sabato 26 novembre 2016

Con meno fichi

Ieri sera alle 19:50 ho raggiunto l'obiettivo che mi ero prefissato. Superando ogni difficoltà. Considera che erano più di dieci giorni che attendevo che venisse "erogata l'energia per testare il mio impianto".
Sedici, diciassette ore di lavoro al giorno.
Ho vissuto un conflitto tra la mia etica professionale e i tempi, la struttura quasi garibaldina, amatoriale aziendale. Non si può costruire una diga con cinque operai con carriola, barile e una betoniera. Un giorno di questa settimana fornisco una componente e... il sistema non va. Controllo e ricontrollo, funziona bene. Così scopro che esiste un errore palese, grossolano in altra parte del sistema. Come i fari che non vanno o il volante che non sterza più di dieci gradi in un'auto. Mai corretta. Non c'è tempo e i miei colleghi non si sono sacrificati...
Non posso non notare che il mercato si è impoverito molto. I vertici hanno inoltre deciso che l'azienda deve essere più redditizia. Fare nozze più sontuose con meno fichi.
Sono in una delle molte meraviglie di questo progresso verso il peggio, verso la liquidità sì global.
Scrivo dal treno e vado in Imponga Sì Milonga Sì. Già mi batte il cuore.

50 commenti:

  1. Risposte
    1. Secondo me va alla Milonga Sì, ma credo che il correttore del suo smartphone abbia corretto a Imponga Sì... o forse va ad un evento per imporre il Sì nel referendum!!!

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    2. Sì, è il distorsore del furbofono che ha sostituito "imponga" a "milonga ". Stavo arrivando alla stazione centrale, non ho avuto tempo di correggere il testo.

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    3. ...ma anche "Imponga Si" non è male, non la correggerei.
      Della serie: Niente è più necessario del superfluo, cit. (Oscar Wilde, se non ricordo male)

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  2. Ovunque volgessi lo sguardo vedresti le stesse cose. Esiste una povertà intellettuale e morale tutto attorno da lasciare esterrefatti.

    Devo aprire la solita parentesi. Non esiste soluzione di continuità tra "i vertici" e "la base", la povertà intellettuale e morale è omogenea, trasversale. Se non fosse cosi, esisterebbe la percezione diffusa, non eccezionale, di tutte le menzogne e i paradossi nei quali stiamo affogando.

    Gli ambiti lavorativi, cosi come ogni altro ambito del vivere, funzionano sulla base di questa omogeneità oppure, se inverti il punto di vista, sulla "normalità" e quindi la mancata percezione delle menzogne e dei paradossi.

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    1. Altra nota: è evidente la ragione per cui assistiamo al tracollo di una civiltà: esiste una sproporzione esagerata tra la povertà intellettuale e morale e la ricchezza materiale, il consumo o lo spreco di risorse.

      Se tu pretendi di vivere come in gigante mentre sei un nano, di vivere come un dio quando sei un microbo, non importa che magheggi ti inventi, sono tutti castelli di carte, in equilibrio precario e assolutamente temporaneo.

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    2. Povertà intellettuale e morale sì.
      Su muro lungo la strada che faccio in bici tra stazione e lavoro i kompagni marxistoidi sbraitano kontro la miseria economica.
      Come al solito sono faziosi e cretini. L'uomo NON è affatto solo dimensione economica, molti valori sono spesso incompatibili con una visione economista.
      Infine rimane il problema senza soluzione: non puoi fare le nozze con una scatola di 1kg di fichi secchi. Non puoi fare un bambino in 5 mesi perché "lo chiede il mercato". I bambini nati prematuri hanno, statisticamente, molti problemi e vite più brevi.
      Si ritorna al solido "fretta e bene non vanno insieme" che è incompatibile con l'apologia della liquidità, con il tecnoteismo progressista basato sulle "i-robe".

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    3. > visione economista
      -> visione economicista
      Sempre il distorsore...

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    4. A parte la trasmissione su Radio24 dove straparlano di tecnologia, sentivo giusto ieri su Radio Radicale una tizia che magnificava il piano governativo noto come "piano Industria 4.0", di cui scrivevo QUI. Il nocciolo del discorso è proprio quello, vendersi reciprocamente la fuffa, non solo che si possono fare le nozze coi fichi secchi ma che le nozze si fanno tra qualsiasi cosa e qualsiasi altra cosa, i fichi secchi "interconnessi", user experience, smart cities, IoT, bla bla, sono il Sacro Graal.

      Perché la torta di fuffa che lievita e lievita? Perché altrimenti bisognerebbe sapere fare e fare delle cose concrete, reali e quelle le facciamo fare ai Cinesi e le vogliamo comprare.

      Da cui il problema conseguente, come paghiamo i Cinesi per comprare tutte le cose che pensiamo di volere? La risposta è "col debito".

      Il debito è la rqgione di essere di tutta la gente che vive della famosa "economia di relazione". Finanza, banche, economia, politica.

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Trovo distonico passare da un atteggiamento quasi ostile verso il lavoro a queste galoppate epiche da sturm und drang. Una sana via di mezzo no?

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    1. La mia etica mi dice che ci sono i periodi di calma, di poco lavoro (nei quali il mio stipendio rimane lo stesso) e periodi nei quali bisogna stringere i denti, nei quali è giusto che lo stipendio rimanga lo stesso. Qui sono andato oltre.
      Nel corso di Project Management alla Cattolica erano stati definiti periodi "eroici". Ci stanno, devono essere rari e di durata limita.
      Lo trovo, tutto sommato, ragionevole. Poi si fa l'analisi post progetto e si analizza cosa migliorare, cosa non è andato. E qui ci sarebbe da dire. Carriole e badili per costruire una diga sono velleitari. Si potrebbe parlare di (in)cultura emergenziale. Siamo in Italia, pro e contro.
      Dall'alto calano direttive folli. Siamo alla Boldrini, ai vertici della sinistra al caviale che calano l'accoglienza coercitive a quelli sotto.
      Direttori della federazione italiana sci che nono sono mai stati su una pista con neve e porte. Ecco...

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    2. Non conosco il progetto al quale stai lavorando ma, generalizzando, c'è anche da dire che si punta sempre più a un malsano gigantismo, a una corsa alla prestazione e all'amazing feature anche quando non ci sono ragioni concrete per aver nè l'una, nè l'altra. Siamo circondati da esempi che evidenziano il fenomeno, spesso siamo letteralmente schiacciati dal fenomeno, eppure chi tenta di tirarsene fuori rispolverando un po' di senso della misura dall'armadio della nonna viene rapidamente agguantato e rigettato suo malgrado "sulla ruota dei criceti" (per usare un'espressione efficace che ho letto in un altro blog). Così vogliono quelli che chiami i vertici, ovvero quelle che io chiamo le dirigenze. Ovvero un'accurata selezione tra gli individui della nostra specie dotati delle migliori qualità e delle peggiori intenzioni. Nell'armadio della nonna ho trovato quest'altra definizione, che si addice alquanto: bastardi.

      P.S. Sempre nell'armadio della nonna c'era anche la categoria, più numerosa, dei pirla che si prestano al giochetto non per forza, ma perché persuasi dall'imbonitore di turno.

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    3. "Poi si fa l'analisi post progetto e si analizza cosa migliorare, cosa non è andato."

      Ahahahah... buona questa.

      L'analisi si fa prima di muovere in dito. Dall'analisi emerge da subito che il progetto non ha senso. A quel punto, siccome il progetto è solo una scusa per le "relazioni" della "economia di relazione", si fa comunque, a qualsiasi costo.

      Siccome il progetto è sbagliato, non esisterà mai una vera data di consegna, un collaudo, un avviamento, un funzionamento a regime. Tutte fasi che esisteranno solo sulla carta mentre in realtà, quando va bene, si tratterà di fare funzionare un accrocchio mettendoci delle pezze in produzione, con tutte le conseguenze.

      L'analisi post-consegna si esaurisce in un "ve l'avevo detto", che è insieme scontato e inutile, perché alla fine a nessuno importa che funzioni oppure no, l'importante è che "fare e disfare è tutto un lavorare".

      Alla Cattolica cosa vuoi che ti insegnino, che il giorno dopo dovresti prendere un aereo ed espatriare?

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    4. so di persone che non conoscono vie di mezzo.
      fargliele conoscere non per niente semplice.

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  4. E' un mondo popolato da pazzi drogati con i convincimenti spacciati dal Sistema secondo la volontà e il profitto del Livello Superiore;
    è assurdo, infatti, in un mondo – la nostra parte di mondo, cioè quella occidentale, bianca – in cui abbiamo soddisfatto i bisogni primari, insistere sulla competitività che nei risultati pratici è depauperamento dei diritti e dei salari dei lavoratori ( con una percentuale di cittadini precarizzati e marginalizzati che va crescendo ) per mantenere in carreggiata il capitalismo – cioè un sistema economico GIA' MORTO nella nostra parte di mondo per saturazione di beni materiale e più generale benessere – cioè mantenere i profitti delle famiglie apolidi.

    E' un mondo di pazzi e di lucidi collaborazionisti, come sei tu, Uomo ...

    Ma, in fondo, non ti biasimo : può un essere umano solo affrontare la necessaria Rivoluzione per svincolarsi ed emanciparsi dagli interessi sordidi dell'élite che balocca i popoli del pianeta ?

    Ovviamente no.

    E poi ...

    ''tengo famiglia''.

    ( cit. ).

    ;)

    ===

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    1. Marco, leggo dopo aver scritto il commento qui sopra (h 13:02) e sono colpito da come, con un linguaggio completamente diverso, abbiamo espresso lo stesso concetto (a parte l'attacco diretto a UUIC, che non mi sembra opportuno). Sempre che io non abbia frainteso.

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    2. UomoCoso sarà collaborazionista ma di sicuro NON E' LUCIDO.

      Se fosse lucido, farebbe il commerciale.

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    3. l'attacco diretto a UUIC, che non mi sembra opportuno

      Non è un ''attacco diretto'', qui inteso come ''metterla sul personale'';
      è – ahimé –quello che ritengo sia lo stato delle cose espresso con franchezza ad un amico che ha il merito di avere posto parecchie questioni e info non allineate ( e nemmeno lineari ) su questo suo blog;
      purtroppo, alla fine della giornata, la verità è che il cambiamento della situazione lo si può fare in tanti, in tanti convinti del medesimo modello di Realtà – qui discusso – e convinti di andare fino in fondo;
      al massimo, come Uomo, puoi portare la croce e scriverlo sul blog, assieme a tanta altra roba che dovrebbe sensibilizzare il lettore.

      ===

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    4. > E' un mondo di pazzi e di lucidi collaborazionisti, come sei tu, Uomo

      Marco, hai colto nel segno.
      Io non ho potuto certo trascurare, ignorare il mio dialogo interiore che si stava chiedendo se stessi "viziando" i miei superiori.
      Ora si può creare il precedente del "Ce l'ha fatta con quel carico!". Le probabilità sono molto alte.

      Allora, che potere ho?
      L'unico potere che avrei è quello di dire: o le cose cambiano o sennò, arrivederci, abbiamo fatto un pezzo di strada insieme, da lunedì prossimo inizierò con l' azienda PincoPalla. Grazie, buona continuazione.

      Devo essere sincero:
      1 - sono anni che NON sto cercando lavoro;
      2 - non è un periodo favorevole;
      3 - in generale, quando la manodopera o la intellettodopera sono abbondanti (rispetto al lavoro) le condizioni sono sfavorevoli;
      4 - ho un dovere nei confronti di mio figlio, direi.

      Infine, ritengo che NON sia un problema di capitalismo. Il capitalismo funziona bene perché, semplicemente, modella, si adatta, come una fine veste di seta, al corpo sottostante che è l'etologia di specie.
      L'etologia è giusta o sbagliata? Potremmo aprire discussioni infinite.
      Io attacco i sinistranti proprio perché si distaccano dalla realtà con dei vaneggiamenti su mondi morali, superiori, non solo inesistenti ma distopici, quando si sono realizzati.

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    5. UCoso, dai retta ad un cretino. Il fatto è che il "lavoro", cioè il fare le cose, è solo un pretesto, in realtà non vale nulla. Faccio un esempio banale, leggevo tempo fa che sul prezzo di una automobile il costo della manodopera incide per una percentuale irrisoria, tipo che ne so, il 3% (non ricordo la cifra esatta).

      Dire "o le cose cambiano o arrivederci" non è diverso dalle occupazioni della FIOM e ha lo stesso esito, ovvero che il capoccia assume quattro bulgari a fare il tuo lavoro.

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    6. Il capitalismo funziona bene perché [ ... ].

      Il capitalismo non funziona più in Occidente, e non funzionerà più, a meno di procedere ad un upgrade dell'inclusione delle masse nella Realtà Virtuale ( che, però, non potrà avvenire in tempi brevi a causa del divide generazionale e culturale ), oppure a grandi stragi di esseri umani chiamate usualmente guerre e grandi distruzioni ( dopo, sai, il business della ricostruzione ).
      Ora, il punto è : la gente non lo capisce ?
      Bene.
      Saranno cazzi della gente.

      ^_____^

      ===

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    7. Marco, non dimenticare un corollario che non mi entusiasma per niente: la "gente" siamo anche tu ed io.

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    8. > Il capitalismo non funziona più

      Il capitalismo funziona anche troppo bene. Come affrontato più volte su Effetto Cassandra, esso è un mostro, un leviatano, che divora tutto.
      Dal punto di vista ecologico ciò che non funziona NON è il capitalismo ma la crescita che significa aumento esponenziale dell'impronta ecologico ovvero
      o - crescita esponenziale del consumo di risorse non rinnovabili;
      o - crescita esponenziale della produzione di rifiuti (de facto) non biodegradabili e
      o - diminuzione esponenziale delle "biozone", ovvero terreni a capacità fotosintetica, territori selvatici, riserve di biodiversità

      dovuti alla crescita ed esponenziale della popolazione e del suo tenore di vita/spreco.

      Il discorso sul capitalismo è troppo ideologico: se osservi un semplice condominio, o il traffico, ovvero luoghi informali dove non c'è un'organizzazione politica, economica, ideologica della vita, osservi cose turpi. Ma non è che dietro al delinquentastro che non paga le spese condominiali perché si è fatto la quarta Mercedes nuova in dieci anni, c'è una volontà politica, ideologica.

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    9. A volte mi domando se prima di scrivere di una cosa che si chiama "potogiuliplasma" uno si prenda la briga di andare a vedere cosa significa la parola.

      Il "capitalismo" consiste nella "possibilità (o diritto) di comprare e vendere (senza restrizioni, ovvero "sul mercato") beni capitali". Cosa sono i "beni capitali"? Per semplificare, sono le risorse. Per esempio la terra, le materie prime, la forza motrice, il lavoro manuale, eccetera.

      Mi sfugge cosa possa significare l'espressione "il Capitalismo non funziona" o il contrario "il Capitalismo funziona".

      Se facciamo l'esempio del marxismo, non esiste critica al "capitalismo" ma alla cosiddetta "società borghese", a ragione dello "sfruttamento" del proletariato. Prego notare che questo ragionamento si può invertire, ovvero che la critica marxista necessita dell'esistenza del proletariato, cioè di gente che non ha niente altro da vendere sul "mercato" che il proprio lavoro manuale e dello sfruttato, ovvero il fatto che il "frutto del lavoro" venga del tutto trattenuto dalla "borghesia" e non spartito (da cui il valore del lavoro sul mercato è zero) che obbiettivamente è una condizione abbastanza peculiare.

      Alla affermazione "il capitalismo non funziona" obbietto che complessivamente mai nella Storia sono state disponibili altrettante risorse pro capite, anche nelle aree più depresse del mondo. Il fatto che le risorse non siano ne distribuite ne utilizzate in maniera ottimale non significa che il capitalismo non funziona ma che intelligenza, talento e morale non sono distribuiti ne utilizzati in maniera ottimale nel complesso dell'umanità.

      Alla affermazione "il capitalismo funziona troppo bene (vedi fanfaluce para-ecologistiche) obbietto esattamente allo stesso modo, con una aggiunta: esattamente come per i comunisti, gli ecologisti finiscono per mirare al minimo comune denominatore, ovvero tutti nella merda. La ragione è banale, ci vuole molto meno a demolire che a costruire.

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    10. Ah, una cosa, UCoso. Il concetto di "risorse non rinnovabili" è ha un valore psichiatrico, ovvero, è ovvio che, dato che per noi il tempo scorre in avanti, qualsiasi cosa è "non rinnovabile".

      Un pannello fotovoltaico, come tutti dovrebbero sapere, si degrada progressivamente, perde la capacità (già scadente) di convertire la radiazione solare in energia elettrica, quindi è una "risorsa non rinnovabile". Una torre con sopra delle pale collegate ad un generatore invecchia e muore come qualsiasi altra cosa, quindi è una "risorsa non rinnovabile".

      Tralasciando il fatto che il Sole si sta consumando e che la Terra evolve quindi dove c'è il mare dopo un po' ci sono le montagne e viceversa, non te ne fai niente della luce del sole quando il pannello fotovoltaico è morto. Per costruire il pannello fotovoltaico ti serve una filiera produttiva che è tutta composta di cose "non rinnovabili", comprese le persone, ergo, non c'è niente di "rinnovabile".

      Allora, volendo essere coerenti e precisi, invece della espressione da Paperino "cose non rinnovabili" si dovrebbe dire "cose che non hanno a che fare con la combustione di idrocarburi".

      Però, guardando la faccenda nella prospettiva storica, invece che nell'eterno istante degli anni '70, non si può che concludere con un bel "chissenefrega".

      Infatti, il criterio con cui si sceglie di fare o non fare una cosa deve necessariamente essere di tipo pratico, meccanico. Se tu vuoi andare in milonga, sceglierai il mezzo di locomozione più efficiente. Se ti mettessi in casa il teletrasporto alimentato con la tua stessa cacca, lo sceglieresti senz'altro. Ma se ti dessi un asino invece della automobile "non rinnovabile" (nemmeno l'asino è "rinnovabile") tu giustamente sceglieresti l'automobile.

      Quindi, pagherei per non leggere più certe corbellerie. Inventiamo una batteria che può alimentare un motore di auto per mille chilometri invece che per cento e stai sicuro che nessuno comprerà più auto col motore a scoppio.

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    11. > "il capitalismo funziona troppo bene (vedi fanfaluce para-ecologistiche [...]

      Lorenzo, da te mi aspetto che non scrivi cretinate.
      Il degrado ambientale, sistemico, ecologico è del tutto evidente.
      Se vuoi impecoronarti nel gruppo dei tranquillisti negazionisti non sarò certo io a fermarti. Dovrei forse recuperare alcuni tuoi commenti che descrivono il bell'ambiente in cui vivi? Ad esempio cosa osservasti quando cercasti una casa?

      > "cose non rinnovabili" si dovrebbe dire
      Allora, dal punto di vista scientifico sappiamo che l'entropia tende al massimo. E' una realtà studiata dalla fisica.
      Ancora devo spiegarmi su sta menata del non rinnovabile. Anche i bambini quasi deficienti sanno che, ad esempio, lo zinco, o il fosforo, il terreno (superficie agricola o di altro tipo) o il petrolio o... sono in quantità non solo finita ma anche, per alcuni di essi, scarsa.
      Quindi se usi lo zinco o le terre rare per fare cose inutili, come la 6a Bmw cambiata in 10 anni e poi non lo recuperi al 99%, prima o poi esso finirà.
      Con dei conti da aritmetica elementare si può anche stimare quando.
      Le corbellerie solo quelle che negano queste ovvietà comprensibili anche da alunni delle scuole elementari.

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    12. UCoso, sono in difficoltà per due ragioni.
      La prima è che siamo diversi, la seconda è che stiamo parlando della tua fede.

      Cosa ti posso dire? Se tu avessi la capacità di mettere in dubbio le cose che assumi come "vere" lo faresti da solo, senza che io ti pieghi il braccio dietro la schiena.

      Viceversa, se io ti mostrassi che le cose che assumi come "vere" sono inganni della tua mente, o meglio, sono stereotipi ai quali sei stato condizionato ad un certo punto della vita, cosa ne ricaverei?

      Comunque, faccio uno sforzo che so già essere inutile se non controproducente. Prova a pensare che "il detrado ambientale" sia un concetto irrazionale.

      E' irrazionale perché fondato su l'idea che esista lo "ambiente ideale" e questo "ideale" coincida con la non-esistenza della specie umana. Stringi stringi, arriviamo al nocciolo della questione, essendo l'ecologismo una ennesima metafisica dell'odio, odio per se stessi e odio per tutti gli altri.

      Il "degrado ambientale" è esattamente analogo al "degrado sociale", stessi postulati, stessi processi, stesse conclusioni.

      Riguardo la faccenda della casa, ho provato in passato a descrivere la differenza nel ragionamento. Io non postulo che la mia casa ideale è un maniero medievale sopra una collina nel mezzo di una foresta disabitata. Se lo facessi, aderirei alla metafisica dell'odio folle di cui sopra. Assumo che la casa ideale IN UN DATO MOMENTO e IN UN DATO CONTESTO, sia il migliore compromesso tra le premesse e le soluzioni tecniche disponibili. Quello che non sono disposto ad accettare non è che la casa si discosti dall'ideale ma che sia concepita con la logica del famoso MINIMO COMUNE DENOMINATORE, cioè tutto uguale, tutto merda.

      Ti devo fare notare che il tuo modo di pensare ti obbliga ad essere perennemente incoerente perché, come tu stesso riconosci, non puoi ricondurre la tua metafisica alla tua realtà quotidiana, una nega l'altra, quindi per vivere sei costretto a rinnegare la metafisica, quando vuoi essere metafisico, sei costretto a rinnegare la tua vita (e quella di tutti gli altri, per inciso).

      Sottolineo ancora la differenza tra me e te: io do per scontato che la specie umana esista e che per esistere trasformi l'universo. Tu in questo vedi il male. Invece io vedo il male nel fatto che invece di puntare più in alto possibile si punti più in basso possibile e la mia spiegazione per questo comportamento è qualche interruttore mentale che protegge dal dovere fare i conti con se stessi, per semplificare diciamo la INDULGENZA.

      Nel passato la Chiesa Cattolica aveva definito un interessantissimo sistema di mercanteggiamento. Il peccatore poteva peccare, avendo come limite ai propri peccati solo la sua capacità di contrattare con Dio, tramite la Chiesa, il successivo perdono.

      Avanti veloce, l'Italia contemporanea si fonda esattamente sullo stesso meccanismo, il limite che una persona ha nel compiere delle malefatte è la sua capacità di contrattare con Ls Società, tramite lo Stato, il successivo condono.

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    13. Veniamo ai tecnicismi, la prendo alla larga. In teoria si può convertire la materia in energia e la energia in materia. E' il principio del "replicatore" di Star Trek, ovvero un marchingegno alimentato con un reattore materia-antimateria, il quale, attingendo a quantità inimmaginabili di energia, "crea" la materia, imponendole un "ordine" che appunto "replica" un certo oggetto, tante volte quante si vuole fintanto che persiste l'alimentazione.

      Su un piano più prosaico, la Terra è fatta di atomi, gli stessi con cui sono fatti tutti i corpi del sistema solare, atomi che sono combinati da processi chimici e nucleari a formare gli elementi della tavola periodica. Noi abbiamo accesso solo agli strati estremamente superficiali della crosta terrestre e possiamo solo speculare cosa ci sia al disotto. La Terra ha un raggio di circa 6 mila chilometri, la crosta va dai 4 ai 70 chilometri, la miniera più profonda mai scavata va sotto circa di 3 chilometri.

      Quando dici che lo Zinco è una quantità finita non consideri le variabili di spazio e di tempo. Ovvero dici "per me, qui e ora, è disponibile una quantità finita di zinco". E io ti rispondo "grazie al cazzo, per te è disponibile una quantità finita di qualsiasi cosa, perché sono finiti il TUO spazio e il TUO tempo". Ma su scala storica, per non dire su scala geologica, le quantità non sono affatto "cosi finite", ovvero, non solo possono essere estremamente grandi o estremamente piccole (in teoria si potrebbe creare lo Zinco dal nulla o si potrebbe dimenticare che lo Zinco esista) ma si pone anche la domanda del PERCHE ti serve lo Zinco.

      Tornando a sopra. Io ho bisogno (oppure voglio) fare certe cose, mi servono certi aggeggi. Posso produrre corrente elettrica con un pannello fotovoltaico o con un alternatore collegato ad un motore a scoppio che va a benzina. In entrambi i casi ho a che fare con oggetti NON RINNOVABILI e che hanno un costo, non solo per me, istantaneo ma al contorno. La ragione per scegliere un modo o l'altro DEVE essere solo di opportunità, ovvero quale è il modo più efficiente. Su scala storica, tra cento o cinquecento anni, il problema non si pone.

      Chiudo dicendo che tutte le previsioni ecologistiche - millenaristiche sullo stile "aiuto il mondo sta per finire", si sono rivelate fasulle. Gli ecologisti fanno come i Testimoni di Geova e spostano l'apocalisse in avanti. Ci siamo sbagliati, non era ieri, sarà tra 10 anni. Passano i 10 anni, ci siamo sbagliati, non era ieri, sarà tra 10 anni. Continuando abbastanza a lungo prima o poi ci azzeccheranno, anche l'orologio guasto segna l'ora giusta di quando in quando.

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    14. L'ultima cosa: che qui si parli di meccanismi mentali, di ingranaggi scollegati, diventa palese quando vedi la gente che si bea della modella che fa la campagna "animalista" tipo "basta maglioni di lana, libertà per le pecore" usando un tablet, che ha un "impatto ambientale" e un "costo" n mila volte maggiore di un maglione di lana.

      Oppure, la gattara che va a portare il mangiare alla colonia felina e non gli viene ne il dubbio che ci sono bimbi che saltano il pasto vicino casa sua ne che non esisterebbero i gatti se non esistessero le gattare.

      Eccetera eccetera.

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    15. Gli ecologisti (si fa per dire) "millenaristi" fanno molto male a predire catastrofi, ancor più se indicano delle date. In effetti non serve predire un bel nulla, basta osservare le cose e confrontarle con la propria esperienza pregressa (cosa ovviamente possibile solo per chi ha "una certa età"). Difficilmente sarà possibile vedere una catastrofe, sicuramente è evidente un degrado. Degrado + degrado + n volte degrado = scadimento della qualità della vita. Tutti la stiamo sperimentando, anche se ammetto che più opportunamente sarebbe il caso di parlare di trasformazione della qualità della vita, con alcuni rari aspetti in fase di miglioramento e altri abbondantemente in fase di deterioramento più o meno avanzato.

      L'arco della vita umana è troppo breve per cumulare trasformazioni in quantità sufficiente a determinare una vera e propria catastrofe, se non in seguito a cataclismi (anche di origine antropica) locali o a episodi di carattere astronomico. Una sola cosa fa eccezione, e se ne porta dietro tante altre: l'accatastamento di moltitudini umane sempre più ipertrofiche.

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    16. MrCoso, vedi bene che si torna sempre al nocciolo della questione ovvero la contrapposizione ovvia ed evidente tra "ecologia" e "umanità", quindi, siccome l'ecologia è una invenzione umana, la contrapposizione tra umanità e umanità.

      E' anche evidente che il concetto di "scadimento della qualità della vita" non ha alcun senso perché se la vita di qualcuno scade, la vita di qualcun altro rimane tal quale oppure ascende. Se le "moltitudini" si "accatastano", è palese che la qualità della vita media aumenta, non diminuisce. Il corollario della idea di cui sopra, ovvero dell'odio per l'umanità è necessariamente la follia del mors tua vita mea, ovvero, per migliorare la qualità della MIA vita, peggioro la qualità della TUA e di quella di un numero n di altri, oppure ti elimino.

      Esattamente come la "animalista" che combatte per la giustizia che equipari bestie e uomini afferma che per il bene dei maiali bisogna estinguere i maiali.

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    17. Ah, una osservazione aggiuntiva: pare vi sfugga che quelli che sono sulla porta del tritacarne per essere eliminati siamo noi, non qualche indigeno di terre cosi remote che per noi non esiste, è un concetto astratto.

      Altro esempio di odio per se stessi, godere del proprio annientamento.

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    18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    19. Ah, ecco LUPUS IN FABULA

      Ovvero, il riferimento di UCoso conferma tutte le cose che ho scritto a proposito degli "ecologisti" (direi, da strapazzo), dopo che le ho scritte.

      Mi sembra un po' di maramaldeggiare, troppo facile.

      (correzione del link)

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    20. @ MKS : Marco, non dimenticare un corollario che non mi entusiasma per niente: la "gente" siamo anche tu ed io.

      Caro amico, io ho idee dissonanti da quei 2 orientamenti prestampati e memorizzati dalla massa;
      non a caso, vengo non poche volte giudicato ''di Destra'' da parte dei sinistri, e un soggetto ''inaffidabile'', di cui diffidare, da parte dei destri;
      e chissenefrega.

      @ Uomo : il Capitalismo occidentale è finito dal punto di vista di chi sta da QUESTO LATO della società, il Popolo;
      il Capitalismo occidentale ha ultimato il proprio ciclo con la diffusione capillare del benessere, ovvero con la saturazione del mercato interno delle cose materiali e conseguente cessazione del mercato;
      da cui la delocalizzazione che in termini fumettistici per bambini è stata definita semplicemente come l'ennesimo espediente di lucro per il Padronato, ma nella Realtà Concreta è stata lo strumento per portare la produzione là dove c'erano e ci sono Paesi e mercati in evoluzione, siccome non era possibile esportare ai cinesi ( agli indiani ... etc. ) prodotti fabbricati qua in UE, con i costi del lavoro nostro; l'unica alternativa, era il fallimento delle attività produttive.

      Il punto centrale è : cosa è tornato al Popolo ( ai popoli europei occidentali, tranne pochissime eccezioni ) dalla delocalizzazione, e dall'automazione che sì, ha alleviato la fatica ed il tedio del lavoro ripetitivo al lavoratore, ma è sempre doveroso specificare AL LAVORATORE SOPRAVVISSUTO AI LICENZIAMENTI determinati dalla potenza produttiva dei robot e dei computer ?

      { e questa, è una risposta anche al commento di Lorenzo ( che però parte subito all'attacco del ''marxismo'', per dimostrare la validità della propria opinione per negazione dell'alternativa storica ) :

      Mi sfugge cosa possa significare l'espressione "il Capitalismo non funziona" o il contrario "il Capitalismo funziona". }.

      Fossimo una comunità cerebrata, dovremmo lottare non tra noi, ma per la conquista dei mezzi di produzione ( come un barbuto avanti coi tempi asseriva a metà dell'Ottocento ) per la socializzazione del lavoro e dei profitti derivati, materiali e immateriali ( come il tempo vitale ).

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    21. Aggiungo che i relatori di questa nuova Costituzione Turbo-liberista posta oggi al giudizio degli ''italiani'', pure nella situazione di un sistema economico che sta implodendo per consunzione, hanno ricevuto l'ordine di garantire nel punto (e) del nuovo [ art. 117 ] : compagnie assicurative, mercato e austerity.

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    22. "Fossimo una comunità cerebrata, dovremmo lottare non tra noi, ma per la conquista dei mezzi di produzione."

      Questa frase non ha alcun senso perché la prima parte "non tra noi" non si aggancia alla seconda "per i mezzi di produzione" con la congiunzione avversativa "ma".

      Cerchiamo di fare ordine nelle ideuzze: nel mare primordiale nuotavano dei micro organismi che succhiavano sostanze dall'acqua e le elaboravano con l'aiuto delle radiazioni solari. Il processo era complicato e praticamente qui primi organismi erano macchine che non potevano fare altro che sostenere se stesse. Ad un certo punto qualcuno di questi organismi escogitò l'espediente di accostarsi ad un altro organismo e assorbirlo. Cosi facendo ne incamerava tutte le sostanze, già nelle e pronte, con un meccanismo enormemente più redditizio. Quel primo predatore ebbe cosi molte più risorse dei concorrenti e quindi poté crescere, moltiplicarsi, aggiungere spine, denti, pinne, gambe, ali, eccetera. Necessariamente si sviluppo la competizione tra predatori e predatori di predatori.

      Ora, una comunità non può essere per definizione "cerebrata" e già il concetto palesa un modo di pensare tutto storto che attribuisce ad un concetto astratto (comunità) proprietà fisiche che invece sono degli INDIVIDUI.

      Gli individui sono come i primi organismi nel mare primordiale, e la "comunità" è il mare primordiale.

      Il Capitalismo è l'insieme dei meccanismi che consente agli individui di competere tra di loro.

      Insisto, la dottrina marxista non elimina i meccanismi, elimina la "comunità", toglie l'acqua dal mare, toglie il contesto all'interno del quale gli individui possono (o devono) evolvere, cambiare.

      Quindi la domanda dovrebbe essere "se il problema è che consideriamo "immorale" che gli individui (o gruppi di individui) competano tra di loro e si predino reciprocamente, siamo sicuri che la soluzione è congelare tutto, bloccare l'umanità in un eterno istante presente, bloccando il cambiamento e l'evoluzione?"

      Il motivo per cui il Comunismo è saltato per aria è banale: nel 1980 nell'Europa dell'Est vivevano nel 1920, bloccati nel tempo. Per i miei nonni il regalo di natale erano le arance, lo stesso per i Tedeschi dell'Est. Da quest'altra parte del muro le arance le buttiamo al macero perché ne produciamo troppe.

      Allora mi si farà la classica obiezione "universalista", ovvero se il marxismo (o la variante comunista) fosse esteso uniformemente su tutta la Terra, non ci sarebbero più squilibri, sfruttati e sfruttatori, gente ricca sfondata e gente che muore di fame.

      APPUNTO. Un motore che è tutto alla stessa temperatura, composta da solo due o tre pezzi, difficilmente funziona. Un mondo "uniformato", immobilizzato, cristallizzato, può solo rimanere fermo o involvere. E, per il panta rei, necessariamente involve.

      La "socializzazione" è auto-distruttiva.

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    23. Lettere a caso perché non ci vedo, pazienza.

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    24. Posto che della specie, della evoluzione e di tutte quelle belle categorie per l'analisi della realtà che abbiamo escogitato nel tentativo di capirci qualcosa mi interessa fino a un certo punto, direi che agli individui conviene assai la situazione "congelata" che hai ipotizzato. All'organismo primordiale che hai simbolicamente ricordato poco assai sarebbe importato dei propri discendenti con denti e spine, la sua preoccupazione principale sarebbe stata l'autoconservazione. Per noi, al netto delle panzane culturali con le quali amiamo infarcirci a vicenda l'encefalo, vale lo stesso principio -- quel che conta veramente è poter passare dalla culla alla tomba con meno tribolazioni possibile. Una società competitiva è l'ambiente meno adatto per ottenere quel risultato. La parola chiave qui non è nè capitalismocomunismo né alcun altro -ismo -- la parola chiave è competitizione. Un altro totem culturale che accettiamo con troppa convinzione che isa qualcosa non solo di inevitabile, bensì perfino di giusto e opportuno o addirittura vantaggioso. Mediamente, accettare la costituzione di un ambiente competitivo intorno a sè è un autogol formidabile, a meno di esser certi d'essere colui che vincerà.

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    25. MrCoso, esattamente al contrario. Qui sembra la fiera dello statale.

      Ma lo statale italiano che beneficia della "terza via" di cui sopra, non lo statale polacco che mangia pane e salsiccia ogni giorno per tutta la vita, colazione, pranzo e cena.

      Stai sicuro che, come è successo ai "garantiti" dell'Est, dopo un po' di dieta di pane e salsiccia mattina e sera, sei disposto a rischiare la pelle per avere una arancia.

      Di una cosa sei certo nel sistema della società immobile, sei sicuro di non avere nessuna possibilità. Sei vivo-non vivo. Non solo tu, i tuoi figli e i figli dei tuoi figli, sono costretti alla non-vita.

      Che poi qui sembra che stiamo parlando di cose di fantasia invece che della fottutissima Storia e anche della altrettanto fottutissima attualità.

      Gli immigrati che ci invadono lo fanno perché vedono nell'Europa la terra del bengodi, il Paese dei Balocchi. Potrebbero stare tranquilli a casa loro, perché cosi ridurrebbero le tribolazioni al minimo. Infatti la "sinistra" si inventa la fola del "fuggono dalle guerre", che è una palese menzogna. Non fuggono, casomai inseguono, inseguono il benessere, il godimento e sono disposti a correre dei rischi nel mentre.

      Come da sempre hanno fatto gli antenati, altrimenti saremmo ancora appesi ai rami nella foresta subtropicale a grattarci le pulci.

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    26. Prego notare che mentre affermo che gli immigrati inseguono il benessere, il godimento, cosi come fecero gli antenati, affermo che non c'è differenza tra i neri africani e i biondi scandinavi che traversavano il mare su altri barconi e bussavano alle porte con l'ascia.

      L'ascia è un bell'arnese, utile ma assume tutta un'altra prospettiva a seconda se sei dalla parte del manico o dalla parte del taglio.

      Quindi, se è naturale traversare il mare per andare a procacciarsi ricchezze o anche solo il necessario per vivere, altrettanto naturale è ributtare in mare l'invasore per difendere le proprie ricchezze.

      In tutti i casi, non è mai successo, non è naturale e meccanicamente non funziona, stare fermi immobili per ridurre le tribolazioni. Perfino le piante si sforzano di spargere i semi più lontano possibile, di orientare rami e foglie verso la luce, eccetera, non si accontentano di rimanere immobili sotto il sole.

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    27. x Marco Poli:
      > il Capitalismo occidentale è finito dal punto di vista di chi sta da QUESTO LATO della società, il Popolo;

      Io non ho mai avuto grandi simpatie per il_popolo.
      Nel senso che per me è una parola che esprime un concetto collettivo, un insieme molto grande di persone di una certa cultura.
      Allora, il popolo è corresponsabile delle scelte dei propri governanti. Torniamo sempre al churchilliano "Ogni popolo ha il governo che si merita.".

      > da cui la delocalizzazione
      Col popolo consumista che va a comprare le cineserie o le berline tedesche di lusso o gli aifon o qualsiasi stronzata esotica... contribuendo all'affossamento della propria economia, a distruggere competenze, conoscenze, etc. .
      Il caso dello spaventoso deficit nei conti sull'estero con la Germania, alla moda più idiota per cretini di possedere auto tedesche (a partire da B. che girava su un'Audi) e alla messa in cassa integrazione di non so quante persone alla Maserati.

      Concordo che si debba lottare per una economia locale, che rimetta qui, nei nostri territori, ciò che da essa preleva.
      Mi sembra di essere all'utopia, direi.

      > socializzazione
      Io tendo ad avere crisi di orticaria quando sento queste parole.
      Cosa significa socializzare? E' sufficiente stare su un autobus o in un condomininio per capire quante deficienti, furbastri e piccoli delinquenti ci siano in giro per capire che non è possibile "socializzare" in quanto significherebbe applicare criteri "ugualisti" che mettano sullo stesso piano onesti e disonesti, capaci e incapaci, laboriosi e fancazzisti, persone di merito e cialtroni.

      Per quello è necessaria la dimensione locale, per RESPONSABILIZZARE le persone, l'unico modo affinché esse diano il meglio di sé.

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    28. x MrKeySmasher:
      > Gli ecologisti (si fa per dire) "millenaristi" fanno molto male a predire catastrofi, ancor più se indicano delle date.
      > In effetti non serve predire un bel nulla, basta osservare le cose e confrontarle con la propria esperienza pregressa.

      Non c'è molto da aggiungere, direi.
      Il degrado ecologico dei sistemi è evidente.
      Non lineare ma il bilancio, complessivamente, è negativo.
      Ci sono mille esempi.
      Le discariche nel rio dietro la curva della frazione che hanno impestato l'Italia dagli anni cinquanta a metà anni ottanta sono sparite.
      In compenso si sono create migliaia di chilometri di discariche lineari stradali con milioni di automobilisti che gettano di tutto fuori dall'abitacolo del proprio veicolo. Parte della plastica viene ora trasformata in un aereosol distribuito dagli inceneritori, dalla forma solida a quella gasiforme. Meglio o peggio?
      Molte industrie che scaricavano in pozzi a dispersione sono state chiuse. Ora però abbiamo un consumismo di prodotti chimici (si pensi ai presidi utilizzati per disinfettare le case, avvelenandole) esagerato che semplicemente non esisteva alcuni lustri fa.
      I boschi sono aumentati in estensione ma si sono distrutti milioni del miglior terreno agricolo già scarso, l'urbanismo è decisamente peggiorato.

      La popolazione è ulteriormente aumentata e una fetta consistente è dovuta ad invasori che hanno un senso civico ed ecologico decisamente peggiore di quello già a scarso di molti italiani.

      Io ritengo che le condizioni siano complessivamente peggiorate.

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    29. Tu lo ritieni ma è ovviamente falso. Tutte le specie viventi aumentano di numero se e solo se le condizioni al contorno sono favorevoli, ovvero se c'è surplus di risorse.

      Viceversa, diminuiscono di numero quando le condizioni sono sfavorevoli, cioè quando c'è una carenza di risorse.

      Il tuo "peggio" è di tipo estetico/morale ed è un concetto decadente. Noi siamo invasi e non reagiamo perché siamo condizionati a pensarla come te, in termini di "eleganza" invece che in termini di ascia che fa a pezzi le persone.

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    30. Aggiungo, a proposito di "apocalittici", il titolo del post di oggi del blog "Cassandra-di-sta-ceppa":
      "I 10 migliori modi per distruggere tutta l'acqua sulla Terra "

      Nella foga di descrivere la centomilionesima "fine-del-mondo" prossima ventura, il titolare del blog non fa caso ai problemi semantici o logici.

      "distruggere l'acqua" significa o scomporre le molecole di H2O oppure in senso lato, contaminare l'acqua in modo che risulti inutilizzabile.

      NON significa conservare l'acqua cosi come è ma estinguere il 90% delle specie animali e vegetali che la popolano, cosa che è successa causa fenomeni naturali più volte nella preistoria.

      Giorni fa su un altro blgo mi si invitava a sottoscrivere una petizione in favore dei pulcini di allevamento che vengono stritolati. Nello stesso testo, tra le altre scemenze, mi si ricordava che il pollo arrosto riscaldato è velenoso, piccola apocalisse nel forno.

      Bah.

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    31. > Tutte le specie viventi aumentano di numero se e solo se le condizioni al contorno sono favorevoli, ovvero se c'è surplus di risorse.

      Infatti il deficit italiano in innumerevoli ambiti è sempre più ampio.
      Dal bilancio import export con alcuni partner, al deficit energetico, al dissesto delle casse statali, a quello sul pesce, eccetera eccetera.

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    32. Il deficit del posto X corrisponde al surplus nel posto Y. Le esplosioni demografiche delle alghe o delle meduse dipendono da condizioni di temperatura, acidità, percentuali di gas disciolti e dai nutrienti. E' ovvio che se fossimo in altre condizioni al contesto, per esempio se non esistesse la tecnologia, i numeri sarebbero del tutto differenti. Ma il contesto esiste, il contesto cambia e quando cambia in maniera favorevole, aumenta la popolazione complessiva.

      Magari si riduce anche in qualche posto e aumenta di parecchio in un altro, somma comunque positiva.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.