L'anno scorso ho usato un poco l'aria condizionata nei pochi giorni di caldo di quell'estate piovosa ma anche molto umida.
Quest'anno no. Mi sono accorto - come se ci fosse bisogno di accorgersi di questa ovvietà - che l'aria condizionata ti condiziona, distrugge le tue capacità di termoregolazione del corpo: diventi un'ameba incapace di sopportare qualche in grado in più o in meno rispetto ai tuoi 24 o 25 o 26. Inoltre, dopo, come ameba, fuori, a casa schiatti e stai peggio che se non ci fosse il condizionatore che ti condiziona. Insomma no aria condizionata: non solo ti rammollisce ma, come tutti i processi termici, è massimamente energivoro dal punto di vista dei consumi energetici (elettrici, in questo caso). Inquinamento personale. ambientale, dissipazione di risorse, degrado complessivo.
Solo che... è una coperta corta. Riesco ad usare le t-shirt un solo giorno o al massimo due, a casa mi devo poi docciare che sono piccicoso come un vassoio di gelato evaporato sotto il solleone.
Risparmi energia da una parte, la consumi dall'altra (lavatrice, trasporto detersivo, etc.), acqua (lavatrice, doccia).
Questo dimostra ancora una volta che, anche cercando di vivere in modo accorto, c'è un'impronta ecologica base che non può essere compressa. Inoltre l'impronta ecologica è proporzionale al numero delle persone, e se queste crescono in modo esponenziale, l'impronta cresce in modo esponenziale. In un mondo finito. Follia.
Il fatto buffo è che voi siete condizionati
Non solo
autossicodipendenze ma anche appendici a mente congelata del proprio condizionatore: un coacervo di stupidame vario: moralistismi, crescitismi, panmixismi, filomassmigrazionisti, umanismi, dirittismi, tecnoteismi, consumismi servizismi, masochismi (leggere queste
interessanti note!!), etc. ed ecco che sei ben condizionato.
La corsa verso il baratro. Anche se
Giovanni Sartori usa un eufemismo.