco gelo vento tagliente ti rasoia viso e mani, il tepore del sole e lassù alla fine del sentiero delle carbonaie, oltre la gobba, ecco disvelarsi IL panorama. Era solo un buco di azzurro blu, sotto il sentiero bianco e intorno i carpini le quercie e i frassini spogli a chiudere sopra. Solo un buco bluazzurro e poi salendo, metro dopo metro, allargarsi fino... a al fiato che si ferma per lo stuporeinfinito. Sempre il blu bianco e la luce forte del sole, tutto l'appennino tosco romagnolo e quello tosco emiliano, con il bianco sopra sotto il blu sopra il grigio verde scuro dei boschi. E in fondo, là in fondo a nord, il bianco delle alpi.
Tre ore nel tutto infinito e deserto, fino alle bacche rosse della rosa canina che staccava col blu e con il bianco, le foglie gialle della quercia lì dietro. Eravamo in due felici di quel tornare nella braccia della Natura, con il silenzio, il respiro dei nostri fiati, il suono dei bastoncini nella neve, degli scarponi.
Ecco, questa cosa bella dell'amicizia suggellata dal nostro vagolare per boschi e prati e sentieri si è conclusa...
Avevo poco in casa e così all'andata abbiamo fatto una veloce spesa. Due cofanate di buona insalata fresca con dadolata di rape e intrusioni di sospetti di porro, un pure preparato poi con maerstria da _zzz e uno zampone che... ci siamo slurpati in due. Ahahha, che ingordi.
L'appetito vien mangiando, e ciò vale anche per montagna e bellezza.
venerdì 7 dicembre 2012
Merdopril
- DECRETO «LISTE PULITE»Fuori lista i condannati a oltre 2 anniQuasi tutti salvi. Anche Dell'Utri
- La merda non è riformabile.
Beppe Grillo
Il M5S non deve neppure sbattersi, ci pensano essi.
Campagna elettorale passiva a costo zero.
Merdopril, partiti puliti come nuovi.
Piacere mio
_ara si è fatta viva mercoledì sera. Mi ha chiamato dopo pranzo. Ero in ufficio, non abbiamo conversato molto, anzi. Mi ha chiesto se mi andava un'uscita in milonga ieri sera chevengoaBolognacolleamiche; ho declinato, ho il mio corso di tango - oppure l'altroierisera (faccio il papà, non è possibile). L'ho sentita un po' stupitadelusa, anche se solo per una sottile influenza della voce nel saluto finale. L'ho chiamata più tardi. Se ha voglia domenica sera questo bla bla o quello bla bla ti vengo a prendere a Bulagna ti porto a Ferrara bla bla anche con i tuoi cani bla blo bli lo sai che ho un debole per te bla bla.
Mi ha fatto piacere.
Sabato se gli dei vorranno UnaLettrice e UnUomo si scuoteranno le mani e si scruteranno da piedi agli occhi. Oh!
Mi ha fatto piacere.
Sabato se gli dei vorranno UnaLettrice e UnUomo si scuoteranno le mani e si scruteranno da piedi agli occhi. Oh!

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